Coraggiosa denuncia del presidente del WWF Campania

LETTERA APERTA ALLA TERRA ED AL SUO POPOLO AVVELENATO

Se mi chiedono la provenienza, rispondo fiero: sono dell’agro aversano ! Si di quella TERRA resa famosa dal cartello mafioso più criminale e cruento che và sotto il nome di “clan dei casalesi”. Ma casalesi è il termine di un popolo che è stato rovinato e trasformato dai media e dalla pubblicità peggiore che se ne è potuta fare. Quello stesso clan ha distrutto la propria TERRA, proprio quella TERRA che li ha generati e li ha fatti crescere insieme a noi altri. Cioè insieme a chi, come me, con la camorra e la delinquenza non ha nulla a che fare. E come me è la vera maggioranza della popolazione dell’agro aversano. Ma tant’è, oggi ci teniamo il nome e pure i veleni, i tanti veleni che questi criminali hanno occultato nelle viscere della nostra TERRA. Avvelenata appunto.

Farò sempre un forte plauso all’attività della Magistratura e delle forze di Polizia per i sequestri, le indagini, gli arresti. Ma non basta. Ne abbiamo tanta di TERRA sequestrata perché inquinata da metalli pesanti e da altri rifiuti tossici e pericolosi.  Scorie pericolose che la TERRA ha ingoiato suo malgrado e che hanno ingoiato soprattutto i figli di questa TERRA.

In altre parole è come se ognuno di noi avesse puntata alla testa una pistola che continua a sparare colpi a vuoto, fino a quando, quello mortale, non ti uccide con il cancro o con altre patologie ambientali fatali. Ne ho visti tanti morire così nella nostra TERRA di Gomorra. Alcuni hanno la malattia e li vedi camminare per strada come fossero dei morti che camminano, come i condannati a morte. Siamo questo nell’agro aversano. E’ inutile nascondere la verità per paura. Solo affrontando il problema si capirà quanto sia importante e prioritario ridare dignità a questa TERRA ed al popolo dell’agro aversano.

Purtroppo continuano le inquietanti “scoperte” nel territorio dell’agro aversano. Niente di nuovo purtroppo: l’ennesimo campo coltivato pieno zeppo di ogni sorta di veleno.

Siamo di fronte ad un disastro ambientale e sanitario di proporzioni enormi. Non a caso nel territorio dell’agro aversano e del giuglianese l’incidenza di malattie tumorali è salita alle stelle proprio ed in particolarmodo negli ultimi 10 anni.La preoccupazione sale per la situazione ambientale  e sanitaria di questo territorio, anche perché le Istituzioni preposte poi alla bonifica del territorio sono molto lente nell’avviare processi di risanamento ambientale. Sono decenni che chiediamo, in tutte le forme civili, di iniziare queste attività di bonifiche, per avviare in questo modo una prima parziale ma incisiva estrazione dei metalli pesanti e di altri elementi chimici che hanno inquinato la TERRA.

Oggi chi pretende di fare Politica ad Aversa e nel suo agro deve porre al primo punto all’ordine del giorno della sua agenda di lavoro il risanamento della nostra TERRA.

Chi deve pagare per questi reati deve risarcire, almeno in parte, il nostro Popolo avvelenato. Chi ha commesso il fatto o i fatti ecomafiosi deve pagare.

Alessandro Gatto

Aversa, 20/05/2012

La pioggia arrivata tardi non ha guastato la Giornata delle Oasi WWF alla Rimembranza di Terracina

Bandiere listate a lutto per esprimere il cordoglio del WWF Litorale Pontino per le due tragedie che nella giornata di ieri e nella notte successiva hanno sconvolto il Paese. 

L’affluenza dei visitatori è iniziata già all’apertura.

Si sono soffermati a leggere i pannelli della mostra sui cetacei e di quella sulla duna residua di Terracina allestita da una classe del liceo scientifico “L.Da Vinci”.

Un gruppo di cittadini ha consumato il pranzo al sacco sotto la pergola dei glicini. 

Nel pomeriggio grandi e piccoli hanno eseguito sotto la guida del pittore Nazareno Savarino disegni naturalistici.

Buona la distribuzione delle competenze in seno al nuovo Consiglio regionale del WWF Lazio

Oggi a Roma si è insediato il nuovo Consiglio regionale del WWf Lazio uscito dalle elezioni di un mese fa.

In rappresentanza dei circa 20.000 soci laziali dopo lo scrutinio sono risultati eletti:

Cesare Budoni                         esperto della comunicazione

Riccardo Copiz                         naturalista

Alessandro Monteggiori       ornitologo

Marino Polvani                       agronomo

Marco Preziosi                       disegnatore naturalistico

Vanessa Ranieri                    avvocato

Alessandro Urbani               geologo

Nella stessa riunione i sette consiglieri hanno eletto  l’avv. Vanessa Ranieri come presidente e  Cesare Budoni e Alessandro Urbani come vice-presidenti.

Quest’anno il WWF Lazio compie 40 anni e il nuovo Consiglio per festeggiare questa eccezionale ricorrenza metterà, in continuità con il passato, il massimo impegno per la tutela dell’ambiente della nostra regione.

Festa delle Oasi, il parco della Rimembranza è pronto

Domenica 20 maggio 2012

Festa delle Oasi WWF

 Parco della Rimembranza-Terracina

Programma

  • Ore 10.00 Apertura del Parco 
  • Visite guidate del Parco per gruppi di visitatori
  • Ore 15.00 Minicorso di pittura naturalistica, a cura del pittore Nazareno Savarino, aperto a piccoli e grandi (gli interessati portino carta da disegno, possibilmente ruvida, matite e i colori preferiti)
  • Durante la giornata Nazareno Savarino esporrà alcune sue opere
  • Mostre fotografiche:
  1. Il mare e i cetacei
  2. La duna residua terracinese
  • Attività varie 

La Giornata delle Oasi e il profilo fragile dell’Italia

I 9 ‘VOLTI’ DEL PROFILO FRAGILE DELL’ITALIA

Sono 9 le tipologie di paesaggi costieri in Italia che, nell’ambito dell’Ecoregione Mediterraneo Centrale, fanno da ponte tra il continente africano e l’Europa per fauna e flora, di cui molti esemplari sono stati protetti grazie alle Oasi WWF.

1. ‘Paesaggio lagunare’ (lagune costiere dell’Alto Adriatico e Laguna di Venezia).
2. ‘Paesaggio ligure, al primo posto tra le regioni italiane per ricchezza di flora.
3. ‘Paesaggio pontino’, completamente pianeggiante con una fascia dunale costiera (bosco planiziale del Parco Nazionale del Circeo, uno dei lembi rimasti delle antiche selve costiere). 
4.‘Paesaggio litorale tirrenico’: fascia litorale del versante occidentale della Penisola (Maremma, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria), caratterizzato da sistemi dunali e stagni costieri che si alternano a coste alte e rocciose, promontori e baie, dall’Argentario al Circeo. 
5. ‘Paesaggio costiero adriatico’, paesaggio collinare recente con assenza di coste alte e insenature, fatta eccezione del Conero.
6. ‘Paesaggio garganico’, esteso tavolato calcareo che si sviluppa a quote tra i 600 e 800 m s.l.m. e degrada con ripide scarpate.
7. Paesaggio delle Murge e Salento: tavolato calcareo che costituisce la Puglia.
8. Paesaggio delle coste siciliane e piccole isole, caratterizzato da specie che sopportano temperature elevate e periodi di aridità.
9. Paesaggio sardo litorale, per lo più a falesia, ma non mancano esempi di dune costiere imponenti (Dune di Piscinas).

L’intero dossier del WWF Italia

DOSSIER COSTE        IL ‘PROFILO’ FRAGILE DELL’ITALIA

è scaricabile qui.

Domenica 20 maggio nella Giornata delle Oasi i visitatori del parco della Rimembranza di Terracina troveranno nasturzi e fiori di acanto.

La Giornata delle Oasi di domenica 20 maggio fa riflettere anche sull’erosione costiera

Così si sgretola la silhouette d’Italia

Negli ultimi anni l’erosione costiera si è ‘mangiata’ oltre il 42% dei litorali italiani (CNR-2006), un fenomeno in atto anche a livello globale che secondo le stime riguarda fino all’80% delle spiagge del mondo e che in Italia travolge oltre 1600 km di costa (per la maggior parte tra le spiagge adatte alla balneabilità), con picchi allarmanti in alcune regioni. In Molise, che ha appena 35 km di costa, il 91% del litorale sabbioso è stato divorato dal mare, che ha risparmiato appena 2 chilometri di spiaggia.

In Puglia è in erosione il 65% delle coste balneabili (pari al 22% dell’intero sistema costiero), in Abruzzo il 61%, nel Lazio ben 117 chilometri ovvero il 20% della costa regionale e il 54% di quelle balneabili, nelle Marche 78 km di costa, in Calabria 300 km (43%) e in Liguria il 33%. I valori più bassi in Emilia Romagna (25%), Veneto (18%),  e Friuli (13%).

Tra le cause dell’erosione costiera, il prelievo di ghiaie e materiali inerti dal letto dei fiumi, veri e propri nastri trasportatori di sedimenti che, in una situazione di equilibrio, fanno rinascere ‘naturalmente’ le spiagge;  l’incremento di porti e porticcioli,  aumentati tra il 2007 e il 2011 di oltre il 7,6% (Osservatorio nautico nazionale 2012); la concentrazione di stabilimenti balneari, che, oltre a livello infrastrutturale, contribuiscono a danni anche più impattanti sull’ambiente a causa degli interventi di pulizia meccanica degli arenili che disgregano la compattezza della sabbia esponendola maggiormente al vento ed mare, interrompono la progressione delle dune, determinano una variazione delle pendenze e la rimozione delle foglie di posidonia spiaggiata, ‘barriera’ naturale contro l’azione erosiva del mare.

Il parco della Rimembranza di Terracina si prepara a ricevere i visitatori della Giornata delle Oasi WWF.

Il profilo fragile dello Stivale

Dalla costiera amalfitana alla spiagge di Budelli, dalle lagune costiere alle saline, dalle dune del Circeo a Portofino, dalle falesie del Gargano ai lungomari dell’Adriatico fino al “letterario” sentiero Rilke a strapiombo lungo la baia di Sistiana vicino Trieste, dedicato al poeta austriaco: il profilo della nostra penisola è parte integrante dell’immaginario collettivo mondiale.

Questi ambienti di passaggio fra terra emersa e mare hanno condizioni ambientali difficili come i forti venti salmastri, l’aridità e la salinità delle falde sottostanti fino alla mancanza di humus: questo però ha consentito a centinaia di organismi di adattarsi rendendo così le nostre coste ambienti ricchi di biodiversità ma al tempo stesso tra i più minacciati insieme alle zone umide.

Un video girato nella riserva di Punta Penne a Vasto dal WWF Abruzzo dell’uccello Fratino che nidifica sulle spiagge ne è una prova inconfutabile.

Le spiagge naturali sono rifugio per centinaia di specie dagli uccelli alle tartarughe marine, cordoni sabbiosi fioriti di gigli di mare e santoline che proteggono dalla forza dei venti e della salsedine la macchia e i boschi retrostanti. La ricchezza delle coste è unop degli elementi di qualità dell’Ecoregione Mediterranea, una delle aree prioritarie globali indicate dal WWF.

Il nostro è però un profilo diffusamente deturpato e estremamente fragile, un bene pubblico di primaria importanza sia per la biodiversità che custodisce che per la ricchezza culturale/paesaggistica che rappresenta.

Le coste sono anche quel confine sensibile agli effetti dei fenomeni legati ai mutamenti climatici, come l’intensificarsi delle mareggiate e l’innalzamento dei mari. Ma se in buono stato, come le spiagge ancora ricche di dune sabbiose  integre, possono costituire bastioni naturali capaci di contrastare questi effetti.

La loro difesa, dunque, è prioritaria e riguarda tutti.

Luca Argentero testimonial della Giornata delle Oasi WWF 2012

I pochi chilometri di coste italiane che sono sopravvissuti alla mano dell’uomo conservano fragili ecosistemi di dune, spiagge, delta fluviali e boschi costieri popolati da migliaia di specie animali e vegetali, come fenicotteri, fratini, volpi, anfibi e tartarughe marine – ha detto Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia – Ma senza una quotidiana azione di tutela questi preziosi ritagli di natura rischiano di soccombere a un utilizzo sempre più sconsiderato del territorio e del mare. Memori della grande mobilitazione che l’anno scorso ci ha consentito di salvare due nuovi boschi, ci appelliamo alla generosità degli italiani e al loro amore per il mare e la natura, per coinvolgerli in un nuovo ambizioso progetto di tutela che con l’aiuto di tutti potrà dare nuova vita a tre bellissime aree tra terra e mare, vitali, protette e aperte alla fruizione di tutti.

Anche quest’anno testimonial della campagna è Luca Argentero che ha voluto confermare il suo impegno accanto al WWF girando un suggestivo spot ambientato in riva al mare. E fra gli altri aiuteranno a diffondere l’iniziativa anche Fiorello, Neri Marcorè, Massimiliano Rosolino e Francesco Facchinetti che hanno prestato la loro immagine al progetto.


E il 20 maggio tutti invitati alla grande Festa delle Oasi WWF, gli oltre 100 paradisi di natura protetti dall’Associazione del Panda in tutta Italia, che saranno aperte gratuitamente al pubblico con iniziative speciali per tutte le età, insieme a 10 Riserve del Corpo Forestale dello Stato che quest’anno partecipa alla festa. Tutti i programmi nelle prossime settimane su www.wwf.it 

Giornata delle Oasi WWF 2012: i tre siti da proteggere

Nelle prossime tre settimane, il WWF racconterà lo stato dei nostri litorali attraverso approfondimenti, inchieste e iniziative speciali, e inviterà gli italiani a dare il proprio aiuto per realizzare il triplice obiettivo della Campagna 2012: Dare vita alla nuova Oasi WWF Scivu ad Arbus, in Sardegna, un vero paradiso di dune alte sabbiose e fitta macchia mediterranea, detta ‘parlante’ perché battuta dal vento di maestrale, dove si incontra il cervo sardo, ma anche minacce come il taglio dei ginepri secolari o il passaggio di fuoristrada. Bonificare la bellissima spiaggia che costeggia la Riserva naturale e Oasi WWF Le Cesine, nel Salento, in Puglia, dove i rifiuti portati dal mare e mai rimossi hanno creato strati di plastica con gravi danni alla vegetazione e agli animali. Riforestare e riqualificare le zone umide dell’Oasi WWF Golena di Panarella, in Veneto, un paradiso di biodiversità alle porte del Delta del Po, che d’inverno ospita fino a 130-140.000 uccelli e che per questo è meta ambita dai bracconieri. Tre aree che sono il simbolo delle tre tipologie di coste più importanti e allo stesso tempo più fragili: le dune, le zone umide e le foci dei fiumi, fondamentali sia per il loro valore di biodiversità e bellezza, sia per la nostra sicurezza perché rappresentano veri e propri cuscinetti, determinanti nel caso dell’innalzamento del mare conseguente ai cambiamenti climatici.