Non ci siamo ancora, caro Co.Tri, occorre un altro piccolo sforzo.

Il trasporto pubblico interno a Terracina non riesce a decollare, per anni si sono spese somme rilevanti senza evidenti risultati. Bus quasi sempre vuoti e mezzi privati ad intasare il traffico cittadino a scapito della qualità della vita.

Attualmente con la gestione affidata al Co.Tri ci si aspettava un passo avanti decisivo per convincere i terracinesi a lasciare a casa l’auto e ad abbandonare l’abitudine del “passeggiosugomma” tipico soprattutto dei fine settimana.

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Sono state finalmente installate alle fermate le tabelle contenenti le indicazioni delle linee che vi transitano con i relativi percorsi.

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Alle fermate da qualche giorno sono apparsi anche gli orari delle diverse linee.

Era proprio così difficile inserire gli orari di passaggio e non quelli di partenza dal capolinea?

I cittadini per poter abbandonare il mezzo privato e utilizzare le circolari devono avere la certezza dei passaggi e gli orari sicuri di questi (vedi Rimini).

Anche al Comune va chiesto qualche intervento per incentivare l’uso del mezzo pubblico in tutti i giorni e per eliminare il carosello automobilistico dei fine settimana lungo il circuito Via Roma-Viale della Vittoria-Lungomare.

Intanto, per chi viene a passare qualche ora in città occorre individuare parcheggi periferici serviti da bus navetta. Un prima soluzione potrebbe essere fornita dalla nuova area destinata al mercato settimanale. In tante città l’area del mercato viene utilizzata negli altri giorni come parcheggio. Si farebbe così un drenaggio del flusso veicolare diretto al centro della città. Un’altra area potrebbe essere quella intorno alla stazione ferroviaria. Quindi, chi giunge a Terracina da ovest e da nord troverebbe centinaia di posti macchina, altrettanti sarebbero a disposizione tra Pisco montano e l’area una volta occupata dalle giostre per chi entra in città da est.

Insomma, occorre creare nel cuore della città un’area vivibile a misura di bambino bloccando il traffico veicolare ma senza impedire la mobilità delle persone.

Al Co.Tri e al Comune chiediamo un maggiore impegno per una mobilità ambientalmente sostenibile che favorisca una migliore qualità della vita per i cittadini e i turisti.

Le performances di Nettuno nella gestione dei rifiuti

Nettuno

 

 

La città della costa romana ha da poco avviato un nuovo piano rifiuti e subito ha raggiunto traguardi nemmeno pensabili fino all’anno scorso in termini di raccolta differenziata come riportato oggi dal giornale La Provincia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche nel recente passato, però, la città non è stata del tutto immobile, ha cercato con la raccolta stradale di realizzare piccoli obiettivi, che il MUD (Modello Unico di Dichiarazione) del 2011 testimonia, anche per i costi abbastanza contenuti per una città di 47.332 residenti.

Produzione (ton)

Indifferenziato + spazzam. stradale

25.518,3

Raccolta differenziata

1938,98

Gestione in convenzione

559,08

RAEE

111,36

TOTALE

28.127,72

 

Costi (€)

Raccolta + trasporto

3.129.398

Trattamento + smaltimento

3.066.423

Gestione in convenzione

59.877

TOTALE

6.255.698

 

Al costo totale vanno tolti i proventi della vendita dei materiali differenziati che ha portato nelle casse del comune la somma di                238.192 €

Far parti uguali fra disuguali è ingiusto, affermava don Milani

1Cinquant’anni fa, il messaggio di don Lorenzo Milani e della scuola di Barbiana poneva sotto accusa la scuola pubblica che si era aperta ai ceti meno abbienti senza modificare il proprio impianto pedagogico-didattico. Venivano così respinti dalla scuola che avrebbe dovuto accoglierli proprio gli ultimi arrivati, quei ragazzi “senza parola” dei ceti popolari.

Oggi la scuola è sottoposta a tagli economici insostenibili e mostra di non poter svolgere il suo ruolo sociale con edifici decrepiti, servizi inefficienti, insegnanti fortemente demotivati e costretti spesso a sopperire di tasca propria alle prime necessità….

Oltre alla scuola, è la cultura nel suo complesso a subire un arretramento con i tagli ai musei, al cinema, al teatro, alla musica….

E ancora una volta sono i ceti meno abbienti che subiscono privazioni non potendosi permettere spese oltre il necessario alla sopravvivenza.

Allora riproporre il messaggio di don Milani cinquant’anni dopo deve servire a rilanciare nelle coscienze prima e nelle Istituzioni poi la necessità di un recupero forte della scuola, dell’istruzione e della cultura.

Anche per questo a Terracina si terrà una mostra sul priore di Barbiana che sarà presentata giovedì 4 aprile alle ore 18 nella sala Valadier dell’Ist. Filosi e che poi resterà aperta nella sala Appio Monti fino al 15 aprile. Durante la presentazione verrà proiettato un video sulla vicenda umana di don Milani con immagini riprese a Barbiana mentre vi si svolgeva la vita quotidiana.

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Alberi da piantumare e non da estirpare

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Da febbraio è in vigore la legge che obbliga i comuni con più di 15.000 abitanti a piantare un albero per ogni bambino nato o adottato.

Un solo albero può fornire  ossigeno per 10 persone e assorbire, a seconda delle dimensioni, da 7 a 12  kg di emissioni di CO2 all’anno; inoltre, gli alberi riducono l’inquinamento acustico. L’arredo urbano non può non avere gli alberi tra gli elementi fondamentali, oltretutto  ne guadagna la qualità della vita delle nostre città.

La legge è abbastanza stagionata, esiste dal 1992 ma ha subito alcune modifiche come l’ambito di applicazione ai soli grandi comuni, l’estensione anche ai bambini adottati e l’obbligo da parte dei comuni di piantumazione entro 6 mesi dalla nascita o dall’adozione.

Per seguire la piena applicazione della legge è stato istituito presso il Ministero dell’Ambiente il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico  e nello stesso tempo i Comuni sono obbligati a comunicare luogo e specie dell’albero piantato (come a sollecitare da parte della famiglia una cura e una tutela della pianta gemellata con il nuovo arrivato) e produrre  un censimento annuale del nuovo verde.

561261_10151369532437689_1912164444_nNon si sa cosa si stia facendo a Terracina in merito all’applicazione di questa legge, quello che invece pare sicuro è l’eliminazione delle piccole aree in cui erano piantati alberelli nella zona del lungomare prossima al centro città. Lo stanno segnalando sulla rete cittadini informati che hanno indicato i luoghi dove prima del rifacimento del marciapiedi c’erano alberi.

Non possiamo credere che si stia procedendo ad una eliminazione di alberi, forse si tratta di un semplice spostamento. Vorremmo essere rassicurati !