Ancora brutti giochi nella gestione dei rifiuti della capitale

RIFIUTI: BASTA CON LA LOGICA DEL “PUPARO”

La gestione dei rifiuti nel Lazio è un servizio pubblico,  non certo rimesso e subordinato alle intenzioni di un privato

Intervenga subito la Magistratura

 Onorevole Presidente Zingaretti, Onorevole Sindaco di Roma Capitale Marino,

non vorremmo che il nodo cruciale dell’emergenza romana in tema di rifiuti si riducesse ad un banale gioco forza tra imprenditore e Amministrazione – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio – Da anni le richieste da parte di chi gestisce la discarica più grande d’Europa ruotano attorno al progetto cd di “capping”, cioè di copertura degli oltre quarant’anni di smaltimento dei rifiuti, con degli alberi. Negli anni anche le somme richieste dal privato hanno subito variazioni e ad oggi sembrerebbero ridimensionate a soli, si fa per dire, cento milioni di euro, che ad avviso della parte privata dovrebbero essere corrisposti dalla collettività. Da alcuni giorni la Giunta avrebbe anticipato i desideri dell’imprenditore stanziando dieci milioni di euro per la piantumazione degli alberi. Tutto ciò per rendere, parrebbe di capire, più piacevole il paesaggio, che oggi, invece, ci ricorda quotidianamente la gestione dei rifiuti solidi urbani e assimilati di Roma, Fiumicino e la Città del Vaticano, nonchè dei fanghi da depurazione, di circa mezzo secolo. Ma su cosa verranno piantumate le essenze arboree?

In realtà l’impegno di spesa potrebbe essere giustificato laddove avvenisse, e qualora fosse possibile, un ripristino ambientale nel senso dell’eliminazione o riduzione degli effetti negativi per l’ambiente, (inteso come complesso di aria, suolo e acqua), nonché per la salvaguardia della salute umana. Ma allo stato manca la caratterizzazione dell’area senza la quale, per esempio, risulta impossibile comprendere il reale stato e l’eventuale compromissione. Se quest’ultimo aspetto, infatti, dovesse emergere saremmo in dovere di comprenderne la causa che potrebbe anche ricadere sulla gestione stessa. A questo punto paradossalmente sarebbe l’imprenditore a dover risarcire.

Il motivo, invece, per cui si chiederebbe allo Stato e alla Regione di intervenire con così tanti soldi, ci sembra di capire, sia finalizzato alla realizzazione di un cd “sandwich” multistrato, sembrerebbe realizzato con ciò che avanza dalla separazione dei materiali nel cassonetto stradale negli impianti di TMB, dai residui della combustione dell’inceneritore e da inerti cd “igienizzati”, all’estremità del quale posizionare un po’ di alberi ed una bella targa “la fortuna di Roma” così come anticipato più volte pubblicamente.

In tutta questa complessa ma anche paradossale vicenda, ciò che appare ancora più incredibile risiede verosimilmente nel fatto che l’area sarà comunque in attività ancora per lunghi anni, ricevendo negli impianti di TMB il famigerato cassonetto stradale, essenziale per la progettazione e la realizzazione del materiale che dovrà comporre gli strati. Ecco, quindi, il venir meno dell’interesse ad aprire siti che possano ospitare esclusivamente la frazione umida per il compostaggio, ed ecco l’impossibilità di far decollare la raccolta differenziata spinta, nemica assoluta del cassonetto.

La Regione Lazio e Roma Capitale a nostro avviso dovrebbero svincolarsi senza ulteriore indugio dalle logiche del “puparo”, lavorando sin da oggi per offrire un futuro migliore alle prossime generazioni: si avvii immediatamente la raccolta differenziata spinta, si perseguano gli eventuali responsabili per il degrado verificatosi in questi giorni e siano rimossi immediatamente dai loro posti di lavoro. Non può più essere accettata la roulette per l’apertura di nuove discariche, né per la trasformazione delle esistenti, allarmando intere popolazioni che, come tutti, hanno il diritto ad una vita salubre e all’ambiente.

Vi invitiamo a ripensare le scelte fin qui elaborate e ad invertire la rotta sulla gestione del ciclo dei rifiuti che sia finalmente sostenibile. Infatti, se dovessimo guardare indietro alle esperienze di centro sinistra e di centro destra che si sono succedute sul tema dei rifiuti la drammatica evidenza è che non vi sia mai stata soluzione di continuità.”

Roma 25 settembre 2013

Informazioni stampa: Cesare Budoni – 349 6040937

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