Prevenire è meglio che curare; il WWF contro il consumo di suolo, una delle cause dei disastri alluvionali

 genova_11ottobre2014_fotoyoureporter_16420Intervento di Gaetano Benedetto, Direttore politiche ambientali WWF Italia, durante la conferenza stampa sul tema consumo del suolo indetta  il 20 novembre a Montecitorio  dall’onorevole Catania per presentare il suo disegno di legge sul consumo di suolo.

 

 


La velocità dei fenomeni calamitosi legati ai cambiamenti climatici è inversamente proporzionale a quella delle risposte che siamo in grado di porre in essere. E così accade che in Italia la rapidità e la frequenza dei disastri alluvionali è inversamente proporzionale alle decisioni che dovremmo assumere per fermare la cementificazione del territorio o intervenire almeno nelle aree di massimo rischio.
La vittima predestinata della cementificazione è la campagna, un habitat fondamentale per ‘arginare’ alcuni degli effetti disastrosi del cambiamento climatico. Le aree agricole sono, infatti, in grado di assorbire le acque meteoriche, sono capaci di garantire lo spazio necessario per l’espansione delle acque di piena nelle esondazioni dei fiumi, prima che queste travolgano le città o i nuclei abitati.  Invece, mentre i disastri si susseguono, si continua a costruire ovunque, non si chiudono le pianificazioni paesaggistiche che impongono i vincoli di inedificabilità e si derogano, sino a stravolgerli, i piani regolatori vigenti.

Per il WWF il Parlamento e il Governo in questo quadro dovrebbero mettere come priorità i lavori che riguardano il consumo del suolo e chiuderli con la stessa rapidità con cui sono stati chiusi altri provvedimenti.

Ma se da un lato servono certamente norme nuove, e quelle proposte dall’On. Catania sono fondamentali ed innovative, da un altro occorre applicare quelle vigenti ad iniziare da quelle del Codice dei Beni Culturali, le uniche che tramite i piani paesaggistici sono in grado di dare al territorio una programmazione di tutela sovraordinata rispetto ad ogni altro strumento di pianificazione territoriale ed urbanistica.

In questo quadro, il WWF chiede che almeno per le aree a rischio e per le fasce di rispetto dei corsi d’acqua (150 metri dalla sponda) e delle coste (300 metri dalla battigia), si stabilisca da subito una moratoria per ogni nuova costruzione fino a quando le regioni competenti non completino la pianificazione paesaggistica.

Siamo certi che in questo modo la pianificazioni si farebbero velocemente e si chiuderebbero, e con esse avremmo regole certe d’intervento che con i nuovi strumenti introdotti con le proposte dell’On. Catania porrebbero finalmente una decelerazione al consumo del suolo che in Italia, nonostante tutto, si continua quotidianamente a perpetrare”.  

Il video della conferenza stampa.

A Ecomondo 2014 si è parlato anche dei mozziconi di sigarette a terra

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Tra i tantissimi espositori presenti a Rimini alla Fiera di Ecomondo dedicata a Rifiuti, Acqua, Energia e Mobilità sostenibile c’era anche chi è impegnato nella raccolta differenziata dei mozziconi di sigarette.

 

 

 

 

 

 

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Questa azienda propone una campagna di sensibilizzazione ambientale che “ha l’intento di divulgare una corretta raccolta dei mozziconi di sigaretta, attraverso l’utilizzo di contenitori idonei e nel contempo sensibilizzare le varie categorie di utenti (amministrazioni pubbliche, enti, associazioni di categoria, imprese, scuole, attività commerciali/industriali/artigianali….) a un maggior rispetto dell’ambiente.”

 

 

 

 

 

Punto di forza dell’azienda è lo studio dell’ENEA presentato a Roma quattro anni fa <<L’impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato.>>

Questo rifiuto che in Italia proviene da circa 13 milioni di fumatori che consumano ogni anno circa 72 miliardi di sigarette rilascia nell’ambiente:

  • Nicotina                                            324  tonnellate
  • Polonio-210                                1.872  milioni di Bq
  • Composti Organici volatili    1.800  tonnellate
  • Gas tossici                                      21,6  tonnellate
  • Catrame e condensato           1.440  tonnellate
  • Acetato di cellulosa              12.240  tonnellate

Lo studio mette in evidenza che la maggior parte dei mozziconi buttati a terra finisce nelle fognature e nelle acque superficiali contaminandole.

 

 

A Ecomondo 2014 gli Stati generali della Green Economy

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Gli Stati generali della Green Economy tenutisi a Rimini nei giorni 5 e 6 novembre hanno avuto al centro lo sviluppo delle imprese della green economy per uscire dalla crisi italiana.

 

 

 

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L’importanza dell’appuntamento è sottolineata dalla presenza nei due giorni dei ministri Gian Luca Galletti, Ambiente e Tutela del territorio e del Mare, e Giuliano Poletti, Lavoro e Politiche sociali.

 

 

Dopo la presentazione introduttiva del primo giorno i lavori si sono sviluppati in sette sessioni tematiche di approfondimento e consultazione:

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Le relazioni dei coordinatori delle sette sessioni hanno fatto da trampolino di lancio alle premiazioni di tre aziende che hanno realizzato grandi prestazioni sulla strada della sostenibilità ambientale:

Saint-Gobain Vetri-Verallia  Primo premio per l’ecodesign  

Cascina Pulita Primo premio per lo sviluppo ecosostenibile nella gestione dei rifiuti in agricoltura

GreenApes Primo premio per le start up per la green economy con un’App che misura nella quotidianità i comportamenti ecosostenibili delle persone

Altre aziende sono state segnalate per le loro ottime prestazioni.

 

Prevenire è meglio che curare, dal Festival della scienza di Genova un appello per un’economia basata sul valore della natura

Dopo Genova 2014, clima, suolo e futuro. L’appello del WWF

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E’ partito dalla città simbolo degli effetti disastrosi del cambiamento climatico l’Appello firmato da oltre 30 esponenti del mondo della scienza e delle scienze sociali italiani dal titolo emblematico “Dopo Genova 2014 – Clima, suolo e futuro: per un’economia basata sul valore della natura” . 

 

Promosso  dal WWF Italia, in collaborazione con l’Associazione Festival della Scienza e Telecom Italia, l’Appello è stato presentato il primo novembre nell’ambito del Festival della Scienza di Genova.

Gli scienziati vogliono richiamare l’attenzione del mondo della politica, dell’economia, delle imprese e dei media per scongiurare nuovi episodi come quello recente di Genova evidenziando nove categorie di potenziali impatti attesi dei cambiamenti climatici e le principali vulnerabilità per il nostro paese insieme ad una lista di sei punti urgenti, veri e propri ‘pacchetti di azioni’ che, nella direzione della Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, si chiede vengano attuate subito dal Governo e dalle istituzioni territoriali.

Nell’Appello si sottolinea l’esigenza non solo di sbloccare finanziamenti per un risanamento del territorio, ma di ‘instradare’ in maniera efficace ed efficiente tali risorse.

Gli scienziati richiamano la necessità  di uno straordinario salto di qualità innovativa ed anticipatrice per passare da politiche che continuano a perseguire azioni che provocano uno stravolgimento di un territorio delicato e intrinsecamente fragile dal punto di vista idrogeologico come quello della nostra Italia, a politiche che inseriscano prioritariamente la difesa, il ripristino e la riqualificazione del nostro territorio.

Nell’Appello è ribadita con forza soprattutto la necessità che nei processi di programmazione economica venga dato valore alla natura e ai servizi offerti dagli ecosistemi al benessere e allo sviluppo umano.

“Appare evidente come le questioni ambientali restino ancora ‘ghettizzate’ nell’ambito delle funzioni di un solo Ministero – dichiarano gli scienziati –Chiediamo l’istituzione di un Comitato Nazionale per il Capitale Naturale ai massimi livelli istituzionali (con la presenza anche del Ministro dell’Economia e delle Finanze, del Ministro per lo Sviluppo Economico e del Governatore della Banca d’Italia nonché dell’ISTAT e gli altri enti di ricerca ed esperti di chiara fama sulla materia) che produca un rapporto sul capitale naturale italiano inserito nel processo annuale di programmazione economica. Questo punto è già inserito nel disegno di legge del collegato ambiente alla scorsa legge di stabilità  ed è in discussione alla Camera dei Deputati. Chiediamo inoltre sistemi di contabilità nazionale capaci di tenere in conto le dimensioni ambientali”.
Tra le richieste, l’adozione della Strategia nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici, l’applicazione delle direttive europee sulle acque e sul rischio alluvionale, la promozione di un rilevamento delle situazioni di compromissione che abbiano turbato le naturali condizioni di deflusso dei corsi d’acqua, la promozione di un’azione diffusa di ripristino ecologico, indispensabile per le politiche di adattamento e infine, la manutenzione del territorio.

“L’Appello che viene rivolto al Governo e alle istituzioni che gestiscono il territorio è quello di cambiare rotta dal punto di vista culturale in maniera da dare finalmente valore alla natura – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia –  Se i sistemi naturali sono vulnerabili gli effetti che si hanno sui sistemi sociali provocheranno un incremento delle situazioni di vulnerabilità anche per essi. Una natura sana è la vera garanzia per il benessere e lo sviluppo umano. Il nuovo quinto Assessment dell’IPCC che ha rilasciato in questi giorni a Copenhagen il suo rapporto di sintesi lo conferma in maniera molto chiara: è ora di dire basta all’inazione, più tardi agiremo più costoso (economicamente, ecologicamente e socialmente) sarà il conto”.

Ecco l’appello dopogenova2014_festscienzaappello

Per approfondimenti  www.wwf.it/il_pianeta/clima_ed_energia/

Può l’acqua pubblica avere costi alti?

 

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Il WWF ha partecipato alla raccolta delle firme necessarie all’indizione del referendum per rendere pubblica un bene comune essenziale come è l’acqua.

 

 

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Il referendum del 2011 ha annullato alcuni passi della legge che aveva privatizzato il servizio idrico, in particolare l’adeguata remunerazione del capitale investito dai gestori.

 

 

L’iniziativa di Acqualatina di aumentare le tariffe e il deposito cauzionale ci trova contrari e per questo insieme ad altre associazioni terracinesi ci appelliamo ai due candidati alla presidenza della Provincia di Latina perché blocchino tali aumenti.  AppelloTariffaAcqua

Acqua, rifiuti, tradizioni popolari….il WWF offre corsi di educazione ambientale alle scuole di Terracina

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LETTERA AI DIRIGENTI DELLE SCUOLE  ELEMENTARI E MEDIE DI TERRACINA

Gran parte della missione del WWF è dedicata all’educazione ambientale delle giovani generazioni e per questo nel corso degli anni ci siamo rivolti agli operatori scolastici proponendo corsi su temi specifici.

 

 

 

200520122942Così, anche quest’anno scolastico invitiamo i collegi dei docenti ad inserire nella programmazione annuale delle visite del Parco della Rimembranza dove i ragazzi potranno apprendere una parte della storia e delle tradizioni cittadine e ricevere nozioni di scienze naturali.

 

 

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Ad integrazione è possibile avere incontri su un gruppo particolare di insetti che sono delle vere sentinelle ambientali, le api.

 

 
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Non possiamo trascurare l’acqua, fonte di vita,  che non va sprecata e soprattutto ne va tutelata la qualità, sia essa salata o dolce.

 

 

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Come progetto straordinariamente attuale proponiamo di affrontare la gestione dei rifiuti.

 

 

 

La città sta entrando in un’altra epoca per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti senza avere ricevuto a sufficienza le debite informazioni.  Molti cittadini si trovano in difficoltà perché non trovano il solito cassonetto, altri non capiscono la necessità di passare alla nuova metodologia, altri ancora continuano a comportarsi irresponsabilmente lasciando i rifiuti qua e là.

Il nuovo metodo una volta arrivati ​​a regime è l’unico che si può definire sostenibile perché invia a riciclo grandi quantità di materiali riducendo il consumo delle risorse naturali da conservare per le future generazioni.

Il WWF Litorale Pontino da anni sollecitava il passaggio a questa tipologia di raccolta e ora che si sta realizzando non può assistere inerte al suo possibile fallimento. Per questo si mette in gioco e offre le propria disponibilità e le competenze acquisite nel corso degli anni per incontri formativi con le classi di allievi della Scuola primaria.

E’ stato scelto quest’ordine di scuola perché i piccoli frequentatori ancora non hanno subito per intero il fascino del consumismo e una volta recepito il messaggio ecologico saranno capaci di portarlo nelle famiglie.

PedibusInfine,vogliamo proporre un progetto di “introduzione” al PEDIBUS, sistema che in molte città viene utilizzato per andare a scuola e tornare a casa usando…i piedi. La nostra è una città che per condizioni climatiche e topografia del territorio permetterebbe agevolmente l’uso di questo sistema risparmiando ai nostri polmoni e all’atmosfera le tonnellate di gas che invece giornalmente vengono emesse dalle decine di auto che all’inizio delle lezioni e alla fine stazionano con il motore acceso davanti alle scuole e nelle vie adiacenti.

Le scuole che intendono aderire possono contattare i nostri formatori per i dettagli delle iniziative anche per un eventuale inserimento nei programmi delle diverse discipline.

Parco della Rimembranza     prof. Emilio Selvaggi       emi-sel@libero.it              339/3433456

Le api nostre amiche    entomologo Andrea Mengassini    beeolab@gmail.com     333/7970018

L’acqua, oro blu e PEDIBUS     prof. Franca Maragoni     fmaragoni@libero.it     335/361352

Gestione rifiuti      prof. Giovanni Iudicone      g.iudicone@teletu.it       349/7700479

L’adesione ad una o a tutte le iniziative è completamente gratuita mentre le scuole che possono permetterselo daranno un contributo in materiali per la manutenzione del Parco della Rimembranza.

Terracina, 2 ottobre 2014                                                                                          Il presidente

(Domenico Carafa)

 

Dove stiamo andando, il WWF ha presentato il Living Planet Report 2014

cover_lpr_16080<<In un mondo sempre più instabile socialmente e politicamente, il nostro deficit ecologico non fa che aumentare costantemente, come documenta il WWF nel suo ultimo rapporto internazionale rilasciato oggi, il LIVING PLANET REPORT 2014, conducendo l’umanità pericolosamente ai limiti del suo spazio vitale.

Le popolazioni di numerose specie di animali vertebrati (quindi mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci)  in natura, afferma il Living Planet Report, si sono più che dimezzate in soli 40 anni  e il WWF  sottolinea come il continuo declino della natura rafforza la necessità di trovare soluzioni sostenibili per curare il pianeta.

Per l’Italia il rapporto è stato presentato a Milano allo spazio TIM4Expo in Triennale alla presenza di Donatella Bianchi Presidente WWF Italia, Gianfranco Bologna direttore scientifico WWF Italia, con un video intervento Maurizio Martina Ministro Politiche agricole, Barbara Degani sottosegretario Ministero Ambiente, Filippo Ciantia Expo 2015, Giosuè De Salvo Comitato per l’Expo dei popoli, Ada De Cesaris Vicesindaco di Milano.

Il rapporto Living Planet Report 2014 mostra inoltre come l’impronta ecologica – che misura il consumo di natura causato  dall’umanità  – continui a crescere in maniera eccessiva.
Considerate  entrambe, la perdita di biodiversità e una insostenibile impronta ecologica, minacciano i sistemi naturali e il benessere umano, ma possono anche indicarci la direzione per invertire la tendenza.

‘La nostra è una chiamata urgente all’azione, non possiamo più aspettare. La biodiversità è una parte cruciale del sistema che sostiene la vita sulla Terra oltre che il barometro di quello che stiamo facendo alla Terra, la nostra unica casa. Abbiamo la necessità urgente di agire in tutti i settori della società per costruire un futuro più sostenibile’ afferma  Donatella Bianchi  Presidente del WWF Italia.

Il rapporto Living Planet Report 2014 è la decima edizione della pubblicazione edita ogni due anni dal WWF. Con il sottotitolo ‘Specie e spazi, gente e luoghi’ il rapporto monitora le popolazioni di oltre 10.000 specie di vertebrati dal 1970 al 2010 utilizzando il Living Planet Index – un database realizzato dalla  Zoological Society of London. Il rapporto misura inoltre l’impronta ecologica umana predisposta  dal Global Footprint Network.

Quest’anno il Living Planet Index ha aggiornato la metodologia monitorando con più cura la biodiversità globale fornendo così una immagine più chiara dello stato di salute della ricchezza della vita sul pianeta . Mentre i risultati mostrano come lo stato delle specie sia peggiore rispetto ai precedenti rapporti, il rapporto individua con più chiarezza le soluzioni disponibili.

‘I risultati del rapporto 2014 mostrano in modo chiaro, come non si mai verificato  prima d’ora, che non possiamo permetterci più di perdere tempo. E’ essenziale cogliere l’opportunità, finché siamo in grado di farlo, di sviluppare soluzioni sostenibili e creare un futuro dove potremo vivere e prosperare in armonia con la natura’ dichiara Donatella Bianchi.>>

Una sintesi del Living Planet Report in italiano  reportwwf_summeryitalianolpr2014

Caro Assessore, il suo silenzio ci preoccupa

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Il WWF Litorale Pontino ha scritto all’Assessore all’Ambiente del Comune di Terracina, Fabio MInutillo.

 

 

 

 

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Si stanno accumulando troppe questioni riguardanti l’ambiente nel silenzio del responsabile amministrativo del settore.

 

 

 

 

La nostra associazione,  preoccupata della debolezza dell’assessorato di riferimento, sollecita l’assessore Minutillo ad impegnarsi nella tutela dell’ambiente da cui dipende la qualità della vita dei cittadini. Ecco la lettera CaroAssessore

Altre gare di offshore a Terracina? No, grazie, abbiamo già dato!

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Da alcuni giorni sono comparsi nella città manifesti che pubblicizzano la seconda edizione, nelle acque del nostro Comune,  della Tappa Mondiale di Offshore “UIM CLASS-1 POWERBOAT WORLD  CHAMPIONSHIP 2014”.

 

 

 

 

 

 

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Il WWF aveva già criticato l’edizione dello scorso anno per il negativo impatto ambientale.

 

 

 

 

Per il  2014, ci risulta che, a tutt’oggi, non sia stata depositata negli uffici comunali competenti nessuna richiesta da parte della Società organizzatrice che ha invece avviato una importante campagna pubblicitaria dell’evento.

Perché questo tipo di gare non ci trovano entusiasti?

  • La fascia marino–costiera  del Comune di Terracina è interessata da Sito di Interesse Comunitario per i fondali tra Capo Circeo e Terracina per la presenza di praterie di Posidonia oceanica (Habitat 1120, codice IT6000013) istituito dalla Regione Lazio con deliberazione di G.R. n. 1534 del 21.11.2002 per la conservazione della diversità biologica dell’area marina . prospiciente la costa del Comune di Terracina. La Posidonia oceanica è una pianta superiore, presente solo nel Mediterraneo, che forma vaste praterie sottomarine che si sviluppano lungo il litorale costiero fino a circa 40 m di profondità ed hanno un ruolo fondamentale nell’ecosistema del bacino mediterraneo. Esse, infatti,  sono uno dei produttori primari di ossigeno e di sostanze organiche, inoltre sono fondamentali per la sopravvivenza di numerose specie di vegetali ed animali, costituendo il riparo ideale per questi organismi marini che trovano tra le sue foglie condizioni ottimali per la riproduzione e l’alimentazione.

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  • La stessa fascia marino–costiera è altresì interessata da un’area marina protetta di ripopolamento ittico nello specchio acqueo antistante il tratto di costa tra Porto Badino e Terracina realizzata nel 2007 a seguito di finanziamento erogato dalla Regione Lazio relativo alla Misura 3.1 “Protezione e sviluppo delle risorse acquatiche”, Reg. CE n. 1263/99-XXXX Lazio 2000/2006 ( si tratta di un’area ubicata a circa 650 mt dall’arenile per una superficie complessiva di circa 250.000 Mq pari a 25 ettari). La  Regione Lazio ha stanziato 900 mila Euro di Fondi Europei per realizzare interventi di tutela, di recupero e di sviluppo degli ecosistemi delle acque e per il miglioramento ambientale dei siti che fanno parte della rete ecologica europea Natura 2000. DET-2014-0191-0 DET-2012-0267-0
  • L’area interdetta alla navigazione durante le giornate di gare e all’interno della quale correranno i bolidi è delicata Areainterdetta

 Sembra ad una prima analisi singolare, ad esempio, che la Regione conceda un finanziamento cospicuo come quello già versato per la prima parte del progetto Mare Nostrum di tutela della flora e della fauna marina e quello che è stato chiesto per la seconda parte, per poi permettere la realizzazione di un evento simile che a nostro avviso ha, soprattutto sulla fauna, un effetto devastante a causa delle forti onde d’urto che si propagano nell’acqua. Senza contare il forte inquinamento sonoro e dell’aria che lo scorso anno hanno reso la nostra città invivibile per alcuni giorni a causa del forte odore nell’aria di combustibile e del forte rumore.

In questa iniziativa l’aspetto ambientale, ma soprattutto l’impatto negativo sull’ambiente non è stato minimamente preso in considerazione.

La presenza del SIC della Posidonia e del Progetto di ripopolamento in corso di realizzazione dovrebbe obbligare, a parere della nostra associazione, a richiedere non solo il nulla osta dalla Direzione Regionale Territorio, Urbanistica, Mobilità e Rifiuti- Area Porti e Trasporto Marittimo della Regione Lazio (competente soprattutto per l’occupazione di suolo pubblico) ma soprattutto quello del Settore Ambiente della Regione Lazio.

Ne consegue che la nostra associazione chiederà formalmente l’intervento degli organi competenti per valutare la completezza  della documentazione presentata, quando sarà presentata, affinché venga rispettata intanto la legittimità delle procedure e, naturalmente, la tutela ambientale che nelle delibere di Giunta e di Consiglio Comunale vengono continuamente ricordate come strumento per raggiungere la sostenibilità ambientale e l’attribuzione della bandiera blu.

Il WWF Litorale Pontino nel frattempo ha chiesto al Sindaco di considerare l’opportunità di annullare l’evento.

 

 

 

Sabato 16 agosto a Ecosuoni si è parlato di reati ambientali, per chi non c’era ecco la relazione della Polizia Locale di Terracina

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Sabato 16 agosto 2014 nell’ultima serata di Ecosuoni alla Rimembranza è stato fatto il punto sui reati ambientali più comuni che vengono commessi sul nostro territorio.

All’opera di informazione, comunicazione e educazione ambientale portata avanti dal WWF e dalle altre associazioni e dai gruppi sorti sui social network resistono alcuni cittadini, singolarmente o associati. Per questi che arrecano con il loro comportamento danni a tutta la collettività c’è l’azione di contrasto di tutte le Forze dell’ordine, alle quali va il ringraziamento della nostra associazione per quanto hanno fatto finora e per quanto continueranno a fare a tutela dell’ambiente.

 

La Polizia locale ha presentato nell’occasione una relazione sintetica sulla mole di lavoro portata avanti in città in cui si evidenziano le tipologie di reati ambientali riferibili

  • alla normativa sui rifiuti attualmente facenti capo al D.Lgs 152/ 2006 con riferimento allo scarico di acque reflue o di rifiuti solidi;
  • all’inquinamento acustico così come regolamentato dalla legge 447/95
  • alla violazioni delle norme edilizie di cui al Dpr 380/2001 e sommii
  • alla realizzazione di opere in zone a vincolo di cui al D.lgs 42/2004
  • alla normativa sull’inquinamento da onde elettromagnetiche e quant’altro  incida sull’ambiente che ci circonda e può essere oggetto di accertamento diretto o a mezzo di idonea strumentazione e di personale tecnicamente preparato e qualificato.

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La polizia locale di Terracina è impegnata da anni nel contrasto alla violazioni delle norme di tutela per le attività che per carenze autorizzative o per divieto assoluto incidono sull’ambiente con particolare riferimento ed impegno nella lotta all’abusivismo edilizio.

Ecco una sintesi della relazione illustrata dal Brigadiere Luigi Sanguigni RELAZIONE reati ambientali