Le linee strategiche del Piano Rifiuti della Regione Lazio impongono delle riflessioni sull’intera gestione dei rifiuti urbani

A gennaio di quest’anno la Regione Lazio ha emanato le linee strategiche del Piano di gestione dei rifiuti su tutto il territorio regionale.

Vengono comunicati due dati che riconoscono implicitamente l’inefficienza gestionale del processo fondato su raccolta differenziata e trattamento meccanico biologico (TMB) del residuo.

Quest’ultimo serve a inertizzare l’eventuale frazione organica ancora presente nel residuo e a recuperare altro materiale.

Il primo dato, molto preoccupante, fissa al 17% della raccolta differenziata gli scarti di lavorazione della stessa.
Il secondo, oggi sicuramente ottimistico, stabilisce che se si applicassero le migliori tecnologie al trattamento meccanico biologico si otterrebbe da questo il 33% di scarti da smaltire in discarica e/o in incenerimento.

Ottimistico sicuramente se si guardano i dati del 2017 relativi ai rifiuti trattati dagli impianti TMB della regione; su 1.322.910 tonnellate gli scarti sono stati 1.136.000 tonnellate, ovvero oltre l’85% .

Così nell’ATO 2, la provincia di Latina, dove l’impianto RIDA ha lavorato poco più di 300.000 tonnellate di indifferenziato rilasciandone il 77%, pari a circa 230.000 tonnellate di scarti.

Il TMB in provincia di Latina (RIDA), anno 2017

 

Quindi, se si considerano queste previsioni, con la raccolta differenziata che fornisce il 17% di scarti e il TMB il 33%, per il 2019 a livello regionale e provinciale avremo le seguenti situazioni.

LAZIO

Rifiuti prodotti

(ton)

RD

17%RD

*

INDIFF

33%INDIFF

**

Da smaltire

(*+**)

2.972.084

1.545.489

 

262.733 1.426.605 470.780

733.513

 

RD = raccolta differenziata   INDIFF = residuo indifferenziato

ATO 2-LATINA

Rifiuti prodotti

(ton)

RD 17%RD

*

INDIFF 33%INDIFF

**

Da smaltire

(*+**)

279.914

 

145.555

 

24.744 134.359 44.338

69.082

 

In provincia non abbiamo più la capacità di accogliere questa quantità di rifiuti da smaltire.

 

Come si presenta la situazione a Terracina?

Produzione dei rifiuti e raccolta differenziata nel comune di TERRACINA(ton)

RD = raccolta differenziata   RU = RD+residuo indifferenziato

 

La produzione dei rifiuti sta crescendo e l’indifferenziato anche, con una tendenza confrontabile con quella della raccolta differenziata. La prima osservazione porta alla constatazione che non è in atto una strategia di riduzione dei rifiuti e la seconda che manca il controllo su quanto viene conferito dai cittadini.

 

Se si applicano alla produzione dei rifiuti della città di Terracina del 2018 le stesse percentuali degli scarti previste per la regione e la provincia si ha questo schema che penalizza la raccolta differenziata, perché le 5.329 tonnellate di scarti contengono ancora sicuramente molti materiali sottratti così all’economia circolare.

Applicando tale schema per i dati 2018 della nostra città abbiamo

Rifiuti prodotti

(ton)

RD 17%RD

*

INDIFF 33%INDIFF

**

Da smaltire

(*+**)

25.575

 

19.441

 

3.305 6.134 2.024

5.329

 

Quindi, raccolta differenziata da gestire e TMB da evitare; si ripropone così il paradigma del Riciclo totale che rappresenta la vera strategia che porta verso l’azzeramento dei rifiuti.

La gestione dei rifiuti all’interno dell’economia circolare comporta un costante controllo dei singoli processi che ne sono alla base. 

Dopo buoni programmi di riduzione della produzione dei rifiuti (vuoto a rendere, prodotti sfusi, contrasto allo spreco alimentare, casette dell’acqua, compostaggio domestico o di comunità, mercatini dell’usato, mense scolastiche, officine del riuso,…) e una raccolta differenziata ben organizzata, il gestore dovrebbe analizzare quanto resta per migliorare il processo di raccolta, riducendo così gli scarti di lavorazione della raccolta differenziata e l’entità dell’indifferenziato, e per eliminare o sostituire sin dall’inizio gli oggetti destinati a diventare rifiuti dopo l’uso.

Si può fare!

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TARI più alta della media a Terracina, almeno secondo il campione di comuni analizzato dall’ISPRA

Una ventina di giorni fa l’ISPRA ha pubblicato il Rapporto Rifiuti 2017 con i dati aggiornati al 2016.

Qui è possibile scaricare il testo 

La produzione dei rifiuti in Italia come nella regione Lazio e nella provincia di Latina ha registrato un leggero aumento rispetto all’anno precedente e non solo per aver conteggiato a partire proprio dal 2016 tra i rifiuti urbani una piccola quantità di rifiuti provenienti da lavori domestici di riparazione/ristrutturazione edilizia.

 

La raccolta differenziata ha fatto un piccolo passo avanti

 

Prevedibili i dati relativi ai rifiuti prodotti dal trattamento meccanico biologico di quel che resta dopo la raccolta differenziata.

 

Cosi, come si sapeva, parte dei prodotti vanno negli inceneritori in barba alla sostenibilità ambientale della gestione dei rifiuti prevista da strategie di moda.

 

Il Rapporto affronta anche i costi a carico dei cittadini della gestione dei rifiuti urbani analizzando un campione di 734 Comuni.

“I risultati dell’indagine mostrano che, per tutte le classi di popolazione analizzate, all’aumentare della percentuale di raccolta differenziata, alla quale è legata una diminuzione importante della quantità di  rifiuti pro capite smaltiti in discarica e spesso un aumento della percentuale di rifiuti avviati al trattamento meccanico-biologico, diminuisce il costo totale pro capite annuo.”

Il campione di Comuni di questa tabella si adatta esattamente alla città di Terracina con il suo numero di abitanti e con il livello di raccolta differenziata ma qui da noi il costo per abitante è superiore a 124 €.

Sulla gestione dei rifiuti in provincia di Latina il WWF scrive alla presidente Eleonora Della Penna

Ancora una crisi in provincia di Latina nella gestione dei rifiuti solidi urbani e anche questa volta l’emergenza sarà superata con qualche provvedimento tampone fino alla prossima.

Le difficoltà questa volta non sono nate dalla discarica ma dall’impianto di pretrattamento dei rifiuti indifferenziati, che a prescindere da eventuali disfunzioni nel ciclo di lavorazione, sono palesemente e irregolarmente troppi.

L’Osservatorio Rifiuti della Provincia di Latina presenta un quadro disarmante con 21 comuni su 33 sotto, e alcuni abbondantemente, la soglia minima del 65% di raccolta differenziata.

Così, invece di dover pretrattare prima del conferimento in discarica al MASSIMO 102.177 tonnellate di rifiuti ci tocca sottoporre al trattamento 167.272 tonnellate di indifferenziato essendo la raccolta differenziata dell’intera provincia ferma al 42,7%

Fino a quando si andrà avanti con le soluzioni tampone, provvisorie ed episodiche, l’ultima addirittura con un braccio di ferro tra pubblico e privato, il territorio provinciale sarà sempre sotto pressione.

I dati pubblicati sul sito dell’Osservatorio Rifiuti indicano che ci sono comuni, tra i più grandi anche, refrattari ad una gestione virtuosa dei rifiuti che da decenni ormai viene praticata ovunque e anche nel nostro territorio.

E’ inaccettabile e fuori di ogni norma che la raccolta differenziata a Cisterna sia del 37%, a Fondi del 35%, nel capoluogo del 29,3%, a Sezze del 21,5%, a Priverno del 14,7% e a Minturno del 12%!

           E cosa dire poi della riduzione della produzione dei rifiuti che è il primo passo previsto da norme europee, nazionali e regionali nella gestione dei rifiuti?

I dati dell’Osservatorio elencano 19 comuni che nel passaggio dal 2015 al 2016 hanno aumentato invece che diminuire la mole dei rifiuti prodotti.

Sconsolatamente dobbiamo dedurre che in provincia di Latina ancora non è arrivata nemmeno l’eco dei messaggi riguardanti l’economia circolare. Qui si continua a estrarre dal ciclo delle merci enormi quantità di materiali buttandoli in discariche invece di avviarli al riciclaggio necessario per ridurre l’uso delle risorse naturali.

 

Ogni volta che al livello politico si parla di rifiuti ci si limita sempre e soltanto a parlare di impianti industriali necessari per l’ultima fase della gestione dei rifiuti, lo smaltimento; raramente sentiamo amministratori accalorarsi sulle prime fasi della riduzione, della preparazione al riuso e del riciclo, quelle appunto che portano alla circolarità dell’economia.

Abbiamo elaborato graficamente i dati dell’Osservatorio e li alleghiamo a questa lettera con l’auspicio che possano indurre una riflessione profonda sullo stato della questione.

In particolare ci permettiamo di suggerire la seguente strategia soprattutto per le grandi città della nostra provincia prima fra tutte Latina:

  1. Passare immediatamente, vista la perenne emergenza e il continuo stato di possibile sanzione europea, alla raccolta differenziata spinta tramite il porta a porta che per essere attuato necessita di pochissimi mesi compresa la formazione dei cittadini.
  2. Mettere in atto subito progetti di riduzione dei rifiuti, progetti che sono spesso finanziati dalla Regione o dall’Europa.
  3. Fare pressione sul Governo centrale e regionale affinché il piano dell’impiantistica vada nella direzione di favorire non gli ultimi passi della gestione dei rifiuti, inceneritori e discariche, ma i primi, compostaggio e riciclo dei materiali differenziati.

In attesa di buone decisioni da parte Sua e dei Sindaci responsabili localmente del problema Le inviamo i saluti della nostra associazione e la nostra disponibilità alla collaborazione.

 

La combustione alla base dell’inquinamento dell’aria, un convegno dell’ISDE

“I processi di combustione che hanno caratterizzato la società moderna a partire dalla rivoluzione industriale, rappresentano oggi uno dei più rilevanti problemi per le ricadute ambientali e sanitarie, a cominciare dai cambiamenti climatici. Ogni processo di combustione infatti, sia che derivi da combustibili fossili che da biomasse per produzione di energia, traffico o trattamento di rifiuti, produce grandi quantità di inquinanti e di gas clima alteranti. Lo scadimento della qualità dell’aria che ne consegue è fonte di rischi per la salute umana ormai indiscutibilmente accertati sul piano scientifico.”

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L’ISDE (Medici per l’Ambiente) ha organizzato un convegno dedicato al nostro grande oncologo Lorenzo Tomatis dal titolo PROCESSI DI COMBUSTIONE E SALUTE UMANA.

“Scopi del Convegno sono:
 fornire strumenti di conoscenza e di aggiornamento alla classe medica sul tema Ambiente-Salute
 inquadrare il problema, individuando i principali inquinanti e le loro ricadute sulla salute
 delineare soluzioni possibili che permettano di superare l’attuale modello produttivo basato su processi lineari (estrazione di materie prime – produzione di manufatti – formazione di rifiuti) trasformandolo in un modello, coerente con i cicli della Natura, basato su processi circolari che utilizzino come fonte primaria l’energia solare.”

Per ulteriori informazioni sul convegno ecco il programma 2016-12-03-pistoia-convegno-combustioni

 

In Europa si muore di inquinamento, lo certifica l’Agenzia Ambientale Europea

Comunicato stampa WWF Italia

SMOG: SALUTE ED ECOSISTEMI LE VITTIME, RIMUOVERE LE CAUSE IN MODO STRUTTURALE

FONDAMENTALE TUTELARE E INCREMENTARE RICCHEZZA NATURA IN AREE URBANE

“La lotta all’inquinamento dell’aria deve essere affrontata in modo strutturale e la rimozione delle sue cause deve diventare una priorità delle politiche nazionali e territoriali. Le istituzioni nazionali, regionali e locali hanno ampiamente trascurato il problema negli ultimi anni; ed è dunque necessario agire subito sulle cause e rivedere in senso restrittivo e preventivo i limiti di emissione a livello europeo e nazionale, nonché attuare politiche severe e di sistema a tutti i livelli. E’ inoltre fondamentale tutelare ed incrementare la ricchezza della natura nelle aree urbane, vere e proprie “Green infrastructures” capaci, tra l’altro, di intercettare il particolato e di mitigare quindi l’inquinamento e di proteggere le comunità umane dagli effetti devastanti del cambiamento climatico. Le città devono essere sempre più “naturalizzate” e devono essere sempre meno preda di strutture energivore e inquinanti”. È questa la reazione del WWF Italia ai dati diffusi oggi dall’Agenzia Ambientale Europea che stima in 467 mila le morti premature in Europa dovute, appunto, all’inquinamento dell’aria, stigmatizzando anche la peggiore qualità della vita dovuta alle malattie che induce.

“L’85% della popolazione urbana è esposta a livelli di particolato fine (PM 2,5) giudicati dannosi, possibile causa o aggravanti di malattie cardiovascolari, asma e cancro ai polmoni; tra gli altri inquinanti, diossido di azoto, benzopirene, biossido di zolfo, monossido di carbonio, metalli tossici e benzene. Gran parte della popolazione europea è esposta ai rischi, e altrettanto lo sono gli ecosistemi: l’impatto dell’inquinamento influenza direttamente la vegetazione, nonché la qualità delle acque e del suolo, nonché dei servizi ecosistemici che sostengono e che sono fondamentali per il nostro benessere e la nostra salute. Occorre quindi affrontare con decisione le cause: traffico, centrali termoelettriche (in primis quelle a carbone), agricoltura, riscaldamento domestico, inceneritori”.

 

“L’aspetto più sorprendente è il fatto che l’Italia si attesti su livelli di inquinamento alto, quasi sempre tra i Paesi peggiori insieme ai paesi dell’Europa orientale, che però utilizzano normative relativamente più recenti, nonché più recalcitranti ad abbandonare produzioni molto inquinanti, come le centrali a carbone. Addirittura, nel nostro Paese le morti premature attribuite al PM 2,5 sono ben 66.630, la cifra più elevata in termini assoluti”.

Roma, 23 novembre 2016
 

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

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Cel. 340 9899147 – 329 8315725

L’incentivo migliore alla riduzione dei rifiuti urbani? La tariffa puntuale

Anche quest’anno è arrivata la Settimana europea della riduzione dei rifiuti e molti comuni hanno programmato iniziative volte alla diffusione del messaggio.

E’ iniziata sabato 19 novembre e terminerà domenica 27 e si pone l’obiettivo di contenere l’uso degli imballaggi e di diffondere pratiche per ridurne l’impatto ambientale.

serrlogo2Sul sito http://www.menorifiuti.org si possono apprendere buoni suggerimenti per avviare a riciclo gli imballaggi.

 

Poco tempo fa, però, la Regione Lazio ha approvato una legge che impone a tutti i comuni il passaggio alla tariffa puntuale secondo la quale per i rifiuti non si paga più in base alla superficie dell’abitazione e al numero degli abitanti ma soltanto quantificando i rifiuti prodotti. E’ quanto avviene per gas, luce ed acqua: la bolletta è collegata ai consumi.

Con la tariffa puntuale si ottengono due risultati, si riduce la produzione dei rifiuti e aumenta la raccolta differenziata con l’effetto rilevante di arrivare finalmente ad una gestione sostenibile con un risparmio per le famiglie e la società. Riciclare i materiali raccolti in maniera differenziata costa molto meno che smaltirli indifferenziati.

Nessun messaggio ha più forza di quello che comporta un risparmio nella spesa delle famiglie! Quindi il passaggio alla tariffa puntuale è il vero incentivo alla riduzione dei rifiuti perché i cittadini producendo meno rifiuti e differenziandoli correttamente pagherebbero di meno. Avviene in tutti i Comuni italiani che hanno abbandonato il calcolo della tariffa sulla superficie e il numero degli abitanti.

La nuova norma nel Lazio sarà operativa entro il 2020 ma se i comuni si organizzassero per anticiparne l’applicazione senza attendere l’ultimo giorno farebbero una scelta accorta e apprezzata dai cittadini. 

 

 

 

 

Calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti, un decreto lo rende uniforme in tutto il Paese

Il 26 maggio 2016 il ministro dell’Ambiente Galletti ha emanato un decreto per rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati.

Il decreto, pubblicato il 24 giugno sul n.146 della Serie Generale della Gazzetta Ufficiale, mette in campo, per la prima volta, delle linee guida nazionali per il calcolo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati che dovranno essere seguite da tutte le Regioni.

L’applicazione del decreto permetterà un confronto obiettivo tra i diversi ambiti territoriali anche per una più coerente e giusta applicazione deIle imposizioni comunali dipendenti dalle percentuali di raccolta raggiunte e verificate dagli Enti superiori.

Sarà possibile considerare anche il compostaggio domestico nella raccolta differenziata e di inserire nel calcolo tutti i rifiuti che sono conferiti nelle isole ecologiche. Ciò da una parte incentiva il compostaggio domestico e di comunità ma dall’altra obbliga le amministrazioni comunali a disciplinare con proprie delibere queste attività per garantirne il controllo pubblico.

«L’Italia della raccolta differenziata – afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – viaggia ancora a diverse velocità, anche a causa della confusione generata da strumenti di calcolo differenti da una Regione all’altra, cui segue un’ovvia difficoltà nel rendere omogenea l’applicazione del tributo. Queste linee guida nazionali sono funzionali a portare tutto il nostro Paese verso l’economia circolare, adeguandolo agli standard europei di differenziata e superando la realtà delle discariche in cui purtroppo va ancora gran parte dei rifiuti nazionali».

La nuova amministrazione terracinese dovrà quindi attivarsi in tal senso ma soprattutto dovrà organizzare tramite l’azienda che realizza il servizio in città il controllo della qualità dei materiali differenziati. Una raccolta differenziata al 70% che non specifichi la fascia in cui si pongono i materiali ai fini del corrispettivo CONAI non garantisce una pari percentuale di materiali avviati al riciclo.  

Gli allegati tecnici dell’Accordo ANCI-CONAI oltre a indicare le fasce di qualità dei materiali che danno luogo a corrispettivi decrescenti per i Comuni convenzionati presentano le percentuali massime di impurità presenti nei materiali differenziati (tabella sottostante) oltre le quali non si ha diritto ai corrispettivi (i materiali stessi andranno a smaltimento- alcuni addirittura negli inceneritori- e non a riciclo).

Acciaio Alluminio Carta Legno Vetro Plastica
Impurità oltre 20% 15% 10% 5% 8% dal 10 al 22%

(a seconda dei flussi)

 

Aspettando l’Ora della Terra 2016 (19 marzo)

L’evento mondiale che il 19 marzo vedrà man mano da oriente ad occidente spegnere i monumenti più suggestivi e simbolici delle tante città che parteciperanno è un messaggio contro il cambiamento climatico che soprattutto l’uso spregiudicato delle fonti energetiche fossili sta producendo con l’accumulo di gas serra in atmosfera.  VIDEO

 L’effetto serra è un fenomeno atmosferico – climatico che indica la capacità della terra di trattenere calore proveniente dal sole grazie alla presenza in atmosfera di gas chiamati gas serra. Questo fenomeno fa parte dei meccanismi di regolazione dell’equilibrio termico, i gas serra infatti permettono di mitigare la temperatura dell’atmosfera evitando in parte grandi escursioni termiche a cui sarebbe soggetto il pianeta in assenza di essi.

Nel corso della storia della terra la composizione dell’atmosfera è cambiata a causa sia di fattori geologici quali emissioni vulcaniche, emissioni di gas terrestri ecc., sia biologici come la respirazione di piante e animali ecc., sia ad opera dell’uomo attraverso la respirazione, coltivazione, allevamento, consumo di energia, bonifica delle paludi,cementificazione ecc.

Recenti studi evidenziano che entro il 2050 la temperatura media del pianeta salirà di due gradi, entro il 2080 raggiungerà i 2.8 gradi celsius con conseguenze potenzialmente drammatiche per l’ambiente e per il genere umano.

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Spegnere le luci la sera del 19 marzo dalle 20.30 alle 21.30 è cosa buona ma non basta.

Visto l’importate contributo dato dall’azione dell’uomo all’aumento della produzione dei gas serra, il WWF Italia ha stilato una guida in cui sono contenuti una serie di piccoli accorgimenti per migliorare l’efficienza energetica e risparmiare energia:

  1. Spegnere televisori computer e altri dispositivi elettronici quando non sono in uso. Anche in ‘stand by ’ questi dispositivi usano tra il 10 e 60% di energia .
  2. Preferire le lampadine a risparmio energetico a quelle ad incandescenza e spegnere le luci quando non sono in uso.
  3. Impostare le temperatura del riscaldamento un po’ più bassa.
  4. Se non si può fare a meno del condizionatore in estate, impostare una temperatura non troppo bassa.
  5. Utilizzare l’acqua con saggezza, i sistemi idrici pubblici richiedono un sacco di energia per purificare e distribuire acqua alle famiglie; controllare inoltre che la temperatura non sia impostata sopra i 60° e preferire una breve doccia al bagno per ridurre la quantità di energia utilizzata per riscaldare l’acqua.
  6. Preferire l’uso di computer portatili in quanto consumano 5 volte di meno dei PC.
  7. Utilizzare lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico e utilizzando i programmi di risparmio energetico o a temperatura più bassa.
  8. Non utilizzare l’asciugatrice.
  9. Nel cambiare elettrodomestici scegliere i più efficienti (A+++)
  10. Posizionare frigoriferi e congelatori lontani da fonti di calore (forni e termosifoni), sistemare le pietanze (mai calde) in maniera ordinata in modo da trovare subito il prodotto desiderato senza lasciare lo sportello aperto troppo a lungo ed impostare la temperatura ideale a +5 gradi.
  11. In caso di utilizzo di forni elettrici non è necessario il preriscaldamento e si consiglia la cottura con ventilazione che consente di cuocere a temperature di 10 – 20 gradi più basse.

Altri accorgimenti per contribuire a ridurre l’inquinamento possono essere :

  1. Preferire gli spostamenti con i mezzi pubblici (autobus, treno, metro ecc.) per le lunghe percorrenze e per tratti brevi spostarsi in bicicletta o a piedi. I combustibili fossili (benzina, gasolio) sono una delle principali fonti di anidride carbonica e quindi causa importante dell’effetto serra.
  2. Preferire prodotti sfusi, senza incartamenti per favorire il minor impatto ambientale.
  3. Sostituire tutto ciò che è usa e getta con oggetti che possono essere lavati e riusati (tovaglioli di carta con quelli di stoffa, batterie tradizionali con quelle ricaricabili ecc.)
  4. Riciclare tutto ciò che non può essere riutilizzato.
  5. Acquistare alimenti a chilometro zero anziché quelli trasportati per lunghi tratti.
  6. Preferire gli abbonamenti a riviste elettroniche invece che a quelle cartacee.
  7. Evitare detergenti che contengono sostanze chimiche.

Intanto, siamo in attesa delle risposte dei Comuni della provincia di Latina alla richiesta di adesione all’Ora della Terra 2016.

A proposito di gestione dei rifiuti a Terracina

E’ da un po’ di tempo che non ci interessiamo della gestione dei rifiuti a Terracina; ormai dopo aver superato l’inerzia iniziale e con l’assistenza di tanti volenterosi pare essere sulla buona strada.

Si  può fare di più e meglio? Crediamo di sì.

Per entrare nel tema riportiamo alla memoria alcuni punti salienti.

  1. In epoche passate il WWF aveva inventato le “domeniche degli ingombranti”, iniziativa che se non la madre è almeno una parente delle attuali “isole ecologiche itineranti”. In quelle occasioni i cittadini potevano portar via gli oggetti ancora utilizzabili riducendo così la quantità di rifiuti da smaltire. Ora perché non avviare un mercatino dell’usato gratuito nelle isole ecologiche o altrove?
  2. Abbiamo da sempre caldeggiato la raccolta differenziata anche per ridurre l’uso della discarica di cui era facile prevedere la chiusura per raggiungimento dei volumi previsti dalle autorizzazioni.
  3. Abbiamo osteggiato la gara di appalto che non prevedeva nessun incentivo nei confronti dei cittadini invitati a cambiare abitudini consolidate e nello stesso capitolato avevamo notato l’anomalia dell’alta produzione di rifiuti indicati nell’anno 2012, l’anno dell’appalto, quando si proveniva da sei anni in cui la produzione oscillava intorno alle 30 mila tonnellate; ci era parso molto strano, come se i residenti fossero improvvisamente aumentati di alcune migliaia. In effetti subito dopo la produzione è scesa a valori nella media fino a scendere addirittura a poco più di 23 mila tonnellate nel 2015.

RDaTerracina1

La raccolta differenziata

Da un paio di anni la Comunità europea sta preparando una nuova direttiva sui rifiuti in cui non si parla più di percentuale di raccolta differenziata ma di effettivo riciclo dei materiali. Quasi un assist alla nostra posizione che formalmente traduce l’espressione Zero Waste in Riciclo Totale.

La Comunità europea pone alcuni obiettivi per il 2030, non proprio coraggiosi come il 65% di riciclaggio dei rifiuti urbani (all’inizio si parlava di almeno il 70%) e il 75% di riciclaggio dei rifiuti da imballaggio. Resta comunque il superamento del parametro riferito soltanto alla raccolta differenziata.

RDaTerracina2

Come si vede dal grafico la raccolta differenziata a Terracina è arrivata al 60% ma non si conoscono gli scarti di lavorazione della stessa.

A Terracina non viene effettuato alcun controllo sulla qualità del differenziato per cui verosimilmente la raccolta differenziata presenterà una grande quantità di materiale spurio (in base alla convenzione stipulata con il CONAI i materiali differenziati forniscono un corrispettivo che dipende dalla percentuale di impurità presenti; nell’accordo ANCI-CONAI sono stabilite alcune fasce di qualità e quando il carico non rientra nemmeno nell’ultima fascia lo si rigetta, per la plastica per esempio impurità del 25% ne determinano non il riciclo ma l’avvio in discarica o peggio ancora in un inceneritore, per la carta basta una piccola quantità di impurità perché non venga avviata a recupero).

Chiediamo un piccolo sforzo, rilanciamo la raccolta differenziata con una campagna di comunicazione (art. 5.02 del Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani) magari con una lettera da inviare a tutte le famiglie e le attività economiche nella quale vengano indicati gli impegni da rispettare insieme alle penalità cui si andrebbe incontro in caso di inottemperanza (art. 6.03 del Regolamento). E’ quanto avviene in tutti i comuni passati alla raccolta differenziata. Nella stessa comunicazione si presentino i dati distinti per materiali che motivano l’invio della comunicazione

Tipo materiale Periodo di riferimento Azienda di conferimento Quantità lorda Quantità netta
Carta
………….

 

e si annuncino i controlli a campione o a tappeto che saranno eseguiti da personale indicato dall’azienda.

Gestione rifiuti a Terracina, si riparte con la comunicazione, finalmente!

Una buona gestione dei rifiuti specialmente quando si rivoluziona l’intero sistema parte dalla comunicazione rivolta ai cittadini. Più tempo ci si dedica e più alta diventa la probabilità di successo dell’operazione.

L’esperienza italiana mostra che per ogni diecimila abitanti occorre in media un mese di informazione realizzata con assemblee, manifesti, lettere individuali, spot radiotelevisivi, gazebo nei quartieri.

L’azienda che attualmente svolge il servizio sta attivando il proprio sistema di comunicazione che ci auguriamo sufficiente a convincere i cittadini sulla necessità di operare bene nella separazione dei rifiuti e di conferirli alla raccolta nei tempi e nei modi previsti.

DV

La nostra associazione da anni si interessa di una corretta gestione dei rifiuti e in questa occasione farà la sua parte invitando i cittadini a partecipare alle assemblee, a chiedere tutte le informazioni che vogliono, a trovare un accordo con gli operatori e a collaborare per la migliore riuscita del nuovo metodo di gestione dei rifiuti.

Certamente anche noi abbiamo da chiedere qualcosa, innanzitutto riteniamo indispensabile controllare la qualità del differenziato senza la quale i rifiuti prenderebbero altre strade assolutamente da evitare, discarica o inceneritore.

Inoltre, l’azienda dovrebbe realizzare delle iniziative miranti alla riduzione della produzione dei rifiuti e che inducano nei cittadini uno stile di vita con meno spreco di materiali.

Riteniamo poi opportuno e gratificante per i cittadini far conoscere la destinazione finale dei materiali raccolti in maniera differenziata e periodicamente i valori lordi e netti della raccolta.

Per rendere altamente incentivante il sistema occorrerà passare prima possibile alla tariffa puntuale per la quale i cittadini non pagherebbero più in base alla superficie dell’abitazione e al numero dei residenti ma in rapporto alla reale quantità di rifiuti prodotti.

Nell’ambito della propria strategia di comunicazione l’azienda De Vizia ha inserito un incontro alla Rimembranza che si terrà lunedì 22 giugno alle ore 18.30. Ci toccherà fare gli onori di casa! Non solo per l’azienda ma soprattutto per i cittadini che, speriamo numerosi, saranno presenti.

Nell’occasione sarà esposta una mostra fotografica che illustra il degrado non più accettabile di alcuni luoghi simbolo della città, il molo foraneo-l’area del Pisco-l’accesso al tempio di Monte sant’Angelo.

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