L’Ora della Terra si avvicina, anche il comune di Sezze aderisce all’iniziativa

Contro i cambiamenti climatici ridurre il riscaldamento globale

0002

Il sindaco del comune di Sezze ha risposto all’invito del WWF Litorale Pontino aderendo all’Ora della Terra;  sabato 23 marzo terrà spente  le luci della Piazza del Duomo e della facciata della chiesa dalle ore 20.30 alle 21.30.

Ecco la lettera di adesione SezzeaWWF

L’Ora della terra si avvicina, Ponza batte sul tempo i comuni pontini aderendo immediatamente all’iniziativa del WWF

Contro i cambiamenti climatici ridurre il riscaldamento globale

Il WWF Litorale Pontino ha inviato una lettera a tutti i sindaci della provincia per chiedere l’adesione all’Ora della Terra 2013.

2003-0267-p

Il primo a rispondere aderendo all’iniziativa è stato il comune di Ponza che il 23 marzo terrà spento il palazzo comunale dando così l’esempio ai propri cittadini per una riduzione dei consumi energetici.

Ecco la lettera inviata al WWF LP dal sindaco Pier Lombardo Vigorelli. Ponza

Governo, con l’ambiente tra le priorità l’Italia può cambiare

Tra le priorità del WWF una Roadmap per la decarbonizzazione; una normativa contro consumo del suolo e una legge per Governo territorio; una Strategia nazionale e regole più stringenti su bonifiche

 

74508_106978832706201_443820_nTra le 8 priorità del Partito Democratico che si candida al Governo del Paese sono stati finalmente inseriti esplicitamente i temi dell’economia verde e dello sviluppo sostenibile (punto 6): un segnale che forse in Italia sta cominciando a cambiare qualcosa”, commenta il WWF, che chiede però al PD di essere più esplicito e coraggioso, ricordando la necessità di un Green Deal (‘cambiamento/svolta verde’),  chiesta dalle maggiori Associazioni ambientaliste durante la campagna elettorale.

Il WWF ricorda che il Paese ha bisogno:

1. non solo di confermare gli incentivi sull’efficienza energetica degli edifici, ma di una Roadmap nazionale di Decarbonizzazione e per l’uso efficiente delle risorse nella produzione dell’energia elettrica, nei trasporti, nell’industria e nei servizi e di perseguire  l’Obiettivo del 100% Rinnovabili entro il 2050, procedendo alla chiusura progressiva delle centrali alimentate con combustibili fossili, e rinunciando a ogni piano di trivellazioni petrolifere off shore;

2. sicuramente di un programma di riqualificazione urbana, ma soprattutto di una nuova legge di Governo del territorio, che aggiorni la disciplina urbanistica ferma al 1942, e della definizione di una normativa sul consumo del suolo che usi la leva fiscale per disincentivare l’espansione edilizia e incentivare la riqualificazione del patrimonio esistente, oltre a segnali precisi sull’abbandono definitivo del Primo Programma sulle infrastrutture strategiche, divoratore di fondi pubblici e di risorse ambientali;

3. di definire una vera e propria Strategia nazionale per garantire l’avvio concreto degli interventi di bonifica attraverso un’azione coordinata con le Regioni, e di una messa in mora politico-istituzionale dei soggetti che ai termini di legge hanno l’obbligo di procedere ai ripristini ambientali ed alla messa in sicurezza dei siti contaminati.

Salviamo l’agricoltura, scriviamo al Parlamento europeo.

clip_image002

RIFORMA DELLA PAC

L’AMBIENTE AGRICOLO E’ IN CRISI, AGISCI ORA!

 

AGRIUN CARTELLO DI ASSOCIAZIONI LANCIA ANCHE IN ITALIA UNA PETIZIONE ONLINE INDIRIZZATA AI PARLAMENTARI EUROPEI PER UNA RIFORMA ‘VERDE’ DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE

Firma sul sito http://it.farmingfornature.eu

 

In vista della votazione in plenaria del Parlamento Europeo sulla riforma della Politica Agricola Comune (PAC) 2014-2020, annunciata per il prossimo 11 marzo, le Associazioni ambientaliste e dell’Agricoltura biologica e biodinamica italiane credono sia giunto il momento di voltare pagina e finanziare solo le buone pratiche agricole che rispettano la Natura e che producano cibo sano con modalità che siano sostenibili anche per le future generazioni. Per questo hanno lanciato a livello europeo, anche in lingua italiana, una petizione online indirizzata ai parlamentari europei impegnati nei prossimi giorni a decidere sul futuro dell’agricoltura.

277 associazioni ed organizzazioni europee hanno già inviato una lettera aperta a tutti gli europarlamentari ( https://www.wwf.it/UserFiles/File/Lettera%20aperta_PAC_1marzo2013.pdf ) per ribadire perché la politica agricola europea ha bisogno di urgenti riforme. Con la petizione online tutti i cittadini europei possono far sentire la loro voce per sostenere una autentica riforma verde della PAC che renda l’agricoltura europea più pulita, sostenibile, sana e giusta.

Per più di cinquant’anni  l’Unione Europea ha incentivato e finanziato pratiche agricole dannose, che inquinano i nostri suoli, le nostre acque e la nostra aria, mentre la buona agricoltura biologica e biodinamica veniva sempre più penalizzata e marginalizzata, sprecando in questo modo i soldi dei contribuenti.

L’attuale crisi economica colpisce un’agricoltura già attraversata da una profonda crisi strutturale, in Italia le aziende sono calate in 10 anni del 32,2% e il loro reddito del 25,3%, mentre in Europa nell’ultimo decennio si sono persi complessivamente 3,7 milioni di posti di lavoro nell’agricoltura. Il 92% dei fiumi e dei laghi di tutta Europa sono inquinati per l’uso eccessivo di concimi chimici e pesticidi e soffrono per l’eccessivo prelievo di acqua destinata all’agricoltura (in Italia il 60% dei consumi idrici), negli ambienti agricoli dal 1980 ad oggi sono andati persi oltre 300 milioni di uccelli selvatici. I dati sull’ambiente in Europa evidenziano una crisi generalizzata della biodiversità e il consumo di suolo agricolo negli ultimi sessant’anni, un milione e mezzo di ettari dei terreni più fertili in Italia, mette a rischio anche la sicurezza alimentare. Questa crisi è il punto di arrivo di un modello di agricoltura non più sostenibile per modalità di produzione e di consumo.

Tutto questo non è più accettabile.

 

 Se non vuoi che i tuoi soldi siano usati per finanziare pratiche agricole che devastano il  territorio chiedi ai tuoi rappresentanti al Parlamento Europeo di votare a metà marzo per una politica agricola più verde. Per la prima volta nella storia infatti hanno il potere di votare per una politica agricola amica della Natura, che non sperperi i nostri soldi e che serva a produrre cibo sano in maniera più sostenibile. Questo porterà benefici per tutti chiede l’appello online promosso a livello europeo da Birdlife, EEB, IFOAM e WWF (organizzazioni rappresentate in Italia dalle Associazioni nazionali LIPU, Legambiente, Federazione nazionale Pro Natura , AIAB, Federbio, FIRAB, UPBio, WWF). All’appello hanno aderito anche altre Associazioni nazionali riunite in un tavolo di lavoro comune sulla riforma della PAC come il FAI (Fondo Ambiente Italiano), Italia Nostra, Touring Club Italiano, Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica, SIEP (Società Italiana Ecologia del Paesaggio) e Slow Food.

 

La mobilitazione delle Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica e biodinamica europee e nazionali intende ribaltare alcune decisioni assunte dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo considerate insostenibili per l’ambiente e penalizzanti per le pratiche agricole più virtuose e sostenibili.

 

Nella plenaria di marzo le Associazioni chiedono per questo ai Parlamentari Europei di votare per una vera riforma della Politica Agricola Comune (PAC) che:

  1. ASSICURI l’adozione delle migliori pratiche agricole per la tutela dell’ambiente da parte di tutti gli agricoltori che beneficiano dei pagamenti diretti della PAC  (il cosiddetto “greening”), mentre la proposta attuale prevede l’esclusione delle aziende sotto i 10 ettari;
  2. RESPINGA i doppi pagamenti illegali proposti dalla Commissione Agricoltura, che consentirebbero di pagare due volte gli agricoltori per le stesse attività;
  3. REINTRODUCA l’obbligo per gli agricoltori   del rispetto delle normative europee in materia di tutela dell’ambiente,  sicurezza alimentare, benessere animale e salute pubblica per poter ricevere i finanziamenti comunitari, attraverso la cosiddetta “condizionalità”.
  4. SOSTENGA maggiormente l’agricoltura biologica ed i sistemi agricoli di Alto Valore Naturale.

In questo scenario l’agricoltura biologica deve assumere un ruolo completamente nuovo rispetto al passato, utile per il futuro di tutta l’agricoltura, diventando metodo produttivo centrale dal quale partire per un nuovo modello di  riferimento basato su valori etici e sociali e sulla tutela dei beni pubblici.

Sono, infatti,  proprio le aziende biologiche che attraverso la diversificazione (base fondante dei principi del biologico) hanno saputo interpretare la multifunzionalità in misura maggiore rispetto alle altre e che oggi si dimostrano più resilienti anche sul piano economico e in sintonia maggiore con l’ambiente e i bisogni dei cittadini. Per questo l’agricoltura biologica deve essere maggiormente sostenuta da un’autentica riforma della PAC.

 

La campagna online prosegue anche sui siti delle varie associazioni e sui Social Network.


Roma, 1 marzo  2013

 

Gli Uffici Stampa
WWF Italia, Tel. 06 84497 265/213; 02 83133233 – 329 8315718

LIPU  tel 0521.273043 – 340 – 3642091 

23 marzo 2013, l’Ora della Terra, il WWF scrive ai sindaci pontini

CONVOCAZIONE_SENZAFASCIA_alta

 

L’avvicinarsi del 23 marzo chiama tutti ad un ripensamento dei propri stili di vita, la parola d’ordine è ridurre i consumi energetici contro il riscaldamento globale. I sindaci sono chiamati a dare l’esempio con il tenere spento per un’ora dalle 20.30 alle 21.30 un monumento, una piazza, …in modo da invitare i cittadini a spegnere in parte o totalmente le luci nelle proprie abitazioni.

 

Gentile Sindaco,

anche quest’anno si terrà Earth Hour,  il più grande evento globale che riunisce cittadini e comunità di tutto il Pianeta nella lotta ai cambiamenti climatici. L’iniziativa è caratterizzata dall’estrema semplicità del gesto (spegnere una luce, un edificio, un monumento o un’intera città) che simboleggia la volontà di sentirsi uniti in una sfida che nessuno può pensare di vincere da solo, ma in cui contano le azioni di ognuno. La preoccupazione per il riscaldamento globale e per il ritardo della politica e dei Governi nell’affrontarlo, aumenta,  ma insieme aumenta la consapevolezza che tutti possiamo (e dobbiamo) essere protagonisti delle soluzioni.

Questa iniziativa può rappresentare una vetrina importante per raccontare insieme al WWF a livello nazionale e internazionale l’impegno del Suo Comune nella lotta ai cambiamenti climatici e, nel contempo, unirsi a tante altre Amministrazioni in tutto il mondo, lanciando un segnale ai Governi e alle forze politiche nazionali che non hanno ancora impostato, né realizzato un’efficace azione di contrasto.

L’adesione del Suo Comune potrà avvenire attraverso lo spegnimento simbolico di un monumento/edificio della Sua  città il 23 Marzo dalle ore 20.30 alle ore 21.30 (ora italiana).

Il nostro auspicio è che il Suo Comune voglia rispondere all’appello del WWF  partecipando attivamente a quest’iniziativa.  A tal fine e per meglio valorizzare l’adesione all’evento, Le chiediamo di farci avere conferma scritta indirizzata a litoralepontino@wwf.it entro il 16/3/2013.

Ci auguriamo, inoltre, che l’adesione ad Earth Hour da parte di numerosi Comuni italiani, possa  essere l’occasione per favorire politiche e azioni volte alla riduzione dei numerosi fattori che continuano a contribuire in maniera sempre più rapida e negativa al “riscaldamento globale”.

Augurandoci di poter contare sull’adesione del Suo Comune, cogliamo l’occasione per inviarLe i nostri più cordiali saluti.

Terracina, 6 marzo 2013

Il presidente del WWF Litorale Pontino

Allegato: Comunicato stampa WWF Italia 20/2/2013 WWF_EH_CS lancio_SFIDAILMONDO

No al consumo di territorio, riutilizziamo l’Italia!

riutilizziamol'Italia
Per salvare la natura e le bellezze paesaggistiche d’Italia dalla cementificazione che le sta cancellando, il WWF, nell’ambito della Campagna “RiutilizziAMO l’Italia”, invita tutti gli abitanti del Belpaese ad aderire all’appello                                                                        NO AL CONSUMO, SÌ AL RIUSO DELL’ ITALIA.

 

Una sfida che punta alla riqualificazione delle aree urbane e del territorio disincentivando il consumo di nuovo territorio grazie anche all’introduzione di strumenti normativi e fiscali che consentano di ri-utilizzare prioritariamente aree abbandonate, dismesse o degradate  o anche  di vincolare l’eventuale occupazione di nuovi suoli per attività edilizie al recupero ‘naturale’ di altre aree da individuare con obiettivo il “Bilancio consumo del suolo: zero”, grazie alla partecipazione dei cittadini e  alla collaborazione tra le diverse  amministrazioni pubbliche.

L’espansione urbanistica a “macchia d’olio” va bloccata, in modo che il perimetro urbano sia contenuto e delimitato  evitando che il territorio diventi un’immensa, ininterrotta periferia sub-urbana di nuclei dispersi di bassa qualità edilizia e senza servizi  che soffocano la natura e deturpano il paesaggio.

Riutilizzare l’Italia sarà possibile se crescerà il numero e l’impegno delle amministrazioni pubbliche consapevoli del loro ruolo essenziale nel governo del territorio. Amministrazioni quindi in grado sia di garantire il rispetto delle norme a tutela dell’ambiente e del paesaggio che di regolare le trasformazioni in modo da risparmiare suolo e nel contempo migliorare la vivibilità delle città grandi e piccole.

Questi obiettivi verranno mantenuti se ci sarà un forte impegno di mobilitazione  civile, sociale e culturale che punti, mobilitando risorse economiche e occupazionali, al riuso e alla riqualificazione delle nostre aree urbane e sia consapevole che il patrimonio di biodiversità, che è parte integrante della ricchezza della nostra nazione, è un bene comune.

Il WWF Italia chiede ai cittadini di firmare l’appello per promuovere tre strumenti indispensabili per raggiungere l’obiettivo del “Bilancio consumo del suolo zero”

1.    Carta ‘No al consumo di suolo, Sì al riuso dell’Italia’: aderendo a questa Carta le Amministrazioni Pubbliche potranno manifestare il loro impegno concreto nel risparmiare il suolo, nel recuperare il dismesso, nel  coinvolgere i cittadini e le loro associazioni  nelle scelte di pianificazione, progettazione e realizzazione degli interventi.

2.    Il ‘Registro del suolo’: una banca dati integrata  tra gli  uffici delle varie amministrazioni competenti (Comune, Regione, Ministeri), accessibile a tutti i cittadini e grazie alla quale gli Enti pubblici possano controllare e prevenire il consumo di nuovo suolo, ma anche registrare i casi di rinaturalizzazione di suoli urbanizzati. Da qui vogliamo che parta una vera e propria operazione-trasparenza!

3.    Una ‘Fiscalità antiabbandono’: che  introduca un’imposta selettiva con l’obiettivo di rendere più vantaggioso recuperare e riutilizzare piuttosto che costruire, nel contempo il consumo di nuovo suolo fuori dal perimetro urbanizzato nel rispetto del patrimonio naturale, della rete ecologica e dei beni paesaggistici.

Il cartello degli ambientalisti ha incontrato Lista Monti, LNP, Movimento 5 Stelle, Pd, Pdl, Rivoluzione Civile, Sel, Fratelli d’Italia e si è confrontato con i leader Ingroia, Maroni e Vendola e con molti candidati alle elezioni nazionali. Ecco il resoconto.

74508_106978832706201_443820_n

 

“C’è un cambio di passo nell’attenzione ai temi ambientali in questa campagna elettorale, che però ancora stenta a diventare consapevolezza sulla necessità di un Green Deal per uscire da una crisi che è nel contempo economica ed ecologica e c’è una voglia trasversale agli schieramenti di collaborare al di là degli steccati alla ri/conversione ecologica del Paese: lo ricaviamo dalle 16 ore di maratona per 8 incontri che abbiamo avuto con tutte le forze principali di centro-sinistra, centro e centro-destra, in lizza nelle Elezioni 2013, alle quali abbiamo chiarito che siamo disposti a collaborare anche dopo le elezioni, verificando nei primi 100 giorni di Governo la qualità del loro impegno”.

 

Questo è il primo risultato del forcing di sette tra le più importanti associazioni ambientaliste, a cui aderiscono oltre un milione di iscritti (CAI, FAI, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente,Touring Club Italiano, WWF), che hanno proposto all’attenzione delle forze politiche  il loro documento di 80 proposte (di cui 28 prioritarie)” Elezioni nazionali 2013: Agenda ambientalista per la Ri-Conversione ecologica del Belpaese”.

 

Il cartello di  7 associazioni ha incontrato i leader di partito Antonio Ingroia (Rivoluzione Civile), Roberto Maroni, (Lega Nord Padania), Nichi Vendola (Sel) e complessivamente 19 candidati alle elezioni nazionali. Per il Pd hanno incontrato, delegati dai leader di partito, la responsabile Ambiente, Stella Bianchi; per il Pdl i senatori Antonio D’Alì e Andrea Fluttero; per la Lista Monti, la candidata Ilaria Borletti Buitoni, per il Movimento Cinque Stelle i candidati nazionali Federica Daga, Marta Grande, Claudio Sperandio, Stefano Vignaroli, Andrea Zaccagnini. Il documento alla base del confronto, i resoconti degli incontri raccolti nel “Diario elettorale 2013” e l’analisi “L’ambiente nei programmi e nelle agende” sono disponibili on-line sui siti delle associazioni per chiunque voglia farsi un’idea del grado di sensibilità ambientale dimostrata da partiti, liste, movimenti. E hanno ricavato una Antologia dei temi ambientali nei programmi e negli incontri

E’ questo  il risultato del forcing avviato lo scorso 31 gennaio e conclusosi il 20 febbraio sulla base dei contenuti salienti dell’Agenda ambientalista trattati negli incontri e che sono serviti per valutare i contenuti dei programmi; contenuti che sono qui sintetizzati:

1. l’esigenza di redigere una Roadmap nazionale di Decarbonizzazione e di uso efficiente delle risorse nella produzione dell’energia elettrica, nei trasporti, nell’industria e nei servizi che sostengano  la Green Economy;
2. fissare l’Obiettivo del 100% Rinnovabili procedendo alla chiusura progressiva delle centrali alimentate con combustibili fossili, e rinunciando a ogni piano di trivellazioni petrolifere off shore;
3.  integrare la Strategia nazionale sulla biodiversità (l’Italia è il Paese europeo più ricco di biodiversità) approvata nell’ottobre 2010 con la programmazione nei diversi settori economici;
4. definire un Piano nazionale della mobilità che superi l’insostenibilità economico e ambientale del Primo Programma delle infrastrutture strategiche, abbandonando il progetto del Ponte sullo Stretto e l’AV Torino Lione;
5. elaborare una nuova legge di Governo del territorio, che aggiorni la disciplina urbanistica ferma al 1942  e pervenire ad una normativa sul consumo del suolo che usi la leva fiscale per disincentivare l’espansione edilizia e incentivare la riqualificazione del patrimonio esistente;
6. introdurre tra i principi fondamentali della Costituzione la tutela dell’ambiente e garantire un’adeguate tutela penale dell’ambiente;
7. procedere ad una Programmazione integrata dei beni e delle attività culturali sollecitando la piena collaborazione tra Stato e Regioni;
8. varare un Piano della Qualità per il settore turistico che valorizzi i beni culturali e ambientali;
9. ripristinare i tagli al Bilancio del ministero dell’ambiente, ultimo tra i dicasteri con portafoglio, portando il bilancio dagli attuali 450 milioni di euro (nel 2009 il bilancio del Ministero ammontava a 1,2 miliardi di euro) ad almeno700 milioni di euro.

Gli orsi in Svizzera non sono graditi, un altro triste episodio

20/2/2013 – E’ inammissibile l’abbattimento dell’orso M13 compiuta dalle autorità svizzere del Cantone dei Grigioni, 5 anni dopo l’abbattimento di JJ3 sempre nei Grigioni, che considerano il plantigrado una minaccia per l’uomo.

 

Orso6

 

 

Dal 2006 già otto orsi hanno fatto la loro apparizione in Svizzera, provenendo dall’Italia e non è ammissibile che simili episodi accadano ancora.

“M13 non era un orso problematico, nei mesi scorsi ha solamente mostrato  un atteggiamento confidente che non giustifica minimamente l’applicazione della norma, prevista dal Piano di azione svizzero, dietro cui si nascondono le autorità elvetiche. Così si rischia di spazzare via in pochi anni gli sforzi di conservazione messi in piedi dall’Unione Europea e dagli enti italiani per mantenere nelle nostre Alpi un gioiello prezioso come l’orso.

 

 

Chiediamo al Governo italiano, che al momento ha la Presidenza della Convenzione delle Alpi,  di inviare una protesta formale al Governo Svizzero e di adoperarsi affinchè si esca dalle logiche dei singoli Stati e ci si impegni a gestire la popolazione alpina di orso come una popolazione che appartiene a  tutti i Paesi che condividono il territorio alpino. Simili decisioni non possono più essere assunte unilateralmente.” Ha dichiarato Massimiliano Rocco responsabile Specie, TRAFFIC e Foreste del WWF Italia.

Numerosi progetti europei tra cui il LIFE+ ARCTOS (www.life-arctos.it ) ancora in corso, hanno dato chiare indicazioni scientifiche sulle azioni da intraprendere per poter convivere con gli orsi e le altre specie presenti nel territorio alpino ma spesso le indicazioni sono disattese dalle autorità che agiscono invece in base a criteri politici e non scientifici, vanificando così gli sforzi di conservazione.

Il WWF ha dedicato all’orso bruno e alle altre  specie di grandi carnivori che vivono  sulle Alpi approfondimenti e il dossier “Abitanti silenziosi delle Alpi”