31 marzo 2012 Torna l’Ora della Terra

31 marzo 2012 alle ore 20.30 torna l’Ora della Terra, il più grande evento globale del WWF.

Il mondo si spegne per un’ora: città, monumenti, singole abitazioni.

Un gesto simbolico contro i cambiamenti climatici ma anche l’impegno, concreto, di ognuno per la sostenibilità ambientale.

In provincia di Latina hanno aderito finora i Comuni di Latina,  Sezze, Terracina e Ventotene.

Il capoluogo spegnerà le luci di Piazza del Popolo, il comune lepino spegnerà le luci di Piazza del Duomo, la cittadina tirrenica lascerà al buio per un’ora il tempio di Monte sant’Angelo e l’isola del sole spegnerà le luci del centro storico.

22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua

 

WWF: “AGRICOLTURA E FILIERE PRODUTTIVE:
ECCO LA  ‘ZONA ROSSA’ PER LA TUTELA DELL’ORO BLU”


L’uomo si appropria del 54% d’acqua dolce disponibile sul Pianeta (meno dell’1% del totale)
In Italia oltre il 60% è usato dall’agricoltura. 50 Oasi WWF su 120 tutelano ecosistemi d’acqua dolce

 

Come incidere positivamente su filiere produttive e comportamenti individuali:
il caso Mutti e il carrello della spesa virtuale su www.improntawwf.it

 

Il 28 marzo il WWF lancia il ‘Water Risk Filter’, strumento per mappare i bacini idrici mondiali e valutarne i rischi connessi alle filiere produttive come siccità e inquinamento

 

Ecosistemi d’acqua dolce (fiumi, laghi ecc.) ‘stressati’ dall’agricoltura, in primis dalla filiera agroalimentare con cibi (soprattutto carne bovina, latticini e cereali) che arrivano sulle nostre tavole dopo cicli produttivi ad alto consumo di acqua: è la ‘zona rossa’ su cui cittadini, imprese, investitori ed istituzioni devono incidere per ridurre i rischi di una crisi idrica globale.  E’ quanto rileva il WWF, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che ricorre oggi 22 marzo, ricordando come l’oro blu sia uno dei temi portanti della propria campagna “Food, Water and Energy for all, for ever” lanciata in vista del Summit mondiale per lo Sviluppo Sostenibile Rio + 20.

Su un totale di 1,4 miliardi km³ di acqua disponibile sul Pianeta, solo il 2,5% (35 milioni di km³) è costituito da acqua dolce (fiumi, laghi, ghiacciai ecc.), di cui solo meno dell’1% è potenzialmente utilizzabile dall’uomo per le proprie necessità vitali, che invece si appropria del 54% di tutta l’acqua dolce accessibile, di cui il 70-80% nel mondo in Italia circa il 60% – viene usato per l’irrigazione delle colture.

Il resto del 2,5% di acqua dolce sul totale di risorse idriche mondiali è così distribuito:  per circa il 70% (24 milioni di km³) è ‘imprigionata’ sotto forma di neve e ghiacci permanenti nelle regioni montuose, antartiche e artiche; per il restante 30% (0,7% delle risorse idriche totali) è confinata in depositi sotterranei (falde, umidità del suolo, acquitrini, permafrost, etc.) mentre solo lo 0,3% (105mila km³) è acqua superficiale di laghi e fiumi.

Una fotografia, quella scattata dal WWF Italia, che restituisce un’emergenza ambientale e sociale: gli ecosistemi d’acqua dolce, infatti, non solo forniscono l’habitat per la sopravvivenza di numerosissime specie ma consentono anche lo stoccaggio e la fornitura di acqua potabile per soddisfare i bisogni fondamentali della popolazione umana.

ECOSISTEMI E SPECIE D’ACQUA DOLCE A RISCHIO: LE OASI WWF COME ESEMPIO DI TUTELA. In Italia e in Europa le specie a rischio degli ecosistemi d’acqua dolce  sono soprattutto la lontra, per quanto riguarda i mammiferi, il Carpione del Garda e il Carpione del Fibreno, per i pesci; la Moretta Tabaccata e il Cavaliere d’Italia, per gli uccelli d’acqua. I Boschi ripariali (salici, ontani ecc.) sono quelli più minacciati.

Il WWF Italia da sempre attraverso le proprie Oasi protegge alcuni dei più importanti ecosistemi d’acqua dolce: sono 50 le Oasi WWF, su un totale di 120, che tutelano ecosistemi d’acqua dolce e le loro specie, come ad esempio le Oasi di Burano (Toscana), Orbetello (Toscana), Le Bine (Lombardia), le Saline di Trapani (Sicilia), e Valle Averto (Veneto).

L’IMPRONTA IDRICA ‘NASCOSTA’ NEL CIBO: FINO A 5MILA LITRI A PERSONA AL GIORNO. Più che dal prelievo di acqua potabile,  l’impatto principale sulla risorsa idrica in termini di consumi deriva dalle attività agricole e industriali.  Se infatti da un lato si registra un fabbisogno idrico giornaliero pro capite di 2-4 litri, dall’altro ci sono altre forme di consumo dell’oro blu, tra cui l’acqua ‘nascosta’ nei prodotti che utilizziamo, a cominciare da quelli alimentari.

Per produrre il cibo che una persona mangia ogni giorno sono necessari da 2mila a 5mila litri di acqua. Ogni alimento che entra a far parte della nostra dieta, infatti, ‘risucchia’, attraverso la filiera produttiva che lo ha portato nel nostro piatto, una quantità d’acqua necessaria a coltivarlo o ad  allevarlo (nel caso di derivati animali).
Alcuni consumi alimentari cibi incidono più di altri: in primis i cereali, che rappresentano il 27% dell’impronta idrica media individuale  (pari a 1385 m³ d’acqua l’anno), seguiti da carne (22%) e latticini (7%).In particolare, per quanto riguarda la carne, la più impattante è quella bovina: infatti mentre per produrre un kg di carne di pollo sono necessari circa 4.300 litri di acqua e per un kg di carne di maiale circa 6mila, per un kg di carne bovina sono necessari ben 15.500 litri.

 

Le differenze tra le impronte idriche dei diversi Paesi sono quindi strettamente connesse  alle diverse scelte alimentari: negli Stati Uniti, ad esempio, dove il consumo di carne bovina – uno dei prodotti più insostenibili dal punto di vista idrico – è di 43 kg a testa l’anno, 4 volte e mezzo la media globale, l’impronta idrica interna individuale è di 2.842 metri cubi annui. In Italia, dove il consumo complessivo di carne pro capite è intorno ai 90 kg l’anno, di cui ¼ è carne bovina, l’impronta del cittadino medio raggiunge i 2.303 metri cubi annui.

 

“Seppur rinnovabile, l’acqua dolce è una risorsa limitata e vulnerabile che può diventare sempre più scarsa. La crisi idrica non è più solo un’emergenza limitata alle regioni più povere del Pianeta ma è un problema globale che coinvolge sempre più aree del mondo”, spiega Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità del WWF Italia. “Per contrastare la crescente pressione sulle risorse idriche mondiali è fondamentale: ridurne i consumi attraverso una dieta sana e sostenibile, che preveda un minor consumo di prodotti ad elevata intensità idrica, come la carne; orientare i processi produttivi delle industrie, soprattutto agricole; ridurre gli sprechi sia a livello di filiera (1/3 del cibo prodotto a livello globale diventa rifiuto prima di raggiungere le tavole) che nel frigo di casa”.

COME RIDURRE L’IMPRONTA IDRICA: DAL CASO MUTTI AL CARRELLO DELLA SPESA VIRTUALE: Cittadini,  imprese, investitori ed istituzioni possono ridurre la propria impronta idrica cambiando e promuovendo abitudini alimentari e  strategie in grado di incidere sui processi produttivi per una riduzione dei consumi d’acqua.

Per quanto riguarda i processi produttivi, un caso-studio italiano di calcolo della propria impronta idrica e di riduzione del consumo di acqua in agricoltura è rappresentato da Mutti, leader di mercato nella produzione di concentrato, passata epolpa di pomodoro. E’ la prima azienda in Italia, e tra le poche al mondo, ad aver calcolato i consumi di acqua della propria produzione, dalla coltivazione del pomodoro al prodotto finito, avvalendosi del supporto scientifico del WWF e del Dipartimento per l’Innovazione dei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali dell’Università della Tuscia (Viterbo). Questo progetto sperimentale, che non si basa su dati di letteratura ma su un effettivo calcolo dell’impronta idrica dell’intera filiera, ha preso in esame la quantità di acqua immagazzinata in ogni prodotto Mutti. Dato che l’83% dell’impronta idrica di Mutti è dovuta alla coltivazione del pomodoro, è agli agricoltori che Mutti rivolge maggiormente la sua attenzione, con una campagna di sensibilizzazione e di supporto per razionalizzare l’uso delle risorse idriche impiegate per la

coltivazione.

La riduzione dell’impronta idrica del 3%, annunciata nel novembre 2011, potrà essere ottenuta riducendo dell’11,5% l’acqua per l’irrigazione (componente blu), riducendo del 30% i fertilizzanti a base di fosforo, azoto e potassio (componente grigia) oppure combinando le due precedenti misure. La metodologia utilizzata per il calcolo dell’impronta idrica è quella del Water Footprint Network (WFN), la più autorevole rete mondiale che riunisce istituti di ricerca, agenzie governative, ONG e settore privato per promuovere l’utilizzo sostenibile, equo ed efficiente delle risorse idriche mondiali.

Tra le cose che invece può fare  il cittadino, sia come utilizzatore del servizio idrico che come consumatore, c’è il calcolo della propria impronta idrica attraverso il carrello della spesa virtuale sul sito del WWF Italia www.improntawwf.it , che permette così di essere consapevoli di quanto ‘oro blu’ mettiamo nel nostro piatto con la scelta dei nostri prodotti alimentari.

Coming soon: Il WWF ha previsto per il 28 marzo il lancio del “Water Risk Filter”, uno strumento di valutazione dei rischi connessi all’approvvigionamento idrico da parte delle aziende che mapperà i bacini idrici a livello globale e che potrà essere utilizzato da investitori e grandi aziende per analizzare l’esposizione a minacce quali la scarsità idrica o l’inquinamento delle acque che impattano sulla catena di fornitura.

PER APPROFONDIRE: “IMPRONTA IDRICA, scenari globali e soluzioni locali”REPORT WWF ITALIA (Novembre 2011)

 

http://www.wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/DOSSIER/report%20impronta%20id

rica_Muttifinale.pdf

 

DONATORI DI ENERGIA IN BICICLETTA CERCASI PER ACCENDERE L’ORA DELLA TERRA

 31 MARZO, dalle 20.30: L’ORA DELLA TERRA

 

All’evento di Castel Sant’Angelo, a Roma, il PALCO A PEDALI dei TETES DE BOIS  per il  concerto-spettacolo gratuito “Goodbike” sarà alimentato da 128 biker reclutati sul web

OSPITI D’ECCEZIONE: ELISA E NICCOLO’ FABI

 

AL VIA LA PIATTAFORMA WEB

PER CONDIVIDERE LA PROPRIA “SFIDA” PER IL PIANETA

 

Il form per partecipare al concerto con la propria bici, le novità

e gli appuntamenti per l’Ora della Terra in tutta Italia su www.wwf.it/oradellaterra

 

Il WWF cerca ‘donatori di energia’ in bicicletta per il grande evento centrale dell’Ora della Terra, la campagna globale contro il cambiamento climatico e per un futuro sostenibile, che la sera del 31 marzo spegnerà simbolicamente le luci di migliaia di monumenti e luoghi simbolo in tutto il mondo. A Roma, nella suggestiva cornice di Castel Sant’Angelo, il pubblico sarà protagonista del concerto-spettacolo dei Tetes de Bois, “Palco a Pedali-Goodbike”, il primo eco-spettacolo al mondo in cui  l’energia elettrica che illumina il palco e lo fa suonare viene interamente generata dalle biciclette di 128 ‘donatori di energia’ reclutati sul web, dando vita a un viaggio nel mondo della bicicletta tra immagini, canzoni, racconti e poesia, che per l’occasione sarà dedicato all’Ora della Terra. Ospiti d’eccezione, Elisa e Niccolò Fabi, che con la loro musica saranno accanto al WWF per testimoniare l’impegno per fermare il cambiamento climatico e per un modello di vita più sostenibile, anche in vista del Summit per la Terra di Rio+20  a giugno. La serata è gratuita e aperta a tutti.

 

Da oggi su www.wwf.it sono aperte le prenotazioni per far parte dei 128 biker che con le loro biciclette renderanno possibile l’evento.

COMINCIA A PEDALARE!

– RIFIUTI LAZIO – WWF: “CLINI PONGA FINE A UN’EMERGENZA CREATA A TAVOLINO”

La vera emergenza è la raccolta differenziata:
entro il 2012 il Lazio, ora a quota 15%, dovrebbe raggiungere il 65%

 In 5 punti le azioni chieste dal WWF al Ministro dell’Ambiente Clini per programmare riduzione e raccolta differenziata contro chi ha pianificato l’emergenza rifiuti

“Chiediamo al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, di far cessare un finto stato d’emergenza, creato a tavolino. La crisi di questo ultimo anno non è ambientale o sanitaria, ma per giustificare scelte che in un contesto di legalità non sarebbero consentite. La vera emergenza è data dal fatto che entro la fine di questo anno dovremmo raggiungere il 65% di raccolta differenziata mentre, secondo gli ultimi dati dell’ISPRA, nel Lazio siamo al 15,1%, ossia con uno spread di 50 punti sotto. Se deve essere nominato un commissario è per la raccolta differenziata e non per fare discariche o inceneritori”. E’ l’appello del WWF al ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, relativamente alla questione rifiuti nel Lazio.

“Le proteste sono giustificate perché ad oggi nessuno è in grado di dire entro quando diminuirà la produzione dei rifiuti e/o aumenterà il loro riciclaggio. Infatti, non esistono politiche e investimenti in tal senso. Mancano incentivi e disincentivi, come invece avviene in molte altre parti di Europa. Non c’è da stupirsi quindi se i cittadini protestano e non solo quelli che abitano in prossimità di dove sono state localizzate le nuove discariche. Perché in questo vuoto è sicuro che, una volta esaurite queste ultime – e non ci vorrà molto tempo -, tutti saranno esposti di nuovo al rischio delle nuove localizzazioni. E’ un gioco al Lotto, dalle cui estrazioni nessuno vince, ma tutti perdono”.

Ecco nel dettaglio  le richieste e le criticità rilevate dall’associazione:

1. Finché non c’è una programmazione che vincola le Amministrazioni a pianificare la riduzione dei rifiuti ed ad aumentare il riciclaggio, i cittadini non potranno comprendere per quale motivo si debba accettare che sul proprio territorio vengano realizzati inceneritori o discariche;

2. Al momento nel Lazio non esiste una simile pianificazione e il Ministero ha il dovere di rinfacciarlo all’Amministrazione regionale;

3. E’ ancora irrisorio il disincentivo economico per il conferimento in discarica o l’incenerimento (termovalorizzatori), mentre occorre cominciare a predisporre la via di abbandono da questa tipologia di impianti;

4. Fa bene il Ministro ad avocare a sé i poteri, ma sia coerente con questa iniziativa:

– facendo cessare un’emergenza creata a tavolino;

– correggendo il Piano regionale di gestione dei rifiuti per  indirizzarlo verso gli obblighi assunti in sede comunitaria;

5. A tale scopo il WWF Italia si attende che il Ministro:

– intervenga sulla Regione perché definisca il programma di riduzione delle quantità di rifiuti da conferire in discarica e negli inceneritori, il programma di prevenzione dei rifiuti e il programma di riciclaggio perlomeno del 50% dei rifiuti di carta, legno, metalli, plastica e vetro.

– dia impulso alla raccolta differenziata nella città di Roma, togliendo i cassonetti per strada e puntando sul porta a porta;

– si impegni a togliere il certificato verde a favore degli  inceneritori;

– si impegni ad introdurre la cauzione sugli imballaggi;

– si impegni a prevedere un incentivo per quantità di materiale recuperato dai rifiuti;

“L’Europa ha individuato nel riciclaggio dei rifiuti uno dei 6 settori economici leader per il nuovo sviluppo. Questo significa che dobbiamo puntare sull’uso più efficiente delle risorse e quindi diminuire lo spreco ossia la produzione dei rifiuti. E’ un settore fondamentale della cosiddetta green economy e l’Italia come paese importatore di risorse non può permettersi di ignorarlo come è avvenuto finora. Il Ministro Clini è un profondo conoscitore di queste materie, non può permettersi dunque comportamenti incoerenti”, ha dichiarato Stefano Leoni, presidente del WWF Italia.

“Proprio alla luce del nuovo Piano dei Rifiuti approvato dalla Regione Lazio possiamo certamente dire che non si stia andando nella direzione auspicata come peraltro richiestoci dalla Comunità Europea, investendo di fatto ancora una volta in discariche ed inceneritori ed è in questo senso che chiediamo alle Amministrazioni di agire immediatamente sulla riduzione e differenziazione come unica e reale emergenza”, aggiunge Vanessa Ranieri presidente WWF Lazio.

La discussione sull’apertura dei nuovi siti nel Lazio sta di fatto sottraendo grandi energie a chi dovrebbe concentrarsi, per converso, su operazioni lungimiranti che abbiano come primario obiettivo quello della riduzione della produzione dei rifiuti, la loro massima differenziazione finalizzata al riuso e al riciclaggio, l’apertura dei siti di compostaggio e soprattutto un impegno economico a sostegno di queste politiche virtuose.

Nessuna attività in questo senso sembra ancora essere stata intrapresa e nessun serio investimento economico è stato affrontato per sostenere le filiere del recupero e del riciclaggio. Ed in quest’ottica la discussione sulla decisione dei siti che dovranno ospitare i rifiuti diventa inevitabilmente fallimentare.

Ed è per questo che il Wwf da anni insiste nel chiedere l’avvio della raccolta differenziata spinta domiciliare con un modello come quelli avviati nel quartiere romano di Colli Aniene, a Roma, e a Napoli, nella Municipalità di Bagnoli,  dove con la raccolta differenziata porta a porta si è arrivati al 91%, ottenendo calo della tariffa e strade pulite.

Roma, 14 marzo 2012
Ufficio stampa WWF Italia – tel. 06-84497.265/213 – Cell.: 349 1702762

E’ iniziato il conto alla rovescia per l’Ora della Terra del WWF

 

Earth Hour 2012: Partecipa anche tu!


La più grande mobilitazione volontaria per la lotta al cambiamento climatico e per il futuro sostenibile il 31 marzo darà vita a un emozionante giro del mondo a luci spente attraverso tutti i fusi orari, per coinvolgere persone, città, istituzioni e imprese in azioni concrete per il bene del pianeta e “ispirare” oggi il cambiamento che darà al mondo un futuro sostenibile.

Anche quest’anno l’evento nazionale si terrà a Roma, dove si spengono la cupola della Basilica di San Pietro, Castel Sant’Angelo e Ponte degli Angeli.

Il 31 Marzo si terrà a Roma nella splendida cornice di Castel Sant’Angelo uno speciale concerto, con alcuni artisti del mondo della musica italiana, in cui gli spettatori saranno chiamati a partecipare attivamente alla serata. Il concerto infatti sarà interamente sostenibile, dato che il palco utilizzato per l’esibizione è alimentato dall’energia prodotta dal movimento dei pedali delle biciclette collegate. Lo speciale concerto per l’Ora della Terra sarà tenuto dei Tetes de Bois, con la partecipazione di altri ospiti.

In occasione dell’evento è stato predisposto un presidio informativo a cura di WWF Lazio presso Castel Sant’Angelo, per favorire la sensibilizzazione del pubblico presente all’evento.

Le attività connesse ad Earth Hour 2012, dovrebbero avere inizio dal pomeriggio del 31 Marzo: è infatti in fase di verifica l’organizzazione di una speciale biciclettata lungo le vie di Roma, in collaborazione con FIAB e Federciclismo. I partecipanti pedaleranno lungo un percorso cittadino in fase di definizione, giungendo a Castel Sant’Angelo alle 19.00 e rendendo possibile il soundcheck del palco.  I pedalatori saranno provvisti di maglietta Earth Hour e godranno di un kit in fase di definizione.

Il concerto avrà inizio alle 20.30, preceduto da una breve cerimonia di spegnimento a cui parteciperanno alcuni ospiti istituzionali; sul palco si alterneranno i cantanti sopracitati e altri artisti, per una serata di musica e immagini che si concluderà alle 22.30.

Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti voi !

Come precedentemente detto, i ciclisti saranno invitati a partecipare sin dal pomeriggio: in modo da garantire un numero sufficiente di pedalatori, da Lunedì 12 è online, sul sito dell’Ora della Terra (www.wwf.it/oradellaterra) un form di prenotazione per i ciclisti interessati a “donare la propria energia” affinché il concerto possa essere possibile. Il palco necessità infatti dell’energia di circa 90 biciclette per poter funzionare. Sulla base delle adesioni pervenute, stabiliremo 3 turni di pedalatori, che si alterneranno nell’arco della serata.

Per l’allestimento del presidio WWF e del concerto avremo bisogno di tutto l’aiuto possibile, in modo da riuscire ad essere pronti per le 19.00, orario in cui prevediamo l’arrivo di ciclisti ed ospiti. I volontari potranno supportarci dal primo pomeriggio nell’allestimento della location, posizionando il “green carpet” e i Pandini di cartapesta lungo Ponte degli Angeli oppure rendendosi disponibili per l’accoglienza dei ciclisti, con la consegna dei kit predisposti.

Nelle prossime settimane saremo in grado di fornirvi un dettaglio superiore, non appena avremo codificato tutte le attività della giornata.

Speriamo in una vostra numerosa partecipazione!

WWF: “BENE TAVOLO DI LAVORO PER TUTELA PENALE AMBIENTE”

Ora si attui finalmente la riforma del Codice Penale, ferma da 15 anni in Parlamento, per l’introduzione di un Titolo dedicato ai ‘Delitti contro l’ambiente’

 “Apprezziamo l’attenzione posta dal Ministro della Giustizia, Paola Severino, sul tema quanto mai attuale della tutela penale dell’ambiente. Proprio a tale proposito, il WWF ricorda che un mese fa, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario, aveva scritto al ministro della Giustizia  per chiederle  un incontro al fine di rappresentare l’urgenza di una riforma del codice penale”. Così il WWF Italia commenta la notizia dell’avvio di un tavolo di lavoro che vede coinvolti congiuntamente Ministero della Giustizia e Ministero dell’Ambiente per garantire interventi interdisciplinari per la repressione dei reati ambientali.

 “Il WWF ritiene che sia necessaria ed urgente l’introduzione di sanzioni più severe per i reati ambientali, che attualmente, a causa di una normativa ‘debole’, non sono puniti adeguatamente e rendono sempre più difficile l’impegno delle associazioni per difendere in tribunale l’ambiente e la salute dei cittadini.

Concordiamo con quanto dichiarato dal ministro davanti alla prestigiosa Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti presieduta dall’onorevole Gaetano Pecorella rispetto al fatto che oggi siamo in presenza  ‘di sanzioni eccessive per violazioni formali e sanzioni troppo basse per violazioni sostanziali’, ma il WWF ritiene che non sia sufficiente un semplice riordino ed una armonizzazione di fattispecie e pene.

“E’ giunto il momento di attuare finalmente, dopo oltre 15 anni di ‘giacenza’ in Parlamento, la riforma del Codice Penale per l’introduzione di un Titolo dedicato ai ‘Delitti contro l’Ambiente’. Devono essere  previste nuove e più severe  figure di ‘reato – delitto’ quali, ad esempio, il disastro ambientale, l’inquinamento ambientale, l’alterazione del patrimonio naturale, della flora e della fauna,  ed avere finalmente un sistema sanzionatorio efficace che possa servire concretamente  da   deterrente per prevenire o punire severamente i  grandi disastri ambientali  ed ogni  genere  di reato ed illecito che colpisce la salute, l’ambiente e la natura.

Il WWF ribadisce quindi la propria  disponibilità a collaborare con i ministri della Giustizia e dell’Ambiente mettendo a diposizione gli studi compiuti sul tema dei delitti ambientali”.

Roma, 8 marzo 2012

Terracina aderisce all’Earth Hour 2012

Il Sindaco, Nicola Procaccini, ha risposto positivamente alla richiesta di fare aderire Terracina alla grande iniziativa internazionale, l’Ora della Terra, mirante a dare un messaggio per la riduzione dei consumi e contro il riscaldamento globale.

Il 31 marzo l’illuminazione del tempio posto su Monte sant’Angelo sarà spenta dalle ore 20.30 alle ore 21.30.

Finora le città laziali che aderiscono all’iniziativa sono Roma, Ostia, Corchiano e Terracina.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare il prossimo 31 marzo a questo evento globale del WWF per la lotta ai cambiamenti climatici. In tutto il mondo, per un’ora, si spegneranno città intere, monumenti, singole abitazioni. Dalle 20.30 spegniamo le luci per un’ora e testimoniamo il nostro impegno per dare al Pianeta e a tutti noi un futuro sostenibile.

Condividiamo sul web. Facciamo il passaparola.

IL WWF Litorale Pontino chiede a tutti i ristoratori di partecipare all’Ora della Terra spegnendo le luci delle sale lasciando accese soltanto quelle di servizio (cucina, ingresso e servizi igienici) in modo da dare con le candele sui tavoli anche un tocco di romanticismo alle cene del 31 marzo. L’evento diventerebbe occasione di una riflessione sulla insostenibilità dei nostri stili di vita.

Il WWF Litorale Pontino consegnerà a tutti gli esercenti che ne faranno richiesta una locandina riguardante l’evento.

WWF: “IN ARRIVO SCURE SUI BOSCHI ‘AMICI’ DELL’AGRICOLTURA SOSTENIBILE REALIZZATI CON 20 ANNI DI FONDI UE”


Il D.L. Semplificazioni” modifica la classificazione dei boschi e cancella gli investimenti degli ultimi 20 anni per un’agricoltura sostenibile
realizzati grazie agli accordi agroambientali della P.A.C.

 “Una scure pronta ad abbattersi sui boschi ‘amici’ dell’agricoltura sostenibile. E’ la conseguenza che potrebbe derivare dall’articolo 26 del Decreto Semplificazioni – in questi giorni all’esame delle Commissioni competenti della Camera – in base al quale, una volta scaduti i vincoli di destinazione d’uso dei suoli, sarebbero escluse dalla classificazione di ‘bosco’ le formazioni forestali di origine artificiale realizzate su terreni agricoli da tutti quegli agricoltori che, grazie ai fondi previsti dalle misure agroambientali delle Politiche di Sviluppo Rurale dell’Unione Europea, hanno finora garantito un modello di buona convivenza tra coltivazioni, tutela della biodiversità e difesa del suolo dal rischio idrogeologico”. E’ quanto denuncia in una nota il WWF Italia, che chiede al Parlamento di dare un segnale importante, a cominciare dalla cancellazione dell’art. 26 del D.L. Semplificazioni, sull’utilizzo coerente ed efficace delle risorse finanziarie, assicurate in passato dall’Unione Europea al nostro Paese, per potersi presentare con autorevolezza al negoziato per la definizione del futuro bilancio comunitario e le nuove regole per la Politica Agricola Comune (P.A.C.) post 2013.

“Il WWF segnala come il provvedimento, nato per snellire la burocrazia e semplificare la gestione quotidiana delle nostre imprese, nasconda la volontà di cancellare i risultati di decenni d’investimenti per il miglioramento degli agroecosistemi del nostro Paese realizzati con i finanziamenti dell’UE”.

“Con le misure agroambientali dei Programmi di Sviluppo Rurale delle Regioni – strumento per l’attuazione a livello territoriale della P.A.C. europea (che rappresenta il 41% del bilancio dell’UE) – sono stati finanziati ai nostri agricoltori interventi per la riforestazione di terreni agricoli. Centinaia di migliaia di euro di fondi europei negli ultimi venti anni sono stati incassati dagli agricoltori italiani per realizzare interventi utili per migliorare l’ambiente in aree spesso degradate da un’agricoltura intensiva e industriale, come nel caso della Pianura padana. Ora il Parlamento italiano si appresta ad approvare nel “Decreto Semplificazioni” proposto dal Governo una norma che rischia di cancellare i risultati raggiunti finora per l’ambiente, grazie ai finanziamenti della P.A.C, con l’ulteriore conseguenza di un notevole spreco degli investimenti economici fatti finora”.

“Il risultato pratico dell’articolo 26 (che modifica il comma 6 dell’art. 2 del Dlgs n. 227/2001 sull’orientamento e modernizzazione del settore forestale) – rileva il WWF – sarebbe quello di consentire l’eliminazione di tutte le formazioni forestali realizzate con l’utilizzo delle risorse della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea escludendo tutti i vincoli ambientali e le procedure previste dalle attuali Leggi forestali nazionali e regionali. Queste formazioni forestali costituiscono quasi sempre elementi di naturalità diffusa indispensabili per la continuità ecologica degli agroecosistemi, in particolare in aree ad agricoltura intensiva”.

“La norma proposta dal Governo Monti risulta essere in palese contrasto con gli obiettivi della nuova Strategia 2020 dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità che indica l’obiettivo del mantenimento e potenziamento delle ‘infrastrutture verdi’ funzionali alla continuità ecologica dei territori. E’ inoltre in contrasto con le proposte della Commissione UE per la riforma della PAC per il prossimo periodo di programmazione 2014 – 2020, che prevede l’obbligo per ogni azienda agricola di destinare il 7% della propria superficie ad aree d’interesse ecologico (proposta della Commissione UE per il regolamento del greening nel primo pilatro della PAC)”.

Questo modo di impiegare i finanziamenti dell’Unione Europea da parte del Governo italiano ricorda la famosa tela di Penelope, tessuta di giorno e sfilata di notte”, sottolinea Franco Ferroni, Responsabile Policy Biodiversità, Aree protette e Agricoltura del WWF Italia. “Non si può pensare di chiedere misure e finanziamenti per un’agricoltura sostenibile, nell’ambito del processo di riforma della Politica Agricola Comune –PAC, post 2013  e nel contempo misconoscere i risultati ottenuti sinora grazie ai fondi europei. Un pessimo segnale per la credibilità del nostro Governo rispetto all’utilizzo sostenibile, coerente ed efficace delle risorse del prossimo bilancio comunitario”.

In conclusione il WWF ricorda che in un periodo di scarsità di risorse e austerità, è cruciale investire in politiche che rafforzino l’agricoltura sostenibile, il ripristino e mantenimento degli ecosistemi, la cura del territorio per la prevenzione del rischio idrogeologico.

Roma, 1 marzo 2012

I NOSTRI MARI SONO IN PERICOLO FIRMA ORA: SALVA I NOSTRI PESCI E I NOSTRI MARI

FIRMA ORA: SALVA I NOSTRI PESCI E I NOSTRI MARI.
AIUTACI A CAMBIARE LA POLITICA EUROPEA SULLA PESCA.

    Al Presidente e ai membri della Parlamento Europeo ai parlamentari europei e         al Ministro dell’Agricoltura e Pesca
La pesca eccessiva ha consumato gli stock ittici in Europa e nel mondo e anche i pescatori stanno lottando per sopravvivere.Abbiamo bisogno di una riforma ambiziosa della politica europea sulla pesca.
Vi chiediamo di:

  • gestire la pesca in maniera coerente, costante e con prospettive di lungo termine, a livello di bacino, per consentire agli stock di ricostituirsi
  • stabilire un insieme di regole condivise che consentano ai pescatori di prendere ciò che è ragionevole, scientificamente deciso, e soprattutto quando è necessario
  • di applicare questi stessi principi a tutti i pescherecci europei ovunque essi operino nel mondo

Per firmare:

http://e-activist.com/ea-action/action?ea.client.id=14&ea.campaign.id=13094