MUOS e non solo al terzo Venerdì di Ecosuoni 2013 alla Rimembranza di Terracina

Sarà una serata eccezionale quella che gli organizzatori stanno preparando per il terzo incontro di Ecosuoni 2013 che ci sarà venerdì 26 luglio.

muos_the_mobile_user_objective_system_fotousa_6063Si parlerà di MUOS (il gigantesco sistema di comunicazioni  “Mobile user objective sistem” della stazione “Naval radio transmitter facility”  a Niscemi nella riserva naturale della Sughereta, area a inedificabilità assoluta e sito di interesse comunitario (SIC)) e di inquinamento elettromagnetico. Il WWF è parte attiva nel comitato siciliano che si sta opponendo alla costruzione dell’ecoMUOStro.

A parlarne sarà un’artista che ha le radici nella profondità della terra siciliana, Matilde Politi, una cantautrice dai vasti interessi culturali.

Gabriele e matilde

 

A seguire il concerto che vedrà la stessa cantautrice accompagnata dal violinista Gabriele Politi proporre  brani tradizionali alternati  a brani d’autore, per lo più di loro creazione, che nella loro varietà ritmica ed espressiva rispecchiano l’impasto culturale che si va creando in una terra multietnica come la Sicilia di oggi.

 

IMG_0883La serata sarà aperta dal vernissage del Gruppo 12, un collettivo di artisti nato a Roma nel 2012 con l’intento di rinnovare l’arte contemporanea italiana. Gli artisti accompagneranno il pubblico in un percorso eplorativo-interattivo, illustrando le opere create con i materiali naturali recuperati all’interno  del parco, durante la settimana di residenza del Gruppo. Le sculture di arte naturale rimarranno come presenze silenziose all’interno del parco, entreranno a far parte del ciclo naturale, modellandosi ai venti e agli agenti esterni.

Il Gruppo 12 è composto da Laura Giovanna Bevione, Francesca Checchi, Domenico Cornacchione,  Simone De Santis,  Antonella Nardi, Daniela Polese, Pietro Sabatelli, Giuliana Silvestrini e Patrizia Mocetti. Sito Gruppo12.wix.com/

Al termine della serata sarà offerta una degustazione di vini e prodotti tipici sotto la meravigliosa pergola che offre una veduta panoramica della città di Terracina e del litorale.

Per tutta la durata della rassegna si potrà visitare la mostra di disegni a cura dell’artista Andrea Farano.

L’ingresso prevede un contributo simbolico di 7 euro per gli adulti, in parte destinato all’acquisto dei materiali necessari per i lavori all’interno del Parco.

 

 

 

 

Il WWF contro il MUOS in Sicilia

muos_the_mobile_user_objective_system_fotousa_6063Il WWF Italia esprime grandissima soddisfazione per la decisione del TAR di Palermo che ha respinto il ricorso del Ministero della Difesa contro la sospensione dei lavori per la costruzione del MUOS (il mega sistema di comunicazioni “Mobile user objective sistem” (Muos) della stazione “Naval radio transmitter facility”  a Niscemi) nella riserva naturale della Sughereta, area a inedificabilità assoluta e sito di interesse comunitario (SIC).

Il MUOS è una stazione radio delle forze armate Usa, costituita da tre enormi parabole di circa 20 metri di diametro e con torrette in cemento armato che si ergono ad un’altezza complessiva di 40 metri e intorno alle quali vivono ben 500.000 cittadini. L’ecoMUOStro da circa un anno e mezzo è sotto la vigile attenzione degli esperti e dei legali del WWF, che ha denunciato questo abuso al Parlamento Europeo mettendo l’Italia sotto accusa per infrazione e mancato rispetto della normativa che regolamenta  i siti  della Rete Natura2000.

Il TAR di Palermo ha ora confermato la sospensione delle autorizzazioni per la costruzione del MUOS  già disposta dal Governo Regionale, sancendo “l’assoluta prevalenza del principio di precauzione “,  “il diritto alla salute della comunità di Niscemi non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente” e l’esistenza di “seri dubbi anche in ordine all’incidenza e la pericolosità del sistema in questione sul traffico aereo della parte orientale dell’isola”.

 “Le parole del Tar sono inequivocabili, servono da monito  per il futuro e da importantissimo precedente per  casi simili che potrebbero accadere – ha dichiarato Dante Caserta, presidente ff del WWF Italia – Ha prevalso il principio di precauzione sancito dall’Unione  Europea  come  uno dei fondamenti della tutela dell’ambiente e della salute. Il WWF Italia  auspica ora che il territorio boschivo, esteso per circa 1.660.000 metri quadri, venga riconsegnato alla comunità locale e che, oltre alla rinaturalizzazione della sughereta (area protetta dall’Unione  Europea), l’area della piattaforma di guerra possa essere riconvertita affinché possa ospitare strutture a carattere ambientale, sociale e culturale.

La Giunta Regionale Siciliana, presieduta dall’On. Crocetta, con delibera n.61 del 5 Febbraio 2013, aveva disposto la revoca delle autorizzazioni e la conseguente sospensione dei lavori del MUOS sia per motivi ambientali sia per l’emergenza sanitaria a cui verrebbe sottoposta la popolazione siciliana che vive intorno alle antenne, ben 500.000 cittadini, in conseguenza dell’enorme inquinamento elettromagnetico generato dal MUOS.

Ma il ministero della Difesa il 20 aprile scorso, tramite l’avvocatura dello stato, aveva impugnato tale decisione appellandosi al TAR di Palermo, generando il  procedimento nel quale è intervento anche il WWF con i propri legali, e che ha visto la nomina quale consulente “super partes” ed esperto in materia del Prof. Ing. D’Amore dell’Università “La Sapienza” di Roma, il quale  nelle proprie conclusioni, ha dato pienamente ragione a tutti coloro che si oppongono alla costruzione delle antenne satellitari.

Ora le autorizzazioni sono finalmente sospese. Ha prevalso il principio sancito dall’Unione Europea come  uno dei fondamenti della tutela dell’ambiente e della salute, trascritto anche nelle leggi italiane applicate  ora dal Tar  di Palermo  (Dlgs 152/2006 ):“Fin quando non sarà raggiunta la certezza assoluta della non nocività del sistema MUOS”.

Guarda un pò, i pesticidi inducono il cancro (solo in Francia?)

L’Alto Commissariato francese per le Patologie Professionali in Agricoltura riconosce il legame tra alcuni tumori maligni del sangue e l’uso di pesticidi.

da Ecoblog

di Andrea Spinelli Barrile

http://goo.gl/tL7dJ

Che i pesticidi non fossero proprio l’ideale per gli usi agricoli è uno dei segreti di Pulcinella del quale il mondo continua a fregiarsi ma che, forse, comincia a volgere verso un suo completo svelamento: l’Alto Commissariato francese per le Patologie Professionali in Agricoltura (Cosmap) ha proposto di includere nella lista di patologie professionali nel settore agricolo anche le varie forme di tumore maligno del sangue.

Insomma, il tentativo che si sta attuando in Francia è certificare il danno che i pesticidi causano all’essere umano: una proposta che ha, come prevedibile, scatenato un certo fermento tra operatori del settore e parti in causa, ma che in realtà non è contestata da nessuno.

Il legame causa-effetto tra pesticidi ad uso agricolo e tumori maligni del sangue è dunque oramai acclarato: nemmeno la Federazione Nazionale francese dei Sindacati degli Agricoltori (Fnsea) nega più la correlazione, pur manifestando la contrarietà al provvedimento, adducendo come motivazione la necessità di condivisione delle responsabilità fra tutte le parti, Stato e aziende produttrici dei pesticidi incluse.

Il problema, come rilevato dalla Fnsea, e gli oneri di eventuali risarcimenti, nella bozza in preparazione sarebbe totalmente a carico del datore di lavoro.

In Francia la battaglia contro i pesticidi agricoli è oramai ad una chiave di volta: solo lo scorso anno il governo francese aveva riconosciuto una correlazione tra malattia di Parkinson e prodotti chimici ma anche, nel recente passato, con la leucemia e il cancro alla vescica, alla prostata e al cervello.

 
Per tutta risposta, le aziende produttrici di pesticidi sostengono l’importanza dell’uso che si fa di questi prodotti, sottolineando anche il “come” questi vengono utilizzati: insomma, è la cattiva gestione e la sovraesposizione ai prodotti a renderli dannosi (un discorso che, senza girarci attorno, scarica la responsabilità agli stessi agricoltori).

Regione Lazio e Rete Ferroviaria Italiana incontrano il Comitato cittadino per la difesa della linea ferroviaria Terracina-Fossanova

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A due settimane dalla costituzione il Comitato cittadino sorto per difendere il treno Terracina-Fossanova ha visto crescere le adesioni raggiungendo il numero di 21 organizzazioni.

Ora diventa operativo incontrando l’assessore regionale all’Ambiente e un responsabile di RFI; l’incontro è fissato per lunedì 8 luglio.

Per prepararsi all’incontro il Comitato contatterà un proprio tecnico in modo da poter argomentare su basi scientifiche eventuali ipotesi di lavori da effettuare sul costone della montagna da cui si è staccata la frana.

Nella riunione di oggi al parco della Rimembranza il Comitato ha deciso di far conoscere a tutta la città le difficoltà che incontrano gli studenti, i lavoratori e i turisti che si muovono da e verso Terracina individuando tra i partecipanti un addetto stampa e stilando un volantino da diffondere capillarmente.

 

Domenica 26 maggio, Giornata delle Oasi WWF alla Rimembranza di Terracina

LINGR1Domenica 26 maggio a Terracina nel parco della Rimembranza si terrà la Giornata delle Oasi

Il parco resterà aperto per l’intera giornata a partire dalle ore 10

 

PROGRAMMA

1-     Visite guidate del parco di gruppi di visitatori

2-     Mostra fotografica sulla biodiversitàlogo-alpi

 

 

 

3-     Mostra fotografica sulle api e sull’apicoltura (a cura dell’entomologo Andrea Mengassini)360px-Bienenkoenigin_43a

 

 

4-     Incontro pubblico (ore 17) “Ridateci il treno” con la partecipazione di rappresentanti dell’Amministrazione comunale, del Comitato Pendolari Terracina e della stampa.211120123472

Occhio alle antenne!

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In questi giorni a Terracina si riparla di antenne di ripetitori

Arrivano richieste di nuove installazioni e di adeguamenti di quelle esistenti.

Tutta la materia è regolamentata da leggi nazionali e dal Piano di Riassetto Analitico delle Emissioni Elettromagnetiche Territoriali (PRAEET) elaborato  dalla società Centro Ecologia dell’ Habitat e adottato all’unanimità dal Consiglio Comunale nel 2009.

Con tale Piano sono stati censiti  “gli impianti ed elettrodotti generatori di emissione di basse ed alte frequenze di campi magnetici (C.E.M.), al fine di poter individuare, attraverso un ” Piano delle antenne” i siti ritenuti più idonei per la collocazione degli impianti”.

Allegato al Piano, infatti, si trova l’elenco dei siti preferenziali in cui verosimilmente il fondo elettromagnetico esistente consente l’insediamento di nuovi impianti.

 

AP 1 Cimitero di Borgo Hermana
AP 2 Stadio Comunale
AP 3 Monte Pilucco
AP 4 Depuratore comunale Via Appia Km 103
AP 5 Via Vallone “Centrale Enel” (SRB esistente TC2422)
AP 6 Via Appia Km 101
AP 7 Rotatoria Viale Europa – Piazzale Donatori di Sangue
AP 8 Piazza Buozzi
AP 9 Via Pontina Km 104+300 (Agip) (SRB esistente TC245 – TC2418)
AP10 Rotatoria Via Pontina Km 103
AP11 Rotatoria Via Pontina Km 99
AP12 Rotatoria Via Badino – Via Friuli Venezia Giulia

 

L’intero documento è qui Intervento E Consegna

IMG_0641Il Piano non è stato più aggiornato mentre sono state avanzate proposte di  altre aree preferenziali senza lo studio preliminare di una società specializzata come quella che predispose il PRAEET.

Intanto  fioccano le richieste delle aziende interessate per insediare nuove antenne (a Borgo hermada, sul centro storico alto e dietro l’Agip di via Badino, quest’ultima già esistente era stata smontata con soddisfazione dei residenti) e per  potenziare quelle esistenti.

Gli uffici comunali cercano di far rispettare il più possibile il PRAEET ma quando le aziende interessate usano le leggi nazionali per forzare la norma locale o nel caso di aumento di potenza di emissione, in assenza di uno studio del fondo elettromagnetico non possono far altro che affidarsi al nulla osta dell’ARPA Lazio.  Incrociamo le dita!

A Zingaretti una richiesta urgente dal WWF Lazio: bloccare i decreti Clini

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RIFIUTI NEL LAZIO: FERMI I DECRETI CLINI!
Prima che la Regione Lazio diventi il Far West

 

 

 
“Ciò che avevamo ipotizzato come un probabile scenario a seguito dell’entrata in vigore dei Decreti Clini si sta invece rivelando, se possibile, una realtà ancor più disastrosa – dichiara Vanessa Ranieri Presidente WWF Lazio – La nostra Regione rischia di diventare rapidamente un inceneritore a cielo aperto.

Chiediamo al Presidente Zingaretti un incontro urgente ed un immediato impegno a bloccare tutte le istruttorie relativamente alle richieste di realizzazione di impianti di trattamento di rifiuti inerti e non pericolosi e di dare disposizioni affinché vengano avviate le più corrette procedure di valutazione di impatto ambientale su tutti i procedimenti in corso che sono stati invece inspiegabilmente esclusi dall’assoggettabilità.

Il noto principio precauzionale comunitario impone al Governatore della Regione Lazio di tutelare in via preventiva l’ambiente e la salute umana, evitando che il territorio regionale possa essere rapidamente danneggiato da una dissennata produzione di ceneri da combustione, nonché dall’incremento del trasporto di sottoprodotti esclusi dalla definizione di rifiuto, che rischia di favorire così un’ipotizzabile maggiore presenza di investimenti della criminalità organizzata”

 

Roma, 30 aprile 2013

Informazioni stampa: Cesare Budoni cell. 349-6040937

Sardine e orti domestici per salvare la Terra; Fulco Pratesi sul Corriere della sera di oggi in occasione della Giornata mondiale della Terra

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Limitare la carne e scegliere pesci delle specie più comuni

In 20 anni l’Italia ha perso il 15% di coltivazioni

Gli sprechi

Secondo le stime della Fao un terzo della produzione mondiale di cibo finisce in discarica

Il confronto

La stessa quantità di terreno può produrre un chilo di proteine della carne o otto di soia

FULCO PRATESI

La 43ª Giornata della Terra dell’Onu, celebrata oggi in tutto il mondo, rappresenta un’occasione importante per rendersi conto dello stato di salute del Pianeta, l’unico che abbiamo.

La situazione, nonostante gli impegni, spesso solo cartacei, delle nazioni e delle organizzazioni internazionali, non appare confortante. La popolazione umana continua ad aumentare (si prevedono 9,3 miliardi per il 2050) e la concentrazione di CO2 nell’atmosfera a gennaio ha raggiunto un record di 395 parti per milione, avviando la temperatura globale (il 2012 è stato il nono anno più caldo dal 1880) verso un aumento di più di 2 gradi di media, con gravi danni, soprattutto per l’agricoltura e l’alimentazione. L’Italia, nel suo piccolo, negli ultimi venti anni ha perso il 15% della terra coltivata.

Ed è proprio sull’alimentazione di una umanità in crescita in numeri ed esigenze, che il Wwf punta il dito nell’Earth Day odierno.

La produzione alimentare costituisce infatti una delle maggiori cause del consumo delle terre emerse non coperte dai ghiacci e della perdita della loro biodiversità. L’agricoltura ha già distrutto o trasformato radicalmente il 70% dei pascoli, il 50% delle savane, il 45% delle foreste decidue temperate e delle selve tropicali; l’acqua usata per l’irrigazione assorbe il 70% di quella disponibile sul Pianeta; la sovrappesca sta portando all’estinzione numerose specie ittiche.

Se si esclude l’ultima glaciazione, terminata circa 10 mila anni fa, nessun altro fattore ha avuto un impatto tanto distruttivo sugli ecosistemi.

Ma se può risultare illusorio affidarsi solo alla responsabilità dei governi – i quali più che alle generazioni future puntano alle prossime scadenze elettorali – molto si potrebbe ottenere, in questo specifico settore, dall’impegno di tutti noi. Anche una minima inversione di tendenza nei consumi e negli sprechi, se ripetuta per miliardi di persone, può rappresentare un primo passo verso un futuro più sostenibile.

Innanzitutto limitare il consumo di carni. L’allevamento del bestiame, sopratutto bovino, richiede ampi spazi per il pascolo ma ancor più per la produzione di mangimi, entrambi ottenuti con la distruzione di immense superfici di foreste tropicali: la stessa quantità di terreno e di acqua occorrenti per produrre un chilogrammo di proteine della carne, può consentire una produzione di proteine dalla soia otto volte superiore.

Per quanto riguarda i cibi di origine vegetale, un comportamento più virtuoso deve far preferire prodotti di stagione e di origine locale, meglio se coltivati con sistemi biologici e da orti domestici, evitando anche l’acquisto di derrate provenienti con gran consumo d’energia da luoghi lontanissimi e ottenuti spesso da colture distruttive nei confronti degli ecosistemi naturali. Inoltre, scegliendo specie ittiche non prelevate da stock troppo sfruttati – come quelli del tonno rosso mediterraneo, del pesce spada e altri – e scegliendo specie più comuni come lo sgombro, le alici, le sarde, i cefali, eccetera – si può contribuire a rendere i nostri consumi in fatto di pesce meno impattanti sull’ambiente marino. Il quale oggi è in grave sofferenza per un prelievo delle sue risorse raddoppiato negli ultimi 30 anni grazie a metodi di pesca tecnicizzati e distruttivi nei confronti della biodiversità oceanica.

Non va infine trascurato il problema degli sprechi alimentari. Secondo la Fao, un terzo della produzione totale di cibo destinato al consumo umano a livello globale finisce in discarica. In Italia, ben 108 chili di cibo commestibile sono sprecati ogni anno, contro i 99 della Francia, gli 82 della Germania e i 72 della Svezia.

Anche in questo campo un comportamento più virtuoso e responsabile di ognuno di noi sarebbe molto necessario.

Era ora, finalmente abbiamo un Piano Amianto

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Il 21 marzo 2013 il Governo italiano ha approvato il Piano Nazionale Amianto che prevede l’obbligo del censimento dei materiali contenenti amianto, dell’individuazione dei siti per lo smaltimento e dell’accelerazione delle bonifiche.

 

 

Il Piano fissa le linee guida che dovranno seguire tutti gli Enti, locali e nazionali, per la tutela della salute e dell’ambiente e per la sicurezza sul posto di lavoro.

Ecco il Piano 18398_piano_amianto

Appare ovvio che l’applicazione del Piano ridurrebbe il rischio delle discariche abusive di eternit e dell’inquinamento dei terreni in cui si abbandona questo materiale con sicuri vantaggi per la salute di tutti.

 

 

Il cane è il migliore amico dell’uomo (e della donna); va gestito, però.

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A Terracina i problemi ambientali da affrontare e risolvere sono tanti e di peso e potrà sembrare irrilevante sollevare la questione della gestione dei cani, dalla loro conduzione alla raccolta delle loro deiezioni, ma andatelo a dire alla mamma che in un parco pubblico si è trovato il bambino imbrattato dalle feci di un cane.

I cani di compagnia sono cresciuti di numero in maniera eccessiva e  svolgono ormai un importante ruolo sociale concedendo momenti di serenità a donne, uomini e bambini.

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Ora, però, occorre prendere coscienza che il cane verso cui esprimiamo il nostro affetto e che curiamo con visite veterinarie e talvolta con cure estetiche pone dei problemi ai nostri concittadini. Basta un piccolo gesto per evitare che il nostro migliore amico diventi oggetto dell’insofferenza di molti.

images (1)In tantissimi Comuni italiani sono state realizzate campagne di sensibilizzazione sul tema e basta girare sulla rete per trovarne conferma.

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I comuni dopo una campagna informativa passano all’applicazione di sanzioni previste in appositi regolamenti o ordinanze.

A Roma esiste questo regolamento

Norma di Legge Descrizione della norma Sanzioni
Delibera Consiglio Comunale n. 46/2002 che modifica l’art. 180 del regolamento del Servizio Veterinario del Comune di Roma Raccolta deiezioni canine. È vietato lasciare defecare i cani sui marciapiedi, comunque, dinnanzi ad ingressi di immobili (abitazioni, negozi, uffici in genere), nel raggio di cento metri da scuole, asili nido e aree attrezzate per bambini.
Nelle aree e strade pubbliche o private aperte al pubblico transito è fatto obbligo a tutti i conduttori di cani:
1. di essere muniti di appositi involucri o sacchetti o buste di plastica richiudibili e comunque impermeabili a liquidi, per permettere la raccolta delle deiezioni canine;
2. di provvedere alla immediata e totale asportazione delle deiezioni dei cani facendo uso della suddetta attrezzatura, provvedendo a depositare gli involucri adeguatamente chiusi negli appositi contenitori e nei sacchetti stradali per la raccolta dei rifiuti oppure, limitatamente alle aree che ne risultano sprovviste, nei cestelli portarifiuti. Il personale di vigilanza è tenuto ad esercitare che gli accompagnatori degli animali dimostrino il possesso dell’attrezzatura sopraindicata.
€ 103.00

Anche a Terracina qualche anno fa fu avviata una simile campagna con manifesti e distribuzione di palette; venne anche emessa un’ordinanza sindacale  Ord_Sind_n_022AG_2005 – Condotta cani che prevede sanzioni molto serie sintetizzate nella tabella seguente

Infrazione

Sanzione

Abbandono animali

Da 309,87 a 1549,37 €

Mancata iscrizione anagrafe canina

51,00 €

Mancata raccolta escrementi o assenza di opportuni contenitori per la raccolta

75,00 €

Mancanza di guinzaglio in luogo pubblico

75,00 €

Introduzione di cani nelle aiuole e spazi a verde di aree pubbliche

75,00 €

Come sempre, non c’è nessuno che faccia rispettare le norme costringendo i cittadini a discussioni che spesso travalicano la convivenza civile.

Cosa fare? Proponiamo al Comune di fare affiggere un manifesto ricordando ai cittadini l’Ordinanza in vigore e subito dopo dare l’incarico a persone autorizzate al controllo per il rispetto della stessa. Potrebbero essere utilizzati i controllori ausiliari del traffico?