Admiror, paries, te non cecidisse ruina, qui tot scriptorum taedia sustineas

Mi meraviglio, o muro, che tu non sia crollato in rovina, tu che sostieni tanti slogan elettorali. (traduzione di Luca Canali)

Questo graffito si trova all’interno degli scavi di Pompei nella Basilica e ripetuto integralmente nel Teatro grande e parzialmente nell’Anfiteatro.

Quindi la storia è vecchia, ci sono sempre stati abusivi nella propaganda elettorale e anche chi ha denunciato questo abuso.

Le campagne elettorali in Italia si susseguono con grande ritmo e sono state disciplinate da numerose leggi:

– Legge 25 marzo 1993, n. 81 (elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale);
– Legge 4 aprile 1956, n. 212 (norme per la disciplina della propaganda elettorale);
– Legge 10 dicembre 1993, n. 515, artt. 1,6,17,18,19 e 20 (disciplina delle campagne
elettorali per le elezioni politiche);
– Legge 22 febbraio 2000 n. 28 (disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di
informazione durante le campagne elettorali e per la comunicazione politica).

Nonostante siano passati più di duemila anni e siano state emanate norme precise che nel permettere l’esercizio della comunicazione democratica salvaguardano il decoro delle città, si assiste ancora alla diffusione di propaganda elettorale piratesca.

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A Terracina molti cittadini sulla rete e su youtube stanno reagendo negativamente a questa pratica di ricoprire qualunque spazio, dai cassonetti ai muri, dalle recinzioni di cantieri alla segnaletica delle fermate dei bus,……

Le affissioni abusive sono sanzionate con l’applicazione di sanzioni amministrative e le spese per la rimozione sostenute dal comune per defiggere la propaganda abusiva sono a carico, in solido, dell’esecutore materiale e del committente responsabile.

La suprema Corte di cassazione, però, ha specificato (Sezioni civili: I Sezione, 20 luglio 2001, n. 9935) che il committente, se risponde sempre dei contenuti della propaganda, non è automaticamente responsabile per l’affissione dei manifesti, salvo che non sia provato un rapporto diretto d’incarico dato da lui agli attacchini per l’affissione vietata.

 

IMG_0401Quindi, certamente le autorità devono vigilare anche se sarà molto difficile cogliere sul fatto gli esecutori materiali di queste infrazioni.

Oltre tutto esse potrebbero anche utilizzare le norme  contenute nel D.Lgs. n. 507 del 1993 che tutelano, oltre all’interesse finanziario del Comune, anche l’ambiente, il decoro urbano, l’igiene, ….. e disciplinano il normale sistema di affissioni pubblicitarie, sia sotto il profilo fiscale (e dei diritti da percepire) sia sotto quello amministrativo.

I cittadini, in questi casi non volendo limitarsi a utilizzare il contro slogan del graffito pompeiano possono vigilare e denunciare abusi e, comunque, non votare i partiti e i candidati imbrattatori della propria città, che almeno in questa fase non mostrano un gran rispetto della legge.

Condono edilizio: una provocazione contro il Paese

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Scherza con il fuoco chi parla di condoni edilizi: il solo annuncio provoca una corsa all’abuso. Ne sappiamo qualcosa in provincia di Latina e a Terracina in particolare.

Più che una boutade quella di Berlusconi sul condono edilizio è una provocazione contro il Paese, sostiene il WWF Italia. Berlusconi in Italia è il padre di due condoni edilizi su tre oltre che di una sanatoria paesaggistica e ha dunque  responsabilità importanti e ben definite che si sono trasformate in veri e propri sfregi del Paese.

Il condono di ‘necessità’ infatti, pur non condivisibile sotto il profilo giuridico, aveva forse qualche ragione nella sua prima edizione quella voluta da Craxi nel 1985.
Dopo di allora l’abusivismo è stato legato a operazioni speculative  o a realizzazione di opere in aree vincolate.

 

La prassi dei condoni in Italia ha tolto ogni certezza rispetto ad una efficace persecuzione dell’illecito penale costituito dalla realizzazione di immobili abusivi.  Ancora oggi sono centinaia di migliaia le pratiche ancora aperte sui condoni edilizi precedenti.L’abusivismo non si è mai fermato e si costruisce contando che, dati i tempi biblici della giustizia, prima o poi arrivi un condono. Questo è un fenomeno non più legato alla povertà ma piuttosto alle imprese edili che aumentano abusivamente le volumetrie assentite, con vari escamotage come ad  esempio la realizzazione di sottotetti poi trasformati in attici oppure di terrazzi che poi diventano vani aggiunti o volumi di servizio poi destinati ad  altro uso.Il Popolo della libertà nell’ultima legislatura si era già reso protagonista di proposte di condono soprattutto relative alla regione Campania. Proposte che, qualora approvate, avrebbero fatto venire meno migliaia di ordini di abbattimento esecutivi e migliaia di procedimenti giudiziari in corso, insomma lo stato che nega se stesso perché mentre un organismo cerca di applicare la legge un altro lavora per eluderla.

 

Il quarto ventilato condono, la cui articolazione sarebbe tutta da vedere, metterebbe poi seriamente a rischio territori delicatissimi quali i parchi perché questi erano stati esclusi dal terzo condono e le pressioni per aprire i termini della sanatoria in queste aree di pregio sono fortissime.

Al di la di tutto ciò Berlusconi si sta assumendo la responsabilità della corsa all’abuso che sempre avviene al solo annuncio di interventi di condono. E che accelera man mano che questi sembra possano realizzarsi.
CONSUMO DEL SUOLO

Sui rifiuti nella nostra regione lettera aperta del WWF Lazio al Supercommissario Dott. Goffredo Sottile

Ill.mo Prefetto,

il Decreto del 03 gennaio, a firma del Ministro Clini, pone in mano Sua un’incredibile opportunità strategica per l’avvio, in tempi rapidi, di un cambiamento radicale nella gestione del ciclo dei rifiuti nella nostra regione. Una sfida che solo un uomo di Stato può accettare, distaccandosi dalle logiche di partito e dalla volontà imprenditoriale, legata ormai da tanti anni a politiche vocate a prediligere impiantistica per la combustione e realizzazione e gestione di siti di discarica.

Per questo Le chiediamo di utilizzare i Suoi poteri per provvedere, anche in via sostitutiva degli Enti, a verificare la reale situazione degli impianti di raccolta della frazione organica, le relative autorizzazioni, l’esistenza dei progetti, ma soprattutto ad imporne così la realizzazione e la messa in funzione.

Ci si deve domandare cosa non abbia funzionato nei Comuni che avevano la possibilità di mettere a bando la realizzazione di questi impianti, ci si deve chiedere perché talvolta le gare sono andate deserte e perché nemmeno un imprenditore, in questo momento di crisi, abbia pensato a presentare nei piccoli enti locali la documentazione necessaria.

Il Ministro si è manifestato preoccupato per la presenza di criminalità organizzata legata al ciclo dei rifiuti e certamente facciamo nostra questa preoccupazione, proprio in virtù del fatto che conosciamo fin troppo bene alcuni meccanismi, soprattutto laddove il rifiuto non è ben separato.E’ d’altra parte noto a tutti come sia complesso controllare e attribuire un’esatta caratterizzazione del rifiuto e quindi verificare la correttezza delle condotte.

A Roma, i livelli di raccolta differenziata spinta dovrebbero raggiungere gli obiettivi di legge, ma, paradossalmente, per come è organizzato il ciclo, pur volendo, non potremmo iniziare la raccolta estesa a tutta la città per mancanza di siti dove conferire la frazione organica, quella parte del rifiuto che pesa più di tutto il resto e che per questo rende costoso il conferimento in discarica.

Le chiediamo, quindi, ai sensi dell’art. 2 comma 1 lettera a) del Decreto di far adottare ad AMA e Gruppo E.Giovi le iniziative indispensabili per rendere operativo il piano per la raccolta differenziata, attraverso l’imposizione di conversione degli impianti di TMB, in loro possesso, in linee di compostaggio.In appena due mesi avremmo a disposizione una capacità esponenziale sufficiente a raccogliere la parte umida dei rifiuti prodotti nella Capitale.

Siamo certi che non Le sarà sfuggito l’aspetto residuale riservato al punto c) che, in pieno rispetto della gerarchia dei rifiuti dettata dalla normativa europea, pone come ultima scelta l’incenerimento e lo smaltimento in discarica.

Ed è in quest’ottica che leggiamo ed interpretiamo i Suoi poteri e il contenuto del Decreto, firmato dal Ministro, che certamente non intende discostarsi da ciò che impone la legge.Insomma, seppur contrari da sempre a forme di commissariamento che tendono a sollevare, sempre più spesso, i politici dalle proprie responsabilità e a comprimere la democrazia nei livelli partecipativi delle scelte, questa volta crediamo che il Commissario possa fare davvero la differen…ziata!

Avv. Vanessa RanieriPresidente WWF Lazio

 

Roma, 8 gennaio 2013
Informazioni stampa: Cesare Budoni cell. 349-6040937

La legalità prima di tutto, forte presa di posizione dell’Associazione Caponnetto

UN DOCUMENTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

“I nostri obiettivi: far raggiungere alla nostra Associazione il massimo livello di operatività e rendere efficienti tutti gli apparati, anche quelli più piccoli, dello Stato sui territori contro le mafie, militari, politiche ed economiche”

 Da ora in poi tutto l’impegno della nostra Associazione dovrà  essere finalizzato ad ottenere il massimo dell’efficienza da parte di tutti gli apparati dello Stato sui territori del  Lazio, dal più piccolo al più grande, nessuno escluso, sul versante della lotta alle mafie.

Dalla piccola stazione dei carabinieri alle compagnie, dai commissariati di periferia alle Questure, dai comandi di brigate ai comandi provinciali.

E, soprattutto, dalla più piccola Procura ordinaria, come Cassino, alle più grandi.

Non è più possibile, di fronte ad una situazione così grave qual è quella esistente nel Lazio, continuare ad assistere inerti a quanto si è verificato, ad esempio, a Latina la cui Procura –non siamo noi ad averlo scritto ma magistrati qualificati delle DDA di Roma e di Napoli come Diana De Martino e Francesco Curcio- iscriveva reati di natura mafiosa come reati ordinari.

Non è più possibile, di fronte al dilagare quotidiano nel territorio del Lazio di tutte le mafie nazionali ed internazionali, continuare ad assistere senza far niente  allo spettacolo che vede come autori di indagini antimafia solamente corpi speciali che vengono da fuori o, al più, qualche Comando provinciale e le Squadre Mobili.

La situazione non lo permette più.

Tutti i presidi, dal più piccolo al più grande, dovranno essere messi nelle condizioni di operare e, se c’è gente che non è in grado di fare ciò, va sostituita.

Tutti gli archivi informatici interni dovranno essere aggiornati ed i livelli provinciali, regionali e generali  dovranno cominciare a pretendere “risultati” significativi e non basati solo sui numeri.

Lo stesso discorso va fatto per le Procure ordinarie.

Quelle del Lazio dovranno  prendere a modello quelle della Campania: Santa Maria Capua Vetere, Nola, Torre Annunziata.

Lo chiediamo con forza ed insisteremo perché questo avvenga e al più presto.

Non  si può continuare ad addossare tutto il peso della lotta alle mafie sulle sole spalle dei magistrati della DDA di Roma o di Napoli, alla DIA, al GICO, alle Squadre Mobili e così via.

Su tutti questi problemi abbiamo richiesto l’intervento del Ministro della Giustizia Severino, la quale ci ha risposto che se ne sta interessando  e ci farà sapere.

Abbiamo fiducia in lei.

Tutto ciò, però,richiede da parte  della nostra Associazione  un salto di qualità,una messa a punto del motore ,una presa di coscienza dei problemi reali,un’informazione ed una formazione rigorose e puntuali.

Cose, queste, che  si possono realizzare solamente se riusciamo a selezionare sempre di più una classe dirigente consapevole, che crede in quello che fa, che non venga eventualmente da noi esclusivamente per motivi politici ed altra roba del genere, che non vuole, insomma, utilizzare l’Associazione per altri scopi che non siano UNICAMENTE quelli che riguardano la lotta alle mafie.

Gente del genere non la vogliamo!!!

Facciamo antimafia e non vendiamo bruscolini, né siamo disposti a fare da tappetino a chicchessia, piccoli, grandi, rossi, gialli, verdi e quant’altro.

Lo ripetiamo fino alla noia.

Se siamo arrivati a questa situazione la responsabilità è unicamente politica, della “politica”, di questa politica.

E’ la “politica” che non vuole risolvere i problemi.

Non è la nostra antipolitica perché abbiamo una fede e votiamo, ma non consentiamo a chicchessia  di pensare che i sacrifici anche di natura economica  che alcuni di noi sopportano ed i rischi che corriamo ogni minuto possano essere utilizzati da qualcuno  per scopi di parte.

I problemi da affrontare sono tanti e grandi e la nostra Associazione, che si è sempre distinta  per essere un’associazione seria, non parolaia, non della retorica e delle commemorazioni, ma pragmatica ed operativa e non affiliata ad alcun partito politico soprattutto, ha il dovere di essere sempre più attrezzata culturalmente ed organizzativamente per far  fronte ai problemi ed alle situazioni.

Con il nuovo anno si imporranno degli aggiustamenti, con un riesame generale dell’operato di ogni singolo dirigente, con la messa in discussione di ognuno di noi medesimi, perché l’obiettivo che ci proponiamo è quello di diventare sempre di più una delle poche associazioni italiane veramente libere ed operative al massimo che fa un’antimafia non delle chiacchiere, ma esclusivamente dell’investigazione, della denuncia e della proposta.

La vera antimafia!

Elvio Di Cesare

**Segui l’attività dell’Associazione Caponnetto sul sito.

 

Terracina tiene alta la media degli abusi edilizi in Italia

Allarme Fai e Wwf «Dal ’48 in Italia oltre duecento abusi al giorno»

I tre condoni edilizi in Italia sono arrivati uno ogni 9 anni: 1983, 1994, 2003, e proprio dopo altri 9 anni, in questi giorni stava per essere emanato il quarto condono.

I condoni hanno interessato i piccoli abusi edilizi, le sopraelevazioni, la realizzazione di intere lottizzazioni ed edifici residenziali o produttivi.

Questa è la sintesi dell’Italia abusiva come appare nel dossier 2012 «Terra rubata. Viaggio nell’Italia che scompare» realizzato dal Fai e dal Wwf.

DOMANDE DI CONDONO PRESENTATE AI SENSI DELLE TRE SANATORIE

Arco temporale

N. anni

N. totale abusi

N. abusi/anno

N. abusi/giorno

1948-1983

35

3.900.000

111.500

305

1984-1994

10

300.000

30.000

82

1995-2009

16

400.000

25.000

68

4.600.000

75.400

207

Terracina tiene alta la media nazionale degli abusi come frequentemente viene riportato dalla stampa.

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40 anni, quasi, per abbattere un abuso; se vi sembran pochi!

Oggi, a 36 anni dalla costruzione è stata abbattuta la lottizzazione messa su a Quarto caldo nel Parco nazionale del Circeo.

E’ una bella giornata per l’ambiente e la legalità, anche se il tempo ha voluto sottolineare con vento e pioggia la drammaticità dell’operazione.

Le costruzioni furono da subito contrastate da cittadini  di San Felice Circeo e i lavori vennero interrotti. Le motivazioni dell’opposizione dei coraggiosi cittadini nel tempo vennero fatte proprie da diverse associazioni culturali e ambientaliste, tra queste ultime WWF e Legambiente, e da partiti politici.

Questo è solo un piccolo simbolico passo, occorre andare avanti  affrontando quanto è stato costruito fuori dalle norme e soprattutto monitorando seriamente il territorio per prevenire altri abusi per i quali è sempre pronto in Parlamento qualcuno disposto a proporre condoni edilizi.

Multa salata e deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia da parte dell’UE per la mancata bonifica delle discariche

56 milioni di multa all’Italia e deferimento alla Corte di Giustizia per la mancata bonifica di centinaia di discariche. 

Tutti i governi che si sono avvicendati negli ultimi anni alla guida del Paese hanno fatto crescere lo scandalo delle discariche abusive, alcune delle quali contenenti rifiuti pericolosi, costringendo la Comunità europea ad un intervento pesante nei nostri confronti.

Quasi tutte le Regioni italiane sono sotto accusa; questa è infatti la distribuzione delle discariche illegali non bonificate:

Abruzzo 37
Basilicata 5
Calabria 43
Campania 51
Emilia-Romagna 3
Lazio 32
Liguria 6
Lombardia 4
Marche 2
Molise 2
Piemonte 1
Puglia 15
Toscana 6
Umbria 1
Veneto 11
Friuli-Venezia Giulia 2
Sicilia 24
Sardegna 10
TOTALE 255

 

Il ritardo dell’Italia nell’adeguarsi alla normativa europea in termini di gestione dei rifiuti è sotto gli occhi di tutti; il ventesimo posto su 27 Stati membri occupato dall’Italia per quanto riguarda la gestione dei rifiuti parla da solo.

L’associazione Caponnetto mette il dito nella piaga: le gare di appalto delle amministrazioni pubbliche

Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie

“Antonino Caponnetto”

Proposta per un concreto impegno negli enti locali per la prevenzione                                                                                                                                ed il contrasto alla corruzione e alle infiltrazioni del crimine organizzato e mafioso.

La lotta alla criminalità ed alla corruzione deve essere impegno imprescindibile di ogni singola amministrazione.

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