14 maggio 2017 Appia Day anche a Terracina con gli studenti dell’alternanza scuola/lavoro

Una delle vie Francigene del sud ha come direttrice la via Appia che da oltre dieci anni viene percorsa da camminatori/pellegrini; proprio questo itinerario sta approfondendo il gruppo di studenti liceali “Cammini storici e di fede” coordinato dal WWF Litorale laziale in collaborazione con il Gruppo dei Dodici. In occasione dell’Appia Day, tra i cui promotori c’è anche l’Archeoclub d’Italia, gli studenti faranno l’esperienza di camminare su una strada storica che è anche un tratto della tappa Fondi-Terracina della via Francigena del sud mentre i volontari delle associazioni toglieranno erbe e rifiuti che infestano il monumento che ricorda il ricongiungimento delle due vie Appia, quella superiore, claudia, e quella inferiore, traianea.

 

La Sede di Terracina dell’Archeoclub d’Italia, il WWF Litorale Laziale-Gruppo Pontino e l’Associazione “Cultura e Territorioin collaborazione con il Comune di Terracina hanno promosso e organizzato, nell’ambito delle attività previste per l’Appia Day 2017, un’iniziativa culturale e didattica per la migliore conoscenza, valorizzazione e fruizione dell’antico tracciato della Via Appia a Terracina nel suo doppio percorso di Via Appia claudia (312 a.C.) e Via Appia traianea (inizio II sec. d.C.).

Per tali motivi saranno effettuate le seguenti attività:

  • pulizia della grande esedra romana all’incrocio tra la Via Appia claudia e la Via Appia traianea (km 108 della SS Appia n. 7) e rimessa in luce del monumento liberandolo dalla vegetazione infestante e dai rifiuti;
  • documentazione fotografica del monumento e del suo immediato contesto ai fini della sua maggiore tutela e valorizzazione;
  • percorso didattico sulla Via Appia claudia fino alla grande esedra traianea per i gruppi di studenti partecipanti.

Con tale iniziativa, organizzata in occasione dell’Appia Day 2017, le Associazioni promotrici e i cittadini aderenti intendono chiedere alle istituzioni competenti (MIBACT, Regione Lazio, Comune di Terracina) il recupero, la valorizzazione e la fruizione permanente del tracciato superiore della Via Appia a Terracina compreso tra l’acropoli di S. Francesco e l’esedra traianea sul Lago di Fondi, concepito come “Parco dell’Appia” all’interno del Parco Regionale dei Monti Ausoni, con riferimento particolare alla recente L.R. n. 2 del 10 marzo 2017, concernente le “Disposizioni per la realizzazione, manutenzione, gestione, promozione e valorizzazione della Rete dei Cammini della Regione Lazio (RCL)”.

 

Nota storica a cura dell’Archeoclub  APPIA DAY – SCHEDA DI SINTESI

L’aeroporto a Latina, l’ultima aggressione al territorio pontino

COMUNICATO STAMPA

UN AEROPORTO INUTILE E DANNOSO NELLA PROVINCIA DI LATINA

Di nuovo si parla di aeroporto e di trasporto aereo, un sistema che più di tutti i sistemi di mobilità inquina pesantemente l’ambiente; inquinamento acustico, elettromagnetico e da polveri sottili, dannoso per uomini e animali, causa di malattie e di diminuzione della biodiversità.

È oltremodo grave che, in presenza di SIC, un parco nazionale, zone ZPS e di studi sulle possibili ricadute ambientali e sanitarie realizzati da enti e associazioni nazionali e internazionali di spessore scientifico inequivocabile, vengano prese in considerazione queste proposte da inserire in un territorio ricco di aree naturalistiche di pregio e con una vocazione turistica forte costruita sull’offerta ai visitatori anche stranieri di ambienti unici al mondo per la bellezza e lo stato di naturalità e di un’agricoltura in espansione che guarda con sempre maggiore interesse alla pratica di coltivazioni senza l’uso di additivi non naturali e quindi di qualità.

A questa vocazione invece Comuni e Regione rispondono con opere invasive, dannose, inquinanti e inutili, come un aeroporto e, non dimentichiamolo, una nuova autostrada (Roma – Latina).

Inquinante per l’entità delle emissioni nocive generate dal trasporto aereo, l’anidride carbonica prodotta dal trasporto aereo passerà dai 572 milioni di tonnellate annue del 2000 a un valore tra gli 1,2 e gli 1,4 miliardi di tonnellate nel 2025 (per ogni tonnellata di carburante combusto si producono circa 3,16 tonnellate di CO2).

Invasiva perché occuperà un’area al centro di una zona densamente popolata ma contemporaneamente ricca di aziende agricole e zootecniche nonché di emergenze storiche.

Dannosa perché non solo ne soffrirebbe l’economia che da anni è radicata sul territorio ma ci sarebbero gravi danni alla salute delle popolazioni delle zone limitrofe (progetto SERA, lo studio “Valutazione del rischio ambientale nel comune di Ciampino in relazione all’inquinamento atmosferico” realizzato dalla professoressa Giovanna Jona Lasinio e dalla dr.ssa Sara Zuzzi dall’Università La Sapienza di Roma e dal dr. Mario Santoro dell’Università di Tor Vergata di Roma, citato nel Rapporto dell’ISDE nazionale e di Latina); anche gli ecosistemi sarebbero pesantemente danneggiati dallo stesso tipo di inquinamento.

Inutile perché ci sono già altri due aerostazioni a meno di 100 Km e le merci e/o i turisti una volta sbarcati sarebbero costretti ad altro trasporto su gomma per raggiungere le mete finali e quindi il bilancio dell’inquinamento derivante dall’uso di combustibili fossili si aggraverebbe ancora di più.

È proprio di questi giorni la nota con cui il WWF sollecita l’Italia ad ascoltare il monito dell’Unione Europea riguardo alle azioni di tutela della salute pubblica, in particolare rispetto alle emissioni di polveri sottili; la UE sottolinea infatti che l’Italia è il Paese europeo più colpito e l’Agenzia Europea per l’Ambiente calcola che il PM10 (particolato) abbia provocato oltre 66 mila morti.

Il monito dell’Europa arriva in un momento in cui in tutti i Paesi e all’interno di conferenze internazionali come COP 22 si dibatte sulla necessità di combattere l’incombente pericolo dei cambiamenti climatici. Le conseguenze di questo fenomeno che il nostro Pianeta sta subendo colpisce in maniera diversa ma ugualmente grave tutti Paesi del mondo, nei Paesi più poveri con la desertificazione e le conseguenti ecomigrazioni, nei più ricchi soprattuttocon la carenza di acqua per gli allevamenti e l’agricoltura.

Sempre le conferenze internazionali poi auspicano che prenda respiro e faccia passi avanti con concreti atti formali il PATTO DEI SINDACI PER IL CLIMA E L’ENERGIA per realizzare strategie locali atte alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.

In questo contesto di preoccupazione planetaria quindi stride quanto invece progettato dai nostri amministratori locali e regionali, miopi tanto da non vedere il degrado a cui andrebbe incontro il nostro territorio e sordi alle continue sollecitazioni a migliorare e potenziare, una volta per tutte la linea ferroviaria. Incentivare l’uso del treno, unico sistema di trasporto rispettoso dell’ambiente e delle persone e quindi sostenibile, resta un obbligo come dimostrano le vicissitudini della linea Terracina-Fossanova e i problemi che in questi mesi hanno dovuto affrontare tutti i pendolari pontini.

Auspichiamo che questa miopia non colpisca anche i cittadini che dovrebbero riflettere e capire chi trae vantaggio da questo scempio. Non sviluppo e nuovi posti di lavoro ma regresso e perdita di occupazione in molti settori economici della provincia.

Aspettiamo, infine, con fiducia una politica che sappia adottare strategie innovative di sviluppo davvero sostenibile a tutto vantaggio dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Per approfondire COMUNICATO CESALPINO ARTICOLO LITTA TRAFFICO AEREO

Alla Rimembranza la tabella con le informazioni sugli orari di apertura è in restauro.

La bacheca che mostra gli orari di apertura del parco della Rimembranza non sarà presente per una decina di giorni, aveva bisogno di un delicato restauro.

Dopo anni di esposizione al sole e alla pioggia stava scomparendo l’opera grafica di Emilio Selvaggi che con la sua solita ironia si era rappresentato come uno gnomo.

Per conservare anche questo ricordo di Emilio abbiamo coinvolto la restauratrice Anna Catena che si è offerta cortesemente per ripristinare i colori e le immagini della tabella in compensato marino.

Ricordiamo che in questo periodo il parco viene aperto il sabato e la domenica dalle ore 16 alle ore 19 e in qualsiasi giorno per i gruppi che lo richiedano. L’ingresso è libero, ovviamente.

 

 

IL WWF SI MOBILITA PER DIFENDERE I PARCHI NAZIONALI

Il WWF Italia ha acquistato una pagina su la Repubblica in vista dell’apertura del dibattito alla Camera sulla riforma della Legge Quadro dei Parchi.

E’ un ulteriore tentativo che il WWF Italia sta facendo, dopo un lavoro infinito prodotto in sede parlamentare sotto forma di osservazioni ed emendamenti,  per evitare che con le nuove norme facciamo un passo indietro rispetto la legislazione attuale.

OGGI IN AULA ALLA CAMERA UNA LEGGE CHE RISCHIA DI PORTARE INDIETRO DI 40 ANNI  IL SISTEMA DI PROTEZIONE DELLA NATURA

Parte oggi la campagna di mobilitazione del WWF Italia per difendere i Parchi Nazionali che sono messi in pericolo da una legge che rischia di indebolire i principi e le garanzie di tutela della natura e far fare un salto indietro di quarant’anni al sistema delle Aree Protette”. Lo dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “La proposta di riforma che approda domani in Aula alla Camera, dopo essere stata approvata al Senato, è una grande opportunità perduta: se il testo non verrà emendato ma licenziato frettolosamente, anziché rilanciare e rafforzare i Parchi italiani li indebolirà”.

Nonostante la Costituzione attribuisca allo Stato il compito di proteggere la natura, con la legge su cui da oggi saranno chiamati ad esprimersi i deputati, di fatto, le Aree protette passerebbero sotto la diretta influenza degli Enti territoriali, rischiando di essere ostaggio di logiche partitocratiche e localistiche.

Oggi il Parlamento sembra incapace di ascoltare il mondo al di fuori del Palazzo mentre con la Legge Quadro del 1991 (la 394) si aprì al confronto con la società civile e la comunità scientifica – conclude Donatella Bianchi –. Ma c’è ancora una possibilità per correggere la rotta: per questo il WWF si rivolge a tutti i deputati che da oggi affronteranno, in Aula, la proposta di legge affinché accolgano una serie di modifiche sostanziali per modificare il testo che rischia di stravolgere il sistema delle Aree protette e di indebolire la “Natura D’Italia”.

I Parchi possono rappresentare una grande opportunità di sviluppo sostenibile, per questo occorre una riforma innovativa e proiettata al futuro. 

Cosa prevede la proposta.

  • che i Presidenti dei Parchi abbiano solo generiche qualifiche di gestione amministrativa senza che sia richiesta nessuna competenza in materia di tutela ambientale;
  • che nel Consiglio Direttivo degli Enti-Parco siano inserite rappresentanze di portatori di interessi economici, indebolendo gravemente la tutela degli interessi generali rappresentati dallo Stato;
  • che i Direttori dei Parchi non abbiano più una nomina nazionale, ma locale  e senza che siano richieste competenze ambientali o naturalistiche e che ne sia garantita l’indipendenza;
  • che le Aree Marine Protette siano ancor più governate attraverso un sistema frammentario e disomogeneo fortemente condizionato dagli interessi locali;
  • che la gestione della fauna dei parchi non sia chiaramente ancorata alle Direttive comunitarie, aumentando anche le possibilità di coinvolgimento dei cacciatori per gli abbattimenti selettivi.

Come mobilitarsi insieme al WWF in questa battaglia fondamentale:

Sul Web per informazioni sulla mobilitazione vai su www.wwf.it/parchi

Scrivi al deputato della tua Circoscrizione: “S.O.S. Natura d’Italia: Le chiedo d’intervenire sul Disegno di Legge sui Parchi in discussione alla Camera per garantire le piene competenze dello Stato nella tutela e gestione del sistema di aree protette più importante d’Europa. #sosparchi”.

Fai un twitt con #sosnaturaditalia con il testo @lauraboldrini @PietroGrasso perché stravolgere la più importante legge italiana per la tutela della natura? #sosparchi con @WWFitalia

Ufficio Stampa WWF Italia

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Sabato 25 febbraio-Giornata Mondiale delle Zone umide

Sabato 25 febbraio il Parco Nazionale del Circeo celebra la Giornata Mondiale delle Zone umide con un importante convegno che si terrà a Sabaudia nell’Auditorium Centro visitatori del Parco in via Carlo Alberto, 188.

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Per conoscere il mondo delle zone umide, dai laghi agli stagni, dagli animali e piante all’uomo il Parco ha predisposto un calendario di visite guidate gratuite con prenotazione.

Piano Lupo: WWF scrive a ministero Ambiente e Regioni

APPROVARE IL PIANO STRALCIANDO PARAGRAFO CHE PREVEDE ABBATTIMENTI LEGALI

“Il Piano lupo ritorni nei prossimi giorni in discussione in sede tecnica, con un confronto aperto a tutte le parti interessate, partendo però da un punto fermo, l’abbattimento legale del Lupo non può essere un metodo per la gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche”. Lo scrive la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi in una lettera in cui il WWF chiede al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, ai presidenti e agli assessori regionali competenti una rapida approvazione del Piano per la conservazione e gestione del Lupo in Italia con lo stralcio del paragrafo III.7 in cui è prevista la possibilità di abbattimenti legali.

La lettera al Ministero e alle Regioni è accompagnata da un documento in cui l’Associazione spiega, nel dettaglio, le motivazioni della propria opposizione all’ipotesi di abbattimenti legali. In particolare il WWF sottolinea che per l’oggettiva carenza di dati attendibili sullo status della popolazione della specie (in particolare per la sottopopolazione appenninica), sull’incidenza della mortalità dovuta al bracconaggio, sulla reale entità e localizzazione dei danni alla zootecnia e la carente applicazione delle soluzioni e tecniche per la loro prevenzione in molte regioni, non sussistano le condizioni per l’applicazione di deroghe.

Oggi è possibile un accordo per lo stralcio del paragrafo III.7, come auspicato anche dalla maggioranza dei Presidenti delle Regioni: 11 su 20 hanno, infatti, pubblicamente dichiarato la loro posizione contraria ad un Piano che contempli anche la possibile autorizzazione agli abbattimenti legali.

Per il WWF è vitale che l’accordo della Conferenza Stato-Regioni indichi anche le fonti per il finanziamento dell’attuazione del Piano di gestione del Lupo: infatti, per evitare che le azioni previste restino prive di copertura e, quindi, sostanzialmente inapplicate, i costi non possono essere a carico solo delle Regioni. Per l’Associazione esiste il rischio che, una volta approvato, il Piano possa rimanere sostanzialmente non attuato, come già accaduto con la precedente versione del 2002. Per questo è importante prevedere l’immediata attivazione, da parte della Direzione Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente, della “Piattaforma Nazionale Lupo” indicata al paragrafo II.3.4 del Piano, per un opportuno coordinamento e monitoraggio dell’attuazione delle azioni previste, con il coinvolgimento di tutte le parti sociali ed economiche interessate e non solo dei soggetti istituzionali competenti.

Il Piano dovrà dare priorità agli interventi per la prevenzione ed un equo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, per la lotta al bracconaggio, per il contrasto del randagismo canino e dell’ibridazione cane-lupo ed alla ricerca scientifica per determinare lo stato di conservazione della specie nel nostro paese e la reale incidenza dei danni alla zootecnia.

Nei giorni che ci separano dalla riunione della Conferenza Stato-Regioni chiamata ad approvare il documento (informazioni attendibili parlano del 23 febbraio) è possibile trovare un accordo per arrivare ad un Piano che, in tutti i suoi aspetti, riconosca il valore del lupo come componente del capitale naturale della Nazione, senza trascurare il valore che le attività del settore zootecnico hanno per l’economia rurale del nostro Paese.

Il WWF auspica la ripresa del confronto in sede tecnica e politica, tra Ministero dell’Ambiente e Regioni, ma è pronto alla mobilitazione insieme ai tantissimi cittadini che lo scorso 2 febbraio hanno fatto sentire, forte e chiara, la propria voce in difesa del lupo.

Sul sito web del WWF il testo integrale del Piano sulla gestione del lupo in Italia predisposto dal Ministero dell’Ambiente.

Leggi la lettera del WWF al ministro dell’Ambiente e alle Regioni

Roma, 15 febbraio 2017
 

Wwf Italia

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Lupo ucciso: WWF, Lupo ‘Claudio’ ennesima vittima del bracconaggio

GRAVE PERDITA: COLPITO LUPO DOTATO DI RADIOCOLLARE CHE STAVA FORNENDO IMPORTANTI ELEMENTI A STUDIO SPECIE

L’uccisione del lupo “Claudio”, ucciso nelle Marche, non solo dimostra come ormai i bracconieri siano senza freni ma rappresenta una perdita enorme sia per la specie che per la scienza. Quello, ucciso, infatti, è un esemplare che, dopo essere stato vittima di un incidente in provincia di Teramo, era stato curato e dotato di radiocollare nell’ambito del Progetto Life MircoLupo che vede la partecipazione del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: tramite il radiocollare il lupo è stato seguito per mesi fornendo importanti informazioni sulle sue abitudini, sui suoi spostamenti, sulle sue interazioni con il branco.

16640896_10154477187057869_7760669550970616723_nIl WWF chiede che i responsabili di questo crimine di natura siano individuati al più presto e puniti. Purtroppo i precedenti non fanno ben sperare. Gli atti di bracconaggio restano, purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, impuniti e anche quando vengono individuati i colpevoli le pene sono ridicole. Per questa ragione il WWF ha predisposto una proposta di legge per l’inasprimento delle pene a tutela della fauna selvatica protetta: proposta che è diventato il disegno di legge n. 1812 che, però, giace ancora in qualche cassetto della Camera dei Deputati.

Non è la prima volta che lupi dotati di radiocollare vengono uccisi illegalmente, nel mese di novembre 2014 su 9 lupi radiocollarati nel Parco Nazionale della Maiella, 5 sono stati vittime di lacci o veleno e 2 investiti. La percentuale di lupi colpiti dal bracconaggio, sarebbe quindi del 55%; se si considerano quelli morti per cause antropiche la percentuale sale al 77%. Mentre nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini dal 2013 al 2016 su 3 lupi dotati di radiocollare satellitare 2 sono stati rinvenuti morti per bracconaggio dopo pochi mesi dall’avvio del monitoraggio, con percentuali della mortalità per cause antropiche simili a quelle della Maiella. I dati del monitoraggio svolto nei Sibillini, nell’area dove è stato rinvenuto anche questo ultimo esemplare ucciso, indicano nel 2016 un numero di lupi nel territorio dell’area protetta compreso tra 35 e 43. La mortalità per cause antropiche è piuttosto alta, tra il 2103 e il 2016, sono stati ritrovati 12 lupi morti, di cui 3 per avvelenamento, 5 investiti da autoveicoli, 2 per bracconaggio, 1 per rogna e 1 per cause ignote. E in questi due esempi siamo all’interno di aree naturali protette che dovrebbero essere i territori dove il lupo è maggiormente protetto.

Anche per questo è necessario stralciare qualsiasi ipotesi di abbattimento legale dei lupi dal Piano di gestione del Lupo presentato dal Ministero dell’Ambiente. I tantissimi cittadini italiani che hanno aderito alla campagna #soslupo del WWF Italia hanno chiesto di tutelare il lupo e non certo di consentirne gli abbattimenti legali. Ogni anno in Italia si stima muoiono circa 300 lupi per colpa della caccia illegale, di trappole, bocconi avvelenati e incidenti stradali, ma il numero è probabilmente sottostimato perché sfuggono tutti i lupi uccisi illegalmente nell’omerta generale.


Roma, 09 febbraio 2017
 

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

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Nuovo Piano Lupo: se dovesse essere approvato, sarebbe come tornare indietro di quarant’anni!

È dalla metà di gennaio che nella Conferenza Stato-Regione sono ricominciate le discussioni circa l‘approvazione del nuovo Piano di Conservazione e gestione del Lupo in Italia.

Un Piano palesemente inefficace e dannoso per tutte le parti coinvolte: per i pastori e per gli allevatori, perché incapace di risolvere i loro problemi, ed eccessivamente dannoso per il lupo, specie simbolo del nostro Paese.

Nell’ultima versione del Piano, infatti, si prevede la possibilità da parte delle Regioni di applicare la deroga alla tutela della specie.

Per tentare di scongiurare gli abbattimenti legali e sostenere la nostra richiesta di rinvio in sede tecnica del Piano abbiamo pensato di far sentire la nostra voce e quella dei tanti cittadini italiani contrari a questo provvedimento con  un Twitter Storm da concentrare

lupo1GIOVEDI’ 2 febbraio dalle ore 11.00 alle ore 12.00 e rivolto al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ed ai propri Presidenti delle diverse Regioni per rafforzare il nostro ultimo appello già inviato con lettera venerdì 27 gennaio u.s. lettera-presidenti-regioni-piano-lupo

#soslupo il lupo non si uccide. @PaoloGentiloni @glgalletti @sbonaccini stop al piano che permette di abbattere i lupi @WWFitalia  

OPPURE

 Ogni anno muoiono 300 lupi. @glgalletti @PaoloGentiloni @sbonaccini  Stop al piano che ne prevede uccisione legale #soslupo @WWFitalia  

e subito dopo per rinforzare il messaggio twittare al presidente della Regione Lazio all’indirizzo  Lazio @nzingaretti

ATTENZIONE: chi non avesse la possibilità d’inviare un Tweet può comunque inviare una email con una delle frasi sopra indicate ai seguenti indirizzi:

gentiloni@governo.it

segreteria.ministro@minambiente.it

segreteriapresidente@regione.emilia-romagna.it

presidente@regione.lazio.it

Rispettare l’orario 11/12 e comunque non superare l’inizio della Conferenza Stato-Regioni previsto per le ore 15.

Grazie, il Lupo Vi ringrazia.

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Piano Lupo: Da Bologna l’appello dei giovani WWF al premier Gentiloni

“PRESIDENTE, IL FUTURO DELLA CONVIVENZA TRA LUPI E ALLEVATORI È NELLE SUE MANI. GLI ABBATTIMENTI SONO UN ERRORE CHE SA DI PASSATO: IL SUO GOVERNO È ANCORA IN TEMPO PER MODIFICARE IL PIANO”

Da Bologna dove, nella simbolica location della stazione Dynamo, tempio della mobilità sostenibile, è stata ufficialmente lanciata la Community WWF YOUng, della quale fanno parte giovani attivisti e ricercatori di tutta Italia, è partito un appello indirizzato al premier Paolo Gentiloni al quale i giovani del WWF chiedono di intervenire affinché nel Piano Lupo sia scongiurato il rischio di abbattimenti.

“Le chiediamo, signor Presidente, di non riportarci indietro di quarant’anni, al tempo del ‘lupo cattivo’ delle favole”, si legge nella richiesta indirizzata a Palazzo Chigi. “Studi internazionali dimostrano che l’uccisione di singoli esemplari, destruttura i branchi d’origine, come accade nei numerosi casi di bracconaggio e può spingere gli altri lupi ad aumentare le predazioni sugli animali domestici. L’unica strada è quella della prevenzione dei danni, praticabile grazie ai fondi già disponibili dei Piani Sviluppo Rurale, per aiutare concretamente gli allevatori e rendere i metodi di allevamento compatibili con la presenza spontanea del lupo”.

“Le esperienze di altri paesi europei come Spagna e Francia, hanno dimostrato come il prelievo dei lupi non abbia affatto diminuito i conflitti ma, al contrario, aumentato il bracconaggio. Perché in Italia vogliamo percorrere strade che già altrove si sono dimostrate fallimentari?”, concludono i giovani del WWF YOUng che chiedono al premier Gentiloni di intervenire per modificare il Piano Lupo.

“Mi auguro che il presidente Gentiloni raccolga questo appello, e intervenga. Dopo anni di battaglie e il grande successo di reintroduzione della specie oggi si pensa di legalizzarne l’uccisione. I giovani del WWF Italia, come primo atto della nuova Community, hanno voluto dire la loro su un tema di grande attualità e delicatezza, e lo hanno fatto con la competenza e la passione che li contraddistingue, a dimostrazione di come le nuove generazioni vogliano mettersi in gioco e contribuire alle scelte politiche e strategiche in difesa della natura e dell’ambiente”. Ha dichiarato la presidente del WWF Donatella Bianchi da Bologna dove, insieme al vicepresidente Dante Caserta e al consigliere nazionale Paolo Anselmi, ha partecipato al lancio della Community.

“Molti di loro hanno alle spalle già anni di volontariato o importanti esperienze scientifiche, sono competenti e determinati, altri sono semplici soci o amanti della natura. Insieme, in questo spazio WWF YOUng, daranno vita ad un movimento per condividere esperienze, problemi e proposte in difesa del nostro, anzi del loro capitale naturale, per affermare stili di vita sostenibili, per far nascere un’economia realmente green e amica dell’ambiente”, continua la presidente del WWF che conclude: “WWF YOUng è una iniezione di nuove energie che serve all’ambientalismo e serve all’Italia che deve cominciare ad investire con iniziative e politiche mirate sui propri giovani”.

Cos’è WWF YOUng
WWF YOUng è la nuova rete che mette in contatto giovani tra i 18 e i 35 anni, provenienti da ogni parte d’Italia, che hanno voglia di appassionarsi di natura e desiderano fare qualcosa per tutelare il nostro patrimonio naturale, insieme. Per tutti quelli che vogliono difendere il nostro Pianeta e per chi crede che solo lavorando insieme sia possibile proteggerlo. La Community sarà innanzitutto un canale virtuale di scambio di idee per identificare i problemi cruciali del nuovo millennio (quali i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e i traffici illeciti a danno della natura), ideare iniziative innovative, influenzare dal basso le politiche sui temi ambientali e di sviluppo sostenibile. WWF YOUng promuoverà anche progetti in collaborazione con il mondo universitario e della ricerca, favorendo l’incontro tra nuove energie e punti di vista diversi sul futuro del nostro pianeta.

Alternanza scuola-lavoro con il WWF, a Terracina e nel capoluogo

unnamedIl WWF Italia ONG-ONLUS è accreditato per la formazione di docenti e altri soggetti in base al PROTOCOLLO D’INTESA (prot. 8922 del 3.8.2016) firmato con il MIUR. Secondo la legge 107/2015 tutti gli studenti delle scuole superiori di secondo grado hanno l’obbligo di svolgere tirocini formativi in strutture ospitanti dove possano svolgere attività lavorative. E’ per questo che la nostra associazione si è proposta nelle scuole proprio in veste di ente formatore.

 

 L’offerta è stata accolta con entusiasmo dal Dirigente Scolastico del liceo L. Da Vinci di Terracina ma soprattutto dagli studenti: in 100 hanno scelto la nostra associazione!

 

Le attività in cui saranno impegnati gli studenti saranno quelle che quotidianamente impegnano i volontari del WWF

  • Organizzazione di visite guidate all’interno del parco della Rimembranza per scuole e gruppi di visitatori esterni
  • Censimento e cura delle piante e animali presenti nel parco (aggiornamento)
  • Attività di ricerca in campo ambientale e naturalistico
  • Organizzazione di eventi programmati a livello nazionale (Earth hour, Giornata delle Oasi)
  • Organizzazione eventi di natura ambientale (escursioni, giornate dedicate all’ambiente)
  • Raccolta di dati per lo studio degli ambienti naturali
  • Organizzazione di eventi volti alla promozione dell’associazione e del volontariato.

 

L’associazione inoltre realizza attività di tutela ambientale o di ricerca su invito di amministrazioni o altri Enti sempre nel rispetto della propria mission.

Gli studenti quindi di volta in volta svolgeranno il lavoro di botanici e zoologi, entomologi e ornitologi; si occuperanno di mobilità sostenibile studiando urbanistica; saranno guide naturalistiche conoscendo le bellezze naturali del parco regionale dei Monti Ausoni e del Parco Nazionale del Circeo; studieranno la geologia e la biologia della costa con rilevazioni e monitoraggi per saggiare il livello di naturalità e il livello di degrado dovuto alla presenza antropica; applicheranno le moderne tecniche di comunicazione per presentare gli eventi nazionali e internazionali alle quali l’associazione aderirà. Diventeranno esperti di storia, archeologia e biologia dei cammini storici e di fede percorrendole e studiandole fino a diventare guide per chi vuole percorrerle queste strade; infine applicheranno la scienza statistica al rilevamento di dati relativi alla gestione dei rifiuti sul nostro territorio.

Tutte le attività saranno naturalmente precedute da alcune ore di formazione, anche in lingua, e seguite dalla elaborazione dei risultati per la comunicazione finale. In tutto il percorso gli studenti saranno seguiti da tutor interni ed esterni esperti delle varie discipline.

 

 Anche altre scuole, a Terracina e a Latina, hanno espresso l’intenzione di realizzare questi percorsi formativi in collaborazione con il WWF Litorale Laziale.