Meno rifiuti e costi più bassi per i cittadini con la tariffa puntuale.

Insistiamo, a Terracina la raccolta differenziata dei rifiuti ha bisogno di controlli sulla qualità dei materiali e dell’introduzione della tariffa incentivante.

La raccolta differenziata porta a porta collegata alla tariffa puntuale (paghi per quello che getti) è la pratica migliore nella gestione dei rifiuti urbani perché risolve un serio problema ambientale e riduce i costi a carico delle famiglie.

La tariffa puntuale è attiva da sempre per il gas, l’acqua e l’elettricità. Le famiglie pagano una parte fissa a copertura degli impianti e dei contatori e una parte variabile dipendente dai consumi; per risparmiare i cittadini controllano i consumi. Così, per i rifiuti la parte variabile calcolata sulla quantità conferita di indifferenziato stimolerà gli utenti a ridurre la produzione dei rifiuti e nel contempo a separarli con metodo raggiungendo l’obiettivo di contenere l’entità della bolletta.

Tutto ciò avviene già da un paio di decenni in molti comuni italiani e in tante aree della Comunità europea.

L’ESPER (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti) ha pubblicato recentemente uno studio sull’applicazione della tariffa puntuale in campo europeo. Sul sito esper.it si legge

La tariffazione incentivante, o puntuale, è senza dubbio il metodo più equo e trasparente con cui tariffare il servizio di raccolta rifiuti e permette importanti ottimizzazioni del servizio, aumentando quantità e qualità della raccolta differenziata e creando possibilità di risparmi, sia per il soggetto gestore che per l’utente finale, ossia il cittadino.

L’affermazione precedente, per quanto possa sembrare un vuoto slogan commerciale, nasce dall’esperienza diretta dei Comuni Italiani che hanno imboccato la via della misurazione effettiva dei rifiuti indifferenziati prodotti dai cittadini e quindi della tariffazione puntuale. Ponte nelle Alpi, Capannori, Trento, Parma, l’intero territorio del Consorzio Priula (TV) e del Consorzio Chierese (TO) sono solo alcuni degli esempi.

Con lo studio “10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante” ESPER ha voluto indagare cosa succede oltre confine. Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera: in gran parte del Vecchio Continente sono implementate forme di tariffazione incentivante. ESPER le ha studiate ed analizzate, inserendole in un unico studio che prende la forma di un vero vademecum europeo sulla tariffazione puntuale.

 

copertina_studio_paytScorrere le pagine della ricerca (esper_tp_2016_web_rid-1) è un buon esercizio per gli amministratori pubblici, per i responsabili dell’azienda che gestisce i rifiuti e per tutti i cittadini.

 

 

 

Oltretutto siamo un comune a Rifiuti Zero secondo una delibera approvata tempo fa.

 

 

Il WWF è stato vent’anni fa tra i promotori dell’obiettivo Rifiuti Zero dandone però successivamente una interpretazione scientificamente corretta di Riciclo Totale. Per questo insistiamo sulla differenziata spinta e sulla tariffa incentivante in modo da mandare al riciclo più materia possibile.

 

Questo è lo schema del Riciclo Totale

 

Occorre ricordare che la Regione Lazio ha approvato una norma che impone a tutti i comuni il passaggio alla tariffa puntuale?

 

Presentato oggi a Roma il Rapporto rifiuti 2016

Stamani l’ISPRA ha presentato il nuovo Rapporto rifiuti urbani con i dati relativi al 2015.

 

Continua il calo della produzione dei rifiuti urbani che non si può spiegare in questo ultimo anno solo con considerazioni economiche come le spese delle famiglie italiane perché alcuni fattori economici sono in controtendenza. Ci sono altri fattori che agiscono sulla produzione dei rifiuti urbani e tra questi il Rapporto cita, ad esempio:

 

  • la diffusione di sistemi di raccolta domiciliare e/o di tariffazione puntuale che possono concorrere, tra  le altre cose, ad una riduzione di conferimenti impropri;
  • la riduzione della quota relativa ai rifiuti assimilati, a seguito di gestione diretta da parte dei privati, soprattutto nel caso di tipologie economicamente remunerative;
  • le azioni di riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte a seguito di specifiche misure di prevenzione.

 

 

 

La raccolta differenziata cresce ancora anche se continua la diversità di comportamento nelle tre macro aree. (Non tutto il materiale differenziato, però, si avvia al riciclo a causa delle impurità presenti in esso)

 

 

 

 

 

La raccolta differenziata regione per regione presenta questo quadro.

 

 

 

 

 Occorre monitorare la raccolta differenziata per aumentarne le quantità raccolte curandone nel contempo la qualità.

 

 

Il Rapporto presenta anche un’analisi dei costi della gestione dei rifiuti tirando fuori una media in campo nazionale.

 

L’Italia del riciclo, bene i rifiuti speciali un pò meno quelli urbani

Oggi a Roma la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e FISE UNIRE (Unione Nazionale Imprese REcupero) hanno presentato il Rapporto L’Italia del riciclo 2016 .

Dal Rapporto si ricava che le aziende italiane hanno raggiunto livelli altissimi di riciclaggio dei rifiuti, il 72%, ponendo il nostro Paese tra i più virtuosi in Europa sulla strada dell’economia circolare.

 

Per i rifiuti urbani invece non siamo al top essendoci attestati al 43% anche se per gli imballaggi abbiamo raggiunto il 67% dell’immesso in commercio.

In complesso, da oltre 15 milioni di tonnellate di rifiuti di carta, vetro, plastica, legno e organico abbiamo prodotto 10,6 milioni di tonnellate di materie prime seconde.

Durante gli interventi i relatori hanno posto l’attenzione sulla maggiore importanza dell’avvio al riciclaggio rispetto alla raccolta differenziata che senza una buona comunicazione ai cittadini e senza controlli da parte dell’azienda cui è affidato il servizio non garantisce una buona qualità dei materiali. Non a caso già a partire dal 2014 il MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale), una sorta di dichiarazione dei redditi riferita ai rifiuti prodotti da una comunità, contiene una sezione dove registrare le quantità di materiali riciclati.

Questo impone una riflessione seria sul controllo della raccolta differenziata affinché i materiali contengano meno impurità possibile. Uno dei relatori, il presidente di Fise Assoambiente, Roberto Sancinelli, ha dichiarato che dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani occorre togliere in media il 30% per gli scarti di lavorazione e per i rifiuti prodotti dallo stesso riciclaggio.

Il Rapporto può essere scaricato dal sito della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

L’incentivo migliore alla riduzione dei rifiuti urbani? La tariffa puntuale

Anche quest’anno è arrivata la Settimana europea della riduzione dei rifiuti e molti comuni hanno programmato iniziative volte alla diffusione del messaggio.

E’ iniziata sabato 19 novembre e terminerà domenica 27 e si pone l’obiettivo di contenere l’uso degli imballaggi e di diffondere pratiche per ridurne l’impatto ambientale.

serrlogo2Sul sito http://www.menorifiuti.org si possono apprendere buoni suggerimenti per avviare a riciclo gli imballaggi.

 

Poco tempo fa, però, la Regione Lazio ha approvato una legge che impone a tutti i comuni il passaggio alla tariffa puntuale secondo la quale per i rifiuti non si paga più in base alla superficie dell’abitazione e al numero degli abitanti ma soltanto quantificando i rifiuti prodotti. E’ quanto avviene per gas, luce ed acqua: la bolletta è collegata ai consumi.

Con la tariffa puntuale si ottengono due risultati, si riduce la produzione dei rifiuti e aumenta la raccolta differenziata con l’effetto rilevante di arrivare finalmente ad una gestione sostenibile con un risparmio per le famiglie e la società. Riciclare i materiali raccolti in maniera differenziata costa molto meno che smaltirli indifferenziati.

Nessun messaggio ha più forza di quello che comporta un risparmio nella spesa delle famiglie! Quindi il passaggio alla tariffa puntuale è il vero incentivo alla riduzione dei rifiuti perché i cittadini producendo meno rifiuti e differenziandoli correttamente pagherebbero di meno. Avviene in tutti i Comuni italiani che hanno abbandonato il calcolo della tariffa sulla superficie e il numero degli abitanti.

La nuova norma nel Lazio sarà operativa entro il 2020 ma se i comuni si organizzassero per anticiparne l’applicazione senza attendere l’ultimo giorno farebbero una scelta accorta e apprezzata dai cittadini. 

 

 

 

 

Il decreto SbloccaItalia e la malagestione dei rifiuti urbani

L’articolo 35 del Decreto Sbloccaitalia ignorando le opzioni Rifiuti Zero di tante città italiane, Roma compresa, e le direttive europee che spostano l’attenzione dalla differenziazione dei rifiuti al loro effettivo riciclo introduce nuovi impianti di incenerimento su tutto il territorio italiano definendoli infrastrutture di interesse nazionale, sottraendo così alle popolazioni locali ogni potere decisionale in merito.

Art.35 Misure urgenti per la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti urbani e per conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio. Misure urgenti per la gestione e per la tracciabilita’ dei rifiuti nonche’ per il recupero dei beni in polietilene.

Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con proprio decreto, individua a livello nazionale la capacita’ complessiva di trattamento di rifiuti urbani e assimilati degli impianti di incenerimento in esercizio o autorizzati a livello nazionale, con l’indicazione espressa della capacita’ di ciascun impianto, e gli impianti di incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati da realizzare per coprire il fabbisogno residuo, determinato con finalita’ di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio, tenendo conto della pianificazione regionale. Gli impianti cosi’ individuati costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, attuano un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantiscono la sicurezza nazionale nell’autosufficienza, consentono di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore e limitano il conferimento di rifiuti in discarica.

In applicazione di tale art.35 è arrivato sulla Gazzetta Ufficiale-Serie Generale n.233 del 5 ottobre 2016 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 agosto 2016 dal titolo:

Individuazione della capacita’ complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati.

Per la nostra regione viene presentato questo quadro degli impianti di incenerimento in esercizio

Provincia Località N. linee Carico termico

(MW)

Capacità oraria autorizzata

(ton/h)

Capacità di trattamento autorizzata

(ton/a)

Capacità di trattamento

dei rifiuti urbani e assimilati

(ton/a)

Roma Colleferro 1 52 12 110.000 80.000
Frosinone San Vittore 2 108 28,8 224.480 224.480

Mentre questa è la situazione degli impianti di incenerimento autorizzati ma non esercizio

Provincia Località N. linee Carico termico

(MW)

Capacità oraria autorizzata

(ton/h)

Capacità di trattamento autorizzata

(ton/a)

Capacità di trattamento

dei rifiuti urbani e assimilati

(ton/a)

Roma Roma 2 236 38,4 182.500 182.500
Frosinone San Vittore 1 52 12,5 98.750 98.750

Il DPCM conclude che nel Lazio occorre insediare un altro impianto di incenerimento dalla capacità di trattamento di 210.000 ton/a di rifiuti urbani e assimilati.

Nessuno sforzo verso la società del riciclo in una regione dove la raccolta differenziata nell’ultimo Rapporto dell’ISPRA si attesta al 32,7% mentre la media italiana è del 45,2% con la Lombardia al 56% e il Veneto addirittura sopra il 67%.

Aver stabilito la necessità di un quarto inceneritore nel Lazio significa non prevedere e non incentivare un aumento progressivo della raccolta differenziata fino ai valori previsti dalle norme e che tanti Comuni italiani, anche della nostra regione, hanno già raggiunto.

Calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti, un decreto lo rende uniforme in tutto il Paese

Il 26 maggio 2016 il ministro dell’Ambiente Galletti ha emanato un decreto per rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati.

Il decreto, pubblicato il 24 giugno sul n.146 della Serie Generale della Gazzetta Ufficiale, mette in campo, per la prima volta, delle linee guida nazionali per il calcolo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati che dovranno essere seguite da tutte le Regioni.

L’applicazione del decreto permetterà un confronto obiettivo tra i diversi ambiti territoriali anche per una più coerente e giusta applicazione deIle imposizioni comunali dipendenti dalle percentuali di raccolta raggiunte e verificate dagli Enti superiori.

Sarà possibile considerare anche il compostaggio domestico nella raccolta differenziata e di inserire nel calcolo tutti i rifiuti che sono conferiti nelle isole ecologiche. Ciò da una parte incentiva il compostaggio domestico e di comunità ma dall’altra obbliga le amministrazioni comunali a disciplinare con proprie delibere queste attività per garantirne il controllo pubblico.

«L’Italia della raccolta differenziata – afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – viaggia ancora a diverse velocità, anche a causa della confusione generata da strumenti di calcolo differenti da una Regione all’altra, cui segue un’ovvia difficoltà nel rendere omogenea l’applicazione del tributo. Queste linee guida nazionali sono funzionali a portare tutto il nostro Paese verso l’economia circolare, adeguandolo agli standard europei di differenziata e superando la realtà delle discariche in cui purtroppo va ancora gran parte dei rifiuti nazionali».

La nuova amministrazione terracinese dovrà quindi attivarsi in tal senso ma soprattutto dovrà organizzare tramite l’azienda che realizza il servizio in città il controllo della qualità dei materiali differenziati. Una raccolta differenziata al 70% che non specifichi la fascia in cui si pongono i materiali ai fini del corrispettivo CONAI non garantisce una pari percentuale di materiali avviati al riciclo.  

Gli allegati tecnici dell’Accordo ANCI-CONAI oltre a indicare le fasce di qualità dei materiali che danno luogo a corrispettivi decrescenti per i Comuni convenzionati presentano le percentuali massime di impurità presenti nei materiali differenziati (tabella sottostante) oltre le quali non si ha diritto ai corrispettivi (i materiali stessi andranno a smaltimento- alcuni addirittura negli inceneritori- e non a riciclo).

Acciaio Alluminio Carta Legno Vetro Plastica
Impurità oltre 20% 15% 10% 5% 8% dal 10 al 22%

(a seconda dei flussi)

 

Terracina, compostaggio di qualità a Morelle?

Sulla gazzetta Ufficiale, serie Generale n. 91 del 19 aprile 2016, è stato pubblicato il DPCM del 7 marzo 2016 (Misure per la realizzazione di un sistema adeguato e integrato di gestione della frazione organica dei rifiuti urbani, ricognizione dell’offerta esistente ed individuazione del fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione organica di rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni) che all’articolo 1 recita:

Art. 1

Finalità e oggetto

  1. Per prevenire e ridurre il più possibile gli effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana  derivanti  dalla  gestione della frazione organica dei rifiuti urbani, e per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Unione europea in tema di riciclaggio e di riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti biodegradabili, il presente decreto indica le necessità impiantistiche per la corretta  gestione della frazione organica raccolta in maniera differenziata.
  2. Ai sensi dell’art. 35, comma 2, del decreto-legge 12  settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11  novembre 2014, n. 164, il presente decreto:
  3. a) effettua la ricognizione dell’offerta esistente di impianti di recupero della frazione organica dei  rifiuti  urbani,  raccolta  in maniera differenziata, articolata per regioni;
  4. b) individua il fabbisogno teorico di trattamento della frazione organica  dei  rifiuti  urbani  raccolta  in  maniera  differenziata, articolato per regioni;
  5. c) individua il fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione  organica   dei   rifiuti   urbani   raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni.

Per la Regione Lazio il DPCM presenta questo quadro:

Individuazione dell’offerta esistente di trattamento  della  frazione organica dei rifiuti urbani

tre

Individuazione del fabbisogno teorico di impianti di trattamento della frazione organica dei rifiuti  urbani raccolta in maniera differenziata

due

Individuazione del fabbisogno residuo di impianti di trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata

uno

Dai dati presenti nelle tabelle si deduce che nel Lazio occorrono altri impianti di compostaggio per coprire il fabbisogno residuo di 300-400 mila tonnellate all’anno.

In provincia di Latina l’impiantistica presente copre abbondantemente la produzione locale di rifiuti compostabili e riceve già materiali dall’esterno.

Stando così le cose e per evitare anche tentazioni di un uso insostenibile dell’area di Morelle ritorna attuale l’idea di insediarvi un impianto di compostaggio di qualità così come si era espresso all’unanimità il disciolto Consiglio comunale di TerracinaDeliberaConsComunTerracina

Morelle

 

 

La gestione dei rifiuti dal nuovo Collegato ambientale alle nostre case

La legge n.221 del 28 dicembre 2015 (Collegato ambientale) ha introdotto alcuni elementi positivi nella gestione dei rifiuti tra i quali, come si legge nel commento allegato alla legge,

  • Un’addizionale del 20% al tributo speciale per il deposito dei rifiuti solidi in discarica (c.d.”ecotassa“) a carico dei comuni che non abbiano raggiunto le percentuali di RD. Il superamento di determinati livelli di RD fa scattare riduzioni del predetto tributo speciale. Viene altresì disciplinato il calcolo annuale del grado di efficienza della RD e la relativa validazione;
  • l’introduzione di incentivi economici, da parte delle Regioni, per incrementare la raccolta differenziata e ridurre la quantità dei rifiuti non riciclati  nei comuni. Viene altresì prevista l’adozione di programmi regionali di prevenzione dei rifiuti (o, in alternativa, la verifica della coerenza dei programmi regionali già approvati) e la promozione di campagne di sensibilizzazione;
  • la possibilità per i Comuni di prevedere riduzioni tariffarie ed esenzioni della tassa sui rifiuti in caso di effettuazione di attività di prevenzione nella produzione di rifiuti. Le riduzioni tariffarie dovranno essere commisurate alla quantità di rifiuti non prodotti (nuova lettera e-bis) del comma 659 della  147/2013);
  • la modifica delle modalità (stabilite dal comma 667 dell’art. 1 della L. 147/2013) con cui disciplinare i criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati;
  • disposizioni finalizzate ad incentivare il compostaggio aerobicosia individuale che di comunità, tramite l’applicazione di una riduzione della tassa sui rifiuti per le utenze domestiche e non domestiche (attività agricole e vivaistiche) che effettuano il compostaggio aerobico individuale, nonché attraverso la semplificazione del regime di autorizzazione degli impianti dedicati al cosiddetto compostaggio di comunità di rifiuti biodegradabili derivanti da attività agricole e vivaistiche o da cucine, mense, mercati, giardini o parchi, che hanno una capacità di trattamento non eccedente 80 tonnellate annue;
  • l’introduzione, in via sperimentale (per la durata di 12 mesi) e su base volontaria del singolo esercente, del sistema del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo (nuovo art. 219-bis del Lgs. 152/2006);
  • il contrasto al fenomeno dell’abbandono nell’ambiente dei rifiuti di prodotti da fumo di altri rifiuti di piccolissime dimensioni (scontrini, fazzoletti di carta, gomme da masticare, …), prevedendo il divieto di abbandono di tali rifiuti nel suolo, nelle acque e negli scarichi (previste apposite sanzioni pecuniarie in caso di inosservanza); i comuni installino nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo;
  • l’istituzione di un credito d’imposta per gli anni 2017-2019 (nel limite di spesa di 5,7 milioni di euro per ciascuno degli anni considerati), per le imprese che effettuano nell’anno 2016 interventi (di importo unitario non inferiore a 20.000 euro) di bonifica dall’amianto su beni e strutture produttive. Al fine di promuovere la realizzazione di interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto, viene altresì prevista l’istituzione, presso il Ministero dell’ambiente, del Fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto, con una dotazione finanziaria di 17,5 milioni di euro per il triennio 2016-2018.

Tutto questo non basta ancora se i cittadini non collaborano con azioni quotidiane

Cassonetti

Per la riduzione

  • scegliamo prodotti sfusi e se ciò non è possibile con imballaggi ridotti o riutilizzabili

Per il riuso

  • riutilizziamo bottiglie e barattoli, il lato bianco delle stampe per prendere appunti, passiamo ad altri abiti che non usiamo, ripariamo gli oggetti allungandone la vita

Per il riciclo

  • partecipiamo attivamente alla raccolta differenziata, in generale e’ possibile riciclare tutti i contenitori e gli imballaggi
  • rispettiamo i giorni e gli orari indicati dall’azienda che effettua la raccolta porta a porta
  • conferiamo negli specifici contenitori SOLTANTO il materiale selezionato per tenerne alta la qualità
  • poniamo i farmaci scaduti nei contenitori in prossimità delle farmacie e le pile scariche nei cassonetti posti all’esterno della grande distribuzione
  • le apparecchiature elettriche ed elettroniche possono essere consegnate al rivenditore in caso di nuovo acquisto, altrimenti vanno portati all’isola ecologica
  • portiamo gli oggetti ingombranti all’isola ecologica o prenotiamo il ritiro a domicilio chiamando il numero verde 800/992990; il calendario delle isole ecologiche itineranti del Comune di Terracina e tutti i materiali che vi si possono conferire sono indicati qui http://www.comune.terracina.lt.it/amministrazione_trasparente/scheda.html?codice=124
  • per ogni altra informazione visitiamo il sito http://www.differenziataterracina.it/ (sito che andrebbe continuamente  aggiornato!)

 

A proposito di gestione dei rifiuti a Terracina

E’ da un po’ di tempo che non ci interessiamo della gestione dei rifiuti a Terracina; ormai dopo aver superato l’inerzia iniziale e con l’assistenza di tanti volenterosi pare essere sulla buona strada.

Si  può fare di più e meglio? Crediamo di sì.

Per entrare nel tema riportiamo alla memoria alcuni punti salienti.

  1. In epoche passate il WWF aveva inventato le “domeniche degli ingombranti”, iniziativa che se non la madre è almeno una parente delle attuali “isole ecologiche itineranti”. In quelle occasioni i cittadini potevano portar via gli oggetti ancora utilizzabili riducendo così la quantità di rifiuti da smaltire. Ora perché non avviare un mercatino dell’usato gratuito nelle isole ecologiche o altrove?
  2. Abbiamo da sempre caldeggiato la raccolta differenziata anche per ridurre l’uso della discarica di cui era facile prevedere la chiusura per raggiungimento dei volumi previsti dalle autorizzazioni.
  3. Abbiamo osteggiato la gara di appalto che non prevedeva nessun incentivo nei confronti dei cittadini invitati a cambiare abitudini consolidate e nello stesso capitolato avevamo notato l’anomalia dell’alta produzione di rifiuti indicati nell’anno 2012, l’anno dell’appalto, quando si proveniva da sei anni in cui la produzione oscillava intorno alle 30 mila tonnellate; ci era parso molto strano, come se i residenti fossero improvvisamente aumentati di alcune migliaia. In effetti subito dopo la produzione è scesa a valori nella media fino a scendere addirittura a poco più di 23 mila tonnellate nel 2015.

RDaTerracina1

La raccolta differenziata

Da un paio di anni la Comunità europea sta preparando una nuova direttiva sui rifiuti in cui non si parla più di percentuale di raccolta differenziata ma di effettivo riciclo dei materiali. Quasi un assist alla nostra posizione che formalmente traduce l’espressione Zero Waste in Riciclo Totale.

La Comunità europea pone alcuni obiettivi per il 2030, non proprio coraggiosi come il 65% di riciclaggio dei rifiuti urbani (all’inizio si parlava di almeno il 70%) e il 75% di riciclaggio dei rifiuti da imballaggio. Resta comunque il superamento del parametro riferito soltanto alla raccolta differenziata.

RDaTerracina2

Come si vede dal grafico la raccolta differenziata a Terracina è arrivata al 60% ma non si conoscono gli scarti di lavorazione della stessa.

A Terracina non viene effettuato alcun controllo sulla qualità del differenziato per cui verosimilmente la raccolta differenziata presenterà una grande quantità di materiale spurio (in base alla convenzione stipulata con il CONAI i materiali differenziati forniscono un corrispettivo che dipende dalla percentuale di impurità presenti; nell’accordo ANCI-CONAI sono stabilite alcune fasce di qualità e quando il carico non rientra nemmeno nell’ultima fascia lo si rigetta, per la plastica per esempio impurità del 25% ne determinano non il riciclo ma l’avvio in discarica o peggio ancora in un inceneritore, per la carta basta una piccola quantità di impurità perché non venga avviata a recupero).

Chiediamo un piccolo sforzo, rilanciamo la raccolta differenziata con una campagna di comunicazione (art. 5.02 del Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani) magari con una lettera da inviare a tutte le famiglie e le attività economiche nella quale vengano indicati gli impegni da rispettare insieme alle penalità cui si andrebbe incontro in caso di inottemperanza (art. 6.03 del Regolamento). E’ quanto avviene in tutti i comuni passati alla raccolta differenziata. Nella stessa comunicazione si presentino i dati distinti per materiali che motivano l’invio della comunicazione

Tipo materiale Periodo di riferimento Azienda di conferimento Quantità lorda Quantità netta
Carta
………….

 

e si annuncino i controlli a campione o a tappeto che saranno eseguiti da personale indicato dall’azienda.

Gestione rifiuti a Terracina, si riparte con la comunicazione, finalmente!

Una buona gestione dei rifiuti specialmente quando si rivoluziona l’intero sistema parte dalla comunicazione rivolta ai cittadini. Più tempo ci si dedica e più alta diventa la probabilità di successo dell’operazione.

L’esperienza italiana mostra che per ogni diecimila abitanti occorre in media un mese di informazione realizzata con assemblee, manifesti, lettere individuali, spot radiotelevisivi, gazebo nei quartieri.

L’azienda che attualmente svolge il servizio sta attivando il proprio sistema di comunicazione che ci auguriamo sufficiente a convincere i cittadini sulla necessità di operare bene nella separazione dei rifiuti e di conferirli alla raccolta nei tempi e nei modi previsti.

DV

La nostra associazione da anni si interessa di una corretta gestione dei rifiuti e in questa occasione farà la sua parte invitando i cittadini a partecipare alle assemblee, a chiedere tutte le informazioni che vogliono, a trovare un accordo con gli operatori e a collaborare per la migliore riuscita del nuovo metodo di gestione dei rifiuti.

Certamente anche noi abbiamo da chiedere qualcosa, innanzitutto riteniamo indispensabile controllare la qualità del differenziato senza la quale i rifiuti prenderebbero altre strade assolutamente da evitare, discarica o inceneritore.

Inoltre, l’azienda dovrebbe realizzare delle iniziative miranti alla riduzione della produzione dei rifiuti e che inducano nei cittadini uno stile di vita con meno spreco di materiali.

Riteniamo poi opportuno e gratificante per i cittadini far conoscere la destinazione finale dei materiali raccolti in maniera differenziata e periodicamente i valori lordi e netti della raccolta.

Per rendere altamente incentivante il sistema occorrerà passare prima possibile alla tariffa puntuale per la quale i cittadini non pagherebbero più in base alla superficie dell’abitazione e al numero dei residenti ma in rapporto alla reale quantità di rifiuti prodotti.

Nell’ambito della propria strategia di comunicazione l’azienda De Vizia ha inserito un incontro alla Rimembranza che si terrà lunedì 22 giugno alle ore 18.30. Ci toccherà fare gli onori di casa! Non solo per l’azienda ma soprattutto per i cittadini che, speriamo numerosi, saranno presenti.

Nell’occasione sarà esposta una mostra fotografica che illustra il degrado non più accettabile di alcuni luoghi simbolo della città, il molo foraneo-l’area del Pisco-l’accesso al tempio di Monte sant’Angelo.

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