I Comuni virtuosi esistono, una volta tanto in Italia e non all’estero. Imitiamoli!

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Montechiarugolo, il comune più virtuoso d’Italia

Sabato 21 settembre nella Sala del Trono nel Palazzo del Duca a Senigallia (AN), con inizio alle 16.30, alla presenza del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando si terrà la premiazione della settima edizione del Premio Comuni Virtuosi.

Quest’anno il comune più virtuoso d’Italia è  Montechiarugolo, 10.500 abitanti, alle porte di Parma.

Il premio viene assegnato ogni anno dall’associazione Comuni Virtuosi con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La giuria, composta dai membri del Comitato Direttivo della rete, ha premiato anche  Atri (TE) primo nella sezione Gestione del territorio; Cannara (PG) nella sezione Impronta ecologica; Agerola (NA) nella sezione Rifiuti; Caronno Pertusella (VA) nella sezione Mobilità sostenibile. Infine, la città di Udine si aggiudica il primo posto nella sezione Nuovi stili di vita.

Il Comune di Montechiarugolo beneficerà di un audit energetico gratuito fornito dal Polo Tecnologico per l’Energia di Trento, sponsor dell’iniziativa.

Già vincitore nella categoria Impronta ecologica nell’edizione precedente, Montechiarugolo ha dimostrato una rapida e costante ascesa nella realizzazione di politiche ambientali di assoluta eccellenza, trasversalmente alle cinque linee di intervento previste nel bando. Dalle certificazioni ambientali alle centrali del risparmio energetico, dal potenzialmento dei percorsi ciclo-pedonali alla raccolta differenziata porta a porta spinta, sono tante le progettualità e i risultati conseguiti nell’azione amministrativa.

“Se le politiche ambientali hanno bisogno di risorse, sono molto di più i bilanci che hanno bisogno delle politiche ambientali – commenta il sindaco Luigi Buriola -. Dobbiamo smettere di sprecare risorse, se vogliamo davvero tutelare i bilanci. Sono proprio le politiche ambientali che tutelano e producono le risorse per la main mission di un Comune, che è certamente quella sociale.”

Scopri il progetto di Montechiarugolo

http://www.marcoboschini.it/wp-content/uploads/2013/09/Relazione-Premio-Comuni-Virtuosi-2013.pdf

“Riutilizziamo l’Italia”, seminario WWF all’interno del convegno -Europa diseguale 6-8 settembre- organizzato a Roma da Sbilanciamoci

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Tra la certezza di una crisi economica e sociale sempre più profonda e le avvisaglie di una imminente crisi di governo, con un autunno rovente alle porte, riparte da Roma il calendario degli appuntamenti della campagna Sbilanciamoci!. Da venerdì 6 a domenica 8 settembre, la città capitolina ospiterà l’undicesima edizione del Forum della campagna, quest’anno intitolato “Europa diseguale. Le alternative alla recessione e alle diseguaglianze”.

 

Il tema delle diseguaglianze – e della lotta alle diseguaglianze – al centro della tre giorni di lavori verrà declinato nelle sue molteplici dimensioni e ricadute, con una particolare attenzione alla compenetrazione tra gli indirizzi delle politiche europee e di quelle nazionali. E alla discussione sulle cause dell’aumento delle disparità di reddito, ricchezza, accesso a beni e servizi fondamentali, si accompagnerà l’elaborazione di proposte politiche alternative per rilanciare l’economia, creare nuovo lavoro, dare speranza ai giovani, assicurare i diritti di cittadinanza.

Il Forum di Sbilanciamoci! sarà ospitato dalle Officine Zero (venerdì 6) e dal Teatro Valle Occupato (sabato 7 e domenica 8 settembre), due realtà che sperimentano nuove forme di riappropriazione di spazi di socialità e democrazia, alternative contro disoccupazione e precarietà, percorsi di riconversione ecologica e sostenibilità ambientale e di contrasto alla mercificazione della cultura e dei saperi.

Il programma completo del Forum è disponibile su www.sbilanciamoci.org

untitledSABATO 7 SETTEMBRE – ORE 9.00 – 12.00 – SEMINARIO WWF: “Riutilizziamo l’Italia
la questione del consumo del suolo al centro dell’agenda politica”

Nei prossimi 20 anni nel nostro paese, ai ritmi attuali, altri 680.000 ettari rischiano di ricoprirsi di “grigio” (un territorio più esteso della Basilicata). Tra gli anni 50 e il 2000 abbiamo assistito ad una urbanizzazione del territorio del nostro Paese che ha fagocitato 2 milioni e 250 mila ettari (un’area grande come Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia insieme) queste sono le tendenze in atto, come risultano dalla indagine originale (realizzata raffrontando cartografia storica) coordinata dal professor Bernardino Romano dall’Università dell’Aquila a cui il WWF Italia sta collaborando.

In questa situazione, che vede un’accresciuta sensibilità della società civile sul consumo del suolo e a tutela della biodiversità, del paesaggio e della qualità urbana,il WWF Italia ha lanciato nel 2012 la campagna “Riutilizziamo l’Italia” che mira a contrastare il consumo del suolo e a recuperare e riqualificare a fini sociali e ambientali il patrimonio dismesso o abbandonato (v. wwf/riutilizziamolitalia/).
Sempre nel 2012 per iniziativa dell’allora Ministro delle politiche Agricole e Forestali Mario Catania il Governo Monti ha presentato un disegno di legge sul contenimento del suolo nelle aree agricole, a cui hanno seguito nel 2013 oltre 11 proposte di legge di iniziativa parlamentare sul consumo del suolo presentate da tutti gruppi parlamentari e il disegno di legge di iniziativa governativa a firma dei Ministri Bray (Beni Culturali), Di Girolamo (Politiche agricole), Lupi (Infrastrutture) e Orlando (Ambiente).
Il seminario servirà a fare il punto sul dibattito istituzionale e sui contenuti delle diverse elaborazioni normative e  a valutare i punti di forza della proposta di legge elaborata dal WWF e fatta propria da esponenti dei gruppi parlamentari di SEL e Cinque Stelle in cui tra l’altro vengono definiti tre diversi strumenti di fiscalità urbanistica per incentivare la rigenerazione urbana e disincentivare il consumo del suolo attraverso: a) l’introduzione di un nuovo contributo che renda più gravoso il consumo di nuovo suolo, b) la rimodulazione del contributo di costruzione esistente, prevedendo una riduzione o una esenzione nel caso si proceda ad interventi di riqualificazione, riutilizzazione e ricostruzione urbanistica; c) l’incentivo al riuso attraverso gravami fiscali selettivi.
Ma senza la costante pressione dal basso si rischia che il dibattito politico sia inconcludente o si insterilisca, per questo il WWF Italia ha lanciato l’idea della istituzione in tutta Italia di Laboratori territoriali che interloquiscano con le amministrazioni locali su proposte concrete di recupero e riuso di spazi ed edifici dismessi, abbandonati, sottoutilizzati. A Roma nel Comprensorio “Ad Duas Lauros” il WWF Lazio e il WWF Pigneto-Prenestino stanno avviando un percorso di lavoro che (con il contributo tecnico-scientifico dell’università e degli attori locali) intende formulare proposte per la riqualificazione del Parco delle Energie, il recupero dei Casali del Comprensorio Casilino, la realizzazione del Parco di Centocelle.

Ai lavori daranno il loro contributo: Stefano Ficorilli, ufficio legislativo WWF Italia, Andrea Filpa, Università Roma Tre e Rete Docenti “Riutilizziamo Italia”,  Stefano Gizzi, WWF Pigneto-Prenestino, Stefano Lenzi, responsabile Ufficio relazioni istituzionali WWF Italia, Chiara Pirovano, responsabile dell’iniziativa WWF “Riutilizziamo l’Italia”, Bernardino Romano, Università dell’Aquila e Rete docenti “Riutilizziamo l’Italia”  e Alessandro Urbani, vicepresidente WWF Lazio

Che fare dell’area di via Morelle? Una proposta rivolta alla Giunta e al Consiglio comunale di Terracina da parte di ASCOM, Sestante e WWF LP

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Recuperiamo l’area di via Morelle con un impianto di compostaggio di qualità

A seguito dell’incontro avvenuto in Comune tra l’amministrazione e le associazioni WWF Litorale Pontino, Ascom e Sestante lo scorso 23 agosto 2013, relativamente alla questione dell’utilizzo dell’area di Morelle, le suddette associazioni hanno elaborato un documento di indirizzo che l’amministrazione comunale dovrebbe sottoporre al Consiglio Comunale perché possa esprimersi attraverso un’apposita delibera circa l’uso dell’area di via delle Morelle per la realizzazione di un impianto di selezione dei rifiuti e compostaggio. deliberamorelle1

La scelta di tale tipo di impianto rispetta diversi parametri di qualità circa il ciclo di trattamento dei rifiuti e ognuna delle motivazioni che si possono elencare è di per sé importante e fondamentale.

Si sottrae alla totalità dei rifiuti circa il 40% che non solo non va in discarica ma praticamente, a costo 0, viene trattata direttamente nel territorio di Terracina; si riduce in maniera drastica le quantità di rifiuti da pretrattare; si possono inoltre accogliere anche le frazioni umide degli altri comuni del territorio, questa volta a pagamento, e questo porterebbe denaro nelle casse del comune; si raggiungerebbero facilmente percentuali elevate di differenziata evitando quanto meno le sanzioni per il mancato raggiungimento delle quote previste dall’Europa; ultimo, ma non certamente per importanza, si avrebbe una “semichiusura” del ciclo dei rifiuti in provincia con risparmio di CO2 emessa in atmosfera per il trasporto e altre sostanze velenose che normalmente vengono rilasciate dalle discariche. Un bilancio quindi, decisamente positivo per la salute, l’ambiente e l’economia della città.

Ecosuoni 2013 alla Rimembranza di Terracina, un bilancio positivo

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Venerdì 16 agosto si è conclusa la seconda stagione di Ecosuoni ( Seminari, concerti, mostre, aperitivi) alla Rimembranza di Terracina.

 

 

 

Le sei serate hanno visto una partecipazione attenta di molte centinaia di persone (oltre 100 a serata), cittadini e turisti che hanno trascorso ore liete in un ambiente sano fuori dalla frenesia tipica del periodo vacanziero.

I seminari organizzati dal WWF Litorale Pontino hanno toccato argomenti di forte impatto sociale e ambientale come l’acqua pubblica e il referendum nazionale per conservarla tale, la produzione biologica di miele che ha introdotto un corso di apicoltura che si terrà in ottobre, l’inquinamento elettromagnetico indotto in Sicilia dal MUOS, i requisiti per far arrivare in città finalmente la bandiera blu, le tracce archeologiche presenti nel parco della Rimembranza, la sostenibilità ambientale delle feste tradizionali come introduzione del progetto Casa della Cultura Popolare Terracinese.

I concerti sotto la direzione artistica di Caterina Bono dell’Associazione “Canto di Eea” hanno spaziato dal folklore celtico a quello siciliano, dalla rilettura di canzoni classiche alle arie e sinfonie verdiane, da brani classici di autori del ‘700 e ‘900 alle tradizioni popolari di mezzo mondo.

Musicisti affermati hanno regalato performances di alto livello ad un pubblico entusiasta e sempre più numeroso, anche i giovani componenti dell’ensemble locale “ Etnosonica” si sono superati nello spettacolo finale.

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Gabriele e matilde

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Il parco è stato arricchito di opere di arte contemporanea naturale grazie al contributo dato dal Gruppo 12.

Il collettivo di artisti invitato a partecipare alla rassegna ha voluto dare il proprio contributo all’ambiente regalando al parco, dopo una settimana di residenza, sculture di arte naturale.

Le opere, visitabili durante la durata del festival, rimarranno come presenze silenziose all’interno del parco, entreranno a far parte del ciclo naturale, modellandosi ai venti e agli agenti esterni.

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Gli aperitivi del dopo concerto, molto apprezzati dal numeroso pubblico, sono stati approntati con i prodotti forniti dagli sponsor ai quali vanno i ringraziamenti degli organizzatori.

Ugualmente sono da ringraziare il Comune di Terracina e la Provincia di Latina per aver preso l’impegno di un sostegno minimo alla rassegna.

Il bilancio complessivo della partecipazione e delle performances artistiche è più che positivo; con le spese come al solito si sta stretti,  ma  siamo fiduciosi che con il sostegno delle istituzioni ci sarà modo di  pareggiare i conti ed acquistare materiali necessari per la manutenzione del Parco della Rimembranza.

La raccolta differenziata dei rifiuti fa bene all’economia

Balle di contenitori metallici

dal blog di Danilo Ballanti “Sotto la terra il treno”

Il Paese ha bisogno di rilanciare la raccolta differenziata.

Il raddoppio della raccolta differenziata può determinare un effetto complessivo sull’economia per effetto delle interdipendenze settoriali per 30 miliardi di euro, garantendo una robusta crescita del PIL del 2%.

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http://sotto-terra-il-treno.blogspot.it/2013/08/la-raccolta-differenziata-crea-sviluppo.html

A Terracina l’amministrazione ha voluto un confronto sull’esecuzione dell’appalto di gestione dei rifiuti

ALLUMINIO

Sul dopo appalto

Oggi il sindaco Procaccini e l’assessore Selvaggi hanno incontrato le associazioni che hanno contrastato per il suo alto costo l’appalto per la nuova gestione dei rifiuti urbani, l’ASCOM, il Sestante e il WWF Litorale Pontino.

Erano presenti alla riunione Davide Fatone della Servizi Industriali, l’ing. Sperlonga e alcuni consiglieri comunali di passaggio.

La discussione si è accentrata su quattro punti essenziali:

  1. Controllo della gestione del servizio
  2. Comunicazione e informazione
  3. Regolamento comunale
  4. Impianto di via delle Morelle

Dopo aver fatto rilevare la presenza anomala della Servizi Industriali in una riunione di confronto tra amministratori e parte della società civile su temi che potevano in qualche modo non essere accettati dalla stessa azienda, l’incontro si è svolto in un’atmosfera di collaborazione e di rispetto delle reciproche posizioni.

In sintesi, le associazioni hanno rifiutato di essere in qualche modo coinvolte in una commissione di controllo della gestione dell’appalto chiedendo invece il rispetto del Codice degli appalti.

Tale Codice per appalti il cui importo è superiore a 500 mila € e per interventi di particolare importanza prevede la figura del Direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC) diverso da Responsabile Unico del Procedimento (RUP). Il DEC per le associazioni ASCOM, Sestante e WWF LP deve essere un tecnico o un’azienda esterni al personale degli uffici così come prevede la norma quando la stazione appaltante è sprovvista al suo interno di personale professionalmente qualificato a svolgere il compito.

Gli amministratori presenti si sono impegnati a fare le opportune verifiche.

Per la comunicazione ai cittadini le associazioni hanno dichiarato la propria disponibilità a collaborare secondo il precedente progetto dell’Idecom per la realizzazione di questo passaggio epocale per la città. La sfida del 70% di raccolta differenziata al secondo anno presente nell’offerta della Servizi Industriali trova consenzienti le associazioni.

Ci si lavorerà da subito per preparare opportuni interventi nelle scuole nel momento in cui queste preparano la programmazione didattica annuale.

Sul Regolamento comunale, indispensabile per gestire ordinatamente il servizio rendendo i cittadini consapevoli delle nuove regole di conferimento dei rifiuti, è stato chiesto di poter collaborare alla sua stesura ricevendo un generico consenso.

Sulla questione del nuovo impianto di via delle Morelle le associazioni hanno chiesto con determinazione la proposizione da parte del Comune di un indirizzo verso una tipologia di impianto destinato al compostaggio dell’umido. Su questo tema il sindaco ha comunicato che stanno arrivando proposte e progetti con le diverse tecnologie di trattamento dei rifiuti. All’insistenza dei rappresentanti delle associazioni che hanno colto anche i propositi dell’assessore Selvaggi per un impianto destinato soltanto al compostaggio, il sindaco ha invitato l’ing. Sperlonga a preparare una scheda con le richieste specifiche in tal senso, scheda che sarà inviata alle aziende per sollecitarne la presentazione dei progetti tecnici.

In conclusione il sindaco salutando i presenti ha affermato che questo è stato il primo di una serie di incontri che saranno programmati nei prossimi giorni.

Terracina, 23 agosto 2013

Il comune di Terracina si preoccupa del pretrattamento dei rifiuti da smaltire in discarica

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Recentemente sul sito del comune di Terracina è apparso un comunicato dal titolo

“Pretrattamento dei rifiuti, le normative per lo smaltimento”

La lodevole iniziativa andava presa qualche tempo fa in applicazione del D.lgs n.36/2003 che prevede chiaramente l’obbligo da parte dei comuni di mandare in discarica solo materiale organico pretrattato. L’assenza o l’insufficienza di impianti utili allo scopo rende obbligatorio ridurre il conferimento in discarica di rifiuti biodegradabili con una progressione stabilita dalla norma pienamente disattesa qui a Terracina.

 

Ora il Comune nel recente comunicato scrive “ Lo stesso Sindaco di Terracina ha emesso apposita ordinanza con la quale si ordina alla Servizi Industriali Srl, attuale aggiudicataria definitiva dell’appalto dei rifiuti, di conferire i rifiuti urbani non differenziati presso impianti che provvedono al loro pre-trattamento, disponendo, tra l’altro, alla ditta SAF Spa di agevolare le procedure di conferimento dei rifiuti urbani non differenziati presso l’impianto di proprietà“.

Ma se la ditta aggiudicataria ha vinto l’appalto con una proposta diciamo “all inclusive”, nel senso che già a partire dal secondo anno e fino al termine del contratto raccoglierà in maniera differenziata il 70% dei rifiuti di fatto intercettando  totalmente tutte le frazioni presenti nei rifiuti terracinesi visto che ha utilizzato dati nazionali sulla loro composizione dai quali si ricava che nel cassonetto siano presenti proprio il 70% di materiali differenziabili, quale organico resta da pretrattare? Quel poco che resta fuori dalla raccolta differenziata durante il primo anno?

La nuova Circolare ministeriale del 6 agosto 2013, in applicazione di disposizioni della Comunità europea,  non ritiene sostitutiva del pretrattamento la raccolta differenziata spinta se non viene data anche la dimostrazione che il pretrattamento del residuo non contribuisce a prevenire o a ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente e i rischi per la salute.

La Servizi Industriali, se ha potuto fare un’offerta così generosa, sicuramente potrà dimostrare che il residuo da conferire in discarica non inciderà sull’ambiente e non creerà rischi per la salute.

 

La gara d’appalto per la gestione dei rifiuti di Terracina si è conclusa, dobbiamo una risposta ai circa quattromila cittadini che hanno sottoscritto la petizione per l’annullamento dell’appalto: abbiamo stampato un volantino

La gara d’appalto per la gestione dei rifiuti di Terracina si è conclusa. 

Dobbiamo essere contenti?

  • TANTI I VANTAGGI ECONOMICI PER LA DITTA CHE HA VINTO E NESSUNO PER I CITTADINI
  • LA TASSA PAGATA DAI CITTADINI CRESCERA’ SEMPRE DI  PIU’ NONOSTANTE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

 

Giovedì 11 luglio 2013 il sindaco Nicola Procaccini ha dato la notizia dell’assegnazione dell’appalto nella gara per la gestione dei rifiuti a Terracina. La ditta che è risultata vincente è la stessa che sta svolgendo il servizio in città da un anno e mezzo, la Servizi Industriali s.r.l.

Vengono subito alla memoria i tanti articoli apparsi sulla stampa locale in cui venivano presentati i contrasti con i lavoratori per questioni sindacali o le lamentele dei cittadini che parlavano di una città sporca. Ma tant’è, la gara ha altri parametri e questi sono stati favorevoli all’azienda in questione.

Non entriamo nel merito, quindi, di tale scelta ma cerchiamo di capire se la città ne trarrà vantaggi in termini economici e di igiene complessiva.

 Innanzitutto, l’azienda ha offerto un ribasso d’asta del 10,36%, come afferma il sindaco, e questo conferma quanto ripetutamente detto dalle nostre associazioni che l’appalto aveva una base d’asta eccessivamente alta.

L’azienda pare sia stata molto generosa nei confronti della città; infatti, non si è limitata ad offrire un ribasso eccezionale ma ha prospettato nella relazione tecnica servizi e target di raccolta differenziata superiori rispetto alle stesse condizioni imposte dal capitolato.

Per i primi ha ampliato tra l’altro il numero dei passaggi nella raccolta di diverse tipologie di rifiuti e ha proposto per le zone centrali l’uso dell’IGENIO, cioè un sistema di cassonetti mobili.

Per gli obiettivi di raccolta differenziata ha superato lo stesso sindaco che nel comunicato parla del 65%; infatti, l’azienda propone già a partire dal secondo anno il 70% che manterrà fino al termine del contratto. Ciò significa che di fatto verranno intercettate (e  totalmente) tutte le frazioni presenti nei rifiuti terracinesi.

Potrà l’azienda tener fede ai propri impegni? Rischia il fallimento con queste offerte super?

 Facciamo qualche conto. Intanto il dato di partenza più importante da conoscere per fare un’offerta nella gestione dei rifiuti è la produzione annua totale. Nel capitolato c’era la tabella completa della produzione dei rifiuti a Terracina nel 2011 e quella incompleta del 2012 perché si limitava ai primi sette mesi. Nel 2011 la produzione non superava le 30.000 tonnellate, come in tutti gli anni precedenti, mentre nel 2012 dai dati dei primi sette mesi, durante i quali il servizio veniva svolto dalla stessa azienda vincitrice della gara, si poteva prevedere un totale annuo molto più alto. L’azienda ha scelto di basare la sua offerta su quest’ultimo ritenendolo più attendibile rispetto ai dati del 2011 recuperati dai conteggi di una società ormai in fallimento(così spiega la sua scelta) e stabilisce che la produzione dei rifiuti a Terracina è di 34.000 tonnellate.

 Sviluppando anno per anno la durata dell’appalto e conteggiando con le percentuali di r.d. presenti nell’offerta le quantità di rifiuti che non saranno conferite in discarica grazie alla differenziazione operata dai cittadini, l’azienda farà sua nel corso del contratto la somma di oltre 13 milioni ai quali vanno aggiunti i ricavi della vendita del differenziato e tolti i costi del conferimento dell’organico in un impianto di compostaggio. Questa somma poteva essere almeno in parte restituita ai cittadini sotto forma di sgravio della tassa sul servizio che è invece destinata a crescere per effetto delle rivalutazioni ISTAT.

 PERCHE’ IL SINDACO, LA GIUNTA COMUNALE E LA MAGGIORANZA NON HANNO FERMATO QUESTO APPALTO?

Terracina 26 luglio 2013

Ascom Confcommercio, Il Sestante, WWF Litorale Pontino

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La gara d’appalto per la gestione dei rifiuti di Terracina si è conclusa, abbiamo il nome del vincitore.

IMG_0619La gara d’appalto per la gestione dei rifiuti di Terracina si è conclusa, abbiamo il nome del vincitore.

 

Giovedì 11 luglio 2013 il sindaco Nicola Procaccini ha dato la notizia dell’assegnazione dell’appalto nella gara per la gestione dei rifiuti a Terracina. La ditta che è risultata vincente è la stessa che sta svolgendo il servizio in città da un anno e mezzo, la Servizi Industriali s.r.l.

Vengono subito alla memoria le decine di articoli apparsi sulla stampa locale in cui venivano presentati i contrasti con i lavoratori per questioni sindacali o le lamentele dei cittadini che parlavano di una città sporca. Ma tant’è, la gara ha altri parametri e questi sono stati favorevoli all’azienda in questione.

Non entriamo nel merito, quindi, di tale scelta ma cerchiamo di capire se la città ne trarrà vantaggi in termini economici e di igiene complessiva.

Innanzitutto, l’azienda ha offerto un ribasso d’asta del 10,36%, come afferma il sindaco, e questo conferma quanto ripetutamente detto dalle nostre associazioni che l’appalto aveva una base d’asta eccessivamente alta.

Questi i dati, IVA esclusa: la base d’asta fissata a 8.140.000 € dava un totale di 48.840.000 € per i sei anni del contratto; il ribasso d’asta è stato di 843.304 € all’anno per cui i costi annui sono scesi a 7.296.696 € per un totale contrattuale di 43.780.176 €. Si ottiene così nei sei anni un risparmio per la città di  5.059.824 €.

L’azienda pare sia stata molto generosa nei confronti della città; infatti, non si è limitata ad offrire un ribasso eccezionale ma ha prospettato nella relazione tecnica servizi e target di raccolta differenziata superiori rispetto alle stesse condizioni imposte dal capitolato.

Per i primi ha ampliato tra l’altro il numero dei passaggi nella raccolta di diverse tipologie di rifiuti e ha proposto per le zone centrali l’uso dell’IGENIO, una sorta di “Carretta Caretta”, cioè un sistema di cassonetti mobili.

Per gli obiettivi di raccolta differenziata ha superato lo stesso sindaco che nel comunicato parla del 65%; infatti, l’azienda propone già a partire dal secondo anno il 70% che manterrà fino al termine del contratto. Ciò significa che di fatto verranno intercettate (e  totalmente) tutte le frazioni presenti nei rifiuti terracinesi. L’azienda, infatti, utilizza dati nazionali sulla composizione dei rifiuti dai quali si ricava che nel cassonetto siano presenti proprio il 70% di materiali differenziabili.

E’ una manna per la città!

 Potrà l’azienda tener fede ai propri impegni? Rischia il fallimento con queste offerte super?

Facciamo qualche conto. Intanto il dato di partenza più importante da conoscere per fare un’offerta nella gestione dei rifiuti è la produzione annua totale. Nel capitolato c’era la tabella completa della produzione dei rifiuti a Terracina nel 2011 e quella incompleta del 2012 perché si limitava ai primi sette mesi. Nel 2011 la produzione non superava le 30.000 tonnellate mentre nel 2012 dai dati dei primi sette mesi, durante i quali il servizio veniva svolto dalla stessa azienda vincitrice della gara, si poteva prevedere un totale annuo molto più alto. L’azienda ha scelto di basare la sua offerta su quest’ultimo ritenendolo più attendibile rispetto ai dati del 2011 recuperati dai conteggi di una società ormai in fallimento(così spiega la sua scelta) e stabilisce che la produzione dei rifiuti a Terracina è di 34.000 tonnellate.

Allora sviluppiamo anno per anno la durata dell’appalto e conteggiamo con le percentuali di r.d. offerte dall’azienda le quantità di rifiuti che non saranno conferite in discarica ottenendo questa tabella in cui si è preso uguale a 100 €/ton il costo della discarica.

Anno Totale RSU (ton) RD (%) RD (ton) RSU (in discarica) (ton) Costi discarica

(€)

Risparmio uso discarica (€)
0 34.000 —– —– 34.000 3.400.000 —–
1   45 15.300 18.700 1.870.000 1.530.000
2   70 23.800 10.200 1.020.000 2.380.000
3   70 23.800 10.200 1.020.000 2.380.000
4   70 23.800 10.200 1.020.000 2.380.000
5   70 23.800 10.200 1.020.000 2.380.000
6   70 23.800 10.200 1.020.000 2.380.000

L’azienda farà sua nel corso dell’appalto, grazie alla differenziazione operata dai cittadini, la somma di 13.430.000 € per il sempre più ridotto uso della discarica. Anche se solo in parte tale somma non poteva essere ceduta, tramite una diminuzione delle bollette, ai cittadini come premio per il loro impegno nel differenziare i rifiuti?

Quindi, aggiungendo i proventi della vendita del differenziato e sottraendo i costi del conferimento dell’organico (anno per anno sarà tutto intercettato mettendoci così nella situazione virtuosa di non inviare materiali fermentabili in discarica), in un impianto di compostaggio con un costo di circa 5 milioni di euro nei sei anni, si può concludere che l’azienda non fallirà a causa della sua generosità nei confronti della città!

Ma ci chiediamo, in conclusione, se questa generosità sarà fondata sul controllo poliziesco, a furia di sanzioni, da parte della Servizi Industriali sugli utenti per raggiungere i risultati promessi nella differenziata, visto che il sindaco Nicola Procaccini è profondamente convinto che solo questo possa indurre i suoi concittadini a comportarsi in modo virtuoso.

Certo è che un controllo altrettanto rigido sarebbe auspicabile sulla Servizi Industriali da parte dell’amministrazione comunale perché il nuovo gestore della igiene urbana mantenga tutte le sue straordinarie promesse.

Terracina, 15 luglio 2013

ASCOM-Il Sestante- WWF Litorale Pontino

 

 

 

 

L’area di via delle Morelle va inserita nel Piano regionale dei rifiuti

L’area di via delle Morelle a Terracina e il Piano di gestione dei rifiuti urbani

 L’interesse legittimo della città sull’area delle Morelle si scontra con la perdita della destinazione originaria ad ospitare un impianto di compostaggio.

I timori della perdita del possesso dell’area, l’abbandono in cui è stato lasciato l’impianto precedentemente insediato e la successiva obsolescenza dello stesso, la riduzione talvolta a deposito temporaneo di rifiuti, sono stati i segnali del definitivo colpo di grazia con l’esclusione dal Piano regionale di gestione dei rifiuti.

Le diverse aziende che si sono succedute nell’espletare il servizio di igiene urbana della struttura fatiscente e degradata ne hanno fatto soltanto un punto di appoggio precario.

Nemmeno le mire dell’Amministrazione Provinciale in qualche modo assecondate dal Comune di Terracina potranno recuperare l’area se non la si inserisce in un contesto regionale.

Tocca ai cittadini reindirizzare la politica verso scelte sostenibili che impongano l’abbandono del progetto provinciale e spingere per l’insediamento nell’area di un impianto di compostaggio di qualità. Occorrerà, quindi, intervenire sulla Regione Lazio quando questa passerà alla revisione del Piano precedentemente approvato anche in contrasto con tante realtà per la sua spiccata predilezione di un’impiantistica pesante

Conoscere, quindi, il contesto in cui si trova ad essere la gestione dei rifiuti a tutti i livelli potrebbe dare qualche aiuto.

Il WWF  Litorale Pontino ne presenta una sintesi

1.       La gestione dei rifiuti in Italia e nel Lazio nel Rapporto Rifiuti 2013 dell’ISPRA

2.       L’impiantistica nel Piano regionale di gestione dei rifiuti del Lazio

3.       Terracina nella Pianificazione della gestione dei rifiuti nella Provincia di Latina

Ecco il documento Recuperare Morelle