In Europa si muore di inquinamento, lo certifica l’Agenzia Ambientale Europea

Comunicato stampa WWF Italia

SMOG: SALUTE ED ECOSISTEMI LE VITTIME, RIMUOVERE LE CAUSE IN MODO STRUTTURALE

FONDAMENTALE TUTELARE E INCREMENTARE RICCHEZZA NATURA IN AREE URBANE

“La lotta all’inquinamento dell’aria deve essere affrontata in modo strutturale e la rimozione delle sue cause deve diventare una priorità delle politiche nazionali e territoriali. Le istituzioni nazionali, regionali e locali hanno ampiamente trascurato il problema negli ultimi anni; ed è dunque necessario agire subito sulle cause e rivedere in senso restrittivo e preventivo i limiti di emissione a livello europeo e nazionale, nonché attuare politiche severe e di sistema a tutti i livelli. E’ inoltre fondamentale tutelare ed incrementare la ricchezza della natura nelle aree urbane, vere e proprie “Green infrastructures” capaci, tra l’altro, di intercettare il particolato e di mitigare quindi l’inquinamento e di proteggere le comunità umane dagli effetti devastanti del cambiamento climatico. Le città devono essere sempre più “naturalizzate” e devono essere sempre meno preda di strutture energivore e inquinanti”. È questa la reazione del WWF Italia ai dati diffusi oggi dall’Agenzia Ambientale Europea che stima in 467 mila le morti premature in Europa dovute, appunto, all’inquinamento dell’aria, stigmatizzando anche la peggiore qualità della vita dovuta alle malattie che induce.

“L’85% della popolazione urbana è esposta a livelli di particolato fine (PM 2,5) giudicati dannosi, possibile causa o aggravanti di malattie cardiovascolari, asma e cancro ai polmoni; tra gli altri inquinanti, diossido di azoto, benzopirene, biossido di zolfo, monossido di carbonio, metalli tossici e benzene. Gran parte della popolazione europea è esposta ai rischi, e altrettanto lo sono gli ecosistemi: l’impatto dell’inquinamento influenza direttamente la vegetazione, nonché la qualità delle acque e del suolo, nonché dei servizi ecosistemici che sostengono e che sono fondamentali per il nostro benessere e la nostra salute. Occorre quindi affrontare con decisione le cause: traffico, centrali termoelettriche (in primis quelle a carbone), agricoltura, riscaldamento domestico, inceneritori”.

 

“L’aspetto più sorprendente è il fatto che l’Italia si attesti su livelli di inquinamento alto, quasi sempre tra i Paesi peggiori insieme ai paesi dell’Europa orientale, che però utilizzano normative relativamente più recenti, nonché più recalcitranti ad abbandonare produzioni molto inquinanti, come le centrali a carbone. Addirittura, nel nostro Paese le morti premature attribuite al PM 2,5 sono ben 66.630, la cifra più elevata in termini assoluti”.

Roma, 23 novembre 2016
 

Wwf Italia

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Salva il suolo: è il tempo dell’azione

L’iniziativa dei cittadini europei (I.C.E.) “SALVA IL SUOLO“, portata avanti dal WWF e da oltre 350 organizzazioni non governative di 26 Paesi europei, ha l’obiettivo di sostenere la proposta di una Direttiva Europea sul consumo di suolo, che stabilisca una volta per tutte come il suolo sia una risorsa strategica per assicurare la sicurezza alimentare, la tutela della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici.

 

Bisognerà raccogliere da oggi all’11 settembre 2017 in tutti i Paesi membri un milione di firme di cittadini europei in calce ad una scheda su cui riportare i dati anagrafici (con il riferimento alla sola carta di identità). Il successo di questa iniziativa nel nostro paese servirà anche a sollecitare il Parlamento italiano ad approvare al più presto norme per limitare il consumo di suolo (in discussione da due anni) che servano a dare un quadro di regole  e di strumenti che siano veramente efficaci.

La raccolta di firme “SALVA IL SUOLO” in Italia è promossa da una task force di associazioni formata da ACLI, Coldiretti, FAI, INU, Legambiente, LIPU, Slow Food, WWF, che organizzeranno iniziative insieme al più vasto coordinamento italiano degli aderenti alla I.C.E. costituito da 80 realtà associative e comitati.

E’ diffusa ormai la consapevolezza che il suolo, risorsa non rinnovabile e bene comune, svolge funzioni vitali per l’ecosistema, la produzione alimentare, la conservazione delle risorse idriche, l’assorbimento dell’anidride carbonica. Contenere il consumo di suolo, a giudizio del WWF, è fondamentale per limitare il rischio idrogeologico, garantire la capacità di ripresa dei sistemi naturali e di adattarsi ai cambiamenti climatici.

                                                      FIRMA ANCHE TU!

 

Il decreto SbloccaItalia e la malagestione dei rifiuti urbani

L’articolo 35 del Decreto Sbloccaitalia ignorando le opzioni Rifiuti Zero di tante città italiane, Roma compresa, e le direttive europee che spostano l’attenzione dalla differenziazione dei rifiuti al loro effettivo riciclo introduce nuovi impianti di incenerimento su tutto il territorio italiano definendoli infrastrutture di interesse nazionale, sottraendo così alle popolazioni locali ogni potere decisionale in merito.

Art.35 Misure urgenti per la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti urbani e per conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio. Misure urgenti per la gestione e per la tracciabilita’ dei rifiuti nonche’ per il recupero dei beni in polietilene.

Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con proprio decreto, individua a livello nazionale la capacita’ complessiva di trattamento di rifiuti urbani e assimilati degli impianti di incenerimento in esercizio o autorizzati a livello nazionale, con l’indicazione espressa della capacita’ di ciascun impianto, e gli impianti di incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati da realizzare per coprire il fabbisogno residuo, determinato con finalita’ di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio, tenendo conto della pianificazione regionale. Gli impianti cosi’ individuati costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, attuano un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantiscono la sicurezza nazionale nell’autosufficienza, consentono di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore e limitano il conferimento di rifiuti in discarica.

In applicazione di tale art.35 è arrivato sulla Gazzetta Ufficiale-Serie Generale n.233 del 5 ottobre 2016 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 agosto 2016 dal titolo:

Individuazione della capacita’ complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati.

Per la nostra regione viene presentato questo quadro degli impianti di incenerimento in esercizio

Provincia Località N. linee Carico termico

(MW)

Capacità oraria autorizzata

(ton/h)

Capacità di trattamento autorizzata

(ton/a)

Capacità di trattamento

dei rifiuti urbani e assimilati

(ton/a)

Roma Colleferro 1 52 12 110.000 80.000
Frosinone San Vittore 2 108 28,8 224.480 224.480

Mentre questa è la situazione degli impianti di incenerimento autorizzati ma non esercizio

Provincia Località N. linee Carico termico

(MW)

Capacità oraria autorizzata

(ton/h)

Capacità di trattamento autorizzata

(ton/a)

Capacità di trattamento

dei rifiuti urbani e assimilati

(ton/a)

Roma Roma 2 236 38,4 182.500 182.500
Frosinone San Vittore 1 52 12,5 98.750 98.750

Il DPCM conclude che nel Lazio occorre insediare un altro impianto di incenerimento dalla capacità di trattamento di 210.000 ton/a di rifiuti urbani e assimilati.

Nessuno sforzo verso la società del riciclo in una regione dove la raccolta differenziata nell’ultimo Rapporto dell’ISPRA si attesta al 32,7% mentre la media italiana è del 45,2% con la Lombardia al 56% e il Veneto addirittura sopra il 67%.

Aver stabilito la necessità di un quarto inceneritore nel Lazio significa non prevedere e non incentivare un aumento progressivo della raccolta differenziata fino ai valori previsti dalle norme e che tanti Comuni italiani, anche della nostra regione, hanno già raggiunto.

Domenica 26 giugno con il Festival dei Rondoni si apre a Terracina il cartellone delle iniziative estive preparato dal WWF

1986-2016 Tre decenni di presenza sul territorio non sono pochi per un’associazione ambientalista che ha la sua forza nel volontariato e nell’autonomia. Nell’impegno per la tutela della natura sicuramente non abbiamo coperto tutti i fronti ma da soli o insieme ad un paio di altre associazioni abbiamo posto dei punti fermi sulla strada della sostenibilità anticipando di anni quanto poi è diventato, almeno a parole, patrimonio comune.

Il mare deve vivere, il contrasto del progetto dell’Appia-bis, la difesa del Canale di navigazione, le Fonti di Terracina, la gestione corretta dei rifiuti, Città sostenibile anticipatrice di Agenda21L, la mobilità sostenibile con la difesa della ferrovia, la gestione della Rimembranza, le escursioni realizzate per far conoscere il territorio, l’educazione ambientale nelle scuole, la difesa dell’ambiente di Campo Soriano dalla cava e dalle attività imprenditoriali che hanno  modificato il paesaggio naturale originario, la collaborazione con enti e organi di polizia per sensibilizzare la popolazione, difendere il territorio o far conoscere i più comuni reati ambientali, l’impegno nella difesa della costa-dai ripascimenti devastanti ai progetti di portualità altrettanto impattanti-, le iniziative culturali ormai consolidate sui cammini della via Appia e della via Francigena del sud sono alcune delle iniziative in cui l’associazione è stata impegnata in questi decenni.

Non ci sarebbe stato il WWF a Terracina senza la presenza di Emilio Selvaggi che all’inizio agì da catalizzatore mettendo insieme persone diverse per i percorsi culturali seguiti ma unite da un forte amore per la natura.

Nel 1986 Emilio fondò la sezione WWF a Terracina e da allora con l’avvicendarsi di responsabili e non senza fatica anche a causa della crisi della partecipazione l’associazione è riuscita a reggere mantenendo il suo carattere di autonomia nel perseguire la propria missione:  Lo scopo finale del WWF è fermare e far regredire il degrado dell’ambiente naturale del nostro pianeta e contribuire a costruire un futuro in cui l’umanità possa vivere in armonia con la natura.

Oggi vogliamo ricordare questo nostro passato che ci rende forti per il futuro e invitiamo i cittadini a frequentare il parco della Rimembranza nelle prossime serate estive dove potranno partecipare alle tante iniziative in cartellone.

Si inizia domenica 26 giugno con il Festival dei Rondoni che ha questo programma

Rondoni

L’appuntamento è nel parcheggio alle spalle della scuola Montessori

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WWF: A UN ANNO DA PUBBLICAZIONE, LAUDATO SI’ CONSERVA TUTTA LA PROPRIA STRAORDINARIA FORZA

COMUNICATO STAMPA

BIANCHI: “CON LA SUA ENCICLICA SULL’ECOLOGIA INTEGRALE, PAPA FRANCESCO HA ISPIRATO LE NAZIONI AD UNIRSI PER SALVARE IL PIANETA”

downloadNel suo primo anno, l’Enciclica di Papa Francesco Laudato Si’ ha giocato un ruolo importantissimo nel connettere le religioni, i paesi e le persone sul bisogno di capire e affrontare, insieme, i problemi dell’ambiente e i problemi sociali. Lo stesso sottotitolo dell’enciclica, richiamando alla “Cura della nostra casa comune”, è un sommario perfetto del messaggio potente per tutta l’umanità. Se lo scomponiamo nelle sue parti possiamo vedere la profondità del significato dato ad ogni parola selezionata da papa Francesco. “La Cura” come il bisogno di relazioni empatiche e di mutua assistenza tra le persone, con gli altri esseri viventi e con la natura. “Nostro” e “Comune” rappresentano un invito a considerare il bene comune e trasmettono il senso di comunità, mentre “Casa” serve a enfatizzare che la Terra è il posto che ci da’ il benvenuto che è collegato con la nostra esistenza più profonda.

Per la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi: “L’Enciclica di Papa Francesco è arrivata in un anno cruciale, incoraggiando le persone e i paesi a incontrarsi sull’importanza di uno sviluppo sostenibile e a indirizzare la sfida climatica. Avendo aiutato a costruire questo terreno comune in un tempo in cui le emergenze e la competizione creano attriti tra le nazioni e all’interno delle nazioni stesse, l’Enciclica ha avuto un grande impatto nell’ispirare i Paesi a unirsi per raggiungere due importanti accordi globali. Lo scorso settembre 193 governi si sono uniti intorno agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, il percorso per lo sviluppo futuro. Poco dopo i leader delle nazioni hanno concordato l’Accordo sul Clima di Parigi. Unirsi insieme per indirizzare lo sviluppo umano su una via che salvaguardi il nostro Pianeta e le sue risorse naturali è esattamente lo spirito collaborativo che Papa Francesco richiama nella Laudato Si’”.

“Il messaggio, ricco di forza, della Laudato Si’ andrà molto oltre l’anno trascorso. Ha già promosso il dialogo con le altre religioni e molte altre fedi hanno fatto dichiarazioni sul cambiamento climatico – conclude la Bianchi –. La Laudato Si’ continuerà a smuovere le coscienze e richiamare tutti ad atti più concreti per accelerare la giusta transizione a un mondo “decarbonizzato”, basato su un nuovo stile di vita e su percorsi di equità e sostenibilità, usando le risorse naturali in un modo giusto efficiente e rigenerativo”.

Ma l’Enciclica richiama anche all’azione: è quindi molto significativo che in occasione del primo anniversario della pubblicazione della Laudato Si’, quattro ordini religiosi abbiano annunciato di voler disinvestire dai combustibili fossili*.

http://catholicclimatemovement.global/divest-and-reinvest/

Roma, 18 giugno 2016

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TIRRENO POWER ANNUNCIA CHIUSURA DEFINITIVA CENTRALE A CARBONE –VADO LIGURE

Comunicato stampa

 WWF: “UNA VITTORIA PER LA SALUTE E IL CLIMA”

“Ora creare subito alternative occupazionali nella economia verde e no carbon” 

Il sito della Campagna WWF – http://stopcarbone.wwf.it/

Il WWF esprime grande soddisfazione per la decisione del Consiglio di Amministrazione di Tirreno Power di chiudere definitivamente i due gruppi a carbone della centrale termoelettrica di Vado Ligure.

downloadTirreno Power ha riconosciuto l’assenza delle condizioni necessarie alla riapertura dello stabilimento, posto sotto sequestro dalla Procura di Savona nel Marzo 2014 a causa del mancato rispetto delle prescrizioni AIA e della gravità dell’inquinamento arrecato dalla centrale stessa, con danni molto seri per la salute dei cittadini. Nel decreto di sequestro si parlava infatti di disastro ambientale e sanitario nelle aree di ricaduta delle emissioni della centrale, come provato dalle indagini ambientali ed epidemiologiche condotte, che avevano anche evidenziato un aumento della mortalità attribuibile alle emissione della centrale stessa.

Ci auguriamo che la volontà, annunciata dall’azienda, di implementare un “progetto di reindustrializzazione del sito, volto a favorire l’insediamento di nuove aziende con l’obiettivo di contribuire alla ricerca di soluzioni che possano offrire un futuro occupazionale ai lavoratori e una prospettiva di sviluppo al territorio” non resti nel novero delle buone intenzioni, ma sia un sincero impegno a ridurre al minimo le ricadute sociali della chiusura. L’impianto, infatti, ha rappresentato per lungo tempo un’importante fonte di occupazione per gli abitanti del luogo. Il prezzo pagato dalla popolazione, però, è stato altissimo.

Una  riconversione dell’area che sia capace di garantire occupazione, nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini, è quindi assolutamente necessaria.  In tal senso devono intervenire Governo, Regione Liguria ed Enti Locali, anche facendo tesoro dei suggerimenti contenuti nel Report Liguria Proposte per un modello di sviluppo Nearly Zero Emissions commissionato all’Enea dal WWF (http://www.enea.it/it/comunicare-la-ricerca/events/wwf/liguriazeroemission ) . Va assicurata una visione di insieme che faccia di questa chiusura con le tecnologie del passato un’occasione per rendere la Liguria modello dell’economia del futuro.

Il WWF si adopererà per controllare che l’area venga bonificata e riqualificata, in un’ottica di re-industrializzazione green che vada nel senso della decarbonizzazione e dell’economia del futuro e che non preveda impianti dannosi per la salute e il clima.

 

Roma, 7 giugno 2016 –

Twitter: @WWFitalia

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Liberiamoci del glifosato, basta proroghe all’uso dell’erbicida!

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COMUNICATO STAMPA
 
#STOPGLIFOSATO : ENNESIMO RINVIO, MANCA LA MAGGIORANZA QUALIFICATA.
SUCCESSO DEI CITTADINI E DELLA COALIZIONE
LA COALIZIONE: “NON ABBASSEREMO LA GUARDIA E CI BATTEREMO PER L’ABOLIZIONE TOTALE DEL GLIFOSATO” 
 
Roma, 06 giugno 2016 – L’empasse europeo sul glifosato che ha portato alla mancanza di una maggioranza qualificata e all’ennesimo rinvio di voto è il risultato della mobilitazione di milioni di cittadini europei. In oltre due milioni, infatti hannosottoscritto la petizione di Avaaz, contro il rinnovo, 153.000 solo in Italia.
“Un successo dei cittadini e della coalizione StopGlifosato – dice Maria Grazia Mammuccini, la portavoce – che  ci fa ben sperare per il voto finale. La decisione rinviata per l’ennesima volta indica la difficolta’ a trovare una soluzione condivisa al problema del rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato”.
La decisione è ora rinviata al Comitato di appello e la coalizione non ha intenzione di smuoversi dalle sue posizioni
“L’unica risposta adeguata è l’applicazione rigorosa del principio di precauzione – dice Mammuccini – con la messa al bando definitiva dell’erbicida”.
L’Italia si è astenuta insieme a Germania, Francia, Grecia, Austria e Portogallo e Lussemburgo. Solo Malta ha votato contro.
“La posizione dei ministri italiani dell’Agricoltura e dell’Ambiente – conclude la portavoce – ha consentito di mantenere salda la posizione dell’l’Italia. Ci auguriamo che questa posizione, se non una ancora più coraggiosa rimanga inalterata fino in fondo”.
 
Per essere sempre informato sulle attività della Campagna StopGlifosato seguici su Facebook (hashtag #StopGlifosato)
Per firmare la petizione Avaaz e dire StopGlifosato: https://secure.avaaz.org/it/monsanto_dont_silence_science_loc_it/?media
Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI – AIAB –  ANABIO- APINSIEME – ASSIS – ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA – ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ – CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali – CONSORZIO DELLA QUARANTINA – COSPE ONLUS – DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA – EQUIVITA – FAI – FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO – FEDERAZIONE PRO NATURA – FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA – FIRAB – GREEN BIZ – GREEN ITALIA – GREENME – GREENPEACE – IBFAN- ITALIA – IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST – ISDE Medici per l’Ambiente – ISTITUTO RAMAZZINI – ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE – LIPU-BIRDLIFE ITALIA – MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO – NAVDANYA INTERNATIONAL – NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE – PAN ITALIA – Pesticide Action Network – REES-MARCHE – SLOW FOOD ITALIA – TERRA NUOVA – TOURING CLUB ITALIANO – UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO – VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ – WWF ITALIA – WWOOF-ITALIA
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Il WWF e quattro candidati a sindaco di Terracina, un incontro positivo

Giovedì 19 maggio si è tenuto l’incontro richiesto dal Gruppo LP del WWF Litorale laziale a tutti i candidati a sindaco del comune di Terracina per conoscere le loro posizioni sulle questioni ambientali di maggior rilevanza. Hanno accettato l’invito e per questo sono stati ringraziati Alessandro Di Tommaso, Fabrizio Ferraiuolo, Agostino Pernarella e Nicola Procaccini.

 

L’incontro inizialmente previsto nel parco della Rimembranza è stato spostato  per le condizioni meteo non favorevoli nella sala parrocchiale della Cattedrale.

 

 

 

Dopo l’introduzione di Franca Maragoni, presidente della O.A. WWF Litorale laziale, Patrizia Parisella, coordinatrice del Gruppo Litorale pontino, ha moderato gli interventi dei quattro candidati.

Fissato un tempo massimo entro cui articolare le risposte gli argomenti sottoposti alla discussione sono stati

1) Rifiuti, 2) Mobilità, 3)Parco della Rimembranza e Convento di S.Francesco, 4) Territorio, 5) Ciclo delle acque e mare, 6) Antenne, 7) Amianto.

Alla fine degli interventi sui diversi temi le due rappresentanti del WWF hanno illustrato di volta in volta la posizione dell’associazione, concordando o contrastando quelle espresse dai quattro candidati.

 

 

 

In estrema sintesi queste sono le posizioni emerse sui diversi temi

 

TABELLA

 

 

Revocata l’autorizzazione dell’antenna in via Jurmala a Terracina!

Un gesto di saggezza anche se sostenuto soltanto da considerazioni economiche.

Oggi il commissario straordinario Erminia Ocello con i poteri della Giunta ha revocato la precedente autorizzazione con la quale un gestore di telefonia mobile avrebbe potuto installare una nuova antenna in Via Jurmala.

Ora occorre andare all’aggiornamento del Piano di Riassetto Analitico delle Emissioni Elettromagnetiche (P.R.A.E.E.T.) prima ancora di quantificare il costo che un’azienda dovrà sostenere per poter installare sul territorio comunale altre antenne.

La salute prima di tutto.

Ecco la delibera di revoca    914165_20160518_015206_stampa

Sulle tracce del pet-coke dal porto di Gaeta al deposito di Sessa Aurunca

Il petroleum coke o come comunemente viene definito pet-coke, è un carbone artificiale ottenuto nell’industria petrolifera dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi e contiene percentuali di zolfo notevolmente superiori a quelle prescritte per i combustibili utilizzati in raffineria.

Il pet-coke contiene una miscela di sostanze estremamente pericolose, come idrocarburi policiclici aromatici (IPA ), metalli pesanti (vanadio, nichelio), alto contenuto di zolfo (anche oltre il 7%) e cloro. Le sostanze contenute nel pet-coke, oltre ad una tossicità intrinseca, sono indicate anche come cancerogene e/o mutagene.

La prima proprietà provoca tumori di vario genere, la seconda, modificazioni genetiche, da cui le malformazioni nei nascituri.

Dall’agosto 1991 questo materiale, che non potrebbe essere assimilato ai rifiuti speciali come invece afferma l’Europa, viene scaricato dalle navi che lo trasportano nel porto commerciale di Gaeta e trasferito, attraversando due città, Gaeta e Formia, e seguendo la via Appia nel deposito di Sessa Aurunca in provincia di Caserta dove viene stoccato in un deposito della Interport s.a.s. semplicemente accumulato in “montagne”.

In particolare, nel territorio a cavallo tra le provincie di Latina e Caserta, la pericolosità di questo materiale inizia ancora prima che venga utilizzato come combustibile; le operazioni di scarico delle navi e carico dei mezzi di trasporto avvengono in qualsiasi condizione climatica e con modalità non rigorosamente protette, così parte del materiale viene disperso in mare e nell’aria; occorre ricordare che il porto si trova a ridosso della città e quindi tutto ciò che viene emesso in aria arriva molto spesso direttamente nelle case dei cittadini. Tra le sostanze presenti nel pet-coke c’è ad esempio il vanadio di cui il pentossido risulta il più pericoloso, soggetto al fenomeno del bioaccumulo e che può essere assorbito da granchi e mitili, e a Gaeta c’è un grosso allevamento di mitili. Inoltre le polveri che si disperdono con il vento vengono respirate esercitando, insieme a tutte le altre sostanze citate, il loro potere patogeno sul sistema respiratorio. Gli IPA, sostanze liposolubili sono anch’esse bioaccumulabili; insieme alla elevata tossicità, vantano anche una considerevole persistenza e stabilità termica. Ciò ne rende difficoltosa la completa combustione. I nitroderivati degli IPA sono particolarmente cancerogeni, si legano al DNA danneggiandolo; questo danno provoca delle mutazioni e, con le mutazioni, una maggiore probabilità di cancerogenesi. La presenza di cloro nel pet-coke, seppur bassa, la copresenza di aromatici policondensati (IPA) e metalli come ferro e rame che fungono da catalizzatori, sopra i 400 °C, sono condizioni favorevoli alla formazioni di diossine sostanze particolarmente pericolose.

 

Purtroppo anche il trasporto e il deposito avvengono senza il rispetto delle norme e in condizioni di mancata sicurezza per cui queste sostanze vengono disperse in atmosfera e lungo la strada andandosi poi a depositare nei corsi d’acqua che costeggiano la strada inquinandoli in maniera pesante e nei campi vicina ad essa.

 

 

L’inquinamento peggiore tuttavia avviene per dispersione dal deposito di Sessa Aurunca strutturato in modo assolutamente non idoneo e che permette al pet-coke di essere dilavato dalle acque meteoriche e dal vento; questo finisce così nei corsi d’acqua che costeggiano i campi e nel Garigliano fino al mare. Buona parte delle polveri si depositano sui terreni circostanti rendendo impossibile la coltivazione dei campi.

 

Già anni fa la nostra associazione, venuta a conoscenza della situazione, che in tanti anni è purtroppo rimasta immutata, intervenne con un esposto alla Procura della Repubblica; questo esposto è caduto nel vuoto insieme a tutti quelli inviati da altre associazioni ambientaliste e comitati di cittadini.

Il WWF Litorale laziale intende portare alla luce questa situazione e chiedere alle Istituzioni competenti di provvedere alla tutela ambientale come premessa indispensabile alla tutela della salute dei cittadini.