Sulle tracce del pet-coke dal porto di Gaeta al deposito di Sessa Aurunca

Il petroleum coke o come comunemente viene definito pet-coke, è un carbone artificiale ottenuto nell’industria petrolifera dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi e contiene percentuali di zolfo notevolmente superiori a quelle prescritte per i combustibili utilizzati in raffineria.

Il pet-coke contiene una miscela di sostanze estremamente pericolose, come idrocarburi policiclici aromatici (IPA ), metalli pesanti (vanadio, nichelio), alto contenuto di zolfo (anche oltre il 7%) e cloro. Le sostanze contenute nel pet-coke, oltre ad una tossicità intrinseca, sono indicate anche come cancerogene e/o mutagene.

La prima proprietà provoca tumori di vario genere, la seconda, modificazioni genetiche, da cui le malformazioni nei nascituri.

Dall’agosto 1991 questo materiale, che non potrebbe essere assimilato ai rifiuti speciali come invece afferma l’Europa, viene scaricato dalle navi che lo trasportano nel porto commerciale di Gaeta e trasferito, attraversando due città, Gaeta e Formia, e seguendo la via Appia nel deposito di Sessa Aurunca in provincia di Caserta dove viene stoccato in un deposito della Interport s.a.s. semplicemente accumulato in “montagne”.

In particolare, nel territorio a cavallo tra le provincie di Latina e Caserta, la pericolosità di questo materiale inizia ancora prima che venga utilizzato come combustibile; le operazioni di scarico delle navi e carico dei mezzi di trasporto avvengono in qualsiasi condizione climatica e con modalità non rigorosamente protette, così parte del materiale viene disperso in mare e nell’aria; occorre ricordare che il porto si trova a ridosso della città e quindi tutto ciò che viene emesso in aria arriva molto spesso direttamente nelle case dei cittadini. Tra le sostanze presenti nel pet-coke c’è ad esempio il vanadio di cui il pentossido risulta il più pericoloso, soggetto al fenomeno del bioaccumulo e che può essere assorbito da granchi e mitili, e a Gaeta c’è un grosso allevamento di mitili. Inoltre le polveri che si disperdono con il vento vengono respirate esercitando, insieme a tutte le altre sostanze citate, il loro potere patogeno sul sistema respiratorio. Gli IPA, sostanze liposolubili sono anch’esse bioaccumulabili; insieme alla elevata tossicità, vantano anche una considerevole persistenza e stabilità termica. Ciò ne rende difficoltosa la completa combustione. I nitroderivati degli IPA sono particolarmente cancerogeni, si legano al DNA danneggiandolo; questo danno provoca delle mutazioni e, con le mutazioni, una maggiore probabilità di cancerogenesi. La presenza di cloro nel pet-coke, seppur bassa, la copresenza di aromatici policondensati (IPA) e metalli come ferro e rame che fungono da catalizzatori, sopra i 400 °C, sono condizioni favorevoli alla formazioni di diossine sostanze particolarmente pericolose.

 

Purtroppo anche il trasporto e il deposito avvengono senza il rispetto delle norme e in condizioni di mancata sicurezza per cui queste sostanze vengono disperse in atmosfera e lungo la strada andandosi poi a depositare nei corsi d’acqua che costeggiano la strada inquinandoli in maniera pesante e nei campi vicina ad essa.

 

 

L’inquinamento peggiore tuttavia avviene per dispersione dal deposito di Sessa Aurunca strutturato in modo assolutamente non idoneo e che permette al pet-coke di essere dilavato dalle acque meteoriche e dal vento; questo finisce così nei corsi d’acqua che costeggiano i campi e nel Garigliano fino al mare. Buona parte delle polveri si depositano sui terreni circostanti rendendo impossibile la coltivazione dei campi.

 

Già anni fa la nostra associazione, venuta a conoscenza della situazione, che in tanti anni è purtroppo rimasta immutata, intervenne con un esposto alla Procura della Repubblica; questo esposto è caduto nel vuoto insieme a tutti quelli inviati da altre associazioni ambientaliste e comitati di cittadini.

Il WWF Litorale laziale intende portare alla luce questa situazione e chiedere alle Istituzioni competenti di provvedere alla tutela ambientale come premessa indispensabile alla tutela della salute dei cittadini.

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