L’Ora della Terra 2017 nei comuni di BASSIANO, CASTELFORTE, FORMIA, GAETA, ITRI, SEZZE e TERRACINA

Sabato 25 marzo dalle ore 20.30 alle ore 21.30 si realizzerà il grande evento globale dedicato alla sfida contro i cambiamenti climatici.

In ogni parte del mondo si spegneranno monumenti, palazzi, strade, piazze.

In provincia di Latina hanno aderito i comuni di

BASSIANO  Spegnimento del tratto di Viale dei Martiri, tratto della strada che corrisponde con i plessi scolastici del Comune di Bassiano.

CASTELFORTE  Saranno spente le luci della piazza antistante il Palazzo Comunale

FORMIA  Spegnimento dell’illuminazione pubblica di Piazza Aldo Moro

ITRI  Spegnimento del Palazzo comunale

SEZZE   Spegnimento della facciata della Cattedrale di Santa Maria

TERRACINA  Spegnimento del monumento simbolo della città, il tempio di Giove Anxur

Anche le associazioni si sono attivate

A Terracina il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha organizzato l’iniziativa “Aspettando l’Ora della Terra”

Alle ore 17 proiezione ad ingresso libero del film Before the Flood nell’aula magna del Liceo “Da Vinci”
Alle ore 20.30, al momento dello spegnimento del tempio di Giove deciso dal Comune, cena a lume di candela (prenotarsi al 0773 733680).

A Gaeta l’associazione Atargatis ha aderito all’iniziativa mondiale del WWF organizzando una fiaccolata notturna a Monte Orlando, Gaeta (nel Parco Riviera d’Ulisse) dalle ore 20.30 alle ore 21.30, seguita dalla visione delle volta celeste mediante telescopio grazie agli amici di “Astri e Natura”.

Aspettando l’Ora della Terra, a Terracina proiezione pubblica del film di Leonardo Di Caprio “Before the Flood”

Aspettando l’Ora della Terra

Il 25 Marzo 2017 torna Earth Hour – l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale dei cittadini e delle comunità di tutto il Pianeta per la lotta al cambiamento climatico, promossa dal WWF Internazionale che quest’anno compie 11 anni.

Le luci si spegneranno per un’ora anche quest’anno: dalle ore 20.30 alle 21.30, attraverso tutti i fusi orari, dal Pacifico alle coste atlantiche. La partecipazione all’iniziativa si fonda sulla semplicità ma nello stesso tempo la significatività di un gesto: spegnere la luce di una casa, di un edificio, di un monumento, l’illuminazione di una strada o di una particolare area di una città per un’ora, partecipando ad un’iniziativa di forte valenza simbolica, un’occasione per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti in una sfida globale.

 Anche Terracina parteciperà a questo evento mondiale spegnendo per un’ora le luci del Tempio di Giove.

 In attesa dell’Ora della Terra in città si mobiliteranno alcuni studenti del Liceo “Da Vinci” che nell’alternanza Scuola/Lavoro hanno scelto il gruppo Eventi nazionali e internazionali.

 

Nel pomeriggio alle ore 17 nell’aula magna del Liceo verrà proiettato il docu/film “BEFORE THE FLOOD”, in italiano “PUNTO DI NON RITORNO“, di Leonardo Di Caprio in collaborazione con il National Geographic (2016).

 

 “Punto di non ritorno” ha come unico protagonista lo stesso Leonardo Di Caprio, che in un viaggio durato due anni in giro per il mondo, intervista scienziati e politici per capire gli effetti che il cambiamento climatico ha avuto e sta avendo sulle nostre vite.

Di Caprio durante il suo discorso di ringraziamento dopo la vittoria dell’Oscar come migliore attore nel 2016 per Revenant disse:

“Penso alla vergogna che proveremo, quando i nostri figli e i nostri nipoti capiranno che noi avevamo la possibilità di fermare questo scempio, ma che semplicemente non c’era la volontà politica di farlo.” 

TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI ALLA PROIEZIONE DEL FILM CHE AVRA’ INGRESSO LIBERO

In serata, al momento dello spegnimento del nostro monumento simbolo è possibile partecipare ad una cena a lume di candela presso l’Albergo Neapolis di via Lombardia ad un costo contenuto se ci si prenota.

 

 

 

 

 

 

22 marzo 2017 – Giornata Mondiale dell’Acqua

L’acqua è l’elemento essenziale per la vita sul nostro pianeta, occorre farne un uso sobrio riducendo i consumi inutili e gli sprechi intollerabili.

 

Il 22 marzo di ogni anno viene celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua istituita nel 1992 dall’ONU nella Conferenza di Rio.

A Terracina l’Agenda 21 ha preso l’iniziativa di ricordarla in maniera attiva con la collaborazione della nostra associazione.

Giornata Mondiale dell’Acqua 2017

Nel 1968, a Strasburgo, il Consiglio d’Europa promulgò la “Carta Europea dell’Acqua”. Nel 1992, nella Conferenza di Rio, l’ONU istituì la “Giornata Mondiale dell’Acqua”, prevista all’interno delle direttive di Agenda 21. Essa cade regolarmente ogni 22 marzo e costituisce un momento importante per promuovere, da parte delle istituzioni, una maggiore conoscenza e consapevolezza dei cittadini, delle imprese, degli organismi sociali e di categoria in genere, verso la tutela e l’uso responsabile, corretto e sostenibile delle risorse idriche naturali, oltre che verso l’accesso all’acqua dolce, la prevenzione dei rischi per la salute umana e la sostenibilità degli habitat acquatici. Il tema annuale della “Giornata Mondiale dell’Acqua” 2017 è “FRESHWATER” e “WASTEWATER”: il primo termine si riferisce alle azioni mirate per la rimozione dei microinquinanti nelle acque potabili; il secondo termine si riferisce invece ai reflui che vengono scaricati nei corpi d’acqua dagli impianti di depurazione civili e industriali e alle azioni per prevenire, in senso più ampio, le possibilità che tutte le acque inquinate raggiungano le acque superficiali. Per l’occasione, il Forum di Agenda 21 Locale ha invitato tutti gli organi competenti a promuovere iniziative di conoscenza, di informazione, di educazione, di sensibilizzazione e di concreta azione per sostenere la tutela, l’uso responsabile delle risorse idriche naturali, il contrasto allo spreco, la salvaguardia della salute e l’ecosostenibilità della città e del territorio. Il Forum di Agenda 21 Locale, inoltre, come negli anni passati, ha organizzato, per la ricorrenza del 2017, in collaborazione con il WWF Litorale Pontino e l’Archeoclub d’Italia-Sede di Terracina, una visita culturale ad alcuni dei più significativi “Luoghi dell’Acqua” cittadini, dal titolo “Sorgenti, acquedotti, fontane, reti idriche ed altro ancora attraverso il Centro Storico alto e il Centro Storico basso di Terracina”. L’iniziativa si svolgerà domenica 26 marzo 2017, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, con appuntamento, per i partecipanti, fissato alle ore 9.30 presso il Parco della Rimembranza, in Via S. Francesco nuova.

La Regione Lazio ha approvato le linee guida per l’applicazione della tariffa puntuale nella gestione dei rifiuti urbani, ora tocca ai Comuni regolamentarla

Finalmente anche nel Lazio si muove qualcosa nella direzione giusta.

La gestione dei rifiuti urbani si avvierà verso il riciclo totale soltanto con la raccolta differenziata porta a porta sostenuta da una tariffazione incentivante come appunto quella puntuale, si paga per i rifiuti che effettivamente vengono prodotti.

Ecco un passaggio della delibera di GR:

“….. con il presente documento si vogliono stabilire le linee guida sulle modalità di applicazione della tariffazione puntuale. Gli aspetti che risulta necessario definire sono i seguenti:

  • I criteri della misurazione puntuale sono finalizzati a determinare la quota variabile della tariffa
  • La misurazione puntuale prevede almeno la misurazione della frazione del  rifiuto urbano residuo (RUR)
  • La misurazione della quantità di rifiuto deve essere associata all’utenza che l’ha prodotta. A tal fine si utilizzano sistemi univoci di riconoscimento dell’utente o del contenitore
  • I sistemi di misurazione devono identificare il soggetto che effettua i conferimenti attraverso l’identificazione dello specifico utente o di uno specifico contenitore associato a un utente o a una utenza aggregata e registrare il numero dei conferimenti
  • Misurazione della quantità attraverso pesatura diretta o sulla base del volume dei contenitori.
  • Sono ammessi i sacchi chiaramente identificabili
  • Laddove non sia possibile la misurazione diretta è ammessa la misurazione presuntiva che rappresenta una misurazione indiretta del rifiuto urbano residuo

 Trattandosi di una opportunità e non di un obbligo appare importante delineare brevemente le motivazioni a favore della scelta della tariffazione puntuale:

  • La tariffa puntuale è la modalità più equa di far pagare ai cittadini il servizio di gestione dei rifiuti: oltre ad una parte fissa, ogni utenza paga in base ai rifiuti realmente prodotti e conferiti.                                                                                                                             

 

  • Il Comune può applicare una tariffazione più equa, facendo in modo che ogni cittadino paghi realmente in proporzione al servizio richiesto ed utilizzato, è assolutamente in linea con il principio di “chi inquina paga “;
  • La conseguenza è meno e meglio conferisco e meno pago;
  • L’applicazione della tariffa puntuale garantisce di norma delle positive variazioni nelle abitudini dei cittadini. La tendenza ad esporre il meno possibile il contenitore (o il sacco) dei rifiuti indifferenziati, per risparmiare il costo di esposizioni dovute soltanto a sacchi e/o bidoni non pieni, può permettere di razionalizzare il percorso dei mezzi di raccolta, consentendo di ottimizzare i costi del servizio di raccolta;
  • Il cittadino ha la sicurezza di pagare solo per il numero di conferimenti realmente operati oltre al numero di conferimenti già incluso nella parte fissa della tariffa. La possibilità di controllare in maniera facile ed immediata la quota variabile della tariffa è una garanzia sulla trasparenza dei processi messi in atto;
  • Il cittadino vede premiati i propri sforzi per aumentare la differenziazione dei propri rifiuti e, conseguentemente, di ridurre la produzione di rifiuto indifferenziato. I comportamenti virtuosi hanno un riconoscimento monetario pressoché immediato.

I regolamenti comunali di gestione dei rifiuti urbani dovranno essere aggiornati con le modalità attraverso le quali la nuova tariffazione può essere attuata in relazione alla “quantificazione” dei rifiuti prodotti dalle singole utenze.”

Metodo utilizzato

  1. Le utenze sono articolate in due fasce secondo quanto disposto dall’art. 4, comma l del DPR 158/99:
  • utenza domestica: comprendente tutte le abitazioni civili;
  • utenza non domestica comprendente non solo tutte le attività economiche presenti sul territorio comunale (fabbriche, attività commerciali, laboratori artigianali, uffici di società private, banche, laboratori di analisi, gabinetti medici, ) ma anche gli enti, le comunità, gli ospedali, le case di riposo, i circoli, le associazioni  culturali, politiche,  sindacali, sportive mutualistiche,  benefiche, ecc..
  1. l costi totali vanno ripartiti tra i due tipi di utenze in modo da assicurare l’agevolazione per l’utenza domestica di cui all’art. 238 del Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.
  2. I costi  fissi  e i  costi variabili  sono attribuiti  ai  due  tipi  di utenze  in percentuale da stabilire in proporzione  all’incidenza degli stessi sul totale dei costi  sostenuti.
  3. Le percentuali di attribuzione di cui ai comma 2 e 3 vengono stabilite annualmente con la deliberazione che determina la tariffa.

**Utenze domestiche**

Quota fissa calcolata in base ai componenti del nucleo familiare

+

Quota variabile legata agli svuotamenti del secco non riciclabile

***Utenze non domestiche***

Quota fissa calcolata in base alla superficie dell’utenza e del volume dei contenitori in dotazione

+

Quota variabile legata agli svuotamenti del secco non riciclabile e alla volumetria dei contenitori dei riciclabili

25 MARZO – ORA DELLA TERRA WWF: “UN’ORA DI BUIO PER ACCENDERE IL NOSTRO FUTURO” – da Sezze e Terracina le prime adesioni dei comuni pontini

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E’ iniziato il conto alla rovescia per l’evento globale sul clima

E’ iniziato ufficialmente il conto alla rovescia per il più grande evento globale dedicato alla sfida contro i cambiamenti climatici –  Earth Hour / Ora della Terra del WWF – che quest’anno celebra i 10 anni dalla sua prima edizione del 2007 svoltasi a Sidney. L’invito è quello di spegnere simbolicamente per un’ora, dalle 20.30 di ciascun paese,  le luci in casa, in ufficio, al ristorante magari cenando a lume di candela: l’effetto di questa grande mobilitazione globale che unirà di nuovo centinaia di  milioni di persone, sarà una grande ola di buio che per 24 ore farà il giro della Terra. Nel 2016 ben 178 paesi parteciparono spegnendo le principali icone mondiali come l’Opera House di Sydney, il Cristo Redentore a Rio de Janeiro, la Torre Eiffel, il Ponte sul Bosforo.

Partecipare ad Earth Hour vuol dire anche informare e sensibilizzare sui cambiamenti climatici, sfruttando la forza dei social network. Dalla piattaforma sarà possibile donare il proprio profilo facebook e contribuire a diffondere i messaggi del WWF contro i cambiamenti climatici. Qui maggiori informazioni sull’iniziativa e su come partecipare.

Il cambiamento climatico ha tanti volti e impatti diversi in ogni angolo del pianeta, ma la realtà è uguale per tutti: il momento per cambiare il clima che cambia è oraha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia  –Earth Hour negli anni ha dimostrato che centinaia di milioni di persone in tutto il mondo comprendono quanto la sfida del clima sia centrale per il Pianeta, per il benessere umano e la sopravvivenza di specie animali e vegetali. Il 25 marzo questo grande movimento globale per il clima fatto di  singole  persone, comunità e organizzazioni,  farà sentire la propria voce per chiedere di accelerare gli impegni verso una rapida decarbonizzazione delle nostre economie, per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, secondo l’impegno assunto con l’Accordo di Parigi”. 

Il video/spot di lancio dell’evento prodotto dal WWF richiama proprio quel potenziale di ‘cambiamento’ che è nelle mani di ciascuno di noi : il brano che accompagna le immagini, “Heroes (we could be) “ in stile progressive house, è cantato dalla svedese Tove Lo ed è  realizzato dal dj e producer svedese Alesso come remake del celebre “Heroes” scritto nel ’77 da David Bowie e Brian Eno.  Nel video anche la storia in immagini dell’evento mondiale che negli anni, dal primo spegnimento a Sidney,  è cresciuto in tutto il mondo fino a coinvolgere 178 paesi.

CAOS CLIMATICO

Il 2016 si e’ chiuso come l’anno piu’ caldo da quando esistono le registrazioni scientifiche e dai rilievi e’ risultato che per il 2016 abbiamo un’anomalia rispetto al periodo preindustriale pari a + 1,3 °c. Per l’Artico, come riportato nell’Arctic Report Card della NOAA statunitense, l’incremento e’ stato di * 2°c. Inoltre la concentrazione di CO2nella composizione chimica dell’atmosfera ha raggiunto le 400 parti per milione (ppm) e in questi primi mesi del 2017 i rilievi dimostrano che questo dato e’ stato gia’ sorpassato, mentre in epoca pre industriale la concentrazione era di 280 ppm e i 400 ppm costituiscono un livello che gli scienziati ritengono non sia mai stato toccato negli ultimi 23 milioni di anni.  Il recente studio coordinato da Fabrizio Antonioli dell’ENEA sull’innalzamento del Mar Mediterraneo negli ultimi 1000 anni stima nei prossimi 100 anni un’accelerazione netta dell’innalzamento che, ad esempio, nel nord adriatico potrebbe giungere a valori compresi tra 90 e 140 centimetri.  Tra il 2016 e il 2017 si sono registrate molte anomalie e temperature record: in Australia, per esempio, si è appena conclusa un’estate “arrabbiata” caratterizzata da ondate di calore, incendi e alluvioni, con temperature record in alcune aree vicine ai 50°C.

LE VITTIME DEL CLIMA

Il caos climatico indotto dall’intervento umano  purtroppo già colpisce sia molte comunità umane, a cominciare da quelle più fragili e più povere e che abitano sulle isole o lungo le coste, sia molte specie animali come orsi, pinguini, numerose altre specie di mammiferi e uccelli e di anfibi, colpendo inoltre tantissime altre specie sia di animali invertebrati (dagli insetti ai molluschi) che di piante”.

Secondo le ultime analisi sono migliaia le specie del pianeta che risentono degli impatti negativi del cambiamento climatico. Guardando in particolare le sole specie inserite nella Lista Rossa di specie a rischio, un recente studio ha denunciato a rischio ‘climatico’ quasi la metà dei mammiferi e circa un quarto degli uccelli: in una  precedente analisi le percentuali erano molto più basse, rispettivamente il 7% e il 4%. Per questo l’edizione 2017 di Earth Hour – Ora della Terra in Italia sarà dedicata con particolare attenzione alle specie ‘simbolo’, a partire dall’orso polare destinato ad estinguersi molto rapidamente se non ci affretteremo ad azzerare le emissioni di CO2 e sostenere la specie con specifici interventi  di tutela, come quelli attivati dal WWF.

L’EVENTO IN ITALIA

Quest’anno in Italia tra i monumenti simbolo coinvolti, si spegneranno a Roma la basilica di San Pietro, il Colosseo  e il Museo MAXXI ‘firmato’ dall’archistar Zaha Hadid, scomparsa lo scorso anno. E proprio l’area esterna del primo Museo nazionale dedicato alle arti contemporanee diventerà per un giorno la piazza di “Aspettando Earth Hour” con laboratori per bambini, giochi ed eventi di intrattenimento in attesa del conto alla rovescia finale.

Tra le altre adesioni che stanno via via arrivando, quella sera luci spente anche a Firenze il Ponte Vecchio, Palazzo Vecchio e la Torre di Arnolfo, la Cupola del Duomo, la Statua del David (a Piazzale Michelangelo), la Basilica di Santa Croce, e l’Abbazia San Miniato al Monte; a Torino la Mole Antonelliana, il Duomo, la Basilica di Superga, Palazzo Civico, Chiesa della Gran Madre di Dio, la Chiesa di Santa Maria al Monte dei Cappuccini; e poi  l’Arena di Verona, la Scalinata del Pincio a Bologna, Piazza del Ferrarese a Bari, il Palazzo delle Aquile, Piazza Pretoria, la facciata del teatro Politeama a Palermo…in Molise ben 76 Comuni hanno già dato la loro adesione.

 Anche in Provincia di Latina si mobilitano le amministrazioni per partecipare all’evento: i primi Comuni ad aderire sono SEZZE e TERRACINA, che il 25 marzo spegneranno per un’ora la facciata della cattedrale di Santa Maria, il primo, e il tempio di Giove , il secondo. 

Earth Hour ha già ricevuto il Patrocinio della Camera e del Senato . Tra gli eventi previsti nelle città italiane, feste in piazza, incontri a tema e anche cene sostenibili e solidali a lume di candela, grazie alla rinnovata partnership con Altromercato, la maggiore organizzazione di Commercio Equo e Solidale in Italia, nell’ambito della campagna sociale “Insieme creiamo #unaltrovivere”

Partner sportivo di Earth Hour 2017 è la Virtus Roma basket, squadra che milita nel campionato di A2. La Virtus, tra le prime società sportive a dotarsi di un codice etico, ha sposato da anni una linea giovane e attenta alle esigenze del cambiamento e alla sensibilizzazione verso le campagne sociali. Società e giocatori hanno aderito con entusiasmo: questi ultimi saranno protagonisti di una simpatica clip (“La partita più importante”) che verrà lanciata nei prossimi giorni.

Anche quest’anno partecipano ad Earth Hour rappresentanti del settore privato, con diverse attività ed iniziative di sensibilizzazione.  Wind Tre promuove l’iniziativa sui propri canali di comunicazione web e social, coinvolgendo anche i propri  clienti nel sostegno all’iniziativa. Tra le Aziende Partner del WWF Italia aderiscono all’evento Auchan e Simply, Eurojersey, Gruppo Gianasso – I Provenzali, Mutti, Save the Duck, Sofidel, UniCredit e Unilever Italia, attraverso spegnimenti simbolici e attività di sensibilizzazione e promozione della mobilitazione WWF sui loro canali di comunicazione.

 

Roma, 10 marzo 2017

 

Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497  213  –  266  –  332

Cell. 340 9899147 – 329 8315725

 

Sabato 25 marzo torna l’Ora della Terra, una ola di buio girerà intorno al Pianeta

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Il 25 Marzo 2017 torna Earth Hour – l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale dei cittadini e delle comunità di tutto il Pianeta per la lotta al cambiamento climatico, promossa dal WWF Internazionale che quest’anno compie 11 anni.      VIDEO
Le luci si spegneranno per un’ora anche quest’anno: dalle ore 20.30 alle 21.30, attraverso tutti i fusi orari, dal Pacifico alle coste atlantiche. La partecipazione all’iniziativa si fonda sulla semplicità ma nello stesso tempo la significatività di un gesto: spegnere la luce di una casa, di un edificio, di un monumento, l’illuminazione di una strada o di una particolare area di una città per un’ora, partecipando ad un’iniziativa di forte valenza simbolica, un’occasione per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti in una sfida globale.

Gli eventi legati al cambiamento climatico diventano sempre più evidenti e preoccupanti, ma siamo in tempo per evitare che sconvolga gli ecosistemi, le specie e la vita di milioni di persone e delle future generazioni: bisogna azzerare le emissioni di gas serra e scegliere le tecnologie del futuro, quelle rinnovabili ed efficienti. In tal senso Earth Hour è un invito a unirsi per “moltiplicare le energie”.

Nel 2017, l’evento assume ancor maggiore significato dopo che, con la Conferenza ONU sul clima, COP 22, che si è tenuta a Marrakech il 19 novembre scorso, 196 paesi hanno deciso di dare gambe all’Accordo di Parigi, chiedendo ai Governi nazionali e locali, agli investitori e agli imprenditori privati di accelerare la transizione verso la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile. Occorre porsi obiettivi davvero ambiziosi per la drastica riduzione, da subito, delle emissioni di CO2: questa è la condizione venga vinta la sfida posta dall’Accordo di Parigi (già ratificato da 122 Paesi e in vigore in tempi record), rimanere entro 1,5%° C di aumento medio della temperatura globale rispetto all’era preindustriale.

Partecipando all’Ora della Terra, le Istituzioni possono cogliere l’occasione per dichiarare quali siano le azioni che hanno compiuto e intendono compiere nella propria realtà per affrontare la crisi climatica e quindi per: azzerare le emissioni di anidride carbonica; diminuire drasticamente l’uso di combustibili fossili; adottare nuove strategie basate su risparmio, efficienza ed energie rinnovabili, mobilità sostenibile.

Anche i singoli cittadini possono dare un contributo all’iniziativa spegnendo per un’ora tutti gli apparecchi energivori (tv, riscaldamento, illuminazione,…).

Glifosato, le associazioni scrivono al ministro Martina

europarlamento_eu_flags_ep__strasbourg_fotofrank_paul_wwf_canon_377345 Associazioni scrivono al Ministro Martina in vista del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura UE fissato per il 6 marzo.

Ecco la lettera

 

Parte lunedì prossimo la discussione sulla revisione della PAC – la Politica Agricola Comune dell’Unione Europea, per decidere se ben più di un terzo delle spese comunitarie deve andare a favore di un’agricoltura pulita in grado di produrre cibo sano, ambiente, lavoro nell’interesse di tutti i cittadini o a finanziare l’inquinamento, lo spopolamento delle campagne e l’impoverimento della qualità dei cibi. Dopo la recente decisione della regione Toscana di allinearsi alla Calabria, eliminando il glifosato dai disciplinari dell’agricoltura integrata finanziati con il PSR, e il successo che in tutta Europa sta raccogliendo l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) per raccogliere 1 milione di firme contro il glifosato – 45 Associazioni (riunite in Italia nella Coalizione #StopGlifosato), chiedono al Ministro Martina, in vista del Consiglio dei Ministri europei dell’agricoltura del 6 marzo, che l’Italia assuma una posizione chiara e si schieri nettamente a favore di una modifica dell’intera PAC.

La Politica Agricola Comune della UE, infatti, nonostante utilizzi circa il 38% del bilancio comunitario, pari a oltre 55 miliardi di Euro all’anno, ha clamorosamente fallito la ricerca di soluzioni efficaci ai problemi che affliggono il settore agricolo, l’agroecosistema e la società rurale. Le promesse di realizzare una politica equa e verde, con una necessaria semplificazione burocratica, fatte dall’ultima riforma non sono state mantenute. E’ ormai chiaro che l’attuale politica è inadeguata ad affrontare i problemi delle aziende agricole e non contribuirà a risolvere la crisi ambientale globale.

Per Maria Grazia Mammuccini, portavoce delle Associazioni, “E’ possibile agire subito con scelte concrete per una riforma radicale della PAC, perché i primi dati sull’attuazione del periodo di programmazione 2014 – 2020 confermano che questo strumento finanziario dell’Unione Europea è iniquo ed insostenibile”.

I dati presentati recentemente nell’ambito della Rete Rurale Nazionale dimostrano infatti che la PAC attuale, attraverso i Piani di Sviluppo Rurale, assegna a pratiche agricole che consentono l’uso della chimica di sintesi come l’agricoltura integrata e quella conservativa 2,4 miliardi di euro, contro gli 1,7 miliardi destinati all’agricoltura biologica e biodinamica, due pratiche agronomiche che non utilizzano sostanze chimiche di sintesi, ben il 30% in meno.

Il comune di Terracina recepisce (e non realizza) i documenti di Agenda 21 (2)

L’Agenda 21 propone, l’amministrazione accetta e talvolta ripone i documenti nel cassetto.

Da quando esiste in città questo organo di partecipazione democratica molti cittadini, variamente interessati, iscrittisi al Forum hanno elaborato documenti su tematiche contenute nel Piano di Azione Ambientale di Terracina approvato in Consiglio Comunale il 26/10/2007.

E’ la volta del verde urbano e periurbano sul quale l‘ente con saggia decisione ha deliberato ma ancora non se ne vedono le realizzazioni se si esclude l’episodio delle nuove piante di tamerici collocate sul lungomare.

In molte città si sta procedendo ad una loro rigenerazione con la natura e i politecnici producono studi sul tema come quello del Dipartimento di architettura e studi urbani di Milano che fornisce “Strumenti per la progettazione degli spazi pubblici tra mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici” che si può leggere qui  rigenerare_la_citta_con_la_natura

Era il 2014 quando la Giunta comunale con delibera n.217 del 17 settembre approvò una proposta del Forum di Agenda 21 con un “Atto di indirizzo per l’adozione del Piano e del Regolamento Comunale delle Aree Verdi Urbane e Peri-Urbane della città e del territorio, secondo il principio di sostenibilità e di gestione eco-sistemica, con avvio immediato dell’iter tecnico-amministrativo”. Ecco la delibera dgc-2014-0217-0

Sono evidenti l’importanza e la consistenza di tale delibera che avrebbe affrontato la questione del verde pubblico proprio nella logica della mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici con un “Piano di Azione per la Tutela, la Valorizzazione, la Fruizione e lo Sviluppo del Verde pubblico.”

L’iter tecnico amministrativo, però, non è stato ancora avviato.

E non dimentichiamo la vicenda degli orti urbani che si è bloccata addirittura dopo l’assegnazione dei minilotti ai cittadini!

A tutela della salute dei cittadini i Sindaci devono regolamentare l’uso dei pesticidi in agricoltura

Oggi è stata inviata a tutti i sindaci della provincia di Latina una lettera in cui Il WWF Litorale laziale e l’ISDE-Medici per l’Ambiente chiedono agli amministratori locali di affrontare la questione dei pesticidi in agricoltura.

Se ne potrebbe fare a meno come provano da tempo gli agricoltori che usano metodi biodinamici o biologici ma almeno va introdotto un regolamento a tutela dei cittadini e degli stessi operatori. E chi se non i sindaci possono intervenire in merito?

Come afferma l’oncologa pediatra Patrizia Gentilini  “Alla base di questi fitofarmaci in generale si trovano sostanze tossiche, persistenti, bioaccumulabili,  estremamente nocive. Gli effetti esercitati sugli organismi superiori e quindi anche sull’uomo da queste sostanze sono presenti anche a dosi infinitesimali (per l’atrazina sono descritti effetti a dosi 30.000 volte inferiori ai limiti di legge). Tali effetti si manifestano spesso tardivamente (anche dopo decenni) e variano anche a seconda del momento in cui avviene l’esposizione: gravidanza, allattamento, vita fetale, infanzia e pubertà sono momenti cruciali in cui il contatto con tali agenti può comportare effetti particolarmente gravi. La relazione fra pesticidi/fitofarmaci e tumori umani, in particolare linfomi, mielomi e leucemie, ma anche diversi tumori solidi, è stata ormai dimostrata in modo inequivocabile per gli agricoltori o per i lavoratori esposti. L’Italia detiene, in Europa, il triste primato della più alta incidenza di cancro nell’infanzia (in media 30 casi in più ogni anno per milione di bambini) e si registra nel nostro Paese un incremento annuo quasi doppio rispetto alla media europea: 2% annuo contro 1,1%. Per linfomi e leucemie nell’infanzia l’incremento annuo in Italia è rispettivamente del 4,6% e dell’1,6% contro un incremento in Europa rispettivamente dello 0,9 e dello 0,6%.                                                                                                                           Di fronte a queste considerazioni appare sempre più urgente l’unica strada che fino ad ora non è stata percorsa nella guerra contro il cancro, ovvero la strada della Prevenzione Primaria, cioè una drastica riduzione della esposizione a tutti quegli agenti chimici e fisici già ampiamente noti per la loro tossicità e cancerogenicità.”

La conferma che i pesticidi si trovano in giro fuori del loro ambito di utilizzo viene dal Rapporto nazionale Pesticidi nelle acque 2016 con dati 2013/14 dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca (ISPRA), convalidando purtroppo quanto affermato in precedenza dalla rivista Science che indica il nostro Paese come il maggior consumatore di pesticidi per unità di superficie coltivata dell’Europa occidentale, con un consumo pari a 5,6 chili per ettaro ogni anno. Un valore doppio rispetto a quelli della Francia e della Germania.

La presenza dei pesticidi nelle acque è in continua crescita, rispetto alla precedente rilevazione si ha un +20% in quelle superficiali e un +10% in quelle sotterranee. Le acque superficiali contengono pesticidi nel 63,9% dei 1.284 punti di monitoraggio (nel 2012 era 56,9%); quelle sotterranee nel 31,7% dei 2.463 punti (31% nel 2012). Cresce anche la varietà delle sostanze riscontrate:   224 tipologie di pesticidi a fronte dei 175 del 2012, dei 166 del 2010 e di 118 del biennio 2007-2008. E le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono il glifosato, il metolaclor, il triciclazolo, l’oxadiazon, la terbutilazina.

Inquietante la presenza del glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo, che proprio in questi giorni è oggetto di una raccolta di firme a livello europeo per bandirne l’uso.

        Nella nostra regione i dati a disposizione, per quanto limitati, d’altra parte, evidenziano la presenza di una contaminazione importante. Nelle acque superficiali ci sono residui nell’80,0% dei punti e nel 40,4% dei campioni. Sono state rinvenute 12 sostanze; le più frequenti sono terbutilazina, metolaclor e metamitron.

Nelle acque sotterranee è stata riscontrata la presenza di residui nel 38,1% dei punti e nel 11,1% dei campioni. Sono state rinvenute 12 sostanze le più frequenti sono: metamitron, oxadixil, terbutilazina e benfuracarb.

Il livello di contaminazione è superiore ai limiti di qualità ambientale in 2 punti delle acque superficiali (40,0% del totale) e in 1 punto delle acque sotterranee (4,8% del totale).

Tra i pochi punti della rete laziale di monitoraggio ce ne sono due che ricadono nel comune di Sabaudia e uno ciascuno nei comuni di Pontinia e di Terracina. In due di questi quattro punti il livello di contaminazione è alto.

La situazione non è delle più leggere e le Associazioni  scriventi, WWF Litorale laziale e ISDE-Medici per l’Ambiente, invitano i sindaci ad adottare misure incentivanti nei confronti degli operatori per una trasformazione della produzione agricola senza uso della chimica a tutela della salute pubblica.

Per questo le due Associazioni chiedono di dare prima possibile una regolamentazione dell’uso dei pesticidi in agricoltura come hanno iniziato a fare altre città italiane e di impegnarsi per la costruzione di un distretto rurale dove le produzioni agricole sarebbero condotte con metodi naturali così come viene fatto in altre parti del territorio nazionale.  Ne trarrebbero vantaggi in termini di salute tutti, in termini economici gli operatori che si inserirebbero in un mercato in espansione.

A maggio a Terracina terremo un convegno importante per dare un contributo di conoscenza sulla diffusione di tali prodotti, sui possibili rischi derivanti dal loro utilizzo e sulle potenzialità della domanda di frutti della terra coltivati con metodi alternativi.

Finalmente emanato il Regolamento sul compostaggio di comunità

Sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.45, del 23 febbraio 2017 è stato pubblicato il Decreto n.266 del 29 dicembre 2016 emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Il Decreto contiene il Regolamento recante i criteri operativi e le procedure autorizzative semplificate per il compostaggio di comunita’ di rifiuti organici.

Per compostaggio di comunita’ si intende “il compostaggio effettuato collettivamente da più utenze domestiche e non domestiche della frazione  organica dei rifiuti urbani prodotti dalle medesime, al fine dell’utilizzo del  compost prodotto da parte delle utenze conferenti.”

Nei primi due commi dell’art.1 che stabilisce le finalita’, l’ambito di applicazione e le esclusioni si legge

  1. Il  presente decreto stabilisce i criteri operativi e le procedure autorizzative semplificate per l’attivita’ di compostaggio i comunita’ di quantita’ non superiori a 130  tonnellate  annue,  di cui  all’articolo  183,  comma  1,  lettera   qq-bis,   del   decreto legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  nel  rispetto  della  tutela dell’ambiente e della salute umana.
  1. Salvo quanto disposto dall’articolo 10, il presente decreto  si applica alle attivita’ di compostaggio di comunita’ intraprese da un organismo collettivo al fine dell’utilizzo del  compost  prodotto  da parte delle utenze conferenti.

L’obiettivo è quello di ridurre il conferimento in discarica di rifiuti organici e di avviare la società del riciclaggio come vuole la Comunità europea.

Il Regolamento viene a concretizzare l’art.180 (Prevenzione della produzione di rifiuti), comma 1-octies, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,  (Norme in materia ambientale), pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  del 14 aprile 2006, n. 88 – S.O. n. 96.

Il Regolamento che entrerà in vigore il 10 marzo 2017 è scaricabile qui.

Ovviamente, il Comune ai cittadini che attiveranno il compostaggio di comunità dovrà poi ridurre l’entità della tariffa sui rifiuti urbani come afferma il comma 19-bis dell’articolo 208 del citato decreto legislativo n. 152 del 2006.

“Alle utenze non domestiche che effettuano il compostaggio aerobico individuale per residui costituiti da sostanze naturali non pericolose prodotti nell’ambito delle attivita’ agricole e vivaistiche e alle utenze domestiche che effettuano compostaggio aerobico individuale per i propri rifiuti organici da cucina, sfalci e potature da giardino e’ applicata una riduzione della tariffa  dovuta per la gestione dei rifiuti urbani.”