Dopo il team building operativo il concorso fotografico, la Janssen ritorna alla Rimembranza di Terracina

Il 26 giugno dell’anno scorso la Janssen di Latina al completo venne alla Rimembranza per una giornata di lavoro volontario.

Il team building seguendo le indicazioni dei volontari del parco costruì tavoli di legno, sistemò un tratto del sentiero alto e tinteggiò tutte le panchine e parte della staccionata fino all’esaurimento della vernice.

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Una foto ricorda la conclusione della giornata molto apprezzata dai volontari del WWF locale.

 

 

 

Quest’anno la Janssen ha scelto di nuovo la Rimembranza per una uscita di gruppo aziendale con l’obiettivo  di utilizzare il parco come luogo eccellente per un caccia fotografica.

Il gruppo costituito da venti persone sarà a Terracina per l’intera mattinata di venerdì 27 maggio.

Festival dei Cammini – Festival europeo Via Francigena 2016

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Martedì 31 maggio alle ore 10.30 a Roma sarà presentato il Festival dei Cammini-Festival della Via Francigena.

 

 

 

L’iniziativa promossa dall’associazione Promozione Civita si terrà a Roma in Piazza Venezia n.11 nella Sala Gianfranco Imperatori.

Alla presentazione interverrà anche Alberto Alberti in rappresentanza del Gruppo dei Dodici che da un decennio dopo aver individuato un percorso lungo l’Appia accompagna camminatori sulla via Francigena del sud.

Informazioni sul Gruppo dei Dodici:

Segreteria Associazione Gruppo dei Dodici
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Tel. +39 349-1648614 – +39 331-8032067

Erosione, vogliamo parlarne?

 

images (1)L’erosione in atto sulle coste italiane è causata da fenomeni planetari ai quali si aggiungono interventi locali come l’estrazione di sabbia dai fiumi, la costruzione di moli foranei, la cementificazione della costa fino alle spiaggia,….

 

 

 

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La lotta all’erosione diventa una battaglia di Sisifo se si interviene a posteriori, occorre prevenirla evitando di mettere le mani con interventi che la favoriscono su territori già in un equilibrio precario.

 

 

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Oggi pomeriggio a Sabaudia alle ore 17.30 nella sala A.Mazzoni della Biblioteca Comunale di Sabaudia si terrà  una conferenza organizzata dal Comitato Spontaneo sulla Tutela Ambientale con un focus particolare sull’erosione provocata dall’ampliamento del porto di Anzio.

 

La conferenza avrà un relatore per ogni zona Pontina, coinvolgendo quindi tematiche locali collegate alle città di Latina, Sabaudia,San Felice Circeo e Terracina. Nell’occasione si allargherà la discussione anche ad altre questioni come rifiuti, pesticidi, amianto etc, scoperti negli ultimi giorni dai volontari dell’ Ass.ne “ATTIVA”.

Il WWF e quattro candidati a sindaco di Terracina, un incontro positivo

Giovedì 19 maggio si è tenuto l’incontro richiesto dal Gruppo LP del WWF Litorale laziale a tutti i candidati a sindaco del comune di Terracina per conoscere le loro posizioni sulle questioni ambientali di maggior rilevanza. Hanno accettato l’invito e per questo sono stati ringraziati Alessandro Di Tommaso, Fabrizio Ferraiuolo, Agostino Pernarella e Nicola Procaccini.

 

L’incontro inizialmente previsto nel parco della Rimembranza è stato spostato  per le condizioni meteo non favorevoli nella sala parrocchiale della Cattedrale.

 

 

 

Dopo l’introduzione di Franca Maragoni, presidente della O.A. WWF Litorale laziale, Patrizia Parisella, coordinatrice del Gruppo Litorale pontino, ha moderato gli interventi dei quattro candidati.

Fissato un tempo massimo entro cui articolare le risposte gli argomenti sottoposti alla discussione sono stati

1) Rifiuti, 2) Mobilità, 3)Parco della Rimembranza e Convento di S.Francesco, 4) Territorio, 5) Ciclo delle acque e mare, 6) Antenne, 7) Amianto.

Alla fine degli interventi sui diversi temi le due rappresentanti del WWF hanno illustrato di volta in volta la posizione dell’associazione, concordando o contrastando quelle espresse dai quattro candidati.

 

 

 

In estrema sintesi queste sono le posizioni emerse sui diversi temi

 

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Revocata l’autorizzazione dell’antenna in via Jurmala a Terracina!

Un gesto di saggezza anche se sostenuto soltanto da considerazioni economiche.

Oggi il commissario straordinario Erminia Ocello con i poteri della Giunta ha revocato la precedente autorizzazione con la quale un gestore di telefonia mobile avrebbe potuto installare una nuova antenna in Via Jurmala.

Ora occorre andare all’aggiornamento del Piano di Riassetto Analitico delle Emissioni Elettromagnetiche (P.R.A.E.E.T.) prima ancora di quantificare il costo che un’azienda dovrà sostenere per poter installare sul territorio comunale altre antenne.

La salute prima di tutto.

Ecco la delibera di revoca    914165_20160518_015206_stampa

Il WWF esprime solidarietà al presidente Antoci del Parco dei Nebrodi

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COMUNICATO STAMPA DEL WWF ITALIA

 

 

PARCO NEBRODI: WWF, SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE ANTOCI

NATURA E CHI LA PRESERVA SONO NEL MIRINO DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

“Al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci va tutta la solidarietà e la vicinanza del WWF”. Lo dichiara la presidente del WWF Donatella Bianchi che aggiunge: “Quello di questa notte non è solo un vile attentato ma un attacco a chi ogni giorno attraverso l’arma della legalità difende la natura sempre più oggetto di appetiti criminali e mafiosi”.

“Questo attacco dimostra come proprio la natura e chi la preserva siano diventati uno degli obiettivi principali della criminalità organizzata: quello di questa notte è l’ennesimo atto di guerra che le istituzioni, a cominciare dal governo le associazioni e i cittadini devono respingere con forza – conclude la Bianchi -. I parchi nazionali e le aree protette che anche il WWF gestisce (e dove, anche di recente, ci sono stati gesti intimidatori) in molti casi sono l’ultimo presidio di legalità e sui quali bisogna ricominciare ad investire perché tagli e riduzioni di bilanci ne hanno messo a rischio la stessa sopravvivenza”.

Roma, 18 maggio 2016

Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 213/266/332

340 9899147 – 329 8315725

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Sulle tracce del pet-coke dal porto di Gaeta al deposito di Sessa Aurunca

Il petroleum coke o come comunemente viene definito pet-coke, è un carbone artificiale ottenuto nell’industria petrolifera dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi e contiene percentuali di zolfo notevolmente superiori a quelle prescritte per i combustibili utilizzati in raffineria.

Il pet-coke contiene una miscela di sostanze estremamente pericolose, come idrocarburi policiclici aromatici (IPA ), metalli pesanti (vanadio, nichelio), alto contenuto di zolfo (anche oltre il 7%) e cloro. Le sostanze contenute nel pet-coke, oltre ad una tossicità intrinseca, sono indicate anche come cancerogene e/o mutagene.

La prima proprietà provoca tumori di vario genere, la seconda, modificazioni genetiche, da cui le malformazioni nei nascituri.

Dall’agosto 1991 questo materiale, che non potrebbe essere assimilato ai rifiuti speciali come invece afferma l’Europa, viene scaricato dalle navi che lo trasportano nel porto commerciale di Gaeta e trasferito, attraversando due città, Gaeta e Formia, e seguendo la via Appia nel deposito di Sessa Aurunca in provincia di Caserta dove viene stoccato in un deposito della Interport s.a.s. semplicemente accumulato in “montagne”.

In particolare, nel territorio a cavallo tra le provincie di Latina e Caserta, la pericolosità di questo materiale inizia ancora prima che venga utilizzato come combustibile; le operazioni di scarico delle navi e carico dei mezzi di trasporto avvengono in qualsiasi condizione climatica e con modalità non rigorosamente protette, così parte del materiale viene disperso in mare e nell’aria; occorre ricordare che il porto si trova a ridosso della città e quindi tutto ciò che viene emesso in aria arriva molto spesso direttamente nelle case dei cittadini. Tra le sostanze presenti nel pet-coke c’è ad esempio il vanadio di cui il pentossido risulta il più pericoloso, soggetto al fenomeno del bioaccumulo e che può essere assorbito da granchi e mitili, e a Gaeta c’è un grosso allevamento di mitili. Inoltre le polveri che si disperdono con il vento vengono respirate esercitando, insieme a tutte le altre sostanze citate, il loro potere patogeno sul sistema respiratorio. Gli IPA, sostanze liposolubili sono anch’esse bioaccumulabili; insieme alla elevata tossicità, vantano anche una considerevole persistenza e stabilità termica. Ciò ne rende difficoltosa la completa combustione. I nitroderivati degli IPA sono particolarmente cancerogeni, si legano al DNA danneggiandolo; questo danno provoca delle mutazioni e, con le mutazioni, una maggiore probabilità di cancerogenesi. La presenza di cloro nel pet-coke, seppur bassa, la copresenza di aromatici policondensati (IPA) e metalli come ferro e rame che fungono da catalizzatori, sopra i 400 °C, sono condizioni favorevoli alla formazioni di diossine sostanze particolarmente pericolose.

 

Purtroppo anche il trasporto e il deposito avvengono senza il rispetto delle norme e in condizioni di mancata sicurezza per cui queste sostanze vengono disperse in atmosfera e lungo la strada andandosi poi a depositare nei corsi d’acqua che costeggiano la strada inquinandoli in maniera pesante e nei campi vicina ad essa.

 

 

L’inquinamento peggiore tuttavia avviene per dispersione dal deposito di Sessa Aurunca strutturato in modo assolutamente non idoneo e che permette al pet-coke di essere dilavato dalle acque meteoriche e dal vento; questo finisce così nei corsi d’acqua che costeggiano i campi e nel Garigliano fino al mare. Buona parte delle polveri si depositano sui terreni circostanti rendendo impossibile la coltivazione dei campi.

 

Già anni fa la nostra associazione, venuta a conoscenza della situazione, che in tanti anni è purtroppo rimasta immutata, intervenne con un esposto alla Procura della Repubblica; questo esposto è caduto nel vuoto insieme a tutti quelli inviati da altre associazioni ambientaliste e comitati di cittadini.

Il WWF Litorale laziale intende portare alla luce questa situazione e chiedere alle Istituzioni competenti di provvedere alla tutela ambientale come premessa indispensabile alla tutela della salute dei cittadini.

Il Gruppo Litorale pontino del WWF Litorale laziale incontra i candidati a sindaco della città di Terracina

Il WWF Litorale laziale-Gruppo Litorale pontino ha invitato ad un incontro pubblico i candidati alla carica di Sindaco alle prossime elezioni  comunali.

Come nella scorsa campagna elettorale, anche questa volta il WWF desidera incontrare i candidati alla carica di Sindaco. L’incontro sarà utile ai candidati stessi e all’associazione per riflettere sui tanti temi legati all’ambiente che possono essere elementi di promozione turistica, culturale ed economica, ma che possono anche intervenire pesantemente sui vari aspetti della vita cittadina influenzandone negativamente la qualità.

Per anni, precisamente 30, la nostra associazione ha vissuto i problemi ambientali della città facendosene carico per una soluzione che fosse sostenibile per i cittadini e per la natura.

Ha sempre collaborato con le amministrazioni che si sono succedute in questo lasso di tempo mantenendo la propria autonomia nel rispetto della mission associativa: COSTRUIRE UN MONDO IN CUI L’UOMO POSSA VIVERE IN ARMONIA CON LA NATURA.

foto_3Per questo motivo saremo lieti di ospitare presso il Parco della Rimembranza giovedì 19 maggio 2016 alle ore 18.00 i candidati a sindaco di Terracina per discutere intorno alla natura ed ai temi ambientali della nostra Città. Già sono arrivate numerose adesioni.

Nel caso di tempo inclemente l’incontro si terrà in luogo chiuso.

Ieri la Camera dei deputati ha approvato una legge ancora troppo debole per contrastare il consumo di suolo!

 

Le Associazioni FAI, Legambiente, Slow Food, Touring Club Italiano e WWF  : “Ora ci aspettiamo che il Senato renda il testo più incisivo, eliminando le troppe deroghe”

 

 

“Il contenimento del consumo del suolo è una priorità nazionale che necessita di norme chiare e strumenti efficaci e il testo approvato oggi alla Camera in prima lettura deve essere modificato al Senato in modo da consolidare quello che deve costituire un passo in avanti per chiudere definitivamente nel nostro Paese l’epoca dei piani urbanistici sovradimensionati, degli abusi edilizi e dei successivi condoni (sono stati 3 negli ultimi 40 anni, 1985, 1995  e 2003)e della sub-urbanizzazione che fa scempio del territorio”. Per questo FAI, Legambiente, slow Food e Touring Club italiano e WWF chiedono al  Senato di non perdere altro tempo e aprire subito il confronto su un testo che contiene anche norme innovative, ma ancora molti punti contraddittori e pericolosi.
Le associazioni chiedono a Governo e Parlamento un’assunzione di responsabilità nel portare a termine l’iter parlamentare della legge, migliorandone le parti più contraddittorie, macchinose e incoerenti. L’ISPRA (l’istituto dipendente funzionalmente dal Ministero dell’Ambiente a cui il legislatore nel Ddl, affida giustamente il monitoraggio della situazione), il quale attesta nel suo Rapporto 2015 come in termini assoluti il consumo di suolo in Italia abbia già intaccato ormai circa 21.000 chilometri quadrati del nostro territorio, con un valore di suolo consumato pro-capite che passa dai 167 metri quadrati del 1950 per ogni italiano, a quasi 350 metri quadrati nel 2013.

Tra gli aspetti positivi e innovativi del disegno di legge approvato oggi le associazioni ricordano: il divieto di utilizzo degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente e di mutamento di destinazione d’uso per le superfici agricole che hanno beneficiato di aiuti dall’unione europea; l’introduzione di un censimento degli edifici e delle aree dismesse, non utilizzate o abbandonate, come precondizione per approvare qualsiasi nuovo consumo di suolo;  la definizione di obiettivi di contenimento del suolo e di rigenerazione urbana, fino ad oggi ancora non presenti nel nostro ordinamento. Un Ddl che, ricordano le associazioni, ha come finalità principale quella di contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile che esplica funzioni e produce servizi eco sistemici, in funzione della prevenzione e mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico e delle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici (art. 1, c. 1 del ddl).

Tra gli aspetti critici, secondo le associazioni, il disegno di legge approvato oggi garantisce troppi spazi a deroghe che rischiano di rendere meno incisiva la tutela della risorsa del suolo: si considerino ad esempio i commi aggiuntivi introdotti all’articolo 1 in cui vengono descritte le finalità della legge (comma 3) o tutte le eccezioni ormai datate (vista la riforma del Codice Appalti) riservate alle opere strategiche; restano ancora critiche le definizioni di “consumo di suolo”, “superficie agricola naturale e seminaturale” e di “area urbanizzata”, mentre ancora poco chiari sono i principi e i criteri su cui improntare la delega sulla “rigenerazione delle aree urbanizzate degradate” (art. 5 del ddl) e la norma sui “compendi agricoli neorurali” (art. 6 del ddl); infine, molto preoccupante è la norma transitoria di applicazione della legge, in cui addirittura vengono fatti salvi i piani urbanistici attuativi per i quali i soggetti interessati abbiano anche solo presentato istanza prima dell’entrata in vigore della legge (art. 11 del ddl).
Dotare il Paese di una norma innovativa ed efficace sul consumo di suolo è indispensabile – ribadiscono le associazioni –  che si ripromettono, dopo l’approvazione alla Camera, di incalzare i senatori perché questo accada.

 

(dal sito del WWF Italia)

Antenne, avanti un’altra!

A Terracina si continua ad autorizzare l’installazione di antenne in assenza di un piano aggiornato delle emissioni facendo correre rischi ai cittadini inconsapevoli.

Dopo l’autorizzazione dell’antenna  all’incrocio tra Viale Europa e Piazzale Donatori di sangue che ha giustamente allarmato i residenti fattisi promotori  di una raccolta di firme che non ha prodotto finora alcuna reazione, eccone un’altra da inserire in una zona adiacente, nei pressi di via Jurmala in sostituzione di un’altra preesistente.

Si trovano a distanza di qualche centinaia di metri l’una dall’altra e a chi passa o vive nella zona tocca una dose doppia di radiazioni elettromagnetiche.

Pur trascurando l’osservazione che il Piano delle emissioni (P.R.A.E.E.T.) non è mai stato aggiornato dal 2009 né per la misura del flusso radiativo locale né per gli aspetti tecnologici, come si possono autorizzare installazioni di due antenne in una stessa area? E, pare, addirittura ignorando la destinazione a verde pubblico prevista dal Piano Regolatore? Un’area destinata a verde pubblico viene frequentata assiduamente  da bambini che vi amano giocare, da mamme con piccoli e da anziani pensionati.

Non siamo contrari  alla diffusione delle tecnologie destinate alla comunicazione quando queste siano al servizio dei cittadini senza creare loro disagi di qualsiasi natura, per questo chiediamo il blocco di tutte le autorizzazioni in attesa dell’aggiornamento scientificamente realizzato del P.R.A.E.E.T.

I danni che le radiazioni possono produrre non sono dovuti soltanto ai loro effetti termici ma soprattutto agli effetti biologici; esistono ormai numerosi studi scientifici sull’interazione delle onde elettromagnetiche con la materia vivente. Sono considerazioni tratte da documenti prodotti da medici, fisici, ricercatori e avvalorate dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.

E’ l’impegno che viene chiesto alla prossima amministrazione comunale; intanto, la nostra associazione chiederà l’accesso agli atti di tutte le ultime autorizzazioni.

Secondo l’ISDE-Medici per l’ambiente  l’elettrosmog è sicuramente uno dei principali problemi del nostro tempo e del mondo moderno in cui viviamo, fatto di wi-fi liberi e illimitati. Proprio per questo è facile accusare dei malesseri dovuti all’inquinamento da elettrosmog.

L’Istituto Superiore di Sanità nella pagina Salute e campi elettromagnetici del sito pur non accettando una causalità stretta tra radiazioni e effetti sanitari suggerisce l’adozione di un principio di precauzione.