Dopo una lunga attesa finalmente il prefabbricato-monstre di via Cambellotti è venuto giù.
C’è voluta tutta l’insistenza di mamme e insegnanti della Scuola dell’infanzia e delle Elementari perchè l’abbattimento avvenisse in un periodo non scolastico.
Lo sgombero delle macerie, però, sta avvenendo nelle ultime ore prima dell’apertura dell’anno scolastico.
Sarà tutto pulito per giovedi 13 settembre quando una folla di bambini e genitori girerà nei dintorni?
Occasione sprecata, ma lo sviluppo sostenibile ha già messo radici e crescerà nonostante la debolezza dei leader politici a Rio.
Il direttore generale del WWF Jim Leape, ha dichiarato:
“Rio+20 era una Conferenza sulla vita; sulle future generazioni; sulle foreste, gli oceani, i fiumi e i laghi da cui tutti noi dipendiamo per avere cibo, acqua ed energia. Era una Conferenza per affrontare la pressante sfida di costruire un futuro che ci possa sostenere.
“Sfortunatamente, i leader del pianeta riuniti qui hanno perso di vista questa urgente motivazione. Ma l’urgenza di agire non è cambiata. E la buona notizia è che lo sviluppo sostenibile è una pianta che ha messo radici; crescerà nonostante la debole leadership politica qui a Rio.”
“Abbiamo visto dei leader farsi avanti a Rio, semplicemente non è stato nell’ambito dei negoziati: un’emozionante leadership cresce nelle comunità, nelle città, nei governi e nelle imprese che stanno gettando le fondamenta per proteggere l’ambiente, alleviare la povertà e portare il pianeta verso un futuro più sostenibile.”
“Abbiamo bisogno di azione ovunque: da individui, villaggi, città, Paesi, piccole e grandi imprese e movimenti e organizzazioni della società civile. Dobbiamo tutti prenderci la responsabilità che i leader del pianeta hanno fallito a Rio. Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi e sperare che siano utili ad aprire lo spazio politico per portare a termine un processo multilaterale come Rio+20.”
Sull’Europa, Mariagrazia Midulla, responsabile policy Clima ed Energia WWF Italia,che ha seguito i negoziati a Rio, ha aggiunto:
“L’Europa si é presentata a Rio con proposte relativamente ambiziose, pure ben poche di queste proposte sono sopravissute nel testo finale. E’chiaro che il ruolo della UE é cambiato nel contesto globale, e che oggi le economie emergenti hanno assunto un ruolo politico nuovo e primario. Per questo, l’autorevolezza politica europea non puó che risiedere nella forza dell’esempio. Come WWF, dunque, sfidiamo la UE: dopo Rio, non solo bisogna comunque cercare di costruire sui pochi risultati ottenuti, ma soprattutto bisogna applicare le proprie posizioni a livello europeo, nel concreto. La green economy e’ anche la ricetta per far fronte alla crisi economica: sarebbe suicida continuare con una logica emergenziale senza avere una prospettiva. Per far questo, occorre non cedere alla tentazione di rattoppare l’esistente, se é in contraddizione con la propria visione. Questo vale a livello europeo, per esempio nelle discussione sul budget e sulla politica di coesione che determineranno i prossimi investimenti della comunitá, ed é valido a livello nazionale, in Italia: desta quindi davvero scandalo la notizia dell’autorizzazione concessa dal Governo alla centrale a carbone di Saline Joniche, inutile ed estremamente dannosa per il clima, per la salute e per le stesse prospettive economiche della Calabria, che ha enormi potenzialita’ nell’economia verde. Davvero non un bell’esempio per il Paese, per l’ Europa e per il mondo intero”.
In questo momento di crisi globale, eliminare tutti i sussidi che impattano negativamente sull’ambiente è vitale, a cominciare da quelli che promuovono l’uso di combustibili fossili e quelli all’agricoltura e alla pesca non sostenibili. Questo processo deve prevedere fasi di avanzamento e di rendicontazione annuali, e la completa eliminazione di questi sussidi dannosi entro il 2020. E’ necessario assumere misure adeguate per compensare gli impatti sociali negativi.
Necessità di una nuova governance ambientale:
Per aiutare la promozione dello sviluppo sostenibile e l’ottenimento di un adeguato ambito di riferimento per la sua governance, è fondamentale coordinare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio indicati nel 2000 con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che dovrebbero essere indicati a Rio, in un quadro di sviluppo delle nostre società dopo il 2015 (data di scadenza di molti degli indicatori degli Obiettivi del Millennio). Un autorevole Consiglio per lo Sviluppo Sostenibile, in sede ONU, potrebbe garantire che gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile siano promossi e i risultati raggiunti siano monitorati e valutati.
CORNICI ISTITUZIONALI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
– Integrazione dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile: il WWF supporta la creazione di un Consiglio per lo Sviluppo Sostenibile per coordinare, consolidare, far progredire e assicurare l’integrazione, attraverso più settori, dello sviluppo sostenibile ai più alti livelli del decision-making.
– Rafforzare la governance ambientale promuovendo l’UNEP a agenzia specializzata, con il mandato di supportare e garantire il rispetto di tutti gli accordi ambientali multilaterali.
– Integrare meglio i criteri di sviluppo sostenibile nelle istituzioni finanziarie internazionali esistenti, per promuovere investimenti davvero sostenibili
Per seguire Rio+20
Questa è la sfida del WWF lanciata nell’anno di Rio+20, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile in programma a Rio de Janeiro a vent’anni dall’analoga Conferenza del 1992 che ha lanciato per la prima volta a livello mondiale il concetto di sviluppo sostenibile.
La Conferenza di Rio+20 sullo Sviluppo sostenibile presenta ai leader del pianeta un’opportunità straordinaria per arrivare a una nuova visione, condivisa a livello internazionale, che accolga l’equità sociale e la sostenibilità economica e ambientale nel nostro modello di sviluppo. Il WWF esorta le parti a cogliere questa occasione attraverso i seguenti principi fondamentali.
LA GREEN ECONOMY NEL CONTESTO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE E DELLA LOTTA ALLA POVERTÀ
Gestire in maniera sostenibile il capitale naturale: Assicurarsi che le strategie di sviluppo nazionale prendano pienamente in considerazione lo stato degli asset e degli ecosistemi naturali e il loro ruolo nel sostenere il benessere e l’economia umana; investire attivamente nella loro conservazione e rafforzamento per evitare una crisi globale devastante e irreversibile.
Andare oltre il PIL: Sviluppare nuovi standard e indicatori per misurare la performance ambientale oltre il PIL e utilizzarli, insieme agli indici di sviluppo umano, per fornire una lettura più accurata dello stato delle nostre economie e per stimolare la conservazione dell’ambiente naturale e uno sviluppo più equo.
Considerazione dei costi ambientali: Definire regole secondo cui tutti i costi ambientali della produzione e del consumo sono integrati in nuovi modelli, per affrontare le cause e non solo i sintomi della perdita ambientale.
Schemi di certificazione trasparenti: Espandere, supportare e standardizzare gli schemi di certificazione, basati sulla migliore conoscenza scientifica disponibile e che coinvolgano più stakeholder, per andare verso consumi e produzioni sostenibili.
Stabilire un veicolo di investimento per facilitare la transizione e l’implementazione di economie verdi attraverso il finanziamento di tecnologie innovative, la cooperazione tecnologica, e programmi di aggiornamento in particolare attraverso una finanza innovativa.
Viviamo in un mondo di eccessi, ma potremmo vivere in un mondo di sufficienza – un mondo in cui c’è abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti.
Oltre a seguire il percorso dei negoziati, per scandire le tappe di avvicinamento alla Conferenza di Rio+20 coinvolgendo anche il grande pubblico, il WWF ha organizzato sotto il claim “Food, Water and Energy for all. For ever” (Cibo, acqua e energia per tutti. Per sempre) una serie di iniziative speciali, appuntamenti con ospiti internazionali, eventi di piazza, diffusione di nuovi report e documenti che mostrano come il futuro sostenibile sia una realtà possibile e come il mondo abbia già a disposizione tutti gli strumenti necessari per realizzarlo.
Viviamo in un mondo di eccessi, ma potremmo vivere in un mondo di sufficienza, in cui ci sono abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti, basato su una nuova economia, su una nuova governance per la sostenibilità e su nuovi indicatori di benessere e progresso “oltre il PIL”.
Nell’anno di Rio+20, a vent’anni dalla Conferenza delle Nazioni Unite che ha lanciato per la prima volta a livello globale il concetto di sviluppo sostenibile, il WWF sarà all’opera per diffondere la necessità urgente di una nuova e concreta economia verde, creando attorno ad essa un favorevole atteggiamento culturale, scientifico, istituzionale, dei media, dell’opinione pubblica.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, di cui fa parte anche il WWF, ha lanciato per sabato 2 giugno a Roma una Manifestazione Nazionale “La Repubblica siamo noi” in difesa dei referendum per la riappropriazione dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia.
Partendo dalla riaffermazione della necessità di rispettare i risultati referendari il tema della manifestazione si è allargato anche a tutta una serie di altre vertenze, molte delle quali ambientali.
La scelta del 2 giugno ovviamente non è causale: si è voluto dare il segnale che il popolo dell’acqua è intenzionato a difendere il risultato referendario proprio nel giorno in cui si celebra la Repubblica e ad un anno dal referendum del 12 e 13 giugno.
Il corteo partirà alle ore 15 da Piazza della Repubblica e si concluderà a Piazza San Giovanni.
Come WWF saremo al corteo: per assicurare una ns. partecipazione visibile, chi è intenzionato a partecipare è pregato di inviare una email a: lazio@wwf.it