Terracina tiene alta la media degli abusi edilizi in Italia

Allarme Fai e Wwf «Dal ’48 in Italia oltre duecento abusi al giorno»

I tre condoni edilizi in Italia sono arrivati uno ogni 9 anni: 1983, 1994, 2003, e proprio dopo altri 9 anni, in questi giorni stava per essere emanato il quarto condono.

I condoni hanno interessato i piccoli abusi edilizi, le sopraelevazioni, la realizzazione di intere lottizzazioni ed edifici residenziali o produttivi.

Questa è la sintesi dell’Italia abusiva come appare nel dossier 2012 «Terra rubata. Viaggio nell’Italia che scompare» realizzato dal Fai e dal Wwf.

DOMANDE DI CONDONO PRESENTATE AI SENSI DELLE TRE SANATORIE

Arco temporale

N. anni

N. totale abusi

N. abusi/anno

N. abusi/giorno

1948-1983

35

3.900.000

111.500

305

1984-1994

10

300.000

30.000

82

1995-2009

16

400.000

25.000

68

4.600.000

75.400

207

Terracina tiene alta la media nazionale degli abusi come frequentemente viene riportato dalla stampa.

abusiterracina

Contro il consumo del suolo forte iniziativa di un tecnico: obiezione di coscienza

Tommaso Gamalieri, un esperto di Savona specializzato nel creare le condizioni di efficienza energetica delle costruzioni, propone a tutti i tecnici coinvolti nelle nuove edificazioni l’obiezione di coscienza. 

Questo è il suo straordinario appello rivolto a tutti i colleghi.

MENO RIFIUTI – PIÙ BENESSERE in 10 mosse

 L’Associazione dei Comuni virtuosi indica la strada

per una gestione sostenibile dei rifiuti.

Premessa

– La produzione dei rifiuti è destinata ad aumentare a livello mondiale
– L’Italia si colloca tra i paese membri meno performanti nella gestione dei rifiuti in Europa
– Il Rapporto rifiuti Urbani 2012 dell’ISPRA non presenta miglioramenti di rilievo
– La roadmap europea indica come indispensabile un uso efficiente delle risorse
– La maggior parte dei comuni italiani non ha raggiunto gli obiettivi di raccolta differenziata ( 60%) previsti per legge al 2011
– Il riciclo eco efficiente, motore di un’economia green che crea nuovi posti di lavoro e riduce la dipendenza dalle importazioni di materie prime ed energia

Appello al mondo della produzione e della grande distribuzione 

-Gli Enti locali non dispongono di risorse per affrontare aumenti dei costi di gestione dei rifiuti e per finanziare programmi di miglioramento della RD

-La prevenzione dei rifiuti e la produzione ecocompatibile di prodotti e imballaggi inclusa la loro piena riciclabilità ( ma anche le possibilità di riuso riparazione, ecc, insite nei beni) è un processo che viene determinato dalla fase di progettazione e quindi dalle aziende

-La migliore delle raccolte differenziate possibile che gli enti locali possono realizzare deve fare i conti con i limiti di progettazione ed ecodesign dei materiali e oggetti raccolti. Il riciclaggio, ad esempio, è un processo industriale che richiede un flusso continuo di materiali idonei reperibile alla fonte e uno sbocco di mercato garantito.

-E’ necessario un gioco di squadra da parte di tutti i portatori di interesse per ridurre gli sprechi e le diseconomie, abbassare i costi gestionali dei processi e recuperare risorse per il benessere comune.

  Il decalogo

10 AZIONI PER L’INDUSTRIA UTILIZZATRICE DI PACKAGING E LA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA DA METTERE IN PRATICA SENZA INDUGI E PROMUOVERE CON UN’APPROPRIATA COMUNICAZIONE

1) Sostituire tutti gli imballaggi non riciclabili, che impediscono un riciclo efficiente o che compromettono  la qualità del riciclo con imballaggi riciclabili andando verso l’impiego di monomateriali (o imballaggi di più materiali, tra di loro facilmente separabili e per i quali esista una filiera del riciclo). Inoltre nell’impiego di materiali teoricamente riciclabili o compostabili come ad esempio il PLA (o acido Poli-lattico) va verificato se la filiera di raccolta esistente al momento sul territorio nazionale è in grado di gestire il materiale senza disfunzioni e se lo stesso può essere effettivamente compostato o riciclato con metodologie meccaniche o chimiche. Stessi accorgimenti sono applicabili dal mondo della grande distribuzione organizzata (GDO) per il packaging dei prodotti a marca propria e nei confezionamenti dei prodotti alimentari che avvengono nei punti vendita.

2) Ridurre il peso degli imballaggi con l’eliminazione dei doppi imballaggi e componenti accessori all’imballaggio superflui e la messa in commercio di prodotti iperconcentrati o allo stato solido. Tra i doppi imballaggi (o packaging secondario) di cui si può fare a meno ci sono le confezioni di cartoncino che contengono dentifrici o altri prodotti di detergenza per il corpo e gli involucri impiegati per avvolgere le due confezioni di caffè macinato utilizzati da molte marche note, sostituibili con una grafica dell’imballaggio primario che evidenzi l’impossibilità di un acquisto separato delle 2 unità.  Alcuni componenti accessori dell’imballaggio, oltre a complicare conferimento e riciclaggio quando non separabili, costituiscono uno spreco evitabile come ad  esempio  tappi e fascette per richiudere le confezioni ma anche i manici dei flaconi. Si può tranquillamente tornare a fare a meno dei tappi a vite o a linguetta applicati a contenitori in tetrapack soprattutto quando termosaldati e difficilmente separabili. Esistono in commercio soluzioni riutilizzabili  che possono assolvere alle stesse funzioni garantite dalle parti accessorie (come clip e mollette per richiudere le confezioni al posto delle fascette). Ripensare le formulazioni dei prodotti in particolare nel settore della detergenza dove il principale ingrediente è l’acqua e mettere a disposizione prodotti iperconcentrati o in forma solida si possono evitare tonnellate di plastica, ridurre i viaggi dei camion e le emissioni di Co2 complessive dovute alla produzione, distribuzione e riciclo del packaging.

3) Sostituire o eliminare negli imballaggi quelle componenti che ne impediscono o complicano il riciclaggio come le etichette  sleeves  e  l’uso di additivi, coloranti e composti esterni. Le  etichette sleeves che rivestono tutto  il contenitore creano enormi problemi quando sono di diverso materiale plastico rispetto al contenitore che rivestono.  Per motivi tecnici ed economici vengono scelte in PVC in molti casi e applicate su contenitori in PET. Questa pratica compromette il riciclaggio sin dalle prime fasi di selezione. A causa della sleeve in PVC il contenitore in PET non viene riconosciuto dai lettori ottici degli impianti di selezione automatica e viene scartato finendo in discarica o negli inceneritori visto anche l’insostenibilità economica della selezione e  rimozione manuale dell’etichetta.  Se le bottiglie di plastica delle bevande fossero tutte di PET trasparente la riciclabilità sarebbe ottimale (evitando selezioni per colore e massimizzando il valore del materiale riciclato) ed è per questo motivo che in Giappone è consentito produrre solo bottiglie trasparenti.

4) Ottimizzare l’impiego dei materiali e del design dei contenitori ai fini di un riciclo efficiente. Una nota marca  ha lanciato una nuova confezione  basica senza manico e in PET per un suo detersivo comunicando i motivi della scelta.  Una riduzione dell’eterogeneità delle plastiche con l’utilizzo di polimeri più pregiati ai fini del riciclo è stata perseguita recentemente da aziende leader della GDO in Canada dove per il confezionamento in house verranno usati contenitori e vaschette termoformate in PET invece che in PVC . Questa decisione ha non solamente sottratto il pvc alle discariche e soprattutto dagli inceneritori (il pvc è il precursore delle famigerate diossine) ma sta condizionando anche le decisioni sul packaging che le aziende di marca stanno prendendo.

5)Promuovere l’uso di contenitori a rendere (anche in plastica infrangibile)


6)Utilizzare ove possibile materiale riciclato
 per realizzare il packaging al posto di materia vergine.

7) Adottare un sistema di marcatura/etichettatura degli imballaggi che possa comunicare in modo chiaro e trasparente al consumatore il grado di riciclabilità dell’imballaggio stesso. Sulla base di questo grado di riciclabilità potrebbe essere fissato il livello di contributo ambientale che tale imballaggio deve pagare al sistema di raccolta.

8) Nei punti vendita della GDO: favorire la nascita di circuiti specifici a “filiera breve” raccolta-riciclo-riprodotto, anche con sistemi a cauzione come avviene ad esempio in molte catene GDO centro europee.


9) Nei punti vendita della GDO:  eliminare l’imballaggio eccessivo e ridurre il consumo di sacchetti monouso per l’ortofrutta.
 Per quanto riguarda alcuni prodotti alimentari confezionati in loco (ad es i formaggi) è possibile ridurre l’imballaggio alla sola pellicola eliminando i vassoi in polistirolo. Nel settore ortofrutta si può ridurre il consumo di sacchetti monouso mettendo a disposizione dei clienti una soluzione riutilizzabile come i retini in cotone o poliestere proposti dalla campagna Porta la Sporta con l’iniziativa Mettila in rete.

10) Nei punti vendita della GDO: favorire un cambio di abitudini che spinga i cittadini consumatori al riutilizzo di contenitori portati da casa  e all’adozione di prodotti con parti intercambiabili adatti all’uso multiplo in quanto unica strategia possibile ed efficace per ridurre il consumo usa e getta. Per quanto riguarda i prodotti acquistabili sfusi con contenitori riutilizzabili del settore detersivi e detergenti per la casa e la persona è stato  rilevato da negozi specializzati in prodotti sfusi che, quanto più ampio è l’assortimento a disposizione dei clienti, tanto maggiore diventa lo smercio con questa modalità. La GDO può guidare le scelte dei consumatori dalle versioni usa e getta a versioni adatte all’uso multiplo mettendo a disposizione e valorizzando queste ultime. Partendo da un oggetto usato quotidianamente come lo spazzolino da denti va notato che l’offerta di modelli con testine intercambiabili è quasi inesistente o poco visibile. Solamente la Coop ha in assortimento un modello di spazzolino con testine intercambiabili a marca propria (realizzato in Italia) in tutti i punti vendita. Tutti i modelli di spazzolini presenti in assortimento sugli scaffali delle maggiori insegne della GDO sono spazzolini monouso che per lo più  arrivano dalla Cina, tranne un unico modello che non è però capillarmente diffuso nei punti vendita.

FIRMA LA PETIZIONE

Si riparla dell’impianto di via Morelle a Terracina: compost di qualità o cdr di qualità?


Sull’impianto di via Morelle ci sono progetti segreti?

Ogni tanto sulla stampa appare qualche notizia che mette in discussione una gestione sostenibile dei rifiuti come quando riferisce che nel revamping dell’impianto è prevista la produzione di combustibili solidi secondari oltre al compost della frazione organica.

La tentazione è forte e nasconde la sfiducia da parte di chi ha questi progetti di veder realizzati gli obiettivi (nemmeno quelli fissati dalle norme) di raccolta differenziata.

La gestione dei rifiuti si può definire “sostenibile” se è improntata alla riduzione degli stessi e al recupero dei materiali utilizzati nella costruzione degli oggetti per reinserirli nel ciclo delle merci, lasciando così alle generazioni future sufficienti risorse.

Nel nuovo appalto viene previsto l’acquisizione di transponder probabilmente da inserire nei cassonetti per il riconoscimento dell’utenza ai fini del passaggio alla tariffa puntuale, la vera tariffa applicabile ad un servizio.

Chi l’ha introdotto già in Italia viaggia su livelli altissimi di raccolta differenziata con grande soddisfazione dei cittadini che pagano bollette leggere e che nel tempo tendono a decrescere.

Il Consorzio Priula, per esempio, ha raggiunto performances ragguardevoli di raccolta differenziata servendo oltre 200.000 abitanti.

Con tale livello di differenziazione la produzione di rifiuto secco non riciclabile, sul cui cassonetto è applicato il transponder, è arrivata a bassissimi livelli; di conseguenza la tariffa che viene calibrata sul numero degli svuotamenti di questo cassonetto è scesa anch’essa.

Non si cada, quindi, nella tentazione di fare dell’impianto di via Morelle un ibrido tra produzione di compost e di cdr, lo si riservi  soltanto al compost di qualità pena la compromissione di quella parte positiva che pure il nuovo bando contiene.

Impediamo la bancarotta degli oceani, scriviamo subito al Parlamento europeo

Per trent’anni i ministri europei della pesca hanno preso delle decisioni che hanno portato solamente a pescare in maniera eccessiva, con la conseguenza di aver esaurito i pesci e mandato in crisi l’industria della pesca. 
Se questo continuerà così gli ecosistemi si destabilizzeranno e l’economia della pesca fallirà.

Ma questo mese può cambiare tutto!

La commissione parlamentare del Parlamento Europeo che si occupa di pesca dibatterà e voterà il futuro dei nostri mari. I parlamentari europei hanno la possibilità di correggere gli errori fatti in anni e anni. Per questo il WWF, nei vari paesi europei, ha  lanciato congiuntamente una campagna online per fargli  sapere che il loro voto è per noi e per i nostri mari di vitale importanza. La campagna web chiede di inviare un messaggio ai parlamentari europei che si occupano di pesca, perché abbiamo bisogno di una leadership che costruisca un futuro duraturo per la pesca e per i nostri mari, che allontani lo spettro della bancarotta della nostra industria ittica.

MANDA LA TUA EMAIL AI PARLAMENTARI ITALIANI IN EUROPA

WWF: dal 1850 ghiacciai alpini ridotti del 54%

dal sito GreenCity

Oltre  il 90% dei fiumi alpini è irrimediabilmente degradato per mano dell’uomo e la fusione dei ghiacciai dovuta al cambiamento climatico ha raggiunto ritmi e livelli drammatici, arrivando a una riduzione del 54% in appena un secolo e mezzo, tanto che secondo alcuni scienziati entro il 2100 potrebbe salvarsi solo il 4-18% dell’area glaciale alpina presente nel 2003, con altissimo rischio “estinzione” per tutti i ghiacciai italiani, specialmente sotto i 3500 metri di altitudine.

Lo rivela il nuovo dossier WWF Alpi: tetto d’Europa al sicuro, il cui primo capitolo, dedicato alla risorsa acqua, è stato presentato in vista della terza edizione di “Biodiversamente: il Festival dell’Ecoscienza”, week-end tra scienza e natura organizzato dal WWF in collaborazione con l’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e quest’anno dedicato alle Alpi “riserva d’acqua dell’Europa”, che il 27-28 ottobre aprirà gratuitamente oltre 100 musei scientifici, science center, orti botanici, acquari, parchi naturali e Oasi WWF con centinaia di iniziative speciali in tutta Italia.

A Terracina l’iniziativa sarà concentrata nel parco della Rimembranza per l’intera giornata di domenica 28 ottobre.
Le Alpi sono uno dei sistemi naturali più importanti per la biodiversità europea, ma sono anche la catena montuosa più popolata e più massicciamente sfruttata al mondo: 1200 km da Nizza a Vienna in una corona di cime e vallate, per 191.000 kmq attraverso 8 Paesi, da cui nascono grandi fiumi europei come il Po, il Reno, il Rodano, il Danubio – straordinari ponti d’acqua tra i ghiacciai e gli oceani – oltre a una preziosissima rete di acqua in mille forme, immagazzinata nei ghiacciai, trattenuta nelle falde grazie alle pendici boscose, o libera in laghi, fiumi, torrenti, fino alle piccole pozze degli alpeggi, che dalle cime delle montagne arriva fino ai nostri rubinetti.
Una vitalità che si rispecchia in una grandissima varietà di specie e culture: le Alpi ospitano oltre 30.000 specie animali, tra cui specie simbolo come l’orso bruno, il lupo o lo stambecco, 13.000 specie vegetali, che condividono lo spazio alpino con 14 milioni di persone distribuite in 6100 comunità, oltre ai 120 milioni  di turisti e 150 milioni di persone che ogni anno le visitano e le attraversano. Una convivenza millenaria tra uomo e natura che fino al secolo scorso ha modellato le tradizioni culturali ma anche i paesaggi e gli ecosistemi naturali, ma che oggi il cambiamento climatico, il turismo di massa, l’agricoltura non sostenibile, la frammentazione degli habitat per strade e infrastrutture rischiano di compromettere per sempre.
“Le Alpi sono uno dei luoghi più selvaggi d’Europa,  un ambiente straordinario in cui ricchezza naturale e tradizioni umane sono legati da sentieri millenari, e un vero  e proprio serbatoio d’acqua a beneficio dell’Europa intera che fornisce risorse e servizi fondamentali, come la protezione dal rischio idrogeologico, la regolazione  del clima, lo stoccaggio di acqua e carbonio, oltre a un patrimonio culturale fatto di tradizioni, turismo e incredibile bellezza – ha detto Adriano Paolella, direttore generale del WWF Italia – In questi ecosistemi delicatissimi gli impatti del cambiamento climatico e delle attività umane si fanno sentire a intensità e velocità tali rendere le Alpi un ‘sistema d’allarme’ in grado di segnalare l’insostenibilità  dell’attuale sviluppo europeo. Per i prossimi due anni sarà l’Italia a tenere la presidenza della Convenzione delle Alpi e questa, per la tutela della ricchezza naturale e delle tradizioni culturali, è un’occasione che non dobbiamo perdere.”

La riapertura in tempi brevi della linea ferroviaria Terracina-Fossanova necessita della mobilitazione dei cittadini

Nel 1995 la vigilanza dei cittadini terracinesi manifestata con determinazione sottoscrivendo con migliaia di firme una petizione e marciando lungo i binari da Fossanova a Terracina sortì l’effetto di mantenere in esercizio la linea ferroviaria.

L’evento franoso verificatosi nel mese di settembre ha interrotto la linea e la strada Frosinone-mare; gli amministratori devono accelerare l’iter per la messa in sicurezza della montagna sovrastante e per la sostituzione del tratto di binario deformato nell’urto di uno dei massi caduti a valle.

Tocca ai cittadini mobilitarsi perché i tempi non si dilatino e il treno possa riprendere a viaggiare prima possibile.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il polo dei trasporti di Terracina orfano del treno, fino a quando?

Il polo dei trasporti di Terracina è nato sotto una cattiva stella, non bastavano l’improvvisazione dell’allestimento dell’area e i disagi degli studenti e dei pendolari costretti questi ultimi all’uso dell’auto per raggiungere la partenza verso i luoghi di lavoro o dei servizi, dal 20 settembre non parte e non arriva alcun treno nella stazione, punto focale del polo stesso.

La frana caduta sui binari ha interrotto sia la tratta ferroviaria Terracina-Fossanova che la strada Frosinone -mare.

La crisi nella Regione Lazio si ripercuoterà anche sui lavori di ripristino di queste due importanti arterie?

Le foto mostrano danni seri ma soprattutto evidenziano la necessità di mettere in sicurezza la montagna sovrastante;  le reti parasassi non hanno retto all’urto dei massi. I tecnici forse diranno che andavano installate molto più in alto integrate da altre poste in basso.

Al solito, anche la frana ha fatto scoprire una discarica di rifiuti, alcuni pericolosi.

Una buona notizia: l’Ordine dei medici della provincia di Latina aggiorna i propri iscritti sui rischi sanitari derivanti da un ambiente malsano

Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Latina

Latina 13 Ottobre 2012
Sala conferenze Ordine dei Medici
Piazza Angelo Celli, 3 – Latina

                1° CORSO
Ambiente e Salute
Il medico e le patologie ambientali

L’idea del Corso nasce dall’applicazione pratica dell’art. 5 del vigente Codice di Deontologia Medica, il quale affida a tutti i medici il compito di tutelare l’ambiente in cui si vive per salvaguardare la salute delle persone. L’interesse dell’Ordine dei Medici di Latina su tale articolo diventa più consistente nel luglio 2009, quando, in seguito allo stimolo ricevuto dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici per la costituzione di una Commissione per l’ambiente, fu creato un gruppo di lavoro composto da alcuni consiglieri dell’Ordine. Tale gruppo partecipò nel settembre del 2009 al Congresso Nazionale di Firenze su “Salute e Ambiente” organizzato dall’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE Italia). In tale Convegno, in cui si parlava di inquinamento globale del nostro pianeta, fu approvato un Documento-Appello, sottoscritto dalla FNOMCeO, da presentare al Congresso mondiale di Copenaghen del dicembre 2009, organizzato dall’ONU. Tale documento, preparato da Medici, Ricercatori e Scienziati italiani intendeva indirizzare i governi mondiali ad un Accordo, e in particolare ad un confronto tra Scienza , Etica e Politica, per limitare le future quote di emissione dei gas che alterano il clima, riducendone le emissioni dell’80% entro il 2050 nei Paesi ricchi, rispetto al 1990, e di conseguenza evitare il più possibile i cambiamenti climatici legati ad essa, promuovendo nel contempo scelte dei cittadini per bassi consumi, e favorendo tali scelte da parte dei governi con adeguate politiche per il risparmio dell’energia.

Relativamente agli effetti sulla salute l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato un incremento della morbilità e della mortalità soprattutto tra gli anziani, i bambini e le persone con malattie croniche cardiache e polmonari, una maggior insorgenza e diffusione di malattie infettive dovute allo spostamento, dalle zone tropicali al nord e al sud del pianeta, di vettori di malattie infettive, una minore disponibilità di acqua potabile a causa della siccità e delle inondazioni, una maggior incidenza di malattie provocate dall’uso di acque contaminate, effetti dannosi sugli organismi terrestri e acquatici e conseguente compromissione della produzione alimentare su tutto il pianeta. Da questi dati si evince che compito del Medico, per tutelare la salute delle persone è soprattutto dare il “buon esempio” e fare opera di sensibilizzazione e di educazione sanitaria, affinché ogni soggetto dia il suo piccolo contributo per limitare l’inquinamento atmosferico, delle acque e dell’ambiente in cui viviamo, perché:

“GLI UOMINI SONO RESPONSABILI DELLA SALUTE
DELL’AMBIENTE, I MEDICI LO SONO DUE VOLTE”

L’Ordine dei Medici di Latina, pertanto, ha promosso, nell’ambito della propria sfera di azione, la realizzazione di un primo corso “Ambiente e salute: il medico e le patologie ambientali”, che si svolgerà a Latina presso la sua sala conferenze sita in Latina, piazza Celli 3, sabato 13 ottobre 2012.

Il Corso verrà realizzato nel quadro del progetto “Salute e Ambiente” e si avvarrà per la sua realizzazione, anche del contributo dell’Azienda USL Latina in virtù del protocollo d’intesa “Sinergie”, sottoscritto
nel 2011 con il nostro Ordine.

Tutti gli iscritti sono invitati a partecipare.

PROGRAMMA
9.00 iscrizione partecipanti
Saluto delle autorità
9.30 Ruolo del medico nella prevenzione
delle patologie correlate all’ambiente
Gruppo di lavoro Salute e Ambiente
dell’Ordine dei Medici di Latina
10.00 inquinamento ambientale: rischio biologico,
fisico e chimico
ERNESTO BURGIO
10.30 inquinamento ambientale e malattie:
allergie, malattie cardiovascolari, obesità,
diabete, autismo e malattie degenerative
ERNESTO BURGIO
discussione
11.30 l’Arsenico nelle acque destinate a consumo
umano nel lazio: problematiche sanitarie,
ambientali e proposte di intervento
ANTONELLA LITTA
12.00 Cancerogenesi ambientale e
prevenzione primaria
ERNESTO BURGIO
discussione e conclusioni. Verifica con questionario

Relatori
Ernesto Burgio
Pediatra – Presidente ISDE Scientific Committee
Commissione Ambiente e Salute della SIP
(Società Italiana di Pediatria)
Antonella Litta
Referente della sezione ISDE Italia della provincia di Viterbo
Medico di Medicina Generale – Reumatologo

La ISDE Italia – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (www.isde.it) rappresenta nel nostro Paese la
International Society of Doctors for the of Environment e ha contribuito alla realizzazione del Corso.
EVENTO ECM lAZiO-FOR1705 – n.2 CREDITI
Ordine dei Medici Chirurghi
e degli Odontoiatri
della Provincia di Latina
Piazza Angelo Celli, 3 • 04100 Latina
Tel. 0773.693665 r.a. • Fax 0773.489131
info@ordinemedicilatina.it
http://www.ordinemedicilatina.it

Le biciclette di Terracina meritano rispetto

L’apertura di percorsi sicuri riservati alle biciclette per raggiungere i servizi, normalmente presenti nel centro della città, trova il consenso di larga parte dei cittadini che aspirano ad una migliore qualità della vita, molti dei quali stanno civilmente esprimendo la loro richiesta attraverso la forma, sorta e sviluppatasi in campo internazionale, di spontanea partecipazione alla cosa pubblica rappresentata dalla critical mass.

Il WWF da tempo ha prodotto uno schema di rete ciclabile da studiare nella sua fattibilità parziale o totale, un insieme di piste per raggiungere le scuole, i servizi, i mercati,….

1. Dal Papillon al porto

GIALLO

Dal Papillon si utilizza la stradina già esistente a destra della Pontina (per chi viene a Terracina) per lasciarla imboccando la strada per Badino, dove, superando il ponte si ritorna sulla destra della stessa Pontina fino ad innestarsi sul Viale Europa.

VERDE

Da qui, intanto, inizia un percorso a doppio senso fino alla stazione-mare da cui si accede, sempre a doppio senso di marcia, al Viale L. Da Vinci, tutto percorribile fino dal suo nascere da via Badino. Possibile prolungamento fino alla stazione FS.

ROSSO

Dall’innesto della stazione-mare si prosegue sul Viale Europa, questa volta a senso unico, fino a via Sicilia (Ufficio postale), che viene risalita fino al mercato coperto (Scuola media Don Milani); da qui si attraversa via Badino per raggiungere  ITC e Liceo e subito dopo via Ponte Rosso, il canale Morticino e quindi il Viale L. Da Vinci di ritorno.

BLU

Proseguendo, invece, verso il centro lungo via Ponte Rosso, si supera piazza G. Antonelli per innestarsi sul tracciato di pista esistente fino ad arrivare alla passerella (il centro e tutti i suoi servizi); proseguendo a destra per via Dante Alighieri e successivamente per via Manzoni si raggiunge il porto.

2. Il lungomare

ARANCIONE

Straordinaria passeggiata sul lato a mare del lungomare dal porto fino alla Torre del sole (se il Comune riesce a rientrare in possesso del terreno, altrimenti tramite l’ultima traversa si raggiunge il percorso GIALLO), con possibilità di innesto sugli altri itinerari.

3. Da Borgo Hermada al centro di Terracina

 AZZURRO

Dal centro di B.H. fino ai Pantani da basso e al semaforo sulla Pontina, attraversata la quale ci si innesta sul percorso GIALLO proveniente dal Papillon. In alternativa, ne va verificata però l’agibilità, si passa sul ponte-barriera del canale, si raggiunge lungo il Morticino il ristorante “i 12” e da qui lungo l’argine lato mare si potrebbe raggiungere il tratto di pista già realizzato.