22 marzo 2013, Giornata mondiale Acqua: insostenibili i livelli di pressione umana sulle risorse idriche

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E’ urgente agire per migliorare l’utilizzo dell’acqua nelle filiere produttive e nei comportamenti individuali. Ecco alcuni strumenti utili suggeriti dal WWF: Per imprese e investitori ‘Water Risk Filter’ (http://waterriskfilter.panda.org), guida on line sul rischio idrico, e per i cittadini il carrello della spesa virtuale su http://www.improntawwf.it

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, il WWF ricorda come la pressione umana sulle risorse idriche sia estremamente elevata e insostenibile per il futuro nel caso dovessimo continuare a incrementare i consumi, come gli attuali trend confermano.

Gli ecosistemi d’acqua dolce ricoprono appena l’1% della superficie del Pianeta e ospitano il 7% delle 1,8 milioni di specie oggi descritte dalla scienza tra cui un quarto dei 60.000 vertebrati noti. Le specie che li abitano si estinguono a un livello in media 5 volte  superiore rispetto a quelle terrestri.Su un totale di 1,4 miliardi km³ di acqua disponibile sul Pianeta solo il 2,5% (35 milioni di km³) è costituito da acqua dolce (fiumi, laghi, ghiacciai ecc.), di cui solo meno dell’1% è potenzialmente utilizzabile dall’uomo per le proprie necessità (non tenendo presenti le esigenze di tutte le altre specie che con noi dividono il Pianeta), che invece si appropria del 54% di tutta l’acqua dolce accessibile, di cui il 20% viene usato dall’industria e circa il 70-80% nel mondo – in Italia circa il 60% – è utilizzato per l’agricoltura.

ECOSISTEMI D’ACQUA DOLCE: NUMERI E SPECIE A RISCHIO.

Gli ecosistemi di acqua dolce, pur ricoprendo solo l’1% della superficie terrestre, ospitano il 7% (126.000 specie) delle 1,8 milioni di specie a oggi descritte,. Gli effetti dell’azione umana su questi ambienti sono devastanti: solo in Europa, negli ultimi 50-100 anni il 60% delle zone umide è andato perso perché convertito a usi più “redditizi” o perché non tutelato.
Come documenta il rapporto WWF“Living Planet Report 2012” fornendo i dati sull’Indice del pianeta vivente (Living Planet Index)  il  declino di questo indice per quanto riguarda gli ecosistemi delle acque dolci è stato superiore a quello di tutti gli altri biomi.  L’Indice, analizzato dal WWF, comprende 2.849 popolazioni appartenenti a 737 specie di uccelli, pesci, rettili, anfibi e mammiferi presenti nelle zone umide, nei laghi e nei fiumi d’acqua dolce temperati e tropicali. Complessivamente, l’Indice delle acque dolci globale è diminuito del 37% fra il 1970 e il 2008  e quello delle acque dolci tropicali, in particolare, è diminuito in maniera più drammatica, del 70%, la percentuale maggiore fra quelle degli Indici dei diversi biomi, mentre l’Indice delle acque dolci temperate è aumentato di circa il 35%.
In Italia e in Europa le specie a rischio degli ecosistemi d’acqua dolce sono soprattutto la lontra, per quanto riguarda i mammiferi, il carpione del Garda e il carpione del Fibreno, per i pesci; la moretta tabaccata e il cavaliere d’Italia, per gli uccelli d’acqua. I boschi ripariali (salici, ontani ecc.) sono quelli più minacciati. Il WWF Italia da sempre attraverso le proprie Oasi protegge alcuni dei più importanti ecosistemi d’acqua dolce: sono 50 le Oasi WWF, su un totale di 120, che tutelano ecosistemi d’acqua dolce e le loro specie, come ad esempio le Oasi di Burano (Toscana), Orbetello (Toscana), Le Bine (Lombardia), le Saline di Trapani (Sicilia), e Valle Averto (Veneto).
E’ questa la fotografia scattata dal WWF Italia sull’approvvigionamento idrico destinata ad assumere sempre di più i caratteri di un’emergenza sia per  l’uomo che per la Natura: gli ecosistemi d’acqua dolce, infatti, non solo forniscono l’habitat per la sopravvivenza di numerosissime specie ma consentono anche lo stoccaggio e la fornitura di acqua potabile per soddisfare i bisogni fondamentali della popolazione umana.

INDUSTRIA: PREVISTO QUASI IL RADDOPPIO DEI CONSUMI NEL 2025.

L’industria utilizza in media il 20% delle risorse idriche della Terra, ma la percentuale è molto più elevata nei paesi “avanzati”: in media il 59% contro l’8% dei paesi a basso reddito . Secondo le stime dell’UNESCO, il volume d’acqua impiegato a scopi industriali passerà dai 752 km3 l’anno del 1995 ai 1.170 km3  nel 2025, arrivando a rappresentare circa il 24% del prelievo totale di acqua dolce. Non solo consumi diretti, l’industria è responsabile ogni anno dell’accumulo dalle 300 alle 500 tonnellate tra metalli pesanti, solventi, fanghi tossici e di altri rifiuti. Il contributo più significativo al carico di inquinanti proviene dalle industrie che utilizzano materie prime organiche e tra queste primeggia il settore alimentare come quello maggiormente inquinante. Il settore agro-alimentare dei paesi ad alto reddito è responsabile del 40% dell’inquinamento organico in ecosistemi di acqua dolce, mentre per i paesi a basso reddito il contributo sale al 54%. In questi paesi, il 70% dei rifiuti industriali viene scaricato non trattato, inquinando anche l’approvvigionamento di acqua potabile. Utilizzare una minor quantità d’acqua riuscendo al tempo stesso a produrre più cibo o prodotti sarà cruciale per affrontare i problemi legati alla scarsità delle risorse idriche.

RIDURRE L’IMPRONTA IDRICA: DAL CASO MUTTI AL CARRELLO DELLA SPESA VIRTUALE.

Cittadini, imprese, investitori ed istituzioni possono ridurre la propria impronta idrica (un indicatore di utilizzo dell’acqua dolce che misura l’uso sia diretto sia indiretto da parte di consumatori e produttori) cambiando e promuovendo abitudini,  investimenti e strategie in grado di incidere sui processi produttivi per una riduzione dei consumi d’acqua.
Per quanto riguarda i processi produttivi, un caso-studio italiano di calcolo della propria impronta idrica e di riduzione del consumo di acqua in agricoltura è rappresentato da Mutti, leader di mercato nella produzione di concentrato, passata e polpa di pomodoro.
In collaborazione con WWF e l’Università della Tuscia, Mutti è stata la prima azienda in Italia e una delle poche al mondo, ad aver calcolato i consumi di acqua della propria produzione, dalla coltivazione del pomodoro al prodotto finito, concretizzando degli obiettivi di riduzione dell’impronta idrica del 3% entro il 2015 su tutta la filiera, attraverso misure per migliorare efficienza e efficacia nell’irrigazione e la riduzione dei fertilizzanti.
Tra le cose che invece può fare il cittadino, sia come utilizzatore del servizio idrico che come consumatore, c’è il calcolo della propria impronta idrica attraverso il carrello della spesa virtuale sul sito del WWF Italia www.improntawwf.it , che permette così di essere consapevoli di quanto ‘oro blu’ mettiamo nel nostro piatto con la scelta dei nostri prodotti alimentari.

L’Ora della Terra si avvicina e i comuni si affrettano ad aderire, oggi è la volta di Itri e di Santi Cosma e Damiano

Dopo Ponza, Sezze e Terracina aderiscono anche Itri e Santi Cosma e Damiano al grande appuntamento mondiale dell’Ora della terra che chiama tutti ad un gesto di responsabilità, ridurre i consumi energetici contro il cambiamento climatico.

205335_555914931107035_1918391030_nEcco la lettera del sindaco di Itri

“Dopo aver ricevuto la Vs mail , seppur successivamente al 16/03/2013 con la presente comunico che il comune di Itri parteciperà all’iniziativa Earth Hour da Voi pubblicizzata. Il monumento spento sarà il Castello Medioevale di Itri
Saluti
Il Sindaco del Comune di Itri
Dott. Giuseppe De Santis”

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Ecco la lettera del sindaco di Santi Cosma e Damiano
“Il sottoscrito Dott. Vincenzo Di Siena , Sindaco del Comune di Santi Cosma e Damiano(LT), comunica la propria adesione allo spegnimento della piazza Comunale T. Rossi  dalle ore 20,30 alle ore 21,30 del giorno 23/03/13.                      Il Sindaco                                                                                                                                                                                         firm.to Dott. Vincenzo DI SIENA”

L’Ora della terra si avvicina, aderisce anche il comune di Terracina

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Dopo Ponza e Sezze anche il comune di Terracina aderisce al grande appuntamento mondiale dell’Ora della terra che chiama tutti ad un gesto di responsabilità, ridurre i consumi energetici contro il cambiamento climatico.

 

 

Ecco la lettera del sindaco Procaccini

In merito all’evento internazionale  promosso dal WWF
si comunica anche per quest’anno l’ adesione dell’Amministrazione comunale
di Terracina attraverso lo spegnimento del monumento
Tempio di Giove Anxur, il giorno 23 marzo dalle ore 2o,30 alle ore 21.30

f.to Nicola Procaccini
Sindaco di Terracina

L’Ora della Terra si avvicina, anche il comune di Sezze aderisce all’iniziativa

Contro i cambiamenti climatici ridurre il riscaldamento globale

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Il sindaco del comune di Sezze ha risposto all’invito del WWF Litorale Pontino aderendo all’Ora della Terra;  sabato 23 marzo terrà spente  le luci della Piazza del Duomo e della facciata della chiesa dalle ore 20.30 alle 21.30.

Ecco la lettera di adesione SezzeaWWF

SALVIAMO CIÒ CHE RESTA DEL PAESAGGIO ITALIANO: dialogo con Paolo Berdini

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dal sito del FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO

 

 

 

L’informazione è potere, specialmente se si vogliono proteggere il paesaggio italiano e le sue inestimabili ricchezze dal cemento che le sta cancellando per sempre. Vi proponiamo questo dialogo con Paolo Berdini, ingegnere, urbanista e scrittore da tempo impegnato contro il consumo di suolo, sull’attuale contesto politico e culturale italiano in rapido mutamento, nel quale argomenti chiave per il futuro della collettività, come il consumo di suolo e l’espansione incontrollata delle città, drammaticamente ignorati in passato, stanno conquistando l’attenzione dell’opinione pubblica.

Qui è possibile leggere l’intervista a Paolo Berdini Paolo_Berdini_SIP

L’Ora della terra si avvicina, Ponza batte sul tempo i comuni pontini aderendo immediatamente all’iniziativa del WWF

Contro i cambiamenti climatici ridurre il riscaldamento globale

Il WWF Litorale Pontino ha inviato una lettera a tutti i sindaci della provincia per chiedere l’adesione all’Ora della Terra 2013.

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Il primo a rispondere aderendo all’iniziativa è stato il comune di Ponza che il 23 marzo terrà spento il palazzo comunale dando così l’esempio ai propri cittadini per una riduzione dei consumi energetici.

Ecco la lettera inviata al WWF LP dal sindaco Pier Lombardo Vigorelli. Ponza

Terracina, un servizio di gestione dei rifiuti di buon livello a costi più contenuti è possibile

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Una gestione dei rifiuti corretta che preveda la riduzione della loro produzione, il riuso degli oggetti per allungarne l’esistenza e il riciclo dei materiali alla fine vita di questi viene da sempre raccomandata dal WWF.

 

 

111220112350In particolare, nella nostra città l’associazione si è prodigata non solo nel diffondere le pratiche virtuose già attive da tempo in altri comuni ma anche operando nel quotidiano con iniziative come  “Le domeniche degli ingombranti” e i minicorsi sui rifiuti che vengono tenuti nelle scuole.

 

Alla presentazione del bando della nuova gara d’appalto per la gestione del servizio d’igiene urbana, le rimostranze e i dubbi sollevati dall’opinione pubblica spinsero il WWF LP,  prima di esprimere la propria opinione in merito, a documentarsi con un confronto con una città per molti aspetti simile a Terracina, Nettuno. Ne venne fuori che un servizio di gestione dei rifiuti di buon livello come quello progettato e in corso di realizzazione nell’altra città tirrenica presentava di fatto costi inferiori rispetto a quelli preventivati per la nostra città.

Tutto quanto il WWF LP ha prodotto sul tema è presente su questo sito/blog a disposizione di tutti e i cittadini vi possono trovare argomentazioni per sostenere la petizione in corso per chiedere l’annullamento della gara d’appalto.

 

PETIZIONE CITTADINA

per l’annullamento della gara d’appalto del servizio di igiene urbana

 Al Sindaco del Comune di Terracina;

I sottoscritti cittadini del Comune di Terracina rivolgono la seguente petizione al Capo dell’amministrazione comunale al fine di ottenere l’annullamento del bando della gara indetta con la determinazione n.322 del 24 ottobre 2012 del Responsabile del Dipartimento Pianificazione Urbanistica e Gestione del Territorio-Settore Gestione e Protezione Ambientale.

Premesso che

  • il Comune di Terracina, con la determinazione n.322 del 24 ottobre 2012 del Responsabile del Dipartimento Pianificazione urbanistica e Gestione del territorio-Settore Gestione e Protezione ambientale, ha indetto la gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana e che tale gara è ancora in corso;
  •  l’ammontare a base d’asta della gara suddetta è di 8.140.000 euro (oltre l’IVA) all’anno per sei anni;

Considerato che

  • il WWF Litorale Pontino, l’Associazione Commercianti e il Sestante, ciascuno per la propria parte e i propri campi d’interesse, hanno in questi mesi portato numerosi argomenti per chiedere una revisione delle somme previste pur garantendo un servizio adeguato alle norme;
  • le suddette associazioni, in particolare,

1) hanno evidenziato che i dati della produzione dei rifiuti messi nelle tabelle introduttive del capitolato sono almeno approssimativi, tanto che a marzo 2013 non sono ancora disponibili quelli relativi agli ultimi cinque mesi del 2012;

2) hanno verificato che questi dati alla base del capitolato fanno intendere una produzione di rifiuti urbani e assimilati di qualche migliaio di tonnellate oltre la media annua degli ultimi sei anni che si è attestata intorno alle 29.600 tonnellate, falsando così il conteggio totale;

3) hanno constatato come l’iter fino alla pubblicazione del bando non è passato attraverso il confronto con le rappresentanze sociali e della tutela dei consumatori;

  • che in questi mesi non c’è stata nemmeno una presa d’atto delle osservazioni, anzi è stato respinto, talvolta con ostentata sufficienza, qualunque tipo di suggerimento;

Accertato che

  •  il prelievo a carico di tutti sarà insostenibile e crescerà ulteriormente anche grazie alla nuova forma di tassazione della gestione dei  rifiuti e dei servizi a  domanda individuale della TARES;

Si chiede che

  • L’Amministrazione comunale proceda all’annullamento del bando di gara.

Per collaborare alla raccolta delle firme scaricare il modulo della petizione, stamparlo fronte/retro, raccogliere le firme e consegnare i moduli compilati all’Associazione commercianti di Terracinapetizione

Lo stato dei nostri laghi, importante seminario nel Parco Nazionale del Circeo

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Progetto Life + Rewetland

Widespread introduction of constructed wetlands for a wastewater treatment of Agro Pontino.

 

Seminario

Stato e prospettive dei laghi pontini e degli acquiferi costieri

Sabaudia – 26 marzo 2013

Auditorium del Centro Visitatori del Parco Nazionale del Circeo
Via Carlo Alberto – Sabaudia (LT)

Il programma Life Rewetland – Programma seminario 26-03-2013

La scheda di adesione Scheda_iscrizione Seminario 26 mar 2013

Arriva San Giuseppe, non solo polveri sottili dai fuochi della tradizione

IMG_0428Da molti anni ormai la tradizione dei fuochi di San Giuseppe si è trasformata da un’occasione di genuina socialità nei quartieri (le frasche da bruciare provenivano da saccheggi a volte selvaggi perpetrati dai ragazzi nei boschi vicini alla città o nei parchi pubblici) in un vero incenerimento all’aperto di rifiuti speciali pericolosi.

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Basta girare per la città per vedere informi cumuli di resti di potature dei giardini mischiati con sacchi di plastica, elementi di vecchi mobili di legno trattato o addirittura rivestiti di formica, barattoli, ……

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Il rischio è grande e questi fuochi andrebbero proibiti, sono ormai discariche, abusive o meno, che vengono incendiate.

Fermiamo questo grave inquinamento!

 

IMG_0431Non siamo i soli a dirlo. Nel Veneto esiste da sempre la tradizione dei “pan e vin”, feste popolari dell’Epifania che si svolgono attorno a grandi fuochi all’aperto. Quest’anno l’ARPA regionale ha emesso un comunicato sull’inquinamento prodotto dalla combustione di legna trattata arrivando a scrivere «Questi falò hanno un pericoloso effetto, tutt’altro che secondario».

 

IMG_0432«Durante i roghi si producono notevoli quantità di polveri sottili, le cui concentrazioni medie giornaliere raggiungono livelli eccezionali. In particolare, domenica 6 gennaio sono state misurate concentrazioni di Pm10 almeno 3 volte più alte del valore limite giornaliero (50 µg/m3) in tutti i capoluoghi di provincia di pianura».

 

«Si fa presente – continua il comunicato – che la combustione di materiali eterogenei all’aperto, che caratterizza queste manifestazioni, porta alla formazione di altre sostanze pericolose, quali i composti organici volatili e gli idrocarburi policiclici aromatici. Infatti quando le condizioni di combustione non sono controllate, la stessa efficienza della combustione è molto bassa e favorisce la liberazione di sostanze nocive e di polveri, che possono permanere anche per diversi giorni nella bassa atmosfera. Per questo motivo, sia a livello comunitario sia nazionale, è stata presa una chiara posizione contro l’accensione di fuochi all’aperto, siano essi legati a iniziative popolari o pratiche agricole. Nel Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, attualmente in fase di revisione e prossimamente in consultazione pubblica, si condivide tale posizione confermando forti restrizioni per le combustioni all’aperto».