Il polo dei trasporti di Terracina orfano del treno, fino a quando?

Il polo dei trasporti di Terracina è nato sotto una cattiva stella, non bastavano l’improvvisazione dell’allestimento dell’area e i disagi degli studenti e dei pendolari costretti questi ultimi all’uso dell’auto per raggiungere la partenza verso i luoghi di lavoro o dei servizi, dal 20 settembre non parte e non arriva alcun treno nella stazione, punto focale del polo stesso.

La frana caduta sui binari ha interrotto sia la tratta ferroviaria Terracina-Fossanova che la strada Frosinone -mare.

La crisi nella Regione Lazio si ripercuoterà anche sui lavori di ripristino di queste due importanti arterie?

Le foto mostrano danni seri ma soprattutto evidenziano la necessità di mettere in sicurezza la montagna sovrastante;  le reti parasassi non hanno retto all’urto dei massi. I tecnici forse diranno che andavano installate molto più in alto integrate da altre poste in basso.

Al solito, anche la frana ha fatto scoprire una discarica di rifiuti, alcuni pericolosi.

Una buona notizia: l’Ordine dei medici della provincia di Latina aggiorna i propri iscritti sui rischi sanitari derivanti da un ambiente malsano

Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Latina

Latina 13 Ottobre 2012
Sala conferenze Ordine dei Medici
Piazza Angelo Celli, 3 – Latina

                1° CORSO
Ambiente e Salute
Il medico e le patologie ambientali

L’idea del Corso nasce dall’applicazione pratica dell’art. 5 del vigente Codice di Deontologia Medica, il quale affida a tutti i medici il compito di tutelare l’ambiente in cui si vive per salvaguardare la salute delle persone. L’interesse dell’Ordine dei Medici di Latina su tale articolo diventa più consistente nel luglio 2009, quando, in seguito allo stimolo ricevuto dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici per la costituzione di una Commissione per l’ambiente, fu creato un gruppo di lavoro composto da alcuni consiglieri dell’Ordine. Tale gruppo partecipò nel settembre del 2009 al Congresso Nazionale di Firenze su “Salute e Ambiente” organizzato dall’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE Italia). In tale Convegno, in cui si parlava di inquinamento globale del nostro pianeta, fu approvato un Documento-Appello, sottoscritto dalla FNOMCeO, da presentare al Congresso mondiale di Copenaghen del dicembre 2009, organizzato dall’ONU. Tale documento, preparato da Medici, Ricercatori e Scienziati italiani intendeva indirizzare i governi mondiali ad un Accordo, e in particolare ad un confronto tra Scienza , Etica e Politica, per limitare le future quote di emissione dei gas che alterano il clima, riducendone le emissioni dell’80% entro il 2050 nei Paesi ricchi, rispetto al 1990, e di conseguenza evitare il più possibile i cambiamenti climatici legati ad essa, promuovendo nel contempo scelte dei cittadini per bassi consumi, e favorendo tali scelte da parte dei governi con adeguate politiche per il risparmio dell’energia.

Relativamente agli effetti sulla salute l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato un incremento della morbilità e della mortalità soprattutto tra gli anziani, i bambini e le persone con malattie croniche cardiache e polmonari, una maggior insorgenza e diffusione di malattie infettive dovute allo spostamento, dalle zone tropicali al nord e al sud del pianeta, di vettori di malattie infettive, una minore disponibilità di acqua potabile a causa della siccità e delle inondazioni, una maggior incidenza di malattie provocate dall’uso di acque contaminate, effetti dannosi sugli organismi terrestri e acquatici e conseguente compromissione della produzione alimentare su tutto il pianeta. Da questi dati si evince che compito del Medico, per tutelare la salute delle persone è soprattutto dare il “buon esempio” e fare opera di sensibilizzazione e di educazione sanitaria, affinché ogni soggetto dia il suo piccolo contributo per limitare l’inquinamento atmosferico, delle acque e dell’ambiente in cui viviamo, perché:

“GLI UOMINI SONO RESPONSABILI DELLA SALUTE
DELL’AMBIENTE, I MEDICI LO SONO DUE VOLTE”

L’Ordine dei Medici di Latina, pertanto, ha promosso, nell’ambito della propria sfera di azione, la realizzazione di un primo corso “Ambiente e salute: il medico e le patologie ambientali”, che si svolgerà a Latina presso la sua sala conferenze sita in Latina, piazza Celli 3, sabato 13 ottobre 2012.

Il Corso verrà realizzato nel quadro del progetto “Salute e Ambiente” e si avvarrà per la sua realizzazione, anche del contributo dell’Azienda USL Latina in virtù del protocollo d’intesa “Sinergie”, sottoscritto
nel 2011 con il nostro Ordine.

Tutti gli iscritti sono invitati a partecipare.

PROGRAMMA
9.00 iscrizione partecipanti
Saluto delle autorità
9.30 Ruolo del medico nella prevenzione
delle patologie correlate all’ambiente
Gruppo di lavoro Salute e Ambiente
dell’Ordine dei Medici di Latina
10.00 inquinamento ambientale: rischio biologico,
fisico e chimico
ERNESTO BURGIO
10.30 inquinamento ambientale e malattie:
allergie, malattie cardiovascolari, obesità,
diabete, autismo e malattie degenerative
ERNESTO BURGIO
discussione
11.30 l’Arsenico nelle acque destinate a consumo
umano nel lazio: problematiche sanitarie,
ambientali e proposte di intervento
ANTONELLA LITTA
12.00 Cancerogenesi ambientale e
prevenzione primaria
ERNESTO BURGIO
discussione e conclusioni. Verifica con questionario

Relatori
Ernesto Burgio
Pediatra – Presidente ISDE Scientific Committee
Commissione Ambiente e Salute della SIP
(Società Italiana di Pediatria)
Antonella Litta
Referente della sezione ISDE Italia della provincia di Viterbo
Medico di Medicina Generale – Reumatologo

La ISDE Italia – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (www.isde.it) rappresenta nel nostro Paese la
International Society of Doctors for the of Environment e ha contribuito alla realizzazione del Corso.
EVENTO ECM lAZiO-FOR1705 – n.2 CREDITI
Ordine dei Medici Chirurghi
e degli Odontoiatri
della Provincia di Latina
Piazza Angelo Celli, 3 • 04100 Latina
Tel. 0773.693665 r.a. • Fax 0773.489131
info@ordinemedicilatina.it
http://www.ordinemedicilatina.it

Le biciclette di Terracina meritano rispetto

L’apertura di percorsi sicuri riservati alle biciclette per raggiungere i servizi, normalmente presenti nel centro della città, trova il consenso di larga parte dei cittadini che aspirano ad una migliore qualità della vita, molti dei quali stanno civilmente esprimendo la loro richiesta attraverso la forma, sorta e sviluppatasi in campo internazionale, di spontanea partecipazione alla cosa pubblica rappresentata dalla critical mass.

Il WWF da tempo ha prodotto uno schema di rete ciclabile da studiare nella sua fattibilità parziale o totale, un insieme di piste per raggiungere le scuole, i servizi, i mercati,….

1. Dal Papillon al porto

GIALLO

Dal Papillon si utilizza la stradina già esistente a destra della Pontina (per chi viene a Terracina) per lasciarla imboccando la strada per Badino, dove, superando il ponte si ritorna sulla destra della stessa Pontina fino ad innestarsi sul Viale Europa.

VERDE

Da qui, intanto, inizia un percorso a doppio senso fino alla stazione-mare da cui si accede, sempre a doppio senso di marcia, al Viale L. Da Vinci, tutto percorribile fino dal suo nascere da via Badino. Possibile prolungamento fino alla stazione FS.

ROSSO

Dall’innesto della stazione-mare si prosegue sul Viale Europa, questa volta a senso unico, fino a via Sicilia (Ufficio postale), che viene risalita fino al mercato coperto (Scuola media Don Milani); da qui si attraversa via Badino per raggiungere  ITC e Liceo e subito dopo via Ponte Rosso, il canale Morticino e quindi il Viale L. Da Vinci di ritorno.

BLU

Proseguendo, invece, verso il centro lungo via Ponte Rosso, si supera piazza G. Antonelli per innestarsi sul tracciato di pista esistente fino ad arrivare alla passerella (il centro e tutti i suoi servizi); proseguendo a destra per via Dante Alighieri e successivamente per via Manzoni si raggiunge il porto.

2. Il lungomare

ARANCIONE

Straordinaria passeggiata sul lato a mare del lungomare dal porto fino alla Torre del sole (se il Comune riesce a rientrare in possesso del terreno, altrimenti tramite l’ultima traversa si raggiunge il percorso GIALLO), con possibilità di innesto sugli altri itinerari.

3. Da Borgo Hermada al centro di Terracina

 AZZURRO

Dal centro di B.H. fino ai Pantani da basso e al semaforo sulla Pontina, attraversata la quale ci si innesta sul percorso GIALLO proveniente dal Papillon. In alternativa, ne va verificata però l’agibilità, si passa sul ponte-barriera del canale, si raggiunge lungo il Morticino il ristorante “i 12” e da qui lungo l’argine lato mare si potrebbe raggiungere il tratto di pista già realizzato.

Tra scioperi degli addetti e proteste per il caro Tia stenta a vedere la luce il bando per la nuova gestione dei rifiuti a Terracina

   

     L’elaborazione con la relativa pubblicazione del capitolato per la gara     d’appalto per la nuova gestione dei rifiuti a Terracina sta andando troppo per le lunghe. Si pensava di avviare il nuovo sistema a gennaio 2013 ma già si parla di primo bimestre ad essere ottimisti, probabilmente arriveremo a ridosso della prossima stagione estiva. 

La bozza che circola ha alcuni elementi positivi come l’adeguamento alla normativa man mano che questa si sviluppa (il d. lgs. 152 subisce continuamente dei sussulti all’approvazione delle nuove leggi in Parlamento), l’introduzione del “portale riuso, baratto e libero scambio” nel Centro Raccolta Materiale, il passaggio alla raccolta porta a porta e alla domiciliare condominiale in larga parte della città, l’apertura dell’ecocentro, una buona campagna di comunicazione, le isole ecologiche itineranti, l’utilizzo del trasponder applicato ai cassonetti per il riconoscimento delle utenze.

L’utilizzo del trasponder è la novità più significativa, non ne viene specificato lo scopo ma se venisse applicato sul contenitore dell’indifferenziato dovrebbe rappresentare il primo passo per il passaggio alla tariffa puntuale, l’unico vero incentivo alla differenziazione da parte dei cittadini.

Restano elementi negativi la lentezza della progressione del tasso di raccolta differenziata e l’eccessivo numero di anni di durata dell’appalto. Dal punto di vista ambientale e sanitario suscita preoccupazione il possibile uso di diserbanti in strade e piazze.

La condizione per la migliore riuscita di un progetto di raccolta differenziata è l’affidamento del servizio ad una azienda che non abbia compartecipazioni in impianti di smaltimento. L’aver addossato le spese di trasporto e recupero/smaltimento alla ditta appaltatrice (stranamente nella gestione delle isole ecologiche itineranti i costi dello smaltimento/recupero delle frazioni non recuperabili sono a carico dell’amministrazione comunale), concedendole i ricavi della vendita dei materiali raccolti al CONAI, non garantisce da solo il raggiungimento di alti livelli di differenziazione.

Allora, vediamo cosa prevede il capitolato per quanto riguarda l’impianto di conferimento dei materiali (smaltimento o recupero) e se sarà possibile evitare conflitti d’interesse macroscopici.

Scorrendo i diversi articoli si comincia con dichiarare (art.23) che l’organico, domestico e non domestico, dovrà essere conferito in un impianto indicato dall’Amministrazione comunale e così pure la frazione secca (art.24).

Subito dopo, però, la carta (art.25), i metalli e la plastica (art.26), il vetro (art.27), e i cartoni raccolti presso le utenze commerciali (art.28) dovranno essere trasportati a spese dell’appaltatore in un impianto autorizzato, espressione molto vaga che probabilmente vorrà indicare una piattaforma CONAI.

Gli sfalci e le potature, il verde in breve, (art.29) sarà conferito in un impianto scelto dall’appaltatore purchè autorizzato; stessa sorte per gli ingombranti (art.30).

Ci si sta spostando lentamente verso la piena libertà di scelta da parte dell’appaltatore della destinazione finale dei materiali.

Così, quando si parla delle raccolte differenziate estive non domestiche (art.33), cioè a servizio delle attività commerciali soprattutto di ristorazione e degli stabilimenti balneari, l’appaltatore potrà scegliere liberamente l’impianto cui conferire.

Infine, nell’articolo 52 che pare contenga una sintesi viene scritto

“L’appaltatore sarà libero di individuare gli impianti autorizzati presso cui conferire in autonomia

tutti i materiali provenienti dai servizi in appalto, previa comunicazione all’Amministrazione Comunale.”

Insomma, su questo argomento sicuramente importante per la buona riuscita della raccolta differenziata i cui materiali devono essere avviati al riciclo non pare ci sia molta chiarezza.

La prevenzione primaria cala e i tumori crescono. L’analisi di un esperto.

“In Italia, il numero di tumori diagnosticati e’ in costante aumento.  Questo è quello che mostra la Figura a lato, che riporta l’andamento annuale del numero di diagnosi di tumori, ogni 100.000 abitanti: in rosso per gli  uomini e in verde per le donne.
I dati vanno dal 1989 al 2001, ultimo anno, al momento, disponibile e la linea tratteggiata riporta l’andamento medio del periodo studiato, con i tumori femminili che mostrano un aumento maggiore di quello maschile.
La fonte di queste informazioni sono sei registri tumore  in funzione in Italia (Firenze, Modena, Parma, Ragusa, Emilia Romagna, Torino).
Nel 1989, in una popolazione di 100.000 donne e di altrettanti uomini, si diagnosticavano, rispettivamente, 217 e 305 tumori.
Nel 2001 (ultimo dato disponibile), i casi diagnosticati sono passati a 261 donne e 337 uomini.
Questi dati denunciano una costante perdita di salute in una importante parte della popolazione italiana ( quella controllata dai sei registri),  peraltro una minoranza rispetto al resto dei connazionali che non hanno ancora un adeguato monitoraggio tramite Registi Tumori.
Questi  dati sono anche il bilancio tra alcuni specifici tumori in calo (stomaco, per entrambi i sessi e tumore polmonare, solo negli uomini) e tutti i tumori in aumento o stabili che colpiscono gli altri organi.
Chi fosse interessato, può andare a vedere anche questi andamenti, non solo in Italia, ma in tutti i cinque Continenti.
Un simile andamento in crescita risulta in altri registri tumori italiani, non compresi in questa statistica, come il Registro Tumori della Liguria  e quello della provincia di Varese, il primo avviato in Italia, nel 1979.
La concordanza di tutti i dati disponibili e la serietà della Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro che li ha validati, non lascia dubbi: a prescindere dall’invecchiamento della popolazione, che e’ stato opportunamente corretto nei dati riportati, gli italiani negli ultimi anni, si ammalano di tumore più facilmente di alcune decadi or sono.
Il grafico mostrato, ha un chiaro significato: in Italia, complessivamente,  la prevenzione primaria dei tumori non ha funzionato.
Nel tempo, nuove cause di tumore (campi elettromagnetici? ftalati? nanopolveri? distruttori sistema endocrino? Chernobil? …) si sono aggiunti alle vecchie cause (amianto, sigarette, esposizioni professionali, cancerogeni ambientali) e non siamo riusciti, in modo adeguato, ad individuarle e ad eliminarle.
Questo scoraggiante risultato non e’ casuale.
In Italia si e’ investito poco o nulla nella ricerca sulla prevenzione primaria dei tumori e sulla ricerca in generale.
Anzi, con la scusa del debito, si stanno, di fatto,  smantellando tutti i centri di ricerca che si erano occupati di prevenzione.
Il motivo e’ terribilmente semplice: ricerca e prevenzione non rendono!
I cancerogeni di origine ambientale, professionale ed industriale, noti e ancora ignoti, e chi continua a produrli ed usarli, ringraziano.”

Federico Valerio

La malavita viene a Terracina per le ferie, dicono gli amministratori.

Continuiamo a farci del male!

La politica dello struzzo ci sta portando soltanto guai.

 

Fa bene l’Associazione Caponnetto a tenere alta la guardia  organizzando convegni e mettendo a disposizione dei cittadini strumenti per la conoscenza del fenomeno e per contrastarlo senza fare gli eroi.

Il prossimo convegno si terrà il 29 settembre, alle ore 16,30, a Formia ( presso l’Appia Grand Hotel sito sulla via Appia Lato Napoli).

L’Associazione Caponnetto comunica che saranno presenti alti magistrati antimafia, esponenti delle forze dell’ordine, giornalisti d’inchiesta di fama nazionale e associazioni antimafia di Casal di Principe,di Scampia ecc.

E gli amministratori (locali, provinciali, regionali)?

Nel convegno di giugno a Terracina erano presenti qualche consigliere comunale e, pare, nessun amministratore.

Ora l’Associazione mette a disposizione dei cittadini un sito dove si possono trovare video, audio, fotografie, verbali delle commissioni parlamentari antimafia, sentenze, articoli di giornali e quanto altro riguardi mafie ed antimafia.

La malavita inquina!

Il nostro 11 settembre: sgombero delle macerie del prefabbricato di via Cambellotti

Dopo una lunga attesa finalmente il prefabbricato-monstre di via Cambellotti è venuto giù.

C’è voluta tutta l’insistenza di mamme e insegnanti della Scuola dell’infanzia e delle Elementari perchè l’abbattimento avvenisse in un periodo non scolastico.

Lo sgombero delle macerie, però, sta avvenendo nelle ultime ore prima dell’apertura dell’anno scolastico.

Sarà tutto pulito per giovedi 13 settembre quando una folla di bambini e genitori girerà nei dintorni?

Lettera di minaccia al WWF Lazio

A RISCHIO L’OASI WWF DI PIAN S. ANGELO

IL PREFETTO DI VITERBO INTERVENGA SUBITO

E’ arrivata questa mattina presso la sezione regionale del WWF Lazio una lettera anonima di minacce firmata “Cacciatori Integralisti Laziali” recante per oggetto la dicitura “Dichiarazione di Guerra”, con la quale si avanzano ipotesi di danneggiamenti al Monumento Naturale Pian S. Angelo nel viterbese e Oasi WWF, per il quale la Regione Lazio sta approvando il regolamento del piano di gestione affinché l’area sia tutelata secondo la legge. Le minacce fanno riferimento anche ad altre aggressioni sia a livello regionale che nazionale.

 

La missiva arriva a pochi giorni dalla stop deciso dal TAR del Lazio alla preapertura della caccia nei giorni del 1 e 2 settembre su ricorso della nostra associazione e dopo la nostra denuncia di nuove uccisioni di lupi anche da parte di bracconieri all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

 

“Riteniamo gravissimo il contenuto della lettera – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio – e anche l’aggressività sviluppata da taluni cacciatori sui vari blog ospitati dalle associazioni venatorie. Chiediamo a quest’ultime di intervenire rimuovendo tutti i post offensivi e violenti. Presenteremo urgentemente querela per l’individuazione dei responsabili, chiedendo già da oggi a tutte le forze dell’ordine di aumentare i controlli per scongiurare qualsiasi condotta illecita volta a colpire il patrimonio indisponibile dello Stato e la nostra Associazione. Attendiamo oggi le determinazioni del Ministro Catania certi che la caccia verrà sospesa per i motivi ormai noti a tutti”.

 

Roma, 5 settembre 2012                                           

Contatti stampa:  Cesare Budoni – cell. 349 6040937

Altre due lupe uccise: i bracconieri incrementano la lista della strage nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

 

Nell’anniversario dei 90 anni del Parco

non arrivano regali ma notizie di altre uccisioni

 

Ad una settimana dai festeggiamenti dei 90 anni del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise non arrivano regali ma solo cupe notizie delle attività criminali di bracconieri assassini.

Le ultime due lupe trovate morte nei giorni scorsi si uniscono alla lunga lista di animali selvatici che, nel tempo, sono caduti per mano umana in un territorio che invece doveva proteggerli.

E, purtroppo, una delle due lupe (uccisa a fucilate!) aveva partorito solo un paio di mesi fa, per cui i suoi piccoli, forse cinque, sono sicuramente morti poco dopo, se non prelevati da colui che imbracciava il fucile, magari per venderli nei mercati illegali. Un fatto simile era accaduto appena tre mesi fa, ad inizio giugno, sempre nella stessa località (Val Canneto, versante laziale del Parco), cosa che potrebbe far pensare che dietro ci sia la stessa mano. Viceversa sarebbe drammatico se nella stessa località ci fossero più persone dedite a simili gesti!

E’ alquanto preoccupante vedere come in un’area protetta storica continuino a perpetrarsi atti di bracconaggio e di violenza gratuita nei confronti degli animali selvatici, alcuni dei quali sono al limite dell’estinzione (basti pensare all’orso bruno marsicano, anch’esso oggetto frequente di azioni brutali).

Le aree protette, oltre ad essere dei luoghi selezionati nei quali tutelare ancor più che altrove la biodiversità e gestire in modo razionale le risorse naturali, dovrebbero essere dei laboratori privilegiati in cui sviluppare stili di vita e modelli comportamentali dell’uomo volti al rispetto di ciò che ci circonda.

Quanto racconta la cronaca quotidiana ci fa ritenere, invece, di essere ancora lontani dal raggiungimento di questi obiettivi, anche laddove le aree protette sono state istituite da tantissimi anni (Abruzzo, Circeo, Simbruini, Posta Fibreno, ecc.).

“Chiediamo alla gestione del PNALM – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio – di investire con urgenza nell’educazione e nella sensibilizzazione dei cittadini,  affinché diventi un sentimento unanime la condanna di queste condotte così violente ed insensate nei confronti degli animali selvatici”.

Ci auguriamo che i responsabili di tali atti possano essere identificati e puniti e che queste due recenti morti possano essere davvero le ultime. Nelle aree protette è oggi necessario avviare un percorso di rinnovamento delle modalità di gestione, troppo spesso attente più agli equilibri politici esterni o ai benefici economici di alcuni, piuttosto che alla conservazione dei beni comuni e ad un vero sviluppo sostenibile.

 

Roma, 2 settembre 2012                                           

 

Contatti stampa:  Cesare Budoni – cell. 349 6040937