Si ripete la tradizionale passeggiata del Giovedi Santo

Il sentiero CAI 541, è stato intitolato al Professor Emilio Selvaggi nostro amico indimenticabile e indimenticato. Un amante delle nostre colline, della natura, un precursore nell’educazione ambientale e del trekking in una città di mare.

La decisione è stata presa dalla Commissione Sentieri del CAI Regionale ed il nuovo nome “Sentiero Emilio Selvaggi” è stato inserito nel catasto sentieri del CAI Lazio.

Una vita, la sua, impegnata nel far accrescere, nelle nuove generazioni, la consapevolezza dei luoghi per diventare cittadini consapevoli in grado di tutelare il grande patrimonio storico e paesaggistico di cui la città di Terracina dispone. Educare alla complessità della vita attraverso l’esposizione semplice, fatta di storie, racconti ed aneddoti che segnano indelebilmente la memoria di chi li ascolta, e questa intitolazione sembra, a noi tutti che l0 abbiamo amato, il riconoscimento più bello.

Per inaugurare la dedica del sentiero CAI 541 ad Emilio Selvaggi, riprendiamo una vecchia tradizione: la passeggiata del Giovedì Santo.

Ogni anno, il Prof. Selvaggi amava inaugurare le vacanze pasquali con questa bellissima escursione sulle nostre colline; un anello che incontra, a metà percorso circa la fonte di Santo Stefano dove ci si può fermare e riposare.

Percorrere tutto il sentiero, in 4 ore e 30 minuti comporta una difficoltà medio-facile.

L’appuntamento per chi vuole partecipare è nel piazzale del cimitero alle ore 9.00 di giovedì 14 aprile. La partecipazione è libera e senza responsabilità da parte delle associazioni organizzatrici.

I minori dovranno essere accompagnati dai genitori o da un adulto. 

Una splendida mattinata in ricordo di Giovanni

Domenica 13 marzo cadeva la ricorrenza della morte di Giovanni Iudicone, uomo giusto e che sarà sempre ricordato da chi lo ha amato e stimato come esempio di Umanità, Pace e Amore per la Natura.

Per ricordarlo si è svolta una piccola cerimonia durante la quale è stata posta una piccola targa nel luogo dove già un’altra ricorda Emilio Selvaggi.

Alla cerimonia hanno partecipato, oltre alla famiglia, gli amici di sempre del WWF e tante altre persone che con lui hanno condiviso sogni, progetti e battaglie; tra questi i rappresentanti di una delle classi di studenti che Giovanni ha guidato alla crescita come donne, uomini e cittadini consapevoli.

Sono stati proprio questi “giovani” che hanno donato al parco una nuova bandiera della Pace con una dedica e le firme di tutti loro.

La targa è stata donata dall’artista Raffaella Menichetti, legata da affetto e stima a Giovanni, dall’idea di Rodolfo Ravasi.

La presenza di tante persone è stata ancora una volta la testimonianza del grande patrimonio morale lasciato da Giovanni Iudicone. Dagli interventi di chi ha voluto contribuire con un proprio pensiero di stima e affetto, è emersa la presenza tangibile di questa figura nella vita di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e fare con lui un tratto di strada.

La sua famiglia WWF continua a mantenere vivo il suo ricordo e il suo insegnamento con la cura del parco della Rimembranza, diffondendo e coltivando lo spirito di giustizia e Pace che erano la sua cifra, praticata fino alla fine della sua vita ricordando, con iniziative culturali, la figura di Don Milani, come faceva ricordare Stefano Soscia.

In questo momento, più che mai, ricordando Giovanni diventiamo strumenti di Pace.

Anche Terracina nel Cammino europeo della Via Francigena da Canterbury a Santa Maria di Leuca

Abbiamo appreso con piacere la notizia che l’Associazione Europea delle Vie Francigene ha approvato all’unanimità il percorso della via Francigena del Sud che, passando da Terracina, parte da Roma e arriva a Santa Maria di Leuca.

Esprimiamo il nostro ringraziamento alla Sindaca ff e all’assessore Barbara Cerilli, perché questo risultato premia il loro impegno; impegno che siamo sempre stati solleciti a sostenere, in qualsiasi momento anche in quelli di maggiore difficoltà nel promuovere questo percorso che invece può arricchire la nostra città di un turismo sostenibile, il turismo lento, rispettoso dell’ambiente e delle persone e di questo ne siamo sempre stati convinti. Nel loro successo vediamo anche un po’ del nostro impegno appassionato, così come siamo felici della decisione della costruzione di un ostello, idea che abbiamo sempre sostenuto con forza.

 

Siamo convinti che l’amministrazione tutta sia convinta della immutata disponibilità della nostra associazione a collaborare come ha sempre fatto affinché questo percorso sia sempre più conosciuto e con esso la nostra bella città. Sono più di dieci anni, infatti, che accogliamo i gruppi di camminatori nel parco della Rimembranza.

 

 

 

Siamo altresì convinti che sia fuori discussione il disappunto per lo spiacevole episodio che ci ha visti protagonisti e che non sarebbe avvenuto se non avessimo avuto la notizia da una fonte attendibile, almeno così credevamo, e non dai social.

 

 

 

Un ringraziamento va anche al “Gruppo dei 12” associazione a cui apparteniamo fin dai tempi di Emilio Selvaggi che ne è stato sempre un grande sostenitore.

Uomo e Natura, inizia alla Rimembranza una rassegna di docufilm

Continua al Parco della Rimembranza la collaborazione dell’Associazione FUORI QUADRO con il Gruppo Pontino del WWF Litorale laziale.

Dopo la presentazione del libro Presunzione dello scrittore Luca Mercadante (Minimum Fax, 2019)  e in attesa  di Aisha Cerami che il 13 settembre inaugurerà il tour di presentazione del suo romanzo Gli altri (Rizzoli 2019) partendo proprio da Terracina,  ecco il programma del minifestival di docufilm organizzato dagli amici di FUORI QUADRO.

Le proiezioni inizieranno sabato 7 e andranno avanti fino a martedì 10 settembre.

Ovviamente, a ingresso libero.



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del parco sarà vietato.

Archeologia a Terracina: dalle mura ciclopiche al cemento armato.

Terracina è nota non soltanto per il suo mare ma anche (e vorremmo dire soprattutto) perché è una città d’arte. Può infatti far mostra di numerosi monumenti che si sono stratificati in millenni di storia, senza citare le tracce di postazioni  e ripari già utilizzati in epoche preistoriche.

Le opere più significative, alcune delle quali non ancora portate alla luce dagli scavi archeologici, ci sono state lasciate dall’occupazione romana.

Il parco della Rimembranza, riprendendo la tradizione estiva di organizzare e ospitare eventi  culturali aperti a tutti, avvia il cartellone 2019, iniziando proprio dall’archeologia, con un incontro con l’archeologo Pier Carlo Innico che mercoledì 21 agosto, a partire dalle ore 21, tratterà  il tema:

“Terracina romana. Il punto tra topografia, urbanistica, sondaggi preventivi e scavi.”

In una sera di mezzagosto duemila anni di storia. Dalle mura ciclopiche al cemento armato.



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto, arrivati alla capienza programmata, l’accesso all’area eventi del parco sarà vietato.

L’Appia Day 2019 fa rivivere il latino, iniziativa del Gruppo dei Dodici in sette Comuni da Terracina a Castelforte

Il Centro Studi Via Francigena di Fondi gestito dal Gruppo dei Dodici ha preso l’iniziativa di animare la giornata celebrativa dell’Appia Day fuori Roma inserendovi letture di testi latini lungo il percorso da Terracina a Castelforte.

In un comunicato del Gruppo si legge

L’Appia Day 2019 fa rivivere la lingua latina

Un’occasione per avvicinare i giovani allo studio del latino

La Via Appia Antica voluta dal censore Appio Claudio nel 312 avanti Cristo è un patrimonio in primo luogo d’Italia e poi di tutta l’umanità.

Da quattro anni si tiene la sua festa da Roma fino in Puglia. Uno dei suoi tratti più belli scorre nel sud del Lazio da Terracina al confine con la Campania, che molti chiamano la “Costiera degli Ausoni e Aurunci”.

Fra le meraviglie di questo tratto è una serie di bellissimi resti di monumenti romani antichi in ogni cittadina, che si susseguono come perle di una collana: un’antica piazza e teatro a Terracina, la tomba di un imperatore a Monte san Biagio, un bellissimo tratto di strada romana a Fondi e Itri, la tomba di Cicerone a Formia, il mausoleo di Planco, generale di Giulio Cesare a Gaeta, le rovine di un’intera città romana a Minturno e i resti della villa romana di un filosofo a Castelforte.

L’Appia Day è l’occasione di fare rivivere questi antichi monumenti. Tra l’11 e il 19 maggio si  faranno sentire prima in latino e poi in italiano brani della  letteratura dei maggiori autori latini in qualche modo connessi con ciascun  monumento e cioè fra altri di Seneca, Marziale, Tito Livio, Cicerone, Giulio Cesare, Plotino, fino a San Gregorio.

Si creerà così un’atmosfera che attrarrà gli ascoltatori,  ma specialmente i giovani, che potranno apprezzare il grande valore che ha la civiltà antica alla base della cultura del giorno d’oggi.

 

Tutte le iniziative che si svolgeranno nell’occasione sono presenti sul sito dell’Appia Day  http://www.appiaday.it/programma-2019-fuori-roma/

Ieri in una sessione del Festival delle emozioni di Terracina si è ripreso a parlare dell’ex-convento di San Francesco

Ieri mattina in una sala della scuola E.Fiorini di Terracina si è tenuto il convegno sullo stato attuale del complesso dell’ex-convento di San francesco con un occhio al suo riuso futuro.

Il convegno ha avuto il patrocinio del comune di Terracina, della presidenza del Consiglio della Regione Lazio, del parco dei Monti Ausoni, della Fondazione Città di Terracina, delle Università di Catania, di Siracusa e della Sapienza di Roma.

Che i cittadini terracinesi  abbiano un legame sentimentale con l’ex-convento di San Francesco è fuori di ogni dubbio: quando era adibito ad ospedale molti vi sono venuti alla luce e poi vi hanno provato l’emozione di veder nascere i propri figli e di farsi curare i piccoli e grandi acciacchi che la vita riserva a tutti noi.

Bene ha fatto quindi il Festival delle emozioni ad inserire nel programma 2019 questo convegno voluto dalle tre associazioni culturali e ambientaliste storiche della città, ARCHEOCLUB, CULTURA E TERRITORIO E WWF.

Il convegno ha focalizzato la propria attenzione sullo stato attuale di tutto il complesso provando a prevederne il futuro.

Lo stato attuale lo vede quasi del tutto scoperchiato dall’evento meteorologico estremo del 29 ottobre scorso che venne a completare l’opera dell’abbandono in cui versava da oltre 25 anni.

L’abbandono della struttura risale ai primi anni 90 quando il decreto De Lorenzo lo sottrasse con una sorte di scippo alla comunità. Era già costruito il nuovo ospedale e mancava soltanto il trasloco.

Da allora è passato alla ASL finendo nel degrado totale; è stato vandalizzato, spogliato di arredi e incendiato in alcune parti, mentre nel frattempo tutta l’area comprendente anche il parco della Rimembranza entrava nel perimetro del Parco degli Ausoni.

In questi oltre due decenni le associazioni hanno cercato di tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica  sullo stato di degrado della struttura nella speranza di un intervento di tutela non solo normativa.

 

Sul colle di San Francesco la Storia, antica e contemporanea, ha lasciato i suoi segni. L’architetto Caterina Carocci ne ha tracciato una panoramica dal secondo dopoguerra ai giorni nostri.

 

 

 

Cosa fare del complesso? I vincoli a cui è sottoposto sono tanti e solo ancora un uso pubblico dovrà essere il suo destino. Nel silenzio della quasi generalità delle forze politiche e di amministratori pubblici il convegno è servito ad aprire il dibattito presentando una proposta. L’ha fatta la neo architetto Verdiana Longhitano che ha illustrato la sua tesi di laurea ACROPOLIS-PER UN ECOMUSEO DEL TERRITORIO SUD PONTINO.

Porta a mare del parco degli Ausoni, il complesso ristrutturato con piazza, orti, biblioteca, ospitalità per camminatori sarebbe al centro di un ecomuseo ramificato sul territorio tra  Camposoriano, la sughereta di San Vito a Monte san Biagio, l’Abbazia di San Magno a Fondi e le grotte di Pastena, solo per citare gli elementi più rilevanti della nostra zona.

 

Il riuso di strutture antiche è abbastanza comune nella storia dell’architettura e l’architetto Anna Giovannelli condividendo quanto esposto dalla neo architetto Longhitano ne ha portato molti esempi italiani e internazionali.  

 

 

In sala pare non fossero presenti amministratori e politici ad eccezione della consigliera Gaia Pernarella che ha il merito di essere riuscita nel Consiglio regionale a fare inserire nel perimetro del parco degli Ausoni l’ex-convento e il sottostante parco della Rimembranza.

Calorosa accoglienza alla Rimembranza dei camminatori guidati dal Gruppo dei Dodici

Come previsto il gruppo dei viandanti (tedeschi, norvegesi e americani) sulla via Francigena del sud è stato accolto a Piazza Palatina da camminatori locali che li hanno accompagnati fino alla Rimembranza.

Lungo la strada hanno incontrato Francesco Ciccone e Angelo Giuliani, i musici viatores, che con la loro musica di ispirazione medievale li hanno sollecitato a danzare.

 

Quasi in corteo al seguito dei musici i camminatori hanno raggiunto la Rimembranza.

 

Al parco una tavola imbandita con i tipici prodotti gastronomici terracinesi, favette, ciambelle di magro e vino moscato, già solo con la vista ha fatto dimenticare la fatica della lunga camminata.

 

Qui, mentre i musici continuavano la loro esibizione con una lezione sugli strumenti antichi utilizzati, i camminatori apprezzavano il ristoro offerto dal gruppo pontino del WWF Litorale laziale.

 

 

Il saluto dell’amministrazione comunale è stato portato dall’assessore Barbara Cerilli. Francesco Ciccone ha tradotto in inglese le parole dell’assessore.

 

Simpatico e straordinario l’incontro con una viandante, socia WWF di Washington D.C., che ha voluto farsi fotografare con i soci terracinesi e sulla terrazza tenendo avanti la bandiera del panda.

 

 

 

 

Pasquetta alla Rimembranza, il parco riapre dopo la devastazione subita il 29 ottobre scorso

I danni prodotti nel parco dall’evento meteorologico estremo del 29 ottobre non sono ancora del tutto riparati ma già due livelli sono agibili e il momento della fioritura primaverile delle essenze non può essere negato ai cittadini e ai turisti presenti in città in questi giorni festivi.

La Rimembranza riapre al pubblico pur con alcuni limiti di fruizione proprio in occasione delle feste pasquali.

Il gruppo pontino del WWF Litorale laziale nell’augurare a tutti i cittadini di passare delle buone feste invita coloro che lunedì non vogliono allontanarsi dalla città a venire alla Rimembranza dove sarà possibile trascorrere una giornata serena in un ambiente accogliente.

 

 

 

 

 

 

 

Il parco aprirà alle ore 10 e verrà chiuso alle 18 permettendo così di consumare pranzi al sacco con l’unica avvertenza di non portare alcun tipo di contenitori o strumenti di plastica.

Tra la Norvegia e la città di Terracina c’è più di un’amicizia

Venerdì 12 aprile arriverà a Terracina un gruppo di 22 camminatori norvegesi desiderosi di conoscere il tracciato dell’Appia antica da Roma fino a Sessa Aurunca e i monumenti di rilevanza storica, artistica e archeologica sparsi lungo il percorso.

Il cammino è stato organizzato da Else L’Orange che ha chiesto la collaborazione dell’Archeoclub per la conoscenza del centro storico della nostra città e dell’Appia che l’attraversa e del WWF per la guida dei camminatori da Terracina fino a Sessa Aurunca.

Il gruppo arriverà dai castelli romani a bordo di piccoli mezzi alle ore 17 e si fermerà per un breve saluto nel parco della Rimembranza che sta per essere riaperto al pubblico, anche se parzialmente, dopo l’evento catastrofico del 29 ottobre. Subito dopo il gruppo inizierà la visita guidata del centro storico e dell’Appia superiore a cura di Lavio Grossi dell’Archeoclub prima di trasferirsi in un albergo cittadino. L’indomani i camminatori si muoveranno verso Piazza Palatina per raggiungere Fondi accompagnati da Oreste Polito indicato dal WWF, uno degli autori della guida della Via Francigena del sud lungo l’Appia Francigena-Strata peregrinorum.

Questo passaggio di un gruppo così nutrito di norvegesi casualmente viene dopo lo scambio culturale avvenuto in tempi recenti fra Terracina e il Paese scandinavo con la presentazione della guida (in lingua italiana e norvegese) della nostra città.

Il WWF ha chiesto al sindaco Nicola Procaccini e all’assessore alla Cultura Barbara Cerilli di essere presenti alla Rimembranza nel momento dell’accoglienza dei camminatori e i due amministratori hanno garantito la loro partecipazione. L’assessore Cerilli intende offrire al gruppo norvegese un piccolo ristoro con prodotti locali all’arrivo alla Rimembranza.

Uno dei camminatori, Einar Erlingsen, ha inviato una nota come presentazione del gruppo.

Tra i camminatori del gruppo c’e un protagonista se così si può dire, Eivind Luthen, storico delle religioni. Più di vent’anni fa ha ridato vita al movimento dei pellegrini in Norvegia, fermo dai tempi della riforma del 1536. Un’ispirazione venuta dopo una visita a Santiago de Compostela, che in quel periodo stava riportando a nuova vita anche le proprie tradizioni legate alle vie pellegrine .
Luthen ha fondato la comunità di Pellegrini “St, jacob” in Norvegia, e ha preso l’iniziativa per ripristinare l’antico cammino da Oslo al Duomo di Nidaros, a Trondheim, sepolcro del Re Santo Olav. Altri itinerari di pellegrinaggio si sono aggiunti, oggi si può attraversare l’Europa in ogni direzione su nuove strade e nuovi sentieri segnati .

In questi giorni sia Einar che Eivind partecipano a un seminario in occasione della marcatura di un nuovo percorso pellegrino da Oslo a Larvik, che verrà inaugurato entro l’anno. Ci si imbarca nella cittadina di Larvik per Hirtshals in Danimarca, dove si potrà proseguire per sentieri segnati, attraversando l’Europa verso sud.

Il loro avvicinamento al movimento dei pellegrini risale a vent’anni fa, quando Odd Meyer (uno del gruppo) e Einar, di impulso hanno partecipato al cammino da Royken a Toensberg, (Toensberg è la città di provenienza del gruppo ) con la guida di Eivind. Si celebravano gli 800 anni della Chiesa locale di Sem. Poi anche Karin, la moglie di Einar si è appassionata e insieme sono diventati promotori di un pellegrinaggio successivo da Le PUY in Francia in direzione Spagna e Santiago. In compagnia di una dozzina di amici, camminando 7/8 giorni l’anno, riprendendo dove avevano lasciato l’anno precedente hanno impiegato 7 anni per arrivare a Santiago. Molti di coloro che facevano parte del gruppo iniziale partecipano ancora.

Negli anni a seguire hanno camminato in Norvegia, Portogallo e gli ultimi quattro anni in Italia, con arrivo a Roma l’anno scorso.