A settembre l’annuale Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, a Terracina è ora di andare oltre la celebrazione!

Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (16-22 settembre 2019)

Quest’anno la campagna della Settimana Europea della Mobilità punta i riflettori sulla sicurezza del camminare e andare in bicicletta in città e sui vantaggi che può avere per la nostra salute, il nostro ambiente e il nostro conto in banca! Le modalità di trasporto attivo sono prive di emissioni e aiutano a mantenere sani il nostro cuore e il nostro corpo. Anche le città che promuovono la marcia e il ciclismo ​​sono più attraenti, meno congestionate e consentono una migliore qualità della vita.

In termini di benefici per la salute individuali, gli studi dimostrano che i ciclisti vivono in media due anni in più rispetto ai non ciclisti e trascorrono il 15% in meno di giorni di lavoro per malattia, mentre 25 minuti di camminata veloce al giorno possono aggiungere fino a sette anni alla vostra vita! (ISPRA)

Questo è il tema centrale della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile ma la ripetizione annuale di questa Settimana non deve essere intesa come la ricorrenza di una manifestazione di civiltà e cultura ambientale, ma come un serio stimolo a ricordarsi che il problema è sempre più grande e deve essere affrontato, studiato e possibilmente risolto, non soltanto celebrato.

Anche il Manuale preparato dalla Comunità Europea parla di misure a lungo termine.

Questo aspetto  motiva seriamente la nostra partecipazione attiva a detta Settimana anche in considerazione che quest’anno l’overshoot day cade il 29 luglio, cioè in sette mesi abbiamo consumato tutte le risorse prodotte dalla Terra nell’intero anno 2019 e addirittura l’Italia ha esaurito quelle prodotte sul territorio nazionale il 15 maggio!

Va ricordato che quello che è successo lo scorso autunno nel nostro territorio e in buona parte del Paese, dovrebbe far riflettere sulla necessità di intervenire seriamente sui fattori che hanno contribuito ai rapidi e nefasti cambiamenti climatici, che comunque si stanno manifestando in tutte le stagioni e renderanno la nostra vita e quella delle future generazioni sempre più difficili e precarie.

Intervenire sul tessuto urbano, sul traffico, sulle abitudini sui consumi e gli stili di vita sarà una condizione sempre più indispensabile per garantire la sopravvivenza.

Sicuramente il traffico e le infrastrutture sono elementi che hanno grande ruolo nella produzione del calore, dei gas serra, dell’inquinamento in generale.

Per fortuna Terracina è una media città costiera che in qualche modo si giova delle risorse naturali come il  mare, ampi spazi, correnti e buon clima che permettono di sopportare meglio gli stress. Contemporaneamente, però, anch’essa contribuisce proporzionalmente all’inquinamento ed al surriscaldamento dell’atmosfera e del mare con gli stessi mezzi e sistemi degli altri

L’utilizzo eccessivo delle auto e dei mezzi a motore per gli spostamenti e le necessità di vita e lavoro, produce quota parte dell’inquinamento e del calore che alla lunga condizioneranno pesantemente le nostre  vite. Inoltre, nell’immediato produce sovraffollamento, ingorghi del traffico, pericoli, erosioni di cui tutti soffrono perché sono direttamente coinvolti. Più questi fenomeni aumentano e più cresceranno i valori dei fattori climatici sensibili e gli effetti negativi indotti a livello generale, che a loro volta producono eventi calamitosi sempre più gravi.

Affrontare seriamente il sistema della mobilità è sicuramente un modo per migliorare la vita dei cittadini e di influire meno sui cambiamenti climatici.

Gli interventi più importanti ed urgenti che noi proponiamo sono:

  • Potenziare il più possibile il trasporto pubblico, rendendolo potenzialmente sempre più disponibile su tutto il territorio comunale e per la maggior parte dei possibili utenti. Con la sua diffusione si potranno utilizzare mezzi meno inquinanti e produttori di calore e CO2.
  • Diffondere, facilitare, indirizzare, favorire, l’uso delle biciclette e del muoversi a piedi soprattutto nella vasta zona pianeggiante del territorio comunale, non soltanto con la realizzazione di piste ciclabili, ma con la cura di tutte le superfici utilizzabili, rendendo sicuri l’asfalto e i marciapiedi, i passaggi pedonali, la segnaletica, intervenendo sulle principali direzioni del traffico e realizzando ampie zone di divieto di fermata.
  • Associare all’uso delle biciclette la possibilità di poter usufruire di facilitazioni sui parcheggi di scambio e sugli abbonamenti dei trasporti pubblici. Organizzare con le ditte presenti sul territorio convenzioni sulle manutenzioni e sugli acquisti di nuove. Indicare come vuole il nuovo Codice della strada agli stop e ai semafori un’area di arresto per i ciclisti davanti alle auto.
  • Intervenire seriamente sui marciapiedi, sulla segnalazione e sui varchi per renderli usufruibili ai pedoni, alle carrozzine, agli invalidi. Rendendo possibilmente fruibile per gran parte della città un percorso sicuro e protetto da almeno un lato di ogni strada.
  • Cercare di contenere il volume di traffico, evitando di pensare solo ai parcheggi nelle aree più sensibili, obbligando i mezzi privati esterni a sostare nelle zone periferiche ed ai turisti e visitatori ad utilizzare il trasporto pubblico, come si fa ormai nelle più civili ed avanzate città europee.
  • Individuare isole pedonali in aree centrali e strategiche alla vita sociale.
  • Riportare il passaggio dei mezzi COTRAL per via Badino restaurata dove va imposto il divieto di fermata delle auto su un lato.
  • Rendere gratuito il parcheggio, come già avviene in molte città e come avviene a Roma e Latina, entro le strisce blu per le auto elettriche e ibride.

 

 

A Terracina in un anno abbiamo perso centinaia di alberi riducendo significativamente la superficie a verde per abitante

A Terracina fino all’anno scorso la presenza degli alberi era un fatto riconosciuto e apprezzato anche se non tutte le specie erano ritenute adatte a essere presenti in vie e viali cittadini.

Dal 29 ottobre 2018, giorno in cui il violento e catastrofico evento meteorologico mise in ginocchio parte della città abbattendo alberi, scoperchiando case e purtroppo anche causando lutti, è scoppiata una frenesia parossistica di liberarsi prima possibile di alberi prossimi alle abitazioni, soprattutto pini.

Gli stessi parchi cittadini, Montuno, Chezzi e Rimembranza, che furono devastati in quei pochi e drammatici minuti  perdendo decine di alberi non vedono ancora realizzare un serio intervento di ripiantumazione.

A questo si aggiunge l’abbattimento da parte dell’amministrazione comunale dei platani di via Roma con l’impianto di nuove essenze che ha reso il piazzale dell’ex-autolinee una landa deserta in cui i pendolari in attesa dei bus sono costretti a cercare riparo dal sole cocente sotto due minuscoli carrubi.

 

 

Nella stessa area qualcuno ha capitozzato in maniera indegna un bagolaro storico, operazione  che non si giustifica in alcun modo a meno che si dimostri una sua malattia in corso, ma anche in questo caso l’intervento di un esperto l’avrebbe risanato lasciandolo nella sua maestosità.

 

Questo modo di potare gli alberi eliminandone la chioma, così comune qui a Terracina, indebolisce le piante rendendole brutte e pericolose, come si legge anche nei siti specializzati.

Prima ancora del 29 ottobre erano stati abbattuti i pini di via Badino per rinnovare il manto stradale e creare le condizioni di una mobilità sicura per pedoni, persone in difficoltà e mamme con carrozzine.

Alla presentazione del progetto pur accettando a malincuore l’abbattimento degli alberi chiedemmo delle misure di compensazione oltre a una minirotatoria all’intersezione di via Badino con via Pecs.

Il 30 luglio 2018 scrivemmo

L’abbattimento dei pini di via Badino, quindi, obbliga l’amministrazione a realizzare nell’area una piantumazione di altre piante, di età apprezzabile e scelte dall’apposito Tavolo di Agenda 21, individuando tutti gli spazi pubblici dove sia possibile farlo, a partire dal parco di via Bachelet, dalle aree laterali poste all’imbocco di via Borromini su via Badino e su tutto il terreno incolto della stessa via Borromini ma anche acquisendo eventuali porzioni di terreno poste lungo la strada oggetto della riqualificazione.

Tra i molti vantaggi della presenza degli alberi in un’area  vanno ricordati la riduzione del rumore, l’assorbimento dell’anidride carbonica (CO2) e la fissazione del carbonio nei tessuti. Inoltre, gli alberi migliorano la qualità dell’aria rimuovendo dall’atmosfera inquinanti quali ad esempio l’ozono (O3), il biossido di azoto (NO2), il monossido di carbonio (CO), l’anidride solforosa (SO2) e il particolato (PM10, PM2.5) attraverso assorbimento stomatico e/o deposizione sui tessuti arborei (foglie, rami, tronco).

L’altra funzione molto importante della presenza di alberi in ambiente urbano è il condizionamento climatico delle abitazioni circostanti che comporta un risparmio energetico, d’estate con il raffreddamento e d’inverno con il riscaldamento, con conseguente riduzione di emissione di anidride carbonica in atmosfera.

Questa nostra richiesta di compensazione pare non essere stata presa in considerazione mentre i lavori sulla strada si sono fermati proprio dove comincia la parte più problematica con marciapiedi sconnessi e quasi inesistenti e fondo stradale al livello di una strada di campagna.

Cena alla Rimembranza per gli ospiti della città gemellata di Exeter che lasciano Terracina

Ieri sera la Rimembranza ha aperto il cancello per ospitare il gruppo di cittadini di Exeter nel loro ultimo giorno di permanenza nella nostra città.

Soci dell’AEDE e del WWF e le famiglie ospitanti hanno voluto salutare questi nostri concittadini europei con una cena in un luogo che proprio al tramonto diventa magico.

Mozzarelle, parmigiana di melanzane, olive, couscous, salumi locali, focacce, ricotta, tartine, ciambelline di magro, vino moscato e poi uva, cocomeri, melone e gelsi hanno solleticato i gusti degli ospiti.

Prima della cena Elisabeth Selvaggi ha illustrato il parco agli amici inglesi utilizzando la loro lingua e subito dopo i due responsabili dei gruppi del gemellaggio, Anna e John, hanno espresso la loro soddisfazione per queste iniziative che vanno oltre le formalità istituzionali creando rapporti di vera amicizia.

 

Manifestazione a Roma del Comitato No Corridoio tirrenico

COMUNICATO STAMPA

Nella Riunione del 29/5/19 a Latina, i rappresentanti dei Nodi Territoriali dei Comitati NOcorridoio/NObretella, hanno  deciso di organizzare un Presidio al MIT per il 28/6/19 dalle ore 15,00, autorizzato dalla Questura di Roma.

Inoltre, per informare e ottenere una buona partecipazione, si terranno Assemblee nelle città.

Di seguito la lista: Roma, Pomezia, Ardea, Aprilia, Latina, Cisterna di Latina, Giulianello di Cori, Velletri.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonostante due nostre richieste ufficiali, non si è reso disponibile ad incontrare i Nodi dei nostri Comitati. Inoltre, come tutti i suoi predecessori non ha aperto al dibattito pubblico, previsto dal Codice degli Appalti, utile ad informare e ascoltare le comunità interessate dal tracciato della devastante, onerosa e inutile autostrada/bretella a pedaggio. In questi giorni si sta riunendo un “Tavolo Tecnico Istituzionale”, deciso sopra la nostra testa, da Zingaretti e Toninelli, chiuso e blindato, che deciderà in trenta giorni il futuro della Pontina adeguata in sicurezza o dell’autostrada/bretella. Per questi motivi lanciamo un appello alla massima partecipazione al Presidio per fare una breccia nel muro che ci è stato alzato dal MIT e portare le nostre proposte alternative e di buonsenso.

Dopo il rigetto del ricorso del Consorzio Sis da parte del Consiglio di Stato, c’è la possibilità, se ci sarà la volontà politica del Ministro Toninelli, di ritirare il progetto autostradale e di chiudere la Soc. Autostrade del Lazio.

Per questi motivi, invitiamo tutte/i a partecipare al PRESIDIO del 28 Giugno 2019 ore 15,00 davanti al MIT in Piazza di Porta Pia,1 Roma, per scongiurare la costruzione della devastante autostrada a pedaggio e per riaffermare l’urgente necessità di adeguare in sicurezza TUTTA la Via Pontina e NON una minimale e insufficiente manutenzione ordinaria.

Entrambi i mostri di cemento e asfalto dell’autostrada/bretella non devono devastare il nostro territorio!

Gualtiero Alunni
Portavoce Nodi Territoriali del Comitato NO corridoio Roma-Latina

 

E’ generale la preoccupazione degli italiani e degli europei sulla sicurezza alimentare

L’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in una risoluzione del dicembre 2018, ha dichiarato il 7 giugno 2019 la Prima Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare.

Scopo di questa giornata è sensibilizzare l’opinione pubblica ad individuare la gestione dei rischi veicolati dagli alimenti, in modo da poter contribuire alla sicurezza alimentare, alla salute umana, alla prosperità economica, all’agricoltura, all’accesso ai mercati, al turismo e allo sviluppo sostenibile.

Nell’ ambito di questa giornata lEFSA, AUTORITA’  EUROPEA per la SICUREZZA ALIMENTARE , ha pubblicato (giugno 2019) un  REPORT  dove ha curato un sondaggio “EUROBAROMETRO“, effettuato dal 9 al 26 aprile 2019, sulla percezione di vari aspetti della sicurezza alimentare dei cittadini di 28 Paesi europei tra cui l’Italia.

Per questo sondaggio sono state intervistate  27.655 persone di differenti estrazioni sociali e demografiche presso la loro abitazione e nella loro lingua madre, (per l’Italia 1.022 persone).

Quindici sono stati gli argomenti  trattati:

  1. ADDITIVI COME COLORANTI, CONSERVANTI O AROMI UTILIZZATI IN ALIMENTI O   BEVANDE
  2. EDITING DEL GENOMA
  3. IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI
  4. INGREDIENTI GENETICAMENTE MODIFICATI IN ALIMENTI E BEVANDE
  5. INQUINANTI AMBIENTALI NEL PESCE, NELLA CARNE O NEI PRODOTTI LATTIERO-CASEARI
  6. MALATTIE DEGLI ANIMALI
  7. MALATTIE DELLE PIANTE NELLE COLTURE
  8. MICROPLASTICHE NEGLI ALIMENTI
  9. MUFFE VELENOSE NELLE COLTURE FORAGGERE E ALIMENTARI
  10. NANOPARTICELLE NEGLI ALIMENTI
  11. REAZIONI ALLERGICHE AD ALIMENTI O BEVANDE
  12. RESIDUI DI ANTIBIOTICI, ORMONI O STEROIDI NELLE CARNI
  13. RESIDUI DI PESTICIDI NEGLI ALIMENTI
  14. TOSSINFEZIONI ALIMENTARI
  15. TRACCE DI MATERIALI A CONTATTO CON GLI ALIMENTI

 

Dei 15 argomenti trattati,  agli europei preoccupano:

  1. RESIDUI DI PESTICIDI NEGLI ALIMENTI

  2. ADDITIVI COME COLORANTI, CONSERVANTI O AROMI UTILIZZATI IN ALIMENTI O   BEVANDE  

  3. MALATTIE DEGLI ANIMALI

  4. RESIDUI DI ANTIBIOTICI, ORMONI O STEROIDI NELLE CARNI

  5. IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI

  6. TOSSINFEZIONI ALIMENTARI

 

La maggiore fonte d’informazione sui rischi alimentare rimane la televisione.

Pesticidi, le novità vengono dai Comuni; domani un convegno a Roma

Il Piano di Azione Nazionale (PAN) sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi in vigore, attualmente in fase di revisione, non contiene proposte concrete per tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente.

Non è prevista una sensibile riduzione delle sostanze chimiche in uso e non è definito il quadro di riferimento per le distanze di rispetto dalle aree abitate e dalle coltivazioni biologiche e biodinamiche.


È anche per questa ragione che oltre 65 comuni hanno posto limiti all’uso dei pesticidi. Se ne parla nell’ultima edizione di Bioreport nel capitolo “Le politiche virtuose dei comuni italiani sull’uso dei pesticidi” curato da FederBio.

Cosa raccontano queste esperienze? Quali sono state le reazioni di cittadini e agricoltori? Si tratta di esperimenti isolati o di una effettiva strada che si apre di fronte ai territori e alle amministrazioni locali per tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente?

Domani a Roma un importante Convegno.

PROGRAMMA
10.00 APERTURA DEI LAVORI

  • Maria Grazia Mammuccini– Portavoce Cambia la Terra – Ufficio di presidenza FederBio
  • Emanuela Pace– Ricercatrice ISPRA, Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale.
  1. 30 SALUTI ISTITUZIONALI
  • Virginia Raggi*– Sindaca del Comune di Roma Capitale
  • Laura Viganò– Ricercatrice CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.

 

Come i territori fanno la differenza: politiche virtuose dei Comuni e prospettive generali
10.45: INTERVENTI PROGRAMMATI

  • Federico Pizzarotti*– Presidente della Commissione Politiche ambientali, Territorio, Protezione Civile – Energia dell’ANCI
  • Jacopo Massaro– Sindaco di Belluno
  • Edoardo Prestanti– Sindaco di Carmignano(Prato)
  • Ivan Stomeo– Sindaco di Melpignano (Lecce), delegato ANCI all’energia e rifiuti
  • Angelo Radica– Sindaco di Tollo (Chieti)
  • Massimo Plazzer– Sindaco di Vallarsa (Trento).

h.12.00- TAVOLA ROTONDA
La difesa della salute e dell’economia parte dai Comuni e dai cittadini. Confronto tra le associazioni, le reti e le istituzioni

  • Maria Grazia Mammuccini– Ufficio di presidenza FederBio
  • Patrizia Gentilini– Medico oncologo e membro diISDE
  • Daniela Sciarra– responsabile filiere agroalimentari Legambiente
  • Federica Luoni– Area Conservazione NaturaLIPU
  • Franco Ferroni– Responsabile Agricoltura & Biodiversità WWF
  • Elisa Mussio Pesticide Action Network (PAN)-Europe Campaigns and Communications assistant
  • Portavoce del comitatoMarcia Stop Pesticidi
  • Renato Bottiglia– Coordinatore del Gruppo No Pesticidi
  • Giuseppe Blasi* – Capo Dipartimento DIPEISR –MiPAAFT
  • Carlo Zaghi* – Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali –MATTM

CONCLUSIONI

Modera: Gabriella Facondo, Giornalista e autrice radiotelevisiva, TV2000

*invitato, in attesa di conferma

Plastica nel mare e nei canali di Terracina, un pessimo modo di celebrare la Giornata Mondiale degli Oceani

L’8 giugno è la Giornata dedicata dall’ONU agli Oceani e viene a ridosso di due notizie apparse sulla stampa in cui viene denunciata la presenza di rifiuti, soprattutto plastiche, nel mare e nei canali della città.

Il Segretario Generale dell’ONU in un passo della sua dichiarazione emessa in questa occasione afferma:

Il tema di questa Giornata, “I nostri oceani, la nostra responsabilità”, evidenzia il nostro dovere collettivo ed individuale di tutelare l’ambiente marino e fare un uso attento e responsabile delle sue risorse. Oceani e mari sicuri, puliti e produttivi sono parte integrante del benessere umano, della sicurezza economica e dello sviluppo sostenibile.

La nostra responsabilità, appunto. Dei cittadini e degli amministratori, ai quali si chiede un impegno concreto per ridurre l’inquinamento complessivo del mare.

L’inquinamento del mare ha origine a terra almeno per l’80% del suo valore e nel Mediterraneo il 95% dei rifiuti è composto da plastica.

Dal recente Report del WWF Italia

“Tra i 10-20 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno negli oceani del Pianeta, provocando oltre 13 miliardi di dollari l’anno di danni agli ecosistemi marini.

L’Europa è il secondo produttore di plastica al mondo dopo la Cina e riversa in mare ogni anno tra le 150 e le 500 mila tonnellate di macroplastiche e tra le 70 e 130 mila tonnellate di microplastiche. 

Alle 5 “isole di plastica” oceaniche – due nel Pacifico, due nell’Atlantico e una nell’Oceano Indiano – in cui si accumula la maggioranza dei rifiuti di plastica, si aggiunge il Mar Mediterraneo, classificato come la sesta grande zona di accumulo di rifiuti plastici al mondo. In questo mare, che rappresenta solo l’1% delle acque mondiali, si concentra il 7% della microplastica globale, creando una vera e propria “zuppa di plastica” .

Ogni anno gli italiani utilizzano solo di imballaggi circa 2,1 milioni di tonnellate di plastica, i secondi maggiori consumatori dopo i tedeschi, di cui solo il 41% viene poi riciclato. In Italia il riciclo della plastica è infatti limitato esclusivamente agli imballaggi e l’obiettivo previsto dalla normativa ambientale del Paese è il 26%.
32 milioni di bottiglie di acqua minerale vengono utilizzate ogni giorno in Italia che, con i suoi 178 litri a persona l’anno, è il maggiore consumatore di acqua in bottiglia in Europa e tra i primi al mondo”.

Contro l’inquinamento da plastica siamo tutti chiamati a dare un contributo!  

L’Agenzia Europea dell’Ambiente nel suo Report del 15 maggio così come riportato sul settimanale ecologista l‘ExtraTerrestre ha scritto

…serve un deciso cambio di passo per raggiungere l’obiettivo della decontaminazione. La condizione dei mari europei rimane problematica nell’85%  delle 1.541 unità di rilevamento con valori differenti nelle varie regioni. Il Mediterraneo è in uno stato leggermente migliore rispetto al mar Baltico anche se il monitoraggio delle zone in mare aperto è molto limitato e quindi poco significativo, e , dato allarmante, il trend è negativo.

Altra informazione scientifica di quanto sta avvenendo negli Oceani viene da ARGO, sistema globale di dispositivi che effettuano misurazione di temperatura, pressione, profondità, conduttività delle acque oceaniche; è  una rete di più di 3900 sonde sparse in tutti gli oceani  fin dai primi anni 2000, galleggiano a circa 1000 metri di profondità, ogni dieci giorni scendono ad una profondità di 2000 metri per poi risalire alla superficie, da qui inviano a satelliti i dati raccolti, poi scendono di nuovo ad una profondità di 1000 metri. Quasi tutto il calore in eccesso della Terra (93%) viene assorbito dagli oceani, questo porta all’espansione termica delle acque; l’espansione termica delle acque insieme allo scioglimento dei ghiacci continentali porta all’aumento del livello dei mari. “I dati sulla temperatura degli oceani mostrano che il (loro) riscaldamento sta accelerando di più di quanto pensavamo”.

Dallo studio pubblicato sulla rivista scientifica Science risulta che nel periodo 1991 – 2010 le acque oceaniche si sono riscaldate in media più di cinque volte più velocemente che nel periodo 1971-1990. Questa è la sintesi effettuata da Nadia Simonini dell’articolo pubblicato da Lijing Cheng, John Abraham ,Zeke Hausfather e Kevin Trenberth. Secondo gli autori il riscaldamento delle acque oceaniche ha contribuito ad aumenti nell’intensità delle piogge, ai livelli dei mari che stanno salendo, alla distruzione delle barriere coralline, ai livelli declinanti di ossigeno negli oceani e ai declini nelle calotte di ghiacci, nei ghiacciai e nei ghiacci nelle zone polari.

La vita è nata nel mare ed il mare è la nostra culla, guai a scordarcelo.

Il mare svolge anche una importante funzione, quella di grande regolatore dell’anidride carbonica, un gas climalterante. Nell’acqua del mare è sequestrata molta CO2 dell’ atmosfera che nell’acqua si trasforma in acido carbonico (HCO3). Questo dissociandosi produce ione idrogeno e carbonato, favorendo così una acidificazione dell’ acqua stessa, lieve ma se la CO2 è abbondante come è attualmente il ph marino può scendere significativamente danneggiando l’alga monocellulare che vive in simbiosi con i piccoli polpi corallini, cui fornisce tramite la fotosintesi le molecole organiche carboidrati necessari per la loro vita. Le alghe della famiglia Zooxantelle che colorano i coralli sono molto sensibili alle variazioni del ph e quando questo diminuisce abbandonano il corallo che si scolorisce e muore.

I coralli muoiono di fame e smettono di fissare il carbonato di calcio disciolto che forma i loro esoscheletri e le barriere coralline. I calcari e le dolomie si formano dopo milioni di anni di sedimentazione e mineralizzazione; buona parte del carbonio della terra, infatti, è contenuto nelle rocce calcaree. Questo carbonio viene restituito nell’ atmosfera quando la crosta calcarea nelle subsistenze scivola nel mantello e viene disciolta dalle alte temperature; la CO2 formatasi è reimmessa nell’ atmosfera dalle eruzioni vulcaniche.

Sono cicli impressionanti e lunghi ma l’uomo con le sue attività sembra che possa intaccare anche questi. Da dati prodotti dalla università di Stanford se la situazione di acidificazione e riscaldamento del mare continuerà, entro il 2050 il 90% delle barriere coralline subiranno il processo di sbiancamento causato dal distacco delle alghe dai coralli. Potrebbero pero selezionarsi coralli più resistenti. Comunque anche questo sarebbe una pulsione evolutiva forzata che non si può equilibrare secondo i tempi della natura, come tutte le cose che si stanno verificando nella biosfera a causa delle alterazioni antropiche.

Una ultima cosa importante per la vita sulla terra di cui siamo debitori ai coralli ed alle alghe associate dipende da quelle piccole quantità di sostanza organica intrappolata nei sedimenti marini e poi sepolta sotto le barriere e i sedimenti stessi che in assenza di aria nel corso di milioni di anni si mineralizzeranno in rocce. Queste quantità (stimata 1%) non potrà essere ossidata per milioni di anni e l’ossigeno risparmiato rimarrà a disposizione della vita nell’ atmosfera assieme a quello prodotto dalla fotosintesi

Occorre ritrovare un equilibrio in cui la natura con la sua capacità di resilienza possa garantire alla vita di continuare a prosperare sul Pianeta.

 

 

A Terracina è iniziata la stagione dei fuochi

Riprendono i fuochi dei rifiuti nelle campagne di Terracina o forse non si è mai interrotta la pessima abitudine di alcuni nostri concittadini di bruciare plastica e altro.

Stanotte nella zona tra Ceccaccio e il Mortacino qualcuno si è divertito ad accendere rifiuti sugli argini dei canali; la nostra associazione è stata contattata da alcuni residenti che hanno segnalato il fatto e così stamani un nostro volontario ha fatto un giro nella zona rilevando uno stato di degrado diffuso.

Il Consorzio di bonifica sta eseguendo lavori di pulizia degli argini tagliando l’erba e le cannucce

 

 

 

 

 

 

Questo intervento porta alla luce un insieme di minidiscariche diffuse sul territorio

 

Ovviamente, ogni tanto si incontrano lastre di eternit.

Non si salvano i canali che prima o poi porteranno a mare il loro carico di rifiuti.

Su tutti i corsi d’acqua della zona la palma del più grande “portatore” di rifiuti tocca al Portatore che stamani alla griglia aveva questo aspetto.

Passando lungo il canale che unisce Ceccaccio al Mortacino l’odore acre di fumo prende alla gola, sono presenti tutti gli effetti di un incendio recente che ha fatto un unico rogo di plastica e cannucce tagliate.

Questi incendi vanno fermati, attentano alla salute di tutti compresi gli stessi incendiari.

La zona non è densamente abitata ma è piena di piccole aziende agricole che producono prodotti che poi raggiungeranno le nostre tavole. Non può restare in questo stato di degrado.

L’amministrazione pubblica e l’azienda De Vizia devono allargare la loro area di intervento, sono necessari urgenti interventi di bonifica e controlli anche con il coinvolgimento delle forze dell’ordine.