21 maggio 2017 Giornata delle Oasi e RiservAmica, WWF e Carabinieri Forestali insieme nel Parco Nazionale del Circeo
La classica Giornata delle Oasi WWF quest’anno viene affiancata dall’iniziativa RiservAmica dei Carabinieri forestali che in Italia vedrà aperte al pubblico non solo le Oasi ma tutte le Riserve dello Stato.
In provincia di Latina l’iniziativa si realizzerà nel Parco Nazionale del Circeo dove è presente la Riserva Forestale naturale che protegge la parte più pregiata e integra dello stesso Parco.
Ecco il programma
Il WWF Litorale laziale-Gruppo pontino parteciperà alla Giornata nel Parco Nazionale del Circeo con un proprio stand focalizzando l’attenzione dei visitatori sullo stato del mare e delle spiagge dove si accumulano di anno in anno rifiuti di ogni genere.
AGRICOLTURA E SALUTE sabato 20 maggio convegno del WWF a Terracina
Il WWF Litorale Laziale ha organizzato un convegno a Terracina per SABATO 20 Maggio nel quale si parlerà dell’inscindibile rapporto tra agricoltura e salute.
La Dottoressa Patrizia Gentilini, oncologa e ematologa dell’ISDE – Associazione medici per l’ambiente (International Society of Doctors for the Environment fondata il 25 novembre 1990), affronterà tutte le possibili conseguenze che l’utilizzo dei pesticidi in agricoltura comporta a carico dell’ambiente e della biodiversità, oltre che della salute umana.
Il dottor Pietro Paris, responsabile del settore sostanze pericolose di ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, illustrerà l’ultimo Rapporto Nazionale Pesticidi nelle acque, nel quale si mette in evidenza un notevole aumento di contaminanti e pesticidi trovati nelle acque italiane. Un approfondimento verrà fatto sullo stato del monitoraggio e della contaminazione della regione Lazio e della provincia di Latina.
Ci si interrogherà infine sulle possibili alternative ad una agricoltura convenzionale: saranno ospiti alcune aziende di agricoltura biologica e biodinamica attive sul territorio che porteranno la loro esperienza e testimonianza.
Chi governa il bene comune potrà trarre molti spunti di riflessione da questo convegno, essendo le persone che più di altre dovrebbero mostrare una particolare sensibilità per la salvaguardia dell’ambiente e quindi della salute dei cittadini e degli operatori agricoli, adottando tutti i provvedimenti possibili per realizzare questi obiettivi.
Si dice che “siamo ciò che mangiamo”: e in questa giornata rifletteremo molto seriamente proprio su cosa mangiamo, perché il cibo può davvero rappresentare la nostra medicina e la nostra forza oppure la nostra malattia e la nostra debolezza.
Dalla pulizia dell’esedra romana al parco dell’Appia superiore
L’iniziativa delle associazioni Archeoclub, Cultura e Territorio e WWF Litorale laziale di pulire l’esedra romana posta al km 108 dell’attuale via Appia, in concomitanza con una camminata lungo il percorso di Piazza Palatina, ha dato l’avvio ad una raccolta di firme per chiedere alle Istituzioni competenti (MIBACT, Regione Lazio, Comune di Terracina) il recupero, la valorizzazione e la fruizione permanente del tracciato superiore della Via Appia a Terracina compreso tra l’acropoli di S. Francesco e l’esedra traianea sul Lago di Fondi, concepito come “Parco dell’Appia” all’interno del Parco Regionale dei Monti Ausoni, con riferimento particolare alla recente L.R. n. 2 del 10 marzo 2017, concernente le “Disposizioni per la realizzazione, manutenzione, gestione, promozione e valorizzazione della Rete dei Cammini della Regione Lazio (RCL)”.
La sottoscrizione della richiesta è partita proprio domenica 14 maggio e chi vuole collaborare nella raccolta può stampare il modulo che una volta completato andrà consegnato ad una delle associazioni proponenti
14 maggio 2017- Pulizia dell’esedra posta all’incrocio delle due vie Appia terracinesi e camminata lungo quella superiore
L’esedra posta al km 108 dell’Appia moderna, all’altezza della Torre del pesce e davanti alla grande cava, stamani alle ore 9 si presentava così
Dopo un paio d’ore di lavoro di un gruppo di volontari l’esedra cominciava a emergere in tutta la sua maestosità mentre le erbe estirpate e i rifiuti raccolti venivano portati via dagli operai della De Vizia
Si sono succedute due visite guidate al monumento ormai accessibile, una riservata ai soci dell’Archeoclub che avevano già visitato la Torre del pesce e un’altra specifica per i camminatori che partendo da piazza Municipio e passando per piazza Palatina sono arrivati sul luogo dell’esedra
Mentre i volontari ripulivano l’esedra un gruppo di studenti guidati da soci WWF e da esperti del Gruppo dei Dodici camminavano sulla via Appia superiore e a seguire su un sentiero fino a raggiungere il monumento romano.
La giornata organizzata da Archeoclub, Cultura e Territorio e WWF Litorale laziale ha avuto il patrocinio del Comune di Terracina che ha attivato il servizio di carico e trasporto dei materiali raccolti durante la pulizia.
14 maggio 2017 Appia Day anche a Terracina con gli studenti dell’alternanza scuola/lavoro
Una delle vie Francigene del sud ha come direttrice la via Appia che da oltre dieci anni viene percorsa da camminatori/pellegrini; proprio questo itinerario sta approfondendo il gruppo di studenti liceali “Cammini storici e di fede” coordinato dal WWF Litorale laziale in collaborazione con il Gruppo dei Dodici. In occasione dell’Appia Day, tra i cui promotori c’è anche l’Archeoclub d’Italia, gli studenti faranno l’esperienza di camminare su una strada storica che è anche un tratto della tappa Fondi-Terracina della via Francigena del sud mentre i volontari delle associazioni toglieranno erbe e rifiuti che infestano il monumento che ricorda il ricongiungimento delle due vie Appia, quella superiore, claudia, e quella inferiore, traianea.
La Sede di Terracina dell’Archeoclub d’Italia, il WWF Litorale Laziale-Gruppo Pontino e l’Associazione “Cultura e Territorio” in collaborazione con il Comune di Terracina hanno promosso e organizzato, nell’ambito delle attività previste per l’Appia Day 2017, un’iniziativa culturale e didattica per la migliore conoscenza, valorizzazione e fruizione dell’antico tracciato della Via Appia a Terracina nel suo doppio percorso di Via Appia claudia (312 a.C.) e Via Appia traianea (inizio II sec. d.C.).
Per tali motivi saranno effettuate le seguenti attività:
- pulizia della grande esedra romana all’incrocio tra la Via Appia claudia e la Via Appia traianea (km 108 della SS Appia n. 7) e rimessa in luce del monumento liberandolo dalla vegetazione infestante e dai rifiuti;
- documentazione fotografica del monumento e del suo immediato contesto ai fini della sua maggiore tutela e valorizzazione;
- percorso didattico sulla Via Appia claudia fino alla grande esedra traianea per i gruppi di studenti partecipanti.
Con tale iniziativa, organizzata in occasione dell’Appia Day 2017, le Associazioni promotrici e i cittadini aderenti intendono chiedere alle istituzioni competenti (MIBACT, Regione Lazio, Comune di Terracina) il recupero, la valorizzazione e la fruizione permanente del tracciato superiore della Via Appia a Terracina compreso tra l’acropoli di S. Francesco e l’esedra traianea sul Lago di Fondi, concepito come “Parco dell’Appia” all’interno del Parco Regionale dei Monti Ausoni, con riferimento particolare alla recente L.R. n. 2 del 10 marzo 2017, concernente le “Disposizioni per la realizzazione, manutenzione, gestione, promozione e valorizzazione della Rete dei Cammini della Regione Lazio (RCL)”.
Nota storica a cura dell’Archeoclub APPIA DAY – SCHEDA DI SINTESI
A Pomezia un rogo di rifiuti forse combinati con eternit sta facendo correre grossi rischi ad un’area non marginale del nostro territorio
COMUNICATO STAMPA
ROGO DI POMEZIA: PER IL WWF NON VA PERSA L’OCCASIONE DI TRASPARENZA E VERIDICITA’ NELL’INFORMAZIONE DELLE CONSEGUENZE PER I CITTADINI
La Eco X è una delle numerose società, site nelle aree industriali di Pomezia, che si occupa di raccolta e avvio ai centri di riciclo di carta, plastica e ferro; è situata lungo l’asse stradale della Pontina vecchia, ad una distanza di 3 km circa in linea d’aria dal centro di Pomezia, a 600 metri dalla zona “5 Poderi” e soli 400 metri dal margine settentrionale dell’edificato del quartiere “Castagnetta”.
Come accade in molti comparti industriali di Pomezia, vi è una commistione di utilizzi, dovuti anche alla nascita di nuclei spontanei di edilizia residenziale all’interno delle aree industriali, successivamente sanati. Ad aggravare la situazione urbanistica, le aree industriali sono limitrofe e contigue a vasti appezzamenti di agro romano, in cui ancora viene mantenuto l’utilizzo agricolo e produttivo legato alla terra.
Tale situazione è figlia di una dissennata pianificazione territoriale avvenuta negli anni passati (incoraggiata almeno all’inizio, dai fondi della cassa del mezzogiorno) e alla piaga dell’abusivismo edilizio, sigillata dai numerosi condoni effettuati a partire dagli anni ’80.
In merito all’azienda, che opera da alcuni anni, non si può fare a meno di notare da alcune foto prese da Google maps che i piazzali di manovra contigui al capannone erano occupati, forse oltre quanto consentito dalle norme, in maniera preponderante da materiale ammassato e stoccato.
La presenza sul territorio dell’impianto aveva allertato i residenti che riuniti in un Comitato di cittadini avevano cominciato ad attivarsi lo scorso novembre presso le autorità (Sindaco e Polizia Locale), che a loro volta avevano scritto all’ASL RM6 e nucleo del NOE Carabinieri con la richiesta di un sopralluogo congiunto.
Se risulterà poi vero (e speriamo di no) quanto affermato da alcuni testimoni che il tetto di uno dei due capannoni era ricoperto da eternit, l’evento assume una gravità estrema e chiama in causa anche la Regione Lazio che ancora non ha un piano operativo di bonifica del cemento-amianto.
Gabriella Villani, vice Presidente del WWF Litorale laziale ha dichiarato:
“L’evento avrà conseguenze rilevanti sulla salute di chi abita nelle vicinanze. Per vicinanza e’ da intendersi un’area con un raggio di alcuni chilometri, dal momento che le nube tossica viaggia in atmosfera per decine e decine di km. Saranno particolarmente colpiti gli abitanti di Pomezia, Torvaianica e delle propaggini dei Castelli romani. Nel pomeriggio di ieri la colonna di fumo era rivolta verso il mare, oggi però l’odore di plastica bruciata si avverte anche ad Ostia.
I problemi maggiori colpiranno i bambini e coloro che sono affetti da patologie respiratorie. Non dimentichiamo inoltre il danno alle coltivazioni sulle quali si stanno riversando le ceneri della combustione. Vigileremo sugli sviluppi di questa preoccupante vicenda chiedendo la trasparenza e la chiarezza necessarie per conoscere responsabilità vicine e lontane del disastro e le misure messe in campo per la prevenzione di tali incidenti, a cominciare dalla prevenzione della produzione dei rifiuti e della loro pericolosità”.
Roma, 6 maggio 2017
20 associazioni denunciano rischi per territorio e bene pubblico
Venti Associazioni chiedono al Governo di rinunciare alle Valutazioni di Impatto Ambientale farsa!
CORREGGERE IL TESTO, CON:
A) VIA SUL PROGETTO DEFINITIVO,
B) COMMISSIONE VIA SOTTRATTA AL CONTROLLO DIRETTO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE;
C) CONFRONTO TECNICO BASATO SU PIENA INFORMAZIONE E PARTECIPAZIONE
|
|||||||||||
|
|
|
|
Copyright © 2017 WWF Italia Onlus – Via Po 25/c 00198 Roma
|
L’aeroporto a Latina, l’ultima aggressione al territorio pontino
COMUNICATO STAMPA
UN AEROPORTO INUTILE E DANNOSO NELLA PROVINCIA DI LATINA
Di nuovo si parla di aeroporto e di trasporto aereo, un sistema che più di tutti i sistemi di mobilità inquina pesantemente l’ambiente; inquinamento acustico, elettromagnetico e da polveri sottili, dannoso per uomini e animali, causa di malattie e di diminuzione della biodiversità.
È oltremodo grave che, in presenza di SIC, un parco nazionale, zone ZPS e di studi sulle possibili ricadute ambientali e sanitarie realizzati da enti e associazioni nazionali e internazionali di spessore scientifico inequivocabile, vengano prese in considerazione queste proposte da inserire in un territorio ricco di aree naturalistiche di pregio e con una vocazione turistica forte costruita sull’offerta ai visitatori anche stranieri di ambienti unici al mondo per la bellezza e lo stato di naturalità e di un’agricoltura in espansione che guarda con sempre maggiore interesse alla pratica di coltivazioni senza l’uso di additivi non naturali e quindi di qualità.
A questa vocazione invece Comuni e Regione rispondono con opere invasive, dannose, inquinanti e inutili, come un aeroporto e, non dimentichiamolo, una nuova autostrada (Roma – Latina).
Inquinante per l’entità delle emissioni nocive generate dal trasporto aereo, l’anidride carbonica prodotta dal trasporto aereo passerà dai 572 milioni di tonnellate annue del 2000 a un valore tra gli 1,2 e gli 1,4 miliardi di tonnellate nel 2025 (per ogni tonnellata di carburante combusto si producono circa 3,16 tonnellate di CO2).
Invasiva perché occuperà un’area al centro di una zona densamente popolata ma contemporaneamente ricca di aziende agricole e zootecniche nonché di emergenze storiche.
Dannosa perché non solo ne soffrirebbe l’economia che da anni è radicata sul territorio ma ci sarebbero gravi danni alla salute delle popolazioni delle zone limitrofe (progetto SERA, lo studio “Valutazione del rischio ambientale nel comune di Ciampino in relazione all’inquinamento atmosferico” realizzato dalla professoressa Giovanna Jona Lasinio e dalla dr.ssa Sara Zuzzi dall’Università La Sapienza di Roma e dal dr. Mario Santoro dell’Università di Tor Vergata di Roma, citato nel Rapporto dell’ISDE nazionale e di Latina); anche gli ecosistemi sarebbero pesantemente danneggiati dallo stesso tipo di inquinamento.
Inutile perché ci sono già altri due aerostazioni a meno di 100 Km e le merci e/o i turisti una volta sbarcati sarebbero costretti ad altro trasporto su gomma per raggiungere le mete finali e quindi il bilancio dell’inquinamento derivante dall’uso di combustibili fossili si aggraverebbe ancora di più.
È proprio di questi giorni la nota con cui il WWF sollecita l’Italia ad ascoltare il monito dell’Unione Europea riguardo alle azioni di tutela della salute pubblica, in particolare rispetto alle emissioni di polveri sottili; la UE sottolinea infatti che l’Italia è il Paese europeo più colpito e l’Agenzia Europea per l’Ambiente calcola che il PM10 (particolato) abbia provocato oltre 66 mila morti.
Il monito dell’Europa arriva in un momento in cui in tutti i Paesi e all’interno di conferenze internazionali come COP 22 si dibatte sulla necessità di combattere l’incombente pericolo dei cambiamenti climatici. Le conseguenze di questo fenomeno che il nostro Pianeta sta subendo colpisce in maniera diversa ma ugualmente grave tutti Paesi del mondo, nei Paesi più poveri con la desertificazione e le conseguenti ecomigrazioni, nei più ricchi soprattuttocon la carenza di acqua per gli allevamenti e l’agricoltura.
Sempre le conferenze internazionali poi auspicano che prenda respiro e faccia passi avanti con concreti atti formali il PATTO DEI SINDACI PER IL CLIMA E L’ENERGIA per realizzare strategie locali atte alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.
In questo contesto di preoccupazione planetaria quindi stride quanto invece progettato dai nostri amministratori locali e regionali, miopi tanto da non vedere il degrado a cui andrebbe incontro il nostro territorio e sordi alle continue sollecitazioni a migliorare e potenziare, una volta per tutte la linea ferroviaria. Incentivare l’uso del treno, unico sistema di trasporto rispettoso dell’ambiente e delle persone e quindi sostenibile, resta un obbligo come dimostrano le vicissitudini della linea Terracina-Fossanova e i problemi che in questi mesi hanno dovuto affrontare tutti i pendolari pontini.
Auspichiamo che questa miopia non colpisca anche i cittadini che dovrebbero riflettere e capire chi trae vantaggio da questo scempio. Non sviluppo e nuovi posti di lavoro ma regresso e perdita di occupazione in molti settori economici della provincia.
Aspettiamo, infine, con fiducia una politica che sappia adottare strategie innovative di sviluppo davvero sostenibile a tutto vantaggio dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Per approfondire COMUNICATO CESALPINO ARTICOLO LITTA TRAFFICO AEREO
Alla Rimembranza la tabella con le informazioni sugli orari di apertura è in restauro.
La bacheca che mostra gli orari di apertura del parco della Rimembranza non sarà presente per una decina di giorni, aveva bisogno di un delicato restauro.
Dopo anni di esposizione al sole e alla pioggia stava scomparendo l’opera grafica di Emilio Selvaggi che con la sua solita ironia si era rappresentato come uno gnomo.
Per conservare anche questo ricordo di Emilio abbiamo coinvolto la restauratrice Anna Catena che si è offerta cortesemente per ripristinare i colori e le immagini della tabella in compensato marino.
Ricordiamo che in questo periodo il parco viene aperto il sabato e la domenica dalle ore 16 alle ore 19 e in qualsiasi giorno per i gruppi che lo richiedano. L’ingresso è libero, ovviamente.




































































