Il decreto SbloccaItalia e la malagestione dei rifiuti urbani

L’articolo 35 del Decreto Sbloccaitalia ignorando le opzioni Rifiuti Zero di tante città italiane, Roma compresa, e le direttive europee che spostano l’attenzione dalla differenziazione dei rifiuti al loro effettivo riciclo introduce nuovi impianti di incenerimento su tutto il territorio italiano definendoli infrastrutture di interesse nazionale, sottraendo così alle popolazioni locali ogni potere decisionale in merito.

Art.35 Misure urgenti per la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti urbani e per conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio. Misure urgenti per la gestione e per la tracciabilita’ dei rifiuti nonche’ per il recupero dei beni in polietilene.

Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con proprio decreto, individua a livello nazionale la capacita’ complessiva di trattamento di rifiuti urbani e assimilati degli impianti di incenerimento in esercizio o autorizzati a livello nazionale, con l’indicazione espressa della capacita’ di ciascun impianto, e gli impianti di incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati da realizzare per coprire il fabbisogno residuo, determinato con finalita’ di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio, tenendo conto della pianificazione regionale. Gli impianti cosi’ individuati costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, attuano un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantiscono la sicurezza nazionale nell’autosufficienza, consentono di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore e limitano il conferimento di rifiuti in discarica.

In applicazione di tale art.35 è arrivato sulla Gazzetta Ufficiale-Serie Generale n.233 del 5 ottobre 2016 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 agosto 2016 dal titolo:

Individuazione della capacita’ complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati.

Per la nostra regione viene presentato questo quadro degli impianti di incenerimento in esercizio

Provincia Località N. linee Carico termico

(MW)

Capacità oraria autorizzata

(ton/h)

Capacità di trattamento autorizzata

(ton/a)

Capacità di trattamento

dei rifiuti urbani e assimilati

(ton/a)

Roma Colleferro 1 52 12 110.000 80.000
Frosinone San Vittore 2 108 28,8 224.480 224.480

Mentre questa è la situazione degli impianti di incenerimento autorizzati ma non esercizio

Provincia Località N. linee Carico termico

(MW)

Capacità oraria autorizzata

(ton/h)

Capacità di trattamento autorizzata

(ton/a)

Capacità di trattamento

dei rifiuti urbani e assimilati

(ton/a)

Roma Roma 2 236 38,4 182.500 182.500
Frosinone San Vittore 1 52 12,5 98.750 98.750

Il DPCM conclude che nel Lazio occorre insediare un altro impianto di incenerimento dalla capacità di trattamento di 210.000 ton/a di rifiuti urbani e assimilati.

Nessuno sforzo verso la società del riciclo in una regione dove la raccolta differenziata nell’ultimo Rapporto dell’ISPRA si attesta al 32,7% mentre la media italiana è del 45,2% con la Lombardia al 56% e il Veneto addirittura sopra il 67%.

Aver stabilito la necessità di un quarto inceneritore nel Lazio significa non prevedere e non incentivare un aumento progressivo della raccolta differenziata fino ai valori previsti dalle norme e che tanti Comuni italiani, anche della nostra regione, hanno già raggiunto.

CLIMA: WWF, BENE RATIFICA CAMERA ACCORDO PARIGI. ORA TOCCA AL SENATO

Logo del WWF
 Il WWF apprezza la celerità della Camera nell’approvare il DDL di Ratifica dell’Accordo di Parigi e si augura che il Senato faccia altrettanto. “Anche a livello simbolico, è importante che l’Italia arrivi alla Conferenza sul Clima di Marrakech, che inizierà il 7 novembre, con le carte in regola”. Ha detto la responsabile Clima ed Energia del WWF Italia Maria Grazia Midulla che aggiunge: “Ci auguriamo poi che, se il Senato ratificherà in fretta, si possa ottenere anche la presenza come Stato membro effettivo sin dal primo meeting dell’Accordo. Benché dal punto di vista formale tutta la procedura andasse completata entro oggi, riteniamo che il Segretariato potrà valutare il rilievo della pronuncia senza nessun voto contrario di uno dei due rami del Parlamento. In ogni caso, ci auguriamo che il Senato agisca davvero a tempo di record”.

Il WWF auspica che si avvii da subito la definizione della strategia di decarbonizzazione, in modo che la visione di lungo termine possa aiutare a definire politiche immediate più coerenti e promettenti. “Il mondo sta cambiando rapidamente, i fattori di crisi sono molti e tra questi il caos climatico rischia di essere il più devastante: ma agire subito permetterebbe non solo di limitare i danni del cambiamento climatico, ma anche di aumentare i benefici in termini economici e di benessere”, conclude Midulla.
Roma, 19 ottobre 2016
 

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

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Arrestiamo il consumo di suolo in Italia, proposta di legge del Forum Salviamo il Paesaggio

 

Il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio, difendiamo i Territori ha emesso questo comunicato stampa che riproduciamo integralmente.                

Comunicato stampa

La Rete delle oltre 1.000 organizzazioni che compongono il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio (più noto come “Forum nazionale Salviamo il Paesaggio, difendiamo i Territori“) ha avviato oggi l’attività di elaborazione di una propria Proposta di Legge per l'”Arresto del consumo di suolo in Italia“.

Tale iniziativa intende portare a compimento un percorso iniziato nell’ottobre del 2011 all’atto della costituzione del Forum stesso e interrotto successivamente in attesa del completamento dell’azione normativa del Parlamento in materia di consumo del suolo agricolo, avviata nel 2012 dal Consiglio dei Ministri del Governo Monti allora in carica, su proposta del ministro Catania, e attualmente giunta in discussione al Senato, dopo molteplici revisioni che il Forum giudica un utile primo passo, ma insufficiente per intervenire con efficacia su quella che deve, invece, essere considerata una assoluta emergenza cui porre rimedio.

Per tale motivo, nei giorni scorsi è stato composto un apposito Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico multidisciplinare, che conta al momento 70 persone: architetti, urbanisti, docenti universitari, ricercatori, pedologi, geologi, agricoltori, agronomi, tecnici ambientali, giuristi, avvocati, giornalisti/divulgatori, psicanalisti, tecnici di primarie associazioni nazionali, sindacalisti, paesaggisti, biologi ecc.

Tra essi, alcuni dei principali esperti nazionali in materia quali Anna Marson, Luca Mercalli, Paolo Pileri, Fabio Terribile, Michele Munafò, Paola Bonora, Paolo Berdini, Luisa Calimani, Giorgio Ferraresi, Tiziano Tempesta, il Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, il segretario nazionale della Fillea/Cgil Salvatore Lo Balbo, il primo Sindaco a “crescita zero urbanistica” Domenico Finiguerra, tecnici di primarie associazioni nazionali.

Il Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico, coordinato da Alessandro Mortarino e Federico Sandrone, si è dato 6 settimane di tempo per definire un testo condiviso da tutti i suoi componenti, da sottoporre successivamente all’analisi e all’approvazione delle migliaia di aderenti – individuali e associazioni – al Forum, in modo da poter consentire la sua “validazione” da un gruppo di giuristi tra la fine dell’anno corrente e i primi giorni del 2017.

L’avvio odierno dei lavori è stato accompagnato da una prima bozza di testo normativo, che verrà ora “emendato” da tutti gli esperti e progressivamente arricchito per offrire alle forze politiche, sociali e economiche e a tutto il Parlamento uno strumento in grado di orientare concretamente il comparto edile verso la grande sfida del recupero e riuso di quell’enorme stock di abitazioni vuote, sfitte, non utilizzate esistente nel nostro Paese: circa 7 milioni di opportunità di lavoro che attendono solo un segnale forte di cambiamento.

 

Per ulteriori informazioni:

Alessandro Mortarino (email)
333 7053420

Federico Sandrone (email) 

Segreteria Forum Salviamo il Paesaggio (email) 


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Domenica 9 ottobre, Giornata del Camminare 2016 indetta da Federtrek

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L’associazione Federtrek ha organizzato per domenica 9 ottobre 2016 la V Giornata Nazionale del Camminare.

 

Questa associazione si ispira ai principi della mobilità sostenibile, da sempre da noi condivisi, come si legge sul sito FederTrek Escursionismo e Ambiente – http://www.federtrek.org

<<Il nostro sogno: una città a misura d’uomo. Liberi di camminare.
La Giornata del Camminare nasce da un’idea di FederTrek per diffondere una cultura del camminare che parte dalle città.

Oggi le città vivono una dipendenza dall’automobile privata ancora troppo alta, con tutto quello che ne consegue in termini di sicurezza per i cittadini e per gli elevati livelli d’inquinamento atmosferico. Una città sempre più camminabile aumenta di molto il livello di vivibilità soprattutto a vantaggio dei soggetti più deboli come i bambini o gli anziani. Ogni anno la Federtrek con la Giornata Nazionale chiede alle Istituzioni di ogni livello, alle scuole, alle associazioni e ad ogni singolo cittadino di farsi carico di importanti iniziative promozionali che, in modo creativo, possano far crescere la cultura del camminare. Città più a misura di pedone permettono anche la crescita di un turismo slow, maggiormente attento all’apprezzare i siti storico-culturali che si trova a visitare. Un cittadino che lascia la propria auto per vivere l’esperienza stimolante e benefica del camminare determina un cambiamento del proprio stile di vita anche quando si trova ad organizzare un viaggio ed è per questo che la Giornata del Camminare nasce dalla dimensione urbana ma si diffonde anche alla promozione del turismo escursionistico con particolare riguardo alla fruibilità delle aree protette. Proprio nella logica di coinvolgere il più possibile tutto il territorio nazionale, dalle grandi aree metropolitane fino alla piccola oasi naturalistica. FederTrek anche quest’anno invierà una richiesta di adesione non solo a tutti i Comuni, ma anche agli Enti gestori delle Aree Protette. Agli EE.LL. si chiede un impegno che va oltre la Giornata Nazionale, prevedendo misure strutturali che migliorino lo spazio urbano a vantaggio della fruibilità perdonale.>>

Anche a Terracina domenica 9 ottobre si parteciperà alla Giornata nazionale del Camminare.

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Si partirà alle ore 9.30 dalla piazza del Municipio per arrivare al tempio di Giove (c.d.) di Monte Sant’Angelo unendo simbolicamente due luoghi storici della città.

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Osservazioni in natura, una serata alla ricerca di pipistrelli

I pipistrelli, questi sconosciuti e spesso disprezzati animali saranno oggetto di una iniziativa organizzata dall’associazione Xèmina in collaborazione con il Gruppo locale del WWF Litorale laziale.

L’iniziativa si realizzerà sabato 8 ottobre nel parco della Rimembranza e mirerà alla conoscenza delle abitudini, delle caratteristiche e della grande utilità di questi nottambuli.

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L’ex-convento di san Francesco è un pericolo per l’incolumità dei frequentatori della Rimembranza

L’ex-convento di san Francesco negli ultimi venticinque anni ha vissuto (si fa per dire, visto il disfacimento in cui versa) queste vicende

  • Inizi anni ’90 del secolo scorso per opera del famigerato decreto De Lorenzo viene tolto alla collettività per inserirlo nel patrimonio della ASL
  • dopo oltre vent’anni di abbandono, documentato anche su questo blog, è oggetto di una petizione popolare per riportarlo all’uso pubblico
  • il Comune fa richiesta alla Regione Lazio di inserire la struttura e il sottostante parco della Rimembranza nel perimetro del Parco degli Ausoni
  • non si hanno notizie in merito ma intanto l’ex-convento continua a rappresentare un vero pericolo per l’incolumità di chi vi entra abusivamente ma soprattutto di chi visita la Rimembranza.

 

Il parco della Rimembranza è sovrastato dal complesso dell’ex-convento e i suoi spazi sono facilmente raggiungibili da oggetti lanciati da malintenzionati introdottisi furtivamente nei locali abbandonati della struttura ormai quasi fatiscente.

 

 

Più volte si sono verificati episodi rischiosi per i volontari al lavoro nel parco ma quello che è successo domenica pomeriggio poco prima della chiusura e con una visita guidata in corso è di una gravità estrema; da una finestra dell’ex-ospedale sono piombati sui sentieri del parco oggetti tra cui lastre di vetro tolte alle finestre ormai cadenti.

Stamani la presidente del WWF Litorale Laziale ha presentato una denuncia contro ignoti al Comando del Carabinieri e alla Polizia Locale, sollecitando anche il sindaco ad intervenire presso la proprietà affinché il complesso dell’ex-convento venga reso finalmente inaccessibile ai vandali.

“Con la convenzione appena approvata tra gli impegni che l’associazione si è assunta nel condurre la gestione della Rimembranza figura anche l’organizzazione di visite guidate ed escursioni all’interno del parco.

Per questi motivi nei due giorni di apertura i volontari dell’associazione accompagnano i visitatori alla conoscenza del parco.

Il giorno 2 ottobre scorso alle ore 18.30 circa mentre si svolgeva tale attività e i visitatori percorrevano i viali del parco sono stati fatti oggetto, da parte di ignoti che si erano introdotti nell’area sovrastante facente parte del complesso dell’ex-Convento di San Francesco e come tutto il complesso in stato di completo abbandono, del lancio di oggetti di vario genere tra cui vetri delle finestre e bottiglie di vetro che rompendosi sui sassi arrivavano sui presenti sotto forma di schegge pericolose.

Per quanto descritto la sottoscritta denuncia quanto accaduto dal momento che costituisce grave pericolo per l’incolumità dei cittadini che frequentano il parco.

La sottoscritta fa notare che non è la prima volta che dai locali dell’ex-convento vengono lanciati oggetti nel parco sottostante e che quindi a questo punto si rende necessario un intervento definitivo a carico della proprietà con la muratura delle porte e delle finestre, visto che la chiusura dei cancelli non è sufficiente ad impedire l’accesso all’immobile.”

La pioggia non ha fatto annullare la Giornata delle Oasi WWF alla Rimembranza di Terracina

La foto_3Giornata iniziata male sotto la pioggia della mattina si è conclusa di pomeriggio con un caldo sole all’orizzonte,  sotto una pergola di glicine, su una bellissima terrazza naturale qual è il Parco della Rimembranza di Terracina.

 

Qui il Gruppo Litorale pontino ha organizzato la Giornata delle Oasi WWF e ad allietare i presenti la persona che oggi rappresenta il simbolo della memoria storica della città e delle tante battaglie a difesa dell’ambiente, il prof.  Emilio Selvaggi.

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Tante le storie che il professore ha raccontato ai presenti, intrattenendoli con storici aneddoti e sorprendenti lezioni di etimologia dialettale. La piacevole “chiacchierata” con il professore è terminata con la presentazione  del parco,  dal punto di vista storico e ambientale.

 

 

 

 

foto_1Il pomeriggio è proseguito poi con la passeggiata tra le circa 200 specie di piante autoctone e non,  che convivono in perfetta armonia nella poetica atmosfera del parco.

Domenica 2 ottobre Giornata delle Oasi WWF, a Terracina apertura straordinaria del parco della Rimembranza

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Domenica 2 ottobre il parco della Rimembranza accoglierà i visitatori per l’intera giornata in un’apertura straordinaria per far vivere in prima persona l’emozione di questi angoli ineguagliabili.

 
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Porta la tua famiglia, i tuoi amici, le persone a cui vuoi bene a un’esperienza unica fatta di incontri a tema e visite guidate e con la possibilità di consumare il pranzo al sacco all’aria aperta.

PROGRAMMA

Ore 10.30  Apertura del parco

Ore 11.30 Visita guidata

Al ritorno si può pranzare al sacco nel parco

Ore 16.30 Incontro con Emilio Selvaggi

17.30 Visita guidata

Ore 19.00  Chiusura del parco

Sabato primo ottobre arriveranno a Terracina camminatori sulla via Francigena del sud

Viandanti/pellegrini stanno camminando da giorni sulla via Francigena del sud sotto la guida del Gruppo dei Dodici e sabato faranno tappa a Terracina scendendo da Piazza Palatina. Saranno accolti come sempre nel parco della Rimembranza da cittadini e da volontari del WWF. Chi vuole potrà andare loro incontro proprio sui basoli dell’Appia antica quando i camminatori lasceranno il sentiero preso sopra la cava di Barchi.

 

 

 

In giornata il gruppo si troverà al centro dell’iniziativa “In cammino” del Progetto Appia Latina-Via Francigena del sud che vede coinvolti quattordici comuni e sei partner per migliorare la fruibilità del percorso.

 

 

 

Domenica due ottobre i camminatori lasceranno Terracina per raggiungere Fossanova dove tra l’altro troveranno la stele dei meno 100 km da Roma offerta dal Gruppo dei Dodici e appena inaugurata.

 
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Rinnovata la convenzione Comune/WWF per la gestione del parco della Rimembranza di Terracina

 

Era il 1995 quando venne stipulata la prima volta la convenzione tra il Comune di Terracina e la sezione locale dell’associazione.

 

 

In precedenza il WWF si era fatto promotore di una serie di interventi di pulizia e sistemazione del parco, lasciato chiuso per tanti anni, realizzati con la collaborazione di numerosi cittadini guidati da Emilio Selvaggi.

 

Successivamente, una volta firmata la convenzione tra il Comune e l’allora responsabile della sezione, Emilio si dedicò alla cura del parco rendendolo una sorta di orto botanico e un’oasi di pace all’interno della città che soprattutto in estate diventa frenetica.

 

Le fatiche decennali che Emilio ha dovuto affrontare sono state rese più ardue dalle difficoltà con cui il Comune forniva materiali e manodopera per i lavori da realizzare.

La nuova convenzione all’articolo 4 fissa gli obblighi delle parti in maniera chiara:

 “Restano a carico dell’Amministrazione concedente tutti gli interventi manutentivi ordinari e straordinari, messa in sicurezza del sito e quant’altro ritenuto necessario per assicurare la pubblica incolumità, mentre l’Associazione assicurerà gratuitamente tutti i piccoli interventi manutentivi atti a garantire le ordinarie condizioni di fruibilità del complesso monumentale”.

L’associazione invierà all’amministrazione comunale un elenco delle opere necessarie e non più rinviabili da effettuare all’interno del parco per mettere in sicurezza alcune parti e per restaurarne altre.

Le premesse 

Queste le premesse della convenzione che avrà durata quinquennale con possibilità di rinnovo tacito per altri cinque anni: 

  1. in base al legge n.559 del 21 marzo 1926 tutti i parchi della Rimembranza sono  dichiarati pubblici monumenti;
  2. a Terracina in via San Francesco Nuovo, insiste un’area denominata “Parco della Rimembranza”, meglio descritta e delimitata nelle planimetrie allegate   al presente atto sotto le lettere  A) e B), distinta in catasto terreni  al Foglio 115 particella  226 della superficie complessiva di mq. 6.530;
  3. i motivi che rendono interessante detto parco sono:

-la pietas cittadina per 141 Terracinesi caduti nella prima guerra mondiale e sepolti lontani dalla loro terra; per ciascuno di essi fu piantato un albero;

-la presenza di numerose tracce archeologiche, seppure in misura di frammento, a testimonianza di almeno due millenni di storia cittadina;

-l’insediamento di quasi duecento specie botaniche che offrono un’antologia naturalistica in continua evoluzione;

-la posizione molto panoramica e nuovi camminamenti, sistemati strategicamente, offrono squarci inconsueti di paesaggio sul mare e sulla città;

 Gli scopi

          Questi sono gli scopi:

  •  tutelare una porzione di territorio che offre caratteristiche uniche sotto il profilo ambientale;
  • promuovere e diffondere presso la popolazione una più consapevole sensibilità ai problemi ambientali;
  • valorizzare, curare e pulire tutti gli spazi oggetto di affidamento;
  • implementare ed aggiornare la catalogazione delle essenze botaniche del sito, oltre alla sua integrale tutela;
  • sviluppare la ricerca scientifica ed iniziative di educazione ambientale rivolte alle scuole di ogni ordine e grado e a tutti i cittadini;
  • organizzare visite guidate ed escursioni, previa stesura di apposito calendario attuativo che verrà concordato successivamente con l’Amministrazione.

L’associazione comunicherà all’amministrazione il programma annuale entro il mese di Novembre, fermo restando che sarà data notizia di volta in volta delle iniziative del WWF per mezzo della stampa e dei vari mezzi di informazione e comunicazione, nonché sul sito del comune.

IMPORTANTE!

Dal primo ottobre 2016 le aperture settimanali saranno nei giorni di MERCOLEDI’ e DOMENICA con orari dettati dalla stagionalità e la chiusura avverrà prima del tramonto. Le scuole e i gruppi di cittadini o di turisti potranno visitare il parco in ogni giorno compatibilmente con eventuali lavori in corso e prendendo accordo telefonico ai numeri 3470463423 (Patrizia) / 3348814320 (Francesca).