TERREMOTO: WWF VICINO A POPOLAZIONI COLPITE E A DISPOSIZIONE DEI SOCCORRITORI

COMUNICATO STAMPA

Il WWF è vicino alle popolazioni del Centro Italia che sono state colpite dal violento sisma di questa notte che si trovano ad affrontare un dramma di proporzioni enormi e mette a disposizione di chi sta coordinando i soccorsi le proprie strutture e la propria rete di volontari sia nelle fasi di gestione dell’emergenza che nel supporto delle popolazioni colpite. Il pensiero dell’associazione, in questo momento così difficile e pieno di dolore, va alle famiglie delle vittime, dei dispersi e alle tante persone che hanno perso la propria casa. Siamo sicuri che la Protezione Civile e tutti i soccorritori non lasceranno nulla di intentato per salvare vite e ci auguriamo che subito dopo l’emergenza si trovino la forza e le risorse per un piano di prevenzione e messa in sicurezza dal rischio sismico di cui, l’Italia, un paese estremamente fragile, ha grandissimo bisogno.

Roma, 24 agosto 2016

unnamedUfficio Stampa WWF Italia

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Fermiamo le attività umane che contribuiscono all’erosione della costa.

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DIFESA DELLE COSTE DALLA CEMENTIFICAZIONE

          Il recente dossier del WWF Italia “ Italia: l’ultima Spiaggia ” ci ha informato di una situazione di estremo degrado delle coste che noi conosciamo bene per quanto riguarda il nostro territorio; purtroppo la situazione delle coste del nostro Paese risulta essere abbastanza simile alla nostra se non peggiore.

Forse è stato un errore di fondo, in cui è caduto anche il Ministro dell’ambiente Galletti, considerare il territorio e l’ambiente esclusiva servitù delle attività ludiche, produttive ed economiche dell’uomo. La pesca, lo sfruttamento delle coste per il turismo, la caccia e soprattutto la cementificazione sono state, e sono ancora purtroppo, attività con un immediato ritorno economico ma con effetti a lungo termine devastanti. L’erosione delle coste che tanto ha danneggiato l’ambiente e l’economia di molti territori, è frutto di una serie di attività umane tese a utilizzare la costa, immediatamente in prossimità della spiaggia, per costruzioni molto spesso private, ma anche esercizi pubblici come gli stabilimenti balneari, piccoli e grandi moli e attracchi.

Di qualsiasi dimensioni siano gli interventi il semplice fatto di costruire strutture fisse protese in acqua influisce sulla captazione da parte del mare, con l’effetto ondoso e in relazione alle correnti, di grandi quantità di sabbia. Se poi a questo si associa il diminuito apporto di sabbia dal Tevere perché prelevata per l’edilizia o perché nel percorso incontra altre strutture la situazione diventa drammatica. Ecco il nostro dissenso già dal 2009 al porto di Anzio.

In questo contesto si inseriscono,  anche se trattati come progetti a parte, i piani di ripascimento; nelle intenzioni di chi li propone e li attua (Regione) dovrebbero contrastare l’erosione “attirando” la sabbia in quel tratto di costa, tuttavia spesso viene proposto un ripascimento di tipo “rigido” che, dal punto di vista della dinamica delle correnti ha lo stesso effetto della costruzione di un porto: erosione in sottoflutto rispetto alla struttura. Basta osservare con Google Earth la costa che va dal Promontorio del Circeo a Terracina e il Lungomare di Latina per rendersi conto che l’emergenza erosione diventa quotidianità.

Auspichiamo, quindi, che le Istituzioni, evitando di ripetere gli errori del passato riproponendo le solite scogliere e pennelli o altre opere di ripascimento, siano attente, prima di impegnare ingenti quantità di denaro pubblico, nel valutare le linee guida da proporre e le strategie d’intervento tra le più idonee per assicurare al nostro territorio un futuro sostenibile.

Chiediamo quindi di valutare progetti di ripristino dell’ambiente naturale costiero, dove la duna “sa il fatto suo” e se lasciata libera da costruzioni, anche se solo un belvedere o una strada, tornerà a svolgere la sua funzione naturale. A Terracina la duna ormai è quasi del tutto scomparsa, ne è rimasto un residuo alla fine del lungomare Circe oggetto del nostro interesse già da anni anche con un progetto scolastico e che andrebbe tutelato, ma vanno promossi i progetti di ampliamento dell’Area Marina Protetta di ripopolamento ittico nel tratto antistante il Lungomare Circe (Det.ne Dir.le n.83/GEN del 20/08/2015) e l’ampliamento del Sito di Importanza Comunitaria/SIC, “Praterie di Posidonia”, per la conservazione degli ambiti naturali e della biodiversità, nel tratto marino compreso tra S. Felice e Terracina (Del.ne di G.R. n. 604 del 03/11/2015).

Sono questi i progetti che dobbiamo difendere e promuovere e questo è quello che farà Il WWF Litorale laziale si spera in collaborazione con le amministrazioni e gli Enti di governo del territorio dei vari comuni.

“Il mare deve vivere”dopo i primi trent’anni continua a caratterizzare la presenza del WWF a Terracina

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L’impegno del WWF Litorale laziale nella tutela del mare e della costa della nostra regione ha ricevuto in questi giorni un contributo di analisi dello stato dei luoghi da parte del WWF Italia.

Venerdì 5 agosto, infatti, il WWF Italia ha reso pubblico l’ultimo dossier sullo stato dei mari e delle coste italiane dal titolo significativo:

“ITALIA-L’ULTIMA SPIAGGIA” : RIDURRE SUBITO FATTORI DI PRESSIONE SU MARI E COSTE ITALIANE

Italia: l’ultima spiaggia – Lo screening dei mari e delle coste della Penisola”

 In 50 anni 2000 km di costa cementificati, 1860 km i tratti di costa liberi a buon grado di naturalità

Partiamo dai 1860 km  di tratti lineari di costa più lunghi di 5 km del nostro Paese (isole comprese) ancora liberi e con un buon grado di naturalità (il 23% dei nostri litorali, su complessivi 8000 km circa)  e puntiamo su quattro grandi aree strategiche per la biodiversità dei nostri mari : la zona tra il Mar Ligure ed il parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, il canale di Sicilia, il Mare Adriatico settentrionale e l’area del canale di Otranto nell’Adriatico meridionali. E’ qui infatti che si concentra la maggiore ricchezza delle nostre risorse marine e costiere. La loro tutela ci porta sulla rotta di uneconomia blu sostenibile insieme al contenimento significativo dei fattori di pressione e degli impatti ambientali a mare (delle attività economiche di ricerca e coltivazione di idrocarburi, trasporti marittimi, dragaggi, turismo, pesca, acquacoltura, impianti da fonti rinnovabili offshore, attività militari) e a terra causati da uno sviluppo urbanistico che ha divorato 10 km  lineari di coste l’anno per 50 anni.

E’ questo il segnale e l’invito lanciato dal WWF nel suo dossier “Italia: l’ultima spiaggia – Lo screening dei mari e delle coste della Penisola” in cui  chiede subito di invertire le tendenze che negli ultimi 50 anni ha visto sorgere una barriera di cemento e mattoni lunga 2000 km (un quarto delle nostre coste) e che vede nei nostri mari il 25% della piattaforma continentale italiana interessata da attività di estrazione degli idrocarburi (con 122 le piattaforme offshore attive e 36  istanze per nuovi impianti), il trasporto via mare fare  dell’Italia il Paese in Europa (dopo Olanda e Regno Unito) per quantità di merci containerizzate movimentate, uno sviluppo turistico che vede il 45% dei turisti italiani e  il 24%  di quelli stranieri scegliere le nostre località costiere, un’attività di pesca in caduta verticale, visto che il 93% dei nostri stock ittici sovra sfruttato, e la proliferazione di impianti di acquacoltura (in 10 anni aumentati in Italia del 70%).

Il dossier del WWF, fotografa la situazione attuale e indica le aree più ricche dal punto di vista ecologico da cui partire per salvare i nostri mari grazie alle elaborazioni contenute nello studio “MedTrends”, coordinato dal Mediterranean Programme Office del WWF Internazionale, in coerenza con le linee di intervento comunitario per la pianificazione dello spazio marittimo: Mar Ligure e Arcipelago Toscano (dove la grande ricchezza di plancton favorisce un’elevata concentrazione di cetacei, come testimoniato anche dall’istituzione del Santuario internazionale dei Cetacei “Pelagos”); il Canale di Sicilia (con montagne sottomarine dove si trovano cumuli di coralli bianchi e zona di deposizione delle uova per tonni, pesci spada e acciughe e area di nursery dello squalo bianco); Mare Adriatico settentrionale (che vede una delle popolazioni più importanti di tursiopi del Mediterraneo ed è una delle aree di alimentazione più importanti della tartaruga marina Caretta caretta, zona di riproduzione della verdesca e dello squalo grigio), Canale di Otranto Mare Adriatico meridionale (dove ci sono habitat importanti per lo zifio, il diavolo di mare, la stenella striata, la foca monaca e il pesce spada).

Anche nella nostra fascia costiera non bisogna ridursi all’ultima spiaggia. Negli ultimi 50 anni, come documentato nel dossier WWF, grazie agli studi dell’equipe coordinata dal professor Bernardino Romano dell’Università dell’Aquila, la densità dell’urbanizzazione in una fascia di 1 km dalla linea di costa è passata nella Penisola dal 10 al 21%, mentre in Sicilia ha raggiunto il 33% e in Sardegna il 25%. Tra il 2000 e il 2010, secondo l’ISTAT,  sono stati costruiti 13.500 edifici, 40 edifici per Kmq, nella fascia costiera di un km dalla battigia (nei versanti tirrenico e adriatico) e più del doppio sulla costa jonica.  E se il ritmo delle nuove edificazioni fosse quelle registrato tra il 2000 e il 2010, nei prossimi 30 anni avremmo  su scala nazionale almeno altri 40.500 nuovi edifici nella fascia di 1 km dalla battigia.

Ma si possono ancora salvare le aree con alto grado di naturalità se si interrompe subito l’ulteriore consumo di suolo. Il WWF, al di là delle perle di valore naturalistico, paesaggistico e storico-artistico diffuse in maniera puntiforme in tutto il Paese, individua: sulle costa tirrenica 16 segmenti più lunghi di 5 km, liberi dall’urbanizzazione, da preservare integralmente per il loro valore ambientale per un totale di 144 km (15 km tra Viareggio e Pisa, 20 km tra Grosseto e Orbetello, in Toscana; 15 km da Latina a Sabaudia, nel Lazio;; 12 km tra Camerota e San Giovanni Piro, in Campania); sulla costa adriatica sono circa 200 i km preservati che vanno pienamente tutelati (i segmenti più lunghi si trovano in Friuli Venezia Giulia, Marano Lagunare; in Veneto, 50 km tra Porto Viro e Goro; e in Puglia, 14 km lungo la costa del Lago di Lesina). Anche nelle isole maggiori il WWF richiama l’attenzione sugli alti indici di saturazione urbanistica delle coste che obbligano alla difesa attiva dei significativi valori ambientali e paesaggistici, che si rinvengono ancora in un quarto delle coste siciliane (poco più di 300 km) rimasto libero e in quel 64% (oltre 1.200 km) di territorio costiero di pregio, per fortuna, rimasto ancora libero in Sardegna (vedi nell’allegato la scheda relativa agli approfondimenti sullo screening delle coste).

Se la maglia nera della densità urbanistica (con indici di urbanizzazione che vanno dal 50 al 60%) è da assegnare al versante tirrenico (con quasi tutta la costa della Liguria, il Lazio centro-meridionale e la Campania centro-nord) e al settore emiliano-romagnolo/marchigiano/abruzzese del versante adriatico, c’è da notare che il sistema dei 100 parchi e riserve e degli oltre 200 siti costieri della Rete Natura 2000 costituisce un argine alla espansione edilizia. Ciò è vero in particolare sul versante tirrenico con i parchi nazionali del Pollino e del Cilento che scardinano la continuità edificatoria nel Sud d’Italia, mentre sul versante adriatico si rileva la mancanza di aree protette di estensione significativa che possano al momento fare da diga. Ciò avviene in una situazione in cui comunque le aree tutelate sono sottoposte ad un crescente assedio, visto che, secondo elaborazioni originali su foto satellitari contenute nel dossier WWF, che hanno raffrontato la situazione dal 1988 ad oggi, i 167 interventi che hanno cambiato la morfologia della nostra fascia costiera sono per il 95% causati dall’espansione edilizia (per il 58.7% strutture turistiche, per il 19% insediamenti residenziali, per l’11%  infrastrutture portuali) e vanno ad interferire con 107 siti di interesse comunitario (SIC), tutelati dall’Europa, sui circa 400 siti comunitari marini e costieri.

Ecco delle schede informative SCHEDE INFORMATIVE

Qui si può scaricare l’intero dossier dossier_italia_l_ultima_spiaggia

Straordinaria giornata quella vissuta alla Rimembranza domenica scorsa

Domenica 7 agosto il WWF di Terracina ha voluto ricordare i suoi primi trent’anni di presenza in città con una festa.

La mattinata è stata dedicata ai ricordi e ai saluti delle Istituzioni presenti mentre il pomeriggio si è riempito di musica e di degustazioni macrobiotiche, tra le quali Simone Bottiglia, un nostro giovane socio, ha inserito una presentazione fatta di foto e video storici che a volo di uccello copriva i trent’anni di attività del WWF terracinese a tutela dell’ambiente.

Fabio Converio, un amico venuto dal litorale romano, ha registrato molti momenti della mattinata e ha voluto farcene omaggio.

Ecco il suo album

Altre immagini della giornata

Domenica 7 agosto al parco della Rimembranza saranno ricordati i primi trent’anni del WWF a Terracina, ecco il programma.

PROGRAMMA

 

MATTINA

  • ORE 10.00 APERTURA DEL PARCO
  • ORE 11.00 SALUTI E PRESENTAZIONE DELLA GIORNATA
  • ORE 11.30 VISITA DELLA MOSTRA DEI 30 ANNI DEL WWF A TERRACINA (La visita è accompagnata dalla musica di “Note a Margine”).
  • ORE 12.00 APERITIVO

POMERIGGIO

  • ORE 18.00 APERTURA DEL PARCO E VISITA DELLA MOSTRA DEI 30 ANNI DEL WWF A TERRACINA
  • ORE 19.00 “NATURALMENTE” MUSICA
  • CONCERTO DI MUSICA CLASSICA OFFERTO DAL MAESTRO BRUNO DI GIROLAMO, CATIA ROCCI, FLAVIO SERAFINI, FEDERICA SIMONELLI, CLAUDIA VELOCCI.
  • ORE 21 PRESENTAZIONE TRAMITE FOTO E VIDEO DELLE ATTIVITÀ SVOLTE DAI VOLONTARI DI TERRACINA
  • AL TERMINE DELLA PRESENTAZIONE DEGUSTAZIONE DI PRODOTTI MACROBIOTICI.

Ringraziamenti:

Per l’omaggio musicale al WWF si ringraziano gli artisti Bruno Di Girolamo, Giorgio Pantanella, Catia Rocci, Flavio Serafini, Federica Simonelli, Claudia Velocci e Piero Recchia per l’assistenza tecnica.

Per la degustazione si ringrazia Un Punto Macrobiotico di Terracina e Giovanni D’Andrea fornitore dei vini di tutta la Giornata.

Per l’allestimento della mostra si ringrazia Nonsolocarta per la stampa dei poster.

 

 

 

Molta musica domenica 7 agosto alla Rimembranza in occasione del trentennale del WWF a Terracina

Il parco della Rimembranza domenica prossima sarà la sede di un evento che intende ricordare i primi trent’anni del WWF a Terracina.

Alcuni amici del Parco e della nostra associazione si sono offerti per un omaggio musicale che allieterà l’intera giornata.

Cominceranno le “Note a Margine” che dalle 11.30 accompagneranno la visita alla Mostra sui 30 anni del WWF a Terracina ; nel parco echeggeranno le note del flauto di Giorgio Pantanella.

Nel tardo pomeriggio, alle ore 19, i cittadini che verranno a visitare la Mostra all’apertura del parco a partire dalle ore 18 potranno assistere ad un concerto offerto dall’Associazione Mozart Italia di Terracina guidata dal Maestro Bruno di Girolamo.

Oltre al Maestro si esibiranno Catia Rocci, Flavio Serafini, Federica Simonelli e Claudia Velocci.

Ovviamente, l’ingresso è libero e sono invitati tutti i cittadini e gli ospiti attuali della città.

 

Domenica 7 agosto il WWF di Terracina festeggerà i suoi primi trent’anni

Il World Wide Fund for Nature è la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura. Nato nel 1961, è presente nel mondo con 24 organizzazioni nazionali, 5 organizzazioni affiliate e 222 uffici di programma in 96 paesi.

In Italia è nato nel 1966 e quest’anno si festeggiano quindi i 50 anni di vita e di importanti attività a favore dell’ambiente e della natura.

Nel 1986 venne creata la prima aggregazione nella nostra Città. Tante le tematiche affrontate, in continuità con quelli che erano via via i grandi progetti nazionali dell’associazione ma declinati a livello locale, molte invece le problematiche specifiche del nostro territorio che avevano bisogno di essere poste all’attenzione dell’opinione pubblica e del governo della Città.

Con tenacia e passione i Volontari hanno dedicato alla cura dell’ambiente tanto del loro tempo e delle loro capacità.

Senza clamore ma con impegno sono state affrontate emergenze ambientali di varia natura come incendi o particolari situazioni critiche e sono state condotte azioni quotidiane e programmate come l’educazione ambientale nelle scuole e visite guidate o escursioni per adulti e bambini.

Oggi la nostra associazione locale compie 30 anni, ha una nuova denominazione in seguito alla riorganizzazione a livello centrale, non è più WWF Terracina ma WWF Litorale Laziale, e questo è indicativo della dimensione che ha assunto il nostro impegno, ma i Volontari sono quelli che tutta la Città conosce e che da anni sono sempre presenti e si impegnano in favore dell’ambiente.

Per ribadire il nostro impegno e rendervene partecipi con uno sguardo al passato invitiamo i cittadini il giorno 7 agosto p.v. presso il Parco della Rimembranza alle ore 11.00 per l’apertura dell’evento che svilupperà un programma per l’intera giornata.

 

Partecipazione e entusiasmo nei due giorni di animazione per bambini nella Rimembranza

Si sono concluse con successo le prime due giornate del progetto “Arte Verde”,  nell’ambito delle iniziative estive organizzate dal Gruppo Litorale Pontino del WWF Litorale Laziale. Più di trenta bambini, coordinati e guidati da Cecilia Cicci e dai suoi preziosi assistenti, Tiziano, Nastasia, Camilla e Marta, hanno partecipato al progetto nella magica cornice del Parco della Rimembranza, che in questi pomeriggi assolati, ha offerto loro refrigerio e frescura.  A fare da filo conduttore nelle due giornate è stato il tema dei 5 sensi, in un percorso creativo, di gioco ed esplorazione, guidato via via dal gusto, dal tatto, dall’odorato, dalla vista e dall’udito. I bambini, alcuni per la prima volta,  hanno visitato il parco in una breve visita guidata, vigili e attenti a tutto quello che li circondava, suoni, profumi, suggestioni, e raccogliendo piccoli tesori (sassolini, rametti, foglie, fiori secchi, pezzetti di carta stagnola)  con i quali avrebbero poi creato il loro capolavoro personale. La pausa della   merenda sulle panchine di legno, con del semplice pane e marmellata, è servita a ritemprare i piccoli artisti-esploratori.  E alla fine della seconda giornata, dopo aver improvvisato un’orchestra e suonato gli strumenti costruiti con il materiale raccolto nel parco, i bambini hanno composto i lavori finali, belli e fantasiosi, ognuno diverso dall’altro, dal bosco incantato, al mostro pauroso, dal collage di foglie ai personaggi delle fiabe, allestendo una piccola mostra.

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Una bella esperienza per tutti i bambini e per qualche genitore che ha assistito al progetto, e naturalmente anche per gli animatori che nei visi sorridenti e soddisfatti dei bambini hanno letto il successo del proprio impegno.  “Arte verde” ritornerà al parco della Rimembranza nei pomeriggi di Mercoledì 10 e Venerdì 12 Agosto, alle 17,00. Per informazioni e prenotazioni telefonare a Cecilia al n. 329/7762924.

Visto il successo dell’iniziativa, mercoledì 17 agosto, sempre nel Parco della Rimembranza alle 17,00,  i bambini potranno partecipare a “Ti racconto una storia”, un laboratorio sulla fiaba, durante il quale ascolteranno, scriveranno e illustreranno storie e filastrocche. Per informazioni e prenotazioni  telefonare al n. 328/7356970

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Arte e Natura per i più piccoli al Parco della Rimembranza

Nell’ambito delle iniziative culturali estive organizzate dal gruppo locale del WWF Litorale laziale, non poteva mancare uno spazio dedicato ai bambini.

Nei pomeriggi del 27 e 28 Luglio e del 10 e 12 Agosto, Cecilia Cicci condurrà “ ARTE VERDE”, un laboratorio artistico-naturalistico-ludico rivolto a bambini dai 6 ai 10 anni.

I più piccoli avranno così l’occasione non solo di conoscere il parco, in una breve visita guidata, ma di esplorarlo con i 5 sensi, in attività di gioco, creatività, immaginazione, utilizzando i materiali poveri offerti dal Parco stesso e guidati da una conduttrice preparata e sensibile.

Una merenda semplice e gustosa, concluderà il pomeriggio dei piccoli artisti- naturalisti  Per informazioni e prenotazioni chiamare il N. 329-7762924.

LOCANDINA - definitiva

Si continua ad asfaltare ovunque, ora anche in un Parco nazionale

Comunicato stampa 22 luglio 2016

 Esposto delle Associazioni ambientaliste

sui lavori di asfaltatura della strada Villavallelonga – Prati d’Angro

nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

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Le Associazioni Salviamo l’Orso Onlus, WWF Abruzzo, LIPU Abruzzo, Pro Natura Abruzzo hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila, in merito ai lavori di asfaltatura di una strada, in larga parte sterrata, in Località Prati d’Angro nel Comune di Villavallelonga (AQ) nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Medesimo esposto è stato inoltrato al Corpo Forestale dello Stato, al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri Abruzzo, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, alla Regione Abruzzo e alla Delegazione in Italia della Commissione Europea.

L’esposto ricostruisce puntualmente la vicenda evidenziando le palesi contraddizioni e l’illegittimità di talune autorizzazioni, nonché richiamando le difformità riscontrate nei giorni scorsi anche dall’Ente Parco tra quanto autorizzato e quanto effettivamente realizzato.

Nell’esposto si sottolinea la gravità di quanto è accaduto, tenuto conto che si è pesantemente intervenuti in un sito importantissimo di una delle principali aree naturali protette d’Europa, individuato come Sito di Interesse Comunitario nella Rete Natura 2000 e centrale per la tutela dell’Orso bruno Marsicano, specie per la cui salvaguardia l’Unione Europea è più volte intervenuta con cospicui finanziamenti attraverso diversi progetti LIFE.

Oggi, a lavori interrotti solo grazie all’azione delle associazioni ambientaliste (che peraltro avevano segnalato per tempo la pericolosità dell’intervento che si stava progettando), è auspicabile che la magistratura svolga rapidamente le opportune indagini al fine di ricostruire dettagliatamente l’iter amministrativo seguito e le modalità della conduzione dei lavori, individuando tutte le eventuali responsabilità.

Al contempo è fondamentale che tutti gli Enti coinvolti, ad iniziare proprio dall’Ente Parco, svolgano le opportune azioni per rimediare a quanto è stato fatto.

Nei prossimi giorni sembra che sia prevista una riunione straordinaria del Consiglio direttivo del Parco. Le richieste delle Associazioni sono:

  • blocco immediato di tutto l’intervento anche nel tratto in cui i lavori stanno proseguendo;
  • ripristino della situazione precedente in tutto il tratto che non era asfaltato;
  • chiusura della strada all’altezza della Madonna della Lanna (con transito consentito solo ad autorizzati).

Roma, 22 luglio 2016

 

unnamedUfficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 213 – 266 – 332

340 9899147 – 329 8315725

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