Il vecchio ospedale di Terracina continua ad essere terra di nessuno

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Continuano i raid di ignoti nei locali fatiscenti del vecchio ospedale, a chi tocca fermarli?

 

 

Sulla stampa locale oggi viene riportata la denuncia di cittadini residenti intorno al vecchio ospedale che hanno avvertito la presenza di persone all’interno della struttura nonostante la chiusura dei cancelli.

Da tempo si registrano atti di vandalismo e gesti pericolosi come il lancio di pietre sul sottostante parco della Rimembranza, incursioni nei vicini locali del gruppo scout e incendi di materiale cartaceo nelle sale, l’ultimo ha messo in serio pericolo la stessa vegetazione del parco.

A chi appartiene il vecchio ospedale?  E’ ora che i proprietari prendano tutte le misure necessarie prima che avvenga l’irreparabile.

Sono a rischio i visitatori del parco, i volontari che vi lavorano nella manutenzione e lo stesso curatore, prof. Selvaggi.

 

La struttura pare sia accatastata a carico dell’Azienda sanitaria locale che la detiene da vent’anni.

Un decreto legislativo (ministro della sanità Francesco De Lorenzo), il d.l. n.502 del 30/12/1992 applicativo della legge n.421 del 23/10/1992 stabilì all’art.5 che “ Nel rispetto della normativa regionale vigente, tutti i beni mobili, immobili, ivi compresi quelli da reddito, e le attrezzature che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, fanno parte del patrimonio dei comuni con vincolo di destinazione alle unità sanitarie locali sono trasferiti al patrimonio delle unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere;….”

A quell’epoca la costruzione del nuovo ospedale era ultimata da mesi ma il trasferimento tardò tanto da far ricadere la struttura nella trappola del decreto De Lorenzo.

La comunità perse una proprietà patrimoniale che le era stata assegnata “in enfiteusi dalla sacra Congregazione degli Studi con istrumento atti Bartoli del 3 ottobre 1858”, come appare nell’Inventario Generale dei Beni Immobili  Mobili e di Uso Pubblico compilato dal regio commissario nel 1900.

 Il proprietario, quindi, si faccia avanti e si assuma le proprie responsabilità non solo nella messa in sicurezza della struttura e nel chiudere gli accessi a chicchessia  ma anche per evitare i danni che potrebbero essere arrecati alla parte storica dell’edificio.

Almeno per quest’ultimo aspetto sarebbe necessario anche l’intervento delle Istituzioni, Comune e Sovrintendenza ai Beni culturali.

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