OFFENSIVA A TUTTO CAMPO DEGLI INCENDIARI

PARTICOLARMENTE COLPITE LE AREE BOSCATE DEL LAZIO DA CRIMINALI CONSAPEVOLI E DA INCENDIARI INVOLONTARI E DISTRATTI

Criminali o distratti: l’effetto sull’ambiente non cambia, il Lazio brucia

Si aggiorni subito il catasto delle aree percorse dal fuoco

Recrudescenza evidente e aggressiva degli incendi nella nostra regione, una delle stagioni più nere da questo punto di vista per le aree naturali e per la fauna che le popola. Eravamo partiti fiduciosi che quest’anno vi fosse finalmente un’inversione di marcia per il verificarsi del fenomeno degli incendi nonché per le attività di prevenzione che speravamo fossero maggiormente efficaci.

 

Nel solo Comune di Roma le stime parlano di una crescita degli incendi del 120%  rispetto allo scorso anno, con 500 ettari bruciati, in sensibile aumento le fiamme anche nella provincia di Latina (Sezze, Itri, Terracina, Sonnino, Sabaudia, Aprilia, Latina) come in quella di Frosinone, dove sono state colpite molte delle sue aree boscate di pregio, a cominciare dalle Gole del Melfa. Nella Tuscia la percentuale di aumento registrata è del 380% rispetto al 2011, con oltre 470 roghi di diversa natura dal primo giugno scorso al 10 agosto. In provincia di Rieti, infine, sono già 100 gli ettari di bosco completamente bruciati. Francesco Mele, Direttore della Protezione civile della Regione Lazio, parla di 700 ore di volo già effettuate dal 1 giugno ad oggi per l’emergenza incendi.

 

“Possiamo solo ipotizzare i danni che a fine stagione potremmo imputare sia ad inneschi dolosi che ad una grande quantità di gesti sciocchi e sconsiderati. – dichiara Vanessa Ranieri presidente WWF Lazio – Entrambi i comportamenti, pur nella loro oggettiva differenza, stanno di fatto distruggendo territorio ricco di biodiversità a danno degli ecosistemi e della vita dei cittadini. Esprimiamo preoccupazione soprattutto per il sistema delle aree protette della nostra regione, per i Siti di Importanza Comunitaria e per le Zone di Protezione Speciale. Da anni diminuiscono i fondi a disposizione per la tutela e in più si sono aggiunti i commissariamenti di molte aree che non rassicurano sulla adeguatezza di mezzi e attività di prevenzione degli incendi e sulla piena operatività in caso di intervento urgente.”

 

Per questi motivi è fondamentale che i Comuni applichino senza indugio quanto disposto dalla Legge 21/11/2000 n. 353, il cui contenuto, tra le altre norme, prevede anche quella secondo la quale “le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni.”

Ciò determinerebbe certamente una limitazione alle finalità speculative che spingono alcuni ad appiccare il fuoco proprio sulle aree di maggior pregio naturalistico, nel mero intento di poterle sottrarre ai vincoli ambientali e paesaggistici.

 

“Confidiamo quindi – conclude Ranieri – in pene severe per coloro i quali vengono individuati come i colpevoli dei roghi e l’immediato inserimento dei terreni incendiati nel catasto delle aree percorse dal fuoco, nonché nel divieto di  pascolo e caccia sulle aree boscate colpite. Invitiamo tutti  i cittadini ad aiutare le Forze dell’Ordine nel proprio lavoro, segnalando prontamente al numero 1515 del Corpo Forestale dello Stato l’eventuale sorgere di roghi”

 

Roma, 13 agosto 2012

 

Informazioni stampa: Cesare Budoni – 349 6040937

La Direttiva Bolkenstein sugli stabilimenti balneari: un’occasione per trasformarli in presidi di tutela ambientale.

Replica a On. Di Pietro su Direttiva Bolkenstein

Impossibile escludere un Paese UE dall’applicazione di una direttiva comunitaria. Gli stabilimenti balneari diventino invece un presidio di tutela ambientale e uno ‘sportello’ di promozione del territorio

La proposta WWF:  introdurre nuovi parametri, oltre a quelli economici, nei criteri per l’assegnazione o riassegnazione delle concessioni demaniali degli stabilimenti

“L’Onorevole Di Pietro è troppo esperto in materia giuridica per non sapere che la richiesta di esclusione di un Paese dell’Unione Europea dall’applicazione di una direttiva comunitaria è quanto meno impraticabile. Il problema non è eludere la direttiva Bolkenstein rispetto agli stabilimenti balneari quanto trovare un modo corretto di applicarla. A differenza di quanto sostenuto dall’onorevole di Pietro non è purtroppo sempre vero che gli stabilimenti balneari abbiano garantito una corretta tutela ambientale o gestione della aree loro assegnate, anzi troppe volte sono stati protagonisti di problemi legati ad abusivismi e comunque a non corrette applicazioni delle concessioni loro assegnate”. E’ la replica del WWF Italia alle dichiarazioni dell’onorevole Di Pietro  relative all’esclusione della gestione degli stabilimenti balneari dall’applicazione della direttiva Bolkenstein.

“Il WWF ricorda che gli stabilimenti balneari in concessione sono negli anni più che raddoppiati passando dai 5368 del 2001, ai 12mila attuali, uno ogni 350 metri, per un totale di almeno 18 milioni di metri quadri e 900 km occupati sui 4mila km di spiagge degli 8mila km di coste italiane: un giro d’affari che interessa 30mila aziende e circa 600mila operatori, indotto compreso (Fonte: Dossier WWF, “Spiagge d’Italia: bene comune, affari per pochi”, luglio 2012”).

LA PROPOSTA WWF: NUOVI PARAMETRI PER LE CONCESSIONI
“Per oltre la metà di essi non si può dunque parlare di imprese storiche o attività famigliari multigenerazionali e, dal punto di vista comunitario, poco importa se, al fine di garantire un servizio, questo sia svolto da un soggetto anziché da un altro. Il problema dunque è quello di superare questa visione introducendo, nei criteri di assegnazione o di riassegnazione delle concessioni demaniali degli stabilimenti, criteri diversi dai soli parametri economici che verrebbero considerati nel caso di una rigida applicazione della direttiva Bolkestein. In sostanza, il WWF è d’accordo sul fatto che vengano garantite le piccole imprese legate al territorio e che le nuove assegnazioni non possano essere date solo sulla base della massima offerta del canone da pagare ma non può essere d’accordo sul mantenimento dello status quo che garantisce incondizionatamente tutto e tutti.
“Secondo il WWF le assegnazioni dovrebbero avvenire attraverso la valutazione di un progetto di gestione dove il canone di concessione riconosciuto allo Stato è solo uno dei parametri. Altri parametri possono e devono essere introdotti, quali ad esempio:

  • la gestione ambientale non solo delle aree affidate ma anche di quelle limitrofe su cui può ricadere l’impatto delle attività;
  • progetti di riqualificazione ambientale o naturalistica;
  • l’adozione di parametri di efficienza energetica;
  • l’utilizzo di prodotti a km zero legati al territorio;
  • la promozione di beni culturali o ambientali del contesto in cui lo stabilimento opera.

Insomma un progetto dove lo stabilimento sia uno sportello di informazione e promozione e un presidio di tutela ambientale. Per fare questo occorre discutere in modo realistico, affrontare correttamente il tema e non pensare di poterlo eludere con iniziative discutibili sotto il profilo del diritto comunitario”.

Venerdì 10 agosto 2012: ultimo appuntamento con ECOSUONI

SECONDA EDIZIONE ECOSUONI 2012

RASSEGNA DI SEMINARI, CONCERTI E APERITIVI

ORGANIZZATA DAL WWF LITORALE PONTINO E

L’ASSOCIAZIONE MUSICALE CANTO DI EEA DI SAN FELICE CIRCEO

Ultimo appuntamento per la Rassegna Ecosuoni 2012 venerdì 10 agosto alle ore 20.15 presso Il PARCO DELLA RIMEMBRANZA in via San Francesco Nuova 42 bis, a Terracina.

L’offerta musicale del quarto ed ultimo incontro è affidata all’ensemble Etnosonica: un gruppo di undici giovani talenti diretti da Caterina Bono che eseguiranno un concerto di musiche etniche.

Il seminario, coordinato dal prof. Emilio Selvaggi, dal titolo “ Parchi, aree protette e verde urbano. Proposte di gestione”anticiperà il concerto e sarà a cura del Parco del Circeo.

Si conclude con successo la manifestazione Ecosuoni, nata dalla collaborazione tra l’associazione Canto di Eea e l’associazione WWF Litorale Pontino, il numeroso pubblico intervenuto nelle precedenti serate ha seguito con interesse e partecipazione i seminari proposti  aventi per oggetto le principali tematiche culturali e ambientali provinciali e concerti eseguiti da musicisti di livello internazionale.

A conclusione di ogni serata  tutti i partecipanti hanno goduto di momento conviviale grazie ad un gradevole aperitivo offerto nell’incantevole cornice  del Parco della Rimembranza

L’ultimo incontro musicale avrà come protagonisti i govani talenti dell’ensemble Etnosonica.

L’ensemble, nato nel 2007 all’interno del laboratorio musicale offerto dalla allora scuola media Monti-Mameli di Terracina, ora Istituto Comprensivo Montessori, è costituito da giovani musicisti che si sono particolarmente distinti per la dedizione dimostrata nei confronti della disciplina musicale ed è coordinato dal M° Caterina Bono.

Il repertorio proposto attinge dalla tradizione musicale folklorica internazionale attraverso una ricerca approfondita su testi e fonti sonore a volte reperite direttamente nei luoghi d’origine, rielaborata e arrangiata in una forma particolare e unica che rende la sonorità dell’ensemble fortemente caratterizzata.

L’impegno costante e la bravura dei componenti, uniti  alle originalità  timbriche e di repertorio proposte hanno portato l’ensemble ad esibirsi in rassegne e manifestazioni tra  le più  significative : manifestazione nazionale “DIRITTO ALLA MUSICA” tenutasi presso il teatro G.D’ANNUNZIO di Latina nel gennaio 2008, rassegna di musica da camera internazionale “INCONTRI MUSICALI 2008 – VI edizione”, manifestazione promossa dall’ass. Canto di Eea presso il comune di San Felice Circeo e finanziata dalla provincia di Latina, progetto ministeriale “IN CRESCENDO” conclusosi presso il teatro GHIONE di Roma nel Marzo 2009 alla presenza  dell’Assessore Regionale per l’Istruzione e il diritto allo studio Silvia Costa, “INCONTRI MUSICALI 2009 – VII edizione” patrocinata dalla provincia di Latina e dal comune di Terracina con la collaborazione dell’associazione Diapason di Aprilia e dell’Istituto Comprensivo Centro Storico di Terracina, manifestazione che ha permesso all’ensemble Etnosonica di esibirsi in ambienti significativi del proprio luogo di origine: il Parco della Rimembranza, la chiesa di San Francesco e  la Cattedrale di Terracina.

Nel dicembre 2009 l’ensemble si è esibito per la manifestazione nazionale “Telethon”.

Il 2010 è stato caratterizzato da una serie di concerti per il gemellaggio con la città ungherese di Pècs.

L’ensemble è stato invitato a partecipare all’edizione 2011 di Atlante Sonoro, prestigioso festival organizzato dal Freon Ensemble presso la sala Ex Mattatoio di Testaccio a Roma.

Il 2011 è stato un anno di grande attività concertistica culminato nella partecipazione alla quattordicesima edizione del Premio Immagine Latina presso il Teatro Cafaro di Latina.

Il gruppo è formato da: Lara Ottocento e Francesco D’Andrea al flauto, Angela Alla, Gianmaria Del Monte, Giulia Dell’Aquila, M.Laura Coratti, Samuele di Lello al violino, Andrea Farano all’armonica, Lavinia Ceci alla tastiera e Younes Chatit e Francesco Mucciarelli alle percussioni.

L’ingresso prevede un contributo simbolico di 7 euro per gli adulti, e di 3 euro per i ragazzi dai 13 ai 18 anni.

ILVA di Taranto: il sequestro dopo 20 anni di inerzia

Ora si stringa un patto di ferro contro inquinamento e per la riconversione industriale

Dopo il recentissimo sequestro dello stabilimento dell’ILVA di Taranto non si ricada nell’errore di separare la questione ambientale dalla questione occupazionale, pensando che le soluzioni possano essere disgiunte, ricorda il WWF Italia, e si stringa un patto di ferro che da una parte diminuisca l’inquinamento e  parallelamente porti avanti la riconversione industriale.

La magistratura, venti anni dopo l’inizio del caso,  con il sequestro ha attuato un atto dovuto  dopo lunghissime indagini e perizie. Certamente tutto ciò doveva arrivare ben prima, visto che l’area industriale dell’ILVA è stata dichiarata prima sito a alto rischio ambientale e poi sito di bonifica di interesse nazionale senza che, prima di tutto la proprietà, avviasse un processo di risanamento e riconversione industriale.

Il ricatto occupazionale per troppi anni ha avuto la meglio sull’impatto ambientale che è ricaduto sulla città. Come richiesto dal WWF in precedenza, meglio sarebbe stato se l’autorizzazione unica ambientale rilasciata congiuntamente da molti enti, tra cui il Ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia, fosse stata data chiedendo in via preventiva interventi di riduzione degli impatti.

Oggi la strada si fa più difficile e inevitabilmente occorre oggi garantire l’aspetto sociale e quindi l’occupazione purchè si abbia l’assoluta certezza che sin da subito si pongano in essere procedure e misure per diminuire emissioni e carichi inquinanti, purchè si riprenda con forza il tema della riconversione dello stabilimento che in assenza di alternative ha purtroppo il destino segnato nell’ambito di un mercato globale.

Su queste vicende sempre alta è stata l’attenzione del WWF, che aveva depositato un ricorso avverso l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente a favore dello stabilimento tarantino, ritenendolo carente degli strumenti burocratici, tecnici e tecnologici idonei a garantire l’ambiente e quindi la salute dei cittadini. Nel pieno rispetto dei principi di precauzione, integrazione ambientale e dell’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, il WWF ha sempre richiesto un concreto abbattimento delle emissioni prodotte dalle cokerie tarantine, un campionamento continuo e “a monte” della produzione di diossina, nonché ulteriori, più incisive, prescrizioni a tutela della salubrità ambientale della città di Taranto e della regione tutta.

Recentemente il WWF si è costituito parte offesa al processo per all’inquinamento generato dagli impianti ILVA, incaricando l’avvocato Francesco Di Lauro per la difesa legale.

9 luglio 2012: Conferenza stampa dell’Agenda 21 Locale di Terracina sulla questione rifiuti

Comunicato stampa  dell’A21L di Terracina

A seguito dell’invio all’Amministrazione Comunale del documento del Forum di Agenda 21 n. 26032012 del 26/03/2012, riguardante le “Linee guida per una gestione sostenibile del Ciclo dei Rifiuti”, siamo stati convocati all’incontro del 10/04/2012.

Il giorno 24 aprile 2012, pertanto, il Forum di A21L ha inviato all’Amministrazione Comunale i suggerimenti in previsione del bando di gara.

Il giorno 31 maggio 2012  il Forum di A21L è stato di nuovo invitato dall’Assessore all’Ambiente, all’incontro con il CONAI e, dopo qualche giorno, abbiamo ricevuto dalla segreteria dello stesso Assessore la bozza del nuovo progetto “per la riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti urbani”, elaborato dalla società Idecom.

Il giorno 8 giugno 2012 è stato inserito sul sito web del Comune di Terracina il comunicato del Sindaco, WWF e Agenda 21, rivolto a tutta la cittadinanza, di invito alla conferenza programmata per il 14/06/2012.

Il giorno 12 giugno 2012 la conferenza programmata per il 14/06 è stata rinviata a data da destinarsi.

Ad oggi non abbiamo registrato nessun’altra iniziativa in merito da parte dell’Amministrazione Comunale.

Pertanto, il forum di A21L, preoccupato della situazione di stallo venutasi a creare, ha ritenuto utile ed opportuno convocare un’apposita conferenza stampa, svoltasi il giorno 9 luglio 2012 presso la sala commissioni della Presidenza del Consiglio Comunale.

I rappresentanti di A21L, durante la conferenza stampa, hanno quindi sollecitato l’urgente approvazione del bando di gara e l’affidamento del nuovo progetto di gestione del ciclo dei rifiuti;

essi hanno inoltre sottolineato che l’importante percorso intrapreso dall’Amministrazione Comunale deve continuare, nel metodo come nel merito, con la massima trasparenza, adottando un apposito cronoprogramma;

i rappresentanti di A21L hanno altresì ribadito la necessità di uscire, nel breve periodo, dall’emergenza ormai annosa in cui si trascina il “problema rifiuti”, adottando e attuando subito il nuovo modello di gestione del ciclo dei rifiuti elaborato;

essi hanno infine indicato nell’efficacia, nell’efficienza e nell’economicità attuativa del nuovo servizio, uno dei fondamentali aspetti della sostenibilità ambientale e della qualità della vita della città e del territorio di Terracina, secondo quanto stabilito dal Piano di Azione ambientale del Comune di Terracina (approvato con delibera di C.C. n.122XXI del 26/10/2007).

Ufficio Agenda 21 Locale – Presso Presidenza del Consiglio

                                                     Corso A. Garibaldi, 62  – 04019  Terracina   

Terracina 11/07/2012

Terracina nell’UNESCO: le iniziative del Comitato Cittadino

Comitato Cittadino “Terracina nell’UNESCO”

Movimento di opinione pubblica per l’iscrizione del Centro Storico alto di Terracina nella lista del patrimonio mondiale UNESCO

Al fine di promuovere l’iniziativa in oggetto, il Comitato Cittadino ha deciso di organizzare due giornate-evento per continuare a sostenere la partecipazione dei cittadini, invitandoli a dare la loro adesione firmata ed a condividere con gli altri, nell’occasione pubblica e nel cuore stesso del Centro Storico alto, lo spirito proprio dell’iniziativa ed il suo valore culturale e civile.

Occorre ricordare, in proposito, i risultati sinora raggiunti:

–   sono state già raccolte, a Terracina e in tutta la Provincia, oltre 5.000 firme;

–   è stata realizzata buona parte della scheda tecnica necessaria per avviare la procedura di iscrizione prevista;

–   sono state realizzate sette visite culturali, delle 10 programmate, ai maggiori complessi monumentali della città storica, con notevole partecipazione di pubblico (oltre 300 sono stati i cittadini partecipanti);

–   è stato realizzato un apposito spot video dal titolo “Terracina nell’Unesco”, da diffondere attraverso i mezzi televisivi e on-line per la larga divulgazione dell’iniziativa;

–   è stata continuamente fornita ogni informazione e ogni aggiornamento sul progresso dell’iniziativa attraverso tutti gli organi di stampa;

–   è stato chiesto e ottenuto un primo impegno al Comune di Terracina per collaborare con il Comitato Cittadino e per sostenere l’iniziativa promossa, attraverso l’approvazione della deliberazione di G.C. n. 258 del 12 giugno 2012.

Pertanto, tutti i cittadini che finora non hanno potuto aderire all’iniziativa, firmando l’apposito modulo, potranno farlo  nei giorni 7 e 8 luglio 2012, a Piazza Municipio, dalle ore 19.00 alle ore 24.00, nella postazione del Comitato Cittadino “Terracina nell’UNESCO”, allestita presso il Museo Civico, ai piedi della Torre dei Rosa.

Per l’occasione, il Comitato Cittadino e il Comune di Terracina hanno concordato e predisposto il seguente programma:

–   sabato 7 e domenica 8 luglio 2012 il Museo Civico rimarrà aperto fino alle ore 24.00 con ingresso gratuito;

–   sabato 7 e domenica 8 luglio 2012 saranno effettuate, a cura della Sede di Terracina dell’Archeoclub d’Italia, brevi visite guidate gratuite ai monumenti del Centro Storico alto dalle ore 19.00 alle ore 24.00 (prenotazioni presso la postazione firme del Comitato);

–   sabato 7 luglio, con inizio alle ore 19.00, presso la Chiesa del Purgatorio, sarà presentato il volume “La Chiesa del Purgatorio a Terracina. L’architettura barocca tra Roma e Napoli” e verrà inaugurata la relativa mostra, che rimarrà visitabile per l’intera settimana successiva.

–   sabato 7 luglio 2012, con inizio alle ore 21.30, a Piazza Municipio sarà eseguito un concerto Jazz dalla

P. Funking Band;

–   domenica 8 luglio 2012, con inizio alle ore 22.00, a Piazza Municipio sarà eseguito un concerto Jazz dal duo Danilo Rea & Enzo Pietropaoli.

Per informazioni:  e-mail :  carla.promutico@libero.it ;  tel. 339 2044709

Museo Civico: 0773.707313; Ufficio Comunale BB.CC.: 0773.707277 – 702220; Biblioteca Comunale: 0773.727374; Informacittà: 0773.720013

A proposito di consumo del suolo, Roma non scherza!

FAI   Italia Nostra   WWF: 

Con il pretesto dell’edilizia sociale si “divora” l’Agro romano;

la riqualificazione delle periferie non si fa con nuovo cemento

FAI-Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra e WWF esprimono ferma contrarietà alle trasformazioni urbanistiche proposte dal Comune di Roma, finalizzata ad individuare aree “di riserva” per l’attuazione del Piano di Housing Sociale.

Stando alle ultime dichiarazioni stampa del Comune sono 135 aree, per una cubatura edilizia di 20 milioni di mc; per costruirci 30.000 alloggi destinati a canone di affitto sociale. Si rendono così edificabili aree oggi agricole, rispondendo ad un fabbisogno abitativo di cui non si hanno stime certe.

E’ una nuova, reiterata aggressione all’Agro romano, un ingiustificato consumo di suolo agricolo in presenza anche di luoghi ad alto valore paesaggistico e ambientale, una inutile dilatazione delle periferie della Capitale a dispetto del polmone verde residuo. Non è con nuovo cemento che si può pensare di riqualificare le periferie urbane.

FAI, Italia Nostra e WWF sottolineano come dalla sovrapposizione delle aree oggetto di trasformazione con le tavole di PTPR si evidenzi il fatto che molte aree ricadono in zone di valenza ambientale in cui le normative del Piano Paesistico Regionale non prevedono la trasformazione del territorio per l’uso residenziale.

FAI, Italia Nostra e WWF ricordano l’enorme quantitativo di alloggi nuovi, vuoti in attesa di compratori, di cui le periferie sono colme. Secondo una stima di Fedilter si tratta di almeno 40.000 unità, dunque più che sufficienti a coprire la stimata domanda dei 30.000 alloggi.

In alternativa ad una nuova espansione edilizia ad irreversibile danno al patrimonio agricolo, con allarmante consumo di suolo, FAI, Italia Nostra e WWF chiedono all’Amministrazione di invertire la rotta e di adottare una politica di recupero e riqualificazione urbana, partendo dal dato reale di circa 10.000 alloggi previsti dal PRG da destinare all’ affitto a canone sociale e concordato, e alla vendita agevolata.

A questo fine l’Amministrazione capitolina potrebbe creare un tavolo di concertazione con le stesse imprese edili per definire modalità alternative di utilizzo di patrimonio edilizio esistente, attraverso la vendita o l’affitto. In questo modo si potrebbe garantire ai costruttori un parziale rientro degli investimenti già realizzati e invenduti e all’Amministrazione un sostanziale risparmio in termini di servizi e infrastrutture da realizzare.

Roma, 6 luglio 2012

Invio stampa per WWF Lazio: Cesare Budoni – 349 6040937

I rifiuti nel Lazio: le Amministrazioni abbandonino il gioco delle tre carte

Dalle notizie trapelate a mezzo stampa in questi giorni sembra che il vecchio gioco delle tre carte non sia mai stato messo da parte.

“Tra un’ipotesi di discarica e l’altra – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio – e l’apertura di fantomatici impianti di trattamento biologico, senza l’ombra dell’avvio serio della raccolta differenziata spinta domiciliare, non v’è dubbio che ciò che emerge con chiarezza è che gli unici ad avere le idee ben chiare non siano altri che gli imprenditori pubblici e privati”

Ricordiamo ancora con sconcerto il contenuto della sentenza del Consiglio di Stato di pochi mesi fa che, riformando la sentenza di primo grado, sdoganava di fatto la realizzazione dell’impianto di incenerimento di Albano, promosso inizialmente da una partecipazione pubblico- privata, composta da Pontina Ambiente (gruppo Cerroni) AMA e ACEA, raggruppati sotto la stessa sigla CO.E. MA., Consorzio Ecologico Massimetta.

Eppure da qualche tempo il COEMA non vede più nelle proprie compagini sociali il c.d. “pubblico”, essendo la proprietà tornata totalmente in mano al privato con il 33% alla Pontina Ambiente e il 67% alla Ecomed.

Insomma il sodalizio si è sciolto, ma forse non del tutto.

Se dovessimo sviluppare doti da veggenti si potrebbe ipotizzare che la visione proposta nell’ambito del commissariamento sia indirizzata, più che altro, verso un futuro in cui l’investimento non vada in favore della differenziata spinta, come ci impone l’Europa, ma verosimilmente verso un tenace attaccamento a quello che sinora è stato il sistema di incenerimento, attraverso la produzione dello STIR (Tritovagliatura ed Imballaggio Rifiuti – ex CDR), negli impianti di trattamento meccanico biologico a Paliano. Impianti che si vorrebbero affidati ad AMA e Acea con il successivo incenerimento nell’impianto di Albano del CO.E.MA., che forse a tutt’oggi ritiene ancora di poter beneficiare dei contributi ministeriali.

“Chiediamo l’immediata apertura del sito di compostaggio a Guidonia – conclude Ranieri – già autorizzato ed inspiegabilmente mai aperto, nonché la trasformazione degli impianti di TMB esistenti in impianti di compostaggio. In appena due mesi potremmo chiudere la procedura di infrazione e far volare la raccolta differenziata spinta, senza avere un’altra Malagrotta”.

Roma, 5 luglio 2012                                      

Contatti stampa:  Cesare Budoni – cell. 349 6040937

Le Guardie volontarie del WWF a convegno nel Parco nazionale del Circeo

SEMINARIO NAZIONALE GUARDIE VOLONTARIE AMBIENTALI WWF ITALIA

 PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO – SABAUDIA

SABATO 16 – DOMENICA 17 GIUGNO 2012

 

“Strumenti normativi e modalità operative per la vigilanza ambientale e zoofila”

PROGRAMMA

 SABATO 16 GIUGNO

 

10.30/11.00

Saluti ed introduzione ai lavori

  •  Gaetano Benedetto, Presidente del Parco Nazionale  del Circeo
  • Adriano Paolella, Direttore  generale WWF Italia
  • Patrizia Fantilli, Direttore ufficio legale –legislativo/ Coordinatore nazionale Guardie Volontarie WWF Italia

Raniero Maggini, Vice Presidente nazionale WWF Italia , moderatore

11.00 /11,30

Avv. Vanessa Ranieri , Presidente WWF Lazio,

“ La costituzione di parte civile del WWF nei processi per  reati ambientali: il contributo  delle  Guardie volontarie   WWF  nella raccolta delle prove”  

11.30 / 13.00

Dott.ssa Cristina Avanzo, Responsabile nucleo N.I.R.D.A. (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali) del Corpo Forestale dello Stato.

“Il maltrattamento degli animali: normativa, giurisprudenza  e attività operativa”

13.00/13.30

Spazio riservato ad  interventi e domande

14.30/15.30

Avv.  Roberto Casini, Dirigente Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Salerno.

 “Poteri e limiti delle Guardie Giurate nell’accesso a proprietà privata per l’accertamento di reati ed illeciti amministrativi”

15.30/16.30

Dott. ssa Stefania Pallotta , esperta di Diritto ambientale

“La constatazione delle violazioni amministrative  ambientali”

16,30 /17,30  Massimiliano Rocco  –Responsabile Ufficio Traffic – specie WWF Italia

“La Campagna del WWF Internazionale sul commercio del Wild Life”

17.30/18.00

Chiusura lavori


DOMENICA 17 GIUGNO

9.30 

Incontro interno. A seguire visita guidata del Parco.


Ci risiamo: il commissario Sottile insiste sull’uso delle discariche e sceglie Pian dell’Olmo a Riano come sito per la nuova discarica romana

IL PREFETTO NON FACCIA PASSI FALSI

Si concentri sulla raccolta differenziata spinta

In merito alle ultime notizie stampa che arrivano dalla riunione in corso sulla scelta del sito per la nuova discarica, Vanessa Ranieri, Presidente del WWF Lazio, dichiara:

“Ormai siamo alla ‘roulette russa’ e le popolazioni a turno vedono tirare il grilletto dai vari prefetti illuminati. Se Pian dell’Olmo fosse stato un sito idoneo l’avrebbe scelto sin dall’inizio anche Pecoraro. Così non e’ avvenuto! Certo rimaniamo stupiti dalla rapidità con la quale il nuovo Commissario e’ riuscito a indicare in pochi giorni un luogo che avrà la capacità di ricevere i rifiuti per non più di un anno; luogo fortemente voluto dalla Provincia di Roma, la stessa che ad oggi non e’ stata in grado di aprire neanche un sito di compostaggio.

L’invito pressante che rivolgiamo anche al nuovo Commissario straordinario Sottile è quello di non insistere sulla discarica, che non può più essere scelta con leggerezza come in passato, ma di concentrarsi con serietà sulla raccolta differenziata spinta e sulla apertura dei siti di compostaggio, sollecitando con tutti i suoi poteri gli attori ad agire con tempestività e piena capacità su questa strada, vera soluzione al corretto ciclo dei rifiuti”.

Roma, 4 giugno 2012

 

Per informazioni stampa

WWF Lazio  Cesare Budoni – cell. 349-6040937