Che aria tira? Non pare ottima, anche secondo la Commissione Europea

 

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La Commissione europea avvia una consultazione di cittadini ed esperti sulla qualità dell’aria del vecchio continente.

Sono stimate in 500mila all’anno le morti causate dall’inquinamento atmosferico prodotto soprattutto dal traffico automobilistico, dall’uso di combustibili fossili, dall’incenerimento dei rifiuti e dagli altri processi di combustione. In occasione della revisione della normativa europea sulla qualità dell’aria la Commissione europea intende sentire il parere dei cittadini, degli esperti e delle organizzazioni tramite due questionari differenziati che si scaricano a questo link. Le risposte vanno date (in inglese) entro il 4 marzo prossimo. Le istruzioni e lo stesso questionario sono stati tradotti nella nostra lingua a cura di un parlamentare italiano.

traduzione in italiano delle istruzioni della consultazione

traduzione in ITALIANO del questionario

In giro intorno al cantiere della frana sulla linea ferroviaria Terracina-Fossanova. Eppur si muove?(2)

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A distanza di circa quattro mesi i segni della frana sono ancora tutti presenti sul luogo.

 

 

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Il cantiere è stato aperto il 21 dicembre 2012 e la tabella porta come tempo di ultimazione lavori 90 giorni.

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I lavori sono veramente in corso, stamani alle 11 si vedevano muovere intorno alle rocce poste in cima alla montagna alcuni operatori e si sentivano delle voci.

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Secondo l’assessore competente, una volta stabilizzate le rocce in cima i lavori potrebbero continuare con la linea attivata. Sarà vero? 

La vera grande opera sostenuta dalle sei associazioni italiane più rappresentative

6ASSOCIAZIONI

CARTA D’INTENTI

La messa in sicurezza ambientale dell’Italia.
Le ragioni per un impegno comune delle maggiori associazioni ambientaliste italiane

Come è riemerso drammaticamente dopo il recente terremoto in Emilia, la messa in sicurezza dell’Italia rimane una emergenzA prioritaria del Paese.

Non è più possibile violentare la natura, sperperare soldi, perdere altre vite umane, far vivere milioni di persone in condizioni di insicurezza.

Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha stimato siano necessari circa 40 miliardi di euro per attuare un’adeguata azione di prevenzione e realizzare gli interventi di messa in sicurezza del Paese esclusivamente in relazione al rischio idrogeologico. Ma lo stanziamento dei fondi avviene a rilento e ancora oggi gli interventi di prevenzione fanno fatica ad essere attuati su tutto il territorio nazionale. Intanto però il conto delle emergenze continua a salire. Se consideriamo il rischio idrogeologico, solo nell’arco temporale dalle emergenze dalla colata di acqua e fango che ha travolto nell’ottobre 2009 Giampilieri e Scaletta Zanclea, in provincia di Messina, agli eventi in Lunigiana, nella provincia di La Spezia e Genova dell’autunno 2011 sino agli eventi disastrosi si questi giorni di nuovo in Liguria e per la prima volta in Maremma, si è arrivati ad una spesa di circa 816 milioni di euro, ovvero 1 milione di euro spesi ogni giorno, solo per gli interventi di prima gestione dell’emergenza. Mentre ammontano a oltre 13,2 miliardi di euro, come comunicato a fine luglio dalla Protezione Civile, i danni registrati nelle aree colpite dal terremoto in Emilia del 20 e 29 maggio 2012. La messa in sicurezza e la cura del territorio si conferma una improrogabile riforma sociale, culturale ed economica del Paese – una necessità ampiamente riconosciuta e condivisa dall’opinione pubblica italiana – che dovrà necessariamente affrontare anche l’irrisolto problema delle bonifiche dei siti contaminati.

Per le nostre associazioni ambientaliste, forti dell’appoggio dell’opinione pubblica, è perciò importate e necessario rimettere questo tema all’attenzione delle forze sociali e politiche, del Governo, delle Regioni e degli Enti Locali.

La più grande opera pubblica di cui ha veramente bisogno l’Italia.

Le associazioni ambientaliste italiane da anni si battono affinché la cura dell’Italia, la sua messa in sicurezza, sia considerata la vera, più grande opera pubblica a garanzia del futuro del Paese. Un grande progetto di sviluppo e di crescita, una formidabile opportunità in termini di occupazione, di ricerca, di coinvolgimento soprattutto delle piccole e medie imprese attive su tutto il territorio nazionale. E’ sicuramente questo il più importante e prioritario investimento pubblico nel nostro Paese, perché con la messa in sicurezza del territorio, sia quello naturale che quello urbanizzato e produttivo, si darebbe anche la migliore risposta alla necessità di un rilancio economico e occupazionale dell’Italia. Solo così si avrebbe sicuramente un intervento diffuso sul territorio, ad alta intensità occupazionale, oltre che ad elevata qualificazione professionale. Un grande investimento pubblico che, manutenendo e salvaguardando il territorio, finalmente rilanci la nostra asfittica economia e rimetta in moto le migliori energie del Paese, in particolare quelle giovanili.

Necessario e urgente è un intervento e un impegno da parte del Governo, delle Regioni e degli Enti Locali: – per portare a sicurezza e rendere meno vulnerabile il patrimonio edilizio pubblico e privato oltre che il nostro prezioso patrimonio storico-artistico;
– per ridare equilibrio e sostenibilità al fragile assetto idrogeologico del territorio, anche impedendo ulteriore cementificazione in tutte le aree a rischio di dissesto, a partire da una nuova politica della montagna ispirata ad una rigorosa azione di conservazione e prevenzione;
– per impedire ulteriore, invasivo consumo del suolo;
– per salvaguardare il nostro paesaggio, i beni storici e monumentali e quanto ancora rimasto di unico e irriproducibile nel territorio montano, nelle campagne e lungo le coste italiane;
– per una manutenzione costante volta a salvaguardare e proteggere il territorio dai rischi di dissesto, frane e inondazioni anche nei contesti urbani.

Quello che si chiede alle pubbliche amministrazioni è di passare dall’incuria alla cura del territorio, dalla speculazione selvaggia alla pianificazione sostenibile, dalla edilizia costruttiva alla edilizia di recupero e manutenzione, dall’intervento di emergenza e a posteriori alla pratica della prevenzione.

Le motivazioni evocate sono più che sufficienti per affermare che ci sono ragionevoli speranze che le sei associazioni presenti all’incontro possano lavorare assieme attorno ad una piattaforma su una tematica definita, quale la messa in sicurezza del Paese.
Un percorso da fare assieme
Sei associazioni ambientaliste: Club Alpino Italiano, Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra, Legambiente, Touring Club Italiano, WWF Italia, si impegnano in un percorso comune finalizzato a sensibilizzare i cittadini su questi temi e al confronto con le istituzioni per avere risposte concrete.

Chiediamo innanzitutto che sia costruito uno strumento di relazione, confronto e coordinamento istituzionale, un tavolo di lavoro su questi temi, che sia formalmente riconosciuto, con cui le nostre associazioni e gli altri soggetti interessati possano confrontarsi con le istituzioni di governo e dove le nostre proposte possano essere ascoltate e assunte.

Vogliamo far crescere la sensibilità e l’attenzione verso questa emergenza con iniziative pubbliche nel nostro Paese dove illustrare le ragioni per la messa in sicurezza e la cura dell’Italia.

Club Alpino Italiano – Fondo Ambiente Italiano – Italia Nostra
Legambiente – Touring Club Italiano – WWF Italia

Un anno di Governo Monti: il giudizio WWF sulle singole materie

Tagli alle politiche ambientali, rischio idrogeologico e tutela, il tallone d’Achille del Governo Monti. Da Clima a consumo di suolo, ecco la pagella WWF a un anno dal ‘Governo dei tecnici’

Riduzioni dei fondi per le politiche ambientali, sottovalutazione di rischio idrogeologico e tutela  dell’ambiente restano, dopo un anno alla guida del nostro Paese, il tallone d’Achille del Governo Monti che non esce con una ‘buona pagella’ dal suo anno di Governo, che ricorre il 16 novembre.

Lo confermano, tra l’altro, proprio alcune questioni cruciali in discussione in questi giorni: una legge ad hoc per un piano di adattamento ai cambiamenti climatici, annunciata dopo l’ennesima ‘emergenza maltempo’ e i tragici eventi provocati dalle alluvioni di questi giorni, e il dibattito sull’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dell’Ilva, una ‘ferita nel territorio’ aperta da anni su cui si è iniziato a pensare di mettere la ‘parola fine’ solo a seguito di un nuovo intervento della magistratura.

PAGELLA GOVERNO MONTI: I GIUDIZI NELLE SINGOLE ‘MATERIE’.

Tutela ambientale, dissesto idrogeologico, clima ed energia, inquinamento industriale, aree protette, biodiversità, agricoltura, paesaggio e territorio e consumo del suolo: sono le ‘materie’ della ‘pagella’ che il WWF Italia ha predisposto sulle politiche ambientali del Governo Monti, in occasione del suo ‘compleanno’

Tutela ambientale: bocciato.

Dissesto idrogeologico: insufficiente.

Clima ed energia: alti e bassi.

Inquinamento industriale: bocciato.

Aree protette: luci e ombre.

Biodiversità: risultato mediocre.

Agricoltura:  rasenta la sufficienza.

Paesaggio e territorio: rimandato.

Consumo del suolo: promosso.

Per leggere tutto il documento clicca qui.

 

Domenica 18 novembre, una giornata al parco della Rimembranza di Terracina (tempo permettendo)

L’iniziativa  del WWF Italia Biodiversamente inizialmente stabilita a Terracina  per il giorno 28 ottobre e annullata per le pessime condizioni meteo viene riproposta per domenica 18 novembre.

Le Alpi, riserva d’acqua dell’Europa, saranno al centro dell’iniziativa con una mostra fotografica.

Sarà dato anche spazio, però, alla vicenda della linea ferroviaria Terracina-Fossanova che è interrotta da due mesi per una frana caduta sui binari.

Questo è  il programma della giornata:

Ore 10.30   Apertura del parco al pubblico
Oore 11.00 Inizio visite guidate gratuite (appena si forma almeno un gruppo di visitatori)
Ore 15.00   Attività di pittura per bambini (i partecipanti dovranno portare i materiali da casa -colori,carta, matite ecc..)
Ore 17.00  Chiusura del parco

In occasione dell’evento a tutti i soci WWF Italia, già tesserati, dei comuni di Terracina, Sabaudia, San Felice Circeo e ai nuovi soci verrà data in omaggio la tessera del WWF LITORALE PONTINO.

A proposito dei lavori di ripristino della linea ferroviaria Terracina-Fossanova, il Sindaco Nicola Procaccini comunica

Dal sito del Comune di Terracina:
Dalla Regione Lazio 400 mila euro per la frana del Monte Cucca
Il Comune di Terracina ha ottenuto dal settore ambiente della Regione Lazio un finanziamento per la messa in sicurezza del Monte Cucca, limitatamente al tratto di montagna dal quale nelle scorse settimane si è originata la frana che ha determinato la chiusura della stazione ferroviaria e di un segmento della superstrada Frosinone Mare.
“Si tratta di una ottima notizia – afferma il sindaco Nicola Procaccini – perché normalmente per questo tipo di lavori di somma urgenza si arriva ad un massimo finanziabile di 250 mila euro, noi invece siamo riusciti ad ottenerne 400 mila, per porre in sicurezza la porzione del Monte Cucca interessata dalla frana.
Compiute tutte le formalità burocratiche, tra due settimane circa, inizieranno i lavori che dureranno circa un mese, mentre come amministrazione comunale abbiamo già stretto un accordo con le Ferrovie dello Stato, che ha programmato la sistemazione dei binari divelti dalla frana facendo coincidere la fine dei lavori all’imminente apertura del tratto stradale.
Si tratta in ogni modo di un primo importante passo per la sistemazione definitiva dell’intero costone di montagna, ed è chiaro che servono altri finanziamenti per i quali ci siamo già attivati.
Ringrazio la Regione Lazio per questo primo finanziamento che ci ha concesso, e contestualmente rassicuro tutti i pendolari che utilizzano la ferrovia per i loro spostamenti e gli utenti che utilizzano il tratto di strada oggi chiuso al traffico veicolare, e ho ragione di pensare che per l’inizio del nuovo anno si possa ritornare pienamente all’usuale mobilità”.

Il treno Terracina-Fossanova, la sua mancanza comincia a pesare

Accelerare la riapertura della linea Terracina-Fossanova

              La frana caduta due mesi fa sui binari della ferrovia subito dopo la stazione de La Fiora e che ha coinvolto anche la strada Frosinone-mare ha interrotto un servizio di trasporto essenziale per le esigenze dei cittadini terracinesi.

La sostituzione del treno con pullman doveva servire soltanto a    tamponare una situazione di emergenza ma sta già durando troppo con disagi alla lunga insostenibili da parte dell’utenza: anticipo delle partenze mattutine che incidono sulle condizioni con cui si raggiungono i posti di lavoro o di studio e disagevoli viaggi su un percorso contorto che stanno spingendo alcuni verso l’uso del mezzo proprio con tutto quanto questo significa in termini di spese personali e di inquinamento ambientale.

A questi disagi vanno aggiunte le ricorrenti voci allarmistiche, che meritano una smentita ufficiale, sulla soppressione del servizio.

 I cittadini devono sentirsi impegnati a

 -> Difendere il treno quale bene comune che da 120 anni garantisce pur con sorti alterne una mobilità sostenibile

 -> Mobilitarsi nelle forme ritenute più opportune per dare maggior forza all’Amministrazione comunale nella richiesta di accelerare l’apertura del cantiere per la riapertura della linea ferroviaria

       All’Amministrazione comunale tocca

 -> Comunicare lo stato della vicenda anche per togliere argomentazioni a chi parla di interruzione del servizio

 -> Premere sugli enti coinvolti per la riapertura in tempi brevi della linea avvalendosi anche della mobilitazione popolare

 

La riapertura in tempi brevi della linea ferroviaria Terracina-Fossanova necessita della mobilitazione dei cittadini

Nel 1995 la vigilanza dei cittadini terracinesi manifestata con determinazione sottoscrivendo con migliaia di firme una petizione e marciando lungo i binari da Fossanova a Terracina sortì l’effetto di mantenere in esercizio la linea ferroviaria.

L’evento franoso verificatosi nel mese di settembre ha interrotto la linea e la strada Frosinone-mare; gli amministratori devono accelerare l’iter per la messa in sicurezza della montagna sovrastante e per la sostituzione del tratto di binario deformato nell’urto di uno dei massi caduti a valle.

Tocca ai cittadini mobilitarsi perché i tempi non si dilatino e il treno possa riprendere a viaggiare prima possibile.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il polo dei trasporti di Terracina orfano del treno, fino a quando?

Il polo dei trasporti di Terracina è nato sotto una cattiva stella, non bastavano l’improvvisazione dell’allestimento dell’area e i disagi degli studenti e dei pendolari costretti questi ultimi all’uso dell’auto per raggiungere la partenza verso i luoghi di lavoro o dei servizi, dal 20 settembre non parte e non arriva alcun treno nella stazione, punto focale del polo stesso.

La frana caduta sui binari ha interrotto sia la tratta ferroviaria Terracina-Fossanova che la strada Frosinone -mare.

La crisi nella Regione Lazio si ripercuoterà anche sui lavori di ripristino di queste due importanti arterie?

Le foto mostrano danni seri ma soprattutto evidenziano la necessità di mettere in sicurezza la montagna sovrastante;  le reti parasassi non hanno retto all’urto dei massi. I tecnici forse diranno che andavano installate molto più in alto integrate da altre poste in basso.

Al solito, anche la frana ha fatto scoprire una discarica di rifiuti, alcuni pericolosi.