Che fine ha fatto il treno Terracina-Fossanova?

stazione

 

Manca da otto mesi sbugiardando le affermazioni di tutti gli assessori ai trasporti che si sono succeduti nella Giunta comunale.

Ricordate i 90 giorni di Cerilli?  e “il sicuramente tra marzo e aprile” di Marcuzzi, l’assessore scalatore?

 

Certamente non hanno favorito i lavori di messa in sicurezza della montagna le condizioni meteorologiche dei mesi appena trascorsi, ma i cittadini e i turisti che si avvalgono dei mezzi pubblici non meritano almeno una rassicurazione sul ripristino della linea e una comunicazione sullo stato dell’arte?

I disagi che i pendolari stanno affrontando da mesi si aggravano giorno dopo giorno a causa dei bus sostitutivi troppo pieni e non rispettosi degli orari. C’è ancora un assessore ai trasporti che possa monitorare la situazione per evitare intanto almeno questo ulteriore strazio per chi deve quotidianamente raggiungere i luoghi di lavoro o di studio?

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I bus sostitutivi stanno facendo pensare con nostalgia struggente al caro vecchio “tuppitto” del 1891.

 

Lunedì 29 aprile, tappa a Terracina dei camminatori della Via Francigena del sud

La Via Francigena del sud a Terracina

 Anche quest’anno passeranno per Terracina i pellegrini/camminatori che hanno ripreso l’antico percorso che nel passato portava in Terra Santa.

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Il loro viaggio ora ha come meta Roma e la tappa di Terracina si è consolidata nel corso degli anni; il tragitto intorno alla nostra città presenta numerosi segnali tanto da poter essere seguito anche da altri camminatori al di fuori del pellegrinaggio annuale.

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Lunedì 29 aprile, tra le 16 e le 17, il gruppo composto da italiani e stranieri arriverà a Terracina accolto come sempre nel Parco della Rimembranza dai volontari del WWF Litorale Pontino e da cittadini.

Francigena 07 C

 

Alcuni volontari in mattinata si recheranno all’Epitaffio di Vallemarina e accompagneranno i pellegrini lungo il sentiero che si innesta sulla strada di Piazza Palatina per scendere poi fino in città passando per il tempio di Giove c.d.

Gli eventuali cittadini desiderosi di condividere l’esperienza devono trovarsi a mezzogiorno all’Epitaffio; non è necessario l’utilizzo di mezzi privati, basta prendere il bus COTRAL delle ore 11.40 diretto a Fondi e scendere all’Epitaffio.

Non ci siamo ancora, caro Co.Tri, occorre un altro piccolo sforzo.

Il trasporto pubblico interno a Terracina non riesce a decollare, per anni si sono spese somme rilevanti senza evidenti risultati. Bus quasi sempre vuoti e mezzi privati ad intasare il traffico cittadino a scapito della qualità della vita.

Attualmente con la gestione affidata al Co.Tri ci si aspettava un passo avanti decisivo per convincere i terracinesi a lasciare a casa l’auto e ad abbandonare l’abitudine del “passeggiosugomma” tipico soprattutto dei fine settimana.

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Sono state finalmente installate alle fermate le tabelle contenenti le indicazioni delle linee che vi transitano con i relativi percorsi.

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Alle fermate da qualche giorno sono apparsi anche gli orari delle diverse linee.

Era proprio così difficile inserire gli orari di passaggio e non quelli di partenza dal capolinea?

I cittadini per poter abbandonare il mezzo privato e utilizzare le circolari devono avere la certezza dei passaggi e gli orari sicuri di questi (vedi Rimini).

Anche al Comune va chiesto qualche intervento per incentivare l’uso del mezzo pubblico in tutti i giorni e per eliminare il carosello automobilistico dei fine settimana lungo il circuito Via Roma-Viale della Vittoria-Lungomare.

Intanto, per chi viene a passare qualche ora in città occorre individuare parcheggi periferici serviti da bus navetta. Un prima soluzione potrebbe essere fornita dalla nuova area destinata al mercato settimanale. In tante città l’area del mercato viene utilizzata negli altri giorni come parcheggio. Si farebbe così un drenaggio del flusso veicolare diretto al centro della città. Un’altra area potrebbe essere quella intorno alla stazione ferroviaria. Quindi, chi giunge a Terracina da ovest e da nord troverebbe centinaia di posti macchina, altrettanti sarebbero a disposizione tra Pisco montano e l’area una volta occupata dalle giostre per chi entra in città da est.

Insomma, occorre creare nel cuore della città un’area vivibile a misura di bambino bloccando il traffico veicolare ma senza impedire la mobilità delle persone.

Al Co.Tri e al Comune chiediamo un maggiore impegno per una mobilità ambientalmente sostenibile che favorisca una migliore qualità della vita per i cittadini e i turisti.

Consultazioni per il nuovo Governo: c’è bisogno di una svolta verde

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La maggiori associazioni ambientaliste a Montecitorio per incontrare Bersani.
Il commento di Dante Caserta Presidente WWF Italia

Se, come detto dall’onorevole Bersani, il nuovo Governo deve definire un ‘Programma d’attacco’, per rilanciare il Paese si deve puntare decisamente sul Green Deal, su una Svolta per un’economia verde e rigenerativa che  deve costituire il fulcro dell’agenda del futuro Governo, valorizzando gli elementi di forza (parchi, biodiversità, patrimonio culturale, produzioni di qualità), garantendo una roadmap verso il 100% di energie rinnovabili, un programma di piccole e medie opere immediatamente cantierabili per il risanamento e la manutenzione del territorio e una ri-conversione ecologica  del nostro apparato produttivo che ricomprenda i costi ambientali per evitare che le minacce e i danni ambientali provocati dalle produzioni inquinanti ricadono sui cittadini e mettano a rischio anche gli asset di forza del Paese”, così commentano le maggiori associazioni ambientaliste CAI – Club Alpino Italiano, FAI – Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente, Touring Club Italiano, WWFche hanno avuto un incontro il 25 marzo  dalle 13.00 alle 14.00 a Montecitorio con l’onorevole Pierluigi Bersani, che ha ricevuto il mandato esplorativo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

“Apprezziamo che per la prima volta nella storia repubblicana si chieda un incontro anche con le associazioni ambientaliste, riconoscendo loro un ruolo fondamentale nel contribuire con la tutela dell’ambiente, della biodiversità e dei beni culturali alla ricchezza della nazione”, aggiungono le maggiori associazioni ambientaliste, che hanno consegnato un sintetico documento su 10 temi

1.Energia e clima; 2. Trasporti e infrastrutture; 3. Consumo del Suolo, 4. Difesa del Suolo, 5. Bonifiche, 6, Biodiversità e aree protette, 7. Beni culturali e paesaggistici, 8. Turismo e ambiente, 9. Ministero dell’ambiente, 10. Diritti e delitti ambientali

Le maggiori associazioni ambientaliste chiedono, anche, di dare piena attuazione alla Strategia Nazionale della Biodiversità, approvata nell’ottobre 2010, che stenta a decollare e di fissare un termine entro il quale approvare la nuova generazione dei Piani paesaggistici, che si attendano dal gennaio 2010. Occorre che il Governo si occupi organicamente di Patrimonio culturale, della sua conservazione (tutela e cura), fruizione (turismo culturale) e ri-produzione di cultura.

Le maggiori associazioni ambientaliste chiedono più coraggio nella ri-conversione ecologica dell’economia: “Il presupposto della Green Economy è la decarbonizzazione dell’economia e non quella di creare un “settore verde. – commentano le maggiori associazioni ambientaliste e aggiungono: “In questo senso, le proposte a breve presentate nel Programma di Governo dell’on. Bersani, ampiamente condivisibili nello specifico, vanno inserite in un quadro nuovo che preveda la progressiva fuoriuscita dalle fonti fossili. E’ necessario rivedere in quest’ottica la “Strategia Energetica”da poco approvata dal governo uscente: eliminare progressivamente l’uso del carbone e dell’olio combustibile nel settore elettrico, fermare le trivelle a mare, garantire strumenti efficaci e snelli alle rinnovabili per uno scenario 2050 a zero emissioni di CO2. Anche nel settore delle grandi opere si chiede chiarezza: si deve definire un Piano nazionale per la mobilità che serva a dare risposta ai gravi problemi di congestione e di inquinamento delle nostre città, abbandonare il Primo programma delle infrastrutture strategiche, che costituisce (con le sue 390 opere in elenco per 375 miliardi di euro) un’ipoteca per il futuro economico-finanziario e ambientale del Paese.” 

IL COMMENTO DEL WWF ITALIA

“Occorre riconoscere un ruolo istituzionale e risorse adeguate al Ministero dei Beni Culturali  e al Ministero dell’Ambiente che negli scorsi anni hanno avuto i bilanci falcidiati (quest’ultimo dicastero è passato da un bilancio annuale di 1,6 miliardi di euro nel 2008, ai 450 milioni di euro del 2013), riducendone la capacità di intervento e quindi  mettendo a rischio i beni ambientali, paesaggistici e culturali del nostro Paese”, commenta il presidente del WWF Italia, Dante Caserta, dopo l’incontro di questa mattina con l’onorevole Pierluigi Bersani, che ha avuto dal Presidente della Repubblica un mandato esplorativo per la formazione del nuovo Governo. “E’ la prima volta che le associazioni ambientaliste vengono ascoltate nel processo di consultazione per il nuovo Governo e questo è di certo un gesto di attenzione importante e significativa” – continua il presidente del WWF Italia che ha incontrato l’On. Bersani, insieme  con le rappresentanze delle maggiori associazioni ambientaliste (CAI – Club Alpino Italiano, FAI- Fondo Ambiente Italiano, Greenpeace, Legambiente, Pro Natura e Touring Club Italiano) che hanno sottoscritto il documento sulle priorità ambientali sottoposto durante la campagna elettorale a tutte le forze politiche.

“Abbiamo scelto di orientare l’incontro su argomenti chiave e non sulle mille situazioni puntuali pur importanti che caratterizzano l’agenda ambientale del nostro Paese – continua Caserta -. Abbiamo quindi ribadito con forza che l’ambiente non può essere considerato come un ambito tematico bensì come una caratterizzazione trasversale a tutte le politiche, in particolare quelle economiche che possono trovare un rilancio nell’affermazione della Green economy, nelle misure di contrasto ai cambiamenti climatici e in quelle di gestione del territorio, oltre che nella tutela dello straordinario patrimonio artistico e naturale del nostro italiano”.

PUNTI PER UNA RI/CONVERSIONE ECOLOGICA DEL PAESE INCONTRO CON L’ON. PIERLUIGI BERSANI DEL 25 MARZO 2013 DocxilGoverno

 

 

Il cartello degli ambientalisti ha incontrato Lista Monti, LNP, Movimento 5 Stelle, Pd, Pdl, Rivoluzione Civile, Sel, Fratelli d’Italia e si è confrontato con i leader Ingroia, Maroni e Vendola e con molti candidati alle elezioni nazionali. Ecco il resoconto.

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“C’è un cambio di passo nell’attenzione ai temi ambientali in questa campagna elettorale, che però ancora stenta a diventare consapevolezza sulla necessità di un Green Deal per uscire da una crisi che è nel contempo economica ed ecologica e c’è una voglia trasversale agli schieramenti di collaborare al di là degli steccati alla ri/conversione ecologica del Paese: lo ricaviamo dalle 16 ore di maratona per 8 incontri che abbiamo avuto con tutte le forze principali di centro-sinistra, centro e centro-destra, in lizza nelle Elezioni 2013, alle quali abbiamo chiarito che siamo disposti a collaborare anche dopo le elezioni, verificando nei primi 100 giorni di Governo la qualità del loro impegno”.

 

Questo è il primo risultato del forcing di sette tra le più importanti associazioni ambientaliste, a cui aderiscono oltre un milione di iscritti (CAI, FAI, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente,Touring Club Italiano, WWF), che hanno proposto all’attenzione delle forze politiche  il loro documento di 80 proposte (di cui 28 prioritarie)” Elezioni nazionali 2013: Agenda ambientalista per la Ri-Conversione ecologica del Belpaese”.

 

Il cartello di  7 associazioni ha incontrato i leader di partito Antonio Ingroia (Rivoluzione Civile), Roberto Maroni, (Lega Nord Padania), Nichi Vendola (Sel) e complessivamente 19 candidati alle elezioni nazionali. Per il Pd hanno incontrato, delegati dai leader di partito, la responsabile Ambiente, Stella Bianchi; per il Pdl i senatori Antonio D’Alì e Andrea Fluttero; per la Lista Monti, la candidata Ilaria Borletti Buitoni, per il Movimento Cinque Stelle i candidati nazionali Federica Daga, Marta Grande, Claudio Sperandio, Stefano Vignaroli, Andrea Zaccagnini. Il documento alla base del confronto, i resoconti degli incontri raccolti nel “Diario elettorale 2013” e l’analisi “L’ambiente nei programmi e nelle agende” sono disponibili on-line sui siti delle associazioni per chiunque voglia farsi un’idea del grado di sensibilità ambientale dimostrata da partiti, liste, movimenti. E hanno ricavato una Antologia dei temi ambientali nei programmi e negli incontri

E’ questo  il risultato del forcing avviato lo scorso 31 gennaio e conclusosi il 20 febbraio sulla base dei contenuti salienti dell’Agenda ambientalista trattati negli incontri e che sono serviti per valutare i contenuti dei programmi; contenuti che sono qui sintetizzati:

1. l’esigenza di redigere una Roadmap nazionale di Decarbonizzazione e di uso efficiente delle risorse nella produzione dell’energia elettrica, nei trasporti, nell’industria e nei servizi che sostengano  la Green Economy;
2. fissare l’Obiettivo del 100% Rinnovabili procedendo alla chiusura progressiva delle centrali alimentate con combustibili fossili, e rinunciando a ogni piano di trivellazioni petrolifere off shore;
3.  integrare la Strategia nazionale sulla biodiversità (l’Italia è il Paese europeo più ricco di biodiversità) approvata nell’ottobre 2010 con la programmazione nei diversi settori economici;
4. definire un Piano nazionale della mobilità che superi l’insostenibilità economico e ambientale del Primo Programma delle infrastrutture strategiche, abbandonando il progetto del Ponte sullo Stretto e l’AV Torino Lione;
5. elaborare una nuova legge di Governo del territorio, che aggiorni la disciplina urbanistica ferma al 1942  e pervenire ad una normativa sul consumo del suolo che usi la leva fiscale per disincentivare l’espansione edilizia e incentivare la riqualificazione del patrimonio esistente;
6. introdurre tra i principi fondamentali della Costituzione la tutela dell’ambiente e garantire un’adeguate tutela penale dell’ambiente;
7. procedere ad una Programmazione integrata dei beni e delle attività culturali sollecitando la piena collaborazione tra Stato e Regioni;
8. varare un Piano della Qualità per il settore turistico che valorizzi i beni culturali e ambientali;
9. ripristinare i tagli al Bilancio del ministero dell’ambiente, ultimo tra i dicasteri con portafoglio, portando il bilancio dagli attuali 450 milioni di euro (nel 2009 il bilancio del Ministero ammontava a 1,2 miliardi di euro) ad almeno700 milioni di euro.

Elezioni 2013: dite qualcosa di ambientalista

18/2/2013 – Eco telegramma alla politica in sette punti di un cartello di 13 associazioni nazionali

 

ecotelegramma400Un ECO-telegramma alla politica che in questa campagna elettorale ha sostanzialmente taciuto su temi di enorme importanza per la vita degli italiani e per lo stesso sviluppo economico del Paese: ambiente, territorio, energia e nuova occupazione creata dalla green economy. Su questi temi le associazioni della società civile, così come gli imprenditori legati all’idea di innovazione verde, hanno tentato di chiamare a discutere e a dire la loro tutte le forze politiche, hanno elaborato ‘agende’ e ‘appunti’. Ma di fatto questi temi sono rimasti fuori dal main stream politico: i partiti hanno delegato ai settori di riferimento, si sono pronunciati a mezza bocca sulle richieste delle associazioni, mentre a far discutere sono stati come sempre gli schieramenti, le personalità, le alchimie pre e post elettorali. Oggi un cartello di 14 associazioni e aziende chiede ai partiti e ai candidati premier di “dire qualcosa di ambientalista” e manda un ECO-telegramma con 7 punti a tutte le forze politiche cui domanda un impegno nell’ultima settimana della campagna elettorale.

 

 

A presentare in una conferenza stampa questa sfida alla politica è un gruppo consistente di organizzazioni che operano in ambiti diversi:  assieme a LAST MINUTE MARKET, l’associazione contro lo spreco che ha promosso l’ECO-telegramma, ci sono le associazioni ambientaliste che hanno elaborato nelle scorse settimane l’”Agenda ambientalista per la Ri/Conversione ecologica del Belpaese” (CLUB ALPINO ITALIANO, FONDO AMBENTE ITALIANO, FEDERAZIONE PRO NATURA, GREENPEACE, LEGAMBIENTE, TOURING CLUB e WWF); SLOWFOOD che ha lanciato gli “Appunti per le politiche alimentari”; LIBERA E GRUPPO ABELE di Don Ciotti che hanno raccolto 120 mila firme di cittadini per la petizione contro la corruzione “Riparte il futuro”; associazioni e imprenditori di grande peso nel campo dell’economia sostenibile: APER (che raccoglie centinaia di aziende  e ha elaborato un documento con “26 Azioni per lo sviluppo delle rinnovabili”), ALCE NERO (la cooperativa di agricoltori e apicoltori che rappresenta uno dei più affermati marchi del biologico italiano) e EATALY (una delle eccellenze del made in Italy nel campo dell’alimentazione di qualità).

“Ai candidati premier, ai leader di partito, crisi ambientale si aggrava assieme a quella economica stop Politica si occupa solo di alleanze stop Prossima settimana di campagna elettorale è ultima occasione per dire quello che farete per ambiente e green economy stop  Ed ecco su quali priorità  stop”, scrivono in forma telegrafica gli organizzatori alle segreterie di partito proponendo sette punti di capitale importanza su cui si dovrebbe appuntare l’attenzione nelle ultime battute della campagna elettorale.
  1.  la battaglia contro la corruzione che sottrae enormi risorse materiali e morali al paese,
  2. l’ obiettivo 100%  rinnovabili,
  3. mobilità sostenibile,
  4. conservazione della biodiversità e delle aree protette,
  5. valorizzazione dell’agricoltura biologica e a basso impatto ambientale,
  6. recupero del patrimonio edilizio invece che consumo di suolo,
  7. lotta agli sprechi, oltre all’ampliamento della raccolta differenziata e al riciclo dei rifiuti.

 Si tratta – sottolineano gli organizzatori nel testo dell’eco-telegramma – di “impegni chiari contro lo spreco di ambiente, territorio energia e futuro da prendere già nel primo anno di governo”. Primi interventi che un nuovo esecutivo dovrebbe avviare in fretta, che partono dal patrimonio di idee e proposte che sono state avanzate nelle varie agende elettorali 

 

Il nuovo progetto di trattamento dei rifiuti nell’area di via Morelle a Terracina, chi l’ha visto?

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Nel comunicato stampa del 29 gennaio 2013 il   Sindaco annuncia un protocollo di intesa con la Provincia di Latina per la realizzazione di un progetto da realizzare nel sito di Morelle parlando “genericamente” di un sito da ottimizzare e da utilizzare per migliorare il ciclo della raccolta dei rifiuti.

Partendo dall’esistente, almeno quello che è possibile sapere, l’impianto si chiama così perché era realmente un impianto di trattamento dei rifiuti per produrre compost; la chiusura però, necessaria per adeguamenti normativi di sicurezza, è stata provvidenziale per interrompere la produzione di un compost non più rispondente ai moderni criteri di sostenibilità ambientale.

Si poteva, e il WWF aveva fatto una ricerca in merito, utilizzare di nuovo l’impianto, per produrre compost di qualità,  riattivandolo con delle modifiche tecniche non esageratamente onerose.

Attualmente non possiamo più essere sicuri che questa cosa sia realizzabile visto il tempo che è passato, ma le nostre conoscenze in tema di trattamento dei rifiuti ci fanno pensare che se si ipotizza la costruzione di un impianto la cui progettazione prevede il concorso di un privato e della provincia, sicuramente non si sta parlando di una semplice piattaforma di transito al conferimento.

Sempre nel fumoso comunicato si parla di “recupero energetico” e di “frazione umida”. Le due cose non necessariamente sono legate ma lo potrebbero nel caso di un impianto di produzione energetica alimentato a biomasse. Orbene, le biomasse possono essere sfalci vegetali o addirittura vegetazione prodotta allo scopo, ma non è il nostro caso, che vengono bruciati per produrre energia e naturalmente anche CO2; oppure si parla di biomasse come frazione umida dei rifiuti da cui però non si ricava direttamente energia bensì metano per digestione anaerobica, e il metano solo quando viene bruciato producendo CO2 produce energia; forse non è neanche questo il nostro caso visto che il nostro Comune ha approvato il piano d’azione di Agenda 21 Locale secondo cui le emissioni di gas, causa dei cambiamenti climatici, sono banditi.

detail-inceneritoreE poi dov’è la frazione umida se siamo a livelli vergognosamente bassi di raccolta differenziata?  Da dove e come pensano di ricavare energia? L’espressione “recupero d’energia” ci preoccupa alquanto soprattutto alla luce della Direttiva europea sui rifiuti (2008/98 CE, recepita in Italia con il D.Lgs205/2010) dove l’elemento fondante è la prevenzione della produzione dei rifiuti, e dove nella scala di priorità, oltre alla prevenzione intesa come la non produzione di rifiuti, c’è il riuso, il riciclaggio, il recupero di materia e infine lo smaltimento. Nel comunicato stampa invece si accenna alla RD come opportunità per generare “un certo recupero d’energia”.

Si osserva che la direttiva europea indica la priorità nel recupero di materia e non di energia. Esclusa quindi la discarica, gli altri sistemi come inceneritori, centrali a biomasse/biogas e gli impianti di biodigestione anaerobica alimentate con la forsu non sono praticabili perché insostenibili, inutili e dannosi per l’ambiente e la salute e vengono costantemente proposti su tutto il territorio nazionale solo per godere di generosi incentivi economici. I rifiuti vanno ridotti e non possono essere considerati fonte rinnovabile, e nemmeno classificati furbescamente come materie “assimilate”. E non è nemmeno ipotizzabile un impianto misto con produzione di compost e altri trattamenti su altre frazioni finalizzati alla produzione di energia.

In conclusione, quindi, vorremmo che l’amministrazione, che ha stretto con la Provincia un protocollo d’intesa e che dovrebbe avere in materia idee abbastanza chiare, esplicitasse le proprie intenzioni evitando di delegare alla Provincia anche la scelta della tipologia di impianto da realizzare, comportamento che ci appare gravemente lesivo del diritto all’informazione e all’autodeterminazione dei cittadini. Richiesta quindi di trasparenza e  condivisione con i cittadini, nelle diverse articolazioni di associazioni e comitati, che non possono essere tenuti all’oscuro su interventi progettuali importanti che riguardano il futuro del proprio territorio legato inscindibilmente al futuro della salute e dell’economia. 

“RIPRENDIAMOCI IL TRENO”, oggi in molte città italiane si manifesta per il rilancio di questo mezzo sostenibile di trasporto; a Terracina abbiamo qualche motivo in più da far valere.

“RIPRENDIAMOCI IL TRENO”, IL 16 FEBBRAIO IN TUTTE LE STAZIONI

 Stiamo perdendo un patrimonio di infrastrutture che era stato edificato in oltre un secolo e che aveva contribuito ad unire l’Italia, anche perché gran parte delle risorse è destinata alla TAV. Per questo oggi, 16 febbraio 2013, ci sarà una giornata di mobilitazione in tutte le stazioni d’Italia, per rilanciare le ferrovie (bene comune) su standard europei.

 

 

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Il WWF litorale pontino anche se in modo virtuale partecipa alla manifestazione riproponendo lo striscione esposto tempo fa presso la stazione di Terracina.

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Sull’inquinamento atmosferico si muove l’INAIL

Inquinamento, l’impegno della ricerca Inail per l’anno europeo dell’aria

(dal sito INAIL)

ucm_070686INAIL – Inquinamento, ricerca Inail – in Europa muoiono 420mila persone
Le polveri sottili hanno effetti nocivi sulla salute delle persone esposte, colpendo soprattutto gli apparati respiratorio e cardiovascolare. Il progetto Expah mira a identificare l’esposizione della popolazione agli idrocarburi policiclici aromatici, contenuti nel materiale particolato in aree altamente urbanizzate, per valutarne l’impatto sulla salute umana. Le polveri sottili, infatti, possono avere effetti nocivi sulla salute delle persone esposte, colpendo soprattutto gli apparati respiratorio e cardiovascolare

 

Ogni anno in Europa almeno 420mila persone muoiono a causa dell’inquinamento. ”Una cifra semplicemente inaccettabile”, secondo il commissario Ue all’Ambiente, Janez Potocnik. Applicando su vasta scala nella lotta contro l’inquinamento le tecnologie esistenti, però, l’Unione europea potrebbe salvare fino a 100mila vite ogni anno. Da qui la decisione di proclamare il 2013 anno europeo dell’aria e già a partire dai prossimi mesi sono attesi nuovi fondi per lo sviluppo di politiche internazionali a favore di misure di riduzione e abbassamento delle emissioni di inquinanti atmosferici, anidride carbonica e gas serra. L’Europa sta quindi cercando di definire obiettivi più ambiziosi per la qualità dell’aria in tutti i settori (trasporti, produzione di energia, agricoltura, gestione dei rifiuti…), coordinando diverse direttive.

Traffico, caldaie e industria le principali fonti di emissione. L’Inail, in collaborazione con l’Azienda sanitaria locale Roma E, il Cnr, la società Arianet e il National Institute for Health and Welfare (Thl) finlandese, sta conducendo il progetto di ricerca Expah, co-finanziato dalla Comunità europea attraverso lo schema di finanziamento Life+, con la finalità di supportare le politiche ambientali e la legislazione in questo campo. Gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), il più famoso dei quali è il benzo(a)pirene, ritenuto cancerogeno, sono sostanze chimiche presenti nelle polveri fini atmosferiche prodotte dalla combustione incompleta di materiale organico. Le principali fonti di emissione sono il traffico stradale, le caldaie del riscaldamento domestico e le emissioni industriali. Un convegno organizzato lo scorso 18 dicembre dai ricercatori Inail ha evidenziato l’importanza delle concentrazioni di polveri e di Ipa all’interno degli ambienti di vita e di lavoro, comparabili con quelle presenti nell’ambiente esterno per la loro capacità di penetrare nei luoghi chiusi.

 

Sabato 19 e domenica 20 gennaio, convegno a Latina del Gruppo dei Dodici, promotore della Via Francigena del sud (lato Appia)

Comincia a vedersi una struttura consistente del percorso lungo l’Appia della Via Francigena del sud.

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Alberto Alberti, anima del Gruppo dei Dodici, ha presentato durante il convegno il bilancio di questi anni in cui la Via Francigena ha preso corpo con il contributo di tanti volontari sparsi lungo l’itinerario.

 

 

 

 

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Alberti ha affermato che ormai si è vicini  ad una strutturazione completa del percorso con tabelle, una guida cartacea, una piattaforma su smartphone e indicazioni delle attività ricettive per i viandanti.

Le prossime iniziative del Gruppo dei Dodici prevedono la camminata annuale da Teano a Roma con partenza il 23 aprile, l’organizzazione della Giornata del pellegrino in ogni tappa, una camminata con il CAI, una mostra-evento a Roma, una serie di conferenze in città straniere interessate alla Francigena e molte altre attività.

Alcune tabelle che guideranno i viandanti lungo il percorso.

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