Sabato 23 luglio alla Rimembranza termina la Settimana della Terra. la nostra casa

Settimana della Terra,la nostra casa

Sabato 23 luglio ore 21

One life di Michael Gunton

One life è l’imponente progetto della BBC sulla bellezza della biodiversità del pianeta terra. Sei anni di lavorazione, 1500 persone coinvolte nel progetto, fra ricerche scientifiche e riprese, 70 telecamere a sorprendere le specie in estinzione, i movimenti di animali rarissimi fra Costa Rica, Brasile, Israele, Kenia, Antartide, Venezuela, Etiopia, Indonesia, e altri angoli di paradiso incontaminato dalla presenza dell’uomo. Ovunque, le stupende coreografie di danza di questi esseri che così tanto assomigliano all’uomo nel loro rapporto con la vita, con la Madre Terra, nello spirito di sopravvivenza e nell’istinto, di procreazione prima e di difesa dopo, della vita messa al mondo.

Il film sostiene il progetto Green heart of Africa del WWF Italia.

ONELIFE

Ecco la Settimana della Terra, la nostra casa, alla Rimembranza. Martedì 19 luglio prima serata.

La settimana della Terra, la nostra casa

Martedì 19 luglio ore 21

Home di Yann Arthus-Bertrand

Dopo la Settimana dei Cammini e la Settimana del Mare, sarà la volta della Settimana della Terra, al Parco della Rimembranza. Il primo appuntamento è per martedì 19 alle 21,00, con la proiezione del documentario “Home” del regista Yann Arthus-Bertrand. Home denuncia lo stato attuale della terra affrontando importanti tematiche quali la rivoluzione agricola, la rivoluzione industriale, la deforestazione, la gestione dell’energia, il riscaldamento globale. Ma i temi affrontati, seppure  indicativi di una situazione che sta sempre più precipitando, vengono affrontati in un’ottica positiva e propositiva, che indica le possibili alternative e le possibili soluzioni (energie rinnovabili, la creazione di parchi nazionali, una maggiore cooperazione internazionale).

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Giovedì 14 luglio la riserva marina di Ventotene e Santo Stefano alla Settimana del mare in corso alla Rimembranza

La settimana del mare

Giovedì 14 luglio ore 21

L’area marina protetta e riserva naturale statale di Ventotene e S. Stefano

Queste due isole così vicine alla nostra costa portano i segni di secoli di storia; in tempi bui per il nostro continente hanno visto nascere il sogno di una Europa unita e federata. Nel 1999 il Ministero dell’Ambiente ha voluto proteggere le loro acque istituendo la Riserva naturale statale Isole di Ventotene e S. Stefano.

Ventotene

Sabato 2 luglio con l’Appia antica chiude alla Rimembranza la Settimana dei cammini

Il movimento lento su un percorso che ha millenni di storia alle spalle è stato utilizzato dal gruppo di Paolo Rumiz nella ricognizione dell’Appia antica effettuata nella primavera del 2015.

Guidato da Riccardo Carnovalini il gruppo ha camminato per 600 km riaprendo una strada che non veniva interamente percorsa da un paio di secoli.

Durante il cammino l’Appia in alcuni tratti ha mostrato con il basolato residuo, i monumenti costruiti lungo il suo percorso e le città raggiunte tutto il suo fascino mentre in altri è completamente scomparsa.

Alessandro Scillitani, il regista documentarista che faceva parte del gruppo, ha registrato tutte le fasi del viaggio e sabato alla Rimembranza presenterà il suo lavoro.

Appiaantica

Giovedì 30 giugno alla Rimembranza sarà di scena la Via Francigena del sud

Dopo il documentario GeMiTo la Settimana dei Cammini alla Rimembranza prosegue con la proiezione della Via Francigena del sud.

Questo cammino che si sviluppa seguendo la direttrice Appia ha ormai dieci anni di frequentazioni da parte di camminatori italiani e stranieri e ha Terracina come tappa inevitabile.

Proprio alla Rimembranza vengono accolti i gruppi di viandanti che ogni anno partendo da città del sud raggiungono Roma.

Francigena

Domenica 26 giugno con il Festival dei Rondoni si apre a Terracina il cartellone delle iniziative estive preparato dal WWF

1986-2016 Tre decenni di presenza sul territorio non sono pochi per un’associazione ambientalista che ha la sua forza nel volontariato e nell’autonomia. Nell’impegno per la tutela della natura sicuramente non abbiamo coperto tutti i fronti ma da soli o insieme ad un paio di altre associazioni abbiamo posto dei punti fermi sulla strada della sostenibilità anticipando di anni quanto poi è diventato, almeno a parole, patrimonio comune.

Il mare deve vivere, il contrasto del progetto dell’Appia-bis, la difesa del Canale di navigazione, le Fonti di Terracina, la gestione corretta dei rifiuti, Città sostenibile anticipatrice di Agenda21L, la mobilità sostenibile con la difesa della ferrovia, la gestione della Rimembranza, le escursioni realizzate per far conoscere il territorio, l’educazione ambientale nelle scuole, la difesa dell’ambiente di Campo Soriano dalla cava e dalle attività imprenditoriali che hanno  modificato il paesaggio naturale originario, la collaborazione con enti e organi di polizia per sensibilizzare la popolazione, difendere il territorio o far conoscere i più comuni reati ambientali, l’impegno nella difesa della costa-dai ripascimenti devastanti ai progetti di portualità altrettanto impattanti-, le iniziative culturali ormai consolidate sui cammini della via Appia e della via Francigena del sud sono alcune delle iniziative in cui l’associazione è stata impegnata in questi decenni.

Non ci sarebbe stato il WWF a Terracina senza la presenza di Emilio Selvaggi che all’inizio agì da catalizzatore mettendo insieme persone diverse per i percorsi culturali seguiti ma unite da un forte amore per la natura.

Nel 1986 Emilio fondò la sezione WWF a Terracina e da allora con l’avvicendarsi di responsabili e non senza fatica anche a causa della crisi della partecipazione l’associazione è riuscita a reggere mantenendo il suo carattere di autonomia nel perseguire la propria missione:  Lo scopo finale del WWF è fermare e far regredire il degrado dell’ambiente naturale del nostro pianeta e contribuire a costruire un futuro in cui l’umanità possa vivere in armonia con la natura.

Oggi vogliamo ricordare questo nostro passato che ci rende forti per il futuro e invitiamo i cittadini a frequentare il parco della Rimembranza nelle prossime serate estive dove potranno partecipare alle tante iniziative in cartellone.

Si inizia domenica 26 giugno con il Festival dei Rondoni che ha questo programma

Rondoni

L’appuntamento è nel parcheggio alle spalle della scuola Montessori

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Estate alla Rimembranza di Terracina, un ricco cartellone

IMG_4987Il 2016 segna la presenza trentennale del WWF a Terracina e i volontari dell’associazione intendono celebrarla con una serie di iniziative all’interno del parco della Rimembranza.

 

Col passare degli anni l’impegno dei volontari non si è profuso soltanto nella manutenzione del parco e nei turni di apertura al pubblico con le visite guidate ma si è completato con l’organizzazione estiva di eventi culturali e di educazione ambientale.

Proprio quando il caldo raggiunge le punte più alte la Rimembranza presenta al meglio il suo carattere di una piccola oasi all’interno della città e di sera assistervi a spettacoli mai banali concede a cittadini e turisti un sano godimento.

Il cartellone dell’estate 2016 si presenta particolarmente pieno di iniziative, tutte ad ingresso libero. Eccolo

CartelloneEstate2016

Altre iniziative ancora in via di definizione saranno comunicate successivamente.

17 Giugno 2016 Giornata mondiale contro siccità e desertificazione

WWF, ALMENO IL 40%  DELLE TERRE EMERSE A RISCHIO DESERTIFICAZIONE

ENTRO IL 2030 700 MILIONI DI PERSONE COSTRETTE A MIGRARE A CAUSA DEI DESERTI CHE AVANZANO

Negli anni la temperatura del pianeta ha subito una variazione documentata.

“PRESERVARE LE RISORSE IDRICHE DEL PIANETA E’  IMPRESCINDIBILE DALLA TUTELA DEGLI ECOSISTEMI FORESTALI”

download1Almeno il 40% delle terre emerse del nostro Pianeta è minacciato dalla desertificazione. Ogni anno 12 milioni di ettari di terra fertile, cruciale anche per sfamare una popolazione che molto velocemente supererà i 9 miliardi di esseri umani, viene trasformata in deserto. Ogni anno, come è stato confermato dal 2015, per l’ONU “Anno internazionale dei Suoli”, circa 24 miliardi di tonnellate di suolo fertile vengono perduti per fenomeni di erosione, ed i suoli costituiscono la base per più del 90% della produzione alimentare mondiale. Il fenomeno della desertificazione è dovuto soprattutto alla pressione umana sulla ricchezza dei suoli del Pianeta ed è quindi fortemente connesso alla distruzione delle foreste e degli altri habitat naturali che proteggono i nostri suoli, alla cattiva gestione dei suoli stessi, alla modificazione dei cicli idrici e ovviamente ai cambiamenti climatici.

Si stima che entro il 2030 la scarsità d’acqua obbligherà 700 milioni di persone a migrare. Per l’UNEP il 40% dei conflitti umani è generato dalla competizione e dall’utilizzo delle risorse umane di risorse naturali, come appunto l’acqua), è ancora in gran parte inesplorata. Ma è inequivocabile che la distruzione degli ecosistemi, fra cui la deforestazione, eserciti un impatto negativo sulle condizioni di benessere, di sicurezza e di salute delle comunità locali, contribuendo sostanzialmente a favorire il fenomeno delle migrazioni.

L’irrigazione per l’agricoltura utilizza a livello mondiale il 70% dell’uso umano dell’acqua sottratta ai fiumi, laghi e falde acquifere e si ritiene che la domanda di cibo continuerà a crescere fino a raggiungere un incremento di richiesta di acqua del 55% entro il 2050. Pur essendo la Terra un pianeta ricco di acque, solo l’1% delle acque è acqua dolce e quindi utilizzabile dall’uomo, distribuito tra fiumi, sorgenti, falde e laghi. Molti grandi serbatoi di acqua affondano le proprie radici in grandi ecosistemi forestali come, ad esempio, la foresta amazzonica che con i suoi 100.000 km di corsi d’acqua custodisce e rigenera quasi il 20% dell’acqua dolce che si riversa nei nostri mari.

È difficile definire un confine tra foreste e acque: le foreste producono, raccolgono, alimentano l’acqua così come l’acqua dà vita alle foreste e ne mantiene nel tempo i complicati ed affascinanti equilibri dinamici. Senza acqua non ci sarebbero molti delle grandi foreste, senza foreste non si sarebbe molta della disponibilità di acqua a cui attingiamo. Si deve, infatti, considerare considerare che i “servizi” prodotti dalle foreste come appunto le precipitazioni hanno effetti anche a grandissima distanza. Un recente studio realizzato dall’università di Princeton (clicca qui per leggere lo studio) mette in correlazione la deforestazione in Amazzonia (ad oggi abbiamo perso quasi un quinto della foresta e un altro quinto è stato degradato) con i fenomeni di siccità in California, mentre altre ricerche condotte dal prestigioso Goddard Institute for Space Studies (GISS) della Nasa, uno dei centri di ricerca più autorevoli a livello mondiale sui cambiamenti climatici, indicano come la deforestazione dell’Amazzonia produce  effetti sulle piogge in Nord America e nel resto del pianeta (clicca qui per leggere lo studio).

Quando si distruggono le foreste e il loro importante ruolo nel ciclo dell’acqua e dei sistemi idrogeologici si rafforzano inevitabilmente la portata e l’intensità di fenomeni come alluvioni, dissesti idrogeologici, siccità e desertificazione. Si tratta una delicata catena che, se spezzata, produce quindi devastazioni con un effetto domino sia su cala locale (disastri ambientali) sia su scala globale (cambiamento climatico).

La situazione delle foreste non è migliore in Africa dove il recente dossier dell’UNEP (The economics of land degradation in Africa, Unep 2015) dimostra come un’area compresa tra un terzo e il 50% del continente sia interessato da fenomeni di desertificazione indotta dall’uomo.

In Asia la situazione segue, verosimilmente, lo stesso paradigma. All’aumento della densità demografica e all’incalzante deforestazione consegue un correlato aumento delle catastrofi naturali come la siccità. È stato calcolato che, solo in questo continente, la siccità dal 1900 ad oggi, è stata la causa di 9,6 milioni di vittime (http://ejap.org/environmental-issues-in-asia/natural-disasters-asia.html).

download2Questi dati dovrebbero far riflettere con attenzione tanti governi sulle politiche per la conservazione del prezioso “oro blu” che è imprescindibile dalla conservazione del nostro “oro verde”, ossia degli ecosistemi forestali che producono e proteggono le risorse idriche del Pianeta: “Le foreste precedono i popoli, i deserti li seguono”. (François-René de Chateaubriand).

 

Roma, 16 giugno 2016

 

 

unnamedUfficio Stampa WWF Italia

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Inaugurata a Roma la mostra sull’Appia ritrovata

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Ieri nell’Auditorium-Expo del Parco della Musica di Roma è stata inaugurata la mostra L’Appia ritrovata-In cammino da Roma a Brindisi.

 

unobisAlla presenza del ministro Franceschini e di un pubblico fatto di responsabili di enti della tutela dei beni culturali, di amministratori dei mezzi di comunicazione, della stampa e di tanti camminatori appassionati Paolo Rumiz ha tratteggiato gli esiti dell’avventura del suo gruppo (Rumiz, Carnovalini, Scillitani e Zambon).

dueHa parlato di restituzione al Paese della prima “autostrada” che il mondo ha visto e ha insistito che occorre riprenderne i brandelli prima che scompaiano del tutto.

 

treIl Ministro ha confermato i finanziamenti previsti in questo 2016 dedicato ai Cammini esponendo cifre e elencando le destinazioni delle stesse, l’Appia-la via Francigena-il Cammino di Francesco. Inoltre ha dichiarato che la mostra si muoverà lungo le quattro regioni attraversate dalla Regina viarum.

 

setteTerracina, ovviamente, nella mostra occupa un posto rilevante (è attraversata da due vie Appia) e in alcune immagini esposte appare con tutto il suo splendore.

 

Piazza Palatina ha incantato i camminatori.

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quattroUna curiosità.

 

 

La mostra è collegata ad un film ed un libro che presenteremo entrambi a Terracina. Il film Il cammino dell’Appia antica di Alessandro Scillitani verrà proiettato nel parco della Rimembranza alla presenza del regista il 2 luglio, mentre del libro Appia di Paolo Rumiz ce ne parlerà l’autore ai primi di settembre.

Intanto, per gli appassionati del camminare lento la Feltrinelli che ha pubblicato il libro di Rumiz ha messo a disposizione gratuita tutte le mappe del cammino di Rumiz e compagni.

L’Appia ritrovata, il cammino da Roma a Brindisi di Paolo Rumiz e compagni.

 

Giovedì 9 giugno 2016 alle ore18.00  verrà inaugurata all’AuditoriumExpo- Parco della Musica di Roma in Viale Pietro de Coubertin la mostra fotografica, documentaria e multimediale dal titolo “L’Appia ritrovata. In cammino da Roma a Brindisi”  che “sancisce la riscoperta e la restituzione al Paese dell’intero percorso della prima grande via europea, da Roma a Brindisi, percorsa a piedi nell’estate 2015, a 2327 anni dall’inizio della sua costruzione da Paolo Rumiz, Riccardo Carnovalini, Alessandro Scillitani e Irene Zambon. Il loro itinerario – conclusosi il 13 giugno 2015 dopo 611 chilometri, 29 giorni di cammino e circa un milione di passi – ha consentito di tracciare finalmente il percorso integrale della madre di tutte le vie, dimenticata in secoli di dilapidazione, incuria e ignoranza”. 

La mostra viene inaugurata in concomitanza con l’edizione romana de La Repubblica delle Idee e nell’occasione sarà presentato al pubblico anche il libro “Appia” di Paolo Rumiz edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore e sarà disponibile il DVD in versione cinematografica di Alessandro Scillitani “Il Cammino dell’Appia Antica” prodotto da Artemide Film

La mostra resterà aperta fino al 18 settembre 2016, tutti i giorni dalle 12.30 alle 20.30 (ad eccezione del periodo di chiusura estiva dell’Auditorium dal 1 al 28 agosto).

Il gruppo di Paolo Rumiz è passato per le nostre zone una prima volta nel viaggio verso sud fermandosi alcuni giorni a Terracina e poi è ritornato in una sorta di grand tour alla rovescia per raccontare in una serata alla Rimembranza cosa resta della Regina viarum nelle quattro regioni attraversate.