Costituito un tavolo tecnico sull’amianto, si muove la giunta comunale di Terracina

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Si sta mettendo in moto a Terracina un’iniziativa che potrebbe avviare a soluzione l’annosa questione dell’eternit presente sul territorio comunale.

 

 

 

 

Dopo la firma del protocollo d’intesa tra Comune e l’associazione Per Vivere è stato istituito un Tavolo Tecnico relativo ai problemi ambientali e ai rischi sanitari connessi all’impiego dell’amianto nel territorio comunale. dgc-2014-0200-0

Al Tavolo potranno aggiungersi associazioni, organismi e comitati di cittadini.

Operativamente il Tavolo dovrebbe coordinare iniziative di educazione nelle scuole e comunicazione alla città per arrivare, dopo un censimento dei manufatti contenenti amianto, ad un Regolamento che favorisca la bonifica alleviando in qualche modo il peso economico dell’operazione a carico dei cittadini.

 

 

Eternit a Terracina, primi passi dell’amministrazione comunale

Oggi pomeriggio il sindaco di Terracina ha firmato un protocollo d’intesa con l’associazione Per Vivere che da tempo si interessa della tutela dei cittadini dai rischi dell’esposizione all’amianto. http://www.associazionepervivere.it/

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Nell’atto i firmatari “dichiarano voler interagire tra loro al fine di organizzare uno specifico programma di lavoro per il territorio di Terracina e per i suoi abitanti, in attuazione del DGR del 10.11.1998 n. 5892 -Piano Regionale….della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”.

L’iniziativa viene dopo la denuncia del WWF Litorale Pontino che mesi fa aveva  pubblicato un’indagine sull’eternit presente in città e nelle campagne e a seguito dell’interessamento del consigliere comunale Valerio Golfieri che ha costituito un tavolo di lavoro coinvolgendo oltre al WWF anche l’Agenda 21.

Proprio da questo tavolo è venuta la proposta di chiamare alla collaborazione l’associazione Per Vivere.

Il tavolo ha già avuto la garanzia della partecipazione della ASL e sarà aperto a tutte le realtà locali in qualche modo interessate alla questione.

 

WWF parte civile nel processo sulla mala gestione dei rifiuti nel Lazio

Il WWF Italia è stata l’unica associazione nazionale ammessa come parte civile al processo sulla  gestione dei rifiuti nel Lazio per reati previsti e presunti di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti frode e truffa, secondo quanto deciso nella scorsa udienza del 23 giugno dal Tribunale di Roma della I sezione Collegiale.
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“Un’importante prima vittoria che vede riconoscere al WWF, unica associazione ambientalista nazionale ammessa, l’attività svolta negli ultimi venti anni sul tema dei rifiuti, in particolare nella Regione Lazio.” dichiara l’Avv.Vanessa Ranieri che assiste l’associazione nel giudizio  “Nonostante la complessità legata ai capi d’imputazione e ai tanti testimoni eccellenti che verranno sentiti sono certa che l’ammissione del WWF contribuirà a far emergere tutte le responsabilità e a dare sostegno al Pubblico Ministero a cui vanno tutti i nostri apprezzamenti per aver condotto indagini delicate e lunghe con grande senso di responsabilità e preparazione.”

 
Tutta l’attività sia di interlocuzione istituzionale sia di carattere giudiziario  dagli anni 2002 – 2012 è stata raccolta in un dossier depositato agli atti del processo che riepiloga l’imponente mole di lavoro svolto dal WWF sul tema

Nel dossier WWF Lazio del 2012  le proposte  per uscire fuori dall’emergenza laziale sui rifiuti,  

Dagli anni novanta sino ai giorni nostri il WWF ha dato attenzione estrema alla gestione dei rifiuti laziali cercando di intervenire complessivamente sul sistema criticato in tutte le sedi amministrative, politiche, giudiziarie, sia sulle vicende di Colleferro come su quelle di Malagrotta o più recentemente sul commissariamento per l’individuazione dei siti alternativi a quest’ultima, su Albano.
Sono state investite risorse professionali  ed economiche dei soci a favore della collettività, promuovendo ricorsi ai Tribunali Amministrativi, costituendo il WWF nei processi penali, garantendo le presenze presso le conferenze dei servizi, le commissioni, presentando osservazioni alle valutazioni d’impatto ambientale e alla valutazione ambientale strategica sullo stesso piano di gestione dei rifiuti.
E questo impegno ci è stato riconosciuto dalle stesse forze dell’ordine nell’ambito delle intercettazioni  che riportano «Meno male che c’è il Wwf» come scrivono i carabinieri nelle annotazioni allegate al processo

La prossima udienza è prevista il 18 luglio.

Differenziare i rifiuti è bene, ridurne la produzione è meglio; anche a Terracina.

A Terracina sta iniziando finalmente la raccolta differenziata dei rifiuti con un sistema che non fa più uso dei cassonetti stradali e anche se la comunicazione non è delle migliori la risposta dei cittadini, nella loro stragrande maggioranza, si sta rivelando adeguata.

Forse stiamo lasciando dopo decenni il fanalino di coda della graduatoria provinciale dei comuni per quanto riguarda i livelli di raccolta differenziata.

In questa fase transitoria occorrerà fare degli aggiustamenti e mettere a punto qualche elemento del meccanismo ma i cittadini devono fare del tutto per non far fallire l’iniziativa.

Si cominciano a vedere scorci di strade senza più i cassonetti e le relative minidiscariche di rifiuti!

Occorre seguire le indicazioni fornite dall’Azienda per la separazione in casa delle diverse tipologie dei rifiuti e rispettare il calendario per il conferimento nei cassonetti condominiali o nei cassonetti scarrabili dell’IGENIO che interesserà larga parte del centro della città.

 Proprio per confortare i cittadini che stanno affrontando una novità assoluta chiediamo all’Azienda di rendere pubblici periodicamente i dati relativi alla percentuale di raccolta differenziata, al livello di purezza del materiale differenziato e alla destinazione finale dello stesso.

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Differenziare i rifiuti è bene

Ridurne la produzione è meglio

 

Il rifiuto migliore è quello non prodotto, lo sappiamo tutti. E’ il sistema di imballaggio delle merci che ha trasformato in montagne i piccoli cumuli di rifiuti dei nostri nonni. Quindi acquistiamo prodotti sfusi o almeno con il minimo di imballaggio e riutilizziamo quest’ultimo per altri usi, anche creativi.

Per liberarsi dei rifiuti ingombranti, degli sfalci e delle potature e dei rifiuti elettrici e elettronici è possibile chiedere il prelievo a domicilio tramite il numero verde 800 722030.

In alternativa, queste tipologie di rifiuti possono essere conferite nelle isole ecologiche itineranti che di sabato in sabato passano da una zona all’altra della città.

 Nelle isole ecologiche itineranti dovrebbe essere permesso il prelievo da parte dei cittadini di oggetti ancora utilizzabili sottraendoli così al ciclo dei rifiuti e allungandone la vita.

 

Lo hanno aperto anche d’estate, figurati se lo tengono chiuso d’inverno lo sgrigliatore di Badino!

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La spiaggia di Terracina non è isolata e lontana dal centro abitato ma è una delle linee urbanistiche della città. La spiaggia non chiude d’inverno come le attività balneari che vi si svolgono frenetiche durante l’estate, nelle belle giornate fuori stagione viene frequentata come un qualunque viale e in quanto tale non può essere la sede di rifiuti lungo tutto il suo sviluppo.

 

 

 

 

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In questi giorni lo spettacolo che offre la spiaggia è veramente avvilente, ai rifiuti tipici del mare d’inverno si sono aggiunte tonnellate di tronchi di alberi, potature, erbe dei campi, carogne di animali….da Porto Badino fino all’Hotel L’Approdo.

 

 

 

 

E’ l’effetto del sollevamento dello sgrigliatore di Badino che è stato posto in quella sede proprio per fermare gli scarti vegetali e non solo (spesso vi arrivano carogne di ogni tipo) in modo da non consentir loro di arrivare a mare.

Il Consorzio di bonifica che lo gestisce è tenuto a raccogliere tutti i materiali che si fermano sulla griglia in modo che le acque anche in presenza di una piena possano defluire a mare senza rischi di tracimazione.

Il Consorzio, quindi, non può appellarsi come ha sempre fatto nel passato all’obbligo di tenere i terreni all’asciutto se non rispetta l’altro obbligo di raccogliere i materiali che vengono fermati dallo sgrigliatore.

Oltre tutto il mancato intervento a monte della griglia verrà a pesare sulle tasche dei cittadini terracinesi in quanto si dovrà incaricare una ditta per la rimozione di tutti i rifiuti arrivati sulla spiaggia.

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Stamani si presentava così lo sgrigliatore di Badino. Sollevato quasi del tutto di fronte ad uno specchio d’acqua mai visto così pulito.

Non è raccolta differenziata quella stradale!

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A Terracina è in fase di avvio la raccolta differenziata (quella stradale fatta finora di differenziata aveva soltanto il nome in quanto la modalità di raccolta non garantisce quantità e qualità dei materiali da riciclare).

 

 

Viene distribuito ai cittadini un piccolo manuale in cui sono presenti le indicazioni su cosa inserire nei vari contenitori del kit consegnato.

 Molti cittadini ci stanno chiedendo se vale la pena sottoporsi a questa piccola rivoluzione di abitudini se c’è il dubbio sulla destinazione finale dei materiali separati. Proprio per confortare chi si pone questi dubbi in buona fede e non per giustificare un proprio comportamento oggi inaccettabile, chiediamo all’amministrazione comunale e all’azienda che effettuerà il servizio di rendere pubbliche le destinazioni finali dei materiali raccolti separatamente.

Nell’attesa invitiamo tutti i cittadini a seguire le indicazioni impartite.

Siamo all’ultima chiamata per una gestione virtuosa dei rifiuti!

Per soddisfare la curiosità di tanti che si pongono la domanda sulla natura dei materiali con i quali sono prodotti gli oggetti di uso quotidiano suggeriamo di visitare la pagina di Wikipedia contenente i codici di riciclaggio introdotti con la Direttiva europea 94/62/CE.

Ricordiamo a quei cittadini che ancora seguono il pessimo malcostume di abbandonare i rifiuti ingombranti sul territorio che oltre ad utilizzare le isole ecologiche settimanali possono prenotare il prelievo presso la propria abitazione telefonando al numero verde 800/72 20 30.

Sostieni il WWF, pensa al tuo futuro

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In 50 anni il WWF ha portato avanti battaglie che hanno fatto la storia: il Programma Tigre (1973), il Programma Lupo (1973), Programma TRAFFIC (dal 1976), il Progetto “Il Mare deve vivere” (1979), il Programma Orso (1992) il Programma Balene (1996); solo per citarne alcune.

Oltre 5 milioni di persone in tutto il mondo, con il loro aiuto, permettono al WWF di portare avanti le sue sfide: più di 1300 progetti, dall’Italia all’Artico, dall’Africa alla Cina.

Ma le minacce continuano, da ogni fronte: la deforestazione, il bracconaggio e il commercio illegale di specie vegetali e animali, i cambiamenti climatici.

Oggi anche il tuo contributo è importante per difendere la Vita del nostro Pianeta, per salvare migliaia di specie animali e vegetali che rischiamo di perdere per sempre.

Il nostro futuro è il tuo futuro.

A Terracina il WWF esiste dalla seconda metà degli anni ’80 del secolo scorso, con poche forze ha contribuito a tener vivo il dibattito sulle questioni ambientali e di tutela del territorio e si è prodigato nell’educazione ambientale nelle scuole.

Sinteticamente e limitandoci all’anno appena trascorso, l’attività svolta dal WWF Litorale Pontino durante il 2013 si è allineata con continuità con quella dell’anno precedente, dividendosi tra le iniziative del WWF regionale e nazionale e quelle tipiche della mission di tutela del territorio.

Per le prime l’associazione ha partecipato all’Ora della Terra coinvolgendo più di un comune del territorio pontino ( Terracina, Sezze, Ponza, Itri, SS. Cosma e Damiano), dove i sindaci hanno spento i loro monumenti più significativi, e alla Giornata delle Oasi che però non ha potuto svolgersi con successo completo per le pessime condizioni meteorologiche.

Le attività locali sono state molteplici e tutte inserite nella mission dell’associazione.

Così, la gestione sostenibile dei rifiuti ha visto il WWF LP protagonista insieme ad altre due associazioni terracinesi di una raccolta di firme contro un appalto troppo generoso nei confronti del privato e della proposizione di una mozione in consiglio comunale per la costruzione di un impianto di compostaggio di qualità.

L’adesione alla Giornata nazionale del camminare è stata l’occasione per sollecitare l’amministrazione comunale ad attivarsi per un restauro dei parchi pubblici.

Non sono state trascurate le acque, interne e marine, per il monitoraggio delle quali l’associazione ha partecipato ai lavori del tavolo comunale sulle acque voluto dal Comune e dall’Agenda 21.

Il parco della Rimembranza gestito in convenzione dalla nostra associazione è stato protagonista di una nuova edizione estiva di Ecosuoni, una rassegna di concerti preceduti di volta in volta da una conferenza su temi ecologici. Questi gli argomenti trattati: acqua pubblica, api-sentinelle ambientali, requisiti per la bandiera blu, inquinamento elettromagnetico-noMuos, archeologia della Rimembranza, ecosostenibilità delle feste popolari tradizionali.

Il parco per la sua vicinanza alla collina ogni anno all’apertura della caccia viene devastato dai cinghiali che vi trovano rifugio. Anche quest’anno si è verificato l’evento per cui l’associazione ha iniziato dei lavori per la chiusura con rete metallica del lato da cui entra la fauna selvatica, lavori che continueranno nel 2014 . Ovviamente, i lavori sono eseguiti da volontari e i materiali sono frutto dei pochi interventi comunali, delle donazioni di privati e di contributi pervenuti all’associazione.

Questi contributi sono venuti nel 2013 soprattutto dal corso di apicoltura biologica organizzato in collaborazione con DNApilab che ha ceduto all’associazione parte delle quote di iscrizione al corso stesso.

Il parco è anche la sede dell’accoglienza ai viandanti della via Francigena del sud che ogni anno a primavera passano per Terracina per raggiungere Roma.

Per il trasporto sostenibile l’associazione, oltre a chiedere piste ciclabili e isole pedonali, si è interessata della gestione dei bus interni per favorirne l’uso e soprattutto del treno che è venuto a mancare, si spera temporaneamente, per una frana caduta sulla linea.

C’è poi questo sito/blog https://wwflitoralepontino.wordpress.com che durante l’anno ha più che raddoppiato le visite raggiungendo a fine 2013  i 22 mila visitatori; i temi più trattati sono stati in ordine decrescente sostenibilità, territorio, ambiente, rifiuti, trasporti, raccolta differenziata,…

Molti interventi sono stati ripresi dalla stampa locale.

Iscriviti al WWF Litorale Pontino, entrerai in un’associazione impegnata a fermare e far regredire il degrado del pianeta, e a costruire un futuro in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura.

Il WWF Lazio denuncia l’ultimo colpo di coda del gestore di Malagrotta

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RIFIUTI:

in Regione approda a sorpresa il nuovo progetto di “capping”.

Si fermino i progetti, approvato e proposto!

“Come sospettavamo ormai da mesi, avevamo la sensazione che vi fosse una sostanziale diversità tra il progetto di capping previsto per la chiusura di Malagrotta approvato nel 2008 e ciò di cui parlavano le amministrazioni – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio

Come ormai tradizione, proprio negli ultimi giorni che solitamente danno l’addio all’anno vecchio, il gruppo E Giovi è sempre stato molto attivo con le innumerevoli società ad esso riconducibili: ricordiamo le istanze di valutazione d’impatto ambientale proposte dal COEMA per l’inceneritore di Albano del 27.12.2007, nonché negli stessi giorni il deposito dell’istanza di VIA per l’impianto di pirolisi a Civitavecchia. Anche questa volta a sorpresa è approdato negli uffici regionali un nuovo progetto di ‘capping’ proposto dal gestore di Malagrotta, in sostituzione di quello già approvato: un vero e proprio colpo di coda avvenuto nell’ultimo giorno dell’anno appena salutato! Da anni le richieste da parte di chi gestisce la discarica più grande d’Europa ruotano attorno al progetto cd di ‘capping’, cioè di copertura degli oltre quarant’anni di smaltimento dei rifiuti, con degli alberi. Negli anni anche le somme richieste dal privato hanno subito variazioni e ad oggi sembrerebbero ridimensionate a soli, si fa per dire, cento milioni di euro, che ad avviso della parte privata dovrebbero essere corrisposti dalla collettività.

La Giunta Regionale ha già impegnato dieci milioni di euro! Tutto ciò per rendere, parrebbe di capire, più piacevole il paesaggio, che oggi, invece, ci ricorda quotidianamente la gestione dei rifiuti solidi urbani e assimilati di Roma, Ciampino, Fiumicino e la Città del Vaticano, nonché dei fanghi da depurazione, di circa mezzo secolo.

In realtà l’impegno di spesa potrebbe essere giustificato laddove avvenisse, e qualora fosse possibile, un ripristino ambientale nel senso dell’eliminazione o riduzione degli effetti negativi per l’ambiente, (inteso come complesso di aria, suolo e acqua), nonché per la salvaguardia della salute umana.

Il motivo, invece, per cui si chiederebbe all’Amministrazione di intervenire con così tanti soldi, ci sembra di capire sia finalizzato alla realizzazione di un cd ‘sandwich’ multistrato, sembrerebbe realizzato con ciò che avanza dalla separazione dei materiali nel cassonetto stradale negli impianti di TMB, dai residui della combustione dell’inceneritore e da inerti cd ‘igienizzati’, all’estremità del quale posizionare un po’ di alberi.

Nel nuovo progetto c’è anche la novità del ‘biostabilizzato’. D’altra parte essendo venuta meno la possibilità di formare uno strato con i residui della combustione dell’inceneritore, tale carenza è stata prontamente ripensata dal gestore con strati di FOS unita a terreno vegetale ed offerta come proposta in sostituzione di quella approvata. Per la chiusura della discarica, infatti, sono offerte ben due opzioni sulle attività all’interno del progetto di cd capping, presentato, che vedrebbero livellare il sito attraverso l’utilizzo della ‘fos’, cioè quella frazione organica che avanza dalla separazione della spazzatura, che non può essere bruciata e che, una volta resa palabile, sarebbe di difficile collocazione, assieme eventualmente agli inerti igienizzati, prodotti proprio all’interno dell’area di Malagrotta.

In tutta questa complessa ma anche paradossale vicenda, ciò che appare ancora più incredibile risiede verosimilmente nel fatto che l’area sarà comunque in attività ancora per lunghi anni, ricevendo negli impianti di TMB il famigerato cassonetto stradale, essenziale per la progettazione e la realizzazione del materiale che dovrà comporre gli strati del capping!

Altro che chiusura di Malagrotta! Ecco, quindi, il venir meno dell’interesse ad aprire siti che possano ospitare esclusivamente la frazione umida per il compostaggio, ed ecco l’impossibilità di far decollare la raccolta differenziata spinta, nemica assoluta del cassonetto.

Insomma a pensar male si potrebbe essere indotti a ritenere che la discarica di Malagrotta, più che a una chiusura con conseguente ripristino ambientale, si stia preparando a rimanere in vita più di prima ricevendo i propri rifiuti a spese della collettività, ma anche che l’approvazione ed il finanziamento del progetto di ‘capping’ sia l’oggetto di una transazione più che di un tentativo di risanamento della porzione estesa della Valle Galeria.

OCCORRE UNO STUDIO E LA CARATTERIZZAZIONE DEI SUOLI SECONDO LA LEGGE

Il Codice dell’Ambiente è molto chiaro sulla definizione di bonifica e su quello di ripristino ambientale, operazioni alle quali la legge attribuisce il significato di eliminazione delle sorgenti dell’inquinamento e comunque della riduzione delle concentrazioni di sostanze inquinanti in armonia e con i principi e con le norme comunitarie, con particolare riferimento al principio del ‘chi inquina paga’. Ebbene non ci sembra che nel progetto di capping approvato, né in quello proposto nei giorni scorsi dallo stesso gestore emergano eliminazioni o riduzioni degli effetti negativi che possono generarsi nella vita di una discarica e nella sua gestione post mortem. Se le nostre sensazioni fossero fondate nessun impegno di spesa a carico della collettività dovrà essere impiegato per quel progetto.

download (1)“Noi crediamo che se accertata l’esistenza del danno ambientale il responsabile sia obbligato a risarcire la collettività, non ritenendo accettabile che ancora una volta avvenga il contrario – conclude Ranieri – Presidente Zingaretti, si faccia garante insieme al Sindaco Marino della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente, denunciando subito al Prefetto la possibilità che il territorio su cui insiste la discarica di Malagrotta sia stato colpito da un danno ambientale, chiedendo di partecipare al procedimento di adozione delle misure di precauzione, di prevenzione e di ripristino ambientale, obbligando così il Ministero ad intervenire ai sensi dell’art. 309 Codice dell’Ambiente.”

 

Roma, 24 gennaio 2014

Informazioni stampa: Cesare Budoni cell. 349-6040937

Raccolta differenziata al rallentatore a Terracina

Dopo qualche incomprensione iniziale è partita la raccolta dei rifiuti con il nuovo sistema a Borgo Hermada  mentre nel centro città da oggi inizia la distribuzione del kit di contenitori.OCR0007

Non si conosce il calendario degli incontri con i cittadini necessari per dare suggerimenti per la riduzione dei rifiuti e spiegazioni sui vari passaggi della raccolta porta a porta e neanche si ha notizia delle necessarie riunioni con gli amministratori di condomini per i quali è prevista la raccolta di prossimità.

Non è stato distribuito un elenco di oggetti comuni con la relativa destinazione nei diversi contenitori. In provincia di Roma, per esempio, fu dato ad ogni famiglia un “centalogo” contenente in ordine alfabetico oggetti della vita quotidiana di una famiglia con l’indicazione del contenitore in cui collocarli dopo l’uso.

Inoltre, non si conosce se viene detta ai cittadini la destinazione finale dei materiali raccolti per evitare che prenda piede la solita diceria messa in moto generalmente da parte di persone non dotate di uno spiccato senso civico ” a che serve differenziare, tanto poi mischiano tutto”.

Il WWF Litorale Pontino è già intervenuto sulle manchevolezze dell’avvio del nuovo sistema di gestione e oggi sollecita l’amministrazione e la ditta appaltatrice perché alzino il livello della comunicazione anche utilizzando il volontariato disponibile in città.

Nello stesso tempo invita i cittadini a seguire le indicazioni che verranno date e le norme del regolamento comunale (ancora inedito!)  affinché anche la nostra città superi questo passaggio epocale nella gestione dei rifiuti urbani.

Nella giungla del malaffare dei rifiuti romani e laziali risalta il ruolo di controllo del WWF Lazio.

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Finalmente sta emergendo tutto il marcio della gestione dei rifiuti della nostra Regione prodotto dalla commistione tra pubblico e privato dove il pubblico ha perso il ruolo di controllore.

 

Sulla stampa cominciano ad apparire i testi delle intercettazioni telefoniche e da una di queste esce la voce della presidente del WWF Lazio che chiede a un funzionario pubblico di fare il proprio dovere.

Così viene riportato sul sito IL TEMPO.it

I CONTROLLI DEL WWF

L’unica «a sospettare che qualcosa non andasse nel rapporto tra pubblico privato, tra Spagnoli e Cerroni» era l’avvocato Vanessa Ranieri, presidente della sezione Wwf Lazio, la quale «aveva preteso di accedere agli atti della discarica e del gassificatore di Malagrotta». «Io devo verificare se ci sono dei reati oppure no… lei non è una ditta privata, mi scusi signor Spagnoli», dice la professionista. «Quello che mi preoccupa – aggiunge – lei continua da quando la conosco, continua a parlare in prima persona… ma si sta rendendo conto? Ma lei parla col solito soggetto privato, ma non si rende conto che è una anomalia questa?». «Meno male che c’è il Wwf» scrivono i carabinieri. Di fatti, la donna aggiunge al funzionario regionale che «io sto portando la battaglia legale in base al mandato che ho ricevuto».