Non serve la biblioteca di Babele a Terracina ma una nuova sede per la biblioteca di base, vero servizio pubblico

 

Dante e Codice« M’inganneranno, forse, la vecchiaia e il timore, ma sospetto che la specie umana – l’unica – stia per estinguersi, e che la Biblioteca perdurerà: illuminata, solitaria, infinita, perfettamente  immobile, armata di volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta. »

 La biblioteca di Babele-Jorge Luis Borges

 

 

Una biblioteca è un servizio finalizzato a soddisfare i bisogni informativi (studio, aggiornamento professionale, svago, eccetera) di una utenza finale individuata secondo parametri predefiniti, realizzato sulla base di una raccolta organizzata di supporti delle informazioni, fisici (libri, riviste, CD,DVD, eccetera) o digitali (accessi a basi di dati, riviste elettroniche, eccetera).

Così viene definita su Wikipedia una biblioteca; è un servizio e quindi un bene comune nell’accezione che viene attribuita in tempi recenti al termine.

Il Codice dei beni culturali risalente al 2004 definì, a sua volta, biblioteca “una struttura permanente che raccoglie e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio”.

Fruizione Negata

 

Una città deve fornire ai propri cittadini tutti i servizi, nessuno escluso, a partire proprio da quelli di base e tra questi si colloca la biblioteca senza la quale una società cristallizzerebbe le differenze sociali permettendo la crescita culturale soltanto a chi grazie al censo possa accedere a tutto quanto viene prodotto in questo ambito.

Ancora oggi la promozione e la valorizzazione non solo dei Libri-beni culturali ma anche di tutta la produzione su carta o sistemi informatici trovano difficile applicazione in Italia (e a Terracina) e spesso questo avviene per la penuria dei finanziamenti ma anche per mancanza di spazi.

Una biblioteca, che si caratterizzi come pubblica, è tenuta a soddisfare due obblighi: il primo è quello di mettere a disposizione dell’utenza, con le modalità più larghe e liberali, le raccolte librarie di cui si trova dotata; il secondo è quello di tutelare quello stesso materiale librario in maniera che non soffra danneggiamenti….(A. Serrai).

Si potrebbe continuare all’infinito a tirar fuori citazioni che mal si adattano alla situazione della biblioteca comunale di Terracina.

Questa, dopo essere uscita da una fase di piccola Atene che la vide protagonista di tante iniziative culturali tra urbanistica, scienze, filosofia, pedagogia…e sociali come centro di aggregazione dei movimenti delle donne, degli studenti e dei lavoratori degli anni ‘60/’70 del secolo scorso, divenuta pubblica è rientrata nel circuito delle biblioteche locali.

Fu in rispetto della legge n.382/1975 sull’ordinamento delle Regioni alle quali vennero trasferite le competenze sulle biblioteche degli enti locali e sullo sviluppo della scuola dell’obbligo e della scolarizzazione.
Come ovunque in Italia la prima incombenza fu quella di procedere alla classificazione decimale del patrimonio librario; successivamente vennero introdotti computer per l’informatizzazione dei cataloghi e per la gestione del prestito e con lo sviluppo del web il servizio si estese anche alla messa a disposizione degli utenti di selezioni tematiche di siti di qualità ed a molte iniziative di alfabetizzazione su internet per gli utenti. E nacque così la rete delle biblioteche che permise da subito l’accesso a libri disponibili in altre città, mentre si procedeva anche alla formazione professionale dei bibliotecari.

Quasi tutti gli operatori attuali, grazie ai quali la biblioteca ha retto di fronte alle difficoltà finanziarie, alla mancanza di spazi per attività culturali, alla penuria di spazi espositivi, hanno seguito tutto l’iter del passaggio istituzionale a partire dagli ultimi decenni del secolo scorso.

Molte sono state le iniziative culturali che sono partite direttamente dalla biblioteca o dall’esterno ma che venivano ospitate di buon grado. E spesso per realizzare le iniziative è stato necessario utilizzare strutture scolastiche.

Oggi, di fronte alla crescita della domanda culturale differenziata per tipologia di utenza e di richieste di servizi la biblioteca di Terracina con il suo edificio risalente alla metà del secolo scorso non può più assolvere al ruolo che la stessa legge le ha assegnato.

E’ scomparsa la ricca emeroteca che la caratterizzava, ha migliaia di libri chiusi in contenitori depositati in qualche magazzino, ha spazi limitatissimi per attività culturali, non può oggettivamente creare se non sulla carta una rete sul territorio che coinvolga le frazioni.

Eventuali donazioni di fondi librari (e ce ne sono) verrebbero stoccate nei magazzini!

La biblioteca deve tornare ad essere il luogo principe della promozione culturale della città, frazioni comprese, contando su una nuova e adeguata sede.

L’attuale vivace dibattito sulla Casa della cultura ha centrato l’obiettivo quando ha posto alla base di un qualsiasi discorso culturale la ricollocazione della biblioteca comunale in un ambiente spazioso e baricentrale rispetto allo sviluppo urbanistico della città, indicando anche come la riutilizzazione dell’ex mercato coperto delle Arene non possa che essere oggettivamente destinata ad ospitare quella che si configura come il cuore pulsante della stessa Casa.   

L’auspicio che si realizzi prima possibile tutto ciò, anche in parallelo al finalmente avviato uso pubblico di altri spazi cittadini presenti nel centro storico alto, non può essere disgiunto dall’ovvia constatazione che nell’accezione corrente di cultura prenda finalmente un suo ruolo quella che rende coscienti le persone dei limiti dello sviluppo, il cui mancato rispetto porterà alla scomparsa non solo della cultura ma della stessa umanità.

I REGALI INUTILI SONO IN VIA D’ESTINZIONE! L’appello del WWF Italia.

 

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NATALE 2013

WWF: “I REGALI INUTILI SONO IN VIA D’ESTINZIONE!”

www.wwf.it/natale

 

 

 Cari amici/che ,

Quest’anno  i regali inutili sono in via d’estinzione!

Da più di cinquant’anni il WWF è all’azione in tutto il mondo per salvare specie e ambienti straordinari oggi drammaticamente in pericolo a causa del cambiamento climatico, della distruzione degli habitat o della mano diretta dell’uomo. Nel 2050 potrebbe sopravvivere solo il 25% degli orsi polari presenti oggi nella banchisa artica, in tutto il mondo restano solo 3200 tigri (meno 97% dall’inizio del secolo scorso), la maggior parte delle popolazioni di gorilla potrebbe sparire in soli 10 anni. In Italia l’orso bruno, simbolo dei nostri Parchi, conta appena 100 individui tra Alpi e Appennini e ogni anno oltre 100 lupi, su un totale di 800-1000, finiscono nei lacci dei bracconieri, impallinati o vittima di bocconi avvelenati. Per fermare tutto questo servono risorse e aiuti concreti.

Il  WWF ti chiede per questo Natale un gesto  che aiuti il Pianeta e le specie a rischio estinzione da adottare, perché nonostante la crisi il Natale resta il momento per sognare, e il sogno di un pianeta più vivo si può ancora realizzare, anche attraverso regali che sostengono la tutela della natura o pratici eco-consigli per ridurre l’impronta ecologica delle nostre feste!!!

Quest’anno avrete la possibilità di mettere sotto l’albero i celebri pandini di cartapesta che negli ultimi anni hanno animato i più importanti eventi WWF facendo innamorare grandi, piccoli e anche tante celebrities.

Da oggi tutti potranno sceglierli come regalo “esemplare”, in edizione limitata e numerata1600 come gli ultimi 1600 panda rimasti in natura – a fronte di una donazione su www.wwf.it/natale per supportare i progetti WWF sul campo.

E dal 3 dicembre i panda andranno all’asta su EBAY con una serie speciale personalizzata, dipinta, firmata da personaggi come Raphael Gualazzi, che per l’occasione ha girato uno speciale video (http://bit.ly/Video_Gualazzi) con i pandini all’Oasi WWF di Vanzago, Aldo Giovanni e Giacomo, Dario Vergassola e Licia Colò, il fumettista Bevilacqua con il suo “a panda piace… panda!”, la tennista Flavia Pennetta, Giorgia, i Negrita, Massimiliano Rosolino e Natalia Titova, Francesco Facchinetti, la coppia di comici Nuzzo e Di Biase, i ragazzi delle scuole d’arte e tanti altri che hanno sposato la campagna Natale del WWF!

Per saperne di più su tutte le iniziative WWF per il Natale visita il sito alla pagina  www.wwf.it/natale.

 Quest’anno scegli di fare un dono che aiuti la natura!

Rifiuti tossici sversati, se la Campania piange il Lazio non ride

Le reazioni a scoppio ritardato alle rivelazioni di un pentito di camorra da parte dell’opinione pubblica pontina devono avere un seguito in azioni e iniziative. La presenza del malaffare sul territorio pontino per quanto riguarda i rifiuti tossici non risale a ieri, basta ricordare l’uccisione in stile mafioso del parroco di Borgo Montello, probabilmente a conoscenza di traffici loschi.

Ora il coperchio è stato sollevato e non si potrà più dire di non sapere. Questo articolo del Manifesto unisce passato e futuro della vicenda rifiuti in una provincia che non è capace di gestire nemmeno quelli urbani. Siamo ancora lontanissimi dal 65% di raccolta differenziata, il minimo previsto dalla legge.

ManifeSchiavone

In Campania le popolazioni stanno prendendo coscienza e se pur tardivamente stanno reagendo di fronte alle malattie indotte dall’avvelenamento di acqua, aria e terreno. La stessa reazione, con ugual forza, deve avvenire in provincia di Latina perché non possiamo lasciare soli a lottare i campani su una questione che tocca anche noi.

SABATO  16  NOVEMBRE  MANIFESTAZIONE  A  NAPOLI  CONTRO  LA  STRAGE  IN CORSO  DA  ANNI  

Questa le motivazioni che il fiumeinpiena, organizzazione onnicomprensiva di tante realtà campane, ha messo alla base della manifestazione:

È un fatto che in Campania le aspettative di vita siano più basse che nel resto dell’Italia. È un fatto che i casi di tumore siano in costante aumento. Ed è un fatto che ogni notte, nella Terra dei Fuochi, vengano dati alle fiamme copertoni e residui industriali. È un fatto che a Caivano, dopo gli scavi della Guardia Forestale, siano stati ritrovati bidoni di materiale tossico, fusti di metalli e residui industriali. Non è populismo, non è vittimismo; non è nemmeno disfattismo. Sono, lo ripetiamo, fatti. Ed è in virtù di questi fatti – di questi ed altri cento, mille, diecimila fatti – che il 16 Novembre scenderemo in piazza.

È in virtù di questi fatti che ci siamo raccolti, sotto un’unica bandiera, quella del diritto alla vita e alla salute, del diritto alla nostra terra, per urlare contro un sistema colpevole; per aprire gli occhi non ad una regione ma all’Italia intera. È del rapporto con il nostro territorio che stiamo parlando: di tonnellate e tonnellate di rifiuti sotterrati, di donne, uomini e bambini che muoiono; di fuochi che non si spengono mai, della camorra e della criminalità, della mala politica, della cattiva amministrazione, di un piano gestionale che non abbiamo scelto noi. Noi, i diretti interessati. Noi, i cittadini. Ed è per questo che il 16 Novembre scenderemo in piazza.

È per questo che il 16 Novembre saremo a Napoli,  in piazza  Mancini alle 14.30: per essere un#fiumeinpiena. Insieme faremo sentire la nostra voce di protesta pacifica e apartitica; insieme ribadiremo la nostra sete di verità e di riscatto: chiediamo giustizia, che vengano individuati e processati i responsabili, coloro che hanno consentito questa vergogna. Vogliamo decidere noi tutti, insieme, il Piano di Gestione dei Rifiuti in Campania.

  •  Stop ai roghi, agli sversamenti e ai traffici di rifiuti tossici!
  •  Sì alle bonifiche solo dopo aver bloccato le attività illecite e solo sotto il controllo delle comunità!
  • No agli inceneritori e ad ogni forma di combustione dei rifiuti!
  • Sì all’individuazione dei suoli contaminati, alla tutela e alla promozione del settore agroalimentare campano sano!
  • No all’attuale piano di gestioni rifiuti della regione Campania!

 

Il presidio ospedaliero Terracina-Fondi non deve essere sciolto, va invece potenziato

 La prevenzione primaria delle malattie si realizza evitando l’inquinamento di acqua, aria e terra e con un’alimentazione naturale.

Un ambiente sano garantisce la buona salute dei cittadini.

Se alle malattie indotte da cattivo uso dell’ambiente in cui viviamo si aggiungono i traumi di qualunque origine viene fuori la necessità della presenza sul territorio di presidi ospedalieri pronti ad alleviare le sofferenze dei cittadini.

Nella provincia di Latina esistono tre presidi geograficamente indicati Nord, Centro e Sud. Gli ospedali Alfredo Fiorini di Terracina e San Giovanni di Dio di Fondi costituiscono il presidio Centro e sono come due padiglioni di un unico ospedale.

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Ora un atto dirigenziale dell’ASL intende smembrare tale presidio accorpando il Fiorini all’ICOT di Latina (struttura privata) e il San Giovanni di Dio al Dono svizzero di Formia impoverendo in maniera drastica un presidio sanitario per un ambito territoriale di oltre 150 mila abitanti che di estate superano il doppio.

La reazione a tale decisione è partita da Fondi dove si è costituito un comitato pro-ospedale molto attivo e a cui sta facendo seguito in questi giorni un’altrettanto forte iniziativa da parte di cittadini terracinesi sollecitati dagli operatori sanitari, i primi a cogliere la gravità di questa disaggregazione in un momento in cui si stavano realizzando miglioramenti nel servizio rivolto ai cittadini.

Si è formato anche a Terracina un comitato in difesa del presidio Centro che nella sua prima riunione ha inviato alla Regione una richiesta di incontro a sostegno del proprio no allo scioglimento di tale struttura sanitaria. Nel secondo incontro tenuto ieri nei locali dell’ospedale Fiorini è stato emesso questo comunicato:

Come preannunciato, il giorno 31 ottobre, alle ore 16,30, si è riunito per la seconda volta, il comitato per la difesa del presidio ospedaliero centro, nel quale dopo ampio dibattito, si è deciso:
• Che, l’esecutivo sarà composto di sei persone, di cui almeno due provenienti dalla società civile;
• Che, temporaneamente vengono nominati i seguenti primi quattro componenti dell’esecutivo: Bernardi Antonio, Giovanni Colandrea, Pernarella Agostino, Genosini Celestino, gli altri due saranno individuati, nominati e integrati nella prossima riunione;
• Di promuovere una petizione popolare indirizzata al Presidente della Giunta Regionale del Lazio e al nuovo Direttore Generale della ASL, quando sarà sostituito Renato Sponsilli, per chiedere, tra l’altro, di non approvare la proposta del Direttore Generale in carica, con la quale, di fatto, si sancisce lo scioglimento del presidio ospedaliero centro e di migliorare i reparti e servizi esistenti;
• Di provvedere ad una prima raccolta di firme, per mercoledì 6 novembre dalle ore 9, presso l’ospedale di Terracina e per giovedi 7 novembre, dalle ore 9, presso il mercato settimanale.

Il WWF Litorale Pontino invita tutti i cittadini a sottoscrivere la petizione e, dopo aver stampato il modulo seguente, a farsi promotori nel proprio ambiente della raccolta delle firme :

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La Casa della Cultura: un nuovo rinascimento per Terracina?

Una grande biblioteca di base nella Casa della Cultura

PioVILa città ha già vissuto un tentativo di rinascimento culturale venti anni fa quando la parola “rinascimento” prese quota nel dibattito avviato da Giovanni Rocci con la sua iniziativa del Fondo Cittadino per i Beni Culturali di Terracina. Frutto straordinario del Fondo e dell’impegno di Rocci fu la mostra allestita a Palazzo Braschi nel 1995 dal titolo Pio VI, le paludi pontine, Terracina che, oltre a fornire una molto documentata lezione di storia, offrì anche la possibilità di poter ammirare tra le altre opere il quadro di Hackert La benedizione di Pio VI a Terracina nell’Ascensione del 1795, richiesto al museo di Salisburgo.

fotoMercatoAreneOra è nato in città un movimento che, a differenza del passato quando le iniziative pur ottime non uscivano al di fuori di cerchie ristrette, sta coinvolgendo molti cittadini, soprattutto giovani. Hanno individuato un immobile pubblico  molto sottoutilizzato come il mercato coperto del quartiere Arene e chiedono che diventi la sede di una Casa della Cultura senza porre limiti sulla natura di questa. L’iniziativa è ottima anche se non si conosce il progetto di utilizzo degli spazi da dedicare all’espressione di forme artistiche le più varie e alla fruizione delle stesse da parte dei cittadini.

In quale contesto socio-culturale nasce l’iniziativa? Oggi in città, altre ai gruppi da tanto tempo attivi che praticano teatro, pittura, musica in forma amatoriale e le associazioni storiche impegnate nell’educazione in ambito culturale e ambientale ci sono dei fermenti, alcuni anche di livello non provinciale come la ricerca d’espressione di nuovi gruppi musicali giovanili e non, le produzioni della street art, le prove letterarie di alcuni giovani,……………

Una casa della cultura può servire per fare uscire dall’estemporaneità tutte queste iniziative che sopravvivono solo grazie all’entusiasmo delle persone coinvolte e può funzionare da incubatore di altre attività e anche da richiamo di quei nostri concittadini ora affermatisi in campi specifici, costretti in passato a lasciare la città per la propria crescita culturale e professionale.

Cosa propone il Comune?  Per il futuro i progetti che si conoscono parlano di una Casa della Cultura Popolare da insediare nella Torre degli Azzi, della biblioteca dei documenti  storici da localizzare nel palazzo della Bonificazione Pontina e di non si sa ancora di preciso cosa da collocare nel castello Frangipane.

Intanto, esiste la necessità di potenziare la cultura di base che, pur nell’era dell’informatica, ha ancora bisogno di libri per la trasmissione della conoscenza e senza la conoscenza la cultura (anche quella con la C maiuscola) ha i piedi di argilla. I libri richiamano una biblioteca e come è noto Terracina ha una sola biblioteca pubblica inserita in un manufatto di oltre 60 anni fa oramai insufficiente. Oggi è diventato solo un simbolo della resistenza della cultura in un deserto totale.

fotoBibliotecaLa biblioteca Adriano Olivetti ha migliaia di volumi ammucchiati in qualche magazzino non avendo spazi sufficienti per la loro esposizione, le iniziative culturali che vi vengono svolte grazie soprattutto all’abnegazione degli operatori sono umiliate dalla mancanza di strutture adeguate, l’emeroteca una volta vanto della biblioteca è quasi del tutto scomparsa. Nonostante questo, la frequenza nei giorni e negli orari (andrebbero potenziati) da parte di cittadini e studenti non è trascurabile anche con il nuovo servizio di ricerca di testi presso altre biblioteche del territorio.

La biblioteca dovrebbe essere al centro di una casa della cultura; oltretutto ne garantirebbe la sopravvivenza nei momenti di calo d’interesse che a Terracina sono frequenti fino a raggiungere nel passato il ritmo delle stagioni. La struttura della biblioteca Olivetti ormai per una città che viaggia verso i 50 mila abitanti si configura più come una biblioteca di quartiere o da dedicare agli studenti specializzandola con tutti gli strumenti della comunicazione moderna.

La nostra associazione, quindi, propone ai promotori dell’apertura della Casa della Cultura di inserire nel progetto esecutivo di ristrutturazione dell’immobile individuato la nuova grande biblioteca di Terracina e invita i cittadini a sottoscrivere la petizione in corso in città da alcuni giorni.

 

I Comuni virtuosi esistono, una volta tanto in Italia e non all’estero. Imitiamoli!

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Montechiarugolo, il comune più virtuoso d’Italia

Sabato 21 settembre nella Sala del Trono nel Palazzo del Duca a Senigallia (AN), con inizio alle 16.30, alla presenza del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando si terrà la premiazione della settima edizione del Premio Comuni Virtuosi.

Quest’anno il comune più virtuoso d’Italia è  Montechiarugolo, 10.500 abitanti, alle porte di Parma.

Il premio viene assegnato ogni anno dall’associazione Comuni Virtuosi con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La giuria, composta dai membri del Comitato Direttivo della rete, ha premiato anche  Atri (TE) primo nella sezione Gestione del territorio; Cannara (PG) nella sezione Impronta ecologica; Agerola (NA) nella sezione Rifiuti; Caronno Pertusella (VA) nella sezione Mobilità sostenibile. Infine, la città di Udine si aggiudica il primo posto nella sezione Nuovi stili di vita.

Il Comune di Montechiarugolo beneficerà di un audit energetico gratuito fornito dal Polo Tecnologico per l’Energia di Trento, sponsor dell’iniziativa.

Già vincitore nella categoria Impronta ecologica nell’edizione precedente, Montechiarugolo ha dimostrato una rapida e costante ascesa nella realizzazione di politiche ambientali di assoluta eccellenza, trasversalmente alle cinque linee di intervento previste nel bando. Dalle certificazioni ambientali alle centrali del risparmio energetico, dal potenzialmento dei percorsi ciclo-pedonali alla raccolta differenziata porta a porta spinta, sono tante le progettualità e i risultati conseguiti nell’azione amministrativa.

“Se le politiche ambientali hanno bisogno di risorse, sono molto di più i bilanci che hanno bisogno delle politiche ambientali – commenta il sindaco Luigi Buriola -. Dobbiamo smettere di sprecare risorse, se vogliamo davvero tutelare i bilanci. Sono proprio le politiche ambientali che tutelano e producono le risorse per la main mission di un Comune, che è certamente quella sociale.”

Scopri il progetto di Montechiarugolo

http://www.marcoboschini.it/wp-content/uploads/2013/09/Relazione-Premio-Comuni-Virtuosi-2013.pdf

“Riutilizziamo l’Italia”, seminario WWF all’interno del convegno -Europa diseguale 6-8 settembre- organizzato a Roma da Sbilanciamoci

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Tra la certezza di una crisi economica e sociale sempre più profonda e le avvisaglie di una imminente crisi di governo, con un autunno rovente alle porte, riparte da Roma il calendario degli appuntamenti della campagna Sbilanciamoci!. Da venerdì 6 a domenica 8 settembre, la città capitolina ospiterà l’undicesima edizione del Forum della campagna, quest’anno intitolato “Europa diseguale. Le alternative alla recessione e alle diseguaglianze”.

 

Il tema delle diseguaglianze – e della lotta alle diseguaglianze – al centro della tre giorni di lavori verrà declinato nelle sue molteplici dimensioni e ricadute, con una particolare attenzione alla compenetrazione tra gli indirizzi delle politiche europee e di quelle nazionali. E alla discussione sulle cause dell’aumento delle disparità di reddito, ricchezza, accesso a beni e servizi fondamentali, si accompagnerà l’elaborazione di proposte politiche alternative per rilanciare l’economia, creare nuovo lavoro, dare speranza ai giovani, assicurare i diritti di cittadinanza.

Il Forum di Sbilanciamoci! sarà ospitato dalle Officine Zero (venerdì 6) e dal Teatro Valle Occupato (sabato 7 e domenica 8 settembre), due realtà che sperimentano nuove forme di riappropriazione di spazi di socialità e democrazia, alternative contro disoccupazione e precarietà, percorsi di riconversione ecologica e sostenibilità ambientale e di contrasto alla mercificazione della cultura e dei saperi.

Il programma completo del Forum è disponibile su www.sbilanciamoci.org

untitledSABATO 7 SETTEMBRE – ORE 9.00 – 12.00 – SEMINARIO WWF: “Riutilizziamo l’Italia
la questione del consumo del suolo al centro dell’agenda politica”

Nei prossimi 20 anni nel nostro paese, ai ritmi attuali, altri 680.000 ettari rischiano di ricoprirsi di “grigio” (un territorio più esteso della Basilicata). Tra gli anni 50 e il 2000 abbiamo assistito ad una urbanizzazione del territorio del nostro Paese che ha fagocitato 2 milioni e 250 mila ettari (un’area grande come Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia insieme) queste sono le tendenze in atto, come risultano dalla indagine originale (realizzata raffrontando cartografia storica) coordinata dal professor Bernardino Romano dall’Università dell’Aquila a cui il WWF Italia sta collaborando.

In questa situazione, che vede un’accresciuta sensibilità della società civile sul consumo del suolo e a tutela della biodiversità, del paesaggio e della qualità urbana,il WWF Italia ha lanciato nel 2012 la campagna “Riutilizziamo l’Italia” che mira a contrastare il consumo del suolo e a recuperare e riqualificare a fini sociali e ambientali il patrimonio dismesso o abbandonato (v. wwf/riutilizziamolitalia/).
Sempre nel 2012 per iniziativa dell’allora Ministro delle politiche Agricole e Forestali Mario Catania il Governo Monti ha presentato un disegno di legge sul contenimento del suolo nelle aree agricole, a cui hanno seguito nel 2013 oltre 11 proposte di legge di iniziativa parlamentare sul consumo del suolo presentate da tutti gruppi parlamentari e il disegno di legge di iniziativa governativa a firma dei Ministri Bray (Beni Culturali), Di Girolamo (Politiche agricole), Lupi (Infrastrutture) e Orlando (Ambiente).
Il seminario servirà a fare il punto sul dibattito istituzionale e sui contenuti delle diverse elaborazioni normative e  a valutare i punti di forza della proposta di legge elaborata dal WWF e fatta propria da esponenti dei gruppi parlamentari di SEL e Cinque Stelle in cui tra l’altro vengono definiti tre diversi strumenti di fiscalità urbanistica per incentivare la rigenerazione urbana e disincentivare il consumo del suolo attraverso: a) l’introduzione di un nuovo contributo che renda più gravoso il consumo di nuovo suolo, b) la rimodulazione del contributo di costruzione esistente, prevedendo una riduzione o una esenzione nel caso si proceda ad interventi di riqualificazione, riutilizzazione e ricostruzione urbanistica; c) l’incentivo al riuso attraverso gravami fiscali selettivi.
Ma senza la costante pressione dal basso si rischia che il dibattito politico sia inconcludente o si insterilisca, per questo il WWF Italia ha lanciato l’idea della istituzione in tutta Italia di Laboratori territoriali che interloquiscano con le amministrazioni locali su proposte concrete di recupero e riuso di spazi ed edifici dismessi, abbandonati, sottoutilizzati. A Roma nel Comprensorio “Ad Duas Lauros” il WWF Lazio e il WWF Pigneto-Prenestino stanno avviando un percorso di lavoro che (con il contributo tecnico-scientifico dell’università e degli attori locali) intende formulare proposte per la riqualificazione del Parco delle Energie, il recupero dei Casali del Comprensorio Casilino, la realizzazione del Parco di Centocelle.

Ai lavori daranno il loro contributo: Stefano Ficorilli, ufficio legislativo WWF Italia, Andrea Filpa, Università Roma Tre e Rete Docenti “Riutilizziamo Italia”,  Stefano Gizzi, WWF Pigneto-Prenestino, Stefano Lenzi, responsabile Ufficio relazioni istituzionali WWF Italia, Chiara Pirovano, responsabile dell’iniziativa WWF “Riutilizziamo l’Italia”, Bernardino Romano, Università dell’Aquila e Rete docenti “Riutilizziamo l’Italia”  e Alessandro Urbani, vicepresidente WWF Lazio

I tesori archeologici della Rimembranza nel Quinto Venerdì di Ecosuoni 2013

200520122942Proseguono gli appuntamenti della Rassegna Ecosuoni 2013, manifestazione promossa dall’Associazione Canto di Eea e dal  WWF Litorale Pontino e patrocinata dal comune di Terracina, dalla provincia di Latina e dal Parco del Circeo.

Venerdì 9 agosto alle ore 20.30 nella splendida cornice del Parco della Rimembranza in via San Francesco Nuova 42 bis a Terracina avrà luogo il penultimo incontro tra cultura ambientale, concerti,  mostre d’arte e aperitivi.

 

 

 

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La serata si apre con un seminario tenuto dal presidente dell’Archeoclub di Terracina Venceslao Grossi, dal titolo Aspetti archeologici del Parco della Rimembranza. Il parco infatti si trova in un  sito di epoca romana e molti  reperti antichi sono stati trovati durante i lavori di pulizia dopo essere stato chiuso per più di venti anni.

Seguirà un concerto di musica classica, che avrà come protagonisti i componenti dell’  Apeiron Sax Quartet :  Sax soprano Dario Volante ,Sax contralto Roberto Guadagno, Sax tenore  Daniele Caporaso, Sax baritono  Armando Noce.

                     

I quattro musicisti proporranno un concerto dal titolo Viva Verdi nell’occasione del bicentenario  verdiano con un repertorio di arie e sinfonie d’opera del celebre maestro di Busseto, ma non mancheranno di fare ascoltare anche brani della tradizione afroamericana.

L’Apeiron Sax Quartet nasce nel settembre del 2006, con l’obiettivo primario di divulgare il repertorio scritto per questa formazione. Formatisi presso il Conservatorio di Musica Ottorino Respighi di Latina, sotto la guida del M° Daniele Caporaso e diplomatisi con il massimo dei voti, i membri del quartetto svolgono anche un’intensa attività concertistica solistica premiata con numerosi riconoscimenti nell’ambito di importanti concorsi nazionali ed internazionali (TIM, Castel S. Angelo di Roma, Giovani Concertisti città di Taranto, Concorso Chopin città di Catanzaro, per citarne alcuni).

Il repertorio proposto spazia da trascrizioni di musica del 1600 e 1700 (Bach, Haendel, Rameau) a composizioni originali dell’800 (J. B. Singelee, N. Savary, C. Florio) fino ad arrivare a musiche scritte nei nostri giorni e dedicate a questa formazione (Romero, Ayoub, Francaix, Glazunov, Piernè).

 Tutti gli arrangiamenti e le trascrizioni dei brani non originali sono curate dai componenti del quartetto.L’ensemble ha al suo attivo diverse partecipazioni a prestigiose rassegne musicali:XVIII° rassegna “Concerti al chiostro” (Carpineto Romano), XXVII° rassegna “Musica verticale” (Goethe Institut, Roma), VI° rassegna “Serate settembrine” (Genzano di Roma), Rassegna “Musica al museo” (Museo Etnografico Nazionale Pigorini, Roma), Rassegna “Concerti di primavera” (Aula Magna Sapienza Università di Roma), II° rassegna di spettacoli teatrali (Civitella Alfedena), VII° workshop “Tecnologie per la musica” (Sapienza Università di Roma), 47° e 48° Festival di Nuova Consonanza (Roma), Rassegna “Anello” in coll. con “Academia Montis Regalis” Mondovì (CN), “Rassegna “Musica d’estate” (San Felice Circeo), Festival “Le forme del suono” (Latina), Rassegna di concerti per Nuova Consonanza (comuni della Valle dell’Aniene), Rassegna di concerti Tramjazz (Roma).

Chi vorrà potrà visitare la mostra d’Arte Naturale curata dal Gruppo 12, un collettivo di artisti nato a Roma nel 2012 con l’intento di rinnovare l’arte contemporanea italiana.

Gli artisti, durante la settimana passata in residenza, hanno creato appositamente per la rassegna Ecosuoni  opere  con i materiali naturali recuperati all’interno  del parco.

Le sculture di arte naturale rimarranno come presenze silenziose all’interno del parco, entreranno a far parte del ciclo naturale, modellandosi ai venti e agli agenti esterni.

Gruppo12: Laura Giovanna Bevione, Francesca Checchi, Domenico Cornacchione,  Simone De Santis,  Antonella Nardi, Daniela Polese, Pietro Sabatelli, Giuliana Silvestrini e Patrizia Mocetti. Sito Gruppo12.wix.com/

Al termine della serata sarà offerta una degustazione di vini e prodotti tipici sotto la meravigliosa pergola che offre una veduta panoramica della città di Terracina e del litorale.

Per tutta la durata della rassegna si potrà visitare la mostra di disegni a cura dell’artista Andrea Farano.

L’ingresso prevede un contributo simbolico di 7 euro per gli adulti, in parte destinato all’acquisto dei materiali necessari per i lavori all’interno del Parco.

 

 

Appello ai sindaci: l’accordo ANCI-CONAI va rivisto nell’interesse dei cittadini e dell’ambiente!

dal sito dell’Associazione Comuni Virtuosi

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Come Associazione Comuni Virtuosi riteniamo che l’Accordo ANCI-CONAI in scadenza vada radicalmente riscritto accogliendo le proposte che qui vi presentiamo. Invitiamo tutti i Comuni a sottoscriverle affinché possano arrivare con forza al tavolo delle trattative.

Entro l’autunno l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) deve ridefinire i termini degli accordi con il CONAI, il consorzio che rappresenta tutti i consorzi di filiera degli imballaggi. Questo accordo, se profondamente rivisto, potrebbe portare ingenti risorse economiche ai comuni per finanziare i servizi di raccolta dei rifiuti.

I comuni italiani si trovano in condizioni di grande difficoltà economica: da un lato i continui tagli dei trasferimenti di stato e regioni rendono sempre più difficile garantire livelli minimi di servizi per cittadini, dall’altro le norme di indirizzo dell’UE e nazionali, anche nel settore della raccolta differenziata, indicano correttamente la necessità di raggiungere obiettivi minimi di intercettazione e riciclo di materia dai rifiuti. Questi servizi hanno evidentemente dei costi importanti che, se non compensati da adeguati corrispettivi per vendita degli imballaggi, rischiano di ricadere unicamente nelle bollette di famiglie e imprese.

Gli imballaggi costituiscono il 35-40% in peso e il 55-60 % in volume della spazzatura che si produce ogni anno in Italia. Per ogni imballaggio prodotto e immesso nel mercato, il produttore versa ai consorzi un contributo che dovrebbe essere trasferito ai comuni quando l’imballaggio, passando per la raccolta differenziata, viene riconsegnato ai consorzi. Sono cifre importanti, che dovrebbero essere destinate a coprire i costi di raccolta e, se ben utilizzate, contribuire concretamente a diminuire la bolletta dei cittadini.

Ma delle centinaia di milioni di euro all’anno che vengono incassati dal Sistema Conai, solo poco più di un terzo viene girato ai Comuni e queste risorse spesso non entrano neppure nelle casse comunali poiché vengono in gran parte utilizzate per pagare le piattaforme private che si occupano delle preselezione di tali flussi.