La speleologia a Terracina è stata una grande passione (2)

Nel 2003 il Gruppo Speleologico “Anxur” appare nella pubblicazione Le Grotte del LazioI fenomeni carsici, elementi della geodiversità (a cura di Giovanni e Marco Macchia, Maria Piro e Maurizio Barbati. Ed. Agenzia Regionale Parchi, 2003) inserito tra i nuovi gruppi sorti tra il 1955 e il 1975.

Da questa pubblicazione estraiamo la carta del sistema montuoso della regione ricco di cavità; su quelle del massiccio degli Ausoni sud-occidentali si esercitarono i giovani dell’”Anxur”.

Sulla stessa pubblicazione nell’illustrare in particolare la storia delle esplorazioni della grotta Sabina viene citato Franco Guadagnoli.

<<Storia delle esplorazioni

L’ingresso venne scoperto nel 1841 da un minatore in cerca di cave per massi da scogliera. SEGRE (1948a) ritiene che i gradini siano stati realizzati dai briganti che utilizzavano la grotta come rifugio. E’ possibile però che la frequentazione della grotta sia molto più antica, in relazione alla vicinanza del tempio di Giove Anxur, e che i gradini siano stati realizzati per sfruttare la grotta a scopo di culto. La grotta venne esplorata da L. Mollari nel 1850, da Capponi, Legge e R. Remiddi nel 1875, ed infine il 13 marzo 1925 dal CSR. Nel 1963 F. Guadagnoli annunciò che il GS Anxur aveva trovato la prosecuzione tra i massi della grande sala.>>

Franco Guadagnoli continua la sua narrazione sul Gruppo Speleologico “Anxur” così come l’ha visto nascere e sviluppare.

Cominciammo a studiare la speleologia sui Monti Ausoni che sono circoscritti a nord dal fiume Sacco e presentano a est una certa continuità con il massiccio degli Aurunci, dal quale non è nettamente separato. A sud sono delimitati dalla piana di Fondi e dell’Agro Pontino, mentre ad ovest la valle dell’Amaseno li separa dai Lepini.

Gli Ausoni presentano una morfologia carsica superficiale di notevole interesse. Basta in proposito richiamare l’attenzione sulle varie doline grandi e piccole, alcune delle quali di dimensioni ragguardevoli, sui bacini chiusi, sui piani carsici, tra i quali ricordo quelli più battuti dal Gruppo “Anxur”, Camposoriano e Campo dell’Ova.

Litologicamente gli Ausoni risultano costituiti da calcari compatti oolitici, da calcari bianchi ippuritici del Creta superiore, mentre non mancano, distribuite qua e là, larghe fasce di tufi e di materiali piroclastici.

Del tutto assente è una idrografia superficiale almeno nelle plaghe più elevate, mentre ai piedi del massiccio sgorgano numerose anche se esigue sorgenti, il che lascia supporre l’esistenza di una notevole rete idrografica ipogea.

E Guadagnoli continua descrivendo le cavità esplorate nei primissimi anni di vita del Gruppo in diversi comuni della provincia di Latina.

Nel comune di Sonnino esplorammo il Pozzo “Le calanche” profondo 20 metri con uno sviluppo di 5 , l’inghiottitoio “Pellero” a Cerreto profondo 17 metri con uno sviluppo di 73, il pozzo delle “Nottole”sulla Ripa di 37 metri e sviluppato per 6, la Grotta di Frasso di 4 metri con uno sviluppo di 25.

A Prossedi scendemmo nel pozzo “Colardella” sul Monte Alto profondo 32 metri con 20 di sviluppo.

A Fondi entrammo nella Grotta del Falco a Monte Rotondo profonda 28 metri e sviluppata per altri 78 e poi nell’Abisso del lago di San Puoto sempre a Monte Rotondo di 113 metri e uno sviluppo di 97.

Ovviamente fu il territorio del nostro comune quello più esplorato.  Qui scendemmo nella Voragine della “Zì Checca”a Camposoriano ad una profondità di 110 metri e uno sviluppo di 38, nel Pozzo di Campo dell’Ova a Camposoriano profondo 24 e sviluppato per 11 metri, nella Grotta della Delibera poco profonda (12 m.) ma con lungo sviluppo (70 m.).

A Monte Sant’Angelo esplorammo la piccola “Grotta dei Morti” che si sviluppa per 7 metri.   

Alla Torre del Pesce-Monte Pilucco esplorammo le due grotte presenti nell’area.

La Grotta della Sabina a Monte Sant’Angelo è quella che ci ha dato le più grandi soddisfazioni.

Guadagnoli si sofferma anche a descrivere i materiali presenti nelle diverse cavità.

Spesso i fondi della cavità erano detritici mentre le grotte più superficiali presentavano impasti di sabbia giallastra frammista a materiali piroclastici. In una sono stati rinvenuti resti di animali e in un’altra resti umani e di un’industria dell’età neolitica.

Un’estate da dimenticare quella del 2017

L’avvicinarsi della bella stagione impone alla Regione Lazio, al Comune e alla Guardia Costiera in base alle leggi ed alle normative vigenti, ognuno per la propria responsabilità e ruolo, ma in modo concorde, di garantire i diritti dei cittadini di poter utilizzare e godere di beni ambientali pubblici quale sono il mare, il sole e la spiaggia e di poter vivere in un ambiente pulito, libero, non rumoroso, protetti e sorvegliati, difesi da tutte le forme di abuso e costrizione.

Si cominci subito con il notificare inequivocabilmente agli operatori del settore i limiti delle loro concessioni, le modalità di gestione, i rapporti da tenere con gli utenti e le  norme di prevenzione e repressione degli abusi, anticipando loro che saranno organizzati un valido sistema di sorveglianza  e repressione ed un ufficio o un recapito a cui gli utenti in caso di trasgressione si possano rivolgere con sicurezza.

Queste misure sono necessarie per evitare quanto è successo negli anni scorsi.

I disagi di questi week end primaverili sono il campanello d’allarme di quanto si riproporrà tra qualche settimana; tutti hanno potuto vedere il traffico caotico, i parcheggi selvatici, il lungomare affollato, i rifiuti sparsi anche sulle panchine.

Vogliamo qui ricordare i molti disagi della scorsa stagione balneare per i soliti problemi  e anche le molte proteste da parte degli utenti e dei cittadini terracinesi che si sono visti negare per buona parte del lungomare orientale l’accesso al mare. I gestori dei vari stabilimenti che hanno occupato quasi per intero detta area, si sentivano in diritto di negare a tutti il passaggio anche sulle discese preesistenti, pubbliche, quelle di cemento e quelle ultime di ferro e legno, ed anche sulle discese facilitate per le  carrozzelle , bambini, handicappati ecc.  Addirittura, in qualche caso queste strutture pubbliche sono state inglobate nelle strutture degli stabilimenti o chioschi e poco o niente si è potuto ottenere dai gestori che hanno mantenuto un comportamento che rasentava l’arroganza e la maleducazione.

Le autorità locali in merito hanno fatto molto poco, mentre gli stessi stabilimenti, diventati ormai ristoranti – pizzerie, si trasformavano di sera in discoteche, sale da ballo o locali da eventi, producendo confusione, ingorghi e soprattutto rumore impossibile sino a notte fonda.

Si dirà che ciò aiuta l’economia di Terracina e molti vivono di questo, ma negli ultimi anni  la cosa è diventata parossistica, volgare e rumorosa. Oltre ad accentuare la stagionalità dell’economia cittadina non si notano i vantaggi dei cittadini, anzi lievitano gli svantaggi: le spiagge libere sono sempre meno e più lottizzate mentre ai padroni della spiaggia e della battigia ogni anno viene concesso sempre di più. Tutto in silenzio in modo che ci sia sempre un dato di fatto di cui rendersi conto e che non si può risolvere sul momento, lasciando la soluzione al prossimo anno. Intanto, come si dice, passato settembre tutto ritorna come prima e tutto si dimentica.

In questo contesto “Terracina Bandiera blu”, una cosa positiva e che fa onore, va difesa e valorizzata e non utilizzata per farsi scudo sulla validità di un sistema spesso ipocrita basato solo sull’apparenza . Basta ricordare che tra i 32 parametri che la FEE (Foundation for Environmental Education)  analizza per la concessione del riconoscimento  c’è proprio l’accessibilità alle spiagge per tutti.

Per meritare e mantenere il titolo bisogna invece lavorare al contrario realizzando una città sostenibile per tutti i cittadini e per tutto l’anno e non per una sola stagione. Prima o poi qualcuno verrà a verificare.

Iniziare una nuova stagione adottando un piano di mobilità con parcheggi decentrati e le precauzioni che abbiamo indicato sarà il miglior viatico per confermare Terracina come una località balneare, moderna, equilibrata, sostenibile.

A Terracina WWF e Legambiente insieme per la Pace

Lettera aperta alla Cittadinanza e alla Amministrazione di Terracina sulla guerra in Siria del WWF Litorale Laziale-Gruppo pontino e del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”


 

 

Litorale laziale

 

LA PACE INNANZITUTTO

Ogni volta che la trattativa e la diplomazia lasciano spazio alle armi si innesca un meccanismo che fa strage  di territori portando via da questi la vita cresciuta in essi nel corso di anni e sconvolgendo un’ecologia integrale che vede uniti in maniera strettissima ambiente e essere viventi.

Gli effetti non restano localizzati nelle aree del conflitto ma data la connessione totale si riversano ovunque creando problemi anche nei territori relativamente lontani dall’area calda.

La guerra scatenata in questi giorni nell’area mediorientale non è la prima e non sarà l’ultima e come le precedenti porterà ulteriori devastazioni in una zona dove da tempo sono calpestati i diritti di popoli interi.

Sono sei anni che il conflitto siriano produce ogni giorno nuove morti e nuove distruzioni, trasformandosi da una rivolta interna contro una dittatura, ad un campo di battaglia internazionale dove si scontrano mercenari ed armamenti provenienti da ogni parte del mondo per rivendicare una egemonia religiosa, territoriale, politica ed economica, sulla pelle della popolazione siriana e distruggendo la convivenza di comunità etnicoreligiose millenarie. Oltre 400mila morti, 5 milioni di profughi, 6 milioni di sfollati interni, per una popolazione complessiva di circa 23 milioni di persone, è la fotografia attuale del disastro che non si è voluto fermare.

Abbiamo assistito nel nostro tempo di vita a troppi conflitti che non hanno risolto i problemi che li hanno motivati ma li hanno ingigantiti facendo scempio delle persone e dell’ambiente naturale in cui queste vivevano.

Dopo la seconda guerra mondiale si sono succedute quelle in Corea, nel Vietnam, nel Congo, nel Golfo, nella ex-Jugoslavia e nella miriade di altri luoghi dove si sono accesi i fuochi di guerra ma il Medio Oriente è diventato la culla di tutte le tensioni internazionali.

Spartizioni di territori, annientamento di generazioni di popoli, caccia alla residua fonte energetica fossile hanno prodotto migrazioni una volta definite bibliche e che stanno producendo eterni campi profughi in cui non esiste rispetto della dignità delle persone.

Le sofferenze patite da popoli interi generano risentimenti che non si affievoliscono nemmeno con l’avvicendarsi delle generazioni e spesso sfociano in atti terroristici che possono colpire in qualunque parte del mondo.

L’indifferenza di fronte a questi fatti è insostenibile.Si sta accettando la guerra come evento non più straordinario facendo inconsapevolmente il gioco di chi dalla guerra ha sempre tratto vantaggi. E’ un offuscamento della memoria che ci trascinerà in un baratro: c’è tra noi chi ha vissuto gli orrori dell’ultima guerra da militare o da civile e chi, più giovane, ne ha sofferto le conseguenze nell’infanzia e nell’adolescenza almeno in termini di fame e di povertà proprio come sta avvenendo oggi in tante parti del mondo.

Come cittadini attivi e ambientalisti ci sentiamo coinvolti in questa situazione drammatica e non restiamo indifferenti rispetto ai danni che si stanno portando all’umanità che ne risentirà a lungo e al pianeta che dovrà mettere in campo tutta la  resilienza di cui è capace.

Riteniamo, infatti, che ciò che sta avvenendo in Medio Oriente è anche un problema nostro e non solo perché come Paese offriamo basi per le azioni militari ma perché siamo fermamente convinti sulla necessità di rifiutare la guerra innanzitutto in nome della coscienza e poi nel rispetto della nostra legge fondamentale.

La nostra Costituzione all’Art.11 afferma con coraggio e determinazione “L’Italia ripudia la Guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” con l’intento di eliminare la guerra per sempre dallo scenario della umanità, rifiutando ogni atto di violenza e accettando per questo la preziosa limitazione della propria sovranità a favore di un ordine mondiale che assicuri pace e giustizia.

La comunità internazionale, le potenze mondiali, tutte le istituzioni democratiche che hanno adottato i principi e le convenzioni internazionali quali basi delle proprie costituzioni e del diritto internazionale come norma e strumento per regolare i conflitti tra Stati, hanno la responsabilità di agire in questa direzione, fermare il flusso di armi ed isolare i responsabili dei crimini di guerra per portarli ad un giusto processo.

  • Le Istituzioni, a partire dal nostro governo, l’Unione Europea, l’Assemblea ed al Consiglio delle Nazioni Unite, agiscano per fermare questa nuova escalation di guerra, si impegnino concretamente, oltre le dichiarazioni, a costruire la pace in Siria, negli interessi e nel diritto del popolo siriano, facendo cadere quei veti e quei tatticismi che alimentano la prepotenza e le guerre, e si ponga fine a questa crudele  “rissa da bulli di strada” sulla Siria tra russi ed americani “il cui prezzo è stato e continuerà ad essere pagato solo dalla popolazione siriana”.
  • I cittadini di Terracina riflettano, si interroghino seriamente su quale direzione abbia preso il nostro mondo moderno e per un momento pensino a quale mondo stiamo lasciando a chi verrà dopo di noi. Considerino con sensibilità e compassione che ogni volta che incontriamo uno “straniero” stiamo incontrando un altro membro della “famiglia umana” che va trattato con rispetto, con affetto, con comprensione ed altruismo come in una famiglia.
  • Chiediamo che l’Amministrazione comunale non resti muta di fronte a questi fatti drammatici ma dia un segno tangibile di rifiuto della guerra e mostri un atteggiamento nuovo, aperto, solidale e compassionevole di fronte all’accoglienza.

Le bandiere della Pace sventolino nella nostra città, nelle sedi comunali, in tutte le scuole, ovunque, come segno chiaro che la nostra Città rifiuta la sofferenza e desidera invece la felicità duratura di tutti i popoli del mondo.

Terracina, 18 aprile 2018

Tra sole e nuvole l’escursione odierna alla fonte di Santo Stefano

Oggi sì è svolta come da programma l’escursione alla fonte di Santo Stefano seguendo l’Anello di Emilio organizzata dal Gruppo pontino del WWF Litorale laziale.

Alla partenza la cima del Monte Giusto intorno al quale si sviluppa l’anello era nascosta dalle nubi ma non tanto da preoccupare i camminatori.

 

 

La salita è stata affrontata in senso antiorario camminando lungo la mulattiera che si affaccia sul lago di Fondi.

 

 

All’arrivo alla fonte il pranzo al sacco è stato consumato in una nuvola ma comodamente seduti sulle nuove strutture predisposte dal parco degli Ausoni dietro l’interessamento della neonata associazione  Le colline di Santo Stefano.

 

 

 

Prima di iniziare il ritorno una foto ricordo davanti alla fonte per la cui tutela il WWF si è impegnato fin dalla sua nascita a Terracina con un adesivo che molti ricorderanno.

 

 

Il ritorno ha avuto inizio nel pratone sotto la fonte camminando nella nuvola da cui si è usciti durante la discesa.

 

 

Ancora pochi i fiori intorno al percorso, i ciclamini che tra qualche giorno tappezzeranno il sottobosco sono rari ma la sorpresa grande è stata la fioritura di orchidee spontanee avvistate lungo la parte finale dell’escursione.

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La giornata è stata segnata da una grande e importante notizia, alcuni soci hanno riferito la presenza del gatto selvatico nella zona di Santo Stefano confermando quanto scritto da Emilio Selvaggi nel suo libro Camminate fuori le mura.

 

 

Giovedì Santo, escursione alla fonte di Santo Stefano percorrendo l’Anello di Emilio

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale riprende la tradizione per anni portata avanti da Emilio Selvaggi di anticipare la pasquetta con una escursione alla fonte di Santo Stefano.

Si percorrerà quasi integralmente un anello che Emilio seguendo mulattiere e sentieri da sempre praticati disegnò sul sito di Terrapontina e che gli amici del WWF oggi individuano come Anello di Emilio.

E’ una camminata che passa per leccete e antiche carbonaie consentendo di apprezzare aspetti paesaggistici notevoli; lo sguardo, infatti, spazia dal lago di Fondi al Circeo passando per il Monte sant’Angelo visto alle spalle.

L’appuntamento è fissato nel piazzale ex-Coop alle ore 8.30 con partenza alle ore 9 dopo la compilazione e la consegna delle liberatorie agli organizzatori.

Il ritorno è previsto per il primo pomeriggio. Ovviamente, chi vuole potrà farsi venire a prendere in auto alla fonte.

E’ necessario, oltre a cibo e acqua, un equipaggiamento adatto con scarpe da trekking e una giacca anti-pioggia.

Si avvicina l’Ora della Terra, sabato il pianeta sarà attraversato da una ola di buio

Sabato 24 marzo dalle ore 20.30 alle 21.30 in tutte le parte del mondo si spegneranno le luci dei monumenti più importanti dando un segnale forte sulla necessità di ridurre i consumi energetici.

 

A Terracina verrà spento il Tempio di Giove mentre nel pomeriggio le strade della città saranno percorse in bicicletta da cittadini per incentivare l’uso di un mezzo veramente sostenibile ambientalmente.

 

A Fondi l’amministrazione comunale terrà spento il Castello baronale.

 

Tra Itri e Fondi l’associazione ATARGATIS farà una fiaccolata lungo l’Appia antica.

 

 

Il cambiamento climatico in corso è ormai stabilmente documentato e deriva essenzialmente dalle attività umane.

 

Si stanno avvicinando impatti catastrofici. Le emissioni di gas serra stanno aumentando più rapidamente del previsto e gli effetti si stanno palesando prima di quanto si potesse supporre solo pochi anni fa.

Il riscaldamento globale avrà effetti catastrofici come l’innalzamento del livello del mare, l’incremento delle ondate di calore e dei periodi di intensa siccità, delle alluvioni, l’aumento per numero e intensità delle tempeste e degli uragani.

Questi fenomeni avranno un impatto su milioni di persone, con effetti ancora maggiori su chi vive nelle zone più vulnerabili e povere del mondo,danneggeranno la produzione alimentaree minaccianospeciedi importanza vitale, gli habitat e gli ecosistemi.

Nonostante nella comunità scientifica ci sia un consenso pressoché unanime sul fatto che il cambiamento climatico sia in atto e che esso derivi particolarmente dalle emissioni di gas serra derivanti dalle attività antropiche, i governi e le aziende stanno rispondendo con colpevole lentezza, come se il cambiamento climatico non rischiasse di mandare a pezzi  le fondamenta della civilizzazione umana e dell’economia.

Anche se i paesi soddisfacessero tutti gli impegni di mitigazione finora assunti, il mondo continuerebbe a confrontarsi con una minaccia di aumento medio della temperatura globale di almeno 4°c rispetto alla temperatura media dell’epoca preindustriale. E’ evidente che gli impegni assunti sinora non sono sufficienti.

Mentre dobbiamo lavorare sodo per ridurre le emissioni, dobbiamo contemporaneamente cominciare ad adattarci agli impatti del cambiamento climatico ormai in atto e crescenti.

Ma se l’aumento di temperatura raggiungesse e superasse la soglia di 2°C, le conseguenze sarebbero in ogni caso molto difficili da affrontare con i mezzi a disposizione.

Oggi gran parte della comunità scientifica indica la soglia di rischio in 1,5°C: questo allerta è facilmente comprensibile se si pensa a tutti i fenomeni già in atto con l’attuale aumento che è di 0,8°C.

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha festeggiato gli studenti terracinesi premiati dal Presidente della Repubblica

Oggi pomeriggio nella sala dell’Hotel Palace di Terracina il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha incontrato gli studenti premiati dal Presidente Mattarella per la loro attività di vigilanza antincendi boschivi svolta durante la scorsa estate.

Dopo una breve introduzione da parte di responsabili dell’associazione, il saluto del presidente di Agenda21 Locale e il ricordo di Emilio Selvaggi espresso da Carlo Cappelli, ha preso la parola uno dei ragazzi premiati che ha voluto sottolineare il senso di famiglia con cui ha vissuto l’esperienza estiva della vigilanza insieme ai soci del WWF.

In sala erano presenti gli studenti e i loro famigliari, alcuni cittadini che avevano collaborato durante l’attività estiva e soci dell’associazione.

Finiti i discorsi l’incontro ha preso il tono della festa attorno al buffet organizzato dai soci del WWF.

Il WWF è grato alla Direzione dell’Hotel Palace per l’ospitalità e alla Pasticceria Somma per il consistente contributo dato al buffet.

Ancora animali al pascolo su terreni bruciati dagli incendi estivi, a Terracina non è più vietato?

Sulle aree percorse dal fuoco le norme nazionali vietano la caccia, il pascolo e la costruzione di manufatti per 10 anni e il cambio di destinazione per 15 anni.

Il pascolo in particolare sul bruciato è quanto di più deleterio possa subire un’area stressata dagli incendi e nella quale la nascita e lo sviluppo di nuovi germogli deve essere invece favorita.

 

Intanto abbiamo verificato, ma come noi chiunque potrà farlo, che salendo verso Camposoriano è facile incontrare vacche per la strada.

 

 

 

Poi, aguzzando la vista se ne possono vedere alcune muoversi pigramente tra la vegetazione in via di sviluppo e alimentarsi senza parsimonia lungo i pendii che hanno subito l’ingiuria del fuoco.

 

 

 

 

 

 

Occorre una buona vista per vederle, eccole 

Ancora

 

 

 

 

 

 

Eccole

Qualcuno addirittura ha recintato il fosso oltre il guardrail di legno con due fili non per bloccare l’ingresso ma probabilmente e paradossalmente per evitare l’uscita degli animali dal terreno bruciato.

Giovedì santo, l’antipasquetta di Emilio Selvaggi

Ogni anno, prima di andare in pensione, all’inizio delle vacanze pasquali Emilio soleva invitare gli amici del WWF, gli studenti e le loro famiglie, i cittadini ad una pasquetta anticipata sconsigliando tutti di andare in giro il Lunedì in Albis quando migliaia di persone raggiungevano i luoghi scelti per la gita fuori porta spesso devastandoli e sempre lasciandoli invasi da rifiuti. (A questo proposito una volta con i volontari del WWF organizzò  a pasquetta una distribuzione mattutina di grandi buste a tutte le comitive che si erano messe in moto per la gita tradizionale con la preghiera di riportarle in città con i rifiuti della giornata.)

L’appuntamento veniva fissato in Piazza 4 Lampioni e da qui si partiva per la cava di Salissano, il canalone tra Monte Croce e Monte Sterpano, la Ciana, Tignano, Mammolini e infine la fonte di Santo Stefano.

Ci si fermava nel pratone sotto la fonte dove i giovani giocavano, i più curiosi giravano intorno fotografando qualche fiore particolare e tutti consumavano un abbondante picnic .

Nel pomeriggio inoltrato si riprendeva il sentiero della mattina per ritornare in città con gli zaini più leggeri perché riempiti soltanto degli imballaggi delle vettovaglie.

Il WWF intende riprendere la tradizione del giovedì santo a Santo Stefano non passando però per Salissano (gli incendi estivi hanno distrutto la vegetazione del canalone) ma partendo direttamente dalla Ciana seguendo il percorso ad anello intorno a Monte Giusto descritto proprio da Emilio sul sito di Terrapontina

In questi giorni soci del WWF hanno percorso più volte l’anello annotando piccole varianti e nell’occasione hanno ricalcato la segnaletica precedente e ripulito il sentiero che in alcuni punti era ostruito da sterpaglie.

L’anello di Monte Giusto per tutti gli amici del WWF (ci auguriamo anche per i cittadini che hanno apprezzato la sua opera) sarà d’ora in poi l’Anello di Emilio.