La ferrovia Terracina-Fossanova è di cronaca, la RAI in città

In città si sente un rumore di fondo indistinto e di provenienza sconosciuta in cui si avverte una sorta di avversione alla riapertura della linea ferroviaria. Gli autori fanno finta di ignorare che la messa in sicurezza di Monte Cucca non riguarda la sola ferrovia ma la stabilità idrogeologica di una montagna sotto cui passano due strade e la ferrovia, ci sono abitazioni e coltivazioni intensive.

Le notizie da Roma arrivano faticosamente e spesso filtrate da politici interessati, c’è chi giura sull’impegno del proprio partito, chi mostra un malcelato scetticismo e chi ancora lancia dei ballon d’essai tanto per saggiare un’eventuale risposta elettorale.

10958582_10203722803366803_6220026798822261445_nSolo l’insistenza di cittadini, di pendolari e di alcune associazioni, tra le quali il WWF Litorale Pontino, sta tenendo alta l’attenzione dei media sulla questione della linea ferroviaria interrotta da ventotto mesi. La determinazione di questi soggetti lascia intendere che andranno avanti sulla richiesta della riapertura della linea a prescindere dalle decisioni delle forze politiche.

E così oggi proprio grazie all’interessamento della nostra associazione è arrivata in città Buongiorno Regione, la rubrica del telegiornale regionale che in diretta fa conoscere le situazioni delle diverse realtà regionali.

La giornalista Mariella Anziano ha chiamato anche l’ing. Massimo Iorani di Rete Ferroviaria Italiana e l’assessore Fabio Refrigeri della Regione Lazio che ha inviato una breve nota. Così, i cittadini hanno potuto far conoscere davanti alle telecamere tutta la fatica che stanno accumulando da 28 mesi ma anche ascoltare dalla viva voce dell’ing. Iorani che non c’è alcuna intenzione di sopprimere la tratta ferroviaria; anzi l’ing. ha dichiarato che RFI è in condizioni di aprire il cantiere dei lavori in una settimana appena la Regione Lazio avrà esaurito tutto l’iter burocratico e decidesse di affidare alla società l’esecuzione dei lavori. Per vedere il servizio cliccare qui.

La mano quindi passa alla Regione alla quale i politici locali se vogliono riscattare il loro comportamento da “vorrei ma non posso” dovrebbero appellarsi per affrettare la chiusura dell’iter burocratico. Se non ora, quando? 

Uno spiraglio nella vicenda della linea ferroviaria Terracina-Fossanova; fidarsi è bene ma…

Mercoledì 28 gennaio una delegazione terracinese ha potuto ascoltare in Consiglio regionale l’assessore Fabio Refrigeri che rispondendo ad una interrogazione ha parlato di iter burocratico in dirittura d’arrivo e di un finanziamento certo dei lavori.

Qui è possibile leggere per intero la risposta di Refrigeri file_0003_seduta_n39.5_del_28.01.15

Ancora non basta! Occorre procedere ad una calendarizzazione stretta di quanto resta da fare per avere una data certa del ritorno del treno a Terracina.

Per questo chiediamo ai cittadini, ai pendolari, alle organizzazioni economiche della città di tenere alta l’attenzione sulla questione in modo che il ripristino della linea venga realizzato prima possibile.

Intanto, venerdì 6 febbraio se ne parlerà in diretta tv nella rubrica Buongiorno Regione del tg regionale della RAI.

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Un primo successo contro il consumo di suolo, cartellino giallo della Regione Lazio contro la lottizzazione di Punta Cetarola

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Il 21 maggio 2014 presentammo su questo blog la vicenda della lottizzazione progettata su Punta Cetarola nella parte ricadente nel comune di Itri. Successivamente, il 14 luglio comunicammo che le Associazioni WWF, LIPU, ITALIA NOSTRA, FAI, ASSOCIAZIONE MEDITERRANEA per la NATURA avevano presentato un esposto alla Regione Lazio, al Comune di Itri e al Corpo Forestale dello Stato a salvaguardia dell’area posta su Punta Cetarola sulla quale gravava appunto il progetto di lottizzazione edificatoria.

Intanto, il 06/05/2014 il consigliere regionale Gino De Paolis aveva presentato un’interrogazione alla quale l’assessore Fabio Refrigeri ha risposto a dicembre scorso. Nella risposta l’assessore ribadisce che sono stati già rilevati “significativi impatti derivanti dal progetto sulle componenti più sensibili, tutelate nella Zps“, compresa la mancata attivazione della Valutazione di Incidenza sul piano stesso, e che pertanto sono confermati i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza presentata dai lottizzanti, essendo riconosciuto a pieno il valore naturalistico e paesaggistico della zona in questione.

Purtroppo, l’assessore Refrigeri non si è espresso sull’eventuale ipotesi di annullamento in autotutela, così come prospettato nell’interrogazione del consigliere regionale. Occorre andare avanti e le Associazioni di Protezione Ambientale – che avevano sottoscritto l’esposto inviato al Sindaco ed ai competenti enti regionali –  sono intenzionate a procedere ulteriormente con altre richieste di informazioni in merito al piano suddetto.

Resta comunque valido, seppur come extrema ratio, un eventuale intervento di seconda ed ultima istanza, volto a procedere con un ulteriore esposto/segnalazione alla Commissione Europea per eccepire eventuali violazioni del diritto comunitario relativamente alla procedura seguita dal Comune di Itri per l’adozione di quel piano di lottizzazione.

Avanti il secondo, la gestione dei rifiuti urbani a Terracina cambia mano

imgUn ricorso ha fatto fuori la Servizi Industriali alla quale era stata affidata la gestione dei rifiuti di Terracina. In questi mesi l’azienda aveva calato sulla città con una lentezza estrema il suo sistema fatto di porta a porta domiciliare e di prossimità, Igenio e raccolta stradale nella periferia ai confini con il comune di San Felice Circeo.

Alla prova dei fatti il sistema pur ottenendo qualche risultato ha mostrato più di una lacuna dovuta soprattutto alla scarsa comunicazione iniziale, alla lentezza nell’eliminazione dei cassonetti stradali, ai mancati controlli di qualità, all’assenza di un piano contro la dispersione di rifiuti sul territorio, alla quasi totale indifferenza nei confronti di un’opinione pubblica interessata a conoscere lo stato delle cose da cui avrebbe tratto ulteriore incentivo a ben differenziare,…

Che fare ora? Intanto, la proposta dell’azienda subentrante pare richieda una somma maggiore e inoltre ci sarà da elargire qualche risarcimento. Chi pagherà? La sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha sconfessato l’operato della Commissione giudicatrice offre qualche assist per un ricorso alla Corte dei Conti da parte dei cittadini, che già a migliaia avevano chiesto l’annullamento della gara d’appalto per la sua onerosità?

Che fare ora? Ricominciamo? Sarà possibile evitare gli errori  del precedente avvio? Gli amministratori comunali e in particolare l’assessore all’Ambiente, sono consapevoli che il sistema uscente aveva delle criticità e che occorre ripartire proprio da queste per raggiungere un livello del servizio adeguato al suo alto costo e nel rispetto delle norme? 

Il WWF Litorale Pontino presenta la Campagna STOP AI CRIMINI DI NATURA

banner_adozioni_1_7928STOP AI CRIMINI DI NATURA DA CHE PARTE STAI?
Sabato 20 e Domenica 21 dicembre
UN PUNTO DI INCONTRO DEL WWF A TERRACINA
Campagna di sensibilizzazione STOP AI CRIMINI DI NATURA
C’è un “mercato nero mondiale” che uccide elefanti, rinoceronti, tigri, tartarughe e aumenta il dramma della povertà in Africa, Asia e Sud America.

Avorio & Kalashnikov: anche gruppi armati e terroristici finanziati dal traffico illegale di specie selvatiche.
E’ assalto alla fauna anche in Italia: aumentano le minacce per orsi, lupi, piccoli e grandi uccelli migratori tra cui rapaci.

Il WWF chiede di sostenere le centinaia di Ranger del WWF attivi nei ‘fronti aperti’ d’Italia e del mondo e di firmare la Petizione online per ottenere in Italia sanzioni più severe per chi uccide specie selvatiche terrestri e marine http://www.wwf.it/criminidinatura
Elefanti, rinoceronti, tigri, oranghi, uccelli migratori, lupi e orsi e cetacei: specie simbolo e non solo, in Italia e nel mondo di nuovo a rischio estinzione. Un vero e proprio assedio su scala industriale che impoverisce la natura e le comunità locali e denunciato dal WWF il 4 ottobre scorso, alla vigilia della festa dedicata al Santo universalmente riconosciuto anche come ‘protettore’ degli animali, San Francesco d’Assisi. Allarme rosso anche per le tigri: oltre 1.400 gli esemplari uccisi dal 2000 al 2012 secondo le stime dei sequestri effettuati nei paesi range, almeno 2 a settimana.

Per questo il WWF – dichiara Andrea Filpa Delegato regionale per il Lazio – ha lanciato in Italia dal 4 ottobre scorso la grande Campagna ‘Stop ai crimini di natura – Da che parte stai?’ promossa in collaborazione con il suo Network TRAFFIC. A Natale il WWF ha rivolto particolare attenzione ai cuccioli degli animali uccisi illegalmente; ai piccoli di tigre, di elefante, di gorilla, lupo, orso ed altre specie a rischio. In Italia la petizione per introdurre nel nostro Codice Penale il delitto di uccisione di specie selvatica protetta – oggi punito con una semplice contravvenzione – ha raccolto finora circa 60 mila adesioni”.

NELLE GIORNATE DI SABATO 20 E DOMENICA 21 DICEMBRE per chi non lo avesse già fatto e per chi desideri incontrare il WWF più da vicino, si potrà concretizzare la propria adesione nel punto di incontro che il WWF organizza a Terracina: DALLE ORE 16,00 ALLE ORE 20 in Viale della Vittoria.
Sarà una bella occasione d’incontro nella quale ci si potrà iscrivere o rinnovare la propria iscrizione al WWF, adottare un cucciolo di specie a rischio e conoscere le numerose iniziative che il WWF ha in programma per il 2015.

Sono iniziative – conclude Filpa – che riguardano la tutela della biodiversità, le aree protette, la sostenibilità, la qualità di vita nelle città e la mobilità ciclabile, il risparmio energetico e il contrasto ai cambiamenti climatici, la riduzione degli inquinamenti, il blocco del consumo di suolo e delle opere dannose per l’ambiente; il Lazio ha bisogno del WWF Lazio, e il WWF Lazio ha bisogno delle idee, della creatività, delle competenze e dell’impegno di chi ha a cuore la tutela della biodiversità in Italia e nel mondo, contro ogni crimine di natura”.

IL WWF CHIEDE IL SOSTEGNO DI TUTTI:

UN INVITO AD AIUTARE le centinaia di Ranger, Guardie e volontari del WWF, attivi in Italia e
nel mondo, per dotarle di attrezzature tecnologiche, medicine, fuoristrada, gps, camera-traps,
binocoli, radiotrasmittenti e altri equipaggiamenti indispensabili a monitorare il territorio per
sorprendere bracconieri e trafficanti.
Sul sito http://www.wwf.it/criminidinatura chiunque può informarsi sul fenomeno e sostenere la campagna
del WWF con una donazione libera; DIFFONDERE a sua volta le informazioni e SOTTOSCRIVERE la PETIZIONE “Sanzioni più severe contro chi uccide specie selvatiche”.
Per sostenere la Campagna è attivo anche il NUMERO VERDE 800.990099.

Maria Petringa, grande è stato, tra educazione e tutela, il suo impegno per l’ambiente

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Domenica 14 dicembre ci ha lasciati Maria Petringa, una grande sostenitrice dell’ambiente in cui svisceratamente credeva e per molti anni coordinatrice del gruppo fondano degli attivisti del panda.

 

 

 

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I soci attivisti del WWF Litorale Pontino che l’hanno conosciuta la ricordano come una donna intelligente ed aperta, pronta ad affrontare le battaglie per un mondo migliore partendo proprio dal suo.

 

download Tutti ricordano il suo decennale impegno per il lago e la sua iniziativa di lottare con caparbietà per la nascita del parco. E’ stato grande il suo credere profondamente alla possibilità di salvaguardare un territorio cosi vario quale il lago di Fondi. Per la sua partecipazione, per la sua onestà intellettuale e per l’impegno che la contraddistinguevano ci lascia un vuoto incolmabile.

Queste sono le parole con cui una sua cara amica e collaboratrice, Aurelia Garante, ha voluto ricordare a tutti la figura di Maria Petringa.

Noi aggiungiamo soltanto che le persone si dividono in due categorie, quelle che prendono più di quello che danno al loro territorio e quelle che danno più di ciò che prendono. Per noi Maria apparteneva senza alcun dubbio alla seconda.  

Nel corso per immigrati tenuto da Maison Babel secondo intervento del WWF Litorale Pontino sul tema rifiuti

Nel secondo incontro  con gli allievi del corso di italiano tenuto da Maison Babel si è dato molta importanza alla riduzione della produzione dei rifiuti e al riciclo dei materiali degli oggetti dopo l’uso.

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E’ stato anche affrontato il sistema di raccolta dei rifiuti urbani di Terracina individuando le zone in cui gli stessi corsisti risiedono.

 

 

A Molti dei presenti si trovano nella zona servita dal sistema Igenio e tutti riescono in un modo o in altro a conferire correttamente i rifiuti anche se gli orari (dalle 6.45 alle ore 18.10, la prima uscita e l’ultimo rientro dei cassonetti mobili) creano difficoltà a chi lavora.

 

DTutto il gruppo si è mostrato interessato ad una gestione corretta dei rifiuti. Quelli che vivono in appartamenti della zona con raccolta condominiale hanno affermato di seguire le disposizioni presenti nel manuale distribuito a tutte le famiglie.

 

L’esperienza realizzata con questi nostri concittadini ci rafforza nella convinzione che la comunicazione, frettolosa e scarna, con cui il nuovo sistema ha preso l’avvio debba essere ripresa. 

 

 

Rifiuti Zero? Usciamo fuori dall’ambiguità di un’espressione abusata che contrasta leggi naturali

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Il Consiglio comunale di Terracina ha un punto all’odg che recita : Applicazione della strategia “Rifiuti Zero” mediante piano di riduzione e valorizzazione dei rifiuti.

 

Per coloro che non hanno dimestichezza con le strategie di trattamento dei rifiuti, Rifiuti Zero è la traduzione corrente dell’espressione americana Zero Waste che più correttamente andrebbe intesa come Zero Scarti.

Facciamo qualche puntualizzazione. Intanto, in tutte le trasformazioni il secondo principio della termodinamica (che non si può trasgredire) ci obbliga a lasciare sempre qualcosa, sia essa energia o materia. Quindi, Rifiuti Zero già solo semanticamente è fuorviante. Inoltre, si sono impossessati di tale espressione anche coloro che mirano a “valorizzare” energeticamente i rifiuti, i fautori dell’incenerimento, che così portano a Zero i rifiuti. Se ciò non bastasse la strategia Rifiuti Zero che viene diffusa nel nostro Paese fa ampio uso di TMB (Trattamento Meccanico Biologico),  che pur finalizzato al recupero di materia come affermano i sostenitori della strategia, lascia sempre qualcosa che prenderà altre strade. Per l’organico, poi, prediligono il trattamento anaerobico con produzione di biogas.

Per abbandonare l’ambiguità dell’espressione Rifiuti Zero da qualche anno è stata introdotta giustamente l’espressione Riciclo Totale che non gioca con le parole, non ricorre ad alcun trattamento meccanico biologico ed è rispettosa dei principi della termodinamica in quanto prevede gli scarti nei processi ma li reimmette nel ciclo delle merci.

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L’espressione Rifiuti Zero, quindi, potrebbe anche essere interpretata come Riciclo Totale ma la strategia Rifiuti Zero presentata in un incontro pubblico a Terracina il 29 novembre ha tutti i limiti sopra elencati.

Lo sapevamo, la riduzione dei costi del servizio favorita dalla raccolta differenziata dei rifiuti confermata dai dati ISPRA

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La crescita della RD e del riciclo: la via per abbattere i costi delle bollette dei rifiuti

 

 

 

Raccolta differenziata  (%)                           Costo pro-capite annuo (euro/abxanno)

20-40                                                                          215,31

40-60                                                                           179,8

oltre  60                                                                              148,6

(Comuni compresi fra 50.000 e 150.000 ab  (dati ISPRA 2013))

A Terracina, purtroppo, l’impostazione data alla gara d’appalto del servizio non farà ricadere sui cittadini questi benefici che funzionerebbero da ulteriore incentivo a ben separare e a scoraggiare comportamenti incivili ancora diffusi.

La crisi economica in atto non frena il riciclo degli imballaggi, è quanto emerge dal Rapporto “Italia del riciclo” presentato oggi a Roma

Ronchi4.12.2014

 

Stamani a Roma Edo Ronchi, il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha illustrato il 5° Rapporto Italia del Riciclo, redatto in collaborazione con FISE UNIRE (Unione Nazionale Imprese Recupero).

 

 

 

 

Pur nelle difficoltà economiche in cui versa ormai da qualche tempo la società italiana il riciclo dei materiali ha registrato un incremento anche se solo dell’1% con punte significative per la carta, l’acciaio e il vetro.

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Il Rapporto evidenzia le prospettive di crescita del riciclo al livello nazionale ed europeo che, aggiunto  alla prevenzione e al riuso dei rifiuti, può produrre un risparmio di 600 miliardi di euro e ridurre l’emissione di gas serra dal 2 al 4 %. Il raggiungimento dei nuovi obiettivi oltre a ridurre la domanda di risorse che si stanno rarefacendo metterebbe l’Europa in una condizione di maggiore competitività creando circa 600.000 nuovi posti di lavoro.

Come in altri settori il Rapporto rileva la presenza di differenze notevoli lungo la penisola. “Per rafforzare il riciclo e recuperare i ritardi in alcune zone, specie al sud, ancora con livelli inadeguati di raccolte differenziate, è indispensabile scoraggiare il ricorso allo smaltimento in discarica, passare da un metodo di tariffazione presuntiva ad un calcolo della tariffa sulla base dei rifiuti effettivamente conferiti, distinguendo e incentivando quelli differenziati rispetto al tal quale e promuovendo al contempo la diffusione di prodotti ottenuti con materiali riciclati.

Il Rapporto è scaricabile dal sito della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.