La Settimana europea della Mobilità sostenibile ha incontrato la grande marcia mondiale contro i cambiamenti climatici

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Domenica 21 settembre in ogni parte del mondo si sono messi in marcia migliaia di cittadini per chiedere ai responsabili delle scelte politico-economiche di accelerare il passaggio alle fonti energetiche rinnovabili. A New York sono stati trecentomila.

 

 

 

Anche in molte città italiane i cittadini hanno mostrato il cuore, simbolo dell’amore verso la madre terra messa in pericolo dai cambiamenti climatici indotti dall’uso delle fonti energetiche fossili. Ecco Roma e Genova.

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A Terracina la partecipazione alla Settimana europea della Mobilità sostenibile di fatto mandava lo stesso messaggio, ridurre l’uso dei mezzi motorizzati anche per ritrovare una dimensione umana della vita quotidiana.

I cittadini e soprattutto i piccoli hanno potuto godere di un lungomare finalmente libero dalle auto, immagine che solo i loro nonni ricordano di aver visto una sessantina di anni fa quando la motorizzazione era nella fase iniziale.

 

 

 

Nella Settimana della Mobilità sostenibile il WWF Litorale Pontino tra le diverse iniziative ha sostenuto il pedibus che dovrà essere organizzato per permettere ai bambini di raggiungere a piedi e in sicurezza la propria scuola e la vela come mezzo di navigazione offshore totalmente sostenibile.

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In particolare il WWF LP ha apprezzato l’iniziativa del Terracina Vela Club che nella giornata di lunedì 22 ha organizzato la gara Anxur Sailing Cup tra le due scuole medie cittadine nelle quali sta diffondendo la cultura della vela. Nella premiazione il WWF ha dato un piccolo contributo consegnando un cappellino a tutti i ragazzi dei due equipaggi.

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Anche il sindaco ha potuto difendersi dai raggi solari indossando il cappellino del WWF.

Non molti ma ci siamo fatti sentire alla manifestazione per la riattivazione della linea ferroviaria Terracina-Fossanova, avevamo anche la Banda musicale!

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Nel secondo anniversario della caduta della frana sui binari tra La Fiora e Frasso la città di Terracina è stata attraversata da un corteo caratterizzato dallo slogan RIDATECI IL TRENO!

 

E’ lo slogan che scritto su uno striscione nell’anno trascorso è comparso nelle stazioni e nelle vie della città.

 

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L’augurio è che il prossimo anniversario vedrà non una protesta ma una festa popolare per la realizzata riapertura della linea.

 

 

 

 

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I nostri guai ferroviari su una rivista europea dedicata al trasporto su ferro

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Sul numero di agosto della rivista Today’s RAILWAYS dedicato allo stato del trasporto ferroviario in Europa c’è, tra tante altre informazioni, una rassegna analitica Paese per Paese della Comunità.

 

 

 

 

 

 

Nella pagina dedicata all’Italia è inserito un riquadro dove sono presentate le situazioni locali in cui è in corso l’uso di bus sostitutivi del treno.

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Proprio qui viene pubblicata la foto della nostra linea con uno dei massi caduti sui binari.

La foto già pubblicata sul sito/blog del WWF Litorale Pontino ci venne cortesemente chiesta alcuni mesi fa.

 

 

 

 

 

La riattivazione della linea è diventata impellente. RIDATECI IL TRENO!

 

Nella Settimana Europea della Mobilità Sostenibile lo striscione “Ridateci il treno” occupa spazi istituzionali

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Da ieri lo striscione “RIDATECI IL TRENO” , che è stato visto nelle stazioni di Terracina, Priverno, Latina e Roma Termini e sui balconi di tante case terracinesi, fa bella mostra di sé dalla terrazza coperta del Comune di Terracina.

 

 

 

Sono due anni che il treno non arriva più a Terracina. Occorre far sentire la voce della città nelle Istituzioni che devono procedere alla riattivazione della linea ferroviaria.

Domenica 21 settembre alle ore 18 partirà da piazza Mazzini un corteo per le strade del centro storico basso. Sono invitati l’Amministrazione comunale, i consiglieri comunali, i partiti, i sindacati, le associazioni, i cittadini.

IL TRENO E’ UN BENE COMUNE

Nella Settimana della Mobilità Sostenibile a Terracina manca il treno, mobilitiamoci!

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In questi giorni cade il secondo anniversario della caduta della frana sulla linea ferroviaria Terracina-Fossanova. La riattivazione del servizio ferroviario prevede tempi insostenibili e l’emergenza sta pesando oltre ogni limite sul flusso turistico e sugli spostamenti quotidiani di centinaia di cittadini costretti per lavoro o per studio a raggiungere Roma.

Oltretutto,  in città è palpabile la solita rassegnata passività dei cittadini e si nota la pochissima vivacità delle Istituzioni, Comune Partiti Sindacati.

 

 

 

 

 

 

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Nel primo anniversario una mobilitazione popolare portò un gruppo di cittadini fino al luogo della frana.

 

 

 

 

 

Poi, si è andati avanti stancamente tra un direttore generale alla Regione inquisito, una lenta realizzazione del progetto da parte della Rete ferroviaria e una ancora più distaccata conferenza dei servizi.

Questo secondo anniversario della frana cade durante la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile quasi a rimarcare l’assurdità dell’assenza del treno sui binari della stazione di Terracina.

Il WWF Litorale Pontino allora prende l’iniziativa di promuovere una manifestazione con lo scopo di sollecitare ancora una volta la riattivazione della linea e invita tutti, Istituzioni, Associazioni, cittadini, a partecipare sentendosi protagonisti.

La manifestazione è convocata per domenica 21 settembre alle ore 18 in piazza Mazzini da dove partirà per le vie del centro un corteo accompagnato dalle note del Corpo bandistico della città.

 

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Per mantenere alta l’attenzione sulla questione e per aiutare la memoria di tutti a non dimenticare la vicenda del treno in questa settimana il WWF LP distribuirà migliaia di adesivi.

Mobilità sostenibile, anche Terracina aderisce alla Settimana Europea

intown“Dal 16 al 22 settembre si svolgerà in tutta Europa la Settimana della Mobilità Sostenibile. Promossa dalla Commissione Europea, la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile è diventata negli anni un appuntamento internazionale che ha l’obiettivo di incoraggiare i cittadini all’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi all’auto privata per gli spostamenti quotidiani. Gli spostamenti effettuati a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici, infatti, rappresentano modalità di trasporto sostenibile che, oltre a ridurre le emissioni di gas climalteranti, l’inquinamento acustico e la congestione, possono giocare un ruolo importante per il benessere fisico e mentale di tutti”.

 

Programma

 

 

 

A Terracina numerose associazioni coordinate dal Forum di Agenda 21 hanno collaborato alla stesura di un programma di attività che l’Amministrazione comunale ha fatto proprio.

 

 

 

 

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La giornata che uniformerà tutte le città europee sarà quella di lunedì 22 settembre quando una parte di ciascuna sarà chiusa completamente al traffico automobilistico.

A Terracina diventerà per la prima volta isola pedonale quasi l’intero lungomare.

 

 

Il WWF Litorale Pontino aderendo alla Settimana Europea mentre lamenta ancora una volta l’assenza del treno, mezzo sicuramente sostenibile su lunghe percorrenze, si augura che almeno alcune delle iniziative possano diventare stabili.

 

 

 

 

 

La gestione dei rifiuti comporta la responsabilità estesa del produttore di beni, un convegno a Roma del Consiglio nazionale della Green Economy

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La Comunità Europea ha determinato con l’emanazione di Direttive i principi fondamentali in materia di rifiuti, come la definizione di rifiuto, di recupero e di smaltimento. Ha, inoltre, imposto l’obbligo di autorizzazione per tutti i soggetti coinvolti nella gestione e quello di trattare i rifiuti in modo da evitare impatti negativi sull’ambiente e la salute umana, incentivando l’applicazione della “gerarchia dei rifiuti”, il rispetto del principio “chi inquina paga” e di responsabilità estesa del produttore.

 

 

«L’introduzione della responsabilità estesa del produttore nella presente direttiva è uno dei mezzi per sostenere una progettazione e una produzione dei beni che prendano pienamente in considerazione e facilitino l’utilizzo efficiente delle risorse e durante l’intero ciclo di vita, comprendendone la riparazione, il riutilizzo, lo smontaggio e il riciclaggio senza compromettere la libera circolazione delle merci nel mercato interno»
«1. Per rafforzare il riutilizzo, la prevenzione, il riciclaggio e l’altro recupero dei rifiuti, gli Stati membri possono adottare misure legislative o non legislative volte ad assicurare che qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi, tratti, venda o importi prodotti (produttore del prodotto) sia soggetto ad una responsabilità estesa del produttore. Tali misure possono includere l’accettazione dei prodotti restituiti e dei rifiuti che restano dopo l’utilizzo di tali prodotti, nonché la successiva gestione dei rifiuti e la responsabilità finanziaria per tali attività. Tali misure possono includere l’obbligo di mettere a disposizione del pubblico informazioni relative alla misura in cui il prodotto è riutilizzabile e riciclabile. (…) 3. Nell’applicare la responsabilità estesa del produttore, gli Stati membri tengono conto della fattibilità tecnica e della praticabilità economica nonché degli impatti complessivi sociali, sanitari e ambientali, rispettando l’esigenza di assicurare il corretto funzionamento del mercato interno. 4. La responsabilità estesa del produttore è applicata fatta salva la responsabilità della gestione dei rifiuti di cui all’articolo 15, paragrafo 1 [responsabilità del produttore iniziale], e fatta salva la legislazione esistente concernente flussi di rifiuti e prodotti specifici.”

L’Assemblea Nazionale Programmatica sulla Responsabilità Estesa del Produttore si terrà a Roma il 16 settembre 2014 dalle 9.30 alle 13.30 presso la sede ENEA in Via Giulio Romano 41.

Ecco il programma dettagliato dell’iniziativa, all’interno del quale si trova il link al form di registrazione online. INVITO_ASSEMBLEA_PROGRAMMATICA_responsabilità estesa_2014

L’iniziativa si iscrive nell’ambito dei lavori preparatori agli Stati Generali della Green Economy 2014 che si terranno il 5-6 novembre 2014 a Rimini Fiera in occasione della manifestazione Ecomondo-Key Energy-Cooperambiente.

 

 

Altre gare di offshore a Terracina? No, grazie, abbiamo già dato!

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Da alcuni giorni sono comparsi nella città manifesti che pubblicizzano la seconda edizione, nelle acque del nostro Comune,  della Tappa Mondiale di Offshore “UIM CLASS-1 POWERBOAT WORLD  CHAMPIONSHIP 2014”.

 

 

 

 

 

 

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Il WWF aveva già criticato l’edizione dello scorso anno per il negativo impatto ambientale.

 

 

 

 

Per il  2014, ci risulta che, a tutt’oggi, non sia stata depositata negli uffici comunali competenti nessuna richiesta da parte della Società organizzatrice che ha invece avviato una importante campagna pubblicitaria dell’evento.

Perché questo tipo di gare non ci trovano entusiasti?

  • La fascia marino–costiera  del Comune di Terracina è interessata da Sito di Interesse Comunitario per i fondali tra Capo Circeo e Terracina per la presenza di praterie di Posidonia oceanica (Habitat 1120, codice IT6000013) istituito dalla Regione Lazio con deliberazione di G.R. n. 1534 del 21.11.2002 per la conservazione della diversità biologica dell’area marina . prospiciente la costa del Comune di Terracina. La Posidonia oceanica è una pianta superiore, presente solo nel Mediterraneo, che forma vaste praterie sottomarine che si sviluppano lungo il litorale costiero fino a circa 40 m di profondità ed hanno un ruolo fondamentale nell’ecosistema del bacino mediterraneo. Esse, infatti,  sono uno dei produttori primari di ossigeno e di sostanze organiche, inoltre sono fondamentali per la sopravvivenza di numerose specie di vegetali ed animali, costituendo il riparo ideale per questi organismi marini che trovano tra le sue foglie condizioni ottimali per la riproduzione e l’alimentazione.

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  • La stessa fascia marino–costiera è altresì interessata da un’area marina protetta di ripopolamento ittico nello specchio acqueo antistante il tratto di costa tra Porto Badino e Terracina realizzata nel 2007 a seguito di finanziamento erogato dalla Regione Lazio relativo alla Misura 3.1 “Protezione e sviluppo delle risorse acquatiche”, Reg. CE n. 1263/99-XXXX Lazio 2000/2006 ( si tratta di un’area ubicata a circa 650 mt dall’arenile per una superficie complessiva di circa 250.000 Mq pari a 25 ettari). La  Regione Lazio ha stanziato 900 mila Euro di Fondi Europei per realizzare interventi di tutela, di recupero e di sviluppo degli ecosistemi delle acque e per il miglioramento ambientale dei siti che fanno parte della rete ecologica europea Natura 2000. DET-2014-0191-0 DET-2012-0267-0
  • L’area interdetta alla navigazione durante le giornate di gare e all’interno della quale correranno i bolidi è delicata Areainterdetta

 Sembra ad una prima analisi singolare, ad esempio, che la Regione conceda un finanziamento cospicuo come quello già versato per la prima parte del progetto Mare Nostrum di tutela della flora e della fauna marina e quello che è stato chiesto per la seconda parte, per poi permettere la realizzazione di un evento simile che a nostro avviso ha, soprattutto sulla fauna, un effetto devastante a causa delle forti onde d’urto che si propagano nell’acqua. Senza contare il forte inquinamento sonoro e dell’aria che lo scorso anno hanno reso la nostra città invivibile per alcuni giorni a causa del forte odore nell’aria di combustibile e del forte rumore.

In questa iniziativa l’aspetto ambientale, ma soprattutto l’impatto negativo sull’ambiente non è stato minimamente preso in considerazione.

La presenza del SIC della Posidonia e del Progetto di ripopolamento in corso di realizzazione dovrebbe obbligare, a parere della nostra associazione, a richiedere non solo il nulla osta dalla Direzione Regionale Territorio, Urbanistica, Mobilità e Rifiuti- Area Porti e Trasporto Marittimo della Regione Lazio (competente soprattutto per l’occupazione di suolo pubblico) ma soprattutto quello del Settore Ambiente della Regione Lazio.

Ne consegue che la nostra associazione chiederà formalmente l’intervento degli organi competenti per valutare la completezza  della documentazione presentata, quando sarà presentata, affinché venga rispettata intanto la legittimità delle procedure e, naturalmente, la tutela ambientale che nelle delibere di Giunta e di Consiglio Comunale vengono continuamente ricordate come strumento per raggiungere la sostenibilità ambientale e l’attribuzione della bandiera blu.

Il WWF Litorale Pontino nel frattempo ha chiesto al Sindaco di considerare l’opportunità di annullare l’evento.

 

 

 

Cemento coast to coast, 25 anni di natura cancellata dalle coste italiane-un dossier del WWF Italia

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Il WWF segnala 312 macro attività umane che hanno sottratto suolo naturale lungo le nostre ‘amate sponde’ per far spuntare dal 1988 a oggi villaggi, residence, centri commerciali, porti, autostrade, dighe e barriere che hanno alterato il profilo e il paesaggio del nostro paese facendo perdere biodiversità e patrimonio naturale.

 

d_bianchi“In un quarto di secolo abbiamo cancellato e imprigionato, coprendole di cemento, l’incomparabile bellezza delle nostre dune sabbiose, compromesso irrimediabilmente la macchia mediterranea, i boschi costieri e le aree di riposo e ristoro, come stagni costieri e foci di fiumi, per migratori – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia – Non solo bellezza che scompare o natura cancellata, ma una ricchezza economica che sperperiamo e che solo una visione miope e scellerata può consentire. L’attenzione e la cura sono ancora più urgenti, sono scelte obbligate, se pensiamo a quanto impatto avrà il turismo nei prossimi anni sulle nostre coste: 312 milioni di presenze stimate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente nelle sole zone costiere del Mediterraneo. Gestione integrata, uso sostenibile e attento, rinaturalizzazione dovranno essere le parole chiave del futuro, magari investendo in un lavoro di recupero e riqualificazione delle nostre coste, speculare a quello invocato da Renzo Piano per le aree periferiche delle grandi città. Se si riuscirà a fare tutto questo tra 10 anni la fotografia dallo spazio sarà meno inclemente e potremo dire di essere riusciti a salvare la nostra ‘Grande Bellezza’ che confina col mare”.

Cosa emerge dal dossier?  dossier_coste_bd

UN QUARTO DI SECOLO DI CEMENTO COSTIERO: IL PRIMATO A ADRIATICO, SICILIA E SARDEGNA
Secondo il Dossier dal nord al sud nessuna regione costiera è esclusa, ma le ferite peggiori riguardano Sardegna e Sicilia, con 95 e 91 casi rispettivamente di nuove aree costiere invaso da cemento.

La costa adriatica è la più urbanizzata dell’intero bacino del Mediterraneo. Dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia i quasi 1.500 km di costa adriatici rappresentano il 17% delle coste italiane ma meno del 30% del waterfront è libero da urbanizzazioni. Negli anni ’50 quasi 1000 km sui totali 1472 (64%) del fronte adriatico erano privi di costruzioni ed altre strutture accessorie, configurando un paesaggio costiero oggi inimmaginabile. Se si escludono le Marche (con solamente il 21% di costa libera), il Friuli era quasi alla metà, mentre Veneto, Emilia e Abruzzo sfioravano il 70%. Per Molise e Puglia la costa era per oltre l’80% totalmente libera da urbanizzazione.
Tra gli anni ’50 e il 2001 la popolazione dei comuni costieri (CM) è aumentata di quasi 770.000 abitanti (poco meno del 28%), mentre, nello stesso periodo, l’aumento di popolazione in Italia è stato del 20%. In particolare in Abruzzo, Molise e Puglia le coperture urbanizzate aumentano da 8 a 10 volte, contro le 5 volte dell’Emilia o le tre volte del Veneto (sempre tenendo conto della presenza di lagune costiere in quest’ultimo caso). Gli interventi di urbanizzazione effettuati sulla costa adriatica italiana negli ultimi 50 anni denunciano una evidente carenza di programmazione e delineano un quadro piuttosto pessimistico in termini di inversione o controllo del fenomeno.

IERI PARADISI NATURALI, OGGI DARSENE E VILLAGGI TURISTICI
La mappatura satellitare utilizzata in questo lavoro non perdona nemmeno le aree naturali costiere, habitat fragili come dune, scogliere, paludi e steppe: le foto utilizzate e messe a confronto con lo status degli anni passati delle cosiddette Aree Natura 2000 che la stessa Unione Europea ci chiede di proteggere (SIC e ZPS) sono scomparse pezzo dopo pezzo. In 25 anni, in ben 78 piccoli paradisi naturali, al posto di ginepri, gigli di mare, stagni pullulanti di fenicotteri e aironi, foreste il WWF ha censito 120 interventi diversi di cui il 40% sono strutture ricettive, il 29% dighe e darsene e il 23% nuove urbanizzazioni. Anche in questo caso le regioni più colpite si confermano la Sardegna e la Sicilia con 35 e 25 casi che riguardano in gran parte nuove strutture ricettive. Un quadro che conferma quanto denunciato quest’anno dallo stesso ISPRA che ha definito lo stato di conservazione complessivo degli habitat costieri di interesse comunitario “non soddisfacente” (cattivo o inadeguato) per l’86,7% a fronte di un dato medio di tutti gli habitat presenti in Italia del 67,6%.

LA RICETTA “SALVACOSTE” DEL WWF:
La ‘ricetta’ per sfruttare in maniera intelligente e non devastante il potenziale patrimonio naturale costiero deve essere una sua gestione integrata e sostenibile. La vera sfida è invertire la tendenza alla ulteriore cementificazione della nostra fascia costiera anche attraverso una MORATORIA che l’Associazione chiede a Governo, Regioni e Comuni; inoltre garantire il rispetto delle normative e adottare politiche fiscali incentivanti sui comuni per la conservazione di ciò che resta ancora ‘libero’ da cemento lungo le coste, come già accade in qualche Paese europeo.
Un potenziale per le economie locali e il lavoro è anche quello che potrebbe derivare dal ripristino di vecchie cave (spesso occupate da costruzioni) o delle foci di fiumi distrutti e dune cancellate, un lavoro di ‘rammendo’ delle nostre coste, speculare a quello invocato dall’architetto Piano per le aree periferiche delle grandi città.

A proposito di mobilità sostenibile, un documentario straordinario alla Rimembranza di Terracina

Un incidente stradale e una bimba cade sotto un cavalcavia, la madre disperata nel cercarla esprime il voto che se l’avesse ritrovata viva sarebbe andata a piedi a Lourdes.

Marcella, questo il suo nome, viene trovata e curata. Cresce con limitazioni nella propria mobilità e la madre dopo anni rispetta il voto e s’avvia a piedi da Sarzana fino a Lourdes.

Sarà un viaggio lungo i sentieri della Via Francigena e del Cammino di Santiago in cui conoscerà parlando con gli amministratori, italiani e francesi, dei Comuni attraversati come la disabilità possa liberarsi dall’handicap.

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Rete Solidale  e WWF Litorale Pontino invitano alla proiezione del documentario 1600 km per cambiare lo sguardo sulla disabilità che si terrà lunedì’ 11 agosto presso il Parco della Rimembranza alle ore 21,00.

Sarà l’occasione per riflettere sugli ostacoli che ancora si frappongono alla realizzazione di una città veramente inclusiva.