La riattivazione della linea ferroviaria Terracina-Fossanova, dove eravamo arrivati?

A

 

 

Sono passati due anni e mezzo ormai dalla caduta della frana e ancora non si vede vicina la riapertura della ferrovia Terracina-Fossanova.

 

 

Riassumiamo i fatti.

2012

A settembre una frana interrompe la linea

A dicembre la Regione (Presidente Polverini) manda un contributo per i lavori ma la Rete Ferroviaria Italiana non coinvolta nella progettazione dell’intervento non ne riconosce la validità

2013  

La nuova Giunta regionale (Presidente Zingaretti) convoca RFI stipulando un accordo che le assegna la progettazione dei lavori mentre l’Ente regionale dovrà procurare il finanziamento.

2014  

RFI consegna il progetto mentre la Regione racimola solo una parte della somma necessaria per l’esecuzione dei lavori

2015 

A gennaio in Consiglio regionale l’assessore Refrigeri rispondendo ad una interrogazione assicura che fondi europei e fondi regionali dedicati al contrasto del dissesto idrogeologico garantiranno la copertura finanziaria dei lavori ma non se ne ha la certezza. Risposta Refrigeri

                       RegioneLazio17.2.2015

 

A febbraio la Regione indica RFI come soggetto attuatore dell’intervento. 

 

 

 

 

 

Cosa ci aspetta a questo punto?

Abbiamo contattato la Regione parlando con la segreteria del Comitato Tecnico del Lavori Pubblici. Ci è stato risposto che il progetto è arrivato e che si trova nella fase istruttoria.

Intanto, RFI che intenzione ha? Inizierebbe i lavori pur in presenza solo di una parte dell’intero finanziamento? La Rete contattata da noi ci fa sapere che ha realizzato con finanziamenti propri, pari a 500 mila euro, opere di distacco forzato di porzioni di roccia instabile, rilievi morfologici del terreno e ha consegnato alla Regione Lazio il progetto esecutivo per la messa in sicurezza della collina sovrastante i binari. Inoltre, visto che RFI è stato individuato quale soggetto attuatore, appena saranno resi disponibili i finanziamenti sarà in grado di avviare tempestivamente le attività per la realizzazione dell’opera.

Quindi, è necessario il reperimento dell’intera somma!

 

 

Il WWF a Terracina si fa in due o quasi

COMUNICATO

Il nuovo Statuto del WWF Italia non prevede più le Strutture Territoriali Locali (STL) quale era l’associazione WWF Litorale Pontino e ha introdotto una struttura territorialmente più ampia denominata Organizzazione Aggregata (OA). In attesa di una verifica delle condizioni che permettano la costruzione di una dimensione provinciale dell’associazione questo sito/blog, in collaborazione con la nuova figura del Delegato regionale, continuerà a dar voce al Gruppo di volontari che da quasi trent’anni è presente sul territorio terracinese.

A fianco al Gruppo opererà l’associazione “Litorale Pontino” nata dalla precedente “WWF Litorale Pontino” con modifica statutaria regolarmente registrata. Presidente di questa nuova realtà è stato eletto Marco Senesi.

Eppur si muove? Affidati a RFI i lavori di messa in sicurezza di Monte Cucca

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Un contatto con l’Area Difesa del Suolo e Bonifiche della Regione Lazio ci ha permesso stamani di conoscere la decisione dell’Ente regionale di affidare alla Rete Ferroviaria Italiana la messa in sicurezza della montagna da cui si staccò nel settembre 2012 la frana che ha interrotto la linea Terracina-Fossanova.

 

L’incarico è arrivato a RFI tramite una Determina del Direttore della Direzione Regionale Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative che risale a una decina di giorni fa.

Ancora non è l’apertura del cantiere perché c’è il passaggio nel Comitato Tecnico dei Lavori Pubblici e soprattutto la questione del finanziamento complessivo dell’opera, come ci è stato detto dall’Area Difesa del Suolo. Ma è un passo avanti che rappresenta anche una pressione su RFI che forse così accetterà la logica dei lavori per lotti successivi. 

Pronta una bozza di regolamento comunale sulla gestione dell’amianto presente sul territorio comunale di Terracina, stavolta forse siamo i primi.

discaricaCimitero

Tutto è iniziato con il censimento a campione dell’eternit diffuso in città realizzato nell’autunno del 2013 dal WWF Litorale Pontino che nell’occasione ebbe la collaborazione di un cittadino preoccupato delle ricadute sanitarie di questo materiale pericoloso.

 

 

 

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A fine 2013 dopo la partecipazione di alcuni volontari al convegno organizzato a Roma dall’ Istituto Superiore di Sanità si ebbero i primi contatti con l’amministrazione comunale. Occorre però attendere l’estate 2014 perché la questione venga presa in seria considerazione.

Il consigliere comunale Valerio Golfieri, delegato dal sindaco per due rilevanti problemi ambientali, inquinamento elettromagnetico e bonifica dei materiali contenenti amianto, chiama intorno ad un tavolo il WWF LP e Agenda 21. Successivamente gli incontri assumono la forma di un Tavolo tecnico con la presenza dell’associazione romana Per vivere sorta in difesa dei cittadini esposti all’amianto, dell’ASL e del responsabile del Centro Regionale Amianto, Fulvio Cavariani.

I responsabili dell’ASL hanno fatto notare come a differenza di altre Regioni nel Lazio ancora non esista una copertura normativa che permetta all’Azienda di intervenire a tutela della salute dei cittadini anche su questo tema.

A tal riguardo è arrivata nel corso degli incontri del Tavolo una proposta di legge regionale di cui la bozza di regolamento uscita dalla riunione del 19 febbraio anticipa alcune soluzioni. Questo regolamento comunale sulla gestione dei materiali contenenti amianto, mentre avvia il monitoraggio della presenza del cemento-amianto e prospetta alcune soluzioni pratiche avrà anche un effetto di pressione sull’Ente regionale per l’approvazione in tempi brevi della legge. La bozza sarà portata in Regione per un confronto con funzionari e con Cristiana Avenali, la prima firmataria della proposta di legge “Norme per la prevenzione e la tutela della salute e per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto“.

Ecco i precedenti interventi sul tema del WWF Litorale Pontino:

L’amianto colpisce anche qui, 90 morti in provincia di Latina (5 a Terracina) in questi primi anni del duemila

Posted by: WWF Litorale Pontino on 21 novembre 2014

Costituito un tavolo tecnico sull’amianto, si muove la giunta comunale di Terracina

Posted by: WWF Litorale Pontino on 8 agosto 2014

Cemento-amianto da bonificare, a Terracina non se ne parla.

Posted by: WWF Litorale Pontino on 5 giugno 2014

Cemento-amianto a Terracina, primo contatto con l’Amministrazione comunale

Posted by: WWF Litorale Pontino on 27 dicembre 2013

Il cemento-amianto presente sul territorio è un problema serio, lo stiamo ignorando

Posted by: WWF Litorale Pontino on 20 dicembre 2013

Un milione di tonnellate di cemento-amianto nel Lazio. Ne bonifichiamo 15 mila all’anno. Ci vorranno 60 anni per liberarcene!

Posted by: WWF Litorale Pontino on 12 dicembre 2013

Mentre sui territori si dorme, non solo a Terracina, l’Istituto Superiore di Sanità si preoccupa dell’esposizione all’amianto

Posted by: WWF Litorale Pontino on 9 dicembre 2013

Il cemento-amianto presente nel territorio del comune di Terracina. Cosa fare?

Posted by: WWF Litorale Pontino on 17 ottobre 2013

Bonifica dell’amianto presente sul tetto della chiesetta dei SS. Cosma e Damiano di Terracina

Posted by: WWF Litorale Pontino on 3 ottobre 2013

Era ora, finalmente abbiamo un Piano Amianto

Posted by: WWF Litorale Pontino on 21 aprile 2013

Sabato 28 marzo torna l’Ora della Terra, il WWF scrive ai sindaci pontini

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Torna sabato 28 marzo l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale nata come evento simbolico per fermare il cambiamento climatico. Le luci si spegneranno per un’ora, dalle ore 20.30 alle 21.30, attraverso tutti i fusi orari, dal Pacifico alle coste atlantiche.

Guarda il video.

 

 

 

Dobbiamo mobilitarci tutti, fare la nostra parte e pretendere che i Governi assumano la CRISI del clima come priorità. Da un mondo basato sui combustibili fossili, è necessario approdare ad uno fondato su risparmio, efficienza e rinnovabili.
Le giovani e le future generazioni hanno diritto a ricevere in eredità un mondo pieno di vita e che non sia condannato a cambiamenti climatici catastrofici.

Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola del buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta lasciando al buio monumenti, piazze e strade per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici e si è confermata come evento di forte valenza simbolica, un’occasione per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti in una sfida globale, che nessuno può pensare di vincere da solo.

Le Amministrazioni comunali, aderendo ad Earth Hour 2015, potranno partecipare su scala internazionale e nazionale a un evento simbolo della lotta al cambiamento climatico, cui aderiscono altre migliaia di enti locali. Le Città sono tra gli attori principali, veri e propri motori dell’innovazione e del cambiamento possibile.

Partecipando all’Ora della Terra, i Comuni possono cogliere l’occasione per dichiarare quali siano le azioni che hanno compiuto e intendono compiere nella propria città per affrontare la crisi climatica e quindi per: azzerare le emissioni di anidride carbonica; diminuire drasticamente l’uso di combustibili fossili ; adottare nuove strategie basate su risparmio, efficienza ed energie rinnovabili, mobilità sostenibile.
Tutti i Comuni pontini hanno ricevuto la lettera-invito della presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi, in particolare i Comuni di Aprilia, Bassiano, Formia, Latina, Sezze, Sonnino, Terracina sono stati invitati a ripetere l’esperienza del 2014 quando tennero spenti i monumenti simbolo delle loro città.

La ferrovia Terracina-Fossanova, la Regione Lazio ci prepara un “pacco”?

Se non ci fossero altri esempi a sostenerlo, la riattivazione della linea ferroviaria Terracina-Fossanova sta diventando un banco di prova per la credibilità delle Istituzioni.

La vicenda si trova in un momento in cui occorre una scelta politica, l’indicazione cioè di una priorità di intervento a scapito di altre situazioni meno urgenti.

ALa Regione Lazio quando era governata da Renata Polverini fece spendere una somma consistente senza coinvolgere la Rete Ferroviaria Italiana che non riconobbe sufficiente l’intervento effettuato su Monte Cucca. Ora a questo peccato originale la nuova Giunta sta aggiungendo un comportamento poco trasparente e lineare.

Ricordiamo i fatti. La nuova amministrazione regionale nata all’inizio del 2013 ricucì i rapporti con RFI affidando a questa la progettazione dell’intervento e riservandosi il finanziamento dell’opera.

RFI, ovviamente, non ha badato a spese e nel 2014 ha presentato un progetto articolato in una duna di 1200 metri lungo la ferrovia a protezione della stessa. Protezione che si estende alle strade sottostanti, alle case e alle coltivazioni. La Regione nel frattempo ha racimolato una somma che a malapena copre il 35% del totale.

Nella seduta di question time del 28 gennaio 2015 l’assessore regionale Fabio Refrigeri ha dichiarato, come appare nel resoconto presente sul sito della Regione: A noi spetta, quindi, la partecipazione e la copertura economica. Abbiamo inserito nell’istruttoria avviata dall’ISPRA, che sta facendo questo per conto del Ministero dell’ambiente, come priorità assoluta questo intervento per 9,221 milioni di euro. È previsto che questa istruttoria termini entro l’anno con l’emanazione del decreto del Ministero Stato-Regioni sul dissesto, che, quindi, concluderà anche la copertura finanziaria. A maggior certezza, i 148 milioni, votati da quest’Aula, di fondi europei destinati al dissesto idrogeologico si inseriscono su quel programma. Quindi, ci auguriamo che si chiuda con l’accordo con il Ministero, ma abbiamo già la copertura sui fondi per il dissesto idrogeologico, perché – ricordo – questa era una delle tre opere che abbiamo, insieme a Frosinone, Pontecorvo e Terracina, inserito in quel famoso pacchetto di interventi ultra prioritari; oltre a essere di ripristino delle caratteristiche geologiche, andavano a influenzare anche importanti servizi per le popolazioni.

Il 6 febbraio appare tra le News del sito regionale il comunicato della Presidenza Dissesto idrogeologico: la Regione interviene con 70 milioni.

Si tratta di 16 interventi nell’area metropolitana della capitale di cui si presenta la mappa. Inoltre, viene scritto:

Oltre 200 interventi in totale. 77 per l’area metropolitana di Roma, 125 per il resto del territorio.
200 milioni di euro tra risorse regionali ed europee. Il piano si armonizza con le risorse già programmate dalla Regione: tra risorse regionali ed europee lo stanziamento complessivo ammonta a 200 milioni di euro. Di questi, 80 milioni di euro saranno utilizzati per la difesa del suolo nel bilancio 2015-2017, 90 milioni nell’ambito delle 45 azioni previste dalla programmazione 2014-2020. Altri 30 milioni invece rientrano nella programmazione del Feasr, il fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. 

LPer conoscere se il monte Cucca è inserito tra i 125 interventi ci siamo rivolti all’Ufficio Rapporti con il Pubblico della Regione che ci ha indirizzati verso la Direzione “Infrastrutture, Ambiente e Politiche abitative”, la direzione affidata fino ad oggi all’ing. Placidi.

Qui soltanto bocche cucite e l’unica informazione ottenuta è che la direzione ha consegnato tutte le carte alla Presidenza.

Il 9 febbraio voci autorevoli giunte da Roma confermano ancora una volta che i lavori hanno una copertura finanziaria del solito 35%.

Dobbiamo desumere che il Monte Cucca non è nell’elenco dei 125 siti da mettere in sicurezza?         E’ questo cosa sarebbe se non un “pacco”?

La ferrovia Terracina-Fossanova è di cronaca, la RAI in città

In città si sente un rumore di fondo indistinto e di provenienza sconosciuta in cui si avverte una sorta di avversione alla riapertura della linea ferroviaria. Gli autori fanno finta di ignorare che la messa in sicurezza di Monte Cucca non riguarda la sola ferrovia ma la stabilità idrogeologica di una montagna sotto cui passano due strade e la ferrovia, ci sono abitazioni e coltivazioni intensive.

Le notizie da Roma arrivano faticosamente e spesso filtrate da politici interessati, c’è chi giura sull’impegno del proprio partito, chi mostra un malcelato scetticismo e chi ancora lancia dei ballon d’essai tanto per saggiare un’eventuale risposta elettorale.

10958582_10203722803366803_6220026798822261445_nSolo l’insistenza di cittadini, di pendolari e di alcune associazioni, tra le quali il WWF Litorale Pontino, sta tenendo alta l’attenzione dei media sulla questione della linea ferroviaria interrotta da ventotto mesi. La determinazione di questi soggetti lascia intendere che andranno avanti sulla richiesta della riapertura della linea a prescindere dalle decisioni delle forze politiche.

E così oggi proprio grazie all’interessamento della nostra associazione è arrivata in città Buongiorno Regione, la rubrica del telegiornale regionale che in diretta fa conoscere le situazioni delle diverse realtà regionali.

La giornalista Mariella Anziano ha chiamato anche l’ing. Massimo Iorani di Rete Ferroviaria Italiana e l’assessore Fabio Refrigeri della Regione Lazio che ha inviato una breve nota. Così, i cittadini hanno potuto far conoscere davanti alle telecamere tutta la fatica che stanno accumulando da 28 mesi ma anche ascoltare dalla viva voce dell’ing. Iorani che non c’è alcuna intenzione di sopprimere la tratta ferroviaria; anzi l’ing. ha dichiarato che RFI è in condizioni di aprire il cantiere dei lavori in una settimana appena la Regione Lazio avrà esaurito tutto l’iter burocratico e decidesse di affidare alla società l’esecuzione dei lavori. Per vedere il servizio cliccare qui.

La mano quindi passa alla Regione alla quale i politici locali se vogliono riscattare il loro comportamento da “vorrei ma non posso” dovrebbero appellarsi per affrettare la chiusura dell’iter burocratico. Se non ora, quando? 

Uno spiraglio nella vicenda della linea ferroviaria Terracina-Fossanova; fidarsi è bene ma…

Mercoledì 28 gennaio una delegazione terracinese ha potuto ascoltare in Consiglio regionale l’assessore Fabio Refrigeri che rispondendo ad una interrogazione ha parlato di iter burocratico in dirittura d’arrivo e di un finanziamento certo dei lavori.

Qui è possibile leggere per intero la risposta di Refrigeri file_0003_seduta_n39.5_del_28.01.15

Ancora non basta! Occorre procedere ad una calendarizzazione stretta di quanto resta da fare per avere una data certa del ritorno del treno a Terracina.

Per questo chiediamo ai cittadini, ai pendolari, alle organizzazioni economiche della città di tenere alta l’attenzione sulla questione in modo che il ripristino della linea venga realizzato prima possibile.

Intanto, venerdì 6 febbraio se ne parlerà in diretta tv nella rubrica Buongiorno Regione del tg regionale della RAI.

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Un primo successo contro il consumo di suolo, cartellino giallo della Regione Lazio contro la lottizzazione di Punta Cetarola

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Il 21 maggio 2014 presentammo su questo blog la vicenda della lottizzazione progettata su Punta Cetarola nella parte ricadente nel comune di Itri. Successivamente, il 14 luglio comunicammo che le Associazioni WWF, LIPU, ITALIA NOSTRA, FAI, ASSOCIAZIONE MEDITERRANEA per la NATURA avevano presentato un esposto alla Regione Lazio, al Comune di Itri e al Corpo Forestale dello Stato a salvaguardia dell’area posta su Punta Cetarola sulla quale gravava appunto il progetto di lottizzazione edificatoria.

Intanto, il 06/05/2014 il consigliere regionale Gino De Paolis aveva presentato un’interrogazione alla quale l’assessore Fabio Refrigeri ha risposto a dicembre scorso. Nella risposta l’assessore ribadisce che sono stati già rilevati “significativi impatti derivanti dal progetto sulle componenti più sensibili, tutelate nella Zps“, compresa la mancata attivazione della Valutazione di Incidenza sul piano stesso, e che pertanto sono confermati i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza presentata dai lottizzanti, essendo riconosciuto a pieno il valore naturalistico e paesaggistico della zona in questione.

Purtroppo, l’assessore Refrigeri non si è espresso sull’eventuale ipotesi di annullamento in autotutela, così come prospettato nell’interrogazione del consigliere regionale. Occorre andare avanti e le Associazioni di Protezione Ambientale – che avevano sottoscritto l’esposto inviato al Sindaco ed ai competenti enti regionali –  sono intenzionate a procedere ulteriormente con altre richieste di informazioni in merito al piano suddetto.

Resta comunque valido, seppur come extrema ratio, un eventuale intervento di seconda ed ultima istanza, volto a procedere con un ulteriore esposto/segnalazione alla Commissione Europea per eccepire eventuali violazioni del diritto comunitario relativamente alla procedura seguita dal Comune di Itri per l’adozione di quel piano di lottizzazione.

Alla Rimembranza sta arrivando il materiale per la manutenzione, arriveranno anche volontari per i lavori?

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Il parco della Rimembranza ha ottenuto il riconoscimento di monumento pubblico da un regio decreto del 21 marzo 1926.

In tutti questi anni non ha avuto da parte della pubblica amministrazione l’attenzione che meritava. Spesso i volontari che lo gestiscono hanno potuto contare soltanto sulla sensibilità di un assessore o di un funzionario per avere materiali per la manutenzione e qualche operaio per i lavori.

In momenti difficili gli aiuti sono venuti soprattutto da alcuni istituti scolastici di Terracina.

 

 

Finalmente nell’anno appena trascorso l’assessore Paolo Cerilli ha inserito una posta nel bilancio comunale a favore della Rimembranza riconoscendo che ci si trova davanti a qualcosa di più di un parco pubblico.

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Con la somma stanziata (5.000 €) il Comune sta fornendo i materiali necessari per la manutenzione.

Comincia ad arrivare il legname per rinnovare le staccionate.

 

 

 

M

 

Ora, pur sperando nell’invio da parte del Comune di un paio di operai per i lavori più impegnativi lanciamo un appello ai cittadini perché vengano a collaborare volontaristicamente per l’esecuzione dei piccoli interventi.