Prima reazione al comunicato del WWF Lazio sul raduno dei fuoristrada a Sperlonga

Dall’ agenzia Adnkronos

”Abbiamo presentato un’interrogazione urgente in Regione, per chiedere se l’assessore all’Ambiente Mattei ha acquisito tutta la documentazione necessaria in merito alla vicenda del raduno di fuoristrada che si dovrebbe tenere lungo la spiaggia di Sperlonga il 17 e 18 marzo prossimo, in particolare se e’ stata acquisita la valutazione di incidenza ambientale, perche’ in caso contrario si potrebbe incorrere in una procedura di infrazione, essendo il luogo interessato dall’evento, area di interesse comunitario, Sito di Importanza Comunitaria (Sic), e Zona a Protezione Speciale (Zps)”. Lo dichiara Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi.

“Inoltre chiediamo – spiega Bonelli – se l’assessore ritiene che questo tipo di manifestazione e l’uso del logo dell’Ente Parco Riviera di Ulisse, sia compatibile con le finalita’ di tutela e protezione dello stesso”.

”Riteniamo gravissima la notizia di questo raduno – sottolinea il presidente nazionale dei Verdi – che potrebbe compromettere un ambiente di alto pregio ambientale, faunistico e paesistico. Le spiagge del Lazio – conclude – necessitano di azioni di tutela, non certo di raduni delle quattro ruote motrici, per essere rilanciate anche da un punto di vista turistico”.

     

Raduno dei fuoristrada: “.. Si percorreranno 5 chilometri di spiaggia e, successivamente, si attraverseranno incantevoli vallate e panorami mozzafiato..”

ENNESIMO RADUNO DI FUORISTRADA

IL WWF LAZIO CHIEDE AI SINDACI INTERESSATI E ALLA REGIONE DI VERIFICARE CON ATTENZIONE

LE AUTORIZZAZIONI CONCESSE AL PERCORSO DEL XII RADUNO DELLA CIOCIARIA E RIVIERA DI ULISSE

“.. Si percorreranno 5 chilometri di spiaggia e, successivamente, si attraverseranno incantevoli vallate e panorami mozzafiato..”

Sembrerebbe il programma di una bella escursione guidata a piedi attraverso quel che resta di integro del nostro territorio, invece… NO. La frase, tra poche altre, è apparsa su diversi siti internet e illustra il “passaggio nella natura” di un numero imprecisato di fuoristrada che per due giorni (il 17 e il 18 marzo prossimi) attraverseranno i comuni di Sperlonga, Fondi, Lenola, Pastena e altri fino a Castro dei Volsci.

Sembra anche che tutti i Comuni abbiano dato le necessarie autorizzazioni per permettere “l’Evento” che rischia anche di essere presentato come partecipato da veri amanti della Natura. Si partirà da Sperlonga “solcando” per5 chilometrila spiaggia verso Capratica (spiaggia di Ponente). Sappiamo tutti che le dune di Capratica sono S.I.C. (Sito di Importanza Comunitaria) e quindi zona particolarmente delicata e protetta.

E’ di pubblico dominio anche lo stato attuale delle nostre spiagge già al centro di un processo di erosione che le sta progressivamente distruggendo e quali ingenti somme la Regione Lazio stia spendendo per contrastare tale fenomeno

Il WWF chiede pubblicamente, e lo farà poi per vie formali, se il SIC in questione è considerato nel permesso rilasciato dal Comune oppure se verrà “soltanto sfiorato”.

Allo stesso modo chiede a tutti gli altri Comuni di verificare e rendere noto l’esatto percorso che i fuoristrada hanno avuto come autorizzato, in modo da poter verificare se in questo tragitto, come è facile che accada, saranno attraversati altri SIC, ZPS (Zone a Protezione Speciale) o ulteriori porzioni di territorio sottoposte dalle leggi italiane e comunitarie a vincoli di tutela ambientale e naturalistica.

Inoltre, c’è un altro passaggio senz’altro da dover chiarire: sul sito degli organizzatori, oltre ai vari loghi dei patrocinanti, appare in fondo anche il nome dell’Ente Parco Riviera di Ulisse.

Non avendo notizie di finalità di questo tipo nello statuto dell’Ente Parco pensiamo si tratti di un clamoroso errore che chiamiamo l’Ente Parco a smentire oppure, se anch’esso sostiene coscientemente l’evento, a motivare pubblicamente quale sia il contributo in termini di sviluppo sostenibile apportato da un simile evento.

Un ultimo appello lo rivolgiamo alla Regione Lazio: se il percorso attraversa SIC e ZPS, è stata avanzata da parte degli organizzatori la richiesta di assoggettabilità a Valutazione di Incidenza di tale attività di fuoristradismo? Se sì, con quale esito? Se no, quali azioni preventive intende adottare per garantire la conservazione dei valori naturali di dette aree?

Inoltre, come si conciliano attività sportivo-amatoriali come quella in oggetto con gli obiettivi del Piano di risanamento della qualità dell’aria della regione? I veicoli a motore sono inquinanti solo quando percorrono le strade cittadine o lo sono sempre? E non bisognerebbe cercare di limitare il più possibile le sorgenti inquinanti, soprattutto quando non necessarie se non per consentire il divertimento di alcuni?

Il territorio italiano ha già subito per decenni abusi devastanti, con danni seri per l’assetto idrogeologico, con la perdita continua di territorio agricolo a favore di urbanizzazioni speculative, con la proliferazione di cave, discariche e insediamenti inquinanti, con la perdita di molte delle aree di pregio ambientale e paesaggistico.

La logica, almeno quella, ci dovrebbe far pensare di non toccare “spiagge, incantevoli vallate e panorami mozzafiato” con modalità che sicuramente risultano distruttive per la biodiversità che in quei luoghi cerca di resistere e continuare a sopravvivere.

Roma, 14 marzo 2012


Bonificare le costruzioni contenenti amianto deve essere un obbligo per le pubbliche amministrazioni

 Dal sito SosConsumatori

“I manufatti in cemento-amianto (eternit), tubazioni o lastre comunemente chiamati con il nome dell’azienda di Casale Monferrato che li produceva, non solo non si sono rivelati di vita eterna come il nome indicava ma anche causa di gravi problemi per la salute dei lavoratori e per l’ambiente. La pericolosità dei prodotti in cemento-amianto è dovuta alla possibile liberazione di fibre di amianto che normalmente sono legate alla malta cementizia. E’ ormai dimostrato che anche bassissime esposizioni a polveri di amianto possono indurre un ben preciso tumore polmonare (il mesotelioma pleurico). Per evitare inutili allarmismi si precisa che i maggiori pericoli di esposizione avvengono nella manipolazione dei manufatti dove per rotture, abrasioni e urti viene meno la funzione del legante.

Per questi motivi le coperture o altri manufatti in buone condizioni possono rimanere al loro posto e nel solo caso di manutenzioni o rimozioni necessitano attenzioni particolari per la tutela dell’ambiente e dei lavoratori.

Al momento non vi è obbligo di rimozione, devono però essere mantenuti in buono stato di conservazione.

Non è consentita il commercio, la vendita e neanche il riutilizzo delle parti rimosse.

I materiali rimossi sono considerati rifiuto pertanto devono essere conferiti in discarica autorizzata. (Non sono lecite altre tecniche di smaltimento quali interramento, rilevati stradali, incenerimento, etc. )”.

Chiediamo a chi amministra le nostre città di avviare il censimento delle costruzioni contenenti amianto per procedere all’opera di bonifica se lo stato del materiale lo richiedesse. 
Attualmente è in corso una sottoscrizione internazionale contro l’amianto.
L’amianto è un minerale nocivo e cancerogeno: è quindi indispensabile ed urgente eliminarlo completamente dall’ambiente umano. Ieri in Europa, oggi in più di due terzi dei paesi del mondo, l’uso dell’amianto ha causato centinaia di migliaia di morti ed il picco della mortalità non è ancora stato raggiunto. Il cosiddetto “uso controllato” dell’amianto è semplice propaganda commerciale che imbroglia le popolazioni non informate e vulnerabili.
In ogni paese l’uso dell’amianto deve essere sanzionato, come è avvenuto in Italia.
La ricerca sulla prevenzione e la cura delle malattie correlate all’esposizione all’amianto deve avere la più elevata priorità.
La bonifica deve essere attuata in modo efficace e sicuro con fondi e conoscenze tecniche adeguate. Tutte le vittime di malattie causate dall’amianto, per cause lavorative, ambientali, domestiche o di altro genere, hanno il diritto di essere indennizzate.
Fermiamo l’estrazione, la commercializzazione e l’uso dell’amianto nel mondo. 
FIRMA L’APPELLO QUI: www.afeva.it

Dopo il caso nato durante la conferenza dei servizi su Corcolle interviene il Ministro Clini

IL MINISTRO CLINI CONVOCA POLVERINI, ZINGARETTI, ALEMANNO  

IL WWF APPREZZA L’INIZIATIVA CHE SPERA ESSERE

RISOLUTIVA IN MERITO AL COMMISSARIAMENTO

Apprendiamo che la conferenza stampa indetta dalla Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, in merito alla situazione verificatasi ieri nella conferenza dei servizi sul progetto della discarica a Corcolle, è stata annullata.

Questo perché è intervenuta la convocazione sull’argomento rifiuti da parte del Ministro Clini per lunedì 12 marzo alle ore 9.00

“Apprezziamo questo intervento del Ministro – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio – in un momento estremamente delicato sia per il territorio sia per il buon esercizio della partecipazione dei cittadini a scelte importanti. Auspichiamo che al termine di questo percorso il Capo del Governo Monti arrivi ad annullare il commissariamento tutt’ora in vigore nella regione, aiutando così l’attuale commissario Pecoraro ad uscire da una situazione di evidente difficoltà nella gestione e nella attuazione di scelte strategiche in materia di rifiuti nel Lazio che come WWF consideriamo del tutto perdenti e contrarie a tutti i dettami di legge in vigore in Italia e in Europa”

 Roma, 9 marzo 2012

 

AL WWF IMPEDITO L’INGRESSO ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI PER IL PROGETTO DELLA DISCARICA DI CORCOLLE

Quando la partecipazione è messa davanti a una porta (chiusa)

Oggi alle ore 15,00 il WWF Lazio, rappresentato dal Presidente regionale Vanessa Ranieri, non è stato ammesso alla discussione nella conferenza dei servizi che si è svolta a Roma nella Sala Liri della Regione Lazio

Vanessa Ranieri sull’episodio ha dichiarato:

Gravissimo inibire l’ingresso alle associazioni tra cui la nostra, titolata ai sensi di legge a poter presenziare alla conferenza dei servizi prevista questo pomeriggio presso la Sala Liri della Regione Lazio per la presentazione del progetto della discarica di Corcolle. Non permettere questo minimo atto di partecipazione da parte di una struttura ordinata addirittura da un Prefetto ci lascia stupiti e preoccupati.
Cosa potrebbe mai accadere autorizzando la presenza di chi tutela l’ambiente da oltre cinquanta anni?”

 E’ questa la domanda che ci siamo posti questo pomeriggio e che si porranno tutti i soci e i sostenitori del WWF nei giorni futuri.

 Roma, 8 marzo 2012

 

Il WWF Lazio interviene nel procedimento per la realizzazione della discarica nei pressi di Villa Adriana

Domani il WWF presenzierà alla conferenza dei servizi insieme ai 15 soggetti chiamati ad esprimere i pareri previsti nell’iter per la realizzazione della discarica di Corcolle, nei pressi di Villa Adriana, sito archeologico patrimonio dell’UNESCO.

 Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio a questo proposito ha dichiarato:

Saremo presenti nella Sala Liri della Regione Lazio avendo notificato questo pomeriggio l’intervento nel procedimento previsto dalla legge. Siamo fiduciosi che anche in questa sede, come auspichiamo al TAR del Lazio, sia scongiurata l’apertura dell’ennesima inutile discarica in uno dei luoghi più belli del mondo”.

 Roma, 7 marzo 2012  

Anche quest’anno avremo i pellegrini della Via Francigena

 

 

 

I camminatori, laici o credenti, si preparino perché in aprile passeranno per le nostre zone i pellegrini della Via Francigena del sud ai quali è possibile aggregarsi.

Il 23 aprile si farà il tratto da Fondi San Magno a Terracina dove l’accoglienza avverrà nel Parco della Rimembranza.

Il 24 aprile dalla Cattedrale di Terracina si raggiungerà l’Abbazia di Fossanova passando per Camposoriano.

Coloro che volessero fare più di una tappa possono conoscere l’intero percorso da Teano a Roma al link

http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=304365262Anteprima961188&id=304361596294888

Il WWF Litorale Pontino offre collaborazione “critica” al Comune di Sabaudia

Terracina, 6 marzo 2012                                                                         Al Sindaco

                                                                               del Comune di SABAUDIA

         Il WWF Italia nel corso degli ultimi tre anni ha proceduto ad una riorganizzazione interna con l’obiettivo di dare maggiore autonomia al volontariato locale.

Modifiche statutarie, nuovi regolamenti e procedure, anche tenendo conto dei legami con il WWF internazionale, hanno comportato una posizione di stand by di tutta l’associazione per un lungo tempo.

Da pochi mesi, finalmente, si è costituita anche nella nostra zona una struttura territoriale locale che ha come ambito di intervento i territori dei comuni di Sabaudia, San Felice e Terracina; la struttura ha preso il nome di WWF LITORALE PONTINO, registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Latina e dotata di un proprio codice fiscale.

Due soprattutto sono gli impegni della nuova associazione, intensificare gli interventi di educazione ambientale e aumentare il controllo del territorio anche in collaborazione con tutte le forze dell’ordine.

Il WWF LP è consapevole  del pregio del territorio di Sabaudia che Le comporta un poderoso impegno quotidiano nel far rispettare le norme del vivere civile mentre cerca di tenere alta la qualità della vita dei cittadini.

Le ricadute sull’ambiente, come Lei ben sa, non entrano nel bilancio di una qualunque opera  e i reati ambientali vanno repressi, ma meglio ancora vanno prevenuti con attività di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini, soprattutto i più giovani.

Nel dichiarare la disponibilità dell’associazione ad una collaborazione “critica”, così come viene offerta a tutti i Comuni, con l’Amministrazione da Lei guidata che si potrebbe meglio manifestare e chiarire in un eventuale incontro, Le invio i migliori saluti.

Il presidente del WWF Litorale Pontino

( Domenico Carafa )

WWF: “IN ARRIVO SCURE SUI BOSCHI ‘AMICI’ DELL’AGRICOLTURA SOSTENIBILE REALIZZATI CON 20 ANNI DI FONDI UE”


Il D.L. Semplificazioni” modifica la classificazione dei boschi e cancella gli investimenti degli ultimi 20 anni per un’agricoltura sostenibile
realizzati grazie agli accordi agroambientali della P.A.C.

 “Una scure pronta ad abbattersi sui boschi ‘amici’ dell’agricoltura sostenibile. E’ la conseguenza che potrebbe derivare dall’articolo 26 del Decreto Semplificazioni – in questi giorni all’esame delle Commissioni competenti della Camera – in base al quale, una volta scaduti i vincoli di destinazione d’uso dei suoli, sarebbero escluse dalla classificazione di ‘bosco’ le formazioni forestali di origine artificiale realizzate su terreni agricoli da tutti quegli agricoltori che, grazie ai fondi previsti dalle misure agroambientali delle Politiche di Sviluppo Rurale dell’Unione Europea, hanno finora garantito un modello di buona convivenza tra coltivazioni, tutela della biodiversità e difesa del suolo dal rischio idrogeologico”. E’ quanto denuncia in una nota il WWF Italia, che chiede al Parlamento di dare un segnale importante, a cominciare dalla cancellazione dell’art. 26 del D.L. Semplificazioni, sull’utilizzo coerente ed efficace delle risorse finanziarie, assicurate in passato dall’Unione Europea al nostro Paese, per potersi presentare con autorevolezza al negoziato per la definizione del futuro bilancio comunitario e le nuove regole per la Politica Agricola Comune (P.A.C.) post 2013.

“Il WWF segnala come il provvedimento, nato per snellire la burocrazia e semplificare la gestione quotidiana delle nostre imprese, nasconda la volontà di cancellare i risultati di decenni d’investimenti per il miglioramento degli agroecosistemi del nostro Paese realizzati con i finanziamenti dell’UE”.

“Con le misure agroambientali dei Programmi di Sviluppo Rurale delle Regioni – strumento per l’attuazione a livello territoriale della P.A.C. europea (che rappresenta il 41% del bilancio dell’UE) – sono stati finanziati ai nostri agricoltori interventi per la riforestazione di terreni agricoli. Centinaia di migliaia di euro di fondi europei negli ultimi venti anni sono stati incassati dagli agricoltori italiani per realizzare interventi utili per migliorare l’ambiente in aree spesso degradate da un’agricoltura intensiva e industriale, come nel caso della Pianura padana. Ora il Parlamento italiano si appresta ad approvare nel “Decreto Semplificazioni” proposto dal Governo una norma che rischia di cancellare i risultati raggiunti finora per l’ambiente, grazie ai finanziamenti della P.A.C, con l’ulteriore conseguenza di un notevole spreco degli investimenti economici fatti finora”.

“Il risultato pratico dell’articolo 26 (che modifica il comma 6 dell’art. 2 del Dlgs n. 227/2001 sull’orientamento e modernizzazione del settore forestale) – rileva il WWF – sarebbe quello di consentire l’eliminazione di tutte le formazioni forestali realizzate con l’utilizzo delle risorse della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea escludendo tutti i vincoli ambientali e le procedure previste dalle attuali Leggi forestali nazionali e regionali. Queste formazioni forestali costituiscono quasi sempre elementi di naturalità diffusa indispensabili per la continuità ecologica degli agroecosistemi, in particolare in aree ad agricoltura intensiva”.

“La norma proposta dal Governo Monti risulta essere in palese contrasto con gli obiettivi della nuova Strategia 2020 dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità che indica l’obiettivo del mantenimento e potenziamento delle ‘infrastrutture verdi’ funzionali alla continuità ecologica dei territori. E’ inoltre in contrasto con le proposte della Commissione UE per la riforma della PAC per il prossimo periodo di programmazione 2014 – 2020, che prevede l’obbligo per ogni azienda agricola di destinare il 7% della propria superficie ad aree d’interesse ecologico (proposta della Commissione UE per il regolamento del greening nel primo pilatro della PAC)”.

Questo modo di impiegare i finanziamenti dell’Unione Europea da parte del Governo italiano ricorda la famosa tela di Penelope, tessuta di giorno e sfilata di notte”, sottolinea Franco Ferroni, Responsabile Policy Biodiversità, Aree protette e Agricoltura del WWF Italia. “Non si può pensare di chiedere misure e finanziamenti per un’agricoltura sostenibile, nell’ambito del processo di riforma della Politica Agricola Comune –PAC, post 2013  e nel contempo misconoscere i risultati ottenuti sinora grazie ai fondi europei. Un pessimo segnale per la credibilità del nostro Governo rispetto all’utilizzo sostenibile, coerente ed efficace delle risorse del prossimo bilancio comunitario”.

In conclusione il WWF ricorda che in un periodo di scarsità di risorse e austerità, è cruciale investire in politiche che rafforzino l’agricoltura sostenibile, il ripristino e mantenimento degli ecosistemi, la cura del territorio per la prevenzione del rischio idrogeologico.

Roma, 1 marzo 2012

LEGAMBIENTE E WWF SCRIVONO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MONTI “NEI DL SALVA-ITALIA, LIBERALIZZAZIONI E SEMPLIFICAZIONI RISCHIO DEREGULATION SU CONTROLLI AZIENDE, BONIFICHE E IMBALLAGGI”

 

In una lettera al premier Monti le associazioni ambientaliste evidenziano alcune norme ‘critiche’ per ambiente e salute
e chiedono un rafforzamento del sistema dei controlli e pene più severe

Una deregulation sui controlli per le aziende certificate, sulle bonifiche dei siti contaminati – che di fatto costituisce un condono –, sulla gestione dei rifiuti da imballaggio e sulle norme del dragaggio dei porti: sono solo alcune delle criticità più rilevanti derivanti da alcune norme contenute nel cosiddetto decreto ‘Salva-Italia’ e nei decreti legge Liberalizzazioni e Semplificazioni, che Legambiente e WWF Italia evidenziano in una lettera congiunta inviata oggi al Presidente del Consiglio, Mario Monti.

Nella lettera le due associazioni ambientaliste, pur riconoscendo “come, in questi pochi mesi, siano stati approvati provvedimenti che hanno consentito alle istituzioni italiane di recuperare sotto il profilo economico non solo una credibilità interna, ma soprattutto sul piano internazionale”, auspicano “un confronto ampio sul modello di sviluppo che il nostro Paese intende assicurare alle future generazioni”, che sia “imprescindibile dalla sostenibilità ambientale e si ispiri al principio di precauzione riferito alla direttiva comunitaria”.

LE NORME ‘CRITICHE’ PER AMBIENTE E SALUTE. In particolare sulle norme ‘critiche’ evidenziate del decreto ‘Salva-Italia’ e nel D.l. Liberalizzazioni, le associazioni osservano: “Pur consapevoli della difficoltà incontrate finora nel risanamento delle aree contaminate a terra e a mare, non crediamo che le soluzioni previste siano il modo migliore per rilanciare le bonifiche in Italia. In proposito è bene ricordare come, secondo un recente studio pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità, nei 54 siti contaminati di interesse nazionale, la mortalità per patologie connesse all’esposizione da inquinanti è superiore del 15% rispetto alla media nazionale e corrisponde a circa 10mila decessi in più ogni anno. Da qui si può comprendere quale sia l’entità dei valori economico sociali relativi alle cure, anche per le patologie che non portano al decesso, e l’urgenza di intervenire per sbloccare un settore in evidente difficoltà ormai da troppi  anni”.

“Sulla gestione dei rifiuti da imballaggio il Governo è intervenuto con l’intenzione di consentire in alternativa al Conai la costituzione di sistemi collettivi per assolvere agli oneri di riciclaggio e recupero dei relativi rifiuti. Si tratta di una modifica normativa che si basa solo su motivazioni economiche ma non ambientali e che rischia di far fare dei passi indietro al nostro Paese sul recupero dei rifiuti da imballaggio, come già avvenuto nel 2010 con la modifica del sistema consortile riguardante le batterie, le pile e gli accumulatori. L’intervento normativo ha provocato inoltre una pericolosa lacuna sul sistema di controllo e di indirizzo per il corretto adempimento di tali compiti”.

Più in generale ci permettiamo di evidenziare che gli interventi normativi finora messi in campo dal Governo non hanno affrontato un problema irrisolto del nostro Paese, fondamentale anche per lo sviluppo industriale oltre che per quello sostenibile: il rafforzamento del sistema dei controlli ambientali in capo all’Ispra e alle Agenzie regionali per protezione dell’ambiente. Sui controlli incombe una nuova minaccia di deregulation: in base all’articolo 14 del decreto semplificazioni verrebbero addirittura soppressi i controlli per le aziende certificate.

DUE RIFORME ‘SALVA-AMBIENTE’: CONTROLLI E PENE PIU’ SEVERE. “Siamo d’accordo – concludono le associazioni – sull’utilità di eliminare le norme ridondanti che, invece di garantire il rispetto dell’ambiente, in alcune situazioni hanno sortito l’effetto opposto, ma questo processo di semplificazione va affiancato con due riforme altrettanto importanti: un deciso rafforzamento del sistema dei controlli ambientali e il contestuale inasprimento delle pene per alcuni reati più gravi, che danneggiano l’ambiente, la salute dei cittadini e l’economia sana, obiettivo ultimo questo da conseguire, grazie all’inserimento dei delitti ambientali nel codice penale, più volte richiesto anche dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti”.

Roma, 29 febbraio 2012