Sulla gestione dei rifiuti in provincia di Latina il WWF scrive alla presidente Eleonora Della Penna

Ancora una crisi in provincia di Latina nella gestione dei rifiuti solidi urbani e anche questa volta l’emergenza sarà superata con qualche provvedimento tampone fino alla prossima.

Le difficoltà questa volta non sono nate dalla discarica ma dall’impianto di pretrattamento dei rifiuti indifferenziati, che a prescindere da eventuali disfunzioni nel ciclo di lavorazione, sono palesemente e irregolarmente troppi.

L’Osservatorio Rifiuti della Provincia di Latina presenta un quadro disarmante con 21 comuni su 33 sotto, e alcuni abbondantemente, la soglia minima del 65% di raccolta differenziata.

Così, invece di dover pretrattare prima del conferimento in discarica al MASSIMO 102.177 tonnellate di rifiuti ci tocca sottoporre al trattamento 167.272 tonnellate di indifferenziato essendo la raccolta differenziata dell’intera provincia ferma al 42,7%

Fino a quando si andrà avanti con le soluzioni tampone, provvisorie ed episodiche, l’ultima addirittura con un braccio di ferro tra pubblico e privato, il territorio provinciale sarà sempre sotto pressione.

I dati pubblicati sul sito dell’Osservatorio Rifiuti indicano che ci sono comuni, tra i più grandi anche, refrattari ad una gestione virtuosa dei rifiuti che da decenni ormai viene praticata ovunque e anche nel nostro territorio.

E’ inaccettabile e fuori di ogni norma che la raccolta differenziata a Cisterna sia del 37%, a Fondi del 35%, nel capoluogo del 29,3%, a Sezze del 21,5%, a Priverno del 14,7% e a Minturno del 12%!

           E cosa dire poi della riduzione della produzione dei rifiuti che è il primo passo previsto da norme europee, nazionali e regionali nella gestione dei rifiuti?

I dati dell’Osservatorio elencano 19 comuni che nel passaggio dal 2015 al 2016 hanno aumentato invece che diminuire la mole dei rifiuti prodotti.

Sconsolatamente dobbiamo dedurre che in provincia di Latina ancora non è arrivata nemmeno l’eco dei messaggi riguardanti l’economia circolare. Qui si continua a estrarre dal ciclo delle merci enormi quantità di materiali buttandoli in discariche invece di avviarli al riciclaggio necessario per ridurre l’uso delle risorse naturali.

 

Ogni volta che al livello politico si parla di rifiuti ci si limita sempre e soltanto a parlare di impianti industriali necessari per l’ultima fase della gestione dei rifiuti, lo smaltimento; raramente sentiamo amministratori accalorarsi sulle prime fasi della riduzione, della preparazione al riuso e del riciclo, quelle appunto che portano alla circolarità dell’economia.

Abbiamo elaborato graficamente i dati dell’Osservatorio e li alleghiamo a questa lettera con l’auspicio che possano indurre una riflessione profonda sullo stato della questione.

In particolare ci permettiamo di suggerire la seguente strategia soprattutto per le grandi città della nostra provincia prima fra tutte Latina:

  1. Passare immediatamente, vista la perenne emergenza e il continuo stato di possibile sanzione europea, alla raccolta differenziata spinta tramite il porta a porta che per essere attuato necessita di pochissimi mesi compresa la formazione dei cittadini.
  2. Mettere in atto subito progetti di riduzione dei rifiuti, progetti che sono spesso finanziati dalla Regione o dall’Europa.
  3. Fare pressione sul Governo centrale e regionale affinché il piano dell’impiantistica vada nella direzione di favorire non gli ultimi passi della gestione dei rifiuti, inceneritori e discariche, ma i primi, compostaggio e riciclo dei materiali differenziati.

In attesa di buone decisioni da parte Sua e dei Sindaci responsabili localmente del problema Le inviamo i saluti della nostra associazione e la nostra disponibilità alla collaborazione.

 

Il Festival delle emozioni nel Parco della Rimembranza

Si è concluso con successo il Festival delle Emozioni 2017 che ha visto la realizzazione di incontri, seminari, laboratori esperienziali e spettacoli all’insegna della cultura e del benessere psicofisico ed emotivo, realizzati nei luoghi più belli della nostra città, dalle spiagge alle meravigliose piazze, dagli edifici storici ai parchi. Uno dei siti scelti è stato il Parco della Rimembranza, dove si sono alternati laboratori che hanno condotto i bambini ad entrare in contatto con la natura attraverso la conoscenza di piante, insetti meravigliosi ed altri animali, o semplicemente toccando sassi, foglie e acqua e ascoltando i suoni della natura.

Per gli adulti invece si sono tenuti seminari e pratiche di yoga. Tra questi la coinvolgente pratica dello yoga della risata e un interessante incontro sul controllo dell’ansia.

Una serata di performances artistiche e di letture legate alle emozioni e un concerto hanno trovato nel Parco della Rimembranza un palcoscenico naturale di suggestiva bellezza.                                                                             Un esempio per tutte l’esibizione di Alessandra Romagna e Elvio Ceci

Tutte le iniziative hanno visto la collaborazione attiva dei volontari WWF e degli studenti del Liceo L. da Vinci che hanno partecipato al Progetto di “Alternanza Scuola Lavoro”. Il Parco è stato illustrato e descritto agli ospiti nella sua tipologia diversa da quella degli altri parchi della città, sottolineandone il patrimonio in termini di storia e archeologia ma soprattutto di biodiversità. Prima e dopo gli incontri gli studenti hanno accompagnato lungo i sentieri i visitatori curiosi di scoprire questa meraviglia.

Il Festival è terminato ma sia l’accoglienza offerta dalla natura che la passione dei volontari rimangono a disposizione di chi volesse passare qualche momento o qualche ora davvero speciale in quello che davvero può essere considerato uno straordinario luogo di benessere psicofisico.

 

A breve il gruppo dei volontari WWF renderà noto il calendario delle attività che si svolgeranno nel Parco della Rimembranza durante l’estate.

VOTO FINALE CAMERA SU RIFORMA LEGGE PARCHI LETTERA DI 12 ASSOCIAZIONI AI DEPUTATI “VI CHIEDIAMO UN VOTO FINALE NEGATIVO”

Questa la lettera con cui 12 Associazioni ambientaliste (ASSOCIAZIONE AMBIENTE E LAVORO, CTS, ENPA, GREENPEACE, GRUPPO INTERVENTO GIURIDICO, ITALIA NOSTRA, LAV, LIPU, MAREVIVO, MOUNTAIN WILDERNESS, PRO NATURA, WWF) chiedono a tutti i Parlamentari della Camera dei Deputati, alla vigilia del voto finale sul disegno di legge n. 4144 sulle aree protette che è previsto  oggi, di bocciare la Riforma.

Gent.me e gent.mi Deputati,
la Camera si accinge a cambiare una legge fondamentale e strategica per la conservazione della natura del nostro Paese, la legge quadro sulle aree protette.
Le scriventi Associazioni sono convinte che il testo finale abbia un’impostazione ed elementi talmente pregiudizievoli da richiedere un voto finale negativo. Nel corso del confronto, sia al Senato che alla Camera, le Associazioni hanno presentato analisi, proposte, soluzioni possibili rispetto alle molteplici questioni emerse. Ebbene, tali istanze sono rimaste quasi totalmente inascoltate e ciò a causa del ruolo che la politica intende oggi assegnare ai parchi e alle aree protette: non più primari attori della conservazione della natura, nel nome di un interesse nazionale costituzionalmente sovraordinato, ma attori territoriali di concertazione in un contesto in cui l’elemento della promozione economica risulta spesso prevalente.
Così, nel suo complesso, il disegno di legge n. 4144 sposterà il fondamentale asse valoriale dalla natura all’economia e al localismo, con conseguenze pericolosissime per la conservazione della biodiversità e del territorio del nostro Paese.
Il Parlamento sta dunque apprestandosi a sancire un gravissimo passo indietro dello Stato rispetto al dovere della tutela di specie ed habitat: non sono più in maggioranza i rappresentanti degli interessi statali nell’ambito dei Consiglio Direttivi dei Parchi Nazionali, l’approccio scientifico alla gestione dei parchi viene completamente svalutato, lo Stato arretra a favore degli enti locali financo nella gestione delle Aree Marine Protette, la procedura di nomina dei Presidenti Nazionali di fatto mette la scelta nelle mani di Regioni ed Enti Locali, la nomina dei Direttori dei Parchi Nazionali è nelle mani del Presidente e dei Consigli Direttivi degli Enti e si è rinunciato a fare la cosa più logica che era quella del concorso pubblico per titoli ed esami.
Rispetto ad un quadro in cui saranno gli interessi locali ad essere prevalenti, la riapertura della possibilità di attività petrolifere, la debolezza del sistema della royalties, la gestione “fai da te” per l’utilizzo dei marchi del parco, la cancellazione della previsione di Parco Nazionale del Delta del Po, il cattivo sistema di “controllo faunistico” costituiscono segnali inequivocabili dello spostamento dei parchi verso un approccio economicistico che confonde e diluisce le primarie competenze di conservazione e tutela e non farà bene né alla natura né all’economia.
Per tutte queste ragioni, pur riconoscendo alcuni elementi puntuali positivi che le nuove norme introducono, per il profondo spostamento valoriale che la riforma della legge afferma, per il peso schiacciante che rischiano di avere le influenze politiche e gli interessi localistici, per la tutela della natura che non solo non aumenta ma è messa ulteriormente a rischio, per il gravissimo strappo scientifico e culturale che si sta per consumare con questa legge, chiediamo a Lei e a tutti i deputati di esprimere voto contrario.
NB: Il seguente comunicato viene inviato dall’Ufficio Stampa del WWF Italia in nome e per conto delle associazioni che hanno sottoscritto la lettera.
 

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 213 – 266 – 332

Cel. 340 9899147 – 329 8315725

 

Agricoltura: raggiunto 1 milione di firme contro il Glifosato – Raccolta firme continua fino al 30 giugno

 

Agricoltura: Associazioni, 1 milione di firme contro il Glifosato – Raccolta firme continua fino al 30 giugno per chiedere a Commissione Ue agricoltura senza pesticidi

L’iniziativa dei cittadini europei (ICE), la petizione ufficiale per chiedere alla Commissione Europa di vietare l’uso del diserbante glifosato ha raggiunto ieri 1 milione di firme.
I cittadini hanno firmato la petizione in tutti i 28 Stati membri ed il quorum di firme necessario è stato raggiunto in meno di cinque mesi in più dei sette stati richiesti. E’ la raccolta di adesioni più veloce mai registrata da quando la Commissione Europea ha introdotto questa forma di partecipazione attiva dei cittadini europei.
La Commissione europea è dunque adesso legalmente tenuta a rispondere alle richieste delle Associazioni che hanno promosso L’ICE e se non vuole perdere ulteriormente credibilità dovrà prendere in considerazione nelle sue prossime decisioni sul rinnovo dell’autorizzazione per l’uso del glifosato l’inequivocabile segnale arrivato da un milione di cittadini europei.
Anche in Italia il quorum è stato raggiunto, superando il numero di firme minimo attribuito al nostro paese, grazie alla mobilitazione di 45 Associazioni, Enti e comitati di cittadini riuniti nella Coalizione #StopGlifosato: una mobilitazione collettiva che andrà avanti fino al 30 giugno.
“Il raggiungimento della soglia di 1 milione di firme in tutta Europa è un primo importante risultato che ci spinge a continuare la raccolta delle adesioni alla petizione ECI, con lo stesso ritmo che abbiamo tenuto fino ad oggi, per dare un segnale ancora più chiaro e forte alle istituzioni Italiane ed europe per un’agricoltura senza glifosato e senza pesticidi”commenta Maria Grazia Mammuccini portavoce della Coalizione italiana #StopGlifosato.
La raccolta delle firme per l’ICE continua fino al 30 giugno per mettere in sicurezza l’obiettivo raggiunto e far sentire ancora più forte la voce dei cittadini europei contro il glifosato.
Questo l’indirizzo della raccolta firmehttp://www.stopglifosato.it/petizione-ice-stopglyphosate/
 
Per essere sempre informato sulle attività della Campagna StopGlifosato seguici su Facebook (hashtag #StopGlifosato)

Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosatoACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI – AIAB –  ANABIO- APINSIEME – ASSIS – ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA – ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ – CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali – CONSORZIO DELLA QUARANTINA – COSPE ONLUS – DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA – EQUIVITA – FAI – FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO – FEDERAZIONE PRO NATURA – FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA – FIRAB – GREEN BIZ – GREEN ITALIA – GREENME – GREENPEACE – IBFAN- ITALIA – IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST – ISDE Medici per l’Ambiente – ISTITUTO RAMAZZINI – ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE – LIPU-BIRDLIFE ITALIA – MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO – NAVDANYA INTERNATIONAL – NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE – PAN ITALIA – PESTICIDE ACTION NETWORK  REES-MARCHE – SLOW FOOD ITALIA – TERRA NUOVA – TOURING CLUB ITALIANO – UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO – VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ – WWF ITALIA – WWOOF-ITALIA

La Portavoce del Tavolo delle associazioni:

Maria Grazia Mammuccini, 335 7594514

 
* Il presente comunicato viene inviato dall’Ufficio Stampa del WWF Italia per conto di tutte le associazioni che lo hanno sottoscritto.
 
Roma, 16 giugno 2017
 

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 213 – 266 – 332

Mail. ufficiostampa@wwf.it

 

Un quinto dell’Italia a rischio desertificazione. Bollino rosso anche nelle Oasi WWF

17 GIUGNO GIORNATA MONDIALE CONTRO LA DESERTIFICAZIONE

DESERTIFICAZIONE E CAMBIAMENTI CLIMATICI FENOMENI INTERCONNESSI RISPETTO AI QUALI È URGENTE UN’AZIONE COORDINATA. ANCHE LE OASI DEL WWF A RISCHIO PER LA SICCITÀ

La siccità che sta attanagliando numerosi bacini idrici italiani rende necessaria e urgente una reazione operativa perché ormai i grandi cambiamenti globali scatenati dalla nostra continua pressione, non solo sono accelerati, ma sono sempre più interconnessi. È ormai evidente l’intreccio degli effetti del cambiamento climatico con quelli del fenomeno della desertificazione, rispetto ai quali è urgente un’azione coordinata. Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici predisposto da numerosi autorevoli specialisti coordinati dal Ministero dell’Ambiente ed in via di approvazione definitiva non potrà non andare in questa direzione.

Oggi circa un quinto del territorio nazionale italiano viene ritenuto a rischio desertificazione: quasi il 21% del territorio del quale almeno il 41% si trova nelle regioni dell’Italia meridionale, come Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Sardegna e Sicilia, ma sono coinvolte anche aree in altre regioni come l’Emilia-Romagna, le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo. Secondo gli scenari del cambiamento climatico realizzati dagli specialisti per il nostro paese (in particolare il Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici CMCC), entro fine secolo le previsioni potrebbero prevedere incrementi di temperature tra i 3 e i 6 °C con conseguente estremizzazione di fenomeni meteorici e quindi anche riduzioni, in diverse aree, delle precipitazioni, soprattutto nei periodi estivi ed è evidente che le problematiche climatiche e quelle relative alla desertificazione saranno sempre di più intrecciate. Si sta già verificando un incremento della temperatura senza precedenti con un calo delle precipitazioni annuali, con estati più secche, ed inverni più umidi, in particolare, nelle regioni settentrionali. Su un territorio complesso e fragile come quello italiano, questi fenomeni portano ad una sostanziale variazione della frequenza e delle entità di frane, alluvioni e magre dei fiumi, con effetti importanti per l’assetto territoriale e i regimi idrici.

Secondo i dati disponibili più recenti in Italia, abbiamo una quantità di risorse idriche rinnovabili corrispondente a circa 116 miliardi di metri cubi mentre i volumi di acqua effettivamente utilizzabili sono stimati attorno ai 52 miliardi di metri cubi. Complessivamente utilizziamo oltre il 30% delle risorse rinnovabili d’acqua disponibili nel nostro paese che sono ben superiori alla soglia del 20% indicata dall’obiettivo europeo (Europa efficiente nell’impiego delle risorse): per questo, l’Italia è indicato dall’OCSE come paese soggetto a stress idrico medio-alto che, inoltre, presenta una forte disomogeneità rispetto alla distribuzione delle risorse idriche e al loro fabbisogno. Dai dati ISTAT sulle diverse tipologie di utilizzo della risorsa idrica, risulta che il prelievo dell’acqua potabile è in aumento (del 6,6% rispetto all’inizio della serie storica di 13 anni) e ammonta a 9,5 miliardi di metri cubi (il consumo medio giornaliero per abitante giunge a 228 litri).

Il cambiamento climatico interagisce con il ciclo idrico tramite diversi elementi che costituiscono dei forzanti provocati dall’incremento delle temperature come, ad esempio, l’umidità atmosferica, l’evapotraspirazione, la quantità, la distribuzione e la forma delle precipitazioni e la fusione dei ghiacciai. Oggi l’estensione dei ghiacciai in Italia, come risulta dai dati del Comitato Glaciologico Nazionale, copre una superficie di 368 kmq e, rispetto alle rilevazioni condotte nel periodo 1959-1962 tale superficie risulta ridotta del 30% (159 kmq).

I cambiamenti climatici agiscono in maniera significativa come aggravanti delle vulnerabilità dei settori che esigono l’utilizzo dell’acqua, dalla disponibilità di acqua potabile, all’agricoltura e al settore energetico. Gli impatti del cambiamento climatico sono sempre più forti sia sugli ecosistemi ed i processi ecologici, sia sui singoli organismi, sulla struttura e dinamica delle popolazioni, sulla distribuzione e migrazione delle specie, sulla produttività degli ecosistemi, costituendo una crescente minaccia per la biodiversità del nostro paese. L’Italia sta quindi subendo impatti crescenti dovuti all’accelerazione dei cambiamenti climatici globali che avranno conseguenze sempre più negative sugli ecosistemi, sulla nostra società ed economia, rispetto ai quali non solo è necessario ma urgente intervenire.

Bollino rosso anche per le Oasi WWF. La siccità sta colpendo anche le Oasi e da tempo: i livelli delle acque delle aree umide stanno calando e ci sono aree già secche. Le falde si sono abbassate in più luoghi. La vegetazione di alcune aree gestite dal WWF è già in stress idrico avanzato. Si stanno comunque monitorando le condizioni per prevenire incendi o danni alla fauna. Alcuni esempi:

Riserva naturale di Ripa Bianca (Marche) Pochissima acqua nel fiume. Livello falda/lago molto basso.

Riserva naturale di Valle Averto (Veneto). Attualmente la situazione è di allerta. In caso di scarsità d’acqua, potrebbero esserci seri problemi di anossia nei canali interni con la conseguente moria di pesce all’interno dell’oasi

Oasi di Macchiagrande (Lazio) Situazione è molto critica; le specie vegetali nella lecceta – soprattutto gli allori – evidenziano stress idrico e termico notevole; le pozze temporanee non si sono mai riempite, a testimonianza che la falda è molto bassa. Stagno con livelli d’acqua al minimo. 

Riserva naturale degli Orti-Bottagone (Toscana). Il Bottagone è ai livelli di acqua dei primi di luglio, tempo un mese e sarà prosciugato. Orti ha una parte con acqua che entra dal Cosimo, la parte più a sud è quasi del tutto in secca. Stiamo intervenendo manualmente sul fosso principale di arrivo per ricreare un minimo di ripristino del livello dell’acqua.

Monumento naturale Pian Sant’Angelo (Lazio) Stress idrico elevato del sottobosco, comprese le specie più mediterranee; bacche e frutti (prugnolo, rosa canina…) secche prima di arrivare a maturazione. Le poche pozze di fango sono secche, la forra resiste solo per l’apporto di unA sorgente che però è un rivolo.

Nell’Oasi di Persano (Campania) la situazione è critica da metà maggio, con il livello del lago  un metro e mezzo sotto il livello massimo.

Oasi di Alviano (Umbria). Evidente stress idrico per le piante del bosco, ma la situazione in palude è ancora accettabile.

Riserva naturale Lago di Burano (Toscana). Livello del lago molto basso

Riserva naturale Laguna di Orbetello (Toscana). Pozze interne d’acqua dolce prosciugate. Piante con stress idrico.

LA CONVENZIONE. La Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione nei paesi che soffrono la siccità, particolarmente in Africa (UNCCD), è stata aperta alle firme dei Paesi il 17 giugno 1994 a Parigi, ed è entrata in vigore a dicembre 1996. Il tema della desertificazione di molte aree del mondo e il preoccupante livello di crescita del fenomeno aveva condotto il ben noto Earth Summit, la Conferenza ONU sull’ambiente e lo sviluppo di Rio de Janeiro tenutasi nel 1992, oltre ad aprire alla firma dei Paesi le due Convenzioni sul cambiamento climatico e sulla biodiversità, ad attivare un Comitato Intergovernativo di negoziazione per giungere all’elaborazione di un’apposita convenzione sulla desertificazione che fu conclusa e presentata alla firma dei Paesi, due anni dopo, nel 1994.

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

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Cel. 340 9899147 – 329 8315725

 

PETIZIONE EUROPEA STOPGLIFOSATO: MANCA POCO AL TRAGUARDO DEL MILIONE DI FIRME, MA PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO SERVE ANCORA UN PICCOLO SFORZO

La compagna StopGlifosato in un video

Siamo ormai vicini alle 800.000 firme online a livello europeo ed il quorum è stato raggiunto ormai in 10 paesi (da oggi anche in Irlanda, Spagna e Regno Unito).

Siamo a solo 200.000 firme dall’obiettivo di 1 milione di adesioni necessarie per spingere la Commissione Europea ad assumere una decisione coerente e responsabile sul mancato rinnovo dell’autorizzazione all’uso del diserbante in Europa, ma abbiamo solo POCHE SETTIMANE per completare la raccolta delle firme..!

Le firme online potranno essere infatti raccolte fino al 30 giugno, volendo anticipare la decisione che la Commissione Europea sembra voglia assumere in anticipo rispetto alla scadenza del prossimo mese di novembre, rinnovando l’autorizzazione per il Glifosato di altri 10 anni prima di questa estate.

Il nostro obiettivo e’ di presentare le firme verificate alla Commissione Europea prima del voto sulla nuova autorizzazione del glifosato.

Abbiamo quindi un mese di tempo per raccogliere in Italia le 15.000 firme che mancano per raggiungere il nostro quorum come Stato membro. Siamo sul “filo di lana” se pensiamo che con le altre Associazioni della Coalizione italiana #StopGlifosato abbiamo già contribuito alla raccolta per l’Italia di oltre 42.000 firme in meno di 4 mesi.

Per convalidare le firme e’ necessario inserire i dati di un proprio documento d’identita’ valido per l’Unione Europea (vanno bene passaporto o Carta d’Identita’, NON è valida invece la patente auto)

Il glifosato è stato trovato nelle urine di donne incinte non impegnate nei lavori agricoli VIDEO

L’organizzazione Campact ha inoltre realizzato e sottotitolato, il video ” La battaglia per la verità”, sugli studi “comprati” dalle multinazionali per agevolare i processi di autorizzazione dei pesticidi, compreso il Glifosato. VIDEO

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L’accesso agli arenili non può essere negato

Il WWF Litorale laziale preoccupato dell’atteggiamento di qualche operatore balneare che ha dimenticato che tra gli obblighi della concessione c’è quello del libero transito e accesso agli arenili ha scritto all’amministrazione comunale di Terracina e alla capitaneria di Porto per chiedere il rispetto della norma.

Alla nostra associazione sono pervenute segnalazioni nel corso degli anni, ma una già nel mese di maggio appena trascorso, da parte di cittadini che hanno avuto difficoltà a raggiungere e/o lasciare gli arenili attraverso gli accessi delle diverse aree concesse a privati con atto pubblico.

Qualche concessionario opponendosi al passaggio attraverso il varco dell’area concessa in uso evidentemente non ha memorizzato bene i termini della stessa concessione che impone il rispetto del Regolamento regionale 12 Agosto 2016 n. 19 che all’articolo 13, comma 3, recita

3. I titolari delle concessioni degli stabilimenti balneari hanno comunque l’obbligo di consentire il libero e gratuito accesso e transito, anche ai fini della balneazione, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione.

 Il rifiuto del permesso di passaggio attraverso i varchi delle aree concesse a privati essendo una mancanza di rispetto di un obbligo pone le condizioni per la revoca della concessione stessa.

Se ciò non bastasse ricordiamo l’Ordinanza n.2543/2015 del Consiglio di Stato che nel dirimere la questione relativa all’accessibilità pubblica alla battigia e al mare ha affermato che “il demanio marittimo è direttamente ed inscindibilmente connesso con il carattere pubblico della sua fruizione collettiva, cui è naturalmente destinato, rispetto alla quale l’esclusività che nasce dalla concessione costituisce eccezione” precisando inoltre che “di tale principio generale costituisce applicazione, tra l’altro, l’art.1, comma 251 lettera e) della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, a norma della quale costituisce clausola necessaria del provvedimento concessorio l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione.”

 

Pertanto, allo scopo di evitare disagi ai cittadini e manifestazioni di atti arbitrari che non favorirebbero una serena permanenza in città dei numerosi turisti, chiediamo di intervenire per far rispettare le condizioni che accompagnano le concessioni delle aree demaniali riportate anche nelle determine comunali.

 

Domenica 4 giugno Festa dell’Appia antica tra Fondi e Itri: amministrazioni, associazioni e cittadini insieme

L’Appia day voluto dalle amministrazioni di Fondi e Itri con la collaborazione delle associazioni culturali e ambientaliste ha visto una grande partecipazione popolare.

La visita guidata del pomeriggio durata fino al tramonto è stata segnata da momenti in cui esperti di storia locale, di archeologia, di botanica e di cammini storici hanno illustrato ognuno con le proprie competenze i diversi aspetti inerenti l’evento.

Prima dell’avvio l’archeologa Marisa De Spagnolis ha presentato la strada antica

Subito dopo un lungo corteo di persone si è avviato camminando sui basoli

Al primo slargo l’archeologa ha illustrato il luogo e le tecniche di taglio dei grandi massi utilizzati per le sostruzioni della strada

Arrivati al fortino di Sant’Andrea tra note storiche e informazioni sulla vegetazione locale hanno preso la parola Alberto Alberti del Gruppo dei Dodici che ha inserito l’elemento quasi terapeutico del camminare nei boschi e Lorenzo Quilici che ha illustrato il suo ultimo libro scritto insieme a Stefania Gigli Per la Via Appia tra i monti Ausoni e Aurunci.

Per le due amministrazioni hanno portato il saluto il sindaco di Itri e il vicesindaco di Fondi.

Alla fine della camminata uno stand con cibo prodotto secondo ricette antiche ha ristorato i tanti partecipanti mentre un gruppo folcloristico si esibiva nello spiazzo ricavato davanti al ponte rinascimentale distrutto durante l’ultima guerra e ricostruito una decina di anni fa.

Dal convegno del WWF Litorale laziale “Agricoltura e Salute” un’interrogazione parlamentare sui pesticidi

Il convegno del 20 maggio scorso organizzato a Terracina ha fatto conoscere al grande pubblico i rischi sanitari in cui si sta andando incontro con l’uso della chimica in agricoltura e i vantaggi di una produzione agricola biologica e biodinamica.

Le relazioni presentate al convegno sono state pubblicate su questo blog e hanno avuto un grande riscontro, centinaia sono stati infatti gli accessi ad esse da parte dei cittadini.

L’importanza delle informazioni scientifiche presenti in esse hanno sollecitato un deputato pontino, Cristian Iannuzzi, a interrogare in Parlamento i ministri Galletti, Martina e Lorenzin chiedendogli:

“di ridurre e regolamentare l’uso dei pesticidi al fine di contenere il danno ambientale, diminuire il rischio di contaminazione dell’ambiente ed il conseguente sviluppo di patologie gravi nella popolazione; di modificare il piano nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari introducendo vincoli più stringenti per l’uso degli agrofarmaci e misure sanzionatorie per quelle regioni che non presentino i dati relativi ai pesticidi presenti nelle acque italiane; di mettere in sicurezza i pozzi e gli acquedotti destinati al consumo umano di acqua, in relazione alle regioni ed alle zone inquinate dalle sostanze citate; di effettuare i controlli di sicurezza alimentare sulla commercializzazione di beni alimentari al fine di verificare le concentrazioni delle sostanze citate ed eventualmente ritirare dal mercato gli alimenti contaminati; di promuovere lo sviluppo dell’agricoltura biologica; di attuare programmi di sensibilizzazione ed informazione dell’opinione pubblica volti alla tutela dell’ambiente e della salute, in particolare sui rischi derivanti dall’assunzione delle sostanze inquinanti citate.”

Questa l’interrogazione parlamentare

E’ un passo sulla strada dell’abolizione dei pesticidi dalle nostre campagne che viene dopo la pubblicazione dei dati delle analisi delle urine di 14 gestanti romane tutte attestanti la presenza di glifosato.

 

Domenica a Terracina, Giornata Mondiale dell’Ambiente

5 Giugno 2017 GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE

A Terracina come in molte altre città viene celebrata domenica 4 giugno per opportunità organizzative e di partecipazione dei cittadini.

E’ stata indetta da Agenda 21 che scrive:

Essa cade regolarmente ogni anno il 5 giugno e costituisce un momento importante per promuovere una migliore conoscenza e consapevolezza dei cittadini e delle istituzioni verso la tutela e l’uso corretto e sostenibile delle risorse naturali del pianeta, per favorire una maggiore coscienza ambientale e per informare meglio sugli effetti del comportamento quotidiano di ognuno sull’equilibrio dell’ecosistema.

Per tali motivi, il Forum di Agenda 21 Locale, in collaborazione con il WWF Litorale Laziale, l’Archeoclub d’Italia-Sede di Terracina e il gruppo dei Ciclisti Urbani di Terracina, hanno organizzato l’iniziativa “Terracina Città Sostenibile. Incontri, visite e ciclotour tra natura, storia e cultura dell’ambiente”, che si svolgerà domenica 4 giugno 2017 (anticipando al giorno festivo la ricorrenza per favorire una maggiore partecipazione), secondo il seguente programma:

“Parchi Aperti”. Mattina (a piedi). Visita culturale: dal Parco della Rimembranza al Parco Chezzi passando per il Parco di Posterula.
Appuntamento: ore 10.00 presso il Parco della Rimembranza (durata 2 ore).
A cura di: Archeoclub d’Italia Sede di Terracina.
– “Ciclonatura”. Pomeriggio (in bicicletta). Itinerario di visita: dalla Via Appia Nuova al fiume Portatore passando per Ceccaccio e San Martino.
Appuntamento: ore 17.30 presso il Piazzale della COOP (durata 2 ore).
A cura di Stefano Del Monte/Ciclisti Urbani.