ERRATA CORRIGE Anche il comune di Terracina ha partecipato all’Ora della Terra 2013

280px-Tempio_Giove_AnxurLe segnalazioni pervenute al WWF LP che indicavano non spento il tempio di Giove Anxur c.d. sono risultate parziali, si riferivano infatti al piccolo tempio le cui luci sono rimaste accese.

Il basamento del tempio maggiore, la cui architettura caratterizza il profilo della città, è stato effettivamente spento.

Diamo atto al sindaco Nicola Procaccini di  aver rispettato l’impegno preso con la grande iniziativa dell’Ora della Terra.

270 (-1, Terracina) i comuni che hanno organizzato e realizzato lo spegnimento di un monumento o di un luogo durante l’Ora della Terra

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Sabato 23 marzo dalle ore 20.30 alle ore 21.30 in molte parti d’Italia rappresentanze istituzionali e cittadini hanno partecipato all’Ora della terra spegnendo monumenti, piazze, castelli, chiese, abitazioni….(nella foto Assisi).

 

 

 

 

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A Terracina il sindaco si era impegnato a spegnere il monumento simbolo della città, il tempio di Giove Anxur c.d.; l’aveva scritto al WWF LP e l’iniziativa era stata inserita nell’elenco nazionale dei comuni partecipanti  ma  dalle segnalazioni pervenute pare non si sia attivato.

Il tempio è rimasto acceso!  

Ci siamo, questa sera tutto il mondo sarà attraversato da una “ola di buio”, si spegneranno le luci di monumenti simbolici in tutti i continenti

         CONVOCAZIONE_SENZAFASCIA_alta                                             23 MARZO ore 20.30

 

WWF: “IL MONDO SI PREPARA PER L’ORA DELLA TERRA”

 

 

Crescono le adesioni alla maratona per il pianeta: 140 paesi nel mondo e molte centinaia di Comuni italiani già confermati.

Sabato 23 è l’Ora della Terra del WWF, la più grande mobilitazione globale per fermare il cambiamento climatico che per il settimo anno consecutivo spegnerà simbolicamente le luci del pianeta in una suggestiva “ola di buio” attraverso tutti i fusi orari.

Dalle 20.30, l’Ora della Terra lascerà al buio monumenti, luoghi simbolo, sedi istituzionali,

uffici, imprese e abitazioni private di tutto il mondo, per coinvolgere tutti i livelli della società nei cambiamenti concreti che possono garantire il futuro della vita sul pianeta e il benessere dell’uomo, contro un cambiamento climatico sempre più devastante che promette di trasformare il 2013 uno degli anni più caldi di sempre minacciando ecosistemi, specie e la vita di milioni di persone.            Centinaia gli eventi e le iniziative speciali sul web e nelle migliaia di città coinvolte.

Intanto in tutto il mondo si prepara la maratona a luci spente, che inizierà nelle isole del Pacifico alle 8.30 di sabato ora italiana per terminare 24 ore dopo alle Isole Cook, già drammaticamente colpite dai cambiamenti climatici per l’innalzamento del livello del mare che minaccia ecosistemi e comunità.

Dall’Opera House di Sydney che si colorerà di verde, passando per l’edificio più alto del mondo, il Burj Kalifah, alle torri KLCC di Kuala Lumper alla Torre Eiffel a Parigi, dalle meravigliose Cascate del Niagara, all’Empire State Building al Parlamento del Regno Unito e la Porta di Brandeburgo a Berlino, i monumenti più famosi del pianeta si stanno unendo alla più grande azione volontaria al mondo, che l’anno scorso è riuscito a coinvolgere oltre 2 miliardi di persone in 7000 città e 152 Paesi del mondo.

In Italia l’evento centrale sarà in Piazza di Spagna a Roma, che nel 1968 ha ospitato la prima manifestazione ambientalista della storia italiana a favore dei parchi, dove si spegneranno le luci della scalinata di Trinità dei Monti.

              E i preparativi fervono lungo tutto lo stivale. Sono molte centinaia i Comuni già coinvolti con adesioni che aumentano di ora in ora. A spegnersi i monumenti più famosi d’Italia come l’arena di Verona, la mole Antonelliana a Torino, il Teatro alla Scala di Milano, piazza san Marco a Venezia, piazza del Plebiscito a Napoli, l’Acquario di Genova, i ponti di Calatrava a Reggio Emilia e per la prima volta la basilica di San Francesco ad Assisi e il David di Michelangelo a Firenze (che si spegne insieme a Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, Palazzo Sacrati Strozzi e Duomo). Numerosi gli eventi organizzati per celebrare l’evento, come il nordic walking a Venezia città simbolo del cambiamento climatico, l’osservazione del cielo in piazza della Signoria a Firenze, l’ascensione in notturna sull’Etna, la biciclettata FIAB a Torino dalla mole alle porte palatine. Al Castello Sforzesco a Milano, si accendono di candele a ritmo di capoeira, mentre la squadra di rugby di Santa Maria Capua Vetere giocherà una partita al buio con casacche fluorescenti. Tante le attività anche nelle Oasi WWF, con l’osservazione delle stelle a Orbetello, l’ascolto dei suoni del bosco a Vanzago oltre alla speciale notte della civetta all’Oasi di Orti Bottagone.

Sarà possibile vedere le foto e i resoconti degli spegnimenti da tutti il mondo seguendo la pagina Facebook in italiano dell’evento https://www.facebook.com/EarthHourItalia?ref=hl , sulla pagina http://www.facebook.com/wwfitalia e su Twitter seguendo @wwfitalia e #oradellaterra.

Anche nella provincia di Latina stanno crescendo le adesioni all’iniziativa da parte di comuni e cittadini. Il comune di Ponza spegnerà la casa comunale, Sezze piazza del Duomo e la facciata della cattedrale, Terracina il monumento simbolo della città, il cosiddetto tempio di Giove Anxur, Itri il Castello medioevale, Santi Cosma e Damiano la Piazza T. Rossi.

Tra gli aderenti non istituzionali si fanno notare  l’associazione Atargatis di Minturno che guiderà un’escursione notturna nel parco di Gianola e un noto negozio di Terracina che spegnerà l’insegna.

Queste iniziative simboliche devono trasmettere a tutti i cittadini la necessità di ripensare i consumi energetici cominciando intanto con la partecipazione allo spegnimento di luci e apparecchiature elettriche ed elettroniche per un’ora sabato 23 marzo.

 

22 marzo 2013, Giornata mondiale Acqua: insostenibili i livelli di pressione umana sulle risorse idriche

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E’ urgente agire per migliorare l’utilizzo dell’acqua nelle filiere produttive e nei comportamenti individuali. Ecco alcuni strumenti utili suggeriti dal WWF: Per imprese e investitori ‘Water Risk Filter’ (http://waterriskfilter.panda.org), guida on line sul rischio idrico, e per i cittadini il carrello della spesa virtuale su http://www.improntawwf.it

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, il WWF ricorda come la pressione umana sulle risorse idriche sia estremamente elevata e insostenibile per il futuro nel caso dovessimo continuare a incrementare i consumi, come gli attuali trend confermano.

Gli ecosistemi d’acqua dolce ricoprono appena l’1% della superficie del Pianeta e ospitano il 7% delle 1,8 milioni di specie oggi descritte dalla scienza tra cui un quarto dei 60.000 vertebrati noti. Le specie che li abitano si estinguono a un livello in media 5 volte  superiore rispetto a quelle terrestri.Su un totale di 1,4 miliardi km³ di acqua disponibile sul Pianeta solo il 2,5% (35 milioni di km³) è costituito da acqua dolce (fiumi, laghi, ghiacciai ecc.), di cui solo meno dell’1% è potenzialmente utilizzabile dall’uomo per le proprie necessità (non tenendo presenti le esigenze di tutte le altre specie che con noi dividono il Pianeta), che invece si appropria del 54% di tutta l’acqua dolce accessibile, di cui il 20% viene usato dall’industria e circa il 70-80% nel mondo – in Italia circa il 60% – è utilizzato per l’agricoltura.

ECOSISTEMI D’ACQUA DOLCE: NUMERI E SPECIE A RISCHIO.

Gli ecosistemi di acqua dolce, pur ricoprendo solo l’1% della superficie terrestre, ospitano il 7% (126.000 specie) delle 1,8 milioni di specie a oggi descritte,. Gli effetti dell’azione umana su questi ambienti sono devastanti: solo in Europa, negli ultimi 50-100 anni il 60% delle zone umide è andato perso perché convertito a usi più “redditizi” o perché non tutelato.
Come documenta il rapporto WWF“Living Planet Report 2012” fornendo i dati sull’Indice del pianeta vivente (Living Planet Index)  il  declino di questo indice per quanto riguarda gli ecosistemi delle acque dolci è stato superiore a quello di tutti gli altri biomi.  L’Indice, analizzato dal WWF, comprende 2.849 popolazioni appartenenti a 737 specie di uccelli, pesci, rettili, anfibi e mammiferi presenti nelle zone umide, nei laghi e nei fiumi d’acqua dolce temperati e tropicali. Complessivamente, l’Indice delle acque dolci globale è diminuito del 37% fra il 1970 e il 2008  e quello delle acque dolci tropicali, in particolare, è diminuito in maniera più drammatica, del 70%, la percentuale maggiore fra quelle degli Indici dei diversi biomi, mentre l’Indice delle acque dolci temperate è aumentato di circa il 35%.
In Italia e in Europa le specie a rischio degli ecosistemi d’acqua dolce sono soprattutto la lontra, per quanto riguarda i mammiferi, il carpione del Garda e il carpione del Fibreno, per i pesci; la moretta tabaccata e il cavaliere d’Italia, per gli uccelli d’acqua. I boschi ripariali (salici, ontani ecc.) sono quelli più minacciati. Il WWF Italia da sempre attraverso le proprie Oasi protegge alcuni dei più importanti ecosistemi d’acqua dolce: sono 50 le Oasi WWF, su un totale di 120, che tutelano ecosistemi d’acqua dolce e le loro specie, come ad esempio le Oasi di Burano (Toscana), Orbetello (Toscana), Le Bine (Lombardia), le Saline di Trapani (Sicilia), e Valle Averto (Veneto).
E’ questa la fotografia scattata dal WWF Italia sull’approvvigionamento idrico destinata ad assumere sempre di più i caratteri di un’emergenza sia per  l’uomo che per la Natura: gli ecosistemi d’acqua dolce, infatti, non solo forniscono l’habitat per la sopravvivenza di numerosissime specie ma consentono anche lo stoccaggio e la fornitura di acqua potabile per soddisfare i bisogni fondamentali della popolazione umana.

INDUSTRIA: PREVISTO QUASI IL RADDOPPIO DEI CONSUMI NEL 2025.

L’industria utilizza in media il 20% delle risorse idriche della Terra, ma la percentuale è molto più elevata nei paesi “avanzati”: in media il 59% contro l’8% dei paesi a basso reddito . Secondo le stime dell’UNESCO, il volume d’acqua impiegato a scopi industriali passerà dai 752 km3 l’anno del 1995 ai 1.170 km3  nel 2025, arrivando a rappresentare circa il 24% del prelievo totale di acqua dolce. Non solo consumi diretti, l’industria è responsabile ogni anno dell’accumulo dalle 300 alle 500 tonnellate tra metalli pesanti, solventi, fanghi tossici e di altri rifiuti. Il contributo più significativo al carico di inquinanti proviene dalle industrie che utilizzano materie prime organiche e tra queste primeggia il settore alimentare come quello maggiormente inquinante. Il settore agro-alimentare dei paesi ad alto reddito è responsabile del 40% dell’inquinamento organico in ecosistemi di acqua dolce, mentre per i paesi a basso reddito il contributo sale al 54%. In questi paesi, il 70% dei rifiuti industriali viene scaricato non trattato, inquinando anche l’approvvigionamento di acqua potabile. Utilizzare una minor quantità d’acqua riuscendo al tempo stesso a produrre più cibo o prodotti sarà cruciale per affrontare i problemi legati alla scarsità delle risorse idriche.

RIDURRE L’IMPRONTA IDRICA: DAL CASO MUTTI AL CARRELLO DELLA SPESA VIRTUALE.

Cittadini, imprese, investitori ed istituzioni possono ridurre la propria impronta idrica (un indicatore di utilizzo dell’acqua dolce che misura l’uso sia diretto sia indiretto da parte di consumatori e produttori) cambiando e promuovendo abitudini,  investimenti e strategie in grado di incidere sui processi produttivi per una riduzione dei consumi d’acqua.
Per quanto riguarda i processi produttivi, un caso-studio italiano di calcolo della propria impronta idrica e di riduzione del consumo di acqua in agricoltura è rappresentato da Mutti, leader di mercato nella produzione di concentrato, passata e polpa di pomodoro.
In collaborazione con WWF e l’Università della Tuscia, Mutti è stata la prima azienda in Italia e una delle poche al mondo, ad aver calcolato i consumi di acqua della propria produzione, dalla coltivazione del pomodoro al prodotto finito, concretizzando degli obiettivi di riduzione dell’impronta idrica del 3% entro il 2015 su tutta la filiera, attraverso misure per migliorare efficienza e efficacia nell’irrigazione e la riduzione dei fertilizzanti.
Tra le cose che invece può fare il cittadino, sia come utilizzatore del servizio idrico che come consumatore, c’è il calcolo della propria impronta idrica attraverso il carrello della spesa virtuale sul sito del WWF Italia www.improntawwf.it , che permette così di essere consapevoli di quanto ‘oro blu’ mettiamo nel nostro piatto con la scelta dei nostri prodotti alimentari.

L’Ora della Terra si avvicina e i comuni si affrettano ad aderire, oggi è la volta di Itri e di Santi Cosma e Damiano

Dopo Ponza, Sezze e Terracina aderiscono anche Itri e Santi Cosma e Damiano al grande appuntamento mondiale dell’Ora della terra che chiama tutti ad un gesto di responsabilità, ridurre i consumi energetici contro il cambiamento climatico.

205335_555914931107035_1918391030_nEcco la lettera del sindaco di Itri

“Dopo aver ricevuto la Vs mail , seppur successivamente al 16/03/2013 con la presente comunico che il comune di Itri parteciperà all’iniziativa Earth Hour da Voi pubblicizzata. Il monumento spento sarà il Castello Medioevale di Itri
Saluti
Il Sindaco del Comune di Itri
Dott. Giuseppe De Santis”

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Ecco la lettera del sindaco di Santi Cosma e Damiano
“Il sottoscrito Dott. Vincenzo Di Siena , Sindaco del Comune di Santi Cosma e Damiano(LT), comunica la propria adesione allo spegnimento della piazza Comunale T. Rossi  dalle ore 20,30 alle ore 21,30 del giorno 23/03/13.                      Il Sindaco                                                                                                                                                                                         firm.to Dott. Vincenzo DI SIENA”

L’Ora della terra si avvicina, aderisce anche il comune di Terracina

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Dopo Ponza e Sezze anche il comune di Terracina aderisce al grande appuntamento mondiale dell’Ora della terra che chiama tutti ad un gesto di responsabilità, ridurre i consumi energetici contro il cambiamento climatico.

 

 

Ecco la lettera del sindaco Procaccini

In merito all’evento internazionale  promosso dal WWF
si comunica anche per quest’anno l’ adesione dell’Amministrazione comunale
di Terracina attraverso lo spegnimento del monumento
Tempio di Giove Anxur, il giorno 23 marzo dalle ore 2o,30 alle ore 21.30

f.to Nicola Procaccini
Sindaco di Terracina

Fiocco rosa a Terracina, nasce l’isola ecologica (la prima, ovviamente)

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Una buona notizia sul fronte della gestione dei rifiuti, nasce nella frazione di Borgo Hermada la prima isola ecologica di Terracina.

 

 

 

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Pare non accoglierà qualsiasi tipologia di rifiuti ma soltanto due, residui verdi e rifiuti elettronici.

Per questi ultimi è previsto un sistema di accesso tramite schede magnetiche che permetteranno di premiare in qualche modo comportamenti virtuosi da parte dei cittadini. La loro destinazione finale sarà sicuramente uno dei Consorzi di recupero dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

Non si conosce, invece, dove verranno inviati i rifiuti provenienti dal mondo agricolo, sarebbe opportuno comunicarlo in anticipo a tutta la città. E’ in corso al livello nazionale un dibattito sul recupero energetico da biomasse che desta molte preoccupazioni. 

 

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I lavori sono appena iniziati e dovrebbero terminare all’inizio di giugno.

 

 

 

IMG_0456Ora restiamo in attesa di un’isola ecologica vicina al centro cittadino abilitata all’accettazione di tutte le tipologie di rifiuti ad eccezione dell’organico. E’ assolutamente indispensabile per sostenere la raccolta differenziata che secondo il nuovo bando dovrebbe coinvolgere gran parte della città.

Oggi siamo ottimisti, però, e guardiamo ai lavori in corso a Borgo Hermada come al classico bicchiere mezzo pieno.

 

L’Ora della Terra si avvicina, anche il comune di Sezze aderisce all’iniziativa

Contro i cambiamenti climatici ridurre il riscaldamento globale

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Il sindaco del comune di Sezze ha risposto all’invito del WWF Litorale Pontino aderendo all’Ora della Terra;  sabato 23 marzo terrà spente  le luci della Piazza del Duomo e della facciata della chiesa dalle ore 20.30 alle 21.30.

Ecco la lettera di adesione SezzeaWWF

SALVIAMO CIÒ CHE RESTA DEL PAESAGGIO ITALIANO: dialogo con Paolo Berdini

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dal sito del FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO

 

 

 

L’informazione è potere, specialmente se si vogliono proteggere il paesaggio italiano e le sue inestimabili ricchezze dal cemento che le sta cancellando per sempre. Vi proponiamo questo dialogo con Paolo Berdini, ingegnere, urbanista e scrittore da tempo impegnato contro il consumo di suolo, sull’attuale contesto politico e culturale italiano in rapido mutamento, nel quale argomenti chiave per il futuro della collettività, come il consumo di suolo e l’espansione incontrollata delle città, drammaticamente ignorati in passato, stanno conquistando l’attenzione dell’opinione pubblica.

Qui è possibile leggere l’intervista a Paolo Berdini Paolo_Berdini_SIP