L’Ora della terra si avvicina, Ponza batte sul tempo i comuni pontini aderendo immediatamente all’iniziativa del WWF

Contro i cambiamenti climatici ridurre il riscaldamento globale

Il WWF Litorale Pontino ha inviato una lettera a tutti i sindaci della provincia per chiedere l’adesione all’Ora della Terra 2013.

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Il primo a rispondere aderendo all’iniziativa è stato il comune di Ponza che il 23 marzo terrà spento il palazzo comunale dando così l’esempio ai propri cittadini per una riduzione dei consumi energetici.

Ecco la lettera inviata al WWF LP dal sindaco Pier Lombardo Vigorelli. Ponza

Terracina, un servizio di gestione dei rifiuti di buon livello a costi più contenuti è possibile

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Una gestione dei rifiuti corretta che preveda la riduzione della loro produzione, il riuso degli oggetti per allungarne l’esistenza e il riciclo dei materiali alla fine vita di questi viene da sempre raccomandata dal WWF.

 

 

111220112350In particolare, nella nostra città l’associazione si è prodigata non solo nel diffondere le pratiche virtuose già attive da tempo in altri comuni ma anche operando nel quotidiano con iniziative come  “Le domeniche degli ingombranti” e i minicorsi sui rifiuti che vengono tenuti nelle scuole.

 

Alla presentazione del bando della nuova gara d’appalto per la gestione del servizio d’igiene urbana, le rimostranze e i dubbi sollevati dall’opinione pubblica spinsero il WWF LP,  prima di esprimere la propria opinione in merito, a documentarsi con un confronto con una città per molti aspetti simile a Terracina, Nettuno. Ne venne fuori che un servizio di gestione dei rifiuti di buon livello come quello progettato e in corso di realizzazione nell’altra città tirrenica presentava di fatto costi inferiori rispetto a quelli preventivati per la nostra città.

Tutto quanto il WWF LP ha prodotto sul tema è presente su questo sito/blog a disposizione di tutti e i cittadini vi possono trovare argomentazioni per sostenere la petizione in corso per chiedere l’annullamento della gara d’appalto.

 

PETIZIONE CITTADINA

per l’annullamento della gara d’appalto del servizio di igiene urbana

 Al Sindaco del Comune di Terracina;

I sottoscritti cittadini del Comune di Terracina rivolgono la seguente petizione al Capo dell’amministrazione comunale al fine di ottenere l’annullamento del bando della gara indetta con la determinazione n.322 del 24 ottobre 2012 del Responsabile del Dipartimento Pianificazione Urbanistica e Gestione del Territorio-Settore Gestione e Protezione Ambientale.

Premesso che

  • il Comune di Terracina, con la determinazione n.322 del 24 ottobre 2012 del Responsabile del Dipartimento Pianificazione urbanistica e Gestione del territorio-Settore Gestione e Protezione ambientale, ha indetto la gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana e che tale gara è ancora in corso;
  •  l’ammontare a base d’asta della gara suddetta è di 8.140.000 euro (oltre l’IVA) all’anno per sei anni;

Considerato che

  • il WWF Litorale Pontino, l’Associazione Commercianti e il Sestante, ciascuno per la propria parte e i propri campi d’interesse, hanno in questi mesi portato numerosi argomenti per chiedere una revisione delle somme previste pur garantendo un servizio adeguato alle norme;
  • le suddette associazioni, in particolare,

1) hanno evidenziato che i dati della produzione dei rifiuti messi nelle tabelle introduttive del capitolato sono almeno approssimativi, tanto che a marzo 2013 non sono ancora disponibili quelli relativi agli ultimi cinque mesi del 2012;

2) hanno verificato che questi dati alla base del capitolato fanno intendere una produzione di rifiuti urbani e assimilati di qualche migliaio di tonnellate oltre la media annua degli ultimi sei anni che si è attestata intorno alle 29.600 tonnellate, falsando così il conteggio totale;

3) hanno constatato come l’iter fino alla pubblicazione del bando non è passato attraverso il confronto con le rappresentanze sociali e della tutela dei consumatori;

  • che in questi mesi non c’è stata nemmeno una presa d’atto delle osservazioni, anzi è stato respinto, talvolta con ostentata sufficienza, qualunque tipo di suggerimento;

Accertato che

  •  il prelievo a carico di tutti sarà insostenibile e crescerà ulteriormente anche grazie alla nuova forma di tassazione della gestione dei  rifiuti e dei servizi a  domanda individuale della TARES;

Si chiede che

  • L’Amministrazione comunale proceda all’annullamento del bando di gara.

Per collaborare alla raccolta delle firme scaricare il modulo della petizione, stamparlo fronte/retro, raccogliere le firme e consegnare i moduli compilati all’Associazione commercianti di Terracinapetizione

Lo stato dei nostri laghi, importante seminario nel Parco Nazionale del Circeo

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Progetto Life + Rewetland

Widespread introduction of constructed wetlands for a wastewater treatment of Agro Pontino.

 

Seminario

Stato e prospettive dei laghi pontini e degli acquiferi costieri

Sabaudia – 26 marzo 2013

Auditorium del Centro Visitatori del Parco Nazionale del Circeo
Via Carlo Alberto – Sabaudia (LT)

Il programma Life Rewetland – Programma seminario 26-03-2013

La scheda di adesione Scheda_iscrizione Seminario 26 mar 2013

Arriva San Giuseppe, non solo polveri sottili dai fuochi della tradizione

IMG_0428Da molti anni ormai la tradizione dei fuochi di San Giuseppe si è trasformata da un’occasione di genuina socialità nei quartieri (le frasche da bruciare provenivano da saccheggi a volte selvaggi perpetrati dai ragazzi nei boschi vicini alla città o nei parchi pubblici) in un vero incenerimento all’aperto di rifiuti speciali pericolosi.

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Basta girare per la città per vedere informi cumuli di resti di potature dei giardini mischiati con sacchi di plastica, elementi di vecchi mobili di legno trattato o addirittura rivestiti di formica, barattoli, ……

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Il rischio è grande e questi fuochi andrebbero proibiti, sono ormai discariche, abusive o meno, che vengono incendiate.

Fermiamo questo grave inquinamento!

 

IMG_0431Non siamo i soli a dirlo. Nel Veneto esiste da sempre la tradizione dei “pan e vin”, feste popolari dell’Epifania che si svolgono attorno a grandi fuochi all’aperto. Quest’anno l’ARPA regionale ha emesso un comunicato sull’inquinamento prodotto dalla combustione di legna trattata arrivando a scrivere «Questi falò hanno un pericoloso effetto, tutt’altro che secondario».

 

IMG_0432«Durante i roghi si producono notevoli quantità di polveri sottili, le cui concentrazioni medie giornaliere raggiungono livelli eccezionali. In particolare, domenica 6 gennaio sono state misurate concentrazioni di Pm10 almeno 3 volte più alte del valore limite giornaliero (50 µg/m3) in tutti i capoluoghi di provincia di pianura».

 

«Si fa presente – continua il comunicato – che la combustione di materiali eterogenei all’aperto, che caratterizza queste manifestazioni, porta alla formazione di altre sostanze pericolose, quali i composti organici volatili e gli idrocarburi policiclici aromatici. Infatti quando le condizioni di combustione non sono controllate, la stessa efficienza della combustione è molto bassa e favorisce la liberazione di sostanze nocive e di polveri, che possono permanere anche per diversi giorni nella bassa atmosfera. Per questo motivo, sia a livello comunitario sia nazionale, è stata presa una chiara posizione contro l’accensione di fuochi all’aperto, siano essi legati a iniziative popolari o pratiche agricole. Nel Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, attualmente in fase di revisione e prossimamente in consultazione pubblica, si condivide tale posizione confermando forti restrizioni per le combustioni all’aperto».

 

 

Governo, con l’ambiente tra le priorità l’Italia può cambiare

Tra le priorità del WWF una Roadmap per la decarbonizzazione; una normativa contro consumo del suolo e una legge per Governo territorio; una Strategia nazionale e regole più stringenti su bonifiche

 

74508_106978832706201_443820_nTra le 8 priorità del Partito Democratico che si candida al Governo del Paese sono stati finalmente inseriti esplicitamente i temi dell’economia verde e dello sviluppo sostenibile (punto 6): un segnale che forse in Italia sta cominciando a cambiare qualcosa”, commenta il WWF, che chiede però al PD di essere più esplicito e coraggioso, ricordando la necessità di un Green Deal (‘cambiamento/svolta verde’),  chiesta dalle maggiori Associazioni ambientaliste durante la campagna elettorale.

Il WWF ricorda che il Paese ha bisogno:

1. non solo di confermare gli incentivi sull’efficienza energetica degli edifici, ma di una Roadmap nazionale di Decarbonizzazione e per l’uso efficiente delle risorse nella produzione dell’energia elettrica, nei trasporti, nell’industria e nei servizi e di perseguire  l’Obiettivo del 100% Rinnovabili entro il 2050, procedendo alla chiusura progressiva delle centrali alimentate con combustibili fossili, e rinunciando a ogni piano di trivellazioni petrolifere off shore;

2. sicuramente di un programma di riqualificazione urbana, ma soprattutto di una nuova legge di Governo del territorio, che aggiorni la disciplina urbanistica ferma al 1942, e della definizione di una normativa sul consumo del suolo che usi la leva fiscale per disincentivare l’espansione edilizia e incentivare la riqualificazione del patrimonio esistente, oltre a segnali precisi sull’abbandono definitivo del Primo Programma sulle infrastrutture strategiche, divoratore di fondi pubblici e di risorse ambientali;

3. di definire una vera e propria Strategia nazionale per garantire l’avvio concreto degli interventi di bonifica attraverso un’azione coordinata con le Regioni, e di una messa in mora politico-istituzionale dei soggetti che ai termini di legge hanno l’obbligo di procedere ai ripristini ambientali ed alla messa in sicurezza dei siti contaminati.

Salviamo l’agricoltura, scriviamo al Parlamento europeo.

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RIFORMA DELLA PAC

L’AMBIENTE AGRICOLO E’ IN CRISI, AGISCI ORA!

 

AGRIUN CARTELLO DI ASSOCIAZIONI LANCIA ANCHE IN ITALIA UNA PETIZIONE ONLINE INDIRIZZATA AI PARLAMENTARI EUROPEI PER UNA RIFORMA ‘VERDE’ DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE

Firma sul sito http://it.farmingfornature.eu

 

In vista della votazione in plenaria del Parlamento Europeo sulla riforma della Politica Agricola Comune (PAC) 2014-2020, annunciata per il prossimo 11 marzo, le Associazioni ambientaliste e dell’Agricoltura biologica e biodinamica italiane credono sia giunto il momento di voltare pagina e finanziare solo le buone pratiche agricole che rispettano la Natura e che producano cibo sano con modalità che siano sostenibili anche per le future generazioni. Per questo hanno lanciato a livello europeo, anche in lingua italiana, una petizione online indirizzata ai parlamentari europei impegnati nei prossimi giorni a decidere sul futuro dell’agricoltura.

277 associazioni ed organizzazioni europee hanno già inviato una lettera aperta a tutti gli europarlamentari ( https://www.wwf.it/UserFiles/File/Lettera%20aperta_PAC_1marzo2013.pdf ) per ribadire perché la politica agricola europea ha bisogno di urgenti riforme. Con la petizione online tutti i cittadini europei possono far sentire la loro voce per sostenere una autentica riforma verde della PAC che renda l’agricoltura europea più pulita, sostenibile, sana e giusta.

Per più di cinquant’anni  l’Unione Europea ha incentivato e finanziato pratiche agricole dannose, che inquinano i nostri suoli, le nostre acque e la nostra aria, mentre la buona agricoltura biologica e biodinamica veniva sempre più penalizzata e marginalizzata, sprecando in questo modo i soldi dei contribuenti.

L’attuale crisi economica colpisce un’agricoltura già attraversata da una profonda crisi strutturale, in Italia le aziende sono calate in 10 anni del 32,2% e il loro reddito del 25,3%, mentre in Europa nell’ultimo decennio si sono persi complessivamente 3,7 milioni di posti di lavoro nell’agricoltura. Il 92% dei fiumi e dei laghi di tutta Europa sono inquinati per l’uso eccessivo di concimi chimici e pesticidi e soffrono per l’eccessivo prelievo di acqua destinata all’agricoltura (in Italia il 60% dei consumi idrici), negli ambienti agricoli dal 1980 ad oggi sono andati persi oltre 300 milioni di uccelli selvatici. I dati sull’ambiente in Europa evidenziano una crisi generalizzata della biodiversità e il consumo di suolo agricolo negli ultimi sessant’anni, un milione e mezzo di ettari dei terreni più fertili in Italia, mette a rischio anche la sicurezza alimentare. Questa crisi è il punto di arrivo di un modello di agricoltura non più sostenibile per modalità di produzione e di consumo.

Tutto questo non è più accettabile.

 

 Se non vuoi che i tuoi soldi siano usati per finanziare pratiche agricole che devastano il  territorio chiedi ai tuoi rappresentanti al Parlamento Europeo di votare a metà marzo per una politica agricola più verde. Per la prima volta nella storia infatti hanno il potere di votare per una politica agricola amica della Natura, che non sperperi i nostri soldi e che serva a produrre cibo sano in maniera più sostenibile. Questo porterà benefici per tutti chiede l’appello online promosso a livello europeo da Birdlife, EEB, IFOAM e WWF (organizzazioni rappresentate in Italia dalle Associazioni nazionali LIPU, Legambiente, Federazione nazionale Pro Natura , AIAB, Federbio, FIRAB, UPBio, WWF). All’appello hanno aderito anche altre Associazioni nazionali riunite in un tavolo di lavoro comune sulla riforma della PAC come il FAI (Fondo Ambiente Italiano), Italia Nostra, Touring Club Italiano, Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica, SIEP (Società Italiana Ecologia del Paesaggio) e Slow Food.

 

La mobilitazione delle Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica e biodinamica europee e nazionali intende ribaltare alcune decisioni assunte dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo considerate insostenibili per l’ambiente e penalizzanti per le pratiche agricole più virtuose e sostenibili.

 

Nella plenaria di marzo le Associazioni chiedono per questo ai Parlamentari Europei di votare per una vera riforma della Politica Agricola Comune (PAC) che:

  1. ASSICURI l’adozione delle migliori pratiche agricole per la tutela dell’ambiente da parte di tutti gli agricoltori che beneficiano dei pagamenti diretti della PAC  (il cosiddetto “greening”), mentre la proposta attuale prevede l’esclusione delle aziende sotto i 10 ettari;
  2. RESPINGA i doppi pagamenti illegali proposti dalla Commissione Agricoltura, che consentirebbero di pagare due volte gli agricoltori per le stesse attività;
  3. REINTRODUCA l’obbligo per gli agricoltori   del rispetto delle normative europee in materia di tutela dell’ambiente,  sicurezza alimentare, benessere animale e salute pubblica per poter ricevere i finanziamenti comunitari, attraverso la cosiddetta “condizionalità”.
  4. SOSTENGA maggiormente l’agricoltura biologica ed i sistemi agricoli di Alto Valore Naturale.

In questo scenario l’agricoltura biologica deve assumere un ruolo completamente nuovo rispetto al passato, utile per il futuro di tutta l’agricoltura, diventando metodo produttivo centrale dal quale partire per un nuovo modello di  riferimento basato su valori etici e sociali e sulla tutela dei beni pubblici.

Sono, infatti,  proprio le aziende biologiche che attraverso la diversificazione (base fondante dei principi del biologico) hanno saputo interpretare la multifunzionalità in misura maggiore rispetto alle altre e che oggi si dimostrano più resilienti anche sul piano economico e in sintonia maggiore con l’ambiente e i bisogni dei cittadini. Per questo l’agricoltura biologica deve essere maggiormente sostenuta da un’autentica riforma della PAC.

 

La campagna online prosegue anche sui siti delle varie associazioni e sui Social Network.


Roma, 1 marzo  2013

 

Gli Uffici Stampa
WWF Italia, Tel. 06 84497 265/213; 02 83133233 – 329 8315718

LIPU  tel 0521.273043 – 340 – 3642091 

23 marzo 2013, l’Ora della Terra, il WWF scrive ai sindaci pontini

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L’avvicinarsi del 23 marzo chiama tutti ad un ripensamento dei propri stili di vita, la parola d’ordine è ridurre i consumi energetici contro il riscaldamento globale. I sindaci sono chiamati a dare l’esempio con il tenere spento per un’ora dalle 20.30 alle 21.30 un monumento, una piazza, …in modo da invitare i cittadini a spegnere in parte o totalmente le luci nelle proprie abitazioni.

 

Gentile Sindaco,

anche quest’anno si terrà Earth Hour,  il più grande evento globale che riunisce cittadini e comunità di tutto il Pianeta nella lotta ai cambiamenti climatici. L’iniziativa è caratterizzata dall’estrema semplicità del gesto (spegnere una luce, un edificio, un monumento o un’intera città) che simboleggia la volontà di sentirsi uniti in una sfida che nessuno può pensare di vincere da solo, ma in cui contano le azioni di ognuno. La preoccupazione per il riscaldamento globale e per il ritardo della politica e dei Governi nell’affrontarlo, aumenta,  ma insieme aumenta la consapevolezza che tutti possiamo (e dobbiamo) essere protagonisti delle soluzioni.

Questa iniziativa può rappresentare una vetrina importante per raccontare insieme al WWF a livello nazionale e internazionale l’impegno del Suo Comune nella lotta ai cambiamenti climatici e, nel contempo, unirsi a tante altre Amministrazioni in tutto il mondo, lanciando un segnale ai Governi e alle forze politiche nazionali che non hanno ancora impostato, né realizzato un’efficace azione di contrasto.

L’adesione del Suo Comune potrà avvenire attraverso lo spegnimento simbolico di un monumento/edificio della Sua  città il 23 Marzo dalle ore 20.30 alle ore 21.30 (ora italiana).

Il nostro auspicio è che il Suo Comune voglia rispondere all’appello del WWF  partecipando attivamente a quest’iniziativa.  A tal fine e per meglio valorizzare l’adesione all’evento, Le chiediamo di farci avere conferma scritta indirizzata a litoralepontino@wwf.it entro il 16/3/2013.

Ci auguriamo, inoltre, che l’adesione ad Earth Hour da parte di numerosi Comuni italiani, possa  essere l’occasione per favorire politiche e azioni volte alla riduzione dei numerosi fattori che continuano a contribuire in maniera sempre più rapida e negativa al “riscaldamento globale”.

Augurandoci di poter contare sull’adesione del Suo Comune, cogliamo l’occasione per inviarLe i nostri più cordiali saluti.

Terracina, 6 marzo 2013

Il presidente del WWF Litorale Pontino

Allegato: Comunicato stampa WWF Italia 20/2/2013 WWF_EH_CS lancio_SFIDAILMONDO

Movimento lento al comune di Terracina.

Su una bacheca pubblica è affisso questo manifesto senza data ma che riporta notizie importanti, è in corso un’indagine accurata sull’utenza del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati per una prossima “incisiva riorganizzazione del sistema di raccolta dei rifiuti”.

Sicuramente si tratta di una lodevole iniziativa messa in atto nella preparazione del capitolato della gara d’appalto del nuovo bando di gestione dei rifiuti.

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Se invece l’avvio di tale ricerca fosse di questi giorni potrebbe forse spiegare i ritardi che sta accumulando il bando che, come si sa, ha subito diverse traversie.

Insomma, meglio tardi e bene che presto e male sembra essere la regola aurea seguita dal Dipartimento.

Questa regola è anche alla base del ritardo con cui saranno resi noti i dati della produzione dei rifiuti degli ultimi cinque mesi dell’anno scorso; da un mese il WWF LP li sta chiedendo al Settore ricevendo come risposta che i dati sono sottoposti ad un’operazione di controllo. A febbraio 2013 si stanno ancora controllando i dati riguardanti la produzione dei rifiuti di agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre 2012?

E’ la regola aurea del movimento lento del comune di Terracina.

Allora, il WWF LP, confidando che il movimento lento non si trasformi prima o poi in falso movimento, li ha chiesti al sindaco con la lettera 22 2 2013 non ricevendo, però, ancora alcuna risposta.

No al consumo di territorio, riutilizziamo l’Italia!

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Per salvare la natura e le bellezze paesaggistiche d’Italia dalla cementificazione che le sta cancellando, il WWF, nell’ambito della Campagna “RiutilizziAMO l’Italia”, invita tutti gli abitanti del Belpaese ad aderire all’appello                                                                        NO AL CONSUMO, SÌ AL RIUSO DELL’ ITALIA.

 

Una sfida che punta alla riqualificazione delle aree urbane e del territorio disincentivando il consumo di nuovo territorio grazie anche all’introduzione di strumenti normativi e fiscali che consentano di ri-utilizzare prioritariamente aree abbandonate, dismesse o degradate  o anche  di vincolare l’eventuale occupazione di nuovi suoli per attività edilizie al recupero ‘naturale’ di altre aree da individuare con obiettivo il “Bilancio consumo del suolo: zero”, grazie alla partecipazione dei cittadini e  alla collaborazione tra le diverse  amministrazioni pubbliche.

L’espansione urbanistica a “macchia d’olio” va bloccata, in modo che il perimetro urbano sia contenuto e delimitato  evitando che il territorio diventi un’immensa, ininterrotta periferia sub-urbana di nuclei dispersi di bassa qualità edilizia e senza servizi  che soffocano la natura e deturpano il paesaggio.

Riutilizzare l’Italia sarà possibile se crescerà il numero e l’impegno delle amministrazioni pubbliche consapevoli del loro ruolo essenziale nel governo del territorio. Amministrazioni quindi in grado sia di garantire il rispetto delle norme a tutela dell’ambiente e del paesaggio che di regolare le trasformazioni in modo da risparmiare suolo e nel contempo migliorare la vivibilità delle città grandi e piccole.

Questi obiettivi verranno mantenuti se ci sarà un forte impegno di mobilitazione  civile, sociale e culturale che punti, mobilitando risorse economiche e occupazionali, al riuso e alla riqualificazione delle nostre aree urbane e sia consapevole che il patrimonio di biodiversità, che è parte integrante della ricchezza della nostra nazione, è un bene comune.

Il WWF Italia chiede ai cittadini di firmare l’appello per promuovere tre strumenti indispensabili per raggiungere l’obiettivo del “Bilancio consumo del suolo zero”

1.    Carta ‘No al consumo di suolo, Sì al riuso dell’Italia’: aderendo a questa Carta le Amministrazioni Pubbliche potranno manifestare il loro impegno concreto nel risparmiare il suolo, nel recuperare il dismesso, nel  coinvolgere i cittadini e le loro associazioni  nelle scelte di pianificazione, progettazione e realizzazione degli interventi.

2.    Il ‘Registro del suolo’: una banca dati integrata  tra gli  uffici delle varie amministrazioni competenti (Comune, Regione, Ministeri), accessibile a tutti i cittadini e grazie alla quale gli Enti pubblici possano controllare e prevenire il consumo di nuovo suolo, ma anche registrare i casi di rinaturalizzazione di suoli urbanizzati. Da qui vogliamo che parta una vera e propria operazione-trasparenza!

3.    Una ‘Fiscalità antiabbandono’: che  introduca un’imposta selettiva con l’obiettivo di rendere più vantaggioso recuperare e riutilizzare piuttosto che costruire, nel contempo il consumo di nuovo suolo fuori dal perimetro urbanizzato nel rispetto del patrimonio naturale, della rete ecologica e dei beni paesaggistici.