Nota inviata al Sindaco di Terracina per l’incontro del 16 febbraio 2012

Nota sulla gestione dei rifiuti per il Sindaco di Terracina

 

Il WWF è stato sempre attivo per quanto riguarda la gestione dei rifiuti in città,  essenzialmente perché una pratica corretta in questo ambito si inserisce di diritto in un contesto di compatibilità ambientale.

Basta ricordare le iniziative, alcune stagionate di 20 anni come Comune Pulito e altre più recenti come l’iniziativa rivolta alle scuole elementari da cui scaturirono un calendario sulla raccolta differenziata e un corteo sullo stesso tema, probabilmente unico in Italia, durante un carnevale fino al progetto su Riduzione, Riuso, Riciclo realizzato, in collaborazione con Federconsumatori, nel corso del 2011 negli Istituti superiori e nella scuola media Montessori, e alle Domeniche degli Ingombranti che hanno trovato un forte consenso tra i cittadini.

Interesse dell’Associazione WWF Litorale Pontino è trovare per le questioni ambientali la soluzione più sostenibile che porti ad una riduzione del consumo delle risorse siano esse rappresentate da materie prime o addirittura dal territorio stesso.

Per questo ci permettiamo di sottoporre in maniera sintetica all’attenzione dell’Amministrazione le seguenti questioni.

 

1.    Osservazioni sull’Ordinanza sindacale 0001/AG -11gennaio2012

L’Ordinanza pur necessaria per affrontare l’ennesima emergenza rifiuti della città appare incompleta nell’elencazione dei servizi; per esempio, in essa non sono comprese la pulizia dei cassonetti e quella delle spiagge.

In un protocollo a parte dovrebbe essere stato sottoscritto un impegno a conferire quel poco di materiale differenziato che si realizza in città ai Consorzi di filiera; le quantità di tali materiali destinate a buon fine dovrebbero essere monitorate mensilmente e i relativi dati, secondo noi, resi pubblici per un ulteriore incentivo a differenziare rivolto ai cittadini. Resta il dubbio legittimo che tale operazione sia affidata alla stessa azienda che realizza la raccolta.

Potrebbe non essere compito della nostra associazione entrare nel merito dei costi del servizio praticato dall’azienda assegnataria, ma un’analisi per ordine di grandezza di questi impone una riflessione sulla qualità del servizio realizzabile con simile somma. L’incarico è temporaneo, è vero, e saremo i primi ad essere contenti se la gara d’appalto venisse realizzata e conclusa entro i primi di giugno. L’esperienza ci fa pensare che l’incarico potrebbe durare anche tutto l’anno; in tal caso, un calcolo, per ordine di grandezza appunto, indica che a carico della comunità ci sarà una spesa di oltre 9 milioni di euro. La somma fissata di 400.000 € mensili porta ad un totale annuo di oltre sei milioni (i mesi estivi incidono almeno per un ulteriore quarto del totale annuo e sicuramente l’imprenditore a giugno, se l’incarico venisse prorogato, vorrà ricontrattare l’impegno) ai quali vanno aggiunti 3 milioni (97€x30.000 ton) per la discarica.

Inoltre, l’imprenditore potrebbe chiedere un compenso per il miglioramento dei materiali differenziati prima di avviarli ai Consorzi.

 

2.    E’ scaduto in questi giorni il bando regionale per realizzare iniziative rivolte alla riduzione della produzione dei rifiuti. In una precedente lettera la nostra associazione aveva proposto l’installazione di un paio di “fontane leggere”, ma non era l’unica possibilità. L’importante è ridurre in qualunque modo la quantità dei rifiuti che da troppi anni mandiamo in discarica. Il Comune ha partecipato? Cosa ha deciso di chiedere?

3.   Il 20 febbraio scadrà il bando provinciale per la “Incentivazione alla riduzione, al recupero ed alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani” al quale il nostro Comune può partecipare alla sezione riguardante i comuni che hanno una raccolta differenziata minore del 20%. In particolare, può chiedere contributi per interventi per l’avvio ed il potenziamento della raccolta differenziata della frazione umida dei rifiuti ed interventi per incentivare anche la raccolta differenziata delle frazioni secche. Inoltre può aspirare a contributi per l’acquisto di mezzi ed attrezzature fisse e mobili per i servizi di raccolta differenziata e di trattamento e trasformazione dei rifiuti biodegradabili e per la realizzazione di strutture di supporto della raccolta differenziata ed al miglioramento qualitativo della stessa. Il nostro Comune sta partecipando?

 

4.    Le Domeniche degli Ingombranti sono un surrogato delle isole ecologiche, è vero, ma nell’assenza di queste hanno svolto un ruolo non proprio trascurabile.  Quella realizzata l’11 dicembre2011, in collaborazione con la Terracina Ambiente, ha consentito di raccogliere 600 oggetti, il 10% dei quali è stato sottratto al loro destino di rifiuto da cittadini che li hanno prelevati. I cittadini ci stanno sollecitando a riprendere l’esperienza e noi pensiamo che pur essendo in una fase transitoria l’azienda assegnataria dovrebbe consentire la continuazione di queste raccolte straordinarie di ingombranti.

 

5.    La raccolta differenziata a Terracina si può dire non sia mai partita nonostante la crescita culturale e la sensibilità ambientale dei cittadini abbiano raggiunto livelli apprezzabili.

In città sono stati aperti negozi che vendono detersivi sfusi, dal lunedì al venerdì un allevatore vende latte fresco alla spina, si vedono in giro molte persone che portano la spesa con le sporte non più usa e getta. Spesso presso i pochi cassonetti della raccolta differenziata stradale si vedono persone, giovani e anziani, deporre con meticolosità i materiali separati in casa.

Sono segnali di un’attenzione all’ambiente che merita maggiore considerazione da parte dell’Amministrazione pubblica, nel senso che quest’ultima dovrebbe dare indirizzi e stimoli e non come è avvenuto per troppi anni farsi scavalcare dagli amministrati. La raccolta differenziata a Terracina è realizzata in una piccola parte della città con cassonetti stradali che si riempiono facilmente perché vengono utilizzati anche dai cittadini che risiedono in altri quartieri.

 

6.    Cosa fare?  E’ ora di risalire la china che per troppi anni abbiamo percorso in discesa. In ogni parte del Paese ci si è mossi per ottemperare a norme italiane e direttive europee, nella nostra regione ma anche nella nostra provincia ci sono comuni virtuosi (virtuosi perché rispettano le leggi?), mentre Terracina è rimasta al palo con un tasso di raccolta differenziata prossimo allo zero.

Si affidi o meno la progettazione di un piano ad un tecnico indipendente che ci porti fuori dalle secche in breve tempo occorre seguire la regole delle 4R.

RIDUZIONE

  • Eliminazione dell’usa e getta nelle mense scolastiche inserendo nella gara di appalto un eventuale benefit temporale per la ditta vincitrice,
  •  installazione di “fontane leggere”nei quartieri per eliminare il più possibile l’uso delle bottiglie di plastica,
  • accordi con la distribuzione per la vendita di merci a imballaggio leggero,
  • distribuzione alle giovani coppie di kit di pannolini lavabili,
  • acquisto, anche in collaborazione con la Provincia, di una lavastoviglie da campo da mettere a disposizione degli organizzatori di feste popolari per evitare qualunque tipo di uso e getta,
  • partecipazione alle iniziative dell’associazione Porta la Sporta,
  • adesione alla Settimana Europea della Riduzione.

RIUSO/RIUTILIZZO

  • Aprire almeno un centro di raccolta dove sia possibile anche avviare gli oggetti al riuso tramite scambio, gratuito o meno,
  • installare nel centro di raccolta un banco/smontaggio degli ingombranti per rendere disponibili le componenti, a titolo gratuito o meno.

RACCOLTA DIFFERENZIATA

  • Dividere la città in zone nettamente distinte in cui iniziare progressivamente la raccolta domiciliare, introducendo il metodo “carretta/caretta” nel centro storico,
  • raccogliere la carta dagli uffici e dalle scuole e gli imballaggi in cartone dagli esercizi commerciali,
  • diffondere il compostaggio domestico della frazione umida,
  • avviare un programma di comunicazione al quale la nostra associazione è disposta a dare il massimo contributo;
  • istituire lo “sportello della raccolta differenziata” che possa seguire tutte le fasi del processo, per superare eventuali momenti critici e  per intervenire sugli input per migliorare continuamente la qualità e la quantità del differenziato.

RICICLO

  • Individuare in ambito provinciale un centro di raccolta cui conferire il differenziato da avviare ai Consorzi di filiera e un impianto di compostaggio per destinarvi la frazione organica.

 

Quindi, Ridurre, Riusare e Riutilizzare e infine Riciclare.

I materiali da avviare a riciclo hanno un valore economico tanto maggiore quanto minori sono le impurità presenti in essi; soltanto una raccolta differenziata domiciliare ben organizzata e monitorata può garantirlo.

Cosa resta dopo queste prime fasi?

  • Il secco indifferenziato
  • Gli oggetti ingombranti
  • Gli scarti di lavorazione della raccolta differenziata
  • Lo spazzamento stradale
  • Gli assorbenti

Su questi si può intervenire eliminandone alcuni e riducendo gli altri con feedback sull’input e con feedback di processo secondo lo schema che realizza il ciclo chiuso del RICICLO TOTALE.

L’uso ridottissimo della discarica di servizio va tendenzialmente ad eliminarsi anche con l’utilizzo già in atto in alcune realtà italiane del processo di estrusione per fare del materiale secco residuo della sabbia sintetica.

 

Resta fuori da questa Nota il discorso dell’impianto di via delle Morelle sul quale da sempre il WWF si è espresso per una sua ristrutturazione in un moderno impianto di compostaggio.

 

Terracina, 16 febbraio 2012

 

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