Sana alimentazione come prevenzione oncologica e protezione della popolazione rurale dall’uso indiscriminato dei pesticidi nelle campagne, i due temi al centro dell’incontro di ieri sera organizzato dal WWF nell’ambito di “Settembre al parco”

La minaccia di pioggia che per l’intero pomeriggio di domenica primo settembre ha gravato su Terracina, ha costretto gli organizzatori a spostare l’evento dal Parco della Rimembranza alla Sala Conferenze dell’Istituto Gregorio Antonelli.

Probabilmente alcuni cittadini non sono stati raggiunti dalla notizia del cambiamento di sede dell’interessante incontro e si sono presentati alle 21 al parco della Rimembranza trovandolo chiuso.

Per loro, e anche per chi era presente,  pubblichiamo le slides delle presentazioni che i relatori hanno gentilmente messo a disposizioni di tutti.

Il primo relatore, il dottor Alessandro Rossi, responsabile scientifico della LILT di Latina, ha illustrato la Piramide Alimentare Pontina nell’ambito della dieta mediterranea

Dopo aver presentato la statistica dei tumori più diffusi

ha evidenziato come nella maggioranza dei casi i tumori coinvolgano l’apparato digerente.

Una corretta alimentazione con prodotti delle filiere pontine ne può ridurre l’incidenza in maniera significativa.

Ecco la piramide alimentare che può essere costruita con soli prodotti pontini di qualità.

Tutta la presentazione del dottor Rossi è scaricabile qui Piramide Alimentare Pontina LILT

La qualità dei prodotti deriva soprattutto da un’agricoltura biologica o biodinamica e quindi senza uso della chimica.

Un riferimento a ciò è venuto dalla seconda relazione illustrata da Renato Bottiglia, animatore del Gruppo facebook NO PESTICIDI che ha raccolto 35 mila firme per la salvaguardia delle popolazioni rurali dall’uso indiscriminato di erbicidi e pesticidi nelle campagne.

Queste firme sono andate a sostegno di una mozione in Parlamento per chieder l’impegno del Governo su questo delicato tema.

Questo il risultato della votazione

Unanimità!

Bottiglia ha illustrato la bozza del Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci in cui finalmente è presente il rispetto delle distanze dalle abitazioni e dalle loro pertinenze.

Entro il 15 ottobre sarà possibile presentare osservazioni, dopo quella data il PAN potrà essere pubblicato diventando norma di legge.

Tutta la presentazione di Renato Bottiglia si può scaricare qui RenatoBottiglia

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Oggi andare per boschi e campagne sarà rischioso, i camminatori si troveranno in piena preapertura della caccia

Il primo settembre, infatti, inizia la caccia anche da noi in deroga alla legge nazionale 157/1992 che fissa l’apertura alla terza domenica del mese. La legge consente deroghe soltanto in casi rigorosamente delimitati e certificati dall’ISPRA.

Il WWF Italia ha emanato un comunicato lamentando le troppe aperture anticipate della caccia in tante regioni. L’associazione metterà in atto qualsiasi azione legale e di pressione per respingere queste illecite e ingiustificabili carneficine di animali selvatici, comprese denunce penali e alla Corte dei Conti.

Gli amministratori delle Regioni devono assumersi le proprie responsabilità, politiche, legali ed economiche, dinanzi ai cittadini, all’Europa e alla natura. Ancora una volta la tutela della fauna selvatica, per un numero di regioni ancora troppo elevato, al centro e al sud, appare l’ultima delle preoccupazioni.

Contro le preaperture gli avvocati del Wwf hanno avviato diversi ricorsi, due dei quali hanno già avuto esito positivo: tra il 27 e il 28 agosto i Tribunali amministrativi di Abruzzo e Marche, con un decreto cautelare ‘urgente’ hanno bloccato le preaperture, ritenendo che nel bilanciamento dei diversi interessi, appare prevalente l’interesse pubblico generale alla conservazione della fauna selvatica per cui deve disporsi la sospensione interinale degli atti impugnati. Molti giorni di caccia in meno e migliaia e migliaia di animali salvati.

 

Nel Lazio purtroppo già oggi e domenica 8, a partire dalle ore 5 e 40 e fino alle ore 19 e 40, si sentiranno colpi di fucili contro la tortora selvatica.

 

 

PERCHE’ SIAMO CONTRO LA CACCIA

 

 

 

La riflessione del presidente onorario del WWF Italia, FULCO PRATESI

 

 

Molti si chiedono perché, mentre in quasi tutti i Paesi del mondo la caccia non solleva contestazioni e repulsione, da noi sia odiata dalla grande maggioranza dei cittadini. Le ragioni di questo malanimo sono diverse. Innanzitutto l’inaccettabilità morale ed etica verso l’uccisione per diletto di creature indifese. Inaccettabilità maggiormente sentita in Italia, ove la stragrande maggioranza delle vittime del piombo sono uccellini di pochi grammi di peso, dal merlo al fringuello, dal tordo all’allodola, dalla peppola al passero, oltretutto canori e in gran parte migratori, appartenenti cioè a un patrimonio mobile dei Paesi europei e africani che loro attraversano due volte l’anno, in cui nidificano e svernano. Una seconda causa di avversione risiede in un assurdo articolo del Codice Civile che, introdotto nella legislazione nel 1942 per favorire la preparazione bellica degli italiani allora in guerra, autorizza i soli cacciatori a entrare nei terreni altrui senza il consenso dei proprietari.
Infine l’arroganza delle associazioni venatorie le quali, pur rappresentando solo l’1% della popolazione, riescono a ottenere dai Governi Regionali sempre maggiori deroghe e norme in contrasto alla legislazione italiana e alle direttive dell’Unione Europea. Le deroghe richieste riguardano l’allungamento del periodo di caccia, l’ampliamento della lista di uccelli cacciabili (ampliamenti che riguardano soprattutto piccoli uccelli come fringuelli, peppole, pispole e altri) e la possibilità di cacciare nelle aree protette. 

Uso e abuso di pesticidi alla luce del nuovo PAN: incontro Domenica primo settembre a Terracina al Parco della Rimembranza.

I prodotti agricoli per la cui crescita vengono utilizzati concimi, fertilizzanti, antiparassitari, pesticidi, hanno un impatto sulla salute umana e sull’ambiente.

Domenica primo settembre ne parleranno alla Rimembranza, a partire dalle ore 21, il dottor Alessandro Rossi, responsabile scientifico della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) di Latina, e Renato Bottiglia, uno dei fondatori e coordinatori del Gruppo Facebook NO PESTICIDI.

Il Parlamento italiano a febbraio di quest’anno ha votato all’unanimità una mozione che chiedeva al Governo di

potenziare il sistema dei controlli sull’uso corretto dei pesticidi in agricoltura, incrementando anche i controlli sui prodotti agroalimentari importati dai Paesi terzi per i quali è possibile dimostrare che siano stati trattati con il glifosato oltre la soglia permessa in ambito europeo, al fine di tutelare la filiera produttiva italiana e garantire alti standard di qualità; a vigilare affinché il monitoraggio del livello di contaminazione da pesticidi nelle acque sia omogeneo su tutto il territorio nazionale e che tutte le regioni si dotino di un piano per la tutela delle acque, al fine di assicurare un alto livello di protezione della salute umana, animale e dell’ambiente”.

Inoltre, al Governo veniva chiesto di “prevedere iniziative volte ad un utilizzo più responsabile dei fitofarmaci”, “porre in essere iniziative volte a sostenere l’utilizzo di buone pratiche agricole sempre più sostenibili; intraprendere ogni utile iniziativa volta a rivedere e migliorare il piano d’azione nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari”.

La mozione si poteva interpretare come un primo passo verso l’abbandono della chimica in agricoltura.

Renato Bottiglia, il nostro concittadino animatore del Gruppo Facebook No Pesticidi, che ha portato 30 mila firme a sostegno della mozione, all’indomani della votazione in Parlamento scriveva così

E dopo ben 5 anni di lotta, oggi in Parlamento è stata votata una mozione unitaria firmata da ben 45 deputati di tutte le forze politiche e votata in aula da 453 deputati su 453 presenti.

TUTTI HANNO VOTATO SI!!!!

La mozione racchiudeva anche la petizione del Gruppo Facebook NO PESTICIDI, che ha raccolto 30.000 firme e chiede tutela per la popolazione rurale.

L’intero PARLAMENTO è d’accordo, ora attendiamo la “traduzione” in un atto legislativo.

Che sia il primo passo concreto verso una agricoltura sostenibile condivisa da tutte le forze politiche?

Sono avvenuti ritardi nell’emanazione del nuovo PAN (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) che solo recentemente è stato pubblicato per ricevere le osservazioni delle associazioni interessate.

Il WWF Italia si è interessato da sempre a questi temi sui quali il 20 maggio 2017 il Gruppo pontino di Terracina ha voluto organizzare un importante convegno dal titolo Agricoltura e Salute.

Ancora una volta, quindi,  affronteremo in maniera approfondita questi argomenti, nell’incontro che si terrà  al Parco della Rimembranza domenica primo settembre, a partire dalle ore 21.

 

Il dottor Alessandro Rossi, responsabile scientifico della LILT di Latina, riferirà dei rischi per la salute derivanti da una alimentazione con prodotti contenenti residui chimici.

 

 

 

 

 

Renato Bottiglia illustrerà i passi seguiti per arrivare al nuovo PAN e le prospettive per il futuro.

 

 

 

In caso di cattivo tempo l’incontro si terrà alle ore 19 nella Sala Conferenze dell’Istituto Gregorio Antonelli (ingresso lato parcheggio del Liceo).



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del parco sarà vietato.

Barbiana-Terracina, andata e ritorno

Il 29 agosto il Parco della Rimembranza ospiterà lo scrittore allievo di Don Milani Paolo Landi, che presenterà il suo libro “La Repubblica di Barbiana- la mia esperienza alla scuola di Don Lorenzo Milani”.

Terracina non scopre oggi Don Milani e Barbiana: negli anni ’70  alcuni insegnanti che avevano assimilato la lezione della Lettera ad una professoressa si fecero promotori della intitolazione al sacerdote della terza scuola media fino ad allora chiamata Arene.

Veniva condiviso da parte dei proponenti  lo spirito di Barbiana che era la condanna di una scuola che va a rimorchio di processi sociali che si svolgono tumultuosi e senza controllo, stando sempre dalla parte del più forte. Una scuola che finge di insegnare la libertà e insegna l’obbedienza, che dà una mano al determinismo economico e sociale invece di opporvisi con tutte le forze.

Nel 2013 la nostra città ha voluto ricordare Don Milani con una mostra fotografica della Fondazione che porta il nome del sacerdote, allestita nella sala Appio Monti. La mostra aveva come titolo Barbiana: il silenzio diventa voce, un titolo emblematico per un luogo in cui dal silenzio del non sapere, i figli dei poveri e dei contadini hanno acquisito la consapevolezza che il sapere e la parola rendono uguali.

Giovedì 29 agosto alle ore 21 a Terracina, nel Parco della Rimembranza,  si parlerà ancora di Don Milani e di Barbiana.

Paolo Landi, un allievo della famosa scuola, presenterà il suo libro La Repubblica di Barbiana.  Sarà emozionante sentire dalla voce di chi è stato vicino a Don Milani e ha potuto studiare nella sua scuola, il racconto di un’esperienza straordinaria. Durante la  presentazione, che coinvolgerà il pubblico con la lettura di alcuni brani,  saranno proiettate  slides sui luoghi e  i momenti di vita quotidiana a Barbiana.

Quasi a chiudere l’abbraccio con l’esperienza di Barbiana, un gruppo di soci WWF parteciperà a fine settembre al Cammino di Don Milani, una due giorni sulle strade che congiungono i luoghi che hanno visto all’opera il sacerdote: San Donato di Calenzano e Barbiana.



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del Parco sarà vietato.

Inaugurato ieri sera alla Rimembranza il programma estivo degli eventi culturali

Ieri sera l’area eventi del parco della Rimembranza ha accolto un folto gruppo di cittadini e turisti interessati alla conoscenza delle testimonianze di epoca romana presenti nel territorio della nostra città.

L’archeologo Pier Carlo Innico ha sviluppato una relazione molto documentata su quanto già gli studiosi, ma non tutto il grande pubblico, conoscono essere presente sopra e sotto il suolo cittadino.

Al termine della presentazione, che ha tenuto alta l’attenzione del pubblico, alcuni presenti hanno posto delle domande all’archeologo, innescando un  appassionato dibattito.

Nei prossimi giorni, fino alla fine di settembre, si alterneranno altre interessanti occasioni culturali.  Ecco il calendario degli eventi:

PROGRAMMA   EVENTI  PARCODELLA  RIMEMBRANZA 2019

(ore 21)

AGOSTO

Relatori Associazioni organizzatrici

Mercoledì   21

“Terracina romana. Il punto tra topografia, urbanistica, sondaggi preventivi e scavi.”

Pier Carlo Innico

WWF

Sabato        24

Le stelle di Alfredo

ASSOCIAZIONE ALFREDO FIORINI

Giovedì      29

Presentazione del libro di Paolo Landi

“ La repubblica di Barbiana”

Paolo Landi

WWF

SETTEMBRE

Domenica     1

“Abuso di pesticidi alla luce del nuovo PAN”

“Alimenti e tumori”

Renato Bottiglia

Alessandro Rossi

WWF

Giovedì        5

Presentazione del libro di Luca Mercadante

“Presunzione”

Luca Mercadante

FUORI QUADRO

Sabato         7

CERTE SERE QUI

Rassegna di docufilm sulla natura

FUORI QUADRO

Domenica    8

CERTE SERE QUI

Rassegna di docufilm sulla natura

FUORI QUADRO

Lunedì          9

CERTE SERE QUI

Rassegna di docufilm sulla natura

FUORI QUADRO

Martedì      10

CERTE SERE QUI

Rassegna di docufilm sulla natura

FUORI QUADRO

Venerdì      13

Presentazione del libro di Aisha Cerami

“Gli Altri”

Aisha Cerami

FUORI QUADRO

Lunedì        23

“DAMMI IL 5”

 Reading e Musica

musica a cura di Bandancia3

PIACERE LA CONOSCENZA

Venerdì      27

Concerto

Trio Comaneci

TRACCE



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del parco sarà vietato.

Archeologia a Terracina: dalle mura ciclopiche al cemento armato.

Terracina è nota non soltanto per il suo mare ma anche (e vorremmo dire soprattutto) perché è una città d’arte. Può infatti far mostra di numerosi monumenti che si sono stratificati in millenni di storia, senza citare le tracce di postazioni  e ripari già utilizzati in epoche preistoriche.

Le opere più significative, alcune delle quali non ancora portate alla luce dagli scavi archeologici, ci sono state lasciate dall’occupazione romana.

Il parco della Rimembranza, riprendendo la tradizione estiva di organizzare e ospitare eventi  culturali aperti a tutti, avvia il cartellone 2019, iniziando proprio dall’archeologia, con un incontro con l’archeologo Pier Carlo Innico che mercoledì 21 agosto, a partire dalle ore 21, tratterà  il tema:

“Terracina romana. Il punto tra topografia, urbanistica, sondaggi preventivi e scavi.”

In una sera di mezzagosto duemila anni di storia. Dalle mura ciclopiche al cemento armato.



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto, arrivati alla capienza programmata, l’accesso all’area eventi del parco sarà vietato.

Sette anni senza treno a Terracina

A settembre saranno sette gli anni di interruzione della linea ferroviaria Terracina-Fossanova.

L’intenzione, soltanto l’intenzione pare, di chi ha voluto l’inserimento  della scritta Terracina Mare nella denominazione della stazione di Monte San Biagio era quella di riservare alla stazione cittadina esistente dal 1892 l’attributo di Centrale.

Non si capirebbe, infatti, il silenzio dell’Amministrazione comunale sulla questione della riapertura della linea Terracina-Fossanova la cui interruzione dura ormai da troppo tempo.

Se l’amministrazione tace, le forze politiche, economiche, sociali e culturali della città non si sbracciano per questo mezzo che garantisce una vera mobilità sostenibile.

Abbiamo vissuto altri tempi in cui la città reagiva compatta alle ricorrenti minacce di soppressione.

Era il 1990

Nasceva un comitato cittadino che non lasciava sulle spalle dei soliti pendolari, costretti per anni a sacrifici giornalieri, tutto il peso della pressione sugli organi decisionali.

Nel 1993 ancora si dibatteva sul tema, ma rimanevano soli i pendolari a fianco della sezione locale del WWF.

A metà degli anni 90 la beffa: dopo l’elettrificazione e la messa in posa delle reti parasassi la linea venne chiusa.

L’esasperazione raggiunse il culmine e i pendolari, insieme ai soci del WWF, si misero in marcia portando un enorme striscione lungo i binari fino alla stazione di Fossanova.

La linea fu riaperta e, fra alterne fortune, il treno l’ha percorsa fino al mese di settembre 2012, quando la frana caduta da Monte Cucca l’ha bloccata.

Erano altri tempi, è vero, ma proprio la nuova consapevolezza della necessità di abbandonare, o almeno ridurre, l’uso dei mezzi altamente inquinanti che intensificano il traffico sulle nostre strade, ci obbliga a riprendere la questione treno, anche alla luce di quanto sta avvenendo a livello planetario. Ne abbiamo ricevuto un assaggio qui a Terracina con l’evento catastrofico del 29 ottobre scorso.

I lavoratori e gli studenti pendolari sono sempre più soli, costretti a tour de force estenuanti, e così i cittadini che per motivi di cure o visite sono costretti a recarsi nella capitale.

Ci sono oggi in città forze politiche, economiche, sociali e culturali disposte a mobilitarsi per il ripristino della linea Terracina-Fossanova?

Il masso sulla linea cadde in un giorno di settembre del 2012 e quando tra poco arriveremo a questo triste anniversario la città sarà coinvolta nella Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. Sarebbe auspicabile che nell’occasione venisse detta da parte dell’Amministrazione comunale una parola chiara sul destino della linea ferroviaria.

L’esedra romana al km 108 della via Appia a sud di Terracina merita un intervento di recupero conservativo

L’esedra romana situata sull’Appia dopo la torre del Pesce a sud di Terracina ha una storia millenaria alle spalle e ricorda il ricongiungimento delle due vie costruite per l’attraversamento della città ad oltre quattro secoli di distanza l’una dall’altra.

In tutta la sua esistenza ha attraversato periodi bui come quando venne presa, fortunatamente per poco, come cava per materiali da costruzione all’epoca della nascita del Borgo Pio di Terracina. Un disegno di Carlo Labruzzi ne mostra la scomposizione dei grandi massi.

E’ stata vista e apprezzata dai viaggiatori del grand tour e con la nascita della fotografia ha anche impressionato qualche negativo. Thomas Ashby nel 1903 la immortalò in un negativo che porta la didascalia Via Appia near Terracina, hemicycle junction upper e lower road.

In tempi recenti la maggiore sensibilità dell’opinione pubblica non accetta lo stato di abbandono in cui versa da anni e anche la frequenza di camminatori lungo l’Appia, quelli della via Francigena del sud, sta sollecitando un maggior riguardo nei confronti di un’opera che ricorda un evento storico per la città. La via inferiore è collegata al taglio del Pisco montano in epoca traiana.

Per questo cittadini e volontari del WWF negli ultimi anni si sono attivati per una pulizia pur superficiale tagliando l’erba infestante e chiedendo all’amministrazione comunale la collaborazione soltanto per lo smaltimento di quanto raccolto nell’area.

E’ ora, ormai, di attivare l’amministrazione per un intervento conservativo che non lasci al volontariato il peso di una supplenza che tra l’altro non può andare oltre una pulizia superficiale. La situazione attuale dell’esedra lo chiede in modo drammatico.

Così si presenta oggi l’esedra a chi le passa davanti, è letteralmente scomparsa sotto un intrico di arbusti e erbe nati su un terriccio che la sta riempiendo.

 

Recentemente il WWF ha chiesto all’assessore Luca Caringi di farsi carico di un intervento risolutivo e proprio oggi l’assessore ha voluto fare un sopralluogo per visionare lo stato del monumento.

Accompagnato sul posto dal geometra Alberto Leone e dal prof. Giovanni Iudicone del WWF ha potuto constatare di persona quanto già si sapeva.

Il primo intervento proposto sarà una pulizia sommaria, senza interferire con la circolazione stradale eseguita dagli operai della ditta della manutenzione del verde. Successivamente si prenderà contatto con l’ANAS per la gestione del traffico in vista della realizzazione di un progetto complessivo di recupero e conservazione dell’esedra. Per la redazione del progetto occorre attendere il rientro dalle vacanze del Soprintendente Di Mario con il quale va progettato il tipo di intervento (pulizia, sterro, staccionata esterna, targa,….).

E’ veramente apprezzabile che l’amministrazione comunale si sia mostrata sollecita nella risposta alla richiesta di intervento, speriamo di non doverci ricredere già a partire da settembre!

 

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Dalla capitozzatura drastica alla rasatura, il bagolaro di piazza Ennio Palmacci a Terracina non c’è più

Un bagolaro straordinario che ha visto generazioni di cittadini in attesa di partire con gli autobus verso i luoghi di lavoro o di studio è stato eliminato.

 

Sicuramente chi ha operato nella circostanza avrà seguito l’iter amministrativo previsto da apposita ordinanza sindacale.

E’ ancora vigente, infatti, l’ordinanza sindacale n.8202 del 10/12/1987 che tra l’altro impone il divieto

“ …di abbattere nel perimetro urbano e nei centri abitati dei borghi piante arboree di alto fusto o già ceduate  di qualsiasi specie; nelle zone agricole di abbattere piante arboree ornamentali, con esclusione di piante arboree da reddito, sia da frutto che da legno, comprese quelle costituenti bosco e fasce frangivento.

Il proprietario che ritenga necessario l’abbattimento di alberi pericolanti, vetusti od ammalati, deve farne preventiva richiesta a mezzo lettera raccomandata con R.R. al Comune.

Se entro il termine di 30 giorni il Comune non esprime il proprio parere o non effettua il sopralluogo alla presenza dell’interessato, questi può provvedere al taglio degli alberi.

Chiunque trasgredisce l’ordinanza è punito con una sanzione per un importo uguale a 5 volte il valore della pianta abbattuta ed in caso di alberi di particolare pregio paesaggistico, storico o culturale, fino a 10 volte il valore accertato dal Comune.

Tali indicazioni sono state riprese in tempi più recenti dal Regolamento edilizio comunale (deliberato dal Consiglio Comunale nella seduta del 13 APRILE 2006, entrato in vigore il 01 GIUGNO 2006, modificato ed integrato con Deliberazione di Consiglio Comunale nella seduta del 02 MARZO 2007, modificato ed integrato con Deliberazione di Consiglio Comunale nella seduta del 02 OTTOBRE 2008) che all’articolo 181 stabilisce

Art. 181 – Taglio dei boschi e/o alberature

a) I tagli dei boschi devono essere autorizzati dai competenti organi regionali, e possono essere subordinati all’obbligo della piantumazione e all’osservanza di idonee cautele in relazione alla stabilità del suolo ed al mantenimento e allo sviluppo del patrimonio arboreo.

b) I tagli di alberature in aree private devono essere autorizzati dall’Ufficio Comunale competente, nei Permessi di Costruire e/o demolizione.

c) Sono esclusi dall’osservanza della disciplina del comma precedente i tagli dei pioppi e delle altre colture industriali da legno, già regolamentate, nonché i tagli necessari per evitare il deterioramento delle piante, la ceduazione, i diradamenti e le normali operazioni di fronda, di scalvatura, di potatura e quelle necessarie per le attività agricole. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 5 volte il valore stimato dell’albero abbattuto a 10 volte tale valore, con un minimo di € 500,00.

Chi ha eseguito l’abbattimento del bagolaro deve quindi aver protocollato una richiesta in Comune e subito dopo aver ricevuto l’eventuale nulla osta aver proceduto con la motosega.

A questo punto delle due l’una, o l’Ufficio competente ha la responsabilità di aver concesso con una certa leggerezza l’autorizzazione all’abbattimento del bagolaro o il privato ha proceduto in assenza di autorizzazione. In questo secondo caso dovrebbe versare nelle casse comunali una bella somma a risarcimento del danno ambientale subito dalla città, perché dato il valore dell’albero abbattuto l’importo della sanzione andrebbe moltiplicato per dieci.

A settembre l’annuale Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, a Terracina è ora di andare oltre la celebrazione!

Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (16-22 settembre 2019)

Quest’anno la campagna della Settimana Europea della Mobilità punta i riflettori sulla sicurezza del camminare e andare in bicicletta in città e sui vantaggi che può avere per la nostra salute, il nostro ambiente e il nostro conto in banca! Le modalità di trasporto attivo sono prive di emissioni e aiutano a mantenere sani il nostro cuore e il nostro corpo. Anche le città che promuovono la marcia e il ciclismo ​​sono più attraenti, meno congestionate e consentono una migliore qualità della vita.

In termini di benefici per la salute individuali, gli studi dimostrano che i ciclisti vivono in media due anni in più rispetto ai non ciclisti e trascorrono il 15% in meno di giorni di lavoro per malattia, mentre 25 minuti di camminata veloce al giorno possono aggiungere fino a sette anni alla vostra vita! (ISPRA)

Questo è il tema centrale della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile ma la ripetizione annuale di questa Settimana non deve essere intesa come la ricorrenza di una manifestazione di civiltà e cultura ambientale, ma come un serio stimolo a ricordarsi che il problema è sempre più grande e deve essere affrontato, studiato e possibilmente risolto, non soltanto celebrato.

Anche il Manuale preparato dalla Comunità Europea parla di misure a lungo termine.

Questo aspetto  motiva seriamente la nostra partecipazione attiva a detta Settimana anche in considerazione che quest’anno l’overshoot day cade il 29 luglio, cioè in sette mesi abbiamo consumato tutte le risorse prodotte dalla Terra nell’intero anno 2019 e addirittura l’Italia ha esaurito quelle prodotte sul territorio nazionale il 15 maggio!

Va ricordato che quello che è successo lo scorso autunno nel nostro territorio e in buona parte del Paese, dovrebbe far riflettere sulla necessità di intervenire seriamente sui fattori che hanno contribuito ai rapidi e nefasti cambiamenti climatici, che comunque si stanno manifestando in tutte le stagioni e renderanno la nostra vita e quella delle future generazioni sempre più difficili e precarie.

Intervenire sul tessuto urbano, sul traffico, sulle abitudini sui consumi e gli stili di vita sarà una condizione sempre più indispensabile per garantire la sopravvivenza.

Sicuramente il traffico e le infrastrutture sono elementi che hanno grande ruolo nella produzione del calore, dei gas serra, dell’inquinamento in generale.

Per fortuna Terracina è una media città costiera che in qualche modo si giova delle risorse naturali come il  mare, ampi spazi, correnti e buon clima che permettono di sopportare meglio gli stress. Contemporaneamente, però, anch’essa contribuisce proporzionalmente all’inquinamento ed al surriscaldamento dell’atmosfera e del mare con gli stessi mezzi e sistemi degli altri

L’utilizzo eccessivo delle auto e dei mezzi a motore per gli spostamenti e le necessità di vita e lavoro, produce quota parte dell’inquinamento e del calore che alla lunga condizioneranno pesantemente le nostre  vite. Inoltre, nell’immediato produce sovraffollamento, ingorghi del traffico, pericoli, erosioni di cui tutti soffrono perché sono direttamente coinvolti. Più questi fenomeni aumentano e più cresceranno i valori dei fattori climatici sensibili e gli effetti negativi indotti a livello generale, che a loro volta producono eventi calamitosi sempre più gravi.

Affrontare seriamente il sistema della mobilità è sicuramente un modo per migliorare la vita dei cittadini e di influire meno sui cambiamenti climatici.

Gli interventi più importanti ed urgenti che noi proponiamo sono:

  • Potenziare il più possibile il trasporto pubblico, rendendolo potenzialmente sempre più disponibile su tutto il territorio comunale e per la maggior parte dei possibili utenti. Con la sua diffusione si potranno utilizzare mezzi meno inquinanti e produttori di calore e CO2.
  • Diffondere, facilitare, indirizzare, favorire, l’uso delle biciclette e del muoversi a piedi soprattutto nella vasta zona pianeggiante del territorio comunale, non soltanto con la realizzazione di piste ciclabili, ma con la cura di tutte le superfici utilizzabili, rendendo sicuri l’asfalto e i marciapiedi, i passaggi pedonali, la segnaletica, intervenendo sulle principali direzioni del traffico e realizzando ampie zone di divieto di fermata.
  • Associare all’uso delle biciclette la possibilità di poter usufruire di facilitazioni sui parcheggi di scambio e sugli abbonamenti dei trasporti pubblici. Organizzare con le ditte presenti sul territorio convenzioni sulle manutenzioni e sugli acquisti di nuove. Indicare come vuole il nuovo Codice della strada agli stop e ai semafori un’area di arresto per i ciclisti davanti alle auto.
  • Intervenire seriamente sui marciapiedi, sulla segnalazione e sui varchi per renderli usufruibili ai pedoni, alle carrozzine, agli invalidi. Rendendo possibilmente fruibile per gran parte della città un percorso sicuro e protetto da almeno un lato di ogni strada.
  • Cercare di contenere il volume di traffico, evitando di pensare solo ai parcheggi nelle aree più sensibili, obbligando i mezzi privati esterni a sostare nelle zone periferiche ed ai turisti e visitatori ad utilizzare il trasporto pubblico, come si fa ormai nelle più civili ed avanzate città europee.
  • Individuare isole pedonali in aree centrali e strategiche alla vita sociale.
  • Riportare il passaggio dei mezzi COTRAL per via Badino restaurata dove va imposto il divieto di fermata delle auto su un lato.
  • Rendere gratuito il parcheggio, come già avviene in molte città e come avviene a Roma e Latina, entro le strisce blu per le auto elettriche e ibride.