Il 22 dicembre di trent’anni fa veniva ucciso Chico Mendes, a Terracina fu piantato un leccio con una targa in suo onore

 

 

Chico Mendes era un raccoglitore di lattice degli alberi della gomma nel periodo di maggiore aggressione della foresta amazzonica da parte di governanti brasiliani e gruppi economici decisi a realizzare progetti di agricoltura intensiva, estrazioni minerarie, allevamenti e utilizzo industriale dei legnami.

 

 

Queste attività, oltre a depauperare l’intera umanità di quello che veniva definito il polmone del mondo, la foresta amazzonica, mettevano a rischio il lavoro tradizionale e la stessa sopravvivenza delle popolazioni locali che traevano proprio dalla produzione naturale degli alberi i mezzi di sostentamento.

La foresta in piedi offre sostentamento, mentre la foresta abbattuta distrugge l’ambiente e la vita delle comunità, usava dire Mendes ai suoi compagni in lotta contro il disboscamento.

Nel decennio che precedette la sua uccisione avvenuta il 22 dicembre del 1988 da parte di due proprietari terrieri organizzò una serie di iniziative di resistenza pacifica contro le aggressioni alla foresta difendendola albero dopo albero, riuscendo a collegare per la prima volta gli interessi degli estrattori di caucciù (seringueiros) di cui faceva parte con le comunità locali. Era l’Unione dei popoli della foresta.

Nel 1987 si raggiunse il massimo della distruzione della foresta amazzonica con la costruzione di una strada che l’attraversava, durante i lavori si registrarono migliaia di incendi che produssero quantità enormi di CO2.

L’impegno di Mendes raggiunse l’opinione pubblica mondiale influenzando le istituzioni internazionali tanto che le sue idee di sostenibilità ambientale, dopo la sua morte, entrarono di diritto nella Conferenza di Rio del 1992.

L’uccisione di Chico Mendes portò alla ribalta mondiale la questione amazzonica e in molte parti si volle ricordare la figura e l’opera di questo ambientalista brasiliano.

Anche a Terracina.

 

Soci del WWF, l’associazione era stata da poco costituita in città, guidati da Emilio Selvaggi piantarono alla presenza di un gruppo di studenti un leccio accanto alla fonte di Santo Stefano e vi posero una targa con il suo nome. Fu tutto distrutto, vigliaccamente, dopo poco tempo da anonimi cittadini.

 

Oggi, a trent’anni dal suo assassinio, vogliamo ricordare Chico Mendes, a chi c’era in quegli anni e a chi è venuto dopo, esprimendogli la nostra gratitudine per aver tra l’altro elevato la questione della deforestazione da un ambito locale a quello mondiale.

Annunci

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha festeggiato gli studenti terracinesi premiati dal Presidente della Repubblica

Oggi pomeriggio nella sala dell’Hotel Palace di Terracina il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha incontrato gli studenti premiati dal Presidente Mattarella per la loro attività di vigilanza antincendi boschivi svolta durante la scorsa estate.

Dopo una breve introduzione da parte di responsabili dell’associazione, il saluto del presidente di Agenda21 Locale e il ricordo di Emilio Selvaggi espresso da Carlo Cappelli, ha preso la parola uno dei ragazzi premiati che ha voluto sottolineare il senso di famiglia con cui ha vissuto l’esperienza estiva della vigilanza insieme ai soci del WWF.

In sala erano presenti gli studenti e i loro famigliari, alcuni cittadini che avevano collaborato durante l’attività estiva e soci dell’associazione.

Finiti i discorsi l’incontro ha preso il tono della festa attorno al buffet organizzato dai soci del WWF.

Il WWF è grato alla Direzione dell’Hotel Palace per l’ospitalità e alla Pasticceria Somma per il consistente contributo dato al buffet.

Ancora animali al pascolo su terreni bruciati dagli incendi estivi, a Terracina non è più vietato?

Sulle aree percorse dal fuoco le norme nazionali vietano la caccia, il pascolo e la costruzione di manufatti per 10 anni e il cambio di destinazione per 15 anni.

Il pascolo in particolare sul bruciato è quanto di più deleterio possa subire un’area stressata dagli incendi e nella quale la nascita e lo sviluppo di nuovi germogli deve essere invece favorita.

 

Intanto abbiamo verificato, ma come noi chiunque potrà farlo, che salendo verso Camposoriano è facile incontrare vacche per la strada.

 

 

 

Poi, aguzzando la vista se ne possono vedere alcune muoversi pigramente tra la vegetazione in via di sviluppo e alimentarsi senza parsimonia lungo i pendii che hanno subito l’ingiuria del fuoco.

 

 

 

 

 

 

Occorre una buona vista per vederle, eccole 

Ancora

 

 

 

 

 

 

Eccole

Qualcuno addirittura ha recintato il fosso oltre il guardrail di legno con due fili non per bloccare l’ingresso ma probabilmente e paradossalmente per evitare l’uscita degli animali dal terreno bruciato.

In Quirinale i ragazzi terracinesi dell’alternanza scuola/lavoro dedicata alla vigilanza antincendi con il WWF

Stamani sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica gli studenti del liceo di Terracina che durante la scorsa estate hanno dedicato tante ore del loro tempo libero alla vigilanza antincendi boschivi sotto la guida del WWF.

Ogni giorno, a partire da dopo  ferragosto e fino alle prime piogge di metà settembre, divisi in due turni dalle 11 alle 13.30 e dalle 13.30 alle 16.30, hanno presidiato alla presenza di un adulto la zona della Fossata e del curvone panoramico.

Il Presidente Mattarella nel premiare tutti i ragazzi che si sono distinti in diverse parti del Paese per il loro altruismo ha usato parole che esaltano l’impegno civile: Grazie ragazzi, perché avete manifestato corresponsabilità per le sorti comuni del nostro paese“. E subito dopo “vi siete impegnati in iniziative che riguardano gli altri, l’intera comunità nazionale, e la comunità in cui vivete”. 

dav

Anche terracinesi tra i giovani paladini dell’ambiente premiati dal Presidente della Repubblica

dal sito del WWF Italia

“Siamo orgogliosi che tra gli “Alfieri della Repubblica” premiati dal Presidente Mattarella ci siano tanti giovani e giovanissimi che collaborano con il WWF”. Lo ha dichiarato la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “L’impegno delle nuove generazioni nella difesa della natura d’Italia accende una luce di speranza per il futuro”.

“Mi congratulo quindi con Francesco Barberini (video), che ad appena 10 anni è già un valente ornitologo che gira per le Oasi WWF per raccontare le specie che incontra, con Leonardo Filiaci, giovane dell’Istituto Agrario Cattaneo di Cecina (LI), animatore del “Branco del Cattaneo” e si è distinto durante la campagna #SOSLUPO con azioni antibracconaggio e di sensibilizzazione nei confronti degli allevatori; con Eleonora Cavagna animatrice del progetto di crowfounding, ideato insieme ai suoi compagni di classe della Scuola secondaria di primo grado di Mosso (Biella), per riqualificare l’isola di Budelli e per evitare che fosse ceduta a privati;

con Alessia De Stefano, Davide Festugato, Dalila Manzi, Pier Francesco Masci, Chiara Mignardi, Giorgia Rizzi, Antonio Ruggiero, Matteo Sala, Matteo Zicchieri, studenti del percorso di Alternanza Scuola Lavoro del Liceo Leonardo da Vinci di Terracina (LT) impegnato nella difesa del Parco della Rimembranza e delle aree naturali limitrofe. I nove studenti, durante gli incendi dell’agosto 2017 sono stati coinvolti dai volontari WWF Litorale Laziale che ha organizzato squadre di sorveglianza: le loro segnalazioni sono state preziose per sventare almeno altri tre incendi.

Infine Stefano Martinangeli, che a 14 anni svolge, da volontario, la sua attività di giovane naturalista appassionato, all’interno del Monumento naturale Palude di Torre Flavia”.

“Il riconoscimento da parte della Presidenza della Repubblica nei confronti dei giovani che hanno collaborato con il WWF è un’iniezione di energia: una spinta e far sì che la Community di WWF YOUng, l’Alternanza Scuola Lavoro, la collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado, formino, coinvolgano e diano spazio sempre di più alle giovani generazioni per aiutare la nostra società a vincere le immense sfide ambientali che deve affrontare”, conclude Donatella Bianchi.

Nel 2017 il WWF ha coinvolto quasi 4.000 classi del primo ciclo di istruzione nei propri progetti educativi (100.000 studenti), ha accolto circa 3.000 classi nelle proprie Oasi (75.000) e circa 1.200 ragazzi in Alternanza Scuola Lavoro.

Caccia, si chiude la stagione: bilancio WWF negativo

Il bilancio della stagione venatoria che si è chiusa ieri è segnato da molti fatti negativi e rari segnali positivi per la tutela della fauna selvatica e il rispetto della legalità. La situazione climatica, i drammatici incendi della scorsa estate, l’aumento dei morti per caccia, l’incremento del bracconaggio anche su specie protette, i provvedimenti delle Regioni sempre a vantaggio dei cacciatori e contro la tutela di animali, natura e normative europee hanno aggravato la situazione, disegnando un quadro fortemente negativo per l’attività venatoria italiana.

Anche quest’anno le guardie volontarie del WWF hanno dato il proprio contributo con migliaia di chilometri percorsi e centinaia di ore spese per assicurare la legalità e controllare il territorio in collaborazione con le forze dell’ordine ed in particolare con L’Arma dei Carabinieri con cui, dopo l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato, il WWF ha siglato un’importante accordo per la prevenzione e repressione dei reati ambientali e per l’informazione ed educazione ambientale. Proprio ai Carabinieri-Forestali per le attività in difesa dell’ambiente, della legalità e degli animali selvatici va un grande grazie da parte dell’associazione.

Morti per la caccia. Anche questa stagione venatoria è stata caratterizzata da numerosi e gravi incidenti di caccia. A novembre 2017, il WWF ha sentito l’esigenza di richiamare l’attenzione del Ministro dell’Interno evidenziando come in meno di due mesi si erano già registrate 44 vittime a causa dei cacciatori. Una situazione che a fine dicembre si era ulteriormente aggravata con ben 25 morti e 58 feriti.

Bracconaggio. E proprio sul bracconaggio si sono registrate le notizie peggiori: uccisioni di specie protette, detenzione illegali o gravi maltrattamenti ai danni di animali selvatici, molti dei quali durante la stagione di caccia. Questi alcuni dei casi più eclatanti seguiti dal WWF nel 2017: un lupo decapitato vicino Pesaro, due uccisi e esposti sulla strada a Radicofani, uno ucciso e lasciato come trofeo a una fermata del bus vicino Rimini. il ferimento di una rarissima aquila reale in un Parco regionale vicino Fabriano, di una aquila del Bonelli in Sicilia e di un falco pescatore vicino Todi, l’uccisione di un cervo sardo, specie particolarmente protetta, furti di piccoli o di uova di uccelli rapaci in tutto il Meridione (in Sicilia in particolare), numerosi casi di caccia illegale a Trento. Tutti reati rispetto ai quali, grazie al sostegno volontario di decine di avvocati, il WWF ha presentato denunce e esposti, costituendosi come parte civile nei procedimenti penali. (dal sito del WWF Italia)

Qui da noi ci aspettavamo una pausa nella caccia dopo la devastazione delle colline dovute agli incendi estivi, ma non è stato così; anzi, oltre agli animali al pascolo sul bruciato si è avuto notizia di cacciatori di frodo presi sul fatto dai carabinieri forestali ai quali vanno i ringraziamenti del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale.

 

Incendi in estate e crolli e caccia in inverno, le stagioni di Monte Leano.

In questi giorni si sono verificati crolli di massi da Monte Leano che hanno allarmato oggettivamente i residenti nella zona e quanti in città sono preoccupati del pessimo uso che si sta facendo del territorio.

La zona durante l’estate è stata attraversata da un incendio devastante che ha lasciato nuda gran parte della superficie della montagna favorendo così il fenomeno di erosione del terreno.

Nella parte di questa area che ricade nel Parco del Monti Ausoni, in questi stessi giorni sono stati colte in flagrante alcune persone dedite alla caccia al cinghiale.

Ricordando anche il rinvenimento avvenuto giorni fa di una mucca al pascolo sul bruciato, cosa altro deve accadere sui nostri monti per poter vedere una reale azione di tutela?

La presidente del WWF Litorale laziale, Franca Maragoni, ha inviato alla stampa un comunicato:

Lo sport della caccia

Nel Parco Naturale Regionale? A caccia chiusa? Su terreno percorso dal fuoco? Niente può fermare l’esercizio dello sport.

Si apprende  che, a seguito di diverse segnalazioni, tre soggetti tra coloro i quali amano definirsi cacciatori sportivi, sono stati colti dal Nipaf alle pendici del Monte Leano, in chiaro ed evidente atteggiamento di caccia al cinghiale. Ora, aldilà delle facili battute sulla loro sportività, ci si chiede, cosa sia stato fatto per impedirglielo.

Certo, il WWF come chiunque altro, non può ritenersi portatore della Verità, ma qualcosa da dire e da suggerire all’Amministrazione Comunale ce l’ ha.

La disponibilità a collaborare è stata più volte offerta ma, ad oggi, il Dirigente del Settore competente, seppur dimostratosi, sin da settembre, interessato, non ha trovato modo di incontrarci.

Intanto l’esercizio dello sport continua!

Dal Comune di Terracina non rispondono a lettere e istanze, nemmeno ad un accesso agli atti sugli incendi boschivi

Quest’estate il fuoco ha fatto strage sui nostri monti favorito anche dall’approssimazione organizzativa della compagine comunale (basta notare la data di emissione dell’ordinanza sindacale sulla prevenzione degli incendi e pulizia dei fondi incolti, 21 agosto 2017 ).

Mappa degli incendi costruita  accostando due tavole elaborate da Carmine Di Capua. I colori indicano gli incendi dal 2004 al 2012, il giallo mostra la situazione drammatica del 2017. La linea rossa segna i confini del Parco regionale dei Monti Ausoni.

Alle strette ci siamo attivati per salvare dopo un primo tentativo sventato dai vigili la collina simbolo della città. Con un gruppo di studenti del liceo, alcuni cittadini e nostri volontari abbiamo vigilato sulla Fossata e la pineta sul sentiero che porta a Monte Sant’Angelo con copertura dalle undici alle sedici di tutti i giorni dal 20 agosto al 10 settembre.

Terminata con le prime piogge la sorveglianza e sollecitati da cittadini che avevano notato negli anni scorsi animali al pascolo su terreni percorsi dal fuoco abbiamo voluto verificare se nel recente passato abbiamo ottemperato a tutte le norme previste in questi casi: mappatura delle aree bruciate, ordinanze di divieto di pascolo, di caccia e di edificazione sulle stesse e di cambiamento di destinazione.

Così, l’11 settembre 2017 abbiamo scritto al Settore Ambiente del Comune, al Comando della polizia locale e per conoscenza al Sindaco del Comune di Terracina.

  Nella richiesta di accesso agli atti la nostra Associazione si dichiarava interessata alla consultazione delle planimetrie di rilievo dei soprassuoli percorsi dal fuoco degli anni 2012-2016 con relativo atto di invio alla Regione Lazio e copia delle ordinanze di divieto di caccia, pascolo e costruzione di edifici per 10 anni su tali aree rilevate nonché eventuale deliberazione di approvazione di divieto di cambio d’uso per 15 anni delle zone suddette.

Nei termini dei trenta giorni previsti dalle norme che disciplinano la trasparenza, il 6 ottobre l’ing.Sperlonga del Settore Ambiente risponde a tutti in questo modo In riscontro alla nota ns protocollo n.45175/I del 11/09/2017, giustamente inviata anche al Comandante di Polizia Locale, inerente la richiesta di accesso agli atti della documentazione relativa agli incendi boschivi si comunica che lo scrivente Settore non è in possesso della documentazione richiesta.

Il comandante dei vigili urbani, dott. Michele Orlando, detentore dei materiali ai quali avevamo chiesto l’accesso, non risponde nei termini di legge nemmeno dietro l’assist fattogli dal Settore Ambiente.

Abbiamo così fatto una lunga anticamera per sollecitare un incontro e soltanto dopo numerosi tentativi il comandante ci riceve con i tempi ormai saltati per un eventuale nostro ricorso ad un livello superiore di giurisdizione.

Nell’incontro il dott. Orlando, glissando sulla osservazione della mancata risposta alla nostra richiesta di accesso agli atti, vi accenna vagamente con una “esortazione” a non pensare a quanto fatto o non fatto in passato ma a quello che si può fare in futuro per la prevenzione degli incendi. L’incontro si è poi concluso con una ancor più vaga promessa di un incontro a breve; non prima della fine di novembre, aveva detto. Siamo ancora in attesa della convocazione.

Questo comportamento da tiraemolla non depone a favore della trasparenza operativa e fa nascere nei cittadini dubbi sulla correttezza amministrativa del Comune, che addirittura in questo caso ha probabilmente messo in opera quanto richiesto dalle norme.

Sicuramente, però, non ha mai attivato il controllo del territorio, almeno stando alle segnalazioni di animali che già adesso, come nel passato, girano sui terreni bruciati durante questa estate.

 

Il WWF aderisce alla manifestazione indetta da LIBERA e FNSI per la legalità e la libertà di stampa

Alla manifestazione indetta da Libera e Federazione Nazionale Stampa Italiana

per giovedì prossimo alle ore 17 a Ostia sarà presente anche il WWF

La gravità di quanto accaduto ad Ostia chiama ciascuno di noi a dare un segnale tangibile contro atti indegni, inaccettabili per una società civile, per la democrazia faticosamente raggiunta nel nostro Paese.

 

In un territorio nel quale è nota la presenza di attività criminali con pesanti risvolti non solo sociali ma anche ambientali – si pensi alla tremenda sequenza di incendi che hanno funestato la scorsa estate o agli abusi in aree protette –  è necessario manifestare con decisione il ripudio di atteggiamenti e comportamenti che in alcun modo e forma possano essere anche solo parzialmente giustificati.

 

Sul Litorale di Roma il WWF è da sempre impegnato nella difesa della legalità, nel contrastare illeciti o irregolarità che abbiano minacciato o rischiato di minacciare questo territorio o il mare che lo bagna.

 

Estendiamo a tutti l’invito lanciato dagli organizzatori a trovarci ad Ostia il 16 novembre per sostenere legalità e libertà di stampa.

 

Per aderire scrivere a:

organizzazione@libera.it

Mentre a Terracina il Comune tarda a rispondere all’accesso agli atti inerenti agli obblighi derivanti dalla normativa sugli incendi il WWF interviene in campo nazionale

A metà settembre abbiamo chiesto, finora inutilmente, al Comune di Terracina di conoscere le planimetrie di rilievo dei soprassuoli percorsi dal fuoco degli anni 2012-2016 con relativo atto di invio alla Regione Lazio e copia delle ordinanze di divieto di caccia, pascolo e costruzione di edifici per 10 anni su tali aree rilevate nonché eventuale deliberazione di approvazione di divieto di cambio d’uso per 15 anni delle zone suddette.

Nello stesso periodo scrivemmo al sindaco mettendo a disposizione per il futuro le competenze acquisite nel periodo in cui una nostra squadra affiancava quella comunale sugli incendi boschivi.

Lunedì 30 ottobre il WWF Italia ha chiesto al Governo nazionale interventi strutturali contro la piaga degli incendi:

INCENDI: WWF, È EMERGENZA NAZIONALE CHE VA BEN OLTRE PERIODO ESTIVO

PENE ESEMPLARI CONTRO INCENDIARI, CONTROLLO TERRITORIO E CATASTO DEGLI INCENDI, SOSPENSIONE DELLA CACCIA. INDISPENSABILI INTERVENTI STRUTTURALI PER AFFRONTARE IL RISCHIO INCENDIO LEGATO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Le parole del ministro dell’Interno Marco Minniti sulle “presumibili attività di carattere doloso” rispetto agli incendi che stanno devastando il Piemonte dimostrano che quella degli incendi è un’emergenza nazionale che va ben oltre il periodo estivo e che è fortemente collegata a comportamenti criminali: un’emergenza che va combattuta con forza utilizzando tutte le risorse a disposizione, compresa l’attività d’intelligence.

Il WWF ritiene necessario un intervento deciso e rapido della magistratura affinché ci siano pene esemplari per i criminali che hanno appiccato il fuoco mandando in cenere un bene che appartiene a tutti i cittadini; chiede che ci sia l’intervento delle Prefetture quando i comuni non sono in grado di fare il catasto delle zone attraversate dal fuoco per fare in modo, come prevede la legge quadro sugli incendi, che si impediscano per 10 anni le nuove edificazioni, la caccia e il pascolo.

L’attività criminale degli incendiari ha trovato un terreno fertile grazie alla fortissima siccità che stringe in una morsa insieme ad altre zone d’Italia anche il Piemonte. Gli scenari degli impatti del cambiamento climatico nel Mediterraneo avevano previsto i lunghi periodi di siccità ma il cambiamento climatico contribuisce a dilatare nel tempo il fenomeno e renderlo più intenso. Occorre, quindi, assumere provvedimenti strutturali preventivi per affrontare il rischio non in modo emergenziale, ma sistemico: intervenire quindi per gestire in modo efficiente l’acqua, a cominciare dall’equilibrio degli ecosistemi fluviali e la difesa delle falde, per finire al risparmio e all’uso efficiente della risorsa, la riparazione delle perdite nelle condotte, la raccolta delle acque piovane. Come già visto a settembre, gli incendi aumentano anche i rischi legati alle alluvioni: la minore copertura forestale, infatti, abbrevia il tempo che la pioggia impiega a giungere ai fiumi; questo, sommato all’aridità, alla conseguente impermeabilizzazione dei terreni e alle forti precipitazioni concentrate (flash floods) connesse anch’esse al cambiamento climatico, aumenta i rischi di alluvioni.

….Un incendio di vaste proporzioni che si ripete spesso nel tempo è uno degli eventi più devastanti per la biodiversità e agisce come fattore determinante sugli ecosistemi già sottoposti a forti stress ambientali come la siccità, l’urbanizzazione, l’erosione del suolo.

L’estate degli incendi insieme a questo autunno di fuoco dimostrano che è sempre più urgente un controllo capillare del territorio con l’aggiornamento immediato del catasto degli incendi, previsto dalla legge quadro in materia di prevenzione e lotta agli incendi boschivi n. 353/2000. È ovvio che la priorità deve essere quella di mettere al sicuro i centri abitati e di salvare le vita di chi è in pericolo ma non possiamo non pensare alla strage di animali che si sta compiendo in queste ore. È stato calcolato che un incendio distruttivo in un ettaro può causare la morte di 300 uccelli, 400 piccoli mammiferi e 5 milioni di insetti. Ed effetti indiretti, anch’essi causa di aumento della mortalità, come gli spostamenti della fauna superstite verso altre aree, con conseguenti fenomeni di sovraffollamento, di sfruttamento intensivo delle risorse   e di una accentuazione della competizione alimentare e per gli spazi.

Per questa ragione è necessario che si proceda con la sospensione della caccia quale misura indispensabile – come certificato dagli studi dell’ISPRA – per dar modo alla fauna selvatica già sottoposta allo stress del caldo e della siccità estiva prima e degli incendi poi di non dover fare i conti anche con le doppiette.

 

Roma, 30 ottobre 2017

 

Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 332 – 266 – 213

Cel. 340 9899147 – 329 8315718