La pista ciclabile deve servire a inaugurare a Terracina una vera mobilità sostenibile

Sul progetto di pista ciclabile discusso in questi giorni nel Forum di Agenda 21 il WWF Litorale Pontino si è già espresso facendo notare la distanza di questo dalle ipotesi di Piano già passate in Regione.

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Inoltre, l’associazione aveva criticato già nella riunione del Forum la conservazione delle caditoie verso la spiaggia delle acque piovane prevedendo quello che puntualmente è accaduto con i recenti temporali:  spiagge libere e parte delle spiagge gestite da privati attraversate da vere fiumare di acqua lurida.

Il progetto va rivisto per renderlo coerente con il Piano e per inserirlo in un circuito virtuoso in cui venga consentita una mobilità che privilegi la pedonalità e la ciclabilità.

 

 

 

 

Il documento del Forum di Agenda 21 che ha raccolto le osservazione di tutti i partecipanti si trova qui http://www.agenda21terracina.it/dtml/doc_news/20140618144124_187IndicazionidisostenibilitasulprogettodellapistaciclabiledivialeCierceverbaleedocumento18062014.pdf

Le caditoie del lungomare di Terracina vanno eliminate

Le acque meteoriche in un impianto industriale vengono raccolte e convogliate in un depuratore, prima di utilizzarle in qualche modo o di immetterle in un canale naturale. A Terracina da sempre il canale Linea Pio VI raccoglie le acque meteoriche senza alcun pretrattamento e l’inquinamento che si trascinano dietro lo ritroviamo nelle acque del mare in aggiunta a quello da altre fonti.

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Ancora più grave è quello che avviene sul lungomare dove le caditoie nel caso di piogge versano sulla sabbia tutte le polveri accumulate sulle strade. E se la pioggia cade d’estate ne vengono a soffrire gli stabilimenti balneari e le spiagge libere.

Il temporale di oggi ha messo a nudo una realtà che ci stiamo nascondendo da anni; nelle giornate di pioggia la spiaggia, proprio come il canale,  raccoglie attraverso le caditoie tutta l’acqua che cade sulla strada. E’ un’acqua nera, maleodorante, inquinata.

 

 

 

 

 

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Quando il temporale avviene d’estate la cosa è di una gravità estrema perchè l’indomani ci distenderemo su quella sabbia e i bambini vi costruiranno castelli.

 

 

 

 

 

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In questi giorni abbiamo visionato il progetto di pista ciclabile sul lungomare; se non ci fossero le tante incongruità derivanti dallo stravolgimento del piano originario basterebbe  l’aver confermato la presenza delle caditoie per renderlo superato.

La costruzione di una pista ciclabile sul lato mare deve comprendere il convogliamento delle acque meteoriche impedendo loro di riversarsi sulla spiaggia.

 

 

 

 

 

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Scienziati attaccano i sussidi dati all’energia da biomasse, negli Usa non ancora in Italia

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Sul gruppo noinc è apparsa una notizia interessante riguardante le centrali a biomasse.

 

 

 

 

La rete britannica Biomassactionnetwork ha fatto conoscere la presa di posizione di una sessantina di scienziati americani contrari alle politiche energetiche che favoriscono la produzione di elettricità bruciando biomasse.

Hanno scritto al Segretario di Stato britannico per l’Energia ed il Cambiamento Climatico e al suo Capo – Consulente Scientifico manifestando la loro preoccupazione per il crescente uso di legname proveniente da foreste del sud degli USA destinato ad impianti per la produzione di energia elettrica nel Regno Unito ed in Europa (stimano esportazioni di 1,75 milioni di ton di legname nel 2012 che salirebbero a 5,7 milioni di ton nel 2015).

Gli scienziati affermano:

  • la richiesta di legname nel Regno Unito ed in Europa è spinta da politiche energetiche sbagliate che si basano in maniera non corretta sull’assunto che bruciare legname ridurrebbe le emissioni di CO2 e aiuterebbe ad affrontare il cambiamento climatico,
  • nell’assunto viene affermato che bruciare legname è un processo neutro dal punto di vista delle emissioni di carbonio perché nuovi alberi col tempo assorbirebbero e immagazzinerebbero la CO2 che viene liberata quando si brucia legname,
  • gli scienziati contestano questa affermazione in quanto recenti progressi hanno chiarito che bruciare alberi per produrre elettricità in realtà produce più emissioni di CO2 rispetto ai combustibili fossili e contribuisce anche ad altri problemi di inquinamento dell’aria,
  • ricerche pubblicate dimostrano che ci possono volere da 35 a 50 anni per consentire a nuovi alberi di arrivare a compensare le emissioni di CO2 rilasciate dalle combustioni precedenti.

Gli scienziati chiedono di cambiare le politiche che spingono a bruciare legna per produrre elettricità in Europa per contrastare i loro impatti avversi sul clima e la biodiversità.

Ecco la lettera degli scienziati USA noincentivi lettera scienziati

 

 

A Mazzocchio vogliono costruire una centrale a biomasse, dobbiamo stare sereni?

Salviamo l’ agricoltura e il turismo del nostro territorio!

Nella località di Mazzocchio del comune di Pontinia una società, la Pontinia Rinnovabili srl, intende insediare una centrale a biomasse. Il progetto ha ormai alle spalle una storia decennale fatta di ricorsi da parte di cittadini e dello stesso Comune e di tentativi da parte della società di scavalcare la volontà popolare superando le Istituzioni locali, Comune Provincia e Regione tutte contrarie, per appellarsi al Governo centrale.

Da Wikipedia:

Una centrale a biomasse è una centrale elettrica che utilizza l’energia rinnovabile ricavata dalle biomasse, attraverso diverse tecniche: l’energia può essere estratta sia per combustione diretta delle biomasse, mediante particolari procedimenti tendenti a migliorare l’efficienza, sia mediante pirolisi, sia mediante estrazione di gas di sintesi (syngas) tramite gassificazione. Il termine biomassa definisce qualsiasi materia organica (cioè derivata dal processo di fotosintesi clorofilliana) con esclusione dei combustibili fossili e delle plastiche di origine petrolchimica. Questa definizione raggruppa una varietà estremamente eterogenea di materiali: può trattarsi, ad esempio, di cascami dell’industria, di legname da ardere, di residui di lavorazioni agricole e forestali, di scarti dell’industria agroalimentare, reflui degli allevamenti, oli vegetalirifiuti urbani, ma anche specie vegetali coltivate per lo scopo, come il pioppo, il miscanto, ecc.

 

Il W W F prese posizione contro un tale intervento già nel 2007 con un documento redatto dall’associazione locale e firmato dal presidente regionale pro-tempore.  centraleBiomasse

Tale posizione venne confortata in un documento successivo, l’Energy Report WWF del 2011, in cui venivano elencate le modalità per raggiungere entro il 2050 il 100% di energia da fonti rinnovabili. L’elenco conteneva, ovviamente, energia solare, eolica, idroelettrica e geotermica e solo in mancanza d’altro e per centrali di piccolissima taglia si ipotizzava l’uso di biocombustibili liquidi e biomasse solide.

La biomassa è assimilata per legge ad una fonte rinnovabile (lo è anche la frazione organica dei rifiuti!) in quanto, in un calcolo molto approssimato, ha assorbito nella sua crescita tanta anidride carbonica quanta ne emette nella combustione ma ha un forte e preoccupante impatto ambientale e sanitario a causa del processo di combustione cui viene sottoposta nell’impianto.

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La diffusione di tali industrie private, così vanno considerati tali impianti, è dovuto soprattutto ai meccanismi di incentivazione con denaro pubblico di cui godono.

La localizzazione dell’impianto nel zona di Mazzocchiio chiama in causa tutti i Comuni che vi confinano; il territorio di Terracina è lì a due passi e ancora non si conosce una eventuale energica reazione della politica locale e dell’Amministrazione comunale.

Il WWF Litorale Pontino che ha aderito al Comitato “NO BIOMASSE PONTINIA” sollecita i cittadini e gli amministratori a prendere coscienza della minaccia che grava sul nostro territorio e a sostenere le azioni del Comitato spontaneo.

nobiomassepontinia@gmail.com

http://nobiomassepontinia.blogspot.it/

 

A primavera privati e Istituzioni fanno a gara a chi presenta l’erba più gialla.

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Lungo le strade provinciali, le scarpate delle ferrovie, dentro la città appaiono “colpi di sole” in mezzo a campagne e giardini di un verde lussureggiante. Sono gli effetti delle pulizie primaverili portate avanti con largo uso di sostanze chimiche.

 

A Terracina sul Viale Europa di fronte ad una scuola!

 

 

Stiamo ignorando l’esistenza del PAN (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) che riguarda l’azione erbicida da far vietare in tutti gli ambienti urbani di tutti gli 8100 Comuni italiani comprese le strade extracomunali e ferrovie. Tutti gli erbicidi chimici, e sono decine di prodotti, hanno caratteristiche che rientrano tutte nelle frasi di rischio dei prodotti proibiti, riportate nel PAN (art.6 del decreto legislativo 14 agosto 2012. n.150), e tutti sono sicuramente dannosi per l’ambiente. Pesticidi – Erbicidi vietati dal PAN (piano azione nazionale) in ambiente urbano dei Comuni italiani

 Chiediamo il rispetto della normativa, chiediamo troppo?

 

Ancora abusivismo edilizio a Terracina

In questi giorni la cronaca locale ha presentato un intervento del Corpo Forestale dello Stato che ha bloccato un abuso edilizio in uno dei luoghi simbolo di Terracina, Monte Sant’Angelo.

Gli uomini della Forestale hanno denunciato la proprietaria e posto sotto sequestro l’immobile.

Il WWF Litorale Pontino è grato a tutte le Forze dell’ordine, in questo caso al Corpo Forestale, per il controllo del territorio contro abusivismo, inquinamento e abbandoni di rifiuti.

canadair1Sul Corpo Forestale dello Stato contiamo anche per mantenere il trend al ribasso degli incendi boschivi riscontrato nell’ultimo triennio sul nostro territorio. Cominciano, infatti, a volare sulle nostre teste i canadair il cui rombo ci allarma sempre all’inizio della stagione estiva.

Nel passato, quando venivano incendiati centinaia di ettari di bosco e macchia con decine di eventi ogni estate, il WWF partecipava con una propria squadra a sostegno del lavoro degli addetti registrando la fatica e il sacrificio di questi e lo scempio cui venivano sottoposti flora e fauna autoctone.

 

Con il passar degli anni, grazie al lavoro di dissuasione e di controllo realizzato dalle squadre della Forestale il numero degli incendi è sceso a poche unità e la superficie attraversata dal fuoco è venuta man mano riducendosi fino ai pochi ettari della passata stagione.

Ci auguriamo che anche quest’anno venga mantenuta la tendenza fino a non vedere più alzarsi fumo e lingue di fuoco dalle nostre colline.

GiuseppeVonajpgUn grazie, quindi, alla Forestale ma anche ai Vigili del Fuoco che spesso si incontrano sul luogo degli incendi. Qui  ricordiamo con rispetto il giovane vigile Giuseppe Vona recentemente scomparso mentre raggiungeva il posto di lavoro.

 

Clima, WWF: “Non possiamo più aspettare”, non è un pesce d’aprile!

Dal sito del WWF Italia

Notizie pubblicate il 31 Marzo 2014

scr_228443_2602 Un pianeta in gravissima crisi a causa dei cambiamenti climatici: è questo il quadro che emerge  dal rapporto presentato oggi dagli esperti dell’IPCC, la task force Onu che da anni studia il clima, le responsabilità umane, gli impatti. I dati diffusi oggi dal Giappone confermano che il cambiamento climatico è una realtà, sta avvenendo ora e sta colpendo le vite e il benessere di intere popolazioni ed ecosistemi alla base di importanti cicli vitali.

 

 
I report: Europa sotto pressione
Le previsioni del Working Group II dell’IPCC  parlano di un rischio di effetti catastrofici derivanti dalla siccità, dai conflitti per il cibo, dagli incendi, dalle inondazioni e dalle estinzioni. L’Europa centrale e settentrionale (compreso il Regno Unito) saranno, ad esempio,  pesantemente impattati dalle inondazioni dei fiumi con la possibilità di raddoppiare i danni già attuali. Tenendo conto degli impedimenti alla crescita economica le perdite da inondazioni in Europa in uno scenario di aumento di 5.5° C potrebbero incrementare di 17 volte. Scenari foschi anche per la biodiversità europea: fino al 9% dei mammiferi saranno a rischio di estinzione e fino al 78% saranno severamente minacciati. Questi dati devono spronare l’Unione Europea e tutti gli stati membri all’azione.

Il WWF

“Questo report – sottolinea il Direttore Scientifico WWF, Gianfranco Bologna – ci pone dinanzi a due scelte: tagliare le emissioni ora e investire in azioni di adattamento e avere un pianeta su cui gravano rischi affrontabili, seppur a fatica e con grandi costi, oppure non fare nulla e prepararci a un mondo di rischi e impatti devastanti e fuori controllo. Il Report è molto chiaro su questo punto: non c’è da aspettare. Senza azioni immediate e specifiche per eliminare le emissioni di gas serra, gli effetti saranno ben più gravi e oltre i limiti di un possibile adattamento. Speriamo che il prossimo report IPCC che verrà reso noto a Berlino in aprile darà indicazioni chiare sulle soluzioni attuabili”.

“E’ evidente che esiste un enorme divario tra quanto la comunità scientifica ci dice da almeno 20 anni, e ciò che i governi hanno finora messo in atto. I dati parlano chiaro, ma il dibattito politico non produce la virata necessaria. Siamo tutti a rischio, il Mediterraneo è tra le aree che potrebbero essere maggiormente colpite, ma le persone e Paesi più poveri sono ancor più vulnerabili– ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile clima&energia del WWF Italia – Tutti i Paesi devono agire, a cominciare dall’Unione Europea che deve provvedere a varare un pacchetto ambizioso sul clima e l’energia per il periodo post 2020, includendovi forti target per la riduzione delle emissioni di gas serra, per le energie rinnovabili e per il risparmio e l’efficienza energetica”.

Rinnovabili, energia pulita ed efficienza energetica: il WWF ha lanciato la campagna Seize your power, riprenditi l’energia

Energia fossile: c’è anche un gioco interattivo
Il WWF ha realizzato nell’ambito della Campagna contro il carbone “Seize your power” un cartoon interattivo dove si scopre l’origine dei carburanti fossili, come il petrolio, tra le cause principali dell’aumento di CO2 e il conseguente cambiamento climatico. Il gioco ‘animato’ è stato premiato come “Site of the Day” per il CSS Design Awards.

La mostra “Salviamo il canale” e l’ispezione della parte tombinata, testimoniata da un video, hanno segnato in maniera forte la presenza del WWF a Terracina

gm2Negli ultimi anni del secolo scorso il Canale di navigazione di Terracina versava in condizioni penose per i continui e indiscriminati scarichi di liquami che vi venivano immessi: fogne direttamente incanalate, i troppo pieni degli impianti di sollevamento del sistema fognario sorti lungo il corso d’acqua, versamenti da parte di privati di acque meteoriche pompate dalle cantine allagate, rilasci di residui di lavorazioni artigianali.

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Il WWF prese a cuore le sorti del canale denunciando il suo grave stato di inquinamento provato effettuando analisi delle acque prelevate in diversi punti e all’inizio del 2000 organizzò nella sala Appio Monti una mostra dal titolo Salviamo il canale.

 

 

La mostra conteneva una ricca documentazione  che spaziava dall’indagine sull’origine dell’imperdonabile tombinamento alle tesi di laurea sulla sua riapertura, dalla storia dei lavori del raddrizzamento dello storico fiumicello alla sua decennale fruizione da parte dei cittadini.

01270014Alla mostra collaborò anche il liceo “Da Vinci” che presentò una riproduzione in scala del canale con uno studio della flora e della fauna del piccolo habitat.

La mostra fu preceduta di un paio di mesi da una iniziativa straordinaria, l’ispezione della parte tombinata da sempre oggetto di leggende metropolitane che ne facevano un luogo da incubo. Di quella esperienza ecco un video che pochi hanno potuto vedere finora.

27 agosto 1986, una vogalonga all’insegna de “il mare deve vivere” preannuncia la nascita del WWF a Terracina. Il video.

Mare1Il 27 agosto del 1986 un colorato corteo di barche tutte rigorosamente a remi si mosse parallelo alla spiaggia di Terracina. Issavano una bandiera con la scritta “Il mare deve vivere”.

Parteciparono oltre al WWF, LIPU, Cultura e Territorio, Amici del mare, 3° Circolo remiero, operatori turistici e i pescatori.
Gli obiettivi:
1.Depurazione totale ed efficiente dei liquami della rete fognaria
2.Controllo delle acque interne per eliminare eventuali presenze di pesticidi, diserbanti, concimi e alghe putrescenti
3.Rispetto assoluto delle norme che impediscono la pesca a strascico entro le tre miglia dalla costa e ovunque il fondale sia inferiore ai 50 metri di profondità e repressione della pesca di frodo.

 

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Due mesi dopo, l’8 novembre 1986, nei locali della Biblioteca comunale i soci WWF di Terracina, fino ad allora sconosciuti gli uni agli altri, si incontrarono in assemblea sancendo la costituzione della sezione locale della grande associazione ambientalista.

 

Della vogalonga un cittadino realizzò un filmato dandone una copia al WWF.

Da quelle riprese è stato ricavato un video visibile qui

Il WWF LP rinnova i ringraziamenti al cortese donatore di queste immagini che oggi costituiscono un documento storico.