Mentre sui territori si dorme, non solo a Terracina, l’Istituto Superiore di Sanità si preoccupa dell’esposizione all’amianto

0101L’Istituto Superiore di Sanità terrà a Roma il convegno:

Il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto: situazione italiana

Il convegno si terrà presso l’Istituto Superiore di Sanità- Aula Pocchiari

Oggetto del convegno sarà il Progetto Amianto, primo passo di un Piano Nazionale Amianto.

Presentazione del Progetto:

“Recenti documenti italiani in merito alle problematiche dell’esposizione ad amianto e delle patologie conseguenti includono: il rapporto della Seconda Conferenza di Consenso sul Mesotelioma Maligno della pleura (24-25 Novembre 2011), il rapporto finale (2012) del Gruppo di Studio costituito con DM 8 aprile 2008, il Quaderno 15 del Ministero della Salute (Stato dell’arte e prospettive in materia di contrasto alle patologie asbesto-correlate) ed il 4° Rapporto del ReNaM. Tra i molti documenti internazionali di valutazione del rischio connesso all’esposizione ad amianto è particolarmente rilevante ed aggiornata la Monografia n. 100C della Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2011).
Lo stato dell’arte sulle conoscenze scientifiche sui rischi da amianto è stato esaminato nella II Conferenza Governativa Amianto, (Venezia, 22-24 novembre 2012), dove si sono confrontate tutte le componenti interessate, per poter giungere ad una proposta di piano operativo comprensivo delle linee di azione per le diverse problematiche individuate.
Conseguentemente è in corso di elaborazione definitiva un PIANO NAZIONALE AMIANTO che definisce le linee di azioni da intraprendere a breve e medio termine.

Il Progetto Amianto, finanziato dal Ministero Salute e coordinato dall’ISS, costituisce una prima attuazione di detto Piano Nazionale Amianto; esso cercherà di dare alcune risposte a problematiche ancora aperte, quali:
– Il rischio connesso all’esposizione non professionale ed ambientale residua dopo il bando dell’amianto;
– Le metodologie più efficaci per la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica
– Sistemi innovativi di diagnosi e cura delle malattie correlate all’esposizione ad amianto
– Cooperazione con i paesi in cui l’uso dell’amianto è ancora consentito

Il Progetto si compone di 4 Unità Operative (UO) che affronteranno le tematiche ambiente, epidemiologia, diagnosi e cura.”

Il WWF Litorale Pontino parteciperà.

Il riciclo nell’anno della crisi, luci e ombre dell’Italia del riciclo

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Oggi a Roma è stato presentato il Rapporto “L’Italia del riciclo 2013” che ha registrato come la crisi economica nel 2012 abbia attaccato anche il settore del riciclo.

E’ il quarto anno che la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e la FISE UNIRE  (Federazione Italiana Imprese Recupero) presentano il quadro nazionale delle attività di recupero dei materiali presenti nei rifiuti.

In sintesi, ecco come si sono comportati i diversi settori nel 2012:

  • CARTA    cala la raccolta differenziata, crescono riciclo ed export
  • VETRO     il 71% degli imballaggi in vetro avviati a riciclo
  • PLASTICA  cresce il riciclo. Raccolta differenziata: primato al Veneto, fanalino di coda la Calabria
  • LEGNO     in calo raccolta (-14%) e recupero (-2%)
  • ALLUMINIO  la raccolta di imballaggi in alluminio cresce del 10%
  • ACCIAIO      cala l’immesso al consumo, ma cresce il riciclo degli imballaggi
  • RAEE       dalla Direttiva RAEE 2 nuove sfide al sistema di gestione dei rifiuti tecnologici
  • PILE e ACCUMULATORI    obiettivo di raccolta raggiunto
  • OLI MINERALI ESAUSTI   l’89% viene rigenerato
  • OLI GRASSI VEGETALI e ANIMALI   crescono raccolta e riciclo (+2%)
  • FRAZIONE ORGANICA e FANGHI   confermato primo settore di recupero materiale dei Rifiuti Urbani in Italia
  • RIFIUTI INERTI DA COSTRUZIONE e DEMOLIZIONE   recupero di rifiuti speciali C&D al 65%
  • TESSILE   raccolta differenziata vicina a quota 100mila tonnellate annue
  • VEICOLI FUORI USO   tasso di reimpiego e riciclo prossimo all’obiettivo 2015; non decolla invece il recupero energetico
  • GOMMA   la raccolta effettiva (293.800 ton) supera gli obiettivi di legge

“L’industria del riciclo rifiuti, nonostante l’impatto della crisi dei mercati internazionali e dei consumi, continua a crescere (nel 2012 +2% vs 2011 nel tasso di riciclo imballaggi) e  a sostenere settori industriali (siderurgia, tessile, mobili, carta, vetro) strategici per il nostro Paese. Occorre però promuovere il riciclo dei rifiuti attraverso misure omogenee sull’intero territorio nazionale e ridurre significativamente l’attuale percentuale di smaltimento in discarica (43% dei rifiuti urbani), adeguando il quadro normativo a quanto previsto in sede europea (Direttiva quadro 98/2008/CE) con la reale applicazione della priorità del riciclo di materia rispetto ad altre forme di gestione.”  E’ il commento degli organizzatori.

Cibo in spazzatura, spreco di natura

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Sprechi alimentari: un’emergenza etica, economica ma anche ambientale

Lo spreco alimentare non è solo un problema di alimenti: per produrre tutto il cibo che sprechiamo, ogni anno in Italia buttiamo nel cestino fino a 1.226 milioni di metri cubi di acqua, 24,5 milioni di tonnellate di CO2e e il 36% dell’azoto da fertilizzanti, utilizzati inutilmente con tutti gli impatti e i costi ambientali che ne conseguono. La responsabilità è dei consumatori, che spendono in media 316 € euro l’anno in cibo che per disattenzione o negligenza viene buttato senza essere consumato, ma anche di un sistema produttivo che troppo spesso perde cibo e risorse lungo la filiera, fino al 50% delle perdite totali, prima ancora che arrivino in tavola.

Nei paesi ricchi la maggior quota di sprechi – oltre il 40% dello spreco totale – si concretizza a livello della distribuzione e soprattutto dei consumi ossia quando il cibo è ancora perfettamente consumabile, mentre nei paesi in via di sviluppo le perdite e gli sprechi maggiori si concretizzano a livello agricolo e di prima trasformazione, soprattutto a causa dell’inadeguatezze strutturale della filiera.

Nei vari passaggi che vanno dalla produzione al consumo, lo spreco arriva fino al 50% del cibo: pari a circa 179 kg pro capite come media europea, senza contare gli sprechi a livello di produzione agricola o le catture di pesce rigettate in mare. Il tutto, mentre ancora 79 milioni di persone in Europa vivono al di sotto della soglia di povertà, con un 15% dei cittadini che percepisce un reddito inferiore al 60% del reddito medio del paese di residenza.

Nell’industria, parte delle perdite è strettamente correlata alla natura del prodotto e risulta necessaria per esempio per trasformare la derrata da agricola ad alimentare. In altri casi invece, lo spreco è connesso all’attività gestionale dell’impresa che vanno dall’organizzazione della produzione e/o commercializzazione all’attività di marketing: si generano sprechi quando il packaging risulta difettato o danneggiato, per cambi di immagine, lancio di nuovi prodotti, prossimità della data di scadenza, residui di promozioni, etc. È stato stimato come il 90% di ciò che viene sprecato potrebbe essere ancora utilmente recuperato e utilizzato per l’alimentazione umana.

La ricetta consiste nel migliorare l’efficienza della catena agroalimentare, promuovendo modelli di produzione e consumo più efficienti e sostenibili, aiuta a ridurre il costo del cibo e ne aumenta la possibilità di accesso. Ciò determinerebbe una riduzione degli impatti connessi dallo spreco sia in termini economici, sia in termini ambientali e sociali.

Connessi agli sprechi alimentari ci sono sprechi “diretti” della filiera (industria alimentare e grande distribuzione organizzata) e “indiretti” (fertilizzanti, fitosanitari, energia, acqua).

 Lo spreco alimentare ha conseguenze non solo etiche, economiche, sociali ma anche sanitarie e ambientali, dal momento che le enormi quantità di cibo non consumato contribuiscono fortemente al riscaldamento globale e alle carenze idriche.

Per ogni kg di cibo si emettono in media 4,5 chilogrammi di CO2 : ne consegue che le 89 milioni di tonnellate di cibo sprecate in Europa producono 170 milioni di tonnellate di CO2eq l’anno. Oltre alla CO2 in quanto la decomposizione dei rifiuti alimentari produce metano, gas a effetto serra 21 volte più potente del biossido di carbonio.

Oltre alla CO2, enormi quantità d’acqua sono necessarie a produrre il cibo che mangiamo ogni giorno. In particolare, la produzione di carne necessita di una quantità di acqua maggiore rispetto ad altre produzioni vegetali. Per ottenere un chilo di mele sono necessari 820 litri, per un kg di mais 1.220 litri di acqua, per un chilo di riso 2.500 litri, per un chilo di pollo 4.300 litri, per un chilo di maiale 5.990 litri e per un chilo manzo ben 15.500 litri di acqua.

A determinare numeri così elevati sono le 3 componenti dell’utilizzo idrico individuate dal calcolo dell’impronta idrica: l’acqua piovana, l’acqua di falda e l’acqua che torna inquinata all’ambiente.

elicotteroProseccoNel caso della carne, oltre al consumo diretto d’acqua per esempio per dissetare gli animali, bisogna considerare quanta acqua è servita per far crescere soia, foraggio e cereali e per il resto della filiera incluso il problema dello smaltimento dell’enorme quantità di deiezioni prodotte e i fertilizzanti e pesticidi che inquinano fortemente le risorse idriche.

 

fruits_and_vegetables_volunteering_at_organic_farms-300x225Per risparmiare davvero acqua è fondamentale diminuire i consumi di alimenti animali, privilegiando il consumo diretto di vegetali (cereali, legumi, verdura, frutta, nelle migliaia di possibili ricette appetitose che si possono preparare): come singola azione da compiere è la più potente in assoluto, molto di più di qualsiasi altra azione di risparmio il singolo cittadino possa intraprendere.

 

Ridurre gli sprechi di prodotti commestibili consentirebbe un più efficiente utilizzo dei terreni, una migliore gestione delle risorse idriche oltre a ricadute benefiche su tutto il comparto agricolo a livello mondiale.

Per saperne di più è possibile scaricare dal sito del WWF Italia il report

QUANTA NATURA SPRECHIAMO? Le pressioni ambientali degli sprechi alimentari in Italia

http://awsassets.wwfit.panda.org/downloads/report_quanta_natura_sprechiamo_ottobre_2013.pdf

 

Giovedì 5 dicembre, presentazione del rapporto “L’Italia del Riciclo 2013”

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Oltre la raccolta differenziata, è il riciclo l’obiettivo virtuoso

Giovedì 5 dicembre si terrà la presentazione del Rapporto “L’Italia del Riciclo 2013”, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Fise Unire.

L’appuntamento è a Roma, nella sala delle Conferenze, in piazza Montecitorio 113/A (Ore 10-13.30)

 

Download del Programma

La partecipazione è gratuita.

Per partecipare all’evento è necessario eseguire la procedura di registrazione online, inserendo i propri dati al seguente link:

Registrazione Online (link)

Si succedono le audizioni in Commissione Ambiente a Terracina ma l’area di Morelle resta zona calda

Comunicato stampa

Salta la commissione Ambiente sulla proposta dell’impianto di compostaggio. Cosa vogliono farci?

Ieri è saltata la commissione Ambiente che doveva ratificare l’ordine del giorno proposto da Wwf Litorale Pontino, Il Sestante e Ascom, per far diventare il sito di Morelle un impianto di compostaggio di nuova generazione in grado di produrre compost di qualità. Una decisione che va anche nella direzione di accelerare quel processo virtuoso che ogni Comune dovrebbe fare, ovvero la raccolta differenziata. Un cambio di marcia che è soprattutto culturale e rappresenta l’elemento di crescita civile di una popolazione.

Per questo avevamo spinto affinché la nostra proposta prendesse anche una via istituzionale e coinvolgesse la classe politica della città. E così andammo in commissione Ambiente per ben due volte a spiegare la nostra soluzione per Morelle e l’idea che abbiamo sul ciclo dei rifiuti di cui l’impianto rimane un elemento essenziale. Ne uscimmo con la chiara percezione di aver trasmesso un quadro esaustivo e completo ai membri della commissione tant’è che decisero di mettere nero su bianco la nostra proposta per ratificarla alla prossima commissione utile. Quella di ieri appunto, nella quale ci aspettavamo una presa d’atto prima di far arrivare l’ordine del giorno in consiglio comunale.

E invece è saltata perché abbiamo saputo dai membri della stessa commissione che l’ordine del giorno doveva essere preparato dall’ingegnere comunale Alfredo Sperlonga e non più dagli uffici di segreteria della stessa commissione come era stato deciso. E visto che il documento ancora non era pronto la commissione non si è più tenuta. Insomma la nostra proposta non solo non c’era più ma a questo punto ci chiediamo quale documento l’amministrazione stia preparando.

Ci chiediamo che intenzioni ha il sindaco Nicola Procaccini e la sua maggioranza sul sito di Morelle, ad oggi ricordiamo utilizzato solo in parte dagli operai dell’attuale azienda che gestisce il mega appalto dei rifiuti sul quale abbiamo sempre detto essere contrari. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.

“Prevenire è meglio che curare”, i materiali tossici a Terracina sono alla luce del sole

Se è difficile individuare i materiali pericolosi per la salute sotterrati è molto più agevole censire e bonificare quelli che sono sotto gli occhi di tutti.
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Sul territorio del comune di Terracina gravano tonnellate di cemento-amianto utilizzato nella costruzione delle coperture di abitazioni e di capannoni, delle tettoie di pensiline, dei tubi dei fumaioli,…quello sparso colpevolmente dai cittadini è soltanto una minima parte dell’esistente.

Il WWF LP ha effettuato un campionamento di tale materiale girando per le strade della città e delle zone periferiche e il 17 ottobre u.s. ha pubblicato i dati con il post  https://wwflitoralepontino.wordpress.com/2013/10/17/il-cemento-amianto-presente-nel-territorio-del-comune-di-terracina-cosa-fare/.

Il giorno dopo l’associazione ha chiesto un incontro all’Amministrazione comunale senza ricevere finora risposta.

Morelle, ancora un sì ad un impianto di compostaggio di qualità a Terracina

175484_comune-di-terrac_1 Venerdì 15 novembre nella sala Giunta del Comune si è riunita la Commissione Ambiente per approfondire la discussione sull’utilizzo dell’area di via delle Morelle. Alla riunione hanno partecipato anche la Consigliera regionale Gaia Pernarella e il Consigliere provinciale Rossano Alla e  come auditori i rappresentanti delle associazioni Ascom, Sestante e WWF Litorale Pontino.

La discussione ha ripreso le fila della riunione precedente durante la quale era stata esaminata una proposta, presentata dalle tre associazioni, in cui si sollecitava di ribadire la scelta dell’amministrazione comunale di dedicare l’area di Morelle alla costruzione di un impianto per la produzione di compost di qualità chiedendo contestualmente alla Regione di riabilitare il sito di Terracina in modo da inserirlo nel nuovo piano regionale dei rifiuti.

La scelta è dettata da una serie di circostanze che si sono venute a creare: l’imminente avvio della nuova gestione del ciclo dei rifiuti, alcuni finanziamenti concessi dalla Provincia, la necessità di tutelare la salute dei cittadini, l’ambiente e le casse dell’amministrazione;  per tutto questo la strategia risolutiva è proprio quella, concorde con tutte le direttive europee e nazionali, di promuovere il compostaggio di qualità a discapito di altri tipi trattamento.

Si sono approfondite alcune questioni come ad esempio il progetto che prevede il ripristino del cilindro Dano per riattivare l’impianto abbandonato da anni. Tuttavia, alla luce del dato incontrovertibile che l’amministrazione di Terracina dal 2007 in poi, attraverso una serie di delibere, ha sempre ribadito la volontà di andare nella direzione di sottrarre al ciclo dei rifiuti la frazione organica per trasformarla nel nostro stesso territorio in compost di qualità, la Commissione al completo ha dato parere positivo alla deliberazione a favore di un impianto di compostaggio.

Ora la parola passa alla Conferenza dei Capigruppo e infine al Consiglio Comunale per la deliberazione finale.

Auspichiamo che in tutte e due i casi il parere sia positivo dimostrando così che attraverso il dialogo tra amministrazione e cittadini si può arrivare ad una sintesi nel solo interesse e beneficio della città.

**Tutti coloro che desiderano aggiornarsi sul tema del compostaggio di qualità possono scaricare qui la presentazione di Massimo Centemero, direttore tecnico del Consorzio Italiano Compostatori, illustrata il 7 novembre scorso a Ecomondo 2013  Massimo_Ecomondo_2013

I rifiuti nel ddl collegato alla Legge di stabilità, luci e ombre

E’ provvisorio, d’accordo, ma pur tra qualche miglioramento al testo unico ambientale il Collegato offre un assist straordinario ai Comuni nullafacenti.

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Ecco alcune note positive:

  • abolizione del divieto di conferimento in discarica dei rifiuti ad elevato potere calorifico (un colpo ai filoinceneritoristi)
  • gli impianti che rispetteranno le norme per l’uscita dei loro prodotti dalla definizione di rifiuto (si pensi al compost e al digestato) potranno avvalersi della procedura semplificata
  •  incentivazione del compostaggio domestico e introduzione del compostaggio di comunità

La nota stridente che copre l’inefficienza di tante amministrazioni comunali soprattutto del centro-sud del Paese riguarda lo slittamento in avanti delle scadenze degli obiettivi di raccolta differenziata. Nemmeno il gioco degli incentivi/disincentivi praticando sconti/aggravi per chi raggiunge in anticipo/ritardo tali obiettivi può annullare l’effetto dirompente di questo spostamento di date.

Ecco le vecchie e le nuove scadenze:

  1. almeno il 35% di rd   al 31/12/2006   si sposta    al 31/12/2014
  2. almeno il 45% di rd   al 31/12/2008   si sposta    al 31/12/2015
  3. almeno il 65% di rd   al 31/12/2012    si sposta    al 31/12/2016

E ancora il ddl collegato alla Legge di stabilità deve passare gli esami degli emendamenti!

Rifiuti tossici sversati, se la Campania piange il Lazio non ride

Le reazioni a scoppio ritardato alle rivelazioni di un pentito di camorra da parte dell’opinione pubblica pontina devono avere un seguito in azioni e iniziative. La presenza del malaffare sul territorio pontino per quanto riguarda i rifiuti tossici non risale a ieri, basta ricordare l’uccisione in stile mafioso del parroco di Borgo Montello, probabilmente a conoscenza di traffici loschi.

Ora il coperchio è stato sollevato e non si potrà più dire di non sapere. Questo articolo del Manifesto unisce passato e futuro della vicenda rifiuti in una provincia che non è capace di gestire nemmeno quelli urbani. Siamo ancora lontanissimi dal 65% di raccolta differenziata, il minimo previsto dalla legge.

ManifeSchiavone

In Campania le popolazioni stanno prendendo coscienza e se pur tardivamente stanno reagendo di fronte alle malattie indotte dall’avvelenamento di acqua, aria e terreno. La stessa reazione, con ugual forza, deve avvenire in provincia di Latina perché non possiamo lasciare soli a lottare i campani su una questione che tocca anche noi.

SABATO  16  NOVEMBRE  MANIFESTAZIONE  A  NAPOLI  CONTRO  LA  STRAGE  IN CORSO  DA  ANNI  

Questa le motivazioni che il fiumeinpiena, organizzazione onnicomprensiva di tante realtà campane, ha messo alla base della manifestazione:

È un fatto che in Campania le aspettative di vita siano più basse che nel resto dell’Italia. È un fatto che i casi di tumore siano in costante aumento. Ed è un fatto che ogni notte, nella Terra dei Fuochi, vengano dati alle fiamme copertoni e residui industriali. È un fatto che a Caivano, dopo gli scavi della Guardia Forestale, siano stati ritrovati bidoni di materiale tossico, fusti di metalli e residui industriali. Non è populismo, non è vittimismo; non è nemmeno disfattismo. Sono, lo ripetiamo, fatti. Ed è in virtù di questi fatti – di questi ed altri cento, mille, diecimila fatti – che il 16 Novembre scenderemo in piazza.

È in virtù di questi fatti che ci siamo raccolti, sotto un’unica bandiera, quella del diritto alla vita e alla salute, del diritto alla nostra terra, per urlare contro un sistema colpevole; per aprire gli occhi non ad una regione ma all’Italia intera. È del rapporto con il nostro territorio che stiamo parlando: di tonnellate e tonnellate di rifiuti sotterrati, di donne, uomini e bambini che muoiono; di fuochi che non si spengono mai, della camorra e della criminalità, della mala politica, della cattiva amministrazione, di un piano gestionale che non abbiamo scelto noi. Noi, i diretti interessati. Noi, i cittadini. Ed è per questo che il 16 Novembre scenderemo in piazza.

È per questo che il 16 Novembre saremo a Napoli,  in piazza  Mancini alle 14.30: per essere un#fiumeinpiena. Insieme faremo sentire la nostra voce di protesta pacifica e apartitica; insieme ribadiremo la nostra sete di verità e di riscatto: chiediamo giustizia, che vengano individuati e processati i responsabili, coloro che hanno consentito questa vergogna. Vogliamo decidere noi tutti, insieme, il Piano di Gestione dei Rifiuti in Campania.

  •  Stop ai roghi, agli sversamenti e ai traffici di rifiuti tossici!
  •  Sì alle bonifiche solo dopo aver bloccato le attività illecite e solo sotto il controllo delle comunità!
  • No agli inceneritori e ad ogni forma di combustione dei rifiuti!
  • Sì all’individuazione dei suoli contaminati, alla tutela e alla promozione del settore agroalimentare campano sano!
  • No all’attuale piano di gestioni rifiuti della regione Campania!

 

Gli stati generali della Green Economy a Ecomondo coniugano l’economia con l’ambiente

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In questi giorni si sono tenuti a Rimini gli Stati Generali della Green Economy con una grande partecipazione di studiosi, operatori economici, ambientalisti, cittadini.

 

 

Nei due giorni si sono alternati i ministri Orlando (Ambiente) e Zanonato (Sviluppo economico)

Il Consiglio Nazionale della Green Economy ha illustrato alla presenza del ministro Orlando un pacchetto di misure per un GREEN NEW DEAL  che  si articola in 10 punti

  1. Attuare una riforma fiscale ecologica che sposti il carico fiscale, senza aumentarlo, a favore dello sviluppo degli investimenti e dell’occupazione green.
  2. Attivare programmi per un migliore utilizzo delle risorse europee e per sviluppare strumenti finanziari innovativi per le attività della green economy.
  3. Attivare investimenti che si ripagano con la riduzione dei costi economici, oltre che ambientali, per le infrastrutture verdi, la difesa del suolo e le acque.
  4. Varare un programma nazionale di misure per l’efficienza e il risparmio energetico.
  5. Attuare misure per sviluppare le attività di riciclo dei rifiuti.
  6. Promuovere il rilancio degli investimenti per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.
  7. Attuare programmi di rigenerazione urbana, di recupero di edifici esistenti, di bonifica, limitando il consumo di suolo non urbanizzato.
  8. Investire nella mobilità sostenibile urbana.
  9. Valorizzare le potenzialità di crescita della nostra agricoltura di qualità.
  10. Attivare un piano nazionale per l’occupazione giovanile per una green economy.

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Il ministro Orlando in un lungo intervento ha condiviso completamente l’impostazione generale del pacchetto di misure.

 

 

Questi i passaggi  più apprezzati dalla platea

  • la mancata prevenzione nella gestione dei rifiuti, del dissesto idrogeologico e della depurazione delle acque genera un debito per il futuro
  • occorre introdurre l’ambiente nel PIL
  • l’economia come sempre poggia sull’edilizia ma questa non potrà occupare altro suolo se non dopo aver riutilizzato tutto il costruito esistente
  • si farà carico di un incontro dei ministri dell’ambiente e del lavoro della Comunità Europea

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Nel pomeriggio in una tavola rotonda tra assessori regionali all’ambiente  è intervenuto per la Regione Lazio Fabio Refrigeri.  L’assessore ha riferito tra l’altro che la nostra Regione sta approntando in collaborazione con ENEA e ANCI il piano energetico regionale, che è stata definita la stazione unica appaltante per gli acquisti che dovranno essere ispirati al green public procurement (GPP) e che è stato regolamentato il Codice degli appalti.

 

 

In una successiva tavola rotonda riservata alle associazioni ambientaliste il WWF Italia è stato rappresentato da Gaetano Benedetto.