L’ecologia integrale di Papa Francesco, l’enciclica Laudato si’ alla Rimembranza di Terracina

enciclica-300x100Martedì 14 luglio alle ore 19 alla Rimembranza si terrà una conversazione sui fondamenti di ecologia profonda presenti nell’ultima enciclica pontificia, argomenti entrati da molto tempo nella cultura dell’ambientalismo italiano e internazionale.

Ne parlerà Andrea Masullo.

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Ingegnere elettronico, Masullo ha insegnato per dodici anni Fondamenti di Sostenibilità Ambientale presso l’Università di Camerino, collabora con diverse Università e Amministrazioni pubbliche realizzando piani di gestione dei rifiuti e piani energetici. Fa parte del Comitato scientifico del WWF. Ha pubblicato Il pianeta di tutti, Economia e ambiente:la sfida del terzo millennio, Energia verde per un Paese rinnovabile, La sfide del bruco: quando l’economia supera i limiti della biosfera, La terra è casa tua. E’direttore scientifico di Greenaccord, l’associazione culturale di ispirazione cattolica nata per sollecitare l’interesse di tutte le persone di ogni religione nei confronti della tutela della natura.

Un intervento di Andrea sull’emittente TV2000.

 

Positivo incontro con la vice Commissaria Antonietta Orlando

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Stamani un gruppo di soci del WWF Lazio Gruppo attivo Litorale Pontino ha incontrato nella sala Giunta del Comune di Terracina la dott.ssa Antonietta Orlando, in sostituzione della Commissaria Erminia Ocello.

 

L’incontro al quale ha partecipato anche l’ing. Sperlonga si è svolto in un clima cortese e produttivo andando ben al di là dei convenevoli; la dott.ssa infatti portava con se la memoria che in anticipo le era stata inoltrata e che durante la discussione ha mostrato di aver letto con attenzione.

Questo documento sintetico le era stato inviato dal Gruppo alcuni giorni prima proprio perché potesse documentarsi IncontroCOMMISSARIA

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La dott.ssa Orlando ha apprezzato lo spirito collaborativo e ha voluto esaminare insieme alla delegazione WWF tutte le questioni presentate.

 

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In sintesi, dal lungo incontro estrapoliamo alcuni punti.

 

  • Rimembranza: ha chiesto di fornire un preventivo di massima per gli interventi di messa in sicurezza, del rifacimento della superficie dell’ingresso monumentale e della messa in opera di una targa esterna; inoltre ha voluto conoscere l’entità dell’ultimo furto subito dal parco. Esaminerà con gli uffici la bozza di nuova convenzione per la gestione del parco.
  • Cemento-amianto: l’esistenza di un regolamento obbliga l’Ente ad avviare il censimento dedicando allo scopo almeno un impiegato comunale e una somma iniziale da inserire nel bilancio 2016; si prenderà contatto con il Centro Regionale Amianto per acquisire opportunità di finanziamenti.
  • Treno: la dott.ssa Orlando dopo aver ascoltato le vicende della tratta ferroviaria Terracina-Fossanova, alla quale il WWF tiene particolarmente, si è impegnata a fare un intervento urgente sulla Regione, se non altro per conoscere lo stato dell’iter del progetto di messa in sicurezza della linea.
  • Rifiuti: gli uffici stanno studiando la possibilità di modificare l’orario di raccolta nel centro storico per evitare l’impatto insostenibile con la frequentazione notturna delle strade e delle piazze, abbiamo chiesto che si facessero assemblee pubbliche per la scelta degli orari; saranno resi noti periodicamente i dati della produzione dei rifiuti.
  • Lungomare: c’è stata ampia condivisione delle preoccupazioni espresse nella memoria; in particolare la dott.ssa Orlando ha chiesto che le venga inviato il documento che il Gruppo presenterà alla Regione Lazio dopo aver acquisito tutte le informazioni tramite l’accesso agli atti relativi al progetto delle opere rigide di discesa a mare.

L’incontro ha toccato anche altri punti come la sosta dei camper, i parcheggi, il controllo del territorio e altro ancora in uno spirito di collaborazione e di scambio di opinioni sulle diverse questioni ambientali.

Il Gruppo ringrazia la dott.ssa Orlando per la sua cortesia e per la disponibilità mostrata nel voler risolvere le questioni.

 

 

Gestione rifiuti a Terracina, si riparte con la comunicazione, finalmente!

Una buona gestione dei rifiuti specialmente quando si rivoluziona l’intero sistema parte dalla comunicazione rivolta ai cittadini. Più tempo ci si dedica e più alta diventa la probabilità di successo dell’operazione.

L’esperienza italiana mostra che per ogni diecimila abitanti occorre in media un mese di informazione realizzata con assemblee, manifesti, lettere individuali, spot radiotelevisivi, gazebo nei quartieri.

L’azienda che attualmente svolge il servizio sta attivando il proprio sistema di comunicazione che ci auguriamo sufficiente a convincere i cittadini sulla necessità di operare bene nella separazione dei rifiuti e di conferirli alla raccolta nei tempi e nei modi previsti.

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La nostra associazione da anni si interessa di una corretta gestione dei rifiuti e in questa occasione farà la sua parte invitando i cittadini a partecipare alle assemblee, a chiedere tutte le informazioni che vogliono, a trovare un accordo con gli operatori e a collaborare per la migliore riuscita del nuovo metodo di gestione dei rifiuti.

Certamente anche noi abbiamo da chiedere qualcosa, innanzitutto riteniamo indispensabile controllare la qualità del differenziato senza la quale i rifiuti prenderebbero altre strade assolutamente da evitare, discarica o inceneritore.

Inoltre, l’azienda dovrebbe realizzare delle iniziative miranti alla riduzione della produzione dei rifiuti e che inducano nei cittadini uno stile di vita con meno spreco di materiali.

Riteniamo poi opportuno e gratificante per i cittadini far conoscere la destinazione finale dei materiali raccolti in maniera differenziata e periodicamente i valori lordi e netti della raccolta.

Per rendere altamente incentivante il sistema occorrerà passare prima possibile alla tariffa puntuale per la quale i cittadini non pagherebbero più in base alla superficie dell’abitazione e al numero dei residenti ma in rapporto alla reale quantità di rifiuti prodotti.

Nell’ambito della propria strategia di comunicazione l’azienda De Vizia ha inserito un incontro alla Rimembranza che si terrà lunedì 22 giugno alle ore 18.30. Ci toccherà fare gli onori di casa! Non solo per l’azienda ma soprattutto per i cittadini che, speriamo numerosi, saranno presenti.

Nell’occasione sarà esposta una mostra fotografica che illustra il degrado non più accettabile di alcuni luoghi simbolo della città, il molo foraneo-l’area del Pisco-l’accesso al tempio di Monte sant’Angelo.

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Il consumo di suolo in Italia, l’Ispra conferma il fenomeno

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L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha pubblicato il Rapporto “Il consumo di suolo in Italia-Edizione 2015” da cui si ricava la conferma che, seppur con un rallentamento, continua il ricoprimento del territorio con cemento e asfalto.

 

 

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I dati relativi all’Italia parlano di 17.511,27 kmq consumati pari al 5,83 % dell’intero territorio nazionale; nel Lazio abbiamo consumato 1.101 kmq pari al 6,4 % del territorio ragionale  e nella provincia di Latina abbiamo ricoperto 18.118 ha che corrispondono all’8,1 % del territorio provinciale. 

 

Dal RapportoInsieme con aria e acqua, il suolo è essenziale per l’esistenza delle specie presenti sul nostro pianeta; svolge la funzione di buffer, filtro e reagente consentendo la trasformazione dei soluti che vi passano e regolando i cicli nutrizionali indispensabili per la vegetazione; è coinvolto nel ciclo dell’acqua; funge da piattaforma e da supporto per i processi e gli elementi naturali e artificiali; contribuisce alla resilienza dei sistemi socio-ecologici; fornisce importanti materie prime e ha, inoltre, una funzione culturale e storica. Nonostante ciò è troppo spesso percepito solo come supporto alla produzione agricola e come base fisica sulla quale sviluppare le attività umane (Fumanti, 2009; ISPRA, 2013a). Un suolo in condizioni naturali, insieme all’intera biosfera, fornisce al genere umano i servizi ecosistemici necessari al proprio sostentamento (Blum, 2005; Commissione Europea, 2006; APAT, 2008; Haygarth e Ritz, 2009; Turbé et al., 2010): – servizi di approvvigionamento (prodotti alimentari e biomassa, materie prime, etc.); – servizi di regolazione (regolazione del clima, cattura e stoccaggio del carbonio, controllo dell’erosione e dei nutrienti, regolazione della qualità dell’acqua, protezione e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi, etc.); – servizi di supporto (supporto fisico, decomposizione e mineralizzazione di materia organica, habitat delle specie, riserva genetica, conservazione della biodiversità, etc.); – servizi culturali (servizi ricreativi e culturali, funzioni etiche e spirituali, paesaggio, patrimonio naturale, etc.).”

Ancora “La maggior parte, quindi, dei servizi resi dal suolo non coperto artificialmente ha un’utilità diretta e indiretta per l’uomo e appare cruciale, nell’ambito delle politiche di gestione e di pianificazione del territorio, valutare le ricadute delle diverse scelte di pianificazione territoriale e urbanistica, attraverso la stima dei costi e benefici associabili a diversi scenari di uso del suolo, e/o a politiche di tutela e indirizzi propri degli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica. Per l’importanza che rivestono sotto il profilo socioeconomico e ambientale, tutte queste funzioni devono pertanto essere tutelate (Commissione Europea, 2006). Infatti, le scorrette pratiche agricole, zootecniche e forestali, le dinamiche insediative, le variazioni d’uso e gli effetti locali dei cambiamenti ambientali globali possono originare gravi processi degradativi…..”

Le conclusioni

“I dati mostrano come la progressiva espansione delle infrastrutture e delle aree urbanizzate, in particolare di quelle a bassa densità, continua a causare un forte incremento delle superfici artificiali e dell’impermeabilizzazione del suolo. Il consumo di suolo cresce ancora in modo significativo, pur segnando un rallentamento negli ultimi anni. Tali dinamiche insediative non sono giustificate da analoghi aumenti di popolazione e di attività economiche. Il territorio e il paesaggio vengono quotidianamente invasi da nuovi quartieri, ville, seconde case, alberghi, capannoni industriali, magazzini, centri direzionali e commerciali, strade, autostrade, parcheggi, serre, cave e discariche, comportando la perdita di aree agricole e naturali ad alto valore ambientale, con un uso del suolo non sempre adeguatamente governato da strumenti di pianificazione del territorio e da politiche efficaci di gestione del patrimonio naturale.

I dati proposti mostrano la gravità della progressiva erosione della risorsa suolo a fini edificatori e infrastrutturali con la progressiva trasformazione di città compatte in insediamenti diffusi, caratterizzati da bassa densità abitativa e con pesanti ripercussioni sul paesaggio e sull’ambiente. Sono cambiamenti praticamente irreversibili nella gran parte dei casi, che incidono sulle funzioni del suolo e riguardano spesso terreni agricoli fertili. La diffusione urbana, inoltre, frammenta e causa il deterioramento del territorio anche laddove questo non venga direttamente investito da coperture artificiali, rendendo gli spazi interclusi difficilmente recuperabili.”

Dal sito di ISPRA è  possibile scaricare una carta nazionale del consumo di suolo ad altissima risoluzione (risoluzione 5 m).

 

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Lunedì 27 aprile arriveranno a Terracina i camminatori della via Francigena del sud

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Anche quest’anno faranno tappa a Terracina i camminatori della via Francigena del sud lungo l’Appia.

 

Sono partiti il 17 aprile da Benevento e stanno seguendo questo calendario

  1. 17 Aprile Venerdì  Benevento – Montesarchio
  2. 18 Aprile Sabato  Montesarchio- S. Agata de Goti
  3. 19 Aprile Domenica  S. Agata de Goti – Caserta Vecchia
  4. 20 Aprile Lunedì  Caserta Vecchia – S. Angelo in Formis
  5. 21 Aprile Martedì  S. Angelo in Formis – Teano
  6. 22 Aprile Mercoledì  Teano – Sessa Aurunca
  7. 23 Aprile Giovedì  Sessa Aurunca – Suio/Castelforte
  8. 24 Aprile Venerdì  Suio/Castelforte –Minturno
  9. 25 Aprile Sabato  Minturno – Formia
  10. 26 Aprile Domenica  Formia – Fondi
  11. 27 Aprile Lunedì  Fondi – Terracina
  12. 28 Aprile Martedì  Terracina – Fossanova/Priverno
  13. 29 Aprile Mercoledì  Priverno/Fossanova – Sezze
  14. 30 Aprile Giovedì  Sezze – Bassiano
  15. 01 Maggio Venerdì  Bassiano – Sermoneta
  16. 02 Maggio Sabato  Sermoneta – Cori
  17. 03 Maggio Domenica  Cori – Velletri
  18. 04 Maggio Lunedì  Velletri – Castel Gandolfo
  19. 05 Maggio Martedì  Castel Gandolfo – Roma
  20. 06 Maggio Mercoledì  Vaticano 11:00 Udienza generale dal S. Padre

Questa camminata lunga circa 300 Km, organizzata come nei precedenti anni dall’Associazione  “Gruppo dei Dodici”, è apprezzata a livello nazionale e  internazionale e rappresenta e rievoca un cammino che i pellegrini praticavano nel medioevo per raggiungere  una meta importante  per l’epoca,  la città di Roma.  La Via Appia (per i Romani Regina Viarum)  che  risale al IV secolo a.C. venne percorsa da apostoli, papi, imperatori, Santi come  S. Francesco  e  S. Tommaso d’Aquino, artisti come il  Petrarca, Torquato Tasso e J.W. Goethe, musicisti come Mozart e molti altri personaggi illustri.

Chi ama questo modo di viaggiare può aggregarsi per una o più tappe, oppure semplicemente lunedì 27 aprile può andare incontro ai viandanti (per informazioni sugli orari e sui luoghi tel. 349/7700479).

Anche quest’anno l’accoglienza dei camminatori avverrà nella Rimembranza e sarà a cura dei volontari che gestiscono il parco.

 

Sabato 28 marzo 2015 dalle ore 20.30 alle 21.30 un’ora di buio per aiutare il pianeta

Anche quest’anno ritorna l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale per fermare il cambiamento climatico che coinvolge l’intera umanità in concrete azioni di sostenibilità; la posta in gioco è la salvezza della vita sul pianeta.

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Dopo aver coinvolto l’anno scorso milioni di cittadini, istituzioni, imprese questo segnale di preoccupazione per le sorti del pianeta vedrà una tappa importante proprio nel 2015, anno in cui si deve chiudere il negoziato dell’ONU per un accordo globale, a Parigi in dicembre nella COP 21.

 

 

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Il cambiamento climatico è la più grande minaccia alla sopravvivenza del Pianeta e della vita come la conosciamo ed Earth Hour sarà un evento catalizzatore per far compiere progressi sul clima in oltre 120 paesi: il più grande movimento di base del mondo, nato nel 2007 a Sidney, alzerà di nuovo la sua voce per ‘cambiare il cambiamento climatico’ – Change Climate Change”.

 

Nella nostra provincia hanno risposto finora all’invito del WWF a dare un messaggio positivo alle popolazioni i Comuni di Bassiano, Fondi, Formia, Latina, Sezze e Terracina che spegneranno i propri monumenti simbolo. Ecco la mappa delle iniziative

  Tutti sono invitati a dare un contributo azzerando almeno per un’ora i consumi energetici a cominciare dall’illuminazione delle case.

La riattivazione della linea ferroviaria Terracina-Fossanova, dove eravamo arrivati?

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Sono passati due anni e mezzo ormai dalla caduta della frana e ancora non si vede vicina la riapertura della ferrovia Terracina-Fossanova.

 

 

Riassumiamo i fatti.

2012

A settembre una frana interrompe la linea

A dicembre la Regione (Presidente Polverini) manda un contributo per i lavori ma la Rete Ferroviaria Italiana non coinvolta nella progettazione dell’intervento non ne riconosce la validità

2013  

La nuova Giunta regionale (Presidente Zingaretti) convoca RFI stipulando un accordo che le assegna la progettazione dei lavori mentre l’Ente regionale dovrà procurare il finanziamento.

2014  

RFI consegna il progetto mentre la Regione racimola solo una parte della somma necessaria per l’esecuzione dei lavori

2015 

A gennaio in Consiglio regionale l’assessore Refrigeri rispondendo ad una interrogazione assicura che fondi europei e fondi regionali dedicati al contrasto del dissesto idrogeologico garantiranno la copertura finanziaria dei lavori ma non se ne ha la certezza. Risposta Refrigeri

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A febbraio la Regione indica RFI come soggetto attuatore dell’intervento. 

 

 

 

 

 

Cosa ci aspetta a questo punto?

Abbiamo contattato la Regione parlando con la segreteria del Comitato Tecnico del Lavori Pubblici. Ci è stato risposto che il progetto è arrivato e che si trova nella fase istruttoria.

Intanto, RFI che intenzione ha? Inizierebbe i lavori pur in presenza solo di una parte dell’intero finanziamento? La Rete contattata da noi ci fa sapere che ha realizzato con finanziamenti propri, pari a 500 mila euro, opere di distacco forzato di porzioni di roccia instabile, rilievi morfologici del terreno e ha consegnato alla Regione Lazio il progetto esecutivo per la messa in sicurezza della collina sovrastante i binari. Inoltre, visto che RFI è stato individuato quale soggetto attuatore, appena saranno resi disponibili i finanziamenti sarà in grado di avviare tempestivamente le attività per la realizzazione dell’opera.

Quindi, è necessario il reperimento dell’intera somma!

 

 

Eppur si muove? Affidati a RFI i lavori di messa in sicurezza di Monte Cucca

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Un contatto con l’Area Difesa del Suolo e Bonifiche della Regione Lazio ci ha permesso stamani di conoscere la decisione dell’Ente regionale di affidare alla Rete Ferroviaria Italiana la messa in sicurezza della montagna da cui si staccò nel settembre 2012 la frana che ha interrotto la linea Terracina-Fossanova.

 

L’incarico è arrivato a RFI tramite una Determina del Direttore della Direzione Regionale Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative che risale a una decina di giorni fa.

Ancora non è l’apertura del cantiere perché c’è il passaggio nel Comitato Tecnico dei Lavori Pubblici e soprattutto la questione del finanziamento complessivo dell’opera, come ci è stato detto dall’Area Difesa del Suolo. Ma è un passo avanti che rappresenta anche una pressione su RFI che forse così accetterà la logica dei lavori per lotti successivi. 

Sabato 28 marzo torna l’Ora della Terra, il WWF scrive ai sindaci pontini

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Torna sabato 28 marzo l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale nata come evento simbolico per fermare il cambiamento climatico. Le luci si spegneranno per un’ora, dalle ore 20.30 alle 21.30, attraverso tutti i fusi orari, dal Pacifico alle coste atlantiche.

Guarda il video.

 

 

 

Dobbiamo mobilitarci tutti, fare la nostra parte e pretendere che i Governi assumano la CRISI del clima come priorità. Da un mondo basato sui combustibili fossili, è necessario approdare ad uno fondato su risparmio, efficienza e rinnovabili.
Le giovani e le future generazioni hanno diritto a ricevere in eredità un mondo pieno di vita e che non sia condannato a cambiamenti climatici catastrofici.

Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola del buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta lasciando al buio monumenti, piazze e strade per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici e si è confermata come evento di forte valenza simbolica, un’occasione per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti in una sfida globale, che nessuno può pensare di vincere da solo.

Le Amministrazioni comunali, aderendo ad Earth Hour 2015, potranno partecipare su scala internazionale e nazionale a un evento simbolo della lotta al cambiamento climatico, cui aderiscono altre migliaia di enti locali. Le Città sono tra gli attori principali, veri e propri motori dell’innovazione e del cambiamento possibile.

Partecipando all’Ora della Terra, i Comuni possono cogliere l’occasione per dichiarare quali siano le azioni che hanno compiuto e intendono compiere nella propria città per affrontare la crisi climatica e quindi per: azzerare le emissioni di anidride carbonica; diminuire drasticamente l’uso di combustibili fossili ; adottare nuove strategie basate su risparmio, efficienza ed energie rinnovabili, mobilità sostenibile.
Tutti i Comuni pontini hanno ricevuto la lettera-invito della presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi, in particolare i Comuni di Aprilia, Bassiano, Formia, Latina, Sezze, Sonnino, Terracina sono stati invitati a ripetere l’esperienza del 2014 quando tennero spenti i monumenti simbolo delle loro città.

La ferrovia Terracina-Fossanova, la Regione Lazio ci prepara un “pacco”?

Se non ci fossero altri esempi a sostenerlo, la riattivazione della linea ferroviaria Terracina-Fossanova sta diventando un banco di prova per la credibilità delle Istituzioni.

La vicenda si trova in un momento in cui occorre una scelta politica, l’indicazione cioè di una priorità di intervento a scapito di altre situazioni meno urgenti.

ALa Regione Lazio quando era governata da Renata Polverini fece spendere una somma consistente senza coinvolgere la Rete Ferroviaria Italiana che non riconobbe sufficiente l’intervento effettuato su Monte Cucca. Ora a questo peccato originale la nuova Giunta sta aggiungendo un comportamento poco trasparente e lineare.

Ricordiamo i fatti. La nuova amministrazione regionale nata all’inizio del 2013 ricucì i rapporti con RFI affidando a questa la progettazione dell’intervento e riservandosi il finanziamento dell’opera.

RFI, ovviamente, non ha badato a spese e nel 2014 ha presentato un progetto articolato in una duna di 1200 metri lungo la ferrovia a protezione della stessa. Protezione che si estende alle strade sottostanti, alle case e alle coltivazioni. La Regione nel frattempo ha racimolato una somma che a malapena copre il 35% del totale.

Nella seduta di question time del 28 gennaio 2015 l’assessore regionale Fabio Refrigeri ha dichiarato, come appare nel resoconto presente sul sito della Regione: A noi spetta, quindi, la partecipazione e la copertura economica. Abbiamo inserito nell’istruttoria avviata dall’ISPRA, che sta facendo questo per conto del Ministero dell’ambiente, come priorità assoluta questo intervento per 9,221 milioni di euro. È previsto che questa istruttoria termini entro l’anno con l’emanazione del decreto del Ministero Stato-Regioni sul dissesto, che, quindi, concluderà anche la copertura finanziaria. A maggior certezza, i 148 milioni, votati da quest’Aula, di fondi europei destinati al dissesto idrogeologico si inseriscono su quel programma. Quindi, ci auguriamo che si chiuda con l’accordo con il Ministero, ma abbiamo già la copertura sui fondi per il dissesto idrogeologico, perché – ricordo – questa era una delle tre opere che abbiamo, insieme a Frosinone, Pontecorvo e Terracina, inserito in quel famoso pacchetto di interventi ultra prioritari; oltre a essere di ripristino delle caratteristiche geologiche, andavano a influenzare anche importanti servizi per le popolazioni.

Il 6 febbraio appare tra le News del sito regionale il comunicato della Presidenza Dissesto idrogeologico: la Regione interviene con 70 milioni.

Si tratta di 16 interventi nell’area metropolitana della capitale di cui si presenta la mappa. Inoltre, viene scritto:

Oltre 200 interventi in totale. 77 per l’area metropolitana di Roma, 125 per il resto del territorio.
200 milioni di euro tra risorse regionali ed europee. Il piano si armonizza con le risorse già programmate dalla Regione: tra risorse regionali ed europee lo stanziamento complessivo ammonta a 200 milioni di euro. Di questi, 80 milioni di euro saranno utilizzati per la difesa del suolo nel bilancio 2015-2017, 90 milioni nell’ambito delle 45 azioni previste dalla programmazione 2014-2020. Altri 30 milioni invece rientrano nella programmazione del Feasr, il fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. 

LPer conoscere se il monte Cucca è inserito tra i 125 interventi ci siamo rivolti all’Ufficio Rapporti con il Pubblico della Regione che ci ha indirizzati verso la Direzione “Infrastrutture, Ambiente e Politiche abitative”, la direzione affidata fino ad oggi all’ing. Placidi.

Qui soltanto bocche cucite e l’unica informazione ottenuta è che la direzione ha consegnato tutte le carte alla Presidenza.

Il 9 febbraio voci autorevoli giunte da Roma confermano ancora una volta che i lavori hanno una copertura finanziaria del solito 35%.

Dobbiamo desumere che il Monte Cucca non è nell’elenco dei 125 siti da mettere in sicurezza?         E’ questo cosa sarebbe se non un “pacco”?