Centri relax polivalenti e boschetti sul mare a Terracina; e le spiagge libere?

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Ogni anno è una lotta per la conservazione di arenili liberi sul lungomare di Terracina.

 

 

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Nasce una specie di resort de’ noantri con boschetti vari mentre le spiagge libere si riducono anno dopo anno.

 

 

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Un giro tra le residue spiagge libere oltre a documentare la loro rarità permette di osservarne lo stato di mantenimento.

 

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Ciuffi d’erba, sassi sparsi, resti di lavori in corso.

 

 

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Rispetto al velluto del manto si sabbia degli arenili curati dai gestori dei chioschi le spiagge libere sembrano delle grosse carte vetrate.

 

 

 

libera1Certamente occorre chiamare l’amministrazione comunale alle proprie responsabilità, ma anche ad una collaborazione solidale dei gestori dei chioschi.

Immaginate quanta solidarietà avrebbero dai cittadini i gestori nella loro lotta contro la Blonkstein, la legge europea che prevede l’appalto pubblico nell’assegnazione dei tratti di spiaggia, se pulissero come se fosse loro il segmento libero tra due chioschi assumendo un ruolo di tutori del territorio?

Ancora non ci siamo, caro COTRI!

La Circolare Terracina corriera orari treni

 

Il servizio del trasporto interno alla città di Terracina da sempre è un pozzo senza fondo in cui si versano somme ingenti di denaro pubblico con una bassa utilizzazione da parte dei cittadini.

Ben organizzato con frequenze adeguate alla vita della città e con orari sicuri di passaggio alle diverse fermate sarebbe finalmente accolto dai cittadini che ne trarrebbero sicuri vantaggi in termini di risparmio di carburante per il mancato uso del proprio mezzo, di eliminazione della ricerca affannosa di un parcheggio nelle vie e strade del centro e soprattutto di riduzione dell’inquinamento generale con un ovvio miglioramento della qualità della vita.

 

 

 

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Cominciano ad apparire in alcune fermate gli orari di passaggio mentre in altre è rimasto l’orario di partenza dal capolinea.

Non ci siamo ancora, un altro sforzo! Affiggiamo in tutte le fermate gli orari di passaggio e rispettiamoli!

Venerdì 14 e sabato 15 a Roma convegno sulla Via Francigena

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La via Francigena del sud lungo l’Appia è ormai una realtà.

E’ inserita in un lungo cammino che partendo dalla Norvegia arriva in Puglia.

 

Venerdì 14 e sabato 15 giugno se ne parlerà a Roma in un convegno organizzato presso la Regione Lazio in Piazza Oderico da Pordenone n.15.

Ecco l’ invito

Sarà allestita anche una mostra sulla via Francigena lato Appia.

Interessanti le mappe che illustrano il cammino che come è noto passa anche per Terracina.

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Nasce il Comitato cittadino in difesa del treno Terracina-Fossanova

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Oggi nel parco della Rimembranza dopo aver ascoltato gli interventi del prof. Selvaggi e dell’assessore alle politiche sociali della Regione Lazio, Rita Visini, e dopo un dibattito fra tutte le associazioni e i comitati invitati dal WWF Litorale Pontino  si è costituito il comitato cittadino in difesa del treno.

Il comitato ha emesso un comunicato in cui espone le motivazioni della propria costituzione, elenca tutte le rappresentanze della città aderenti e indica i propri delegati nei rapporti con le Istituzioni e con Rete Ferroviaria Italiana.

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Fermare la gara d’appalto per la nuova gestione dei rifiuti di Terracina, necessita rivedere la struttura dei costi

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A proposito del bando di gara del nuovo appalto per la gestione dei rifiuti nel comune di Terracina

 

E’ possibile annullare la gara in corso come forma di autotutela da parte dell’amministrazione comunale?

 Una sentenza del  TAR del Lazio, sez. 1bis, 11 luglio 2006, n.5766 commentata da Antonella Crisafulli sul sito  http://www.altalex.com/index.php?idnot=35035 dà una risposta positiva a questa domanda.

L’argomentazione che giustifica la risposta è tutta in questo articolo di legge:

Articolo 21-quinquies l. 241/90: «1. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell’organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati, l’amministrazione ha l’obbligo di provvedere al loro indennizzo. Le controversie in materia di determinazione e corresponsione dell’indennizzo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo».

 

 Esiste nella vicenda dell’appalto terracinese una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario?

Per rispondere a questa domanda occorre analizzare i costi dell’appalto per verificarne la struttura e se nel caso venisse fuori un totale complessivo inferiore ai 48 milioni di euro sui sei anni della durata ci troveremmo di fronte ad una nuova valutazione dell’interesse pubblico.

Abbiamo fatto una simulazione, vedete qui i risultati. Simulazione BANDO

 

 

Maggio 1892-settembre 2012, una frana non può chiudere 120 anni di (quasi sempre) onorato servizio!

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Quando nel 1927 venne inaugurata la direttissima Roma-Napoli per Campoleone e Formia il “tuppitto”, così veniva chiamato il treno Roma-Velletri-Terracina dagli abitanti dei paesi sui Lepini, viaggiava già da 35 anni!

 

 

 

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Ora la frana caduta sui binari si sta rivelando come un brutto segnale, quasi il presagio della fine di un servizio essenziale per Terracina; la riapertura della linea ferroviaria, infatti, sembra stia allontanandosi in un futuro molto remoto.  

 

 

 

 

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I cittadini e i turisti sono frastornati dai disagi che incontrano nell’uso di un mezzo di trasporto sostenibile qual è il treno, disagi che   non vengono affatto alleviati dalle navette per Fossanova e Monte san Biagio. 

Occorre, però, reagire per tenere alta l’attenzione sulla necessità di un intervento urgente e anche per dar forza a chi si sta impegnando in tal senso.

 

 

Per questo il WWF Litorale Pontino si è fatto promotore della costituzione di un comitato cittadino in cui siano presenti le rappresentanze economiche, ambientali e culturali della città. Hanno già risposto positivamente i due comitati che raccolgono i pendolari su ferro e quelli su gomma, i sindacati locali CISL e CGIL ( si è in attesa di una comunicazione da parte della UIL provinciale), i commercianti dell’ASCOM, gli operatori balneari del SIB e dell’ASSOBALNEARI, i ristoratori dell’associazione Terracinaatavola.  Ovviamente tutte le organizzazioni non legate in qualche modo a partiti (questi hanno un altro e importantissimo ruolo) sono invitate a partecipare.

Questo comitato cittadino di difesa del treno è convocato per domenica 9 giugno alle ore 17 nel parco della Rimembranza. 

Proposta di legge del WWF per riqualificare il Belpaese

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“Con la campagna Riutilizziamo l’Italia vogliamo dare vita ad un risveglio culturale ed economico-sociale che punti  sulla riqualificazione dell’ambiente urbano, la rigenerazione del  paesaggio e della biodiversità e liberi il Bel Paese dalla morsa dell’asfalto e del cemento che lo sta soffocando”.

PUOI FIRMARE L’APPELLO QUI

Lo dice il WWF che lancia la sua ricetta contro l’aggressione del territorio, per la riqualificazione del bel Paese: una Proposta di legge nazionale sul consumo del suolo – proprio quando alla Camera dei Deputati vengono presentati da molti gruppi parlamentari testi normativi innovativi; uno Strumentario di interventi immediati, consentiti dalle leggi vigenti, per frenare e invertire la tendenza che nei prossimi 20 anni, ai ritmi attuali, rischia di coprire di grigio altri 680.000 ettari (un territorio più esteso della Basilicata); e dei Laboratori territoriali che coinvolgeranno i cittadini in tutta Italia nella riqualificazione di specifiche aree degradate come modello e primo passo di un riuso possibile.

In occasione del convegno “Riutilizziamo l’Italia – Idee e proposte per contenere il consumo del suolo e riqualificare il Bepaese” (31 maggio – 1 giugno – Roma – Aula Magna del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, nell’area dell’ex Mattatoio) il WWF Ha messo a disposizione dei gruppi parlamentari e del governo, e ha presentato ai cittadini, una Proposta di legge organica che consenta di dare chiari segnali per una consapevole inversione di tendenza rispetto all’attuale “rapina di territorio”. L’Italia è ancora oggi un Paese a rischio, visto che ancora c’è chi irresponsabilmente propone di guardare con condiscendenza a condoni e sanatorie dell’abusivismo edilizio che dal 1948 ad oggi ha ferito il territorio con 4,5 milioni di abusi edilizi (75mila l’anno, 207 al giorno), favoriti dai 3 condoni che si sono succeduti negli ultimi 16 anni (nel 1985, nel 1994 e nel 2003).

La Proposta di legge, elaborata dall’Ufficio legislativo del WWF e sottoposta sabato al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando presente al Convegno,  vuole indicare un terreno più avanzato che tenga conto della sensibilità diffusa, anche in settori rilevanti delle stesse forze economiche, verso il recupero e la riqualificazione del patrimonio esistente.

Nella proposta di legge del WWF:
1. si sancisce il principio di garantire la funzione ecologica del suolo e si consente l’urbanizzazione di nuovo suolo nel caso in cui non esistano alternative quali la sostituzione o la riorganizzazione degli insediamenti;

2. si definiscono i principi di utilizzo programmato e di utilizzo contenuto del suolo attraverso interventi di riqualificazione e riutilizzazione del patrimonio esistente (in primis quello pubblico);

3. si istituisce un Registro nazionale del suolo, in cui confluiscano anche i dati locali sul consumo del suolo, e un Bilancio dell’uso del suolo redatto dagli Enti locali;

4. si propongono tre diversi strumenti di fiscalità urbanistica per incentivare la rigenerazione urbana e disincentivare il consumo del suolo attraverso: a) l’introduzione di un nuovo contributo che renda più gravoso il consumo di nuovo suolo, b) la rimodulazione del contributo di costruzione esistente, prevedendo una riduzione o una esenzione nel caso si proceda ad interventi di riqualificazione, riutilizzazione e ricostruzione urbanistica; c) l’incentivo al riuso attraverso gravami fiscali selettivi per chi possiede immobili che non siano utilizzati o siano rimasti incompiuti per 5 anni.

Dal convegno in corso a Roma “Riutilizziamo l’Italia”: la terra rubata, consumo di suolo nelle regioni italiane

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Stamani a Roma il prof. Bernardino Romano, coordinatore di un gruppo di studio dell’Università dell’Aquila, presenta una ricerca iniziata nel 2008 che sta costruendo un database nazionale sulla evoluzione della conversione urbana dei suoli in Italia dal secondo dopoguerra (1949-1956) al primo decennio degli anni 2000.

cemento_fotosarabragonzi_4840Le aree urbanizzate degli anni ’50 sono state estratte dalle carte IGM 1:25.000 e i dati vengono confrontati con le superfici urbanizzate derivate dalle carte regionali digitali di uso del suolo.

Le regioni analizzate finora costituiscono il 58% dell’intero territorio nazionale e nel mezzo secolo considerato circa un milione di ettari di territorio nel complesso è diventato urbanizzato con un incremento medio del 300% ma con un punte in alcune regioni che superano il 400%.

Nell’intero territorio delle regioni esaminate il tasso medio di urbanizzazione è passato dall’ 1,9% degli anni ’50 al 7,5% dopo il 2000 e l’urbanizzazione pro-capite da meno di 120 mq/abitante ai quasi 380 mq/abitante dopo il 2000.

Le velocità medie giornaliere di trasformazione urbana dei suoli variano da alcune migliaia di metri quadrati ad oltre 10 ettari. L’urbanizzazione è stata particolarmente veloce sulle coste: la linea di costa adriatica nei 500 metri dal mare in 50 anni è stata urbanizzata al ritmo medio di quasi 10 km/anno, circa 30 m/giorno.

Nel Lazio l’incremento di urbanizzato (1950-2000) è stato del 4,01% e la velocità media di urbanizzazione dei suoli 60.343,78 mq/giorno, mentre la densità di urbanizzazione è passata nel mezzo secolo da 0,015% al 0,077% e l’urbanizzazione pro-capite da 78,89 mq/abitante a 259,50 mq/abitante.

Riutilizziamo l’Italia: oggi e domani a Roma convegno del WWF

L’INCONTRO PUBBLICO prevede la partecipazione di 27 docenti di 12 atenei e l’intervento (sabato alle 10.00) del Ministro dell’Ambiente
Il  WWF chiede l’impegno per una nuova proposta di legge contro il consumo del suolo e laboratori territoriali in ogni regione.

E’ on line il primo “manuale di difesa” contro l’aggressione del territorio italiano. Lo studio, intitolato “Riutilizziamo l’Italia – Report 2013: dal censimento del dismesso scaturisce un patrimonio di idee per il Belpaese”, è scaricabile gratuitamente ed è la pubblicazione più completa, mai uscita in Italia, sul consumo di suolo e sulla rigenerazione del territorio e del tessuto urbano.

 

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Un “vademecum” sul recupero e il riuso delle aree dismesse o degradate che  il WWF mette a disposizione alla vigilia del Convegno Nazionale “RiutilizziAMO l’Italia”, che si terrà a Roma venerdì 31 maggio e  sabato 1 giugno, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Roma Tre  (Largo G.B. Marzi n. 10), all’interno del cosiddetto “Ex-Mattatoio”, sede simbolica poiché ricavata da una “area riutilizzata”. Il programma: RiutilizziamoItalia_Volantino Convegno_2

Il Report  –230 pagine in tutto suddivise in 4 parti  (1. “Il censimento WWF ed i temi emergenti del dibattito nazionale”; 2. “Il riuso come rigenerazione ecologica e paesaggistica”; 3. “Il riuso e i nuovi paradgmi del governo urbano” 4. Le aspettative e la partecipazione dei cittadini) – contiene ben 38 interventi di chi dentro e fuori delle università (12 gli atenei coinvolti) sta riflettendo sul consumo del suolo e sulle strategie per combatterlo. Tra questi, Paolo Berdini dell’Università Tor Vergata, Francesca Calace del Politecnico di Bari, Alessandro Dal Piaz dell’Università di Napoli, Andrea Filpa dell’Università Roma Tre, Enrico Fontanari dello IUAV, Manlio Marchetta dell’Università di Firenze, Simone Ombuen dell’Università Roma Tre, Bernardino Romano dell’Università dell’Aquila, Michele Talia dell’Università di Camerino, Maria Cristina Treu del Politecnico di Milano, Maria Rosa Vittadini dello IUAV, Alberto Ziparo dell’Universitò di Firenze.

Cari assessori, vi scriviamo……….

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LETTERA APERTA AGLI ASSESSORI DELLA GIUNTA TECNICA di TERRACINA

Gentilissimi Assessori,

da qualche giorno siete stati chiamati a ricoprire un incarico che farebbe tremare i polsi a chiunque e per questo vi auguriamo di poterlo assolvere con coscienza dei tanti problemi irrisolti che affliggono la città di Terracina.

Forse non siete tutti a conoscenza delle tante questioni aperte e che adesso approfondirete nel vostro nuovo ruolo.

Ci permettiamo, quindi, con la sola intenzione di rendervi edotti, di comunicarvi quanto le nostre associazioni hanno fatto in questi ultimi mesi su una questione rilevante per l’ambiente e per l’economia della città qual è la gestione dei rifiuti.

La gestione dei rifiuti in città si trascina da anni ad un livello a dir poco deplorevole e mentre altre città anche della provincia di Latina si sono allontanate dalla tipica crisi organizzando una raccolta differenziata domiciliare, Terracina lungi dall’imitare i sistemi virtuosi ha tirato a campare fino ai nostri giorni quando ha emanato un bando per una nuova gestione dei rifiuti urbani.

Il bando in questione ha una durata di sei anni prorogabili a nove con un costo annuo di 8.140.000, IVA esclusa, che non scema nel corso degli anni in relazione alla diminuzione del conferimento in discarica: nessun premio per il comportamento virtuoso dei cittadini coinvolti nel cambio di abitudini dall’uso del cassonetto stradale alla differenziazione in casa. La raccolta differenziata al 50% ridurrà di 15.000 tonnellate l’uso della discarica con un risparmio milionario.

Il costo dell’appalto risulta, quindi, piuttosto alto e a nulla sono valse le richieste di riconsiderare il tutto presentate alle Giunte precedenti.

Le nostre associazioni hanno raccolto le firme di 3.673 cittadini su una petizione che chiede l’annullamento della gara di appalto, firme che sono state protocollate in Comune in data 7 maggio 2013.

Vi chiediamo nell’interesse della città di fermare la gara di appalto e di procedere ad una revisione dei costi in modo da poter organizzare una gestione dei rifiuti moderna e a costi sostenibili dalle famiglie e dalle attività economiche.

Grazie e buon lavoro.

Terracina, 30 maggio 2013

                           Franco Pezzano         (ASCOM)

                          Agostino Pernarella  (Il Sestante)

                          Domenico Carafa     (WWF Litorale Pontino)