Domenico Carafa al meeting Associ-Azioni

Sabato 1 settembre il presidente del  WWF Litorale Pontino ha presentato l’associazione al pubblico dell’ultima serata della festa di IDV+FdS.

La serata era dedicata alle associazioni locali che tramite i loro presidenti hanno illustrato programmi e iniziative.

Carafa ha esposto i due temi principali sui quali l’associazione è coinvolta, educazione ambientale e tutela del territorio, e la sua sottolineatura dell’autonomia del sodalizio da partiti e amministratori ha ricevuto l’apprezzamento dei rappresentanti politici che hanno concluso la serata.

 

 

 

 

Lavori di restauro della duna di Sabaudia? No, costruzione di uno chalet per una festa di nozze

Chi passa in questi giorni sul lungomare di Sabaudia oltre a rendersi conto dello stato in cui versa la duna con le passerelle malmesse, passaggi di fortuna nella macchia e una gestione a dir poco approssimativa dei rifiuti potrà assistere all’allestimento di una sorta di set cinematografico.

Si sta costruendo sulla spiaggia uno chalet per ospitare le centinaia di invitati ad una festa di nozze di una coppia di giovani, parenti probabilmente del proprietario della villa costruita sulla duna.

I lavori sono iniziati lunedì 27 agosto usando un mezzo che proprio delicato non è e quando si muove sulla sabbia lascia solchi profondi.

Martedì 28 agosto i lavori continuano tra i turisti che prendono il sole.

Che dire? Auguri agli sposini.

Non si sa se ai due giovani siano arrivati gli auguri anche da parte del Parco nazionale, del Corpo Forestale dello Stato e del Comune di Sabaudia.

Aeroporti, che passione!

UN PIANO AEROPORTI NAZIONALE CHE INTENDE RIDURRE GLI SCALI
MA CHE NEL LAZIO INCREMENTA ANCORA IL CONSUMO DEL SUOLO

Esprimiamo forte preoccupazione per l’annunciato piano-aeroporti del Ministro Passera illustrato oggi sulla stampa. Nel Lazio sembra infatti prevista la realizzazione del “complesso aeroportuale del Centro Italia” costituito dagli scali di Fiumicino (Leonardo da Vinci), Ciampino e quello, annunciato, di Viterbo. Un piano che per il WWF suscita forti perplessità sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello economico, dal momento che non si ha idea di come verranno trovate le risorse necessarie.

Gran parte del complesso graverà nella provincia di Roma la quale, secondo i dati del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, è con il 20% di superficie impermeabilizzata una delle dieci aree più cementificate d’Italia.

Il piano, secondo quanto anticipato dalla stampa, prevede che il grosso del traffico internazionale e intercontinentale passerà dallo scalo Leonardo Da Vinci. La società Aeroporti di Roma, che gestisce lo scalo di Fiumicino, ha predisposto un master plan che, da qui al 2030, prevede la cementificazione di un’ampia area agricola tutelata dalla Riserva Naturale Statale “Litorale Romano”. Un’area, tra l’altro, molto delicata sotto il profilo idrogeologico essendo sottoposta a lenti ma costanti processi di abbassamento del terreno.

In questo quadro l’aeroporto di Ciampino si trasformerà in city – airport ed accoglierà il traffico nazionale; nulla viene detto su come si intenda ridurre il forte impatto ambientale e sanitario che lo scalo già ora esercita sul territorio circostante.

Per quanto riguarda lo scalo di Viterbo il nodo centrale è l’assenza di idee sullo sviluppo di questo territorio che non sia legata al potenziamento e al raddoppio delle corsie della statale Cassia (mentre la qualità della rete ferroviaria che collega Viterbo alla Capitale lascia molto a desiderare) e alla creazione di un nuovo scalo.

L’idea di raddoppiare e incrementare gli scali aeroportuali ed infrastrutturali sembra ancora una volta venire enunciata senza la minima idea di come evitare l’alterazione del paesaggio, vera ricchezza regionale, impedire la cementificazione del territorio e la riduzione delle produzioni agricole, evitare ulteriori immissioni di CO2 e senza valutare l’alterazione dell’assetto idraulico ed idrogeologico del territorio regionale.

Se dovesse essere confermata, così come viene riportata, la strada che si intende intraprendere, ancora una volta non è orientata ad uno sviluppo equilibrato ma al consumo di suolo in una delle Regioni il Lazio, che pur avendo la più alta densità infrastrutturale del Paese, è priva di un vero piano dei trasporti che sappia coniugare la mobilità con la sostenibilità.

“A questo Piano certamente manca ancora una valutazione strategica ambientale da cui si evinca la reale fattibilità di quanto enunciato – dichiara Vanessa Ranieri Presidente WWF Lazio – quindi, aldilà dei meri proclami, la volontà di alcuni dovrà necessariamente fare i conti con la eventuale perdita dei valori ambientali e paesaggistici garantiti”.

Roma, 22 agosto 2012

Informazioni stampa: Cesare Budoni – 349 6040937

OFFENSIVA A TUTTO CAMPO DEGLI INCENDIARI

PARTICOLARMENTE COLPITE LE AREE BOSCATE DEL LAZIO DA CRIMINALI CONSAPEVOLI E DA INCENDIARI INVOLONTARI E DISTRATTI

Criminali o distratti: l’effetto sull’ambiente non cambia, il Lazio brucia

Si aggiorni subito il catasto delle aree percorse dal fuoco

Recrudescenza evidente e aggressiva degli incendi nella nostra regione, una delle stagioni più nere da questo punto di vista per le aree naturali e per la fauna che le popola. Eravamo partiti fiduciosi che quest’anno vi fosse finalmente un’inversione di marcia per il verificarsi del fenomeno degli incendi nonché per le attività di prevenzione che speravamo fossero maggiormente efficaci.

 

Nel solo Comune di Roma le stime parlano di una crescita degli incendi del 120%  rispetto allo scorso anno, con 500 ettari bruciati, in sensibile aumento le fiamme anche nella provincia di Latina (Sezze, Itri, Terracina, Sonnino, Sabaudia, Aprilia, Latina) come in quella di Frosinone, dove sono state colpite molte delle sue aree boscate di pregio, a cominciare dalle Gole del Melfa. Nella Tuscia la percentuale di aumento registrata è del 380% rispetto al 2011, con oltre 470 roghi di diversa natura dal primo giugno scorso al 10 agosto. In provincia di Rieti, infine, sono già 100 gli ettari di bosco completamente bruciati. Francesco Mele, Direttore della Protezione civile della Regione Lazio, parla di 700 ore di volo già effettuate dal 1 giugno ad oggi per l’emergenza incendi.

 

“Possiamo solo ipotizzare i danni che a fine stagione potremmo imputare sia ad inneschi dolosi che ad una grande quantità di gesti sciocchi e sconsiderati. – dichiara Vanessa Ranieri presidente WWF Lazio – Entrambi i comportamenti, pur nella loro oggettiva differenza, stanno di fatto distruggendo territorio ricco di biodiversità a danno degli ecosistemi e della vita dei cittadini. Esprimiamo preoccupazione soprattutto per il sistema delle aree protette della nostra regione, per i Siti di Importanza Comunitaria e per le Zone di Protezione Speciale. Da anni diminuiscono i fondi a disposizione per la tutela e in più si sono aggiunti i commissariamenti di molte aree che non rassicurano sulla adeguatezza di mezzi e attività di prevenzione degli incendi e sulla piena operatività in caso di intervento urgente.”

 

Per questi motivi è fondamentale che i Comuni applichino senza indugio quanto disposto dalla Legge 21/11/2000 n. 353, il cui contenuto, tra le altre norme, prevede anche quella secondo la quale “le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni.”

Ciò determinerebbe certamente una limitazione alle finalità speculative che spingono alcuni ad appiccare il fuoco proprio sulle aree di maggior pregio naturalistico, nel mero intento di poterle sottrarre ai vincoli ambientali e paesaggistici.

 

“Confidiamo quindi – conclude Ranieri – in pene severe per coloro i quali vengono individuati come i colpevoli dei roghi e l’immediato inserimento dei terreni incendiati nel catasto delle aree percorse dal fuoco, nonché nel divieto di  pascolo e caccia sulle aree boscate colpite. Invitiamo tutti  i cittadini ad aiutare le Forze dell’Ordine nel proprio lavoro, segnalando prontamente al numero 1515 del Corpo Forestale dello Stato l’eventuale sorgere di roghi”

 

Roma, 13 agosto 2012

 

Informazioni stampa: Cesare Budoni – 349 6040937

La Direttiva Bolkenstein sugli stabilimenti balneari: un’occasione per trasformarli in presidi di tutela ambientale.

Replica a On. Di Pietro su Direttiva Bolkenstein

Impossibile escludere un Paese UE dall’applicazione di una direttiva comunitaria. Gli stabilimenti balneari diventino invece un presidio di tutela ambientale e uno ‘sportello’ di promozione del territorio

La proposta WWF:  introdurre nuovi parametri, oltre a quelli economici, nei criteri per l’assegnazione o riassegnazione delle concessioni demaniali degli stabilimenti

“L’Onorevole Di Pietro è troppo esperto in materia giuridica per non sapere che la richiesta di esclusione di un Paese dell’Unione Europea dall’applicazione di una direttiva comunitaria è quanto meno impraticabile. Il problema non è eludere la direttiva Bolkenstein rispetto agli stabilimenti balneari quanto trovare un modo corretto di applicarla. A differenza di quanto sostenuto dall’onorevole di Pietro non è purtroppo sempre vero che gli stabilimenti balneari abbiano garantito una corretta tutela ambientale o gestione della aree loro assegnate, anzi troppe volte sono stati protagonisti di problemi legati ad abusivismi e comunque a non corrette applicazioni delle concessioni loro assegnate”. E’ la replica del WWF Italia alle dichiarazioni dell’onorevole Di Pietro  relative all’esclusione della gestione degli stabilimenti balneari dall’applicazione della direttiva Bolkenstein.

“Il WWF ricorda che gli stabilimenti balneari in concessione sono negli anni più che raddoppiati passando dai 5368 del 2001, ai 12mila attuali, uno ogni 350 metri, per un totale di almeno 18 milioni di metri quadri e 900 km occupati sui 4mila km di spiagge degli 8mila km di coste italiane: un giro d’affari che interessa 30mila aziende e circa 600mila operatori, indotto compreso (Fonte: Dossier WWF, “Spiagge d’Italia: bene comune, affari per pochi”, luglio 2012”).

LA PROPOSTA WWF: NUOVI PARAMETRI PER LE CONCESSIONI
“Per oltre la metà di essi non si può dunque parlare di imprese storiche o attività famigliari multigenerazionali e, dal punto di vista comunitario, poco importa se, al fine di garantire un servizio, questo sia svolto da un soggetto anziché da un altro. Il problema dunque è quello di superare questa visione introducendo, nei criteri di assegnazione o di riassegnazione delle concessioni demaniali degli stabilimenti, criteri diversi dai soli parametri economici che verrebbero considerati nel caso di una rigida applicazione della direttiva Bolkestein. In sostanza, il WWF è d’accordo sul fatto che vengano garantite le piccole imprese legate al territorio e che le nuove assegnazioni non possano essere date solo sulla base della massima offerta del canone da pagare ma non può essere d’accordo sul mantenimento dello status quo che garantisce incondizionatamente tutto e tutti.
“Secondo il WWF le assegnazioni dovrebbero avvenire attraverso la valutazione di un progetto di gestione dove il canone di concessione riconosciuto allo Stato è solo uno dei parametri. Altri parametri possono e devono essere introdotti, quali ad esempio:

  • la gestione ambientale non solo delle aree affidate ma anche di quelle limitrofe su cui può ricadere l’impatto delle attività;
  • progetti di riqualificazione ambientale o naturalistica;
  • l’adozione di parametri di efficienza energetica;
  • l’utilizzo di prodotti a km zero legati al territorio;
  • la promozione di beni culturali o ambientali del contesto in cui lo stabilimento opera.

Insomma un progetto dove lo stabilimento sia uno sportello di informazione e promozione e un presidio di tutela ambientale. Per fare questo occorre discutere in modo realistico, affrontare correttamente il tema e non pensare di poterlo eludere con iniziative discutibili sotto il profilo del diritto comunitario”.

ILVA di Taranto: il sequestro dopo 20 anni di inerzia

Ora si stringa un patto di ferro contro inquinamento e per la riconversione industriale

Dopo il recentissimo sequestro dello stabilimento dell’ILVA di Taranto non si ricada nell’errore di separare la questione ambientale dalla questione occupazionale, pensando che le soluzioni possano essere disgiunte, ricorda il WWF Italia, e si stringa un patto di ferro che da una parte diminuisca l’inquinamento e  parallelamente porti avanti la riconversione industriale.

La magistratura, venti anni dopo l’inizio del caso,  con il sequestro ha attuato un atto dovuto  dopo lunghissime indagini e perizie. Certamente tutto ciò doveva arrivare ben prima, visto che l’area industriale dell’ILVA è stata dichiarata prima sito a alto rischio ambientale e poi sito di bonifica di interesse nazionale senza che, prima di tutto la proprietà, avviasse un processo di risanamento e riconversione industriale.

Il ricatto occupazionale per troppi anni ha avuto la meglio sull’impatto ambientale che è ricaduto sulla città. Come richiesto dal WWF in precedenza, meglio sarebbe stato se l’autorizzazione unica ambientale rilasciata congiuntamente da molti enti, tra cui il Ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia, fosse stata data chiedendo in via preventiva interventi di riduzione degli impatti.

Oggi la strada si fa più difficile e inevitabilmente occorre oggi garantire l’aspetto sociale e quindi l’occupazione purchè si abbia l’assoluta certezza che sin da subito si pongano in essere procedure e misure per diminuire emissioni e carichi inquinanti, purchè si riprenda con forza il tema della riconversione dello stabilimento che in assenza di alternative ha purtroppo il destino segnato nell’ambito di un mercato globale.

Su queste vicende sempre alta è stata l’attenzione del WWF, che aveva depositato un ricorso avverso l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente a favore dello stabilimento tarantino, ritenendolo carente degli strumenti burocratici, tecnici e tecnologici idonei a garantire l’ambiente e quindi la salute dei cittadini. Nel pieno rispetto dei principi di precauzione, integrazione ambientale e dell’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, il WWF ha sempre richiesto un concreto abbattimento delle emissioni prodotte dalle cokerie tarantine, un campionamento continuo e “a monte” della produzione di diossina, nonché ulteriori, più incisive, prescrizioni a tutela della salubrità ambientale della città di Taranto e della regione tutta.

Recentemente il WWF si è costituito parte offesa al processo per all’inquinamento generato dagli impianti ILVA, incaricando l’avvocato Francesco Di Lauro per la difesa legale.

Venerdì 3 agosto 2012: terzo appuntamento di Ecosuoni a Terracina

SECONDA EDIZIONE ECOSUONI 2012

RASSEGNA DI SEMINARI, CONCERTI E APERITIVI

 

Prosegue con successo la manifestazione Ecosuoni. Nata dalla collaborazione tra l’associazione Canto di Eea e l’associazione WWF Litorale Pontino, promuove seminari aventi per oggetto le principali tematiche culturali e ambientali provinciali, concerti eseguiti da musicisti di livello internazionale e momenti conviviali grazie ad un gradevole aperitivo.

Terzo appuntamento per la Rassegna Ecosuoni 2012, venerdì 3 agosto alle ore 20.15 presso Il PARCO DELLA RIMEMBRANZA in via San Francesco Nuova 42 bis, a Terracina.

L’offerta musicale del terzo incontro è affidata ai componenti del Canto di Eea: Caterina Bono al violino, Francesca Meli alla chitarra, Indiana Raffaelli al contrabbasso che eseguiranno un concerto dal titolo “Echi Antichi”

Il seminario, coordinato dal prof. Emilio Selvaggi, dal titolo La Via Francigena del sud nell’itinerario medioevale che attraversava Terracina”, anticiperà il concerto e sarà a cura del Gruppo dei Dodici.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ensemble Canto Di Eea, in assonanza con il seminario sugli itinerari del passato, propone un concerto dal titolo “Echi Antichi”, verranno proposti musiche medievali, danze rinascimentali riadattate per strumenti moderni dalle musiciste stesse   e brani di J.S.Bach, G.F.Haendel e N.Paganini.

Il gruppo ha al suo attivo diverse partecipazioni: convegno“L’Industria Pe(n)sante”2011 presso la facoltà di architettura di Roma 3 con registrazione in diretta streaming; rassegna“Domenica di Carta 2010”presso la Biblioteca Nazionale di Roma; la Stagione da camera 2009 dell’Arts Academy di Roma; “Piemonte in musica” 2009 presso Palazzo Taffini di Savigliano (Cn); il festival di musica contemporanea “Invenzioni 2008” in collaborazione con il Freon Ensemble presso la sala concerti SMPT; “Villa Bonelli in Musica” 2007 (RM); i Concerti del Conservatorio presso la sala Accademica del Conservatorio di Roma; la stagione di musica da camera“Musica  e Musica 2007” presso la SPMT di Roma.

L’ingresso prevede un contributo simbolico di 7 euro per gli adulti e di 3 euro per i ragazzi dai 13 ai 18 anni.

Venerdì 27 luglio 2012: secondo appuntamento di Ecosuoni a Terracina

SECONDA EDIZIONE ECOSUONI 2012

RASSEGNA DI SEMINARI, CONCERTI E APERITIVI

ORGANIZZATA DAL WWF LITORALE PONTINO E

DALL’ASSOCIAZIONE MUSICALE CANTO DI EEA DI SAN FELICE CIRCEO

Dopo il successo del primo appuntamento, la Rassegna Ecosuoni 2012 continua venerdì 27 luglio alle ore 20.15 presso Il PARCO DELLA RIMEMBRANZA in via San Francesco Nuova 42 bis, a Terracina.

Il duo Alessandrini-Marchetti (sassofono e fisarmonica) sarà ospite per il secondo appuntamento musicale con un  concerto di musiche di C.Parker, Toquino e brani originali propri.

Il seminario, dal titolo Il mare e la costa nel territorio sud pontino, tra problemi e risorse”, sarà a cura del WWF Litorale Pontino.

La manifestazione, nata dalla collaborazione tra l’associazione Canto di Eea e l’associazione WWF Litorale Pontino, promuove seminari aventi per oggetto le principali tematiche culturali e ambientali provinciali, concerti eseguiti da musicisti di livello internazionale e momenti conviviali grazie ad un gradevole aperitivo.

L’apertura della rassegna, avvenuta venerdì scorso,  ha avuto una notevole affluenza di pubblico che ha avuto modo di apprezzare un seminario tenuto dal Prof. Emilio Selvaggi sulla flora locale, ed ha goduto un bellissimo concerto di musiche afro-americane offerto dall’Ensemble Canto di Eea nella splendida e suggestiva cornice del Parco della Rimembranza.

La parte musicale del secondo appuntamento avrà come protagonisti Simone Alessandrini al sassofono e Natalino Marchetti alla fisarmonica.

Il duo, nato dall’incontro tra gli echi popolari della fisarmonica di Natalino Marchetti e il lirismo evocativo del sassofono di Simone Alessandrini, propone un insolito dialogo tra le sonorità dei due strumenti, protagonisti di una sorta di conversazione estemporanea dagli esiti del tutto originali. Prendendo le mosse da un repertorio di ampio respiro, costituito esclusivamente da brani di composizione originale, il duo intraprende un viaggio attraverso generi apparentemente distanti e inconciliabili, dal jazz e dal latin alle sonorità mediterranee, offrendone di volta in volta una lettura incentrata sulla comprensione e l’espressione delle peculiarità che ciascun brano suggerisce. Chiavi di volta sono l’estemporaneità e l’improvvisazione, strumenti per eccellenza di espressione diretta e immediata. L’esecuzione dell’intero programma, prendendo le mosse da libere associazioni di idee del tutto involontarie e casuali, si svolge quasi senza soluzione di continuità, come in una sorta di rappresentazione wagneriana in cui l’interpretazione dei temi, eseguiti di volta in volta nella successione spontaneamente suggerita dal contesto, assume il ruolo di semplice punto di partenza, diventando occasione per percorrere a fondo con sensibilità e originalità suggestioni, impressioni e atmosfere. Un coinvolgente tentativo di comprensione ed espressione all’insegna di una sorta di ermeneutica poetica dell’incontro.

La parte seminariale,  coordinata dal professore Selvaggi,  per il secondo appuntamento verterà su  “Il mare e la costa nel territorio sud pontino tra problemi e risorse” e vedrà la partecipazione del Tenente di vascello Leonello Salvatori, comandante del Circomare di Terracina, e del fisico oceanografo, Daniele Iudicone, ricercatore presso la Stazione Anton Dohrn di Napoli.

L’ingresso prevede un contributo di 7 euro per gli adulti e di 3 euro per i ragazzi dai 13 ai 18 anni.

Ai soci WWF non ancora iscritti anche all’associazione WWF Litorale Pontino verrà fatto omaggio della tessera dell’associazione locale.