22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua

 

WWF: “AGRICOLTURA E FILIERE PRODUTTIVE:
ECCO LA  ‘ZONA ROSSA’ PER LA TUTELA DELL’ORO BLU”


L’uomo si appropria del 54% d’acqua dolce disponibile sul Pianeta (meno dell’1% del totale)
In Italia oltre il 60% è usato dall’agricoltura. 50 Oasi WWF su 120 tutelano ecosistemi d’acqua dolce

 

Come incidere positivamente su filiere produttive e comportamenti individuali:
il caso Mutti e il carrello della spesa virtuale su www.improntawwf.it

 

Il 28 marzo il WWF lancia il ‘Water Risk Filter’, strumento per mappare i bacini idrici mondiali e valutarne i rischi connessi alle filiere produttive come siccità e inquinamento

 

Ecosistemi d’acqua dolce (fiumi, laghi ecc.) ‘stressati’ dall’agricoltura, in primis dalla filiera agroalimentare con cibi (soprattutto carne bovina, latticini e cereali) che arrivano sulle nostre tavole dopo cicli produttivi ad alto consumo di acqua: è la ‘zona rossa’ su cui cittadini, imprese, investitori ed istituzioni devono incidere per ridurre i rischi di una crisi idrica globale.  E’ quanto rileva il WWF, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che ricorre oggi 22 marzo, ricordando come l’oro blu sia uno dei temi portanti della propria campagna “Food, Water and Energy for all, for ever” lanciata in vista del Summit mondiale per lo Sviluppo Sostenibile Rio + 20.

Su un totale di 1,4 miliardi km³ di acqua disponibile sul Pianeta, solo il 2,5% (35 milioni di km³) è costituito da acqua dolce (fiumi, laghi, ghiacciai ecc.), di cui solo meno dell’1% è potenzialmente utilizzabile dall’uomo per le proprie necessità vitali, che invece si appropria del 54% di tutta l’acqua dolce accessibile, di cui il 70-80% nel mondo in Italia circa il 60% – viene usato per l’irrigazione delle colture.

Il resto del 2,5% di acqua dolce sul totale di risorse idriche mondiali è così distribuito:  per circa il 70% (24 milioni di km³) è ‘imprigionata’ sotto forma di neve e ghiacci permanenti nelle regioni montuose, antartiche e artiche; per il restante 30% (0,7% delle risorse idriche totali) è confinata in depositi sotterranei (falde, umidità del suolo, acquitrini, permafrost, etc.) mentre solo lo 0,3% (105mila km³) è acqua superficiale di laghi e fiumi.

Una fotografia, quella scattata dal WWF Italia, che restituisce un’emergenza ambientale e sociale: gli ecosistemi d’acqua dolce, infatti, non solo forniscono l’habitat per la sopravvivenza di numerosissime specie ma consentono anche lo stoccaggio e la fornitura di acqua potabile per soddisfare i bisogni fondamentali della popolazione umana.

ECOSISTEMI E SPECIE D’ACQUA DOLCE A RISCHIO: LE OASI WWF COME ESEMPIO DI TUTELA. In Italia e in Europa le specie a rischio degli ecosistemi d’acqua dolce  sono soprattutto la lontra, per quanto riguarda i mammiferi, il Carpione del Garda e il Carpione del Fibreno, per i pesci; la Moretta Tabaccata e il Cavaliere d’Italia, per gli uccelli d’acqua. I Boschi ripariali (salici, ontani ecc.) sono quelli più minacciati.

Il WWF Italia da sempre attraverso le proprie Oasi protegge alcuni dei più importanti ecosistemi d’acqua dolce: sono 50 le Oasi WWF, su un totale di 120, che tutelano ecosistemi d’acqua dolce e le loro specie, come ad esempio le Oasi di Burano (Toscana), Orbetello (Toscana), Le Bine (Lombardia), le Saline di Trapani (Sicilia), e Valle Averto (Veneto).

L’IMPRONTA IDRICA ‘NASCOSTA’ NEL CIBO: FINO A 5MILA LITRI A PERSONA AL GIORNO. Più che dal prelievo di acqua potabile,  l’impatto principale sulla risorsa idrica in termini di consumi deriva dalle attività agricole e industriali.  Se infatti da un lato si registra un fabbisogno idrico giornaliero pro capite di 2-4 litri, dall’altro ci sono altre forme di consumo dell’oro blu, tra cui l’acqua ‘nascosta’ nei prodotti che utilizziamo, a cominciare da quelli alimentari.

Per produrre il cibo che una persona mangia ogni giorno sono necessari da 2mila a 5mila litri di acqua. Ogni alimento che entra a far parte della nostra dieta, infatti, ‘risucchia’, attraverso la filiera produttiva che lo ha portato nel nostro piatto, una quantità d’acqua necessaria a coltivarlo o ad  allevarlo (nel caso di derivati animali).
Alcuni consumi alimentari cibi incidono più di altri: in primis i cereali, che rappresentano il 27% dell’impronta idrica media individuale  (pari a 1385 m³ d’acqua l’anno), seguiti da carne (22%) e latticini (7%).In particolare, per quanto riguarda la carne, la più impattante è quella bovina: infatti mentre per produrre un kg di carne di pollo sono necessari circa 4.300 litri di acqua e per un kg di carne di maiale circa 6mila, per un kg di carne bovina sono necessari ben 15.500 litri.

 

Le differenze tra le impronte idriche dei diversi Paesi sono quindi strettamente connesse  alle diverse scelte alimentari: negli Stati Uniti, ad esempio, dove il consumo di carne bovina – uno dei prodotti più insostenibili dal punto di vista idrico – è di 43 kg a testa l’anno, 4 volte e mezzo la media globale, l’impronta idrica interna individuale è di 2.842 metri cubi annui. In Italia, dove il consumo complessivo di carne pro capite è intorno ai 90 kg l’anno, di cui ¼ è carne bovina, l’impronta del cittadino medio raggiunge i 2.303 metri cubi annui.

 

“Seppur rinnovabile, l’acqua dolce è una risorsa limitata e vulnerabile che può diventare sempre più scarsa. La crisi idrica non è più solo un’emergenza limitata alle regioni più povere del Pianeta ma è un problema globale che coinvolge sempre più aree del mondo”, spiega Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità del WWF Italia. “Per contrastare la crescente pressione sulle risorse idriche mondiali è fondamentale: ridurne i consumi attraverso una dieta sana e sostenibile, che preveda un minor consumo di prodotti ad elevata intensità idrica, come la carne; orientare i processi produttivi delle industrie, soprattutto agricole; ridurre gli sprechi sia a livello di filiera (1/3 del cibo prodotto a livello globale diventa rifiuto prima di raggiungere le tavole) che nel frigo di casa”.

COME RIDURRE L’IMPRONTA IDRICA: DAL CASO MUTTI AL CARRELLO DELLA SPESA VIRTUALE: Cittadini,  imprese, investitori ed istituzioni possono ridurre la propria impronta idrica cambiando e promuovendo abitudini alimentari e  strategie in grado di incidere sui processi produttivi per una riduzione dei consumi d’acqua.

Per quanto riguarda i processi produttivi, un caso-studio italiano di calcolo della propria impronta idrica e di riduzione del consumo di acqua in agricoltura è rappresentato da Mutti, leader di mercato nella produzione di concentrato, passata epolpa di pomodoro. E’ la prima azienda in Italia, e tra le poche al mondo, ad aver calcolato i consumi di acqua della propria produzione, dalla coltivazione del pomodoro al prodotto finito, avvalendosi del supporto scientifico del WWF e del Dipartimento per l’Innovazione dei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali dell’Università della Tuscia (Viterbo). Questo progetto sperimentale, che non si basa su dati di letteratura ma su un effettivo calcolo dell’impronta idrica dell’intera filiera, ha preso in esame la quantità di acqua immagazzinata in ogni prodotto Mutti. Dato che l’83% dell’impronta idrica di Mutti è dovuta alla coltivazione del pomodoro, è agli agricoltori che Mutti rivolge maggiormente la sua attenzione, con una campagna di sensibilizzazione e di supporto per razionalizzare l’uso delle risorse idriche impiegate per la

coltivazione.

La riduzione dell’impronta idrica del 3%, annunciata nel novembre 2011, potrà essere ottenuta riducendo dell’11,5% l’acqua per l’irrigazione (componente blu), riducendo del 30% i fertilizzanti a base di fosforo, azoto e potassio (componente grigia) oppure combinando le due precedenti misure. La metodologia utilizzata per il calcolo dell’impronta idrica è quella del Water Footprint Network (WFN), la più autorevole rete mondiale che riunisce istituti di ricerca, agenzie governative, ONG e settore privato per promuovere l’utilizzo sostenibile, equo ed efficiente delle risorse idriche mondiali.

Tra le cose che invece può fare  il cittadino, sia come utilizzatore del servizio idrico che come consumatore, c’è il calcolo della propria impronta idrica attraverso il carrello della spesa virtuale sul sito del WWF Italia www.improntawwf.it , che permette così di essere consapevoli di quanto ‘oro blu’ mettiamo nel nostro piatto con la scelta dei nostri prodotti alimentari.

Coming soon: Il WWF ha previsto per il 28 marzo il lancio del “Water Risk Filter”, uno strumento di valutazione dei rischi connessi all’approvvigionamento idrico da parte delle aziende che mapperà i bacini idrici a livello globale e che potrà essere utilizzato da investitori e grandi aziende per analizzare l’esposizione a minacce quali la scarsità idrica o l’inquinamento delle acque che impattano sulla catena di fornitura.

PER APPROFONDIRE: “IMPRONTA IDRICA, scenari globali e soluzioni locali”REPORT WWF ITALIA (Novembre 2011)

 

http://www.wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/DOSSIER/report%20impronta%20id

rica_Muttifinale.pdf

 

FAI e WWF: il consumo del suolo approda in Senato

Presentati oggi in audizione alla Commissione Ambiente del Senato i dati e le proposte del dossier sul consumo del suolo “Terra Rubata”

Il dossier FAI-WWF sul consumo del suolo “Terra Rubata” approda al Senato. Il WWF Italia e il FAI – Fondo Ambiente Italiano hanno presentato oggi in audizione alla Commissione Ambiente del Senato i dati e le proposte contenute nel dossier sul consumo del suolo “Terra Rubata – Viaggio nell’Italia che scompare”.

I rappresentanti delle due associazioni – Stefano Ficorilli dell’Ufficio legale WWF Italia, Gaetano Benedetto, Direttore delle Politiche Ambientali del WWF Italia, Costanza Pratesi e Daria Ballarin dell’Ufficio Ambiente e Paesaggio del FAI – hanno rinnovato l’esigenza che la Pubblica Amministrazione adotti nuove misure per l’arresto del consumo del suolo e applichi quelle già esistenti.

Nel corso dell’audizione parlamentare, infatti, alla domanda  della Commissione Ambiente se per il riutilizzo delle aree urbanisticamente degradate sia sufficiente la legislazione vigente, i rappresentanti delle due associazioni ambientaliste hanno risposto che è assolutamente possibile. Basterebbe infatti applicare i Piani paesaggistici previsti dal codice del Paesaggio del 2004, mai completamente realizzati, senza bisogno di fare ricorso a una nuova normativa.

Tra i nuovi interventi normativi – hanno aggiunto FAI e WWF –   ci sarebbe invece l’introduzione di meccanismi fiscali che da un lato garantiscano un più severo regime di tassazione sull’utilizzo di nuove risorse territoriali e, dall’altro, individuino agevolazioni sul riuso di territorio o sul suo riutilizzo mediante un minor consumo di suolo.

 

Roma, 20 marzo 2012

DONATORI DI ENERGIA IN BICICLETTA CERCASI PER ACCENDERE L’ORA DELLA TERRA

 31 MARZO, dalle 20.30: L’ORA DELLA TERRA

 

All’evento di Castel Sant’Angelo, a Roma, il PALCO A PEDALI dei TETES DE BOIS  per il  concerto-spettacolo gratuito “Goodbike” sarà alimentato da 128 biker reclutati sul web

OSPITI D’ECCEZIONE: ELISA E NICCOLO’ FABI

 

AL VIA LA PIATTAFORMA WEB

PER CONDIVIDERE LA PROPRIA “SFIDA” PER IL PIANETA

 

Il form per partecipare al concerto con la propria bici, le novità

e gli appuntamenti per l’Ora della Terra in tutta Italia su www.wwf.it/oradellaterra

 

Il WWF cerca ‘donatori di energia’ in bicicletta per il grande evento centrale dell’Ora della Terra, la campagna globale contro il cambiamento climatico e per un futuro sostenibile, che la sera del 31 marzo spegnerà simbolicamente le luci di migliaia di monumenti e luoghi simbolo in tutto il mondo. A Roma, nella suggestiva cornice di Castel Sant’Angelo, il pubblico sarà protagonista del concerto-spettacolo dei Tetes de Bois, “Palco a Pedali-Goodbike”, il primo eco-spettacolo al mondo in cui  l’energia elettrica che illumina il palco e lo fa suonare viene interamente generata dalle biciclette di 128 ‘donatori di energia’ reclutati sul web, dando vita a un viaggio nel mondo della bicicletta tra immagini, canzoni, racconti e poesia, che per l’occasione sarà dedicato all’Ora della Terra. Ospiti d’eccezione, Elisa e Niccolò Fabi, che con la loro musica saranno accanto al WWF per testimoniare l’impegno per fermare il cambiamento climatico e per un modello di vita più sostenibile, anche in vista del Summit per la Terra di Rio+20  a giugno. La serata è gratuita e aperta a tutti.

 

Da oggi su www.wwf.it sono aperte le prenotazioni per far parte dei 128 biker che con le loro biciclette renderanno possibile l’evento.

COMINCIA A PEDALARE!

Successo della seconda Domenica degli ingombranti a Terracina

L’iniziativa era attesa da tempo

Decine di macchine si sono avvicendate nel piccolo piazzale di fronte al campo di calcetto di San Silviano per consegnare oggetti ingombranti, elettrodomestici, piccoli e grandi, e apparecchiature elettroniche.

Anche i cittadini che si sono recati alla messa domenicale hanno approfittato per liberarsi di materiali non più utilizzati. Tornati a casa hanno caricato la propria auto o la motoape o addirittura un furgoncino per venire a conferire materiali accumulati da tempo nelle cantine o nei giardini.

Alla fine della mattinata si sono contati circa seicento oggetti consegnati (ingombranti, oggetti metallici, frigoriferi, lavatrici, televisori, piccoli elettrodomestici, legname, lampade); di questi quasi un centinaio, ancora utilizzabili, sono stati prelevati da cittadini interessati.

Ovviamente, l’iniziativa ha riscosso il plauso dei cittadini che si sono informati sulla data della prossima Domenica degli ingombranti, mentre alcuni si sono prenotati presso l’operatore dell’azienda per il ritiro a domicilio di altri oggetti.

Eppur si muove? Parte la raccolta domiciliare dei rifiuti nella parte alta di Terracina

Stamani il sindaco Nicola Procaccini ha presentato in conferenza stampa il progetto di raccolta porta a porta dei rifiuti urbani nel centro storico alto.

In sintesi:

saranno coinvolti 470 nuclei famigliari

lunedì 19 marzo inizierà la distribuzione del kit contenente brochure/calendario, secchio, sacchetti biodegradabili per l’organico, buste gialle per carta e cartone, buste celesti per plastica vetro alluminio

il nuovo metodo di raccolta comincerà lunedì 2 aprile mentre i cassonetti stradali verranno portati via qualche giorno dopo.

Dopo anni di attesa sembra arrivata l’ora di una inversione di rotta nella gestione dei rifiuti a Terracina; per questo e nel timore che possano commettersi errori che potrebbero rivelarsi irreversibili i rappresentanti del WWF Litorale Pontino presenti  hanno fatto alcune raccomandazioni.

Innanzitutto, la comunicazione. Conferenze stampa e articoli sui giornali non bastano e nemmeno la consegna puntuale del kit è sufficiente, occorre incontrare i cittadini nei luoghi di aggregazioni tipo la parrocchia,  il centro anziani o altro luogo per presentare il progetto e rispondere a tutte le domande e osservazioni che sicuramente verranno numerose in una fase di cambiamento, a dir poco, epocale.

Il monitoraggio dell’intera operazione, compresa l’indicazione degli impianti di riciclo cui vanno conferiti i materiali differenziati,  sarà la garanzia del suo successo che la renderebbe esportabile in altre zone della città. Su questo aspetto il WWF ha insistito chiedendo di evitare altre sperimentazioni, oltretutto dispendiose, di raccolte stradali ma di portare a regime l’iniziativa in corso per poi estenderla ad altri quartieri altrettanto ben delimitati.

L’interruzione della nuova modalità di raccolta allo scadere degli impegni ( si prevede un arco di tempo che non supererà la fine dell’anno) assunti con il Comune da parte dell’azienda che attualmente gestisce il servizio deve essere evitata assolutamente. Non si potrà tornare al cassonetto stradale pena il disorientamento totale di cittadini ormai avviati su una pratica virtuosa di gestione dei rifiuti.

A margine della conferenza stampa sono stati comunicati da parte di un responsabile della società Servizi Industriali alcuni dati sulla raccolta differenziata (stradale) che nel mese di febbraio si sarebbe attestata sul 14% su base mensile. Il sindaco, da parte sua, ha fatto intravvedere positivi sviluppi per un impianto di compostaggio nell’area delle Morelle.

I cittadini sicuramente sono pronti a diventare protagonisti di questa piccola rivoluzione mentre il WWF, come sempre, nella propria autonomia è disponibile a dare un contributo per la migliore riuscita dell’iniziativa.

Reazioni al comunicato del WWF Lazio sul raduno dei fuoristrada a Sperlonga (3)

da OnLine-News di giovedì 15 marzo 2012

In fuori strada nell’area protetta? Sacrilegio ambientale. Ma se il presidente della Provincia lo consente…

Alla faccia dei vincoli, in “fuori strada” nelle aree protette del Sud Pontino. E precisamente nel territorio del Parco naturale della Riviera d’Ulisse. Protestano gli ambientalisti. Ma il commissario del Parco, mister Mitrano, ha fatto concedere le deroghe dalla amministrazioni interessate. Lui è uomo di Armando Cusani, presidente della Provincia, già sindaco di Sperlonga, il sovrano indiscusso di quelle terre. Mitrano è il candidato di Cusani alle prossime elezioni amministrative di Gaeta, chissà cosa combinerà se sarà eletto.

Dunque gli occhi di tutti su quei cinque chilometri di spiaggia e poi vallate incantevoli e panorami mozzafiato, dal mare fino all’entroterra attraversando i comuni di Sperlonga, Fondi, Lenola e Pastena fino a Castro dei Volsci.Tutto bellissimo,peccato che l’evento di cui parliamo non sia un’escursione guidata alla scoperta dei tesori naturali della costa pontina e delle terre del Lazio, ma il programma di un mega raduno di fuoristrada che per due giorni, il 17 e il 18 marzo, approderanno sul territorio della Riviera di Ulisse, ambita meta vacanziera nella provincia pontina ed area protetta da vincoli ambientali. In barba all’erosione che devasta le coste laziali, tutti i comuni interessati al tragitto hanno concesso le autorizzazioni all’evento.

Partenza da Sperlonga, solcando per cinque chilometri la spiaggia verso Capratica, catalogata come “sic”, sito di importanza comunitaria. E contro la passeggiata “ecologica” a bordo del fuoristrada si scaglia ora il Wwf che punta il dito contro l’ente Parco Riviera di Ulisse, il cui logo compare, ironia della sorte, tra i patrocinanti dell’evento sul sito internet degli organizzatori. “Non avendo notizia di finalità di questo tipo nello statuto dell’Ente – dichiara il Wwf – pensiamo si tratti di un clamoroso errore e invitiamo il Parco a smentire oppure, se anch’esso sostiene coscientemente la cosa, lo invitiamo a motivare pubblicamente quale sia il contributo in termini di sviluppo sostenibile apportato da un simile evento”. Altro che natura.

Il rischio è infatti che un imprecisato numero di fuoristrada attraversi, durante la gita, altri siti protetti, zone a protezione speciale o ulteriori porzioni di territorio sottoposte a vincoli di tutela ambientale di cui è ricco il suo della regione. Il Wwf chiama poi in causa anche il governo del Lazio e domanda: “Se il percorso attraversa zone sottoposte a vincoli, è stata avanzata dagli organizzatori la richiesta di una Valutazione di incidenza sull’ambiente? Quale impatto possono avere i fuoristrada sulle aree naturali tutelate? E quali azioni preventive si intendono adottare per garantire la conservazione dei valori naturali di queste zone?”.

Ai comuni attraversati dal percorso dei fuoristrada si chiede inoltre di verificare nel dettaglio l’esatto percorso delle auto, verificando al contempo se ricada su porzioni di territorio del Parco. La logica suggerirebbe di preservare gli ambienti naturali. E una domanda sorge spontanea: “Non bisognerebbe cercare di limitare il più possibile le sorgenti inquinanti, soprattutto quando necessarie solo a consentire il divertimento di qualcuno?”.

Sul caso è già pronta un’interrogazione urgente alla Regione Lazio e al suo assessore all’ambiente. La firma Angelo Bonelli, presidente dei Verdi. “Chiediamo – dice Bonelli – se l’assessore ritiene che questo tipo di manifestazione e l’uso del logo dell’Ente Parco Riviera di Ulisse sia compatibile con le finalità di tutela e protezione dell’area naturale”.

Reazioni al comunicato del WWF Lazio sul raduno dei fuoristrada a Sperlonga (2)

Dal Messaggero di Frosinone del 15 marzo 2012

Raduno fuoristrada, ambientalisti contro

di LARA CELLETTI

Con i fuoristrada da Sperlonga a Castro dei Volsci, prima sulla spiaggia, poi per le montagne e le vallate incontaminate della Ciociaria. E gli ambientalisti insorgono. Diventa un caso il raduno di 4×4 programmato per domenica. «Abbiamo presentato un’interrogazione urgente in Regione, per chiedere se l’assessore all’Ambiente Mattei ha acquisito tutta la documentazione e in particolare la valutazione di incidenza ambientale, perché in caso contrario si potrebbe incorrere in una procedura di infrazione, essendo il luogo interessato dall’evento, area di interesse comunitario, Sito di Importanza Comunitaria (Sic), e Zona a Protezione Speciale (Zps)», dichiara Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi.

Insorge anche il Wwf:

«Chiediamo a tutti i Comuni coinvolti di verificare e rendere noto l’esatto percorso che i fuoristrada hanno avuto come autorizzato, in modo da poter verificare se in questo tragitto, come è facile che accada, saranno attraversati altre Zone a Protezione Speciale o ulteriori porzioni di territorio sottoposte dalle leggi italiane e comunitarie a vincoli di tutela ambientale e naturalistica». I Verdi temono che la colonna di pesanti fuoristrada possa deturpare delicati e preziosi sistemi naturali finora integri che fanno parte del patrimonio collettivo ambientale.

Cade dalle nuvole il presidente il presidente dei fuoristradisti ciociari, Mauro Perfili:

«Non sapevo nulla, per ora non commento, dico soltanto che siamo tranquilli perché abbiamo tutte le autorizzazioni del caso ed abbiamo pagato tutto quanto c’era da pagare, come del resto nelle nostre tante altre manifestazioni che si sono svolte nel rispetto completo dell’ambiente e della natura. E’ una semplice passeggiata non c’è nulla di agonistico, e la manifestazione vuole avere una valenza di promozione deluoghi di mare e di montagna, che verrebbero messi in comunicazione».

“L’isola che non c’è”: più coraggio, signor Sindaco.

Dal 18 marzo nascerà a Terracina un’isola pedonale domenicale

“Nel tratto di viale della Vittoria, compresa l’intersezione tra il viale Europa e via Lungolinea, sarà realizzata a cura dell’amministrazione comunale un’isola pedonale – afferma il sindaco Nicola Procaccini.
L’isola avrà il suo cuore pulsante in piazza Mazzini e sarà aperta dalle 10 alle 20 (orario continuato) tutte le domeniche fino al 27 maggio, mentre non si terrà solo a causa di avverse condizioni atmosferiche”.

L’iniziativa è condivisibile nelle intenzioni ma appare come il classico parto del topolino.

La zona coinvolta è molto limitata nello spazio (favorisce il concentrarsi delle persone in una singola area) e nel tempo (l’ interruzione con l’inizio dell’estate quando la vivibilità cittadina scende di molti punti sembra uno scherzo).

L’isola andrebbe sostenuta con servizi pubblici per raggiungerla, evitando così l’accerchiamento dell’area da parte di centinaia di auto di cittadini desiderosi di poter passeggiare in centro città finalmente senza  rischi e senza essere costretti a respirare gas di scarico.

Interromperla in caso di pioggia come previsto dal sindaco scopre un pò le intenzioni dell’Amministrazione terracinese;  non si tratta di una vera isola pedonale ma di una serie di piccoli eventi da realizzare con il bel tempo.

L’isola non c’è, è vero.

Più coraggio, signor Sindaco.

Reazioni al comunicato del WWF Lazio sul raduno dei fuoristrada a Sperlonga (1)

Dall’agenzia AGENPARL – Roma, 14 mar –

Il commissario straordinario del Parco Regionale Riviera di Ulisse, Cosmo Mitrano, smentisce categoricamente di aver mai dato alcun patrocinio ad un raduno di fuoristrada che – secondo quanto riportato da alcune agenzie di stampa – dovrebbe aver luogo a Sperlonga dal 17 al 18 marzo.

«Apprendo solo ora dalla stampa – sottolinea Mitrano – di questa manifestazione e sono dispiaciuto che qualcuno degli organizzatori abbia usato impropriamente il logo del Parco, senza alcuna autorizzazione».  «D’altronde – aggiunge il commissario Mitrano – la nostra missione è di tutelare e rispettare la natura; questo tipo di manifestazioni non può in alcun modo rientrare nel novero delle iniziative che il Parco promuove, patrocina o organizza».

 

Prima reazione al comunicato del WWF Lazio sul raduno dei fuoristrada a Sperlonga

Dall’ agenzia Adnkronos

”Abbiamo presentato un’interrogazione urgente in Regione, per chiedere se l’assessore all’Ambiente Mattei ha acquisito tutta la documentazione necessaria in merito alla vicenda del raduno di fuoristrada che si dovrebbe tenere lungo la spiaggia di Sperlonga il 17 e 18 marzo prossimo, in particolare se e’ stata acquisita la valutazione di incidenza ambientale, perche’ in caso contrario si potrebbe incorrere in una procedura di infrazione, essendo il luogo interessato dall’evento, area di interesse comunitario, Sito di Importanza Comunitaria (Sic), e Zona a Protezione Speciale (Zps)”. Lo dichiara Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi.

“Inoltre chiediamo – spiega Bonelli – se l’assessore ritiene che questo tipo di manifestazione e l’uso del logo dell’Ente Parco Riviera di Ulisse, sia compatibile con le finalita’ di tutela e protezione dello stesso”.

”Riteniamo gravissima la notizia di questo raduno – sottolinea il presidente nazionale dei Verdi – che potrebbe compromettere un ambiente di alto pregio ambientale, faunistico e paesistico. Le spiagge del Lazio – conclude – necessitano di azioni di tutela, non certo di raduni delle quattro ruote motrici, per essere rilanciate anche da un punto di vista turistico”.