Alla Rimembranza sta arrivando il materiale per la manutenzione, arriveranno anche volontari per i lavori?

DecretoRimembranza

Il parco della Rimembranza ha ottenuto il riconoscimento di monumento pubblico da un regio decreto del 21 marzo 1926.

In tutti questi anni non ha avuto da parte della pubblica amministrazione l’attenzione che meritava. Spesso i volontari che lo gestiscono hanno potuto contare soltanto sulla sensibilità di un assessore o di un funzionario per avere materiali per la manutenzione e qualche operaio per i lavori.

In momenti difficili gli aiuti sono venuti soprattutto da alcuni istituti scolastici di Terracina.

 

 

Finalmente nell’anno appena trascorso l’assessore Paolo Cerilli ha inserito una posta nel bilancio comunale a favore della Rimembranza riconoscendo che ci si trova davanti a qualcosa di più di un parco pubblico.

L

 

Con la somma stanziata (5.000 €) il Comune sta fornendo i materiali necessari per la manutenzione.

Comincia ad arrivare il legname per rinnovare le staccionate.

 

 

 

M

 

Ora, pur sperando nell’invio da parte del Comune di un paio di operai per i lavori più impegnativi lanciamo un appello ai cittadini perché vengano a collaborare volontaristicamente per l’esecuzione dei piccoli interventi.

 

I viandanti della via Francigena passano per la nostra città da quasi un decennio, pare se ne siano accorti in pochi.

viandanteSono ormai quasi dieci anni che camminatori, italiani e stranieri, percorrono i sentieri della Via Francigena del sud, direttrice Appia, passando anche per Terracina. Nei comuni vicini  le amministrazioni si sono attivate, chi più e chi meno, per far conoscere il proprio territorio ai possibili futuri turisti e si sono impegnate per rendere agevole il viaggio con una segnaletica opportuna e offrendo un’accoglienza dignitosa.

Da noi c’è stato sempre un profilo basso nei confronti di questa iniziativa fino a sfiorare il ridicolo quando un assessore caldeggiò il transito per Borgo Hermada, confuso probabilmente per un borgo medioevale.

Il disimpegno delle amministrazioni locali, qualora si diffondesse, ci costerebbe l’annullamento di questa esperienza; siamo infatti in competizione con la Valle Latina i cui comuni stanno prodigandosi per favorire il percorso verso Cassino e da qui a Brindisi. Gli sforzi dei promotori della Via Francigena lungo l’Appia, riuniti nel Gruppo dei Dodici, potrebbero essere resi vani se i Comuni pontini non si attivano anche chiedendo la collaborazione gratuita del Gruppo.

In tutto il tragitto le due tappe che hanno Terracina al centro sono caratterizzate da un percorso montano che attraversa aree naturali protette e resti archeologici e monumentali che tolgono il respiro, non solo per la fatica ma soprattutto per la meraviglia. E’ quanto avviene puntualmente quando i camminatori scendono dal sentiero e raggiungono l’Appia superiore di Piazza Palatina  per arrivare a Terracina e quando il giorno dopo, partendo dal Duomo, attraversano il centro storico alto e passano per il campo carsico di Camposoriano per raggiungere Fossanova. Ne sono testimoni i camminatori locali che li accompagnano in questi due tratti.

I  componenti del Gruppo dei Dodici, nelle more di interventi istituzionali per la messa in sicurezza di alcuni passaggi, si sono attivati, aiutati anche da volontari locali, nel ripulire i sentieri; nelle passate feste di fine d’anno sono intervenuti proprio nel tratto che dalla cava sull’Appia porta al basolato di Piazza Palatina.

Terracina Minchella 2015-01-04 Prima  (1)

Ecco come si presentava un tratto del percorso, ormai quasi chiuso.

 

 

 

 

Terracina Minchella 2015-01-04 Dopo(1)

 

 

Dopo l’intervento sarà possibile passare.

Anno nuovo problemi vecchi per Terracina, il treno e la gestione dei rifiuti

Il 2014 ci ha lasciato tra le tante due questioni irrisolte che penalizzano fortemente la città, il mancato ripristino della linea ferroviaria e il servizio di igiene urbana non ancora arrivato a regime e affidato per un ricorso legittimo ad una nuova azienda.

Foto0157La vicenda del treno ci vede stritolati nel braccio di ferro tra la Regione che non ha reperito per intero la somma necessaria per i lavori e la Rete Ferroviaria Italiana che per riaprire la linea non accetta la logica della messa in sicurezza del tratto più rischioso in attesa del completamento dei lavori. Nel frattempo tutto tace e la città come in tanti altri casi sta sostanzialmente accettando la mancanza del treno. Quello che le Ferrovie non sono riuscite a fare all’epoca del taglio dei rami secchi per la reazione unanime della città ora una frana consente, pare nel silenzio generale, la soppressione della linea Terracina-Fossanova.

In questa situazione i pendolari la mattina stanno utilizzando sempre più numerosi la stazione di Monte San Biagio alleviando forse i propri disagi ma di fatto dando ragione a chi aggiungerebbe il nome di Terracina sulla tabella di quella stazione.

Le forze politiche di Terracina presenti in Consiglio comunale su questa vicenda non si sono attivate allo spasimo; ciascuna, nel proprio ruolo di maggioranza o di opposizione, se ancora non l’ha fatto potrebbe intervenire sull’Ente regionale almeno per definire i tempi di intervento. Un Consiglio comunale convocato in via straordinaria a Roma presso la sede della Giunta regionale o semplicemente un presidio della stessa in cui tutti i consiglieri sarebbero attorniati da cittadini potrebbe servire a mettere in moto l’iter per il ripristino del treno?

1491586_10202593564585088_1452913647647510787_nLa gestione dei rifiuti, a differenza del ripristino della linea ferroviaria, vede i cittadini attenti e vigili nel denunciare disservizi e anche segnali di inciviltà da parte di alcuni che di fatto stanno boicottando la nuova modalità della raccolta. E’ ormai noto a tutti che la nuova modalità non ha avuto una partenza preceduta da una comunicazione all’altezza di un cambio di abitudini pluridecennali; nelle altre città italiane la comunicazione in media è durata un mese per ogni diecimila abitanti. L’Amministrazione comunale deve approfittare di questo passaggio di mano da un’azienda all’altra per correggere tutti gli errori a partire proprio dalla comunicazione.

Una volta insediata la nuova azienda occorrerà con essa focalizzare tutte le inefficienze di quest’anno in cui i cittadini terracinesi si sono cimentati nella raccolta differenziata.

 

Comunicazione e controllo della qualità del differenziato sono i parametri che garantiranno l’efficienza del servizio.

La prima, infatti, se raggiungerà i cittadini con assemblee nelle scuole, nelle parrocchie, nei centri sociali, nelle ccoperative, con trasmissioni o spot televisivi e utilizzando anche le associazioni di qualunque tipo e gli amministratori condominiali, metterà tutti nelle condizioni di ben operare. A questo punto un regolamento che prevedesse multe per gli inadempienti sarebbe non solo auspicabile ma obbligatorio.

Il controllo del differenziato oltre a permettere l’individuazione dei renitenti al nuovo sistema ai quali sarà comminata la multa prevista dal regolamento renderà veramente residuale il secco indifferenziato da pretrattare con notevoli risparmi nella gestione.

Purtroppo l’appalto porta con sé una sorta di peccato originale, tutti i vantaggi della raccolta differenziata, calo drastico dell’uso della discarica e diminuzione sensibile del pretrattamento, non porteranno riduzioni nelle bollette che dati i tempi sarebbero fortemente incentivanti. 

Avanti il secondo, la gestione dei rifiuti urbani a Terracina cambia mano

imgUn ricorso ha fatto fuori la Servizi Industriali alla quale era stata affidata la gestione dei rifiuti di Terracina. In questi mesi l’azienda aveva calato sulla città con una lentezza estrema il suo sistema fatto di porta a porta domiciliare e di prossimità, Igenio e raccolta stradale nella periferia ai confini con il comune di San Felice Circeo.

Alla prova dei fatti il sistema pur ottenendo qualche risultato ha mostrato più di una lacuna dovuta soprattutto alla scarsa comunicazione iniziale, alla lentezza nell’eliminazione dei cassonetti stradali, ai mancati controlli di qualità, all’assenza di un piano contro la dispersione di rifiuti sul territorio, alla quasi totale indifferenza nei confronti di un’opinione pubblica interessata a conoscere lo stato delle cose da cui avrebbe tratto ulteriore incentivo a ben differenziare,…

Che fare ora? Intanto, la proposta dell’azienda subentrante pare richieda una somma maggiore e inoltre ci sarà da elargire qualche risarcimento. Chi pagherà? La sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha sconfessato l’operato della Commissione giudicatrice offre qualche assist per un ricorso alla Corte dei Conti da parte dei cittadini, che già a migliaia avevano chiesto l’annullamento della gara d’appalto per la sua onerosità?

Che fare ora? Ricominciamo? Sarà possibile evitare gli errori  del precedente avvio? Gli amministratori comunali e in particolare l’assessore all’Ambiente, sono consapevoli che il sistema uscente aveva delle criticità e che occorre ripartire proprio da queste per raggiungere un livello del servizio adeguato al suo alto costo e nel rispetto delle norme? 

Il WWF Litorale Pontino presenta la Campagna STOP AI CRIMINI DI NATURA

banner_adozioni_1_7928STOP AI CRIMINI DI NATURA DA CHE PARTE STAI?
Sabato 20 e Domenica 21 dicembre
UN PUNTO DI INCONTRO DEL WWF A TERRACINA
Campagna di sensibilizzazione STOP AI CRIMINI DI NATURA
C’è un “mercato nero mondiale” che uccide elefanti, rinoceronti, tigri, tartarughe e aumenta il dramma della povertà in Africa, Asia e Sud America.

Avorio & Kalashnikov: anche gruppi armati e terroristici finanziati dal traffico illegale di specie selvatiche.
E’ assalto alla fauna anche in Italia: aumentano le minacce per orsi, lupi, piccoli e grandi uccelli migratori tra cui rapaci.

Il WWF chiede di sostenere le centinaia di Ranger del WWF attivi nei ‘fronti aperti’ d’Italia e del mondo e di firmare la Petizione online per ottenere in Italia sanzioni più severe per chi uccide specie selvatiche terrestri e marine http://www.wwf.it/criminidinatura
Elefanti, rinoceronti, tigri, oranghi, uccelli migratori, lupi e orsi e cetacei: specie simbolo e non solo, in Italia e nel mondo di nuovo a rischio estinzione. Un vero e proprio assedio su scala industriale che impoverisce la natura e le comunità locali e denunciato dal WWF il 4 ottobre scorso, alla vigilia della festa dedicata al Santo universalmente riconosciuto anche come ‘protettore’ degli animali, San Francesco d’Assisi. Allarme rosso anche per le tigri: oltre 1.400 gli esemplari uccisi dal 2000 al 2012 secondo le stime dei sequestri effettuati nei paesi range, almeno 2 a settimana.

Per questo il WWF – dichiara Andrea Filpa Delegato regionale per il Lazio – ha lanciato in Italia dal 4 ottobre scorso la grande Campagna ‘Stop ai crimini di natura – Da che parte stai?’ promossa in collaborazione con il suo Network TRAFFIC. A Natale il WWF ha rivolto particolare attenzione ai cuccioli degli animali uccisi illegalmente; ai piccoli di tigre, di elefante, di gorilla, lupo, orso ed altre specie a rischio. In Italia la petizione per introdurre nel nostro Codice Penale il delitto di uccisione di specie selvatica protetta – oggi punito con una semplice contravvenzione – ha raccolto finora circa 60 mila adesioni”.

NELLE GIORNATE DI SABATO 20 E DOMENICA 21 DICEMBRE per chi non lo avesse già fatto e per chi desideri incontrare il WWF più da vicino, si potrà concretizzare la propria adesione nel punto di incontro che il WWF organizza a Terracina: DALLE ORE 16,00 ALLE ORE 20 in Viale della Vittoria.
Sarà una bella occasione d’incontro nella quale ci si potrà iscrivere o rinnovare la propria iscrizione al WWF, adottare un cucciolo di specie a rischio e conoscere le numerose iniziative che il WWF ha in programma per il 2015.

Sono iniziative – conclude Filpa – che riguardano la tutela della biodiversità, le aree protette, la sostenibilità, la qualità di vita nelle città e la mobilità ciclabile, il risparmio energetico e il contrasto ai cambiamenti climatici, la riduzione degli inquinamenti, il blocco del consumo di suolo e delle opere dannose per l’ambiente; il Lazio ha bisogno del WWF Lazio, e il WWF Lazio ha bisogno delle idee, della creatività, delle competenze e dell’impegno di chi ha a cuore la tutela della biodiversità in Italia e nel mondo, contro ogni crimine di natura”.

IL WWF CHIEDE IL SOSTEGNO DI TUTTI:

UN INVITO AD AIUTARE le centinaia di Ranger, Guardie e volontari del WWF, attivi in Italia e
nel mondo, per dotarle di attrezzature tecnologiche, medicine, fuoristrada, gps, camera-traps,
binocoli, radiotrasmittenti e altri equipaggiamenti indispensabili a monitorare il territorio per
sorprendere bracconieri e trafficanti.
Sul sito http://www.wwf.it/criminidinatura chiunque può informarsi sul fenomeno e sostenere la campagna
del WWF con una donazione libera; DIFFONDERE a sua volta le informazioni e SOTTOSCRIVERE la PETIZIONE “Sanzioni più severe contro chi uccide specie selvatiche”.
Per sostenere la Campagna è attivo anche il NUMERO VERDE 800.990099.

Maria Petringa, grande è stato, tra educazione e tutela, il suo impegno per l’ambiente

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Domenica 14 dicembre ci ha lasciati Maria Petringa, una grande sostenitrice dell’ambiente in cui svisceratamente credeva e per molti anni coordinatrice del gruppo fondano degli attivisti del panda.

 

 

 

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I soci attivisti del WWF Litorale Pontino che l’hanno conosciuta la ricordano come una donna intelligente ed aperta, pronta ad affrontare le battaglie per un mondo migliore partendo proprio dal suo.

 

download Tutti ricordano il suo decennale impegno per il lago e la sua iniziativa di lottare con caparbietà per la nascita del parco. E’ stato grande il suo credere profondamente alla possibilità di salvaguardare un territorio cosi vario quale il lago di Fondi. Per la sua partecipazione, per la sua onestà intellettuale e per l’impegno che la contraddistinguevano ci lascia un vuoto incolmabile.

Queste sono le parole con cui una sua cara amica e collaboratrice, Aurelia Garante, ha voluto ricordare a tutti la figura di Maria Petringa.

Noi aggiungiamo soltanto che le persone si dividono in due categorie, quelle che prendono più di quello che danno al loro territorio e quelle che danno più di ciò che prendono. Per noi Maria apparteneva senza alcun dubbio alla seconda.  

Nel corso per immigrati tenuto da Maison Babel secondo intervento del WWF Litorale Pontino sul tema rifiuti

Nel secondo incontro  con gli allievi del corso di italiano tenuto da Maison Babel si è dato molta importanza alla riduzione della produzione dei rifiuti e al riciclo dei materiali degli oggetti dopo l’uso.

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E’ stato anche affrontato il sistema di raccolta dei rifiuti urbani di Terracina individuando le zone in cui gli stessi corsisti risiedono.

 

 

A Molti dei presenti si trovano nella zona servita dal sistema Igenio e tutti riescono in un modo o in altro a conferire correttamente i rifiuti anche se gli orari (dalle 6.45 alle ore 18.10, la prima uscita e l’ultimo rientro dei cassonetti mobili) creano difficoltà a chi lavora.

 

DTutto il gruppo si è mostrato interessato ad una gestione corretta dei rifiuti. Quelli che vivono in appartamenti della zona con raccolta condominiale hanno affermato di seguire le disposizioni presenti nel manuale distribuito a tutte le famiglie.

 

L’esperienza realizzata con questi nostri concittadini ci rafforza nella convinzione che la comunicazione, frettolosa e scarna, con cui il nuovo sistema ha preso l’avvio debba essere ripresa. 

 

 

Rifiuti Zero? Usciamo fuori dall’ambiguità di un’espressione abusata che contrasta leggi naturali

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Il Consiglio comunale di Terracina ha un punto all’odg che recita : Applicazione della strategia “Rifiuti Zero” mediante piano di riduzione e valorizzazione dei rifiuti.

 

Per coloro che non hanno dimestichezza con le strategie di trattamento dei rifiuti, Rifiuti Zero è la traduzione corrente dell’espressione americana Zero Waste che più correttamente andrebbe intesa come Zero Scarti.

Facciamo qualche puntualizzazione. Intanto, in tutte le trasformazioni il secondo principio della termodinamica (che non si può trasgredire) ci obbliga a lasciare sempre qualcosa, sia essa energia o materia. Quindi, Rifiuti Zero già solo semanticamente è fuorviante. Inoltre, si sono impossessati di tale espressione anche coloro che mirano a “valorizzare” energeticamente i rifiuti, i fautori dell’incenerimento, che così portano a Zero i rifiuti. Se ciò non bastasse la strategia Rifiuti Zero che viene diffusa nel nostro Paese fa ampio uso di TMB (Trattamento Meccanico Biologico),  che pur finalizzato al recupero di materia come affermano i sostenitori della strategia, lascia sempre qualcosa che prenderà altre strade. Per l’organico, poi, prediligono il trattamento anaerobico con produzione di biogas.

Per abbandonare l’ambiguità dell’espressione Rifiuti Zero da qualche anno è stata introdotta giustamente l’espressione Riciclo Totale che non gioca con le parole, non ricorre ad alcun trattamento meccanico biologico ed è rispettosa dei principi della termodinamica in quanto prevede gli scarti nei processi ma li reimmette nel ciclo delle merci.

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L’espressione Rifiuti Zero, quindi, potrebbe anche essere interpretata come Riciclo Totale ma la strategia Rifiuti Zero presentata in un incontro pubblico a Terracina il 29 novembre ha tutti i limiti sopra elencati.

Lo sapevamo, la riduzione dei costi del servizio favorita dalla raccolta differenziata dei rifiuti confermata dai dati ISPRA

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La crescita della RD e del riciclo: la via per abbattere i costi delle bollette dei rifiuti

 

 

 

Raccolta differenziata  (%)                           Costo pro-capite annuo (euro/abxanno)

20-40                                                                          215,31

40-60                                                                           179,8

oltre  60                                                                              148,6

(Comuni compresi fra 50.000 e 150.000 ab  (dati ISPRA 2013))

A Terracina, purtroppo, l’impostazione data alla gara d’appalto del servizio non farà ricadere sui cittadini questi benefici che funzionerebbero da ulteriore incentivo a ben separare e a scoraggiare comportamenti incivili ancora diffusi.

La crisi economica in atto non frena il riciclo degli imballaggi, è quanto emerge dal Rapporto “Italia del riciclo” presentato oggi a Roma

Ronchi4.12.2014

 

Stamani a Roma Edo Ronchi, il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha illustrato il 5° Rapporto Italia del Riciclo, redatto in collaborazione con FISE UNIRE (Unione Nazionale Imprese Recupero).

 

 

 

 

Pur nelle difficoltà economiche in cui versa ormai da qualche tempo la società italiana il riciclo dei materiali ha registrato un incremento anche se solo dell’1% con punte significative per la carta, l’acciaio e il vetro.

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Il Rapporto evidenzia le prospettive di crescita del riciclo al livello nazionale ed europeo che, aggiunto  alla prevenzione e al riuso dei rifiuti, può produrre un risparmio di 600 miliardi di euro e ridurre l’emissione di gas serra dal 2 al 4 %. Il raggiungimento dei nuovi obiettivi oltre a ridurre la domanda di risorse che si stanno rarefacendo metterebbe l’Europa in una condizione di maggiore competitività creando circa 600.000 nuovi posti di lavoro.

Come in altri settori il Rapporto rileva la presenza di differenze notevoli lungo la penisola. “Per rafforzare il riciclo e recuperare i ritardi in alcune zone, specie al sud, ancora con livelli inadeguati di raccolte differenziate, è indispensabile scoraggiare il ricorso allo smaltimento in discarica, passare da un metodo di tariffazione presuntiva ad un calcolo della tariffa sulla base dei rifiuti effettivamente conferiti, distinguendo e incentivando quelli differenziati rispetto al tal quale e promuovendo al contempo la diffusione di prodotti ottenuti con materiali riciclati.

Il Rapporto è scaricabile dal sito della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.